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ANFRAGE ZUR SCHRIFTLICHEN BEANTWORTUNG.

Am 27.07.2021 hat der Gemeindeausschuss von Terlan einen Beschluss gefasst, der die Umwidmung von öffentlicher Grünfläche und Kinderspielplatz in Gewerbegebiet D1, sowie Umwidmung von Landwirtschaftsgebiet in Öffentliche Grünfläche auf den G.p. 968/11, G.p. 2688/2 und G.p. 2687/2 in der K.G. Terlan vorsieht.

In der Beschlussniederschrift sind die Gutachten des Amtes für Gewässerschutz vom 29.01.2021 und des Amtes für Wildbachverbauung Süd vom 08.02.2021 nicht angeführt. Beide Gutachten sehen Abstandsregelungen vor, die verpflichtend einzuhalten sind.

Mit dieser Umwidmung wird nicht nur eine von der lokalen Bevölkerung geschätzte öffentliche Grünfläche reduziert, sondern das Gewerbegebiet D1 schiebt sich im südlichen Teil sehr nahe an einen dokumentierten und damit schützenswerten FFH-Lebensraum (Natura 2000: 3270) heran. Dabei wird der für den FFH-Lebensraum aktuelle Pufferstreifen stark reduziert. Positiv ist die Tatsache, dass für die Umwidmung in Gewerbegebiet, eine ökologische Ausgleichsfläche in Etschnähe geschaffen wird.

Aus den Gutachten der Ämter geht eindeutig hervor, dass in einem Abstand – gemessen ab der Uferoberkante – von zehn Metern keine Gebäude errichtet werden dürfen, dass in einem Abstand von fünf Metern keinerlei Material abgelagert werden darf und dass die Ufervegetation in einem Abstand von drei Metern zu pflegen ist.

Aus diesen Vorschriften lässt sich ableiten, dass der zukünftige Pufferstreifen mindestens fünf Meter und maximal zehn Meter betragen muss. Da der Pufferstreifen einen FFH-Lebensraum umgibt, ist aus naturschutzfachlicher Sicht zumindest ein Zehnmeter-Pufferstreifen notwendig.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Haben sich die Landesämter und die Landesregierung bereits mit dieser Umwidmung beschäftigt?
  2. Falls ja, wurden die zitierten Gutachten der Ämter entsprechend berücksichtigt?
  3. Falls ja, sind die für Raumplanung zuständigen Ämter in Kenntnis davon, dass dort ein schützenswerter FFH-Lebensraum vorkommt?
  4. Falls nein, wird bei der Ausweisung in Gewerbegebiet dem Umstand Rechnung getragen, dass der FFH-Lebensraum Natura 2000: 3270 auch im südlichen Teilabschnitt beidseitig einen großzügigen ökologischen Zehnmeter-Pufferstreifen benötigt?

 

Bozen, 16.09.2021

Landtagsabgeordnete

Hanspeter Staffler

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba

 

COMUNICATO STAMPA.

La Giunta si fa bella con un generico e solo abbozzato piano clima e il giorno dopo dice no alle proposte concrete dei Verdi contro il cambiamento climatico.

I Verdi hanno portato oggi 15 settembre 2021 in Consiglio provinciale due proposte concrete contro il cambiamento climatico.

La prima mozione proponeva di calcolare le emissioni di CO2 provocate dall’ente Provincia e dal suo bilancio di 6.000 milioni di euro all’anno, per poi varare un piano di riduzioni mirate all’obbiettivo di emissioni zero. La seconda mozione prevedeva di istituire un monitoraggio continuo sulle emissioni di CO2 originate nel nostro territorio, affidato a un istituto scientifico indipendente. Entrambe sono state bocciate per un soffio con i voti congiunti di Svp e Lega Salvini.

La Giunta e la maggioranza dimostrano così di non avere ancora preso sul serio l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2030. Tanti provvedimenti dovrebbero essere già realtà. Non c’è più tempo e non abbiamo più pazienza di aspettare.

“Il nostro timore è che con la sua bozza del Piano clima la Giunta si sia creata un alibi per bocciare qualsiasi proposta concreta di politica climatica ed ecologica portata dalle minoranze” commentano Riccardo Dello Sbarba, Hanspeter Staffler e Brigitte Foppa. Per ora “sostenibilità” e “neutralità climatica” restano solo delle parole vuote.

Bolzano, 15/9/2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa

INTERROGAZIONE.

La regione Veneto e il comune di Comelico Superiore stanno approvando le varianti ai piani territoriali, che permetteranno la realizzazione del collegamento sciistico e impiantistico fra Padola e il Passo di Monte Croce Comelico. Questo progetto impatta aree ad elevato valore naturalistico e tutelate dalla rete Natura 2000.

La Provincia di Bolzano ha bocciato per motivi ambientali (con deliberazione di giunta n. 1111 del 30.10.2018) la porzione altoatesina del collegamento fra Sesto e Padola. Se il Veneto realizzerà il progetto, questo non sarà sufficiente a completare il collegamento fra le due località.

Ma il Veneto non demorde e a proposito della bocciatura di parte altoatesina, sostiene che esistono accordi interregionali, o in certe dichiarazioni addirittura transnazionali, che avrebbero impegnato i rispettivi territori a realizzare il collegamento tra Sillian, Sesto Pusteria e il Comelico, con atti firmati anche dalla Provincia autonoma di Bolzano, l’Alto Adige, il Veneto e il Land Tirol. Questa tesi compare addirittura in atti ufficiali della procedura VAS svolta in Veneto sul progetto.

Nel suo parere n. 121 del 4 giugno 2021 la commissione regionale VAS del Veneto ha scritto infatti:

  1. A pagina 3: “La variante al Piano degli Interventi in questione rientra in una più ampia pianificazione transfrontaliera dell’area turistica Padola – Sesto – Sillian che prefigura il collegamento tra i 3 comprensori e si inserisce in un disegno complessivo di sviluppo ed ottimizzazione delle dotazioni impiantistiche e turistiche di Comelico, Pusteria e Tirolo”.
  2. A pagina 9: “Nel merito di quanto osservato nella memoria presentata e del fatto che il rigetto espresso dalla Giunta provinciale di Bolzano con deliberazione 1111 del 30.10.2018 possa mettere in discussione l’effettiva realizzazione del collegamento tecnico delle stazioni sciistiche “Tre Cime Dolomiti “ e “Skiarea Val Comelico”, si evidenzia che, sotto un profilo temporale, la variante in questione va intesa come il completamento di un processo di recepimento di disposizioni e scelte strategiche, anche di ampio contesto, le quali, nonostante l’esito negativo espresso in chiave progettuale (…), allo stato risultano essere ancora vigenti in termini di strategie sovraordinate ed espressione di ciò che, a suo tempo, è stato condiviso anche a livello interregionale.”

Si chiede quindi alla Giunta provinciale:

  1. Esiste quella che la commissione VAS del Veneto definisce “una più ampia pianificazione transfrontaliera dell’area turistica Padola – Sesto – Sillian”? Esistono “di disposizioni e scelte strategiche, anche di ampio contesto” che sarebbero ancora in vigore e vincolanti per le regioni o province che le hanno sottoscritte? Esistono “strategie sovraordinate (…) condivise anche a livello interregionale”, che impegnerebbero la Provincia di Bolzano alla realizzazione del collegamento tra Sillian, Sesto Pusteria e il Comelico?
  2. Se tutto ciò esiste, in quale atto precisamente si concretizzano questi “impegni transfrontalieri, interregionali e sovraordinati” che impegnerebbero anche la nostra Provincia?
  3. Quando la Provincia di Bolzano ha sottoscritto questi impegni? Con quale atto giuridicamente valido? E da chi è stato sottoscritto tale atto? Tale atto è tuttora in vigore?
  4. Se invece tutto ciò che è stato citato alla domanda n. 1 non esiste, o per lo meno non esiste come atto che vincola giuridicamente la Provincia di Bolzano e attualmente in vigore, come valuta la Giunta provinciale di Bolzano quanto affermato dalla Commissione VAS del Veneto e sintetizzato in questa interrogazione? Si tratta di un equivoco? O di una falsa informazione?

 

Bolzano, 14.09.2021

Cons. prov.

Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

 

Qui potete scaricare la risposta della giunta.

COMUNICATO STAMPA.

Le conseguenze del riscaldamento artificiale del clima sono gravissime e sono sotto gli occhi di tutti: dall’innalzamento del livello del mare a eventi atmosferici estremi, dallo scioglimento dei ghiacciai a quello del permafrost, che ha provocato anche sulle Dolomiti crolli di interi fianchi di montagna. Le Alpi sono infatti un ecosistema particolarmente esposto al riscaldamento climatico e gli effetti sono tre volte superiori rispetto a quelli medi globali.

Nel dicembre 2015 a Parigi è stato firmato un nuovo accordo internazionale tra quasi 200 Paesi per la tutela del clima. Questo prevede che i Paesi firmatari facciano tutti gli sforzi possibili per mantenere l’aumento di temperatura entro il 2100 a +1.5°C rispetto ai livelli pre-industriali.
L’accordo fissa anche una “responsabilità differenziata”, attribuendo maggiori compiti ai paesi industrializzati storicamente responsabili della maggiore quantità di emissioni. Tra questi paesi c’è ovviamente l’Europa, provincia di Bolzano compresa.

La Giunta ha iniziato la legislatura con un workshop strategico sulla tutela del clima. Quest’estate ha lanciato un documento strategico per la sostenibilità. “Noi continuiamo a prenderli in parola e portiamo in Consiglio provinciale due proposte che la Provincia può facilmente attuare” afferma la capogruppo Brigitte Foppa.

“Ognuno di noi nel suo piccolo può e deve fare la sua parte per ridurre le emissioni di gas serra e la Provincia deve dare l’esempio, non solo a parole”, spiega Hanspeter Staffler. Nella mozione di cui è primo firmatario chiediamo di

presentare annualmente al Consiglio provinciale un rapporto di monitoraggio del Piano ClimaEnergia Alto Adige 2050, che descriva l’attuazione delle misure nel campo della salvaguardia del clima, i rispettivi obiettivi e risultati dei singoli settori e la riduzione annuale complessiva delle emissioni di gas serra.

“Nel 2019 è stato messo online il calcolatore del bilancio di CO2, sviluppato dall’agenzia CasaClima e da allora è a disposizione dei sudtirolesi. A questo punto anche l’amministrazione della Provincia autonoma quale soggetto pubblico può e deve fare tutto il necessario per calcolare e ridurre le proprie emissioni” ribadisce Riccardo Dello Sbarba. Nella mozione da lui presentata chiediamo di

fare il bilancio dell’impatto ambientale ed energetico della Provincia, in tutte le sue attività amministrative ed operative; presentare un piano di risparmio energetico e ambientale da parte dell’amministrazione provinciale; presentare un piano di compensazione delle emissioni residue, indicando iniziative e progetti in applicazione dei principi di neutralità climatica.

Bolzano, 13 settembre 2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa

COMUNICATO STAMPA.

È davvero deciso: la Val Gardena si candida a ospitare i Mondiali di sci del 2029. La località predestinata è una valle che già ora è un hotspot turistico. Situata in mezzo alle Dolomiti, ormai invase. Incorniciata da una situazione generale altoatesina che quest’estate ha registrato picchi mai visti prima (25% di traffico in più rispetto agli anni precedenti).

Peggiorare ulteriormente questa situazione non è sostenibile.

L’Alto Adige ha davvero bisogno di un evento di questo tipo? “No – è convinta Brigitte Foppa – ciò di cui abbiamo bisogno è una strategia globale su come salvare e conservare la bellezza e l’autenticità della nostra terra. I grandi eventi di massa contribuiscono molto poco a questa strategia”. Proprio in tempi di cambiamento climatico, il turismo invernale deve essere completamente ripensato. Deve essere trasformato e reso più dolce. Esperienze di successo in questo senso esistono già. Dovremmo puntare su di loro invece che sul turismo del turbo-sci. Una strategia per il clima significa fare un vero e proprio ripensamento. Vale a dire, tirare il freno a mano invece di premere sempre di più l’acceleratore. Ospitare una Coppa del Mondo di sci, invece, significa più traffico, più piste, più folla ed effetto calamita.

Ma i mondiali di sci in Val Gardena erano parte del documento strategico sulla sostenibilità della Giunta? Si parlava di „everyday for future“ o di „everyday for overtourism”?

Bolzano, 10.9.2021

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

Il Gruppo Verde in Consiglio provinciale ha ricevuto l’invito ad accompagnare l’iniziativa “Salviamo api e agricoltori” all’udienza con Papa Francesco l’8 settembre a Roma. Da sempre i Verdi si impegnano per un approccio più rispettoso verso la natura e per la protezione della biodiversità. Che si tratti della svolta ecologica dell’agricoltura, della conservazione del territorio naturale o della lotta contro pesticidi ed erbicidi chimico-sintetici, i Verdi non si stancano mai di difendere tutte le forme di vita su questo pianeta. Il tempo ormai stringe. Non abbiamo più un attimo da perdere e dobbiamo agire subito per deviare quella spada di Damocle che è il cambiamento climatico. La buona notizia è che abbiamo ancora la possibilità per farlo: con intraprendenza e provvedimenti concreti e coraggiosi forse riusciremo a vivere bene e felici su questa terra anche tra 50 anni.

Di conseguenza, quando ci è stato chiesto di sostenere la petizione europea “Save Bees and Farmers” nella preparazione dell’udienza e della visita al Papa, non ci abbiamo pensato due volte.

Anche il portavoce dei Verdi del Tirolo, Christian Altenweisl accompagna la “delegazione verde.

Una volta a Roma, il gruppo Verde ha colto l’occasione per scambiare opinioni con altri politici tra cui l’ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti. I Verdi sono tornati a Bolzano fiduciosi di poter contare in futuro su un sostegno politico anche fuori dall’Alto Adige.

Roma, 8 settembre 2021

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

 

Nella foto da sinistra a destra: Riccardo Dello Sbarba, Brigitte Foppa, Annemarie Markt Gluderer (agrcoltrice biologica della Val Venosta e rappresentante della petizione europea “Save bees and farmers”), Christian Altenweisl (Portavoce Verdi del Tirolo), Karl Bär (Umweltinstitut München), Hanspeter Staffler, Urban Gluderer (agricoltore biologico).

INTERROGAZIONE.

Da mesi il cantiere del WaltherPark dell’imprenditore austriaco René Benko è allagato. Il problema è gravissimo poiché gli scavi infatti hanno toccato la falda idrica che rifornisce di acqua potabile l’acquedotto di Bolzano. Sia nel parere dal comitato ambientale della PAB del 14.11.2018 nr. 21/2018 che nella delibera di Giunta Provinciale del 11.12.2018 nr. 1323 esistevano chiare prescrizioni su scavo e preservazione della falda acquifera (dal punto 21 al punto 29 della succitata delibera). Le prescrizioni impongono “il limite massimo consentito agli scavi di un metro sopra il livello della falda acquifera nei suoi limiti massimi”. L’attuale allagamento viene definito sulla stampa “anomalo”, ma la spiegazione non è credibile poiché sono proprio i “limiti massimi della falda” che vanno preventivamente calcolati e rispettati e un fenomeno anomalo può durare qualche giorno, ma non mesi!

A questo punto bisogna chiedersi che cosa non ha funzionato nel percorso di valutazione, autorizzazione e realizzazione del progetto.

 

Si chiede quindi alla Giunta provinciale:

  1. È stato verificato se il cantiere ha rispettato le prescrizioni fissate dalla Provincia, in particolare che “il limite massimo consentito agli scavi sia di un metro sopra il livello della falda acquifera nei suoi limiti massimi”? Quando sono state fatte queste verifiche e quali esiti hanno dato?
  2. Se il cantiere ha rispettato i limiti massimi della falda, e la falda l’ha allagato ugualmente, allora qualcosa non va sui calcoli dei limiti di falda. Come e da chi è stato calcolato il limite massimo della falda acquifera in relazione al progetto WaltherPark e relativi scavi programmati nel sottosuolo?
  3. Quale limite massimo ha raggiunto la falda acquifera nell’estate 2021 tanto da provocare l’allagamento del cantiere?
  4. Per quanto tempo, e di quanto, il limite massimo della falda acquifera ha superato il limite massimo calcolato nel progetto WaltherPark?
  5. Se questo superamento permane, quali sono le previsioni in termini di tempi circa un suo abbassamento fino a recuperare quel margine di sicurezza di un metro al di sotto dello scavo, che è imposto dalle prescrizioni del comitato VIA e della giunta provinciale?
  6. Quali sono le cause per le quali il limite massimo della falda acquifera ha superato il limite massimo calcolato per il progetto WaltherPark?
  7. Si può continuare a parlare di “innalzamento anomalo” dopo mesi che il fenomeno permane? Oppure sono state sbagliate le valutazioni sul citato limite massimo della falda acquifera?
  8. Quali dati ha la Provincia sul limite massimo della falda acquifera sul territorio di Bolzano e in particolare sull’area interessata dal cantiere del WaltherPark?
  9. Questi dati della Provincia erano compatibili con le valutazioni contenute nel progetto WaltherPark?
  10. Quando sono stati aggiornati questi dati della Provincia l’ultima volta?
  11. Questi dati della Provincia sul limite massimo della falda nel territorio di Bolzano possono essere considerati ancora attuali e attendibili o, visto l’innegabile fenomeno dell’”acqua alta” nel cantiere, le valutazioni della Provincia sui limiti massimi della falda acquifera nel territorio interessati devono essere aggiornati e l’attuale innalzamento deve essere considerato non un fenomeno episodico ma permanente?
  12. L’innalzamento della falda non potrebbe essere in particolare considerato un fenomeno permanente causato dalle conseguenze dell’impatto dei cambiamenti climatici sul nostro territorio?
  13. Quali e quanti controlli, e in quali date, sono stati svolti per verificare l’impatto sulla falda idrica e sulla qualità dell’acqua potabile cittadina dell’allagamento del cantiere WaltherPark?
  14. Sono state rilevate ripercussioni negative sulla qualità dell’acqua potabile fornita dalla falda acquifera in questione? Se sì, di quale tipo ed entità?
  15. La Provincia, tramite l’Ufficio gestione sostenibile delle risorse idriche, ha intenzione di fissare ulteriori prescrizioni di sicurezza oppure ulteriori misure per il cantiere WaltherPark? Se sì, quali sono queste nuove prescrizioni o queste ulteriori misure di sicurezza?
  16. La Provincia intende chiedere ai promotori del progetto WaltherPark una modifica del progetto, di fronte a un fenomeno come l’allagamento del cantiere che dura da mesi?
  17. La Provincia ha ricevuto proteste per la situazione che si è creata da parte degli abitanti e delle attività economiche confinanti col cantiere? Se sì, quando e quali sono state e come ha risposto la Provincia?
  18. Si ritiene comunque sopportabile per chi abita e opera nei dintorni il prolungarsi di questa situazione di disagio? Quali norme tutelano abitanti ed attività economiche da “imprevisti” di questo tipo?
  19. La Provincia ha ricevuto segnalazioni di danni a edifici circostanti, oppure situazioni di disagio (rumore, polvere ecc..) a carico di chi vive e opera nella zona, dovute ai lavori del cantiere WaltherPark? Se sì, quando e quali sono i danni segnalati e cosa intende fare la Provincia, o quali sono le norme di tutela, per porvi rimedio o risarcire le persone danneggiate?

 

Bolzano, 2 settembre 2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

 

Qui potete scaricare la risposta della giunta.

INTERROGAZIONE.

Da mesi il cantiere del WaltherPark dell’imprenditore austriaco René Benko è allagato. Il problema è gravissimo poiché gli scavi infatti hanno toccato la falda idrica che rifornisce di acqua potabile l’acquedotto di Bolzano. Sia nel parere dal comitato ambientale della PAB del 14.11.2018 nr. 21/2018 che nella delibera di Giunta Provinciale del 11.12.2018 nr. 1323 esistevano chiare prescrizioni su scavo e preservazione della falda acquifera (dal punto 21 al punto 29 della succitata delibera). Le prescrizioni impongono “il limite massimo consentito agli scavi di un metro sopra il livello della falda acquifera nei suoi limiti massimi”. L’attuale allagamento viene definito sulla stampa “anomalo”, ma la spiegazione non è credibile poiché sono proprio i “limiti massimi della falda” che vanno preventivamente calcolati e rispettati e un fenomeno anomalo può durare qualche giorno, ma non mesi!

A questo punto bisogna chiedersi che cosa non ha funzionato nel percorso di valutazione, autorizzazione e realizzazione del progetto.

 

Si chiede quindi alla Giunta provinciale:

  1. È stato verificato se il cantiere ha rispettato le prescrizioni fissate dalla Provincia, in particolare che “il limite massimo consentito agli scavi sia di un metro sopra il livello della falda acquifera nei suoi limiti massimi”? Quando sono state fatte queste verifiche e quali esiti hanno dato?
  2. Se il cantiere ha rispettato i limiti massimi della falda, e la falda l’ha allagato ugualmente, allora qualcosa non va sui calcoli dei limiti di falda. Come e da chi è stato calcolato il limite massimo della falda acquifera in relazione al progetto WaltherPark e relativi scavi programmati nel sottosuolo?
  3. Quale limite massimo ha raggiunto la falda acquifera nell’estate 2021 tanto da provocare l’allagamento del cantiere?
  4. Per quanto tempo, e di quanto, il limite massimo della falda acquifera ha superato il limite massimo calcolato nel progetto WaltherPark?
  5. Se questo superamento permane, quali sono le previsioni in termini di tempi circa un suo abbassamento fino a recuperare quel margine di sicurezza di un metro al di sotto dello scavo, che è imposto dalle prescrizioni del comitato VIA e della giunta provinciale?
  6. Quali sono le cause per le quali il limite massimo della falda acquifera ha superato il limite massimo calcolato per il progetto WaltherPark?
  7. Si può continuare a parlare di “innalzamento anomalo” dopo mesi che il fenomeno permane? Oppure sono state sbagliate le valutazioni sul citato limite massimo della falda acquifera?
  8. Quali dati ha la Provincia sul limite massimo della falda acquifera sul territorio di Bolzano e in particolare sull’area interessata dal cantiere del WaltherPark?
  9. Questi dati della Provincia erano compatibili con le valutazioni contenute nel progetto WaltherPark?
  10. Quando sono statui aggiornati questi dati della Provincia l’ultima volta?
  11. Questi dati della Provincia sul limite massimo della falda nel territorio di Bolzano possono essere considerati ancora attuali e attendibili o, visto l’innegabile fenomeno dell’”acqua alta” nel cantiere, le valutazioni della Provincia sui limiti massimi della falda acquifera nel territorio interessati devono essere aggiornati e l’attuale innalzamento deve essere considerato non un fenomeno episodico ma permanente?
  12. L’innalzamento della falda non potrebbe essere in particolare considerato un fenomeno permanente causato dalle conseguenze dell’impatto dei cambiamenti climatici sul nostro territorio?
  13. Quali e quanti controlli, e in quali date, sono stati svolti per verificare l’impatto sulla falda idrica e sulla qualità dell’acqua potabile cittadina dell’allagamento del cantiere WaltherPark?
  14. Sono state rilevate ripercussioni negative sulla qualità dell’acqua potabile fornita dalla falda acquifera in questione? Se sì, di quale tipo ed entità?
  15. La Provincia, tramite l’Ufficio gestione sostenibile delle risorse idriche, ha intenzione di fissare ulteriori prescrizioni di sicurezza oppure ulteriori misure per il cantiere WaltherPark? Se sì, quali sono queste nuove prescrizioni o queste ulteriori misure di sicurezza?
  16. La Provincia intende chiedere ai promotori del progetto WaltherPark una modifica del progetto, di fronte a un fenomeno come l’allagamento del cantiere che dura da mesi?
  17. La Provincia ha ricevuto proteste per la situazione che si è creata da parte degli abitanti e delle attività economiche confinanti col cantiere? Se sì, quando e quali sono state e come ha risposto la Provincia?
  18. Si ritiene comunque sopportabile per chi abita e opera nei dintorni il prolungarsi di questa situazione di disagio? Quali norme tutelano abitanti ed attività economiche da “imprevisti” di questo tipo?
  19. La Provincia ha ricevuto segnalazioni di danni a edifici circostanti, oppure situazioni di disagio (rumore, polvere ecc..) a carico di chi vive e opera nella zona, dovute ai lavori del cantiere WaltherPark? Se sì, quando e quali sono i danni segnalati e cosa intende fare la Provincia, o quali sono le norme di tutela, per porvi rimedio o risarcire le persone danneggiate?

 

Bolzano, 2 settembre 2021

 

Cons. prov.

Riccardo Dello Sbarba

Brigitte Foppa

Hanspeter Staffler

ANFRAGE ZUR SCHRIFTLICHEN BEANTWORTUNG.

Seit einiger Zeit hat das zunächst in den USA stark gestiegene Interesse an sog. “Tiny Houses” auch Europa und Südtirol erreicht. Dabei handelt es sich um Minihäuser bzw. Wohncontainer, die z. T. mobil auf Anhängern platziert, z. T. fest im Boden verankert sind, sich auf 20 Quadratmeter beschränken, aber auch 80 oder 100 qm erreichen können.
In Südtirol ist das Interesse an solchen Minihäusern auch deshalb spürbar gewachsen, da die oft kaum mehr erschwinglichen Wohnungspreise solche Separatlösungen, die Flexibilität und Attraktivität bei erträglichem Preis aufweisen, nachdrücklich fördern. Allerdings ist raumordnerisch in Südtirol nicht geklärt, wie sich solche “tiny houses” einordnen lassen. Haben sie den Charakter von Wohnmobilen oder handelt es sich in ihrem Fall um feste Kubatur, die einer Baukonzession unterliegt? Sind mobile Tiny houses zulässig, wenn für sie Ortstaxe entrichtet wird? Müssen dafür eigene Stellplätze, wie etwa bei Campern, vorgesehen sein?
Jedenfalls finden solche Wohnlösungen gerade im ländlichen Raum Interesse, da manche Bauern Grundstücke gegen Entgelt und Sachleistungen zur Verfügung stellen würden.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

1. Ist ihr das wachsende Interesse an Tiny Houses auch in Südtirol bekannt?
2. Wie sind Tiny Houses raumordnerisch einzuordnen, gibt es Präzedenzfälle aus einzelnen Gemeinden?
3. Gedenkt die Landesregierung für dieses wachsende Segment eine Regelung zu treffen?

Bozen, 30.08.2021

Landtagsabgeordnete
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

 

Hier könnt ihr die Antwort der Landesregierung herunterladen.

COMUNICATO STAMPA.

Dubbi sui mondiali di sci alpino in Val Gardena

In questi giorni, l’Alto Adige non si rallegra solo delle belle giornate estive. In molti luoghi l’enorme afflusso di turisti in certe città e valli viene vissuto anche come un grande peso.

È finalmente iniziata una discussione sui limiti della crescita nel settore del turismo, e su quanto il nostro territorio ne può sopportare. Visto le autostrade e i centri urbani congestionati, ci si chiede inevitabilmente come farà l’Alto Adige a far fronte a questo continuo “di più”.

Proprio in mezzo a questi dubbi e al dibattito che si è aperto, arriva la notizia che il prossimo grande evento potrebbe essere all’orizzonte. Saranno i mondiali di sci alpino in Val Gardena nel 2029. Qualche settimana fa la Val Badia aveva rifiutato una co-candidatura con la motivazione che la valle non ne poteva più. Ora la Val Gardena sta cercando di tirare avanti il carro da sola.

La decisione in Val Gardena è difficile da decifrare. Agli abitanti non è stato chiesto se sono d’accordo con questi mondiali nella loro valle, manca qualsiasi tipo di coinvolgimento partecipativo di chi vive e lavora nella valle. Eppure saranno loro a dover vivere con le conseguenze di questi mega eventi.

Come Olympia 2026, questo evento sarà venduto come “sostenibile” e “verde”. Costruzioni di strade nuove e impianti parlano un’altra lingua. Dovremmo iniziare a pensare ai limiti non solo della crescita ma anche del green-washing.

BZ, 25.08.2021

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler