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COMUNICATO STAMPA.

Arrivati a metà legislatura, nella sessione di maggio in Consiglio Regionale ci sarà l’avvicendamento di presidente e vicepresidente. Si passa dal presidente di lingua italiana a quello del gruppo linguistico tedesco, e viceversa, per il vicepresidente.
Come molte consigliere e molti consiglieri hanno fatto presente nella seduta di aprile, questo avvicendamento è l’occasione per sostituire anche il membro dell’Ufficio di Presidenza, Alessandro Savoi (Lega Salvini). Come è noto, il Consigliere Savoi si era espresso pubblicamente con parole intollerabili sulle sue colleghe Ambrosi e Rossato (che sono passate dalla Lega a Fratelli d’Italia). Dopo questo fatto 16 consiglieri regionali avevano invitato Savoi a dimettersi dalla sua mansione, visto che come segretario questore rappresenta ufficialmente l’intero Consiglio regionale. Nella seduta di aprile Savoi ha dichiarato che non intende assolutamente dare le dimissioni.
Così la questione è ora in mano alla maggioranza politica. SVP-Lega dovranno decidere se per loro Savoi segretario questore sia accettabile o meno; se il suo modo di esprimersi sia espressione di questo Consiglio Regionale o meno.
Per noi, che sia chiaro, questo non è accettabile.
L’odio non è un’opinione. La violenza inizia dalle parole. Le dichiarazioni di intenti sulla violenza contro le donne non possono escludere le istituzioni stesse di cui facciamo parte.
Per questo noi, che rappresentiamo un terzo del Consiglio Regionale, sin d’ora dichiariamo che, se SVP e Lega non procederanno a sostituire il consigliere Savoi all’Ufficio di Presidenza, non parteciperemo al voto di una Presidenza che non si smarchi inequivocabilmente da ogni violenza e offesa sessista.

Consiglieri Regionali (in ordine alfabetico)
Myriam Atz-Tammerle
Lucia Coppola
Riccardo Dello Sbarba
Peter Faistnauer
Sara Ferrari
Brigitte Foppa
Sven Knoll
Paul Köllensperger
Andreas Leiter Reber
Alessio Manica
Alex Marini
Diego Nicolini
Alessandro Olivi
Alex Ploner
Franz Ploner
Sandro Repetto
Maria Elisabeth Rieder
Ugo Rossi
Hanspeter Staffler
Giorgio Tonini
Josef Unterholzner
Paolo Zanella
Luca Zeni

COMUNICATO STAMPA.

Le estati sono sempre più silenziose. Il ronzio delle api, il canto dei grilli, il cinguettio degli uccelli sono sempre più rari. Le persone con un orecchio sensibile l’hanno notato da tempo, esperte ed esperti sono costretti ogni anno ad allungare le liste rosse delle specie a rischio di estinzione e gli apicoltori non sanno più che cosa fare contro la moría delle api.

È tempo di cambiare rotta. L’uso di pesticidi chimico-sintetici in agricoltura uccide le farfalle e le api selvatiche. Le distese di liquami sui prati soffocano piante rare e preziose, il disboscamento delle foreste alluvionali distrugge gli habitat, su sentieri e strade asfaltate le rondini non trovano più materiale per costruire i loro nidi e così i giardini privati restano lindi e lustri. Ma non dev’essere per forza così!

“La crisi della biodiversità ha raggiunto proporzioni inaccettabili anche in Alto Adige Südtirol, ma ognuno e ognuna di noi può fare qualcosa contro l’estinzione delle specie” sostengono i Verdi. La Commissione UE intende fare a meno del 50% dei pesticidi entro il 2030. Anche noi dovremmo volerlo! Sempre entro il 2030 la Commissione UE vuole aumentare le aree biologiche al 25 per cento delle aree agricole. Qui noi dovremmo fare ancora meglio. E per la biodiversità possiamo fare molto anche nel nostro privato: nei nostri giardini e persino sui balconi. Gli hotel per gli insetti sono un buon esempio.

Se le specie selvatiche stanno bene, allora sta bene anche l‘ambiente. E se l’ambiente è sano, allora stanno bene anche le persone. Se ci prendiamo cura degli animali e delle piante selvatiche, facciamo del bene anche alla nostra salute. Meno pesticidi, meno liquami, meno asfalto: ecco la ricetta per più biodiversità. Se lo vogliamo, possiamo fermare questa triste moría. Ognuno come può.

Il Gruppo Verde spiega che cosa si può fare in un opuscolo.

 

Cons. prov.

Hanspeter Staffler

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba

INTERROGAZIONE.

La LP 9/2018 prevede la possibilità che i comuni istituiscano “sezioni differenziate della commissione comunale territorio e paesaggio”, riservando però chiaramente (cfr. art. 4, comma 7) agli stessi comuni il compito e il diritto di definirne la composizione e le competenze.

Il regolamento edilizio tipo approvato dalla Giunta provinciale con Delibera n. 301 del 30.03.2021 riprende questa possibilità, definendo però (diversamente da quanto previsto art. 4, comma 7 della LP 9/2018) in maniera molto dettagliata le competenze urbanistico – edilizie della commissione maggiore, cioè la commissione territorio e paesaggio, e una sorta commissione minore che il regolamento provinciale impone sia la “sezione edilizia”.

Il regolamento edilizio tipo, in palese violazione dell’autonomia regolamentare dei comuni e della stessa legge, arriva però anche a imporre ai comuni la composizione di questa sezione e il suo modus operandi. Il regolamento tipo prevede, con la sola eccezione di Bolzano, che i compiti di questa sezione edilizia vengano assolti dalla commissione comunale per il paesaggio. Per Bolzano la commissione comunale per il paesaggio assolve i compiti di sezione edilizia nei casi in cui è richiesta anche l’autorizzazione paesaggistica; per tutti gli altri casi il regolamento tipo prevede per Bolzano una sezione edilizia a sé stante, per la cui composizione è predeterminata sola la presenza (e presidenza) del sindaco.

Si chiede alla Giunta provinciale:

  1. A quali principi di corretta composizione di organi tecnici consultivi risponde la – di fatto – identità della sezione edilizia con la commissione comunale per il paesaggio?
  2. Nella fattispecie, poiché i compiti della sezione edilizia – nonostante la diversità tematica – verrebbero come detto assolti dalla commissione paesaggistica, composta da esperti/e in scienze forestali, in materia di paesaggio e in cultura edilizia, non ritiene la Giunta provinciale che tale commissione per il paesaggio abbia il fragoroso difetto dell’assenza di un esperto/a in pianificazione urbanistica e che dunque la sezione edilizia alias commissione per il paesaggio verrebbe in tal modo privata delle competenze necessarie per la valutazione dei progetti?
  3. Ad esempio, come potrebbe – senza esperto/a in pianificazione urbanistica – la sezione edilizia alias commissione per il paesaggio pronunciarsi su temi come l’inserimento nel tessuto urbanistico e la rispondenza ai piani urbanistici, con le conseguenze facilmente immaginabili?
  4. Perché ai fini della corretta gestione del territorio, che può essere garantita solo grazie all’apporto di organi consultivi che rispondano a tutte le competenze in gioco, il regolamento tipo non ha proposto una composizione della sezione edilizia ad hoc, con tutte le competenze necessarie, preferendo invece far equivalere la sua composizione a quella di un’altra commissione, nonostante l’indiscutibile non sovrapponibilità dei compiti?
  5. Il rendere vincolante l’istituzione della sezione edilizia con queste competenze e questa composizione, il regolamento edilizio tipo non viola l’autonomia regolamentare dei comuni e dunque non è palesemente illegittimo?
  6. Non ritiene la Giunta che sia opportuno annullare in autotutela l’attribuzione di carattere vincolante – poiché non corrispondente a quanto previsto dalla LP 9/18 – al regolamento tipo contenuta nel primo punto della parte dispositiva della delibera n. 301 del 30-3-2021, recante l’approvazione di tale regolamento?
  7. O comunque, non ritiene la Giunta di dover almeno modificare il regolamento edilizio tipo nella parte riguardante la sezione edilizia, i suoi compiti, la sua composizione e la sua sovrapposizione alla commissione comunale per il paesaggio, modificando il testo in coerenza con quanto previsto dalla LP 9/18, art. 4, comma 7: “7. Il Comune può prevedere l’istituzione di sezioni differenziate della CCTP, definendone la composizione e le competenze”?

Bolzano, 20.05.2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

La salute della popolazione non può attendere il “tunnel del secolo”: occorrono misure immediate per ridurre il transito su gomma e trasferirlo su rotaia.

Ennesimo rinvio della messa in esercizio: è quanto emerge dalla risposta a una interrogazione del Gruppo Verde: “la messa in esercizio prevista dal precedente programma lavori, del 2019, è superata” scrive il Presidente Kompatscher, confermando così le indiscrezioni raccolte dal Gruppo Verde in ambito austriaco.

Ricordiamo che l’entrata in servizio della galleria era attualmente prevista per il 2030/31. Slitterà quindi ancora in avanti quest’opera, che inizialmente doveva essere finita nel 2015!

La causa dell’ennesimo rinvio sta in Austria, dove andrà rifatta da capo la gara per il lotto Pfons-Brennero, dopo che il contratto con la precedente impresa è stato disdetto. La nuova aggiudicazione arriverà non prima dell’autunno 2021. All’allungamento dei tempi seguirà l’aumento dei costi, anche se su questo BBT-SE e Giunta provinciale ancora non si pronunciano.

Di fronte a questo continuo rinvio dell’opera, risultano confermate le preoccupazioni del Gruppo Verde: non si può attendere la fine del mega tunnel (per non dire delle tratte d’accesso verso sud e nord) per affrontare con decisione il problema di liberare l’asse del Brennero dal soffocante traffico pesante. Occorrono misure immediate!

Quali siano queste misure lo sappiamo noi, lo sanno la Giunta provinciale e i governi di Roma e Vienna. Bisogna armonizzare i costi delle diverse trasversali alpine (per il Brennero alzando i pedaggi italiani e il costo del gasolio austriaco, entrambi i più bassi delle Alpi) per eliminare il “traffico deviato” (almeno un terzo del totale) che passa da noi non perché è la via più breve, ma quella meno cara. Bisogna obbligare certi tipi di trasporto a viaggiare sui treni (la ferrovia attuale è ampiamente sottoutilizzata), bisogna diminuire la velocità e imporre il divieto di transito notturno per i mezzi pesanti.

Per queste misure, dall’effetto immediato e a costo zero, non servono tonnellate di cemento ma una decisa volontà politica.

La salute della popolazione non può aspettare i tempi eterni del BBT!

Qui i testi della interrogazione e della risposta.

 

Cons. prov.

Riccardo Dello Sbarba

Brigitte Foppa

Hanspeter Staffler

ANFRAGE ZUR AKTUELLEN FRAGESTUNDE.

Im „Strategiepapier für die Südtiroler Landwirtschaft 2030“ lesen wir auf Seite 31, dass in Bezug auf „Moderne Züchtungsmethoden (CIS-Genetik, Genom-Editierung) für die Entwicklung von resistenten und robusten Sorten“ die Forschung ausgebaut werden soll. Da das Risiko dieser neuen Verfahren für Mensch und Umwelt nicht absehbar sei, hat der EuGH in einem Urteil von 2018 befunden, dass auch die so genannte „Neue Gentechnik“ über das EU-Gentechnikgesetz geregelt werden muss.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Vor 20 Jahren erhielt unter Landesrat Berger die Gentechnik in Südtirol eine Abfuhr: Wie kommt es, dass sie nun wieder in Südtirol Einzug halten soll?
  2. Wird zusätzlich zu den „modernen Züchtungsmethoden“ auch noch an anderen Alternativen geforscht? Falls ja, an welchen und falls nein, warum nicht?
  3. Auch die so genannte „neue Gentechnik“ ist nicht frei von Kritik: Welche Überlegungen macht sich die Landesregierung in diesem Zusammenhang vor dem Hintergrund der so viel zitierten „Nachhaltigkeit“?

Bozen, 19.05.2021

Landtagsabgeordnete
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

ANFRAGE ZUR AKTUELLEN FRAGESTUNDE.

Für eine langfristige/endgültige Art der Empfängnisverhütung besteht in Südtirol die Möglichkeit der Tubenligatur (an der Frau) oder der Vasektomie (am Mann). Einiges würde vom medizinischen Standpunkt her in vielen Situationen für die Vasektomie sprechen, da es der weitaus weniger invasive Eingriff ist. Allerdings wird eine Vasektomie in Südtirol nicht von der öffentlichen Hand bezahlt – eine Tubenligatur hingegen schon.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Zu welchem Selbstkostenpreis und in welchen Einrichtungen kann in Südtirol eine Tubenligatur zu Verhütungszwecken bzw. eine Vasektomie durchgeführt werden?
  2. Welche Überlegungen stehen hinter dem Fakt, dass eine Tubenligatur von der öffentlichen Hand bezahlt werden kann, eine Vasektomie hingegen nicht?
  3. Was sind die durchschnittlichen Kosten einer Vasektomie bzw. einer Tubenligatur zu Verhütungszwecken in Südtirol?
  4. Gibt es Bestrebungen, Vasektomien in Zukunft in öffentlichen Krankenhäusern, bezahlt von der öffentlichen Hand, durchführen lassen zu können?

Bozen, 19.05.2021

Landtagsabgeordnete
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

ANFRAGE ZUR AKTUELLEN FRAGESTUNDE.

Für das Schuljahr 2020/2021 wurde mit Beschluss der Landesregierung Nr.285/2021 die Reduzierung der Heimpreise für das laufende „Covid-Schuljahr“ festgelegt. Ist ein:e Schüler:in in einem Monat zwischen 0 und 20% der Unterrichtstage im Heim untergebracht, erhält er oder sie eine Kostenreduzierung von 50%. Da viele Schüler:innen in den Monaten wie November, Dezember Februar und März nie im Heim waren, kommen für die Eltern unterm Strich für diese vier Monate beachtliche Summen heraus: Wir sprechen von knapp 800€.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Auf welcher Grundlage erfolgte die Berechnung der Kostenreduzierung für einen eingeschränkt genutzten Heimplatz laut Beschluss 285/2021?
  2. Mit welcher Begründung wird in der Berechnung nicht eine gesonderte Unterteilung für jene Schüler:innen getätigt, die ihren Heimplatz in gewissen Monaten überhaupt nicht genutzt haben?
  3. Sind die Regelungen für alle Einkommensklassen gleich oder erhalten einkommensschwächere Familien eine weitere Reduzierung?

Bozen, 19.05.2021

Landtagsabgeordnete
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

 

Hier könnt ihr die Antwort des Landesrats im Plenum nachlesen. Und unsere Replik dazu.

ANFRAGE ZUR SCHRIFTLICHEN BEANTWORTUNG.

Die Gemeinde Mühlbach hat die Änderung des Bauleitplanes für den Bau einer Umlaufbahn von Mühlbach nach Meransen mit einer viergeschossigen Parkgarage veröffentlicht. Obwohl sich die Bevölkerung von Meransen in einer beratenden Volksabstimmung am 21.09.2014 mehrheitlich für die Beibehaltung der bestehenden Seilbahntrasse von Mühlbach nach Meransen ausgesprochen hat, wurde von der Gitschberg Jochtal AG die Planung einer neuen Umlaufbahn in Auftrag gegeben, vom Gemeindeausschuss Mühlbach genehmigt bzw. veröffentlicht und wird im Moment vom Amt für Raum- und Landschaftsplanung behandelt.

In Anknüpfung an die Anfrage Aktuelle Fragestunde 36-April-2021 richten wir folgende Fragen an die Südtiroler Landesregierung:

  1. In der Antwort auf unsere Anfrage antworten Sie, dass die Seilbahn in die Kategorie A fällt, weil es sich um eine Seilbahnanlage im öffentlichen Interesse handelt, die Ortschaften miteinander verbindet.
    a) Wie viele Bürger:innen von Meransen bzw. Mühlbach nutzen bisher täglich durchschnittlich die Seilbahn?
    b) Welcher prozentuelle Anteil ist das an der geplanten Förderleistung?
    c) Ab wann kann man in diesem Sinne vom „öffentlichen Interesse“ sprechen? Gibt es einen Mindestanteil an der Förderleistung, die durch die Bewohner:innen der verbundenen Dörfer gegeben sein muss?
    d) Welchen Einfluss hat die Gitschberg AG auf die Gestaltung der Bahn? Gibt es Auflagen des Landes zum Bau der Bahn im öffentlichen Interesse? Welche Auflagen sind das?
    e) Kann die 90%ige Förderung einer Zubringerbahn zu einem Schigebiet vor dem Rechnungshof verteidigt werden?
  2. Wird die öffentliche Förderung in der aktuellen Lage, in der an allen Stellen Einsparungen vorgenommen werden müssen, neu überdacht?
  3. Haben wir richtig verstanden, dass auch die Parkplätze, die Haltestellen und die Einrichtungen an der geplanten Bergstation öffentliche Gelder beziehen können? Welcher Prozentsatz der Förderung ist möglich und mit welcher Begründung? Wir bitten auch um die Angabe der geplanten Kosten und des möglichen Förderbeitrages für:
    a) Parkplätze
    b) Parkgarage in Mühlbach
    c) U-Bahnhof Meransen
    d) Einrichtungen an der Bergstation
  4. Bei dieser Seilbahn braucht es vier Stationen: Bahnhof Mühlbach, Umlenkstation Mühlbach, U-Bahn-Mittelstation Meransen und Bergstation. Ist der Investitionsbeitrag bei einer Seilbahn mit 4 Stationen gerechtfertigt?
  5. Steht die viergeschossige Parkgarage an der Bergstation Meransen mit ca. 360 Stellplätzen für PKWs und fast 30 Stellplätzen für Busse und Kleinbusse nicht in Widerspruch zur vermittelten Zielsetzung des Projekts (die Anbindung von Meransen/Gitschberg an die Bahntrasse und den Bahnhof Mühlbach)?
  6. Im Hinblick auf die Trassenführung durch die Zone, die als Gefahrenstufe Rot (sehr hoch) ausgewiesen ist, zitieren Sie Artikel 7 des DLH Nr. 23 vom 10. Oktober 2019 „Gefahrenzonenpläne“ und verweisen auf den Grundsatz, dass eine öffentliche Infrastruktur wie Straße und Seilbahn in einer Gefahrenzone gebaut werden kann, wenn es keine Alternativen gibt oder wenn die Baukosten für die alternative Seilbahntrasse viel höher sind (Ermangelung technisch und wirtschaftlich vertretbarer Alternativen).
    Im vorliegenden Fall allerdings besteht eine Alternative: der Ausbau der bestehenden Seilbahntrasse mit einer 35-Personenkabine. Es müssten keine Stützen in die Gefahrenzone gebaut werden. Alle Stützen der bestehenden Seilbahn befinden sich außerhalb der Gefahrenzone. Wirtschaftlich wäre die Pendelbahn viel kostengünstiger zu bauen, die Betriebsspesen und der Energieverbrauch wären viel geringer. Mit dem Brunnerlift ist auch die Anbindung ins Skigebiet vorhanden. Auch bei der Bergstation der Pendelbahn ist eine Parkgarage bereits vorhanden. Die bestehende Seilbahn ist eine echte Dörfer-Verbindungsbahn für Mühlbach und Meransen. Die Frage also: Wie kann man diesen Bau und seine öffentliche Förderung angesichts dieser Fakten rechtfertigen?
  7. Ergeben sich aus dem Überflug der Holzfabrik der Firma Lanz und des Recyclinghofs in Meransen Probleme gefahren- bzw. brandschutztechnischer Natur oder können diese ausgeschlossen werden?
  8. Anrainer sorgen sich um eine mögliche Lärm- und Landschaftsbelastung. Wie entgegnen Sie diesen Befürchtungen?
  9. Was wird der Abbau der bestehenden Seilbahn kosten und wer trägt diese Kosten?
  10. Wie sind die Pläne für Meransen in touristischer Hinsicht? Verträgt das Dorf und die Umgebung den geplanten Zuwachs der Förderleistung und folglich auch des möglichen Besucherstroms um das 13-Fache?

BZ, 19.05.2021

Landtagsabgeordnete
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

 

Hier könnt ihr die Antwort der Landesregierung herunterladen.

MOZIONE.

Da anni si verifica sempre più spesso che la primavera arriva molto presto, poi però un’ondata di freddo investe la provincia e per breve tempo ripiombiamo in inverno. Le temperature spesso
estremamente basse sono un problema per gli alberi da frutta che sono già in fioritura. Questo fa sì che per diverse notti di fila da una parte all’altra della provincia si senta il ronzio dei motori dell’irrigazione antigelo. La mattina le piante dei frutteti appaiono avvolte da una copertura di ghiaccio. Dove non è possibile usare questo sistema, si ricorre spesso ai cosiddetti fuochi antigelo, tra cui le candele, per dare calore alle piante.

Mentre i frutteti ghiacciati non sono solo ben protetti, ma formano anche un paesaggio di rara bellezza, le candele e i fuochi antigelo hanno effetti ben più sgradevoli. Il giorno dopo le nottate di gelo le valli sono coperte da nuvole di fumo scuro che emanano un cattivo odore e causano difficoltà respiratorie alle persone. Accanto alle candele antigelo, che normalmente contengono cera paraffina, viene spesso bruciato materiale assai più dannoso per l’ambiente: si tratta di combustibili composti in parte da legno che però contengono anche gasolio e oli esausti per l’accensione. La
normativa vigente consente l’uso di candele antigelo realizzate con paraffina, se impiegate in modo corretto, mentre invece vieta l’utilizzo di miscele di oli esausti, legno e gasolio. Queste miscele sono verosimilmente le principali responsabili dell’inquinamento atmosferico con fumo, fuliggine e polveri sottili.

Questa produzione di fumo e fuliggine fa aumentare in modo esponenziale le polveri sottili, come documentano le stazioni di rilevamento della qualità dell’aria nei giorni in cui vengono impiegate

La legge provinciale 16 marzo 2000, n. 8, prevede regole per l’accensione di fuochi antigelo. Il comma 3 dell’articolo 13 recita: “Sono in ogni caso consentiti i fuochi accesi con combustibili idonei nelle colture agricole, al solo scopo di prevenire le gelate.” La finalità di questi fuochi non è quindi la produzione di fumo, ma piuttosto di calore.

È ammesso l’utilizzo di
• candele antigelo
• legno secco anche in forma di cippato, pellet o bricchetti di legno pressato.

La regolamentazione è stata illustrata alle associazioni di categoria nella circolare dell’Ufficio aria e rumore e dell’Ufficio frutti-viticoltura del 21/4/2020.

Come si osservava all’inizio, per via del cambiamento climatico in atto, nei prossimi anni assisteremo ancora spesso a questo tipo di fenomeni. Bisogna quindi trovare una strategia utile per la
popolazione e per l’industria della frutta.

Per questi motivi, il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale

1. di fare in modo che la popolazione coinvolta sia tempestivamente informata attraverso i mezzi di comunicazione e i social network nei casi in cui si preveda di utilizzare candele antigelo;
2. di informare e sensibilizzare gli agricoltori sulle norme vigenti per quanto riguarda i combustibili che si possono utilizzare e quelli invece vietati;
3. di impiegare l’autorità forestale per controlli nelle notti di gelo al fine di evitare abusi nell’utilizzo di combustibili e a tutela della salute di chi vive nelle vallate.

BZ, 17.05.2021

Consiglieri provinciali
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

INTERROGAZIONE.

Ci risulta che l’intendenza scolastica di lingua italiana stia valutando l’ipotesi di ridurre il numero di insegnanti di sostegno per alunni/e disabili. Le attuali 4 ore di sostegno a settimana per ogni alunno/a certificato/a ai sensi della legge n. 104/1996 verrebbero ridotte a tre ore per alunno/a nel prossimo anno scolastico 2021-2022, con una riduzione quindi del 25% del monte ore e quindi dei docenti di sostegno. All’Istituto De Medici di Bolzano, dove ci sono 57 alunni/e certificati/e, il taglio sarebbe di 40 ore, equivalenti a 2 docenti di sostegno in meno.
La causa dei tagli risale ai provvedimenti nazionali di riduzione della spesa pubblica e alla legge provinciale del 2010 che di fatto ha bloccato gli organici nelle scuole della Provincia di Bolzano. La riduzione interesserebbe in questo momento però solo la scuola di lingua italiana, perché questa negli ultimi anni (proprio a partire dal 2010) ha visto crescere il numero di alunni e di classi a fronte del blocco dell’organico. Per adesso il taglio non riguarderebbe invece la scuola di lingua tedesca solo perché, al contrario di quella italiana, negli ultimi anni ha invece conosciuto una riduzione di alunni e classi e dunque risente meno del blocco degli organici.
Nella scuola italiana invece l’effetto del blocco degli organici si sente già da qualche anno, proprio a causa della continua crescita del numero di alunni/e. E così l’intendenza sarebbe costretta a fare economie sul numero dei docenti, risparmiando soprattutto su docenti che lavorano in co-presenza. Negli anni scorsi è toccato agli insegnanti di laboratorio, dal prossimo anno toccherebbe ai docenti di sostegno per alunni/e disabili.
L’assurdo di tutto questo è che a fare le spese di questi risparmi sono proprio gli alunni e le alunne più fragili, cioè chi ha disabilità o difficoltà nell’apprendimento, persone che una scuola degna di questo nome – cioè che non vuole lasciare indietro nessuno – dovrebbe cercare di sostenere in ogni modo. Non si può risparmiare sulla disabilità!

Si chiede alla Giunta provinciale:

  1. Si conferma che nella scuola di lingua italiana si sta ipotizzando per il prossimo anno scolastico la riduzione da 4 a 3 ore a settimana per alunno/a disabile certificato/a ai sensi legge 104/1996?
  2. Da cosa dipende precisamente la necessità di questi tagli?
  3. È esatto che in questo momento i tagli riguardano solo la scuola di lingua italiana? Se sì, per quale motivo?
  4. Se no, quale sarebbe la dimensione del taglio nelle scuole di lingua tedesca e ladina?
  5. Il taglio prevede riduzioni anche dei collaboratori e delle collaboratrici all’integrazione? Se sì, in quale misura?
  6. Le autorità scolastiche si sono confrontate con le organizzazioni sindacali e/o le associazioni di volontariato e delle famiglie delle persone disabili per affrontare il problema? Se sì, quando e con chi è avvenuto questo confronto e quali proposte alternative ai tagli hanno avanzato i sindacati e le organizzazioni consultate? Se invece questo confronto non è avvenuto, per quali motivi l’Intendenza non si è ancora confrontata con le persone direttamente toccate dal problema, cioè le rappresentanze degli/lle insegnanti, del volontariato e delle famiglie?
  7. Ha elaborato l’Intendenza ipotesi di soluzione che non riducano il monte ore di sostegno per alunno/a, che già oggi è drammaticamente insufficiente? Se sì, quali sono queste ipotesi di soluzione?
  8. Come intende l’Intendenza scolastica italiana far fronte al prevedibile aggravarsi nei prossimi anni del problema della carenza di organici a fronte di una scuola che è destinata a crescere anche in futuro?

BZ, 14.05.2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler