HomeEuropean Greens

Verdi Grüne Vërc
EGP – Candidate Member

Dall’autunno 2017 i Verdi Sudtirolesi sono Candidate Member degli Verdi Europei. (EGP).

Da tanto tempo i Verdi dell’Alto adige si erano dati l’obbiettivo di essere ammessi all’interno del Partito Verde Europeo (EGP). Si trattava di rafforzare la componente europea nella politica sudtirolese,ottenere un sostegno internazionale alla propria politica provinciale e confrontarsi in un contesto internazionale, oltre i confini del Sudtirolo, su temi come la politica del clima, la migrazione, la giustizia sociale e l’economia sostenibile. Il primo passo l’hanno fatto i Giovani Verdi, che bel 2015 a Lione hanno preso i primi contatti col Partito Verde Europeo. In seguito il direttivo dei Verdi altoatesini ha inoltrato la propria richiesta di ammissione. Da allora sono stati molteplici i momenti di incontro e confronto. 2016 i vertici dell’EGP con Reinhard Bütikofer e Monica Frassoni sono venuti in Alto Adige per una “fact finding mission” e hanno potuto verificare la serietà del lavoro svolto dai Verdi altoatesini. Nell’estate 2016 poi abbiamo organizzato insieme ai verdi europei il congresso internazionale a Merano sul turismo e le sue conseguenze sull’ambiente. Verdi da tutta Europa sono venuti a Merano, confermando quanto sia importante fare rete a livello internazionale quando sono in gioco i temi dell’ambiente. Finalmente, domenica 26.11.17 una delegazione con Brigitte Foppa, Tobias Planer, Riccardo Dello Sbarba e Verena Frei si è recata nella città svedese di Karlstad, per siglare la definitiva ammissione. Subito dopo quella della Macedonia, il congresso europeo dei Verdi all’unanimità ha votato l’ammissione dei Verdi altoatesini nell’EGP. Il sì è arrivato da tutti i 99 delegati e delegate dei 39 partiti membri provenienti da 34 stati europei. È stata posta così una pietra miliare e densa di futuro nella storia di ormai 40 anni dei Verdi dell’Alto Adige – Südtirol – una chiara identificazione col progetto dell’Europa come comunità di idee e di valori.

Carta dei Verdi europei

Principi guida del Partito Verde Europeo
Adottata al 2° Congresso del PVE
Ginevra, 13 e 14 ottobre 2006

Chi siamo

I Verdi europei si battono con convinzione per lo sviluppo sostenibile dell’umanità sul pianeta Terra,
in una modalità di sviluppo rispettosa dei diritti umani e fondata sui valori della responsabilità
ambientale, della libertà, della giustizia, della diversità e della nonviolenza.
I movimenti politici verdi sono emersi in Europa in un’epoca in cui il continente era diviso dalla
Guerra Fredda e soggetto alle crisi energetiche della metà degli anni Settanta. In quell’epoca si è reso
evidente che il modello di sviluppo economico era insostenibile e sottoponeva il pianeta e i suoi
abitanti a gravi pericoli ambientali, sociali ed economici. I partiti politici esistenti non erano in grado
di fare fronte a questa sfida.
Noi traiamo la nostra origine da molti movimenti sociali: ambientalisti e attivisti contro il nucleare
preoccupati per i danni crescenti arrecati al nostro pianeta; attivisti nonviolenti per la pace intenti a
promuovere modi alternativi di risoluzione dei conflitti; femministe impegnate a battersi per
un’uguaglianza reale tra donne e uomini; movimenti per la libertà e i diritti umani in lotta contro
regimi dittatoriali o autoritari; movimenti di solidarietà del Terzo Mondo fautori della fine del
colonialismo e di un rapporto economicamente più equilibrato tra il Nord e il Sud del nostro pianeta;
attivisti impegnati nelle campagne contro la povertà e per la giustizia sociale all’interno delle nostre
stesse società.
A partire da queste origini, i Verdi europei si sono uniti per formare la propria specifica famiglia
politica. Ci schieriamo a favore di un’Europa libera, democratica e sociale all’interno di un mondo
pacifico, equo ed ecosostenibile. Difendiamo valori quali la giustizia, i diritti umani e civili, la
solidarietà, la sostenibilità e il diritto di ciascun individuo a vivere la propria vita libero dalla paura.
I Verdi hanno sostenuto fin dall’inizio che è necessario pensare globalmente e agire localmente. Per
sviluppare la cooperazione a livello europeo, un organismo di coordinamento è stato fondato nel 1984
e si è trasformato nel 1993 nella Federazione Europea dei Partiti Verdi. Nel 2004, sottolineando
l’obiettivo di una cooperazione più profonda, la Federazione si è trasformata nel Partito Verde
Europeo. I Verdi europei sono parte di un attivissimo movimento verde mondiale.

Principi guida

I principi guida che inquadrano l’azione politica dei partiti membri del Partito Verde Europeo
possono essere così delineati:
Responsabilità ambientale
L’assunzione di responsabilità per la nostra biosfera è un caposaldo fondamentale dei valori verdi. La
società fa affidamento sulle risorse ecologiche e sulla salute e resilienza del nostro pianeta; sulle
nostre spalle ricade, superiore a ogni altro, l’obbligo nei confronti delle generazioni future di
proteggere quest’eredità.
Sosteniamo con forza la necessità di non vivere al di sopra dei nostri mezzi dal punto di vista
ecologico. Dobbiamo mantenere la biodiversità e combattere il riscaldamento globale attraverso un
uso sostenibile di risorse rinnovabili e un’attenta gestione produttiva di quelle non rinnovabili. L’uso
responsabile della biodiversità è di importanza critica perché possano essere soddisfatte le necessità
alimentari, sanitarie e di altro genere di una popolazione mondiale crescente. Ma al di là di ogni
concetto di utilità, i Verdi credono che ciascuna delle diverse specie viventi del nostro pianeta abbia
un valore e una bellezza intrinseci e meriti per questo di essere protetta.
Il nostro ciclo europeo di produzione, consumo e commercio contribuisce al perpetuarsi della povertà
della maggioranza degli abitanti del pianeta ed è causa di grave degrado ambientale e instabilità
climatica. I paesi industrializzati e quelli in via di industrializzazione non possono rimandare
ulteriormente gli atti necessari a rispondere a queste sfide. La necessità urgente di modificare questo
ciclo richiede inevitabilmente una profonda correzione affinché sia possibile invertire questo dannoso
processo di sfruttamento della nostra casa comune.
La sfida politica che ci troviamo davanti è il compito di ristrutturare l’agenda politica globale così che
le politiche economiche e commerciali perseguano obiettivi sociali e ambientali e non soltanto
indicatori economici. La nostra risposta è lo sviluppo sostenibile, che integra obiettivi ambientali,
sociali ed economici a vantaggio di tutti. Lo sviluppo sostenibile può essere ottenuto solo attraverso
una collaborazione globale, così da superare le contraddizioni economiche tra i paesi in via di
sviluppo, le economie emergenti e il mondo industrializzato. Ciascun cittadino e cittadina del mondo
ha un uguale diritto a un’equa parte delle risorse mondiali, così come un uguale dovere di far sì che le
generazioni future possano godere degli stessi vantaggi.
I Verdi si sforzano sempre di applicare il principio di precauzione. Non siamo disposti a dare il nostro
appoggio a misure che presentino potenziali minacce alla salute umana o al benessere ambientale. Né
accetteremo ritardi nell’implementazione di nuove misure precauzionali sulla sola base del fatto che
gli studi scientifici a sostegno non sono sufficientemente numerosi. In qualunque campo — pace,
energia, alimentazione e agricoltura, scienze biologiche, trasporti, tecnologia, medicina — le
decisioni e le azioni devono perseguire sistematicamente l’opzione meno dannosa.
Per quanto riguarda specificatamente l’energia nucleare, i Verdi sostengono un’Europa libera dal
nucleare, per i rischi civili e militari che il nucleare presenta, per gli oneri che esso impone alle
generazioni future e per l’apparato di sicurezza che esso richiede. Per i Verdi, la priorità è mettere a
punto fonti di energia alternativa decentrate e rinnovabili.

Libertà attraverso l’autodeterminazione

• Autonomia individuale
Noi Verdi crediamo che tutti gli esseri umani — indipendentemente da sesso, età, orientamento o
identità sessuale, origine etnica o disabilità — hanno diritto a compiere le loro scelte personali, a
esprimersi liberamente e a plasmare la loro vita come desiderano. Questa libertà non concerne
esclusivamente i beni materiali; essa comprende le dimensioni sociali, culturali, intellettuali e
spirituali della vita umana.
Questi diritti inalienabili devono essere garantiti dalla legge e insegnati nelle scuole come
fondamento delle nostre società. Devono prendere forma concreta attraverso l’attribuzione di
potere reale alle persone, attraverso la possibilità di ogni donna e ogni uomo di guadagnare da
vivere per sé stessi e per la propria famiglia e, dove necessario, attraverso un sostegno sociale e
materiale sufficienti a permettere di vivere una vita dignitosa e di partecipare pienamente alla
società. Laddove questi diritti non siano compiutamente garantiti, noi Verdi ci batteremo per essi,
promuovendo la solidarietà, l’istruzione, la cooperazione per lo sviluppo e la protezione dalla
violenza, dall’oppressione e la discriminazione.
• Democrazia inclusiva
La nostra fede nella democrazia si fonda sul reciproco riconoscimento di tutti gli individui come
uguali. Per incoraggiare il massimo livello di impegno, i processi politici e decisionali devono
essere democratici, inclusivi, trasparenti e pienamente accessibili, con modalità comprensibili ai
comuni cittadini. I radicali cambiamenti necessari allo sviluppo sostenibile esigono che tutti
assumano sulle proprie spalle la comune responsabilità e una giusta parte degli oneri. I
rappresentanti eletti hanno il dovere di consultare i loro rappresentati e di mantenerli pienamente
informati nel corso dell’intero processo decisionale.
Dobbiamo sempre pensare globalmente, anche quando agiamo localmente. Per assicurare il
massimo livello di coinvolgimento e di beneficio per i cittadini, l’autorità di decidere deve essere
attribuita al livello efficace più basso. Viceversa, quando un problema richiede che si intraprenda
un’azione a un livello più alto, è necessario tenere conto delle conseguenze per i livelli inferiori e
rispettare le divergenze. Gli interessi minoritari devono ricevere adeguata attenzione e tutela.
È nostro impegno rafforzare la democrazia in tutta Europa, a livello locale, regionale, nazionale e
sovranazionale. Vogliamo rafforzare la responsabilità delle istituzioni multilaterali.

Estendere la giustizia

Le politiche dei Verdi si basano sul principio di giustizia. Ciò richiede una distribuzione equa dei beni
sociali che, a sua volta, esige un’attenzione speciale ai bisogni dei più deboli. L’attenzione verso i più
deboli è particolarmente importante a livello mondiale, nel quale l’Europa ha una specifica
responsabilità di stimolare la crescita economica nei paesi in via di sviluppo. Poiché dobbiamo
affrontare i problemi di un mondo che cambia, la nostra idea di giustizia va ben al di là delle
tradizionali politiche di redistribuzione. I Verdi sostengono la giustizia sociale, l’uguaglianza tra i
generi, la giustizia tra generazioni e la giustizia a livello globale. Nonostante i conflitti pratici che
sorgono tra queste diverse dimensioni della giustizia, esse non devono essere contrapposte l’una
all’altra.
• La giustizia sociale assicura che ciascuno abbia accesso a risorse sociali d’importanza vitale:
istruzione, lavoro e partecipazione democratica. È necessario tutelare una possibilità equa di
accesso per tutti, di fronte agli squilibri sociali esistenti, tutelandola attraverso salvaguardie
istituzionali. L’istruzione è un fattore decisivo per la capacità di ognuno di dare forma alla
propria vita. L’uso delle nostre capacità lavorative ci permette di godere il frutto delle nostre
abilità e definisce quindi una parte fondamentale della nostra identità. La partecipazione
democratica è un requisito fondamentale per il coinvolgimento di ciascuno nella società e per la
possibilità di ciascuno di contribuire a darle forma.
• Equità tra i generi. La giustizia è anche equità tra i generi. Le donne e gli uomini devono
godere dello stesso potere di definire il modo in cui la società si svilupperà. Devono inoltre
avere la possibilità di vivere la loro vita liberi dalla violenza. Noi Verdi vogliamo sviluppare la
cornice istituzionale che garantisce l’uguaglianza delle donne in casa, al lavoro, nelle cariche
pubbliche e in altre posizioni d’influenza. Vogliamo facilitare l’armonizzazione della vita
familiare con quella professionale per entrambi i generi.
• Giustizia tra le generazioni. Lo slogan “il mondo ci è stato dato in prestito dai nostri figli” è
più appropriato oggi di quanto non sia stato mai. Oggi, il futuro dei nostri bambini è in pericolo.
Giustizia tra generazioni significa che la generazione più anziana ha l’obbligo di tramandare il
nostro patrimonio ambientale, sociale e culturale ai più giovani in modo sostenibile. Essa
comprende anche l’obbligo delle generazioni più giovani di prendersi cura della popolazione
anziana. È necessario assicurare che tutte le generazioni possano partecipare pienamente nella
società.
• Giustizia globale. La giustizia è un nostro punto di riferimento anche a livello internazionale.
Poiché l’economia globale mette le persone in collegamento tra loro e aumenta la nostra
interdipendenza, questo obbligo morale diventa anche un imperativo pratico. Uno sviluppo
sostenibile a livello mondiale e diritti umani universali costituiscono il nucleo della nostra idea
di giustizia globale. Essi devono poggiare su un inquadramento istituzionale indipendente, che
sia in grado di monitorare la responsabilità sociale delle imprese nel commercio equo.
La giustizia richiede solidarietà, non-discriminazione e coinvolgimento civico. La solidarietà
contribuisce a formare individui sicuri di sé, dando forza ai cittadini anziché renderli oggetto di
paternalismo. Tutte le autorità pubbliche devono lavorare di concerto con i cittadini per creare e
difendere quelle istituzioni che rafforzano la solidarietà. Per questo motivo vogliamo anche che si
investa in reti sociali e comunità che, con l’incoraggiamento dello Stato, pratichino il sostegno
reciproco.

Diversità, una condizione indispensabile

La ricchezza delle civiltà, delle società e delle culture si è sviluppata attraverso la diversificazione.
Noi stessi Verdi siamo il risultato della fusione di una serie di movimenti sociali, e crediamo che la
varietà sia una condizione del successo, se non addirittura della sopravvivenza, in virtualmente ogni
campo di attività. La diversità aumenta la capacità di resistenza delle organizzazioni e dei gruppi in
ogni circostanza in cui si trovino a far fronte a cambiamenti inattesi. Costituisce una salvaguardia
contro l’intolleranza, l’estremismo e il totalitarismo. È inoltre una fonte indispensabile d’ispirazione e
rinnovamento.
La diversità umana ha molte dimensioni: di genere, sociale, culturale, spirituale, filosofica, religiosa,
linguistica, economica, etnica, sessuale, regionale. Possono esserne portatori individui o gruppi
sociali. Consideriamo questa diversità come un bene prezioso. Essa non deve però mai essere usata
come pretesto per mettere in questione i diritti universali.
Dove delle persone condividono lo stesso spazio limitato, le differenze possono essere facilmente
percepite come una minaccia. Anche nella comunità più piccola, i forti tendono ad approfittare del
loro ruolo dominante e i deboli si trovano spesso sottoposti a una pressione a conformarsi. La tutela
della diversità richiede quindi il riconoscimento, la comprensione reciproca e il rispetto — e, in casi
anche troppo frequenti, una protezione attiva.

Nonviolenza

La nonviolenza costituisce una parte fondamentale del retroterra filosofico delle teorie verdi e
condiziona il nostro approccio a qualunque problema. Nessuna soluzione duratura a un conflitto tra
individui, gruppi sociali o stati può essere imposta attraverso la forza. Un principio verde di base
afferma che i mezzi usati per raggiungere l’obiettivo devono essere compatibili con l’obiettivo stesso.
La ricerca politica della giustizia e della pace non può quindi essere condotta attraverso mezzi
violenti.
La violenza non è soltanto fisica. Le azioni umane e le strutture economiche globali possono privare
le persone dei loro diritti umani ed esacerbare l’ingiustizia sociale. La povertà è forse la forma di
violenza più insidiosa. Per eliminare la povertà, promuoviamo organismi internazionali che
perseguano l’equità economica e mettano al primo posto la vita e la sicurezza delle persone, e regole
vincolanti per la tutela dei diritti umani.
Per quanto riguarda i conflitti armati, siamo convinti che il ricorso a forze armate o di polizia come
strategia isolata non possa avere successo nel lungo periodo. I Verdi vogliono vedere meno interventi
militari e l’implementazione di un concetto di politica estera e di sicurezza basato sulla dimensione
civile. Ciò richiede la messa a punto di strumenti potenti per la prevenzione e la gestione civile dei
conflitti.
Cionondimeno, i Verdi riconoscono che la comunità internazionale può fare ricorso alla soluzione
militare in estrema istanza. Laddove vi sia la minaccia di violenza di massa contro civili, il
dispiegamento di forze militari di peacekeeping può essere giustificato in funzione deterrente. Dove si
sia constatato il fallimento delle misure preventive, può rendersi necessario un intervento armato. Il
ricorso a una soluzione militare deve essere soggetto alle regole del diritto internazionale ed è
legittimo solo nel caso che siano soddisfatte le seguenti condizioni:
• l’esistenza di un mandato esplicito del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite;
• l’assoggettamento all’obiettivo primario di un intervento finalizzato a salvare e proteggere
vite attraverso la prevenzione della violenza;
• l’esistenza di una strategia politica che definisca il modo in cui l’intervento militare dovrà
terminare e potrà essere stabilita una situazione pacifica e stabile.

Per riassumere: sviluppo sostenibile

I Verdi riconoscono che i valori della responsabilità ambientale, della libertà, della giustizia, della
diversità e della nonviolenza possono essere — e in certa misura sono effettivamente —condivisi da
altre famiglie politiche. Ciò che ci definisce come Verdi è il fatto che noi consideriamo questi valori
come interdipendenti e inseparabili. Come un tutto unico, essi determinano ogni nostra azione rivolta
verso lo sviluppo sostenibile sociale, culturale, ambientale ed economico delle nostre società sul
pianeta Terra. Li applichiamo non solo alle nostre politiche esterne, ma anche al nostro
comportamento politico e all’organizzazione del nostro stesso partito.
Gli Europei sono stati i pionieri del processo di industrializzazione che si trova alla base di alcuni dei
nostri più gravi problemi globali. In quanto cittadini di uno dei più ricchi continenti della Terra, su noi
Europei grava grande parte della responsabilità di invertire le tendenze distruttive che questo processo
ha generato e di attivare un modello di sviluppo alternativo e sostenibile. La portata delle questioni in
gioco è tale che il raggiungimento di questo obiettivo supera le possibilità di qualsiasi in singolo stato.
È quindi necessaria una cooperazione a cui tutta Europa — da Dublino a Tbilisi, da Helsinki a
Lisbona, da Ankara a Reykjavik — possa prendere parte.
L’Unione Europea ha una buona possibilità di facilitare questa cooperazione, purché essa:
• rimanga aperta a ulteriori allargamenti;
• si ristrutturi fino a diventare un’istituzione autenticamente democratica;
• riorienti le sue priorità verso un modello di sviluppo ambientalmente e socialmente
sostenibile e
• assuma le sue responsabilità globali, sotto le Nazioni Unite e in cooperazione con altre
istituzioni dal ruolo prezioso come l’OSCE e il Consiglio d’Europa, per un mondo pacifico
e sostenibile.