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Neutralità climatica per l’Amministrazione provinciale

MOZIONE.

Da decenni i rapporti della Commissione intergovernativa sui cambiamenti climatici (IPCC), elaborati dagli esperti delle Nazioni Unite, parlano molto chiaro: l’eccezionale riscaldamento al quale è esposto il nostro pianeta avanza più in fretta del previsto ed ha cause umane. Tutti gli ultimi anni sono stati i più caldi rispetto al 1850, anno delle prime registrazioni. Fino al 2100 la temperatura potrebbe salire, a seconda degli scenari, tra 1,8°C e 6,4°C.
Le conseguenze del riscaldamento artificiale del clima sono gravissime: dall’innalzamento del livello del mare a eventi atmosferici estremi, dallo scioglimento dei ghiacciai a quello del permafrost, che ha provocato anche sulle Dolomiti crolli di interi fianchi di montagna. Le Alpi sono infatti un ecosistema particolarmente esposto al riscaldamento climatico, che qui ha avuto effetti tre volte superiori rispetto a quelli globali medi.
Nel dicembre 2015 a Parigi è stato firmato un nuovo accordo internazionale tra quasi 200 Paesi per la tutela del clima. L’obbiettivo è quello di “stabilizzare le concentrazioni nell’atmosfera di gas serra ad un livello tale da prevenire interferenze antropogeniche dannose per il sistema climatico”.
Questo accordo prevede che i Paesi firmatari facciano tutti gli sforzi possibili per mantenere al 2100 l’aumento di temperatura entro +1.5°C rispetto ai livelli pre-industriali. In questo senso l’accordo è più ambizioso dei precedenti che fissavano il traguardo ai 2°C e si parla anche di „Zero emissioni“ da raggiungere tra il 2050 e il 2100. Questi obiettivi sono tanto più importanti se si considera che Paesi come gli Stati Uniti e il Brasile hanno già annunciato l’intenzione di ritirarsi dal accordo di Parigi.
L’accordo fissa anche una „responsabilità differenziata“, attribuendo maggiori compiti ai paesi industrializzati storicamente responsabili della maggiore quantità di emissioni. Tra questi paesi c’è ovviamente l’Europa, provincia di Bolzano compresa. Che il limite dell’accordo sia la sua volontarietà è noto, ma ciò deve spingerci non ad una minore, ma ad una maggiore assunzione di responsabilità.
Da tempo la Provincia di Bolzano lavora per dare il proprio contributo alla tutela del clima ed ha varato il proprio “Piano clima – Energia Alto Adige 2050”.
Nel febbraio 2016 lo stesso Consiglio provinciale ha dato incarico all’Agenzia per l’Ambiente di “verificare se gli strumenti per il calcolo della Corporate Carbon Footprint (CCF) già reperibili sul mercato possano essere adattati alla realtà altoatesina e se tale certificazione ecologica possa essere inclusa nelle etichette Clima Factory e ComuneClima, rendendo eventualmente questi strumenti accessibili online alle aziende, alle organizzazioni non aziendali, ai comuni e all’amministrazione provinciale” (mozione n. 547/16).
Nella relazione sull’applicazione di tale mozione l’assessore Theiner ha comunicato che l’Agenzia per l’ambiente si è data da fare e che tale strumento di contabilità ambientale potrebbe essere messo a disposizione dall’inizio del 2017. Detto fatto: Questo calcolatore del bilancio di CO2, sviluppato dall’agenzia CasaClima, è stato messo online quell’anno e da allora è a disposizione dei sudtirolesi. E’ un’ottima notizia.
A questo punto anche l’amministrazione della Provincia autonoma quale soggetto pubblico può e deve fare tutto il necessario per calcolare e ridurre le proprie emissioni.
Per questi motivi,

il Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano impegna la Giunta provinciale

  1. A fare il bilancio dell’impatto ambientale ed energetico, in emissioni di Co2 equivalente, della Provincia, in tutte le sue attività amministrative ed operative, seguendo un metodo di calcolo trasparente, intelligibile e internazionalmente accreditato, ed a presentarlo al Consiglio Provinciale entro la fine del 2017.
  2. A presentare, unitamente al bilancio ambientale di cui al punto 1), un piano di risparmio energetico e ambientale da parte della Provincia, che riguardi tutte le sue attività amministrative ed operative, calcolato in emissioni di Co2 equivalenti.
  3. A presentare, unitamente al bilancio ambientale di cui al punto 1), un piano di compensazione delle emissioni residue dopo l’applicazione del piano di risparmio di cui al punto 2), indicando iniziative e progetti in applicazione dei principi della neutralità climatica.

Bolzano, 25/09/2019

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

Aeroporto, la Corte
In pensiero per l’
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