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Disegno di legge provinciale n. 73/ 21.

Proponiamo di attribuire questa nuova competenza ambientale alla Difesa Civica, con un nuovo articolo, il 16-bis, da introdurre nella Legge provinciale n. 11 del 2020, “Disciplina degli organismi di garanzia insediati presso il Consiglio provinciale”, che recentemente ha riordinato la materia degli organi di garanzia.

Purtroppo, in quel momento è stata perduta l’occasione di ampliare anche nella nostra provincia le competenze della Difesa Civica, forse perché il lavoro allora più importante era il riordino giuridico degli organi di garanzia esistenti.

Torniamo quindi ora a riproporre questo ampliamento di compiti, che arricchirebbe la Difesa civica senza costare nulla in più al bilancio del Consiglio provinciale.

 

Tra le diverse “difese” civiche, in tutti Länder austriaci è istituita anche la Umweltanwaltschaft. Il Land Tirol costituisce per noi l’esempio più vicino come questa importante istituzione può efficacemente funzionare.

In Italia però non esiste il quadro legislativo austriaco. Il vicino Trentino ha trovato una soluzione attribuendo alla difesa civica anche la competenza ambientale. La legge sulla difesa civica della Provincia di Trento attribuisce infatti al Difensore civico o alla Difensora civica la materia ambientale.

Secondo noi ha senso affidare questo tema alla Difesa civica, perché l’ambiente spesso non ha voce. Dislocare la difesa dell’ambiente in un’istituzione, in cui al centro sono per definizione le ansie e le preoccupazioni di coloro che altrimenti avrebbero scarsa possibilità di essere ascoltati è coerente, un passo indispensabile e che si doveva fare già da tempo.

 

Ma anche sotto un altro aspetto è appropriato portare le questioni ambientali sotto la tutela della Difesa civica: essere circondati da un ambiente sano e pulito, per le presenti generazioni, ma soprattutto per quelle future, è un diritto civico. Difendere l’ambiente e i suoi diritti vuol dire difendere gli esseri umani e i loro diritti. Il presente disegno di legge vuole riempire questa lacuna.

 

Gli esseri umani non possono vivere se l’ambiente non sopravvive: per questo gli interessi dell’ambiente coincidono con gli interessi delle persone e le competenze sull’ambiente devono andare mano nella mano con quelle della difesa dei diritti delle cittadine e dei cittadini. È ora di smettere di considerare da una parte gli esseri umani, dall’altra la natura come fossero avversari, e di capire che se vogliamo vivere una vita che merita di essere vissuta dobbiamo prenderci cura del nostro ambiente e creare le istituzioni utili per difenderlo.

 

Un primo passo è quello di estendere le competenze del Difensore civico / della Difensora civica anche alla materia ambientale, affinché i diritti dei cittadini e delle cittadine e i diritti dell’ambiente non vengano messi l’uno contro l’altro.

 

L’articolo 1 di questo disegno di legge prevede la possibilità da parte del Difensore civico / della Difensora civica di intervenire su richiesta dei diretti interessati (poiché la difesa dell’ambiente richiede l’impegno della cittadina e del cittadino) nei confronti delle istituzioni locali in caso di loro attività od omissioni che possono recare danno all’ambiente o in ogni caso violare norme volte a tutelare l’ambiente. Oltre a questo, la Difesa civica ha la possibilità di richiedere informazioni ai diversi soggetti coinvolti in un possibile danno ambientale.

L’articolo 2 specifica che il presente disegno di legge non comporta spese aggiuntive, poiché si tratta di aggiungere la competenza su una materia aggiuntiva alla attuale struttura della Difesa civica.

L’articolo 3 fissa l’entrata in vigore della legge il giorno successivo alla sua pubblicazione.

 

BZ, 08.01.2021

 

Il presentatore

Consigliere provinciale

Riccardo Dello Sbarba

 

Qui potete scaricare il disegno di legge completo e il parare del Consiglio dei Comuni.

INTERROGAZIONE.

Sempre più spesso pazienti che necessitano di visite specialistiche vengono dirottati verso cliniche private convenzionate. In tutta la provincia le cliniche private si ampliano e ne sorgono di nuove. Il costo della visita effettuata “in convenzione” nel privato è nella maggioranza dei casi a carico della Provincia e il/la paziente paga un ticket identico a quello pubblico.

Si chiede:

Considerando gli ultimi 5 anni per cui sono disponibili i dati:

  1. Quanta parte della spesa provinciale nella sanità è confluita nelle strutture pubbliche e quanta parte nelle strutture private? Si chiede la spesa distinta per anno indicando la spesa complessiva e la percentuale sul totale.
  2. Quante visite specialistiche “in convenzione” (cioè che si svolgono per “delega” del pubblico al privato e alle stesse condizioni per il/la paziente) sono state effettuate nel settore privato? Si chiede il numero di visite in convenzione distinto per anno e per tipo di visita specialistica, indicando il totale e la percentuale sul totale.
  3. Con quali criteri la Provincia stabilisce il compenso da pagare ai privati per le visite in convenzione, tra cui molte “acquistate” per far fronte alle carenze del settore pubblico? In particolare, il costo per singola visita effettuata nel privato è inferiore, pari o superiore per quello stesso tipo di visita effettuata nel settore pubblico?
  4. Esclusi i compensi per le visite specialistiche, quali altri tipi di contributi e finanziamenti – distinti per tipo e per anno – e in quali dimensioni, la Provincia ha erogato alle cliniche private del territorio? (si chiede di indicare ogni tipo di contributo e finanziamento, anche per opere strutturali, macchinari ecc…)

Bolzano, 7 gennaio 2021

Cons. prov.

Riccardo Dello Sbarba

Brigitte Foppa

Hanspeter Staffler

 

Qui potete scaricare la risposta della giunta e l’allegato.

INTERROGAZIONE.

Nella città di Bolzano si è riaperto il dibattito sulla realizzazione del terzo lotto della variante alla SS 12 sotto il Colle con il prolungamento della galleria da San Giacomo fino a Campiglio, a nord di Bolzano. Il Consiglio comunale di Bolzano, in data 22 dicembre 2020, ha approvato il “Documento Unico di Programmazione (DUP) 2021-2023”, nel quale a proposito della variante alla SS 12 si dice: “Avanzamento della richiesta alla Provincia per lo spostamento della SS 12 sotto il Colle con costi completamente a carico della Provincia”. Il terzo lotto costituisce la parte finale di un progetto che ha già visto realizzarsi i primi due lotti con i tratti in Bassa Atesina.

 Si chiede:

  1. Quanto è costata in totale la realizzazione rispettivamente del primo e secondo lotto della variante alla Statale 12?
  2. Per questi primi due lotti della stessa variante alla statale 12 chi ha messo a disposizione i finanziamenti necessari? Sono stati interamente a carico della Provincia oppure c’è stata una partecipazione dei comuni interessati, o di altri soggetti?
  3. A che punto è la progettazione del terzo lotto della variante alla SS 12 sotto il Colle con il prolungamento della galleria da San Giacomo fino a Bolzano nord?
  4. Qual è il costo previsto per il terzo lotto della variante alla Statale 12? Il costo indicato è attualmente valido, oppure va di nuovo verificato?
  5. La somma ritenuta nel corso del tempo necessaria per il terzo lotto della variante alla statale 12 è mai stata iscritta in bilanci o documenti programmatici anche di previsione pluriennale o qualsiasi altro tipo di atto ufficiale della Provincia? Se sì, in quale tipo di atto e con quale validità temporale?
  6. Se la somma era in qualche modo stata prevista in bilanci o altro tipo di atto programmatico anche pluriennale, tale previsione è ancora valida o è stata cancellata? E se la somma non è più prevista, quando e soprattutto perché ciò è successo?
  7. E’ disponibile la Provincia a finanziare interamente la realizzazione del terzo lotto della variante alla statale 12, come richiesto dal Comune di Bolzano, oppure ci sono ostacoli a questo? E se sì, quali?

 

Bolzano, 7 gennaio 2021

Cons. prov.

Riccardo Dello Sbarba

Brigitte Foppa

Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE.

Nella legge “Territorio e Paesaggio” l’articolo 59 regola i Piani di riqualificazione urbanistica (PRU), il 30 le zone di riqualificazione urbanistica e il 20 gli accordi urbanistici. Ci si chiede quale spazio abbia (come OBBLIGO) l’edilizia pubblica, agevolata, sociale e convenzionata. La stessa domanda riguarda PRU già in corso come il “progetto Benko” o il “progetto areale ferroviario a Bolzano.

Si chiede:

  1. Ai sensi della nuova legge “Territorio e Paesaggio”, è previsto l’obbligo di riservare all’intero di un PRU, di una zona di riqualificazione urbanistica, realizzata tramite accordio urbanistico a meno, una parte da utilizzare per l’edilizia pubblica, con alloggi Ipes e/o alloggi per l’edilizia agevolata? Se sì, in quale misura e, eventualmente, in quali casi vige questo obbligo?
  2. Ai sensi della nuova legge “Territorio e Paesaggio”, è previsto l’obbligo di convenzionamento di una parte degli alloggi realizzati all’intero di un PRU, di una zona di riqualificazione urbanistica, realizzata tramite accordio urbanistico a meno? Se sì, in quale misura e, eventualmente, in quali casi vige questo obbligo?
  3. Nel PRU previsto per la realizzazione del “WaltherPark” a Bolzano (il cosiddetto progetto Benko), è previsto il convenzionamento di almeno una parte degli alloggi e se sì di quanti? E’ prevista la realizzazione di alloggi per edilizia agevolata e se sì quanti? E’ prevista la realizzazione di alloggi Ipes e se sì quanti?
  4. Nel progetto dell’areale ferroviario di Bolzano è previsto il convenzionamento di almeno una parte degli alloggi e se sì di quanti? E’ prevista la realizzazione di alloggi per edilizia agevolata e se sì quanti? E’ prevista la realizzazione di alloggi Ipes e se sì quanti?

Bolzano, 7 gennaio 2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

 

Qui potete scaricare la risposta della giunta.