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COMUNICATO STAMPA.

Ieri, la SVP ha deciso di ridimensionare la Giunta provinciale. L’assessore Widmann lascerà il suo incarico e Arno Kompatscher si occuperà della sanità.
Con questo si pensa di risolvere il conflitto all’interno del più grande partito di governo.

Noi non ci crediamo. Forse, per il momento, attenuerà un po’ la lotta di potere tra le singole fazioni all’interno della SVP. Ma questa “soluzione” non cambia e non risolve assolutamente nulla. Gli intrecci tra la SVP e le lobby potenti e gli imprenditori con la loro influenza sulle decisioni politiche della provincia continueranno ininterrotti e indisturbati. E questo è quello che si vuole.

La giunta (ridimensionata) continuerà a consistere nell’alleanza tra SVP e Lega Salvini così come è stata descritta a sufficienza nei protocolli delle intercettazioni. Se è vero che Arno Kompatscher si prenderà carico dell’assessorato alla salute, allora un solo assessore (cioè Arno Kompatscher) avrà a disposizione più della metà del bilancio provinciale (4,5 miliardi su 6,5). Questo non è saggio e nemmeno sano.

Di sicuro noi del gruppo Verde in Consiglio provinciale non appoggeremo certo questa via.

Bolzano, 12/4/2022

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

Ordine del giorno approvato l’8/4/2022.

Der vorliegende Gesetzesentwurf hat den Zweck, Leerstandswohnungen auf den Südtiroler Mietmarkt zu bringen. Der Mietmarkt ist seit vielen Jahren sehr angespannt, leistbares Wohnen wird immer mehr zum sozialen Thema.

Kürzlich hat das Arbeitsförderungsinstitut AFI mitgeteilt, dass über 40 Prozent des durchschnittlichen Südtiroler Haushaltseinkommens für Wohnungsmieten oder Rückzahlung von Wohnungsdarlehen aufgewendet wird. Die Wohnquote am Haushaltseinkommens ist im Vergleich zu vergleichbaren Ländern enorm hoch, zunehmend geraten Haushalte und Familien auch deshalb in finanzielle Schieflagen.

Zum besseren Verständnis des Systems Leerstandswohnungen haben wir Daten aus verschiedenen Quellen recherchiert, um das Phänomen „Leerstand – Mietmarkt – Besteuerungseffekt“ zu bewerten.

Typ Anzahl Quelle
Leerstand + 30.000 Amt für Wohnbau / interne Studie
Zweitwohnungen für touristische Zwecke -15.000 ASTAT (2012) plus vorsichtige Schätzung bis 2022
Natürlicher Leerstand   -7.000 Aus Literatur: ca. 3-4% des gesamten Wohnungsbestandes von ca. 240.000 Wohnungen
Airbnb-Wohnungen   -3.000 Südtiroler Wirtschaftszeitung – Nr. 11/22 – 25.03.2022
Zweitwohnungen in Heimatgemeinde   -3.000 Vorsichtige Schätzung durch Befragung von Expert:innen (eher 4.000)
Verfügbarer Leerstand   + 2.000 Zusammensetzung:-       Anlagevermögen von Haushalten

–       Spekulativer Leerstand (Makler)

–       Luxuswohnungen

Aus den heterogenen Datenquellen ist ersichtlich, dass das Phänomen Leerstand schwer zu fassen ist. Die obigen Daten sind plausibel, beruhen aber zum großen Teil auf Schätzungen.

Um die Wirksamkeit dieses Gesetzesentwurfs, sollte er genehmigt werden, zu prüfen, braucht es unbedingt ein periodisches Monitoring.

Daher beauftragt der Südtiroler Landtag die Landesregierung

  1. Die Autonome Provinz Bozen erstellt mit Beginn 2023 alle drei Jahre einen Monitoringbericht über den Leerstand im Lande, worin die unterschiedlichen Kategorien des Leerstandes aufgelistet (siehe obige Tabelle), die Wirksamkeit dieses Gesetzes überprüft und die Kriterien für die Ausweisung der Gemeinden mit Wohnungsnot festgelegt werden. Dieser Monitoringbericht ist dem Landtag zu übermitteln.

Bozen, 07.04.2022

 

Landtagsabgeordnete

Hanspeter Staffler

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba

 

COMUNICATO STAMPA

Il Consiglio provinciale ha trattato oggi la mozione del Gruppo Verde “Abbassiamo i prezzi dei mezzi pubblici per sgravare le famiglie” (prima firmataria Brigitte Foppa).

La discussione molto partecipata ha mostrato ancora quanto sia attuale il tema. Il dibattito si è concentrato sulla difficoltà di molte persone a muoversi con i mezzi pubblici nelle aree periferiche, soprattutto negli orari serali e per chi fa turni difficili e particolari, per esempio le persone che lavorano nella gastronomia. Così il terzo punto della parte deliberativa è stato approvato all’unanimità. Questo prevede “…di migliorare la frequenza dei servizi nelle ore di inizio e soprattutto fine giornata lavorativa oppure ampliare l’offerta con l’aggiunta di un servizio a chiamata”.

Pensiamo che l’introduzione di un servizio a chiamata, potrebbe fare la differenza per molte persone.

Bolzano, 06/04/2022

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

Il Consiglio provinciale ha approvato oggi all’unanimità la mozione dei Verdi che impegna la Giunta provinciale a chiedere urgentemente all’ENAC di avviare la procedura per la approvazione del Piano acustico aeroportuale necessario per tutelare la salute e la psiche delle persone che vivono intorno allo scalo. Si tratta di un provvedimento obbligatorio per legge, ma Bolzano ancora non ce l’ha.

“È uno scandalo che, dopo 25 anni di voli commerciali, questo piano non sia mai stato predisposto. Oggi l’aeroporto è gestito da privati e funziona pieno regime: gli enti pubblici devono urgentemente garantire alla popolazione tutte le tutele anti rumore previste dalla legge” commenta Riccardo Dello Sbarba, primo firmatario della mozione.

L’iniziativa dei Verdi si è sviluppata a tutti i livelli: un mese fa il consiglio comunale di Laives ha approvato una identica mozione proposta dal gruppo comunale dei Verdi e si è già attivato. E dal comune di Bolzano è partita proprio oggi, firmata dall’assessora verde Chiara Rabini, la lettera all’Enac per chiedere l’attivazione della procedura di approvazione del piano acustico aeroportuale.

Grazie a queste iniziative Verdi, da sempre in prima fila sull’aeroporto, anche Bolzano avrà finalmente il suo piano acustico aeroportuale, compreso di zone di rispetto con rigorosi limiti al rumore, centraline per il monitoraggio e severi controlli su ogni singolo volo, contro l’inquinamento acustico e a difesa della salute della popolazione.

QUESTO IL TESTO APPROVATO:

il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale

Ad attivarsi in ogni modo, intervenendo ufficialmente presso l’ENAC, per ottenere l’attuazione della circolare ENAC APT-26 del 3/7/2007 e fare in modo che sia istituita al più presto la prevista commissione aeroportuale affinché sia predisposto al più presto l’indispensabile “Piano acustico aeroportuale” previsto dalla normativa vigente.

 

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE.

Il Parco dei Cappuccini, sito tra piazza Verdi, via dei Cappuccini e via Isarco a Bolzano, è di proprietà della Provincia dei Frati Minori Cappuccini di Bressanone. L’amministrazione provinciale ha un diritto di superficie sul parco fino all’anno 2039 e fino al 13 febbraio 2039 la gestione è concessa in uso al Comune di Bolzano, tramite convenzione.

Gli aspetti tecnici e gestionali caratterizzanti la riqualificazione del Parco dei Cappuccini sono stati definiti nel corso di vari incontri di lavoro del tavolo tecnico istituito ad hoc fra Provincia, Comune di Bolzano, Fondazione Teatro comunale e altri gruppi di interesse. Per la gestione del Parco Cappuccini il Comune di Bolzano ha intenzione di indire un bando al fine di individuare i futuri gestori che oltre a gestire il previsto bar-chiosco si occuperanno della sorveglianza del parco e della programmazione degli eventi con le istituzioni culturali attigue, Centro Trevi, Biblioteca Claudia Augusta e Teatro Comunale.

Qui ci sarebbero le possibilità di trasformare il Parco dei Cappuccini in un luogo per i giovani e di creare una scena culturale libera, come esistono già in diversi centri della provincia.

Si chiede pertanto:

  1. La Provincia avrà voce in capitolo sulle decisioni che riguardano la futura gestione del Parco Cappuccini a Bolzano?
  2. Se sì, si pongono le seguenti domande:
    1. Quale è il ruolo del comune di Bolzano e quale il ruolo della Provincia nella scelta del nuovo gestore del parco?
    2. Come sarà composta la commissione che sceglierà il nuovo gestore del Parco dei Cappuccini e del chiosco all’interno?
    3. Sono stati definiti i criteri per la scelta del gestore del chiosco all’interno del Parco dei Cappuccini? Quali sono i criteri?
    4. Come si vuole garantire che il gestore del chiosco sia anche promotore di iniziative culturali all’interno del parco?
    5. Avere un concetto di lavoro culturale all’interno del parco sarà una delle condizioni per partecipare alla gara?
    6. Il Parco dei Cappuccini continuerà ad essere liberamente accessibile per tutti?
    7. Si presterà un’attenzione speciale alla cultura giovanile nello sviluppo del quadro culturale e come si vuole raggiungere questo obiettivo?
    8. Il bando è rivolto sia alle aziende che alle associazioni?
    9. Le associazioni, soprattutto quelle che si occupano di cultura, avranno un diritto di precedenza?

Bolzano, 06.04.2022

Cons. prov.

Riccardo Dello Sbarba

Brigitte Foppa

Hanspeter Staffler

Qui la risposta dell’ assessore.

COMUNICATO STAMPA.

La guerra in Ucraina ha effetti devastanti su più livelli. In primo luogo per le/gli abitanti dell’Ucraina e poi anche per l’Europa. Ne sentiamo le conseguenze anche nella nostra quotidianità.

I prezzi di energia e benzina sono cresciuti drasticamente. Per le tasche di molte persone che sinora prendevano ogni giorno la macchina, per esempio per recarsi al lavoro, questo rialzo dei prezzi è una batosta.

Molti chiedono bonus benzina e abbassamento dei prezzi.

Noi proponiamo con una mozione (prima firmataria Brigitte Foppa) di seguire un’altra strada: rinforzare il trasporto pubblico per le aree più isolate e abbassare drasticamente il costo dei biglietti, per lo meno finché dura la crisi energetica. Per chi decide di optare per i mezzi pubblici deve essere reso più facile rinunciare all’automobile. Per questo è necessaria una migliore offerta negli orari di punta.

L’effetto positivo potrebbe essere molteplice: migliorare la qualità dell’aria, aiutare le tasche delle persone, contribuire alla qualità di vita e della salute delle persone.

 

Bolzano, 05/04/2022

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

Lo prevede la legge, lo rende obbligatorio il regolamento ENAC, ma l’aeroporto di Bolzano ancora non ce l’ha! Ci riferiamo al “Piano acustico aeroportuale” che serve a tutelare la salute e la psiche delle persone che vivono intorno allo scalo.

Lo abbiamo scoperto con una nostra interrogazione: nonostante da mesi sia ripresa in pieno l’attività dei voli commerciali, l’aeroporto – vicinissimo ai centri abitati – è ancora privo dell’obbligatorio piano acustico che delimita le tre fasce di tutela entro le quali devono essere rispettati rigorosi limiti al rumore degli aerei. E non avendo il piano, la conseguenza è che l’aeroporto di Bolzano è anche privo della prevista rete di monitoraggio del rumore. Niente rilevamenti, niente dati, niente controlli, niente sanzioni per chi sfora i limiti: a Bolzano vige la completa libertà di assordare la gente.

Con una mozione (primo firmatario Riccardo Dello Sbarba) chiediamo alla Giunta di attivarsi immediatamente, anche presso l’ENAC, per arrivare il prima possibile a un piano che tuteli la popolazione dal rumore aeroportuale.

Bolzano, 05/04/2022

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

COMMENTO DI BRIGITTE FOPPA.

Mi è stato chiesto: qual è il cuore dello scandalo? La mia risposta consiste in 5 lettere e uno spazio: i toni.

Aggiungo che forse non si tratta affatto di uno scandalo, ma piuttosto di una sorta di “circolo scandaloso di forme”, simile ai disturbi reumatici. Si tratta quindi di tutta una serie di scandali parziali che si intrecciano e si montano a vicenda. La gestione dello scandalo nella SVP e nella giunta è catastrofica al pari delle intercettazioni, dei tentativi di manovre, delle donazioni elettorali, ecc. E le varie battaglie parallele (politica: pro o contro Kompatscher; media: pro o contro Athesia; economia: pro o contro Hager, pro o contro Gatterer) confondono ulteriormente la situazione.

Ma il cuore della questione non è né la SAD, né lo sono le donazioni al partito. Il cuore sta nei toni che risuonano nei circoli di potere dell’Alto Adige – e che ora possono essere ascoltata direttamente nell’audio originale. Cosa che è stata fatta migliaia di volte. E per la gente è stato un vero e proprio pugno nello stomaco.

Non che non si sapesse che i toni nelle stanze del potere possono essere a volte molto duri. Ma sentirli, in tutti i registri, ha un effetto inaudito. Non per niente negli ultimi giorni non sono tanto le edizioni del libro a essere passate di mano in mano, ma piuttosto gli smartphone con i codici QR delle telefonate.

La delusione è brutale e lo si sente ovunque: nelle conversazioni sul treno, al bar, sulla panchina del parco. Credo che il cuore dello scandalo stia proprio in questo. Perché un assessore, un senatore, un politico di maggioranza, lo si immagina diversamente. L’hai invitato, come ospite d’onore, alla festa dell’associazione, all’inaugurazione della mostra, a un anniversario. Si è presentato in giacca e cravatta. Dietro, così pensavi, ci stava certamente una persona addirittura migliore che in televisione. Un’aspettativa che non si forma per caso. La politica dovrebbe selezionare le persone migliori per amministrare il bene comune. Io stessa, da giovane, ho sempre avuto l’idea che incontrando persone “famose”, avrei conosciuto persone ancora più interessanti, importanti e di valore rispetto all’immagine che davano di sé.

Lo scandalo delle intercettazioni dell’Alto Adige ha dissolto completamente questa aspettativa. La persona che emerge dietro al politico di maggioranza è miserabile. Quanto sta accadendo va ben oltre la normale disputa, il dibattito politico, la normale discordia. Finché si lotta con gli avversari politici o i concorrenti, si tratta ancora del gioco delle parti – ma quando si trasforma in una sanguinosa lotta di potere all’interno dei propri ranghi, allora diventa inguardabile. È semplicemente insopportabile.

E questa è l’impressione di molte cittadine e molti cittadini che hanno ascoltato e riascoltato gli audio.

E, a ragione, si chiedono: come possono queste persone, che ora sono in lotta tra loro, amministrare insieme la provincia? Come si pensa possa funzionare? Si stanno tagliando le gambe a vicenda, stanno affondando la nave comune, cercano di abbandonarla, non volendo al contempo lasciare il proprio posto. È un paradosso incredibile e inimmaginabile quello che sta vivendo l’Alto Adige in questi giorni. Per quanto possa osservare io, sembra ci sia una degenerazione di personalità disturbate (soprattutto: narcisismo maschile) e relazioni distrutte.

Povero Südtirol.

 

 

30.03.2022

Brigitte Foppa

Capogruppo del Gruppo Verde in Cons. Provinciale

ANFRAGE ZUR AKTUELLEN FRAGESTUNDE.

Laut Medienberichten sollen im Unterland zwischen Neumarkt, Tramin und Kaltern über 9 Hektar Kulturgrund in Industriegebiet umgewandelt werden. Über die Hälfte des Grundes soll an Heinz Peter Hager verkauft werden. Dieser soll dort die Errichtung eines Transport- und Logistikzentrums planen.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

1. Wie lässt sich die Flächenumwidmung von Kultur- in Industriegebiet – insofern sie stattfinden wird – mit den Nachhaltigkeitszielen der Landesregierung vereinbaren?
2. Welches Transport- bzw. Logistikunternehmen wird an besagtem Ort angesiedelt werden?
3. Wer sind die interessierten Käufer? Wir bitten um Angabe von Name und Firma.
4. Ist Heinz Peter Hager einer dieser potentiellen Käufer? Falls ja, wie viel vom Grund soll an ihn verkauft werden und zu welchem Zweck?
5. Wie gestalten sich die Verhandlungen mit den Grundbesitzer:innen?
6. Aus welchem Grund werden die Vorhaben rund um die Umwidmung den Bürger:innen nicht transparent kommuniziert?
7. Steht man bei den Verhandlungen im Austausch mit Verbänden wie dem Südtiroler Bauernbund oder dem Heimatpflegeverband und falls ja, wie ist deren Position zur anstehenden Umwidmung?

Bozen, 30.03.2022

Landtagsabgeordnete
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

Qui la risposta dell’assessore.

MOZIONE.

L’idea dei giardini o orti come luoghi di guarigione è un concetto antico. Si trovano tracce di cosiddetti “healing gardens” sin dall’antichità e nelle culture più svariate, dagli antichi egizi, al giardino zen giapponese fino agli orti monastici. Negli Stati Uniti (come in tutti i paesi anglosassoni), in Canada e in Giappone, la Horticultural Therapy viene applicata da più di 40 anni ed è una disciplina scientifica studiata nelle università; è praticata in centri specialistici di fama internazionale, sotto forma di Healing Garden o di Therapy Garden appositamente progettati, e nei reparti degli ospedali più importanti.

Vari studi hanno dimostrato che i giardini hanno molteplici effetti benefici. Il direttore del Center for Health System and Design (Texas, A&M University), Roger Ulrich, ha osservato che la visualizzazione di scene naturali o di elementi della foresta, favorisce il recupero dallo stress evocando sentimenti positivi, riducendo le emozioni negative e i pensieri stressanti. Le ricerche del professor Ulrich hanno dimostrato che pazienti chirurgici che erano a contatto con paesaggi verdi e naturali avevano bisogno di soggiorni post-operatori più brevi, avevano meno bisogno di antidolorifici e presentavano meno complicazioni post-operatorie rispetto invece a pazienti costretti in spazi chiusi. Altre ricerche (Cohen and Weisman, 1991) hanno constatato che i residenti in strutture di cura con un accesso fisico e visivo nella natura hanno più energia rispetto a quelli privi di questa possibilità. La Joint Commission for the Accredition of Hospitals Organization, l’organizzazione non-profit che certifica 21.000 organizzazioni sanitarie e programmi negli Stati Uniti, raccomanda: “I pazienti e i visitatori devono avere la possibilità di connettersi con la natura attraverso spazi verdi accessibili, piante e vista dalla finestra”.

I giardini e gli orti portano dunque benefici psicologici, sociali, emozionali e spirituali per l’essere umano. Stimolano la mobilità, l’esercizio fisico, la curiosità e tutti i sensi, facilitano le interazioni sociali e portano a un miglioramento delle difese immunitarie, contribuendo in molti casi a una migliore efficacia di una eventuale terapia medica.

Ne esistono di varia tipologia: giardini terapeutici, di meditazione e di abilitazione. I giardini terapeutici (Therapeutic Garden), sono spazi multigenerazionali di interazione, di benessere e di socializzazione. Il giardino di meditazione (Ristorative Garden) può essere pubblico o privato e non deve essere necessariamente associato al contesto sanitario. Questi giardini favoriscono un riposo mentale, riducono lo stress, aiutano al recupero emozionale e al potenziamento di energia mentale e fisica. E i giardini di abilitazione (Enabling garden), molto diffusi negli Stati Uniti, sono progettati per varie categorie bambini/e, anziani/e, famiglie con vario grado di disabilità cognitive e fisiche.

La terapia orto-culturale forma professionisti in grado lavorare con gli/le ospiti delle case di cura, con i pazienti degli ospedali, con chi ha subito abusi fisici o con chi ha abusato, con persone con dipendenze da alcol e droghe e tante altre. Purtroppo in Italia questo profilo professionale non è riconosciuto ufficialmente, anche se esistono ormai diversi corsi volti a questo tipo di preparazione. Una fra tutte citiamo la Scuola agraria del Parco di Monza che offre corsi di ortoterapia. Dal 2014 esiste anche una associazione AssIOrt (Associazione Italiana Ortoterapia) costituita da esperti professionisti che da anni collaborano sviluppando i vari aspetti di questo approccio che prevede l’utilizzo di pratiche orticolturali e di giardinaggio come strumenti terapeutico/ri-abilitativi e psicopedagogici. Le attività sono rivolte a persone con disabilità psichica, fisica o con disagio sociale e ad anziani, attraverso convenzioni stipulate con Comuni, Centri Psico Sociali, Centri riabilitativi, Centri Socio Educativi, ASL, Associazioni e Cooperative sociali.

In Italia esistono già diverse esperienze, sia negli ospedali che nelle case per anziani, istituti di cura e riabilitazione. L’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, ad esempio, ha inserito l’ortoterapia tra le sue attività. Sul sito della Fondazione Meyer si legge: “Per un bambino ospedalizzato il fatto di poter frequentare un ambiente tattile e olfattivo diverso dal proprio ambiente di cura diventa uno stimolo alla guarigione, un aumento dell’autostima e l’opportunità di soddisfare le spinte creative e di accudimento spesso inespresse nello stato di malattia”.

Anche in provincia di Bolzano troviamo alcune esperienze: ad esempio il Giardino della musica inglobato nel parco della clinica di Martinsbrunn a Merano offre uno spazio verde ricreativo aperto a pazienti e persone in visita e da questi viene molto usato e apprezzato. Sempre a Merano il Centro training professionale (Berufstrainingszentrum) del Burgraviato utilizza le attività ortocolturali per progetti di reinserimento professionale rivolto a persone con disagio psichico.

Purtroppo però, ancora sul territorio italiano non esistono norme, né a livello locale, né provinciale, né nazionale che preveda la creazione e l’implementazione vincolante di spazi verdi, giardini e orti con finalità di cura e miglioramento dello stato di salute dei e delle pazienti negli spazi annessi a ospedali, case di riposo, di cura o riabilitazione. Anche se esistono leggi a livello regionale che normano la creazione di spazi verdi a parco o giardino all’interno di tali strutture di cura, queste non prevedono mai un loro concreto utilizzo come strumenti terapeutici. Se questo avviene, solitamente si tratta di iniziative portate avanti da singole persone, equipe o strutture.

Nemmeno in Provincia di Bolzano esistono norme chiare in merito. La Delibera 18. dicembre 2018, n. 1419 – Residenze per anziani dell’Alto Adige (modificata con delibera n. 806 del 21.09.2021), all’articolo 9 comma 3 dichiara che “La residenza per anziani deve disporre di spazi esterni adeguati alle proprie dimensioni: essi devono essere pianificati e realizzati in modo da consentirne l’utilizzo, almeno parziale, da parte di tutte le persone ospitate, incluse quelle con demenza.” Le direttive edilizie per case di riposo e di degenza, elaborate dalla Provincia nel 2010, però mai approvate, prevedevano all’art. 7 che “per ogni abitante dovrà essere disponibile una superficie a parco verde di circa 20 m²”. La consapevolezza dell’importanza di spazi verdi nelle strutture di cura di vario genere è dunque presente tra gli operatori, le operatrici e nell’amministrazione, ma ancora non esistono indicazioni precise e vincolanti.

 

Tutto ciò considerato, il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale:

  1. A inserire nelle normative edilizie per strutture pubbliche di cura e riabilitazione una superficie minima per ogni ospite e/o paziente all’aperto adibita a parco, giardino o orto e accessibile a pazienti, ospiti, degenti e persone in visita.
  2. A promuovere e/o sostenere all’interno di ospedali, case di riposo, di cura e di riabilitazione interessati progetti in cui venga utilizzata l’orticoltura come strumento terapeutico aggiuntivo che affianchi le regolari terapie mediche previste. Tali progetti dovranno essere monitorati per la raccolta di dati e risultati.
  3. A valutare insieme alle strutture formative idonee lo sviluppo di un percorso di studi in ortoterapia.

Bolzano, 30.03.2022

Cons. prov.

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba

Hanspeter Staffler