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ANFRAGE ZUR SCHRIFTLICHEN BEANTWORTUNG.

Auf Initiative der Agentur für Bevölkerungsschutz und in enger Zusammenarbeit mit den betroffenen Gemeinden wurden in zweijähriger Arbeit gemeinsam mit Akteur:innen der Landesverwaltung, der Verbände und Vereine Maßnahmen zur Erstellung eines Managementplans für das Gebiet der Etschtalsohle von der Töll bis nach Salurn erarbeitet.
Daraus entstanden ist der bislang größte Plan Südtirols, der sogenannte Flussraummanagementplan Etsch (2018). Das Ergebnis dieses fächerübergreifenden Flussraummanagementplanes und der erarbeitete Maßnahmenkatalog dienen letztendlich der Risikoreduktion sowie der Erhaltung und Verbesserung dieses wertvollen Lebens- und Wirtschaftsraumes.
Unter den Maßnahmen zu „Hochwasserschutz der Siedlungsgebiete, Infrastrukturen und landwirtschaftliche Flächen unter Berücksichtigung der künftigen Raumentwicklung“ wird mit hoher Priorität die Maßnahme „Entwicklung eines Konzeptes zur Optimierung und Verbesserung der Entwässerung in Sinich“ (A.5.1) angeführt.
Die Gemeinde Meran hat am 29.07.2020 eine Machbarkeitsstudie für gezielte Wasserbauwerke zur Ableitung der oberflächigen Gewässer vorgestellt, um den Ausbau des Netzes zur Regenwasserentsorgung zu planen und so den Wasserfluss bei Regenfällen steuern zu können. Bereits 2018 hatte die Gemeinde den Auftrag erteilt, ein detailliertes Bild der hydrogeologischen Gegebenheiten zu erstellen.
Landesrat Giuliano Vettorato teilt am 17.03.2021 in seiner Antwort auf die Anfrage Nr. 1433/21 mit: „Il Comune di Merano ha già commissionato diversi studi ingegneristici e idrogeologici per venire a conoscenza della situazione della falda e delle sue oscillazioni nel corso degli anni. […] In data 11 marzo 2021 si è svolta una conferenza di servizi del Comune a Sinigo sull’argomento gestione falda. Oltre ai rappresentanti della Amministrazione Comunale vi hanno partecipato i tecnici incaricati delle perizie tecnico/idrauliche e idrogeologiche Ing. Patscheider e dott. Geol. Dessì, rappresentanti del Centro di Sperimentazione Laimburg, dell’Ufficio Sistemazione bacini montani sud e del Consorzio di Bonifica Foce Passirio Foce dell’Isarco. Per la Provincia ha partecipato il Dott. Fabio de Polo, Direttore dell’Ufficio Sistemazione bacini montani sud. […] Attualmente sia l’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima che l’Area funzionale bacini montani non hanno la possibilità di prevedere dei finanziamenti per un simile progetto. Allo stesso tempo non sono previsti in questo momento finanziamenti provenienti dal recovery fund“.
Das Bonifizierungskonsortium Passer-Eisackmündung gibt auf seiner Website bekannt, dass die Zuständigkeiten des Konsortiums vom Land genehmigt werden („La Provincia Autonoma di Bolzano ha approvato il piano il giorno 15 dicembre 2016“) und veröffentlicht einen entsprechenden Plan, einschließlich technischem Bericht.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Welche Bestimmungen gelten für Bonifizierungsgräben bezüglich Instandhaltung, Distanz zu Infrastrukturen und Kulturpflanzungen?
  2. Wann wurde der Grenzverlauf des Bonifizierungskonsortiums Passer-Eisackmündung innerhalb des Meraner Gemeindegebiets zum letzten Mal abgeändert? Und von wem?
  3. Aus welchen Gründen fallen die Kanäle und Gräben oberhalb des Vittorio-Veneto-Platzes, 24. Mai-Straße, Battisti- und Sauro-Straße nicht in die Zuständigkeiten des Bonifizierungskonsortiums?
  4. Wer ist für die Gießengräben orografisch rechts vom Naifbach zwischen Romstraße, Untermaiser Handwerkerzone und Bahnlinie zuständig? Warum ist laut „capitolo 7.1, relazione tecnica, Piano di Classifica“ das Bonifizierungskonsortium ausschließlich für den „allacciante Maia Bassa“ zuständig?
  5. Wer ist für den Graben entlang der Eisenbahnlinie zwischen Untermaiser Handwerkerzone und Fermistraße zuständig?
  6. Wer kontrolliert die ordnungsgemäße Instandhaltung der Gräben und Kanäle, die nicht in die Zuständigkeit des Bonifizierungskonsortiums fallen?
  7. Wie funktioniert die Zuweisung von neuen Gräben? Welche Rechte und Pflichten gehen mit der Übernahme solcher Gräben einher? Wie viel Beiträge werden jährlich für die Instandhaltung dieser Gräben an die Konsortien ausbezahlt?
  8. Der Landesverwaltung ist u.a. aus dem Flussraummanagementplan Etsch und aus der letzten Dienststellenkonferenz vom 11 März 2021 hinlänglich bekannt, dass die Entwässerung im Meraner Stadtviertel Sinich optimiert werden muss. Welche Maßnahmen hat die Landesverwaltung über die Agentur Landesdomäne und den Agrarbetrieb Laimburg auf den eigenen Grundstücken umgesetzt, um zu einer Verbesserung der Entwässerung beizutragen? Welche weiteren Maßnahmen sind geplant und bis wann?
  9. Wird es als notwendig erachtet bestehende Kanäle wieder in Betrieb zu nehmen bzw. neue Kanäle anzulegen? In wessen Zuständigkeit fallen dann diese?
  10. Welches sind die Gründe, warum die Landesverwaltung bisher keine Mittel für eine Verbesserung der Entwässerung in Sinich vorgesehen hat? Warum war dies nicht für den Recovery Fund vorgesehen?
  11. Unter welchen Voraussetzungen übernimmt das Land die Kosten für Anlagen zur besseren Entwässerung in Sinich? Zu welchen Anteilen?
  12. Gibt es für die Landesverwaltung die Möglichkeiten, im Haushalt Mittel für die Verbesserung der Entwässerung in Sinich für die Gemeinde Meran bereitzustellen?

 

Bozen, 05.05.2021

Landtagsabgeordnete
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

MOZIONE.

Con il senno di poi il manifesto dell’OMS, pubblicato nel 2018, in alcune parti è quasi profetico. È intitolato “Managing epidemics. Key factors about major deadly diseases” e descrive il rischio globale derivante dalle pandemie nel XXI secolo. Esse rischiano di espandersi più velocemente che mai, dato che le nostre mutate condizioni di vita offrono loro terreno fertile.

Tre anni dopo ci ritroviamo appunto nel mezzo di una simile pandemia e siamo prevalentemente intenti a contrastare in tutti i modi il coronavirus. In tutto ciò il dibattito pubblico è dominato da come arrestare la diffusione del virus e rimuovere quanto prima le misure di contenimento. Più marginalmente si discute anche di come prevenire e curare i decorsi più gravi della malattia. A tale riguardo ci sono alcuni dati interessanti. Da alcune ricerche svolte dal settimanale tedesco “Die Zeit” è emerso che nel 30% dei pazienti e delle pazienti ricoverate per Covid il virus è stato diagnosticato solo casualmente. Si tratta per lo più di vittime di incidenti o donne in gravidanza, ricoverate in clinica per altri motivi ma che statisticamente figurano tra i pazienti ricoverati causa Covid. Questo ci permette di dedurre alcune cose. Più persone di quanto si pensasse riescono a superare la malattia da sole senza trattamento medico e senza complicazioni. Si tratta perlopiù di persone sane e senza patologie pregresse. Parallelamente viene da chiedersi quali persone siano a rischio di un decorso grave. Sappiamo che vi rientrano gli individui con determinate patologie pregresse come obesità, diabete, ipertensione ecc.

Considerato che dovremo convivere ancora per parecchi anni con il coronavirus, come affermato di recente dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), è giunto il
momento di pensare alla prevenzione. Finora è stato fatto poco per proteggere la popolazione dal diventare pazienti a rischio. Molte persone potrebbero invece essere tutelate preventivamente
da un decorso grave. Ed è proprio questo il compito di un’amministrazione. Public health significa appunto tutelare attivamente e preventivamente la popolazione. Studi internazionali, tra cui anche dell’OMS, confermano il successo di un simile lavoro di prevenzione. Tali strategie sono già affermate e permettono di risparmiare soldi pubblici nel lungo termine.

Considerato che, a quanto pare, viviamo nell’“epoca delle pandemie”, anche in Alto Adige dobbiamo sviluppare una strategia per rendere la nostra provincia più resiliente nella gestione di queste
malattie. L’OMS da tempo chiede che vengano elaborati dei piani d’azione globale per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili come il diabete. La Finlandia e l’Austria sono tra i
Paesi che hanno un piano di questo tipo. Anche il sovrappeso e la sedentarietà possono e devono essere contrastati a livello politico. Ricercatori e ricercatrici in Gran Bretagna hanno scoperto in
uno studio svolto già ad aprile 2020 che, tra i pazienti britannici, il sovrappeso aumenta di quattro volte il rischio di decesso dovuto al coronavirus. Uno studio francese è giunto alla conclusione che i Paesi dell’OCSE soffrono particolarmente a causa del coronavirus dato che spesso hanno una popolazione sovrappeso. Secondo gli scienziati e le scienziate la risposta al virus da parte degli
Stati e dei Paesi dovrebbe essere soprattutto quella di avere un occhio di riguardo per la salute della popolazione.

Si tratta di una sfida intersettoriale che va oltre le competenze dell’Azienda sanitaria e coinvolge anche l’agricoltura, l’urbanistica, la tutela dell’ambiente, il traffico, il sociale e l’istruzione.

L’OMS parla infatti di un approccio “Health in all policies”. Ogni decisione politica deve considerare anche le ripercussioni che questa può avere sulla salute, per evitare danni collaterali di tipo sanitario e migliorare lo stato di salute della popolazione.

Il Covid ci accompagnerà ancora per un bel po’. I vaccini allevieranno la situazione. Dobbiamo però anche considerare che non sarà l’ultima pandemia che incontreremo nella nostra vita. Nel lungo termine la situazione attuale ci può insegnare molte cose: in particolare come una popolazione forte e sana possa contrastare un virus.

Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica pertanto la Giunta provinciale

  1. di prevedere obbligatoriamente nell’iter di tutti i progetti politici un’analisi dell’impatto che essi hanno sulla salute della popolazione sotto forma di un approccio “Health in all policies”, come raccomandato dall’OMS;
  2. di elaborare, come raccomandato dall’OMS, un piano di azione per la prevenzione del diabete in Alto Adige che contenga indicazioni operative concrete;
  3. di elaborare un elenco di criteri relativo alla “Corporate Health Responsibility” nel quale vengano raccolte misure per un comportamento responsabile sotto il profilo sanitario da parte
    delle aziende dell’Alto Adige;
  4. di aumentare i contributi provinciali per la ristorazione collettiva pubblica a condizione che i gestori/le gestrici investano queste risorse in prodotti a filiera corta, biologici e prodotti in
    modo equo;
  5. di aumentare le ore di educazione fisica nelle scuole elementari, medie e superiori ad almeno tre unità settimanali o, in alternativa, a estendere l’insegnamento integrativo di educazione fisica a tutte le scuole elementari, medie e superiori, in modo che in ogni grado scolastico sia prevista obbligatoriamente un’offerta sportiva extrascolastica almeno una volta a settimana;
  6. di inserire obbligatoriamente nel calendario scolastico delle scuole elementari, medie e superiori dell’Alto Adige un progetto incentrato sull’alimentazione.

 

Bozen, 05.05.2021

 

Consiglieri provinciali

Brigitte Foppa

Hanspeter Staffler

Riccardo Dello Sbarba

ANFRAGE ZUR AKTUELLEN FRAGESTUNDE.

Am 21. April wurde auf Rai Südtirol in der Sendung „Land und Leben“ von einer Zusammenarbeit des Viehvermarktungskonsortiums KOVIEH und der Supermarktkette Poli berichtet. Die Marke „KOVIEH“ bewirbt das Projekt mit den Worten „Hinter diesem Fleisch steht eine Südtiroler Bauernfamilie mit ihrem Hof. Dort wurde das Tier geboren und mit Kuhmilch aufgezogen und dort durfte es sich im Freien austoben“ Im Bericht erfährt man dann aber, dass die 20 bis 30 Monate alten Tiere bei einer Versteigerung erworben und dann im Stall, (ohne Auslauf?), drei bis sieben Monate gemästet werden. Ihr Futter besteht aus 20 % Heu und 80 % Getreidemastfutter. Dieses Getreidemastfutter wird fast ausschließlich importiert.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Wie ist importiertes Getreidefutter mit dem Versprechen lokaler Qualitätsmast zu vereinbaren?
  2. Wie viel Prozent des Getreidefutters werden importiert? Von wo stammen die Importe?
  3. Ist das importierte Getreidefutter frei von Gentechnik?
  4. Wie ist so eine Rindermast mit den geltenden Gesetzen zum Flächenverhältnis GVE/Hektar möglich?
  5. Wie kann es sein, dass Fleisch unter der „KOVIEH“-Marke verkauft wird, das nicht die eigenen Qualitätsstandards erfüllt? Wir bitten dabei insbesondere auf die folgenden Punkte einzugehen: „Am Hof geboren“, „Alpung“ und „im Freien austoben“.

Bozen, 05.05.2021

Landtagsabgeordnete
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

ANFRAGE ZUR AKTUELLEN FRAGESTUNDE.

In Medienberichten vom 05.05. lesen wir von einer Strategie, mit denen das Blockheizkraftwerk in Sand in Taufers neue Fahrt aufnehmen will: Die Kraftwerke, in unmittelbarer Nähe zu einem Wohngebiet, sollen mittels tierischer Fette beheizt werden, gewonnen aus Schlachtabfällen, die von „weit her“ nach Sand in Taufers gebracht werden sollen.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Woher kommen die Schlachtabfälle, mit denen die Blockheizkraftwerke „gefüttert“ werden sollen?
  2. Wie kann garantiert werden, dass es bei der Verbrennung von tierischen Fetten tatsächlich keine Dioxine austreten?
    a. Ist eine Temperatur von über 450 Grad Celsius stets und ohne Schwankungen gewährt?
    b. Gibt es externe Kontrollen zu Temperatur und Brennvorgang? Von wem?
  3. Wie ist die CO2-Bilanz beim Verheizen von tierischen und wie jene von anderen Fetten? Wir bitten um einen detaillierten Vergleich.
  4. Wie kann ausgeschlossen werden, dass in den Aschen und Schlacken Gift- bzw. Schadstoffe aus der Tierhaltung verbleiben?
  5. Kann ein:e Abnehmer:in der Fernwärme, der/die aus ethischen Gründen diese Praxis ablehnt, auf andere Brennstoffe zurückgreifen?

Bozen, 05.05.2021

Landtagsabgeordnete
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

ANFRAGE ZUR AKTUELLEN FRAGESTUNDE.

Derzeit laufen die Bauarbeiten zur Erweiterung des Flughafens Bozen. Im Zuge der Erweiterung werden in diesen Tagen wasserführende Gräben mit Erdmaterial zugeschoben. In zwei kleinen Restgräben tummeln sich noch Gelbbauchunken, Wechselkröten und Grünfrösche, die dem Untergang geweiht sind. Jegliches Leben in den ehemaligen Gräben wurde durch die Erweiterungsarbeiten bereits zerstört.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Warum hat die Landesregierung dem Flugplatzbetreiber die Zerstörung dieser Kleinlebensräume erlaubt?
  2. Warum hat die Landesregierung dem Flugplatzbetreiber nicht einen Umweltbaubegleiter/ eine Umweltbaubegleiterin vorgeschrieben, um Lösungen für die in den Gräben beheimateten Tiere zu finden?
  3. Warum hat die Landesregierung nichts unternommen, um zumindest eine professionelle Umsiedlung der Gelbbauchunken, Wechselkröten und der Grünfrösche als ultima ratio vorzunehmen?

Bozen, 04.05.2021

Landtagsabgeordnete
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

ANFRAGE ZUR AKTUELLEN FRAGESTUNDE.

Die Gemeinde Meran hat am 29.07.2020 der Bevölkerung von Sinich eine Machbarkeitsstudie vorgestellt, worin die Ableitung der oberflächigen Gewässer und der Ausbau des Netzes zur Regenwasserentsorgung beschrieben sind. In Sinich gibt es seit Jahren Probleme mit dem anstehenden Grundwasser, die Ursachen sind laut Studie unter anderem auch die mangelhafte Instandhaltung von Abzugsgräben. Neben dem Bonifizierungskonsortium Passer-Eisackmündung verfügt auch der Landesbetrieb Laimburg über beträchtliches Grundeigentum, welches von Wassergräben durchzogen ist.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Ist es der Landesregierung bekannt, dass die Entwässerung im Meraner Stadtviertel Sinich optimiert werden muss?
  2. Welche Maßnahmen hat die Landesregierung über die Agentur Landesdomäne und den Agrarbetrieb Laimburg auf den eigenen Grundstücken umgesetzt, um zu einer Verbesserung der Entwässerung beizutragen?
  3. Welche weiteren Maßnahmen sind geplant und bis wann? Wird es als notwendig erachtet, bestehende Kanäle wieder in Betrieb zu nehmen bzw. neue Kanäle anzulegen?

Bozen, 03.05.2021

Landtagsabgeordnete
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

 

Hier könnt ihr die Antwort der Landesregierung herunterladen.

ANFRAGE ZUR AKTUELLEN FRAGESTUNDE.

Vor zehn Jahren, Mitte April 2011, wurde die Westumfahrung von Brixen nach langer Planungs- und Vorlaufzeit in Betrieb genommen. Der planerisch, technisch und architektonisch anspruchsvolle Bau mit dem erheblichen Kostenrahmen von ca. 130 Mio. € sollte die Staatstraße durch Brixen und vor allem die Anwohnenden vom Verkehr und den notorischen Staus entlasten und durch den Mittelanschluss (eröffnet 2020) die Zufahrt zum Stadtzentrum ermöglichen. Die im Vorfeld von Verkehrsplanern auf 10.000 PKWs pro Tag prognostizierte Entlastungswirkung ist allerdings ausbaufähig, da nach Zählungen zu Beginn höchstens 5.000 Fahrzeuge den Tunnel befahren. Auch aktuell ist die Auslastung mäßig, sodass es angeraten wäre, eine Verkehrszählung durchzuführen, falls nicht bereits geschehen.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Ist die aktuelle Auslastung der Westumfahrung von Brixen durch tragfähige Verkehrszählungen erhoben worden?
  2. Falls nicht, wird zehn Jahre nach Inbetriebnahme eine solche Zählung, auch im Vergleich zur Staatsstraße ins Auge gefasst?

Bozen, 04.05.2021

Landtagsabgeordnete
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

COMUNICATO STAMPA.

La Giunta ha approvato il disboscamento di un piccolo bosco ripariale di frassini nel Comune di Chienes. Il mondo di esperti e ambientalisti è indignato e a ragione.

Si tratta infatti di 5000 m² di bosco ripariale di frassini strettamente tutelato sia della Direttiva Habitat europea che dalla Legge provinciale per la protezione della natura. Dal punto di vista dell’UE, i boschi di frassini sono un “habitat prioritario” che deve essere protetto in maniera particolare da Stati e Regioni.

Anche la Legge per la tutela della natura della Provincia dà delle indicazioni molto chiare in proposito e vieta per principio il disboscamento delle foreste ripariali. Fino a 60 anni fa, c’erano ancora bellissime aree di boschi ripariali di frassino in tutta la provincia, la maggior parte delle quali ha dovuto far posto a terreni agricoli. Quando alla fine del 2010 è stata approvata la legge provinciale per la tutela della natura, c’è stato un sospiro di sollievo: finalmente, questi habitat rimanenti sarebbero stati protetti.

Ma a quanto pare ci siamo sbagliati. “Non riusciamo proprio a capire come sia possibile che la Giunta permetta la distruzione di questi habitat rari e tutelati” commenta il Consigliere provinciale Hanspeter Staffler.

Con una interrogazione il Gruppo Verde vuole sapere perché sia stato approvato il disboscamento di questo bosco ripariale, nonostante i vincoli posti sia a livello europeo che a livello provinciale.

Dobbiamo fare tutto il possibile per salvare questo prezioso habitat naturale dalla distruzione.

Bolzano, 4/5/2021

 

Cons. prov.

Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

ANFRAGE ZUR AKTUELLEN FRAGESTUNDE.

Mit Beschluss der Landesregierung Nr. 1141/17.12.2019 wurde die Umwidmung von 5.160 m² Wald in Landwirtschaftsgebiet genehmigt, obwohl die zuständige Kommission für die Umwidmung von Wald, landwirtschaftlichem Grün, bestockter Wiese und Weide mit Beschluss Nr. 28/19 vom 8.3.2019 ein negatives Gutachten erlassen hatte.

Auf den betroffenen Grundparzellen 491/5 und 513/1 der K.G. St. Sigmund wächst heute ein Erlen-Eschen-Auenwald, dessen Rodung laut Art. 17, Absatz 1 des Landesgesetzes vom 12. Mai 2010, Nr. 6 verboten ist. In der Europäischen FFH-Richtlinie wird dieser Wald als „prioritärer Lebensraumtyp 91E0 * Auen-Wälder mit Alnus glutinosa und Fraxinus excelsior” beschrieben. Im zitierten Beschluss der Landesregierung wurden diese wesentlichen Gesetzesbestimmungen nicht berücksichtig.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Ist der Landesregierung bekannt, dass ihr Beschluss Nr. 1141/17.12.2019 weder die FFH-Richtlinie noch das Landesgesetz vom 12. Mai 2010, Nr. 6 berücksichtigt?
  2. Ist der Landesregierung bekannt, dass die Rodung der genannten Grundparzellen gegen die FFH-Richtlinie und gegen Art. 17 des Landesgesetzes vom 12. Mai 2010 verstößt?
  3. Ist die Landesregierung gewillt, den zitierten Beschluss auf dem Selbstschutzwege zu annullieren, da wesentliche rechtliche Bestimmungen nicht berücksichtig wurden?

Bozen, 03.05.2021

Landtagsabgeordnete
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

 

Hier könnt ihr die Antwort der Landesregierung herunterladen.

Questa pandemia non solo porta con sé grandi sfide sociali ed economiche, ma solleva anche molte questioni etiche. Questioni come la vaccinazione o i test antigenici obbligatori, oppure il cosiddetto “green pass”, stanno causando accese discussioni anche all’interno delle famiglie.

In una atmosfera esasperata dalle ripetute chiusure, dalla disperazione, dalle paure per il futuro e dai conflitti mediatici di un intero anno di Covid-19, una discussione oggettiva su questi temi, basata sul rispetto e la considerazione reciproca sembra essere sempre più difficile.

Questa situazione viene inasprita dalle decisioni arbitrarie e talvolta persino autoritarie da parte della politica. Queste possono anche essere state inevitabili all’inizio della pandemia, ma oggi – un anno dopo il primo lockdown – dovrebbero e devono essere messe in discussione.

Per noi Verdi Grüne Vërc è di centrale importanza che valori come consenso, partecipazione e solidarietà tornino a essere basi inalterabili delle decisioni politiche. Solo oggettivando la discussione è possibile elaborare approcci praticabili e orientati alla soluzione, che siano condivisi da tutta la società e che ci possano quindi portare al superamento della pandemia.

La nostra posizione su tre punti particolarmente attuali:

Obbligo di vaccinazione per il personale sanitario:

La necessità di una discussione aperta è dimostrata dalla frettolosa introduzione da parte del governo italiano della vaccinazione obbligatoria per il personale sanitario. Un anno fa, il personale sanitario, che ha svolto un lavoro sovrumano per la gestione di questa pandemia, mettendo a rischio la propria salute, è stato applaudito da tutte e tutti senza riserve.

Al contempo le loro ferie sono state cancellate, hanno dovuto fare innumerevoli ore di straordinario – in condizioni di lavoro inimmaginabili. Coloro che lavorano nel servizio sanitario e in strutture sociali hanno perseverato (fino ad ora) e sopportato un notevole stress psicologico. Sono stati sempre presenti per i nostri cari e li hanno tenuti per mano affinché non dovessero morire da soli.

Sono persone professioniste che chiedono a ragione rispetto e riconoscimento del loro lavoro.

In realtà, ora sarebbe il tempo di premiare e alleggerire il personale sanitario. Invece il governo Draghi si sta muovendo nella direzione opposta. Chi decide di non vaccinarsi verrà sospeso e sarà lasciato senza reddito. Le conseguenze di tali sospensioni – soprattutto nel settore dell’assistenza – non sono state prese per nulla in considerazione, ma anche le considerazioni etico-scientifiche sono state spazzate via dal tavolo senza tanti problemi.

Decidere di vaccinarsi dovrebbe essere sempre una decisione volontaria. La vaccinazione obbligatoria è quindi eticamente giustificabile solo se può essere basata su una necessità scientifica chiara e inequivocabile.

Questo però non è proprio il caso finora. Gli studi scientifici fino a oggi provano solamente che una vaccinazione può prevenire decorsi della malattia gravi e mortali. Tuttavia, non è stato ancora chiarito se una vaccinazione assicuri che la persona vaccinata non infetti gli altri – questo vale in particolare per le mutazioni che diventano sempre più frequenti. Finché questo è il caso, l’unico modo per prevenire una possibile infezione è ancora quello di osservare tutte le misure igieniche nelle strutture sanitarie e di cura. Questo è essenziale, soprattutto per proteggere le persone che non possono essere vaccinate.

Proprio questa mancanza di prove scientifiche che la vaccinazione protegga in modo affidabile dalla trasmissione del virus è la ragione per cui anche le persone vaccinate devono continuare a rispettare le regole di protezione e sicurezza. Perché questo non dovrebbe più valere per gli operatori sanitari resta un mistero.

E anche se il vaccino fornisse una protezione completa contro la trasmissione del virus, la vaccinazione obbligatoria dovrebbe essere applicata solo a quei settori in cui si curano pazienti che non possono essere protetti se non vaccinando le persone che li assistono.

Come viene concesso a tutte le cittadine e a tutti i cittadini, anche a chi lavora in strutture sanitarie dovrebbe essere concesso di avere paura delle cure mediche. Molte persone sono sconcertate dalle notizie sugli effetti collaterali che si sono verificati, e questa incertezza deve essere accettata e riconosciuta. Se poi non viene nemmeno concesso di scegliere liberamente con quale vaccino farsi vaccinare, troviamo la vaccinazione obbligatoria un’invasione troppo pesante nell’autodeterminazione delle persone.

Infine, non dobbiamo ignorare anche un altro aspetto importante: studi scientifici hanno dimostrato che l’introduzione della vaccinazione obbligatoria porta sempre a una diminuzione delle vaccinazioni volontarie. Quindi l’intera discussione ha un effetto negativo sulla disponibilità a farsi vaccinare dell’intera popolazione. Quindi, la vaccinazione obbligatoria non funziona nemmeno come strategia di politica sanitaria.

Ci manca in questa vicenda una posizione chiara da parte della Giunta nei confronti del governo Draghi. Per altre tematiche la Giunta ha sempre fatto sentire la sua voce e ha protestato a volte anche in modo molto efficace. Su questo tema invece l’opposizione da parte dei nostri rappresentanti politici è stata tiepida e silenziosa. Questo non fa che creare pressione sul personale e non farà che peggiorare la situazione.

Test nasali:

L’introduzione di test nasali obbligatori nelle scuole dimostra come un dibattito che si allontana dai fatti serva solo a esacerbare il conflitto piuttosto che a trovare soluzioni valide. È di per sé un progetto pilota sensato per permettere alle scuole di restare aperte per la didattica in presenza. E tutti sappiamo quanto siano state stressanti le lezioni in DAD per bambine/i e i giovani.

Ma proprio perché si tratta di un progetto pilota, i bambini i cui genitori si sono opposti a questi test non avrebbero dovuto essere esclusi dalla scuola. La frequenza scolastica è un diritto costituzionale fondamentale e tale diritto può essere limitato solo sulla base di prove chiare di necessità. E non è affatto dimostrato che un test nasale negativo sia sinonimo di sicurezza.

I test nasali o test rapidi antigenici non sono affatto adatti allo screening delle scuole, delle aziende o dell’intera popolazione. Semplicemente non possono fare quello che noi speriamo che facciano. Secondo un recente studio di revisione della Cochrane Collaboration internazionale indipendente, che ha analizzato gli studi sugli attuali test rapidi, è emerso che questi test individuano solo una media del 58% delle persone infette asintomatiche. Ma anche questo valore è raggiunto solo quando i campioni sono presi professionalmente. E: negli adulti.

Michael Wagner, un microbiologo dell’Università di Vienna, che sta lavorando al terzo round del cosiddetto “studio dei gargarismi” nelle scuole austriache, stima che circa tre quarti degli scolari infetti fino a 14 anni non vengono visti nei test rapidi bisettimanali. Di questi, dice Wagner, “circa il 40% sono infettivi”.

È quindi più che discutibile che l’esclusione dei bambini dalle classi di frequenza a causa di un mancato tamponamento delle narici possa essere giustificata scientificamente.

Green Pass:

Stiamo seguendo con attenzione l’attuale discussione sul cosiddetto Passaporto Verde. Promette un ritorno alla normalità per coloro che hanno ricevuto un vaccino, sono sopravvissuti alla malattia o hanno un test recente negativo. Noi siamo a favore.

In dettaglio, vediamo come problematica l’inaffidabilità e l’accessibilità attualmente solo parziale ai test rapidi, così come la mancanza di disponibilità del vaccino. Infine, bisogna ancora chiarire se e come il passaporto può essere usato da persone con un basso livello di alfabetizzazione digitale – e quali test si applicano anche a casi speciali come le partnership transfrontaliere, o se questo non darà luogo a nuovi problemi.

Un passaporto verde non deve discriminare o svantaggiare in nessuna circostanza. Le parità di opportunità devono essere garantite. Altrimenti, le libertà diventano privilegi.

Stand: 19.04.2021