ANFRAGE ZUR AKTUELLEN FRAGESTUNDE.

Laut Medienberichten sollen im Unterland zwischen Neumarkt, Tramin und Kaltern über 9 Hektar Kulturgrund in Industriegebiet umgewandelt werden. Über die Hälfte des Grundes soll an Heinz Peter Hager verkauft werden. Dieser soll dort die Errichtung eines Transport- und Logistikzentrums planen.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

1. Wie lässt sich die Flächenumwidmung von Kultur- in Industriegebiet – insofern sie stattfinden wird – mit den Nachhaltigkeitszielen der Landesregierung vereinbaren?
2. Welches Transport- bzw. Logistikunternehmen wird an besagtem Ort angesiedelt werden?
3. Wer sind die interessierten Käufer? Wir bitten um Angabe von Name und Firma.
4. Ist Heinz Peter Hager einer dieser potentiellen Käufer? Falls ja, wie viel vom Grund soll an ihn verkauft werden und zu welchem Zweck?
5. Wie gestalten sich die Verhandlungen mit den Grundbesitzer:innen?
6. Aus welchem Grund werden die Vorhaben rund um die Umwidmung den Bürger:innen nicht transparent kommuniziert?
7. Steht man bei den Verhandlungen im Austausch mit Verbänden wie dem Südtiroler Bauernbund oder dem Heimatpflegeverband und falls ja, wie ist deren Position zur anstehenden Umwidmung?

Bozen, 30.03.2022

Landtagsabgeordnete
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

ANFRAGE ZUR AKTUELLEN FRAGESTUNDE.

Laut Grundsatzbeschluss der Landesregierung vom 08.03.2022 (s. Medienberichte vom 11.03.2022) soll an der Kreuzung in Eppan Weinstraße/Mendelpassstraße eine Unterführung mit darüber liegendem Kreisverkehr (mit 5 Ausfahrten) errichtet werden. Kostenpunkt: voraussichtlich 10,5 Mio. Euro. Es stellt sich die Frage der Sinnhaftigkeit dieser Straßenbaumaßnahme, vor allem angesichts der Tatsache, dass es viel dringlichere Verbesserungen anderer Kreuzungen entlang der Südtiroler Weinstraße im Gemeindegebiet Eppan bräuchte.

Daher richten wir folgende Fragen an die Südtiroler Landesregierung

  1. Was ist der Stand der Dinge in dieser Angelegenheit?
  2. Worauf stützt sich dieses Vorhaben? Insbesondere: Warum will man ein Gewerbegebiet unterführen, wo doch so viele Wohngebiete an großen und lauten Straßen auf Erleichterung warten?
  3. Welche Vorteile sieht die Landesregierung? Gibt es wirtschaftliche Nachteile für die angrenzenden Betriebe?
  4. Warum entscheidet man sich bei so vielen Gefahrenstellen auf der Strecke zwischen der genannten Kreuzung und der Kreuzung mit der MEBO, gerade für diese Unterführung?
  5. Wie und wann werden die anderen Gefahrenpunkte angegangen?

BZ, 29.03.2022

Landtagsabgeordnete
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

I continui scandali all’interno della SVP stanno danneggiando gravemente la reputazione del Consiglio provinciale e della politica stessa. Invece di prendere solo alcune misure esemplari contro singole persone in nome del “business as usual” e nel tentativo di preservare il proprio potere, costi quel che costi, il presidente dovrebbe ora mostrare le sue capacità di leadership. Assumere ora il ruolo di vittima significherebbe danneggiare duramente la figura stessa di presidente come guida della provincia.

A noi preme solo una cosa: la nostra provincia ha bisogno di una giunta capace di governare e sappia offrire soluzioni ai problemi della gente, dagli aumenti estremi dei prezzi di energia e carburante, all’accoglienza dei rifugiati e alla pandemia. Non è tempo di fare giochetti, di assessori senza deleghe e nemmeno tempo di ingrandire la Giunta provinciale cercando di stabilire nuovi equilibri nel partito o simili. Abbiamo bisogno di un chiarimento su tutti gli avvenimenti che si sono susseguiti e che hanno dato veri e propri scossoni alla Giunta e alla politica: dagli eventi che circondano i bandi per il trasporto pubblico e lo scandalo SAD, alle donazioni del partito. Questi eventi sono chiaramente incompatibili con la definizione di “Giunta in grado di governare”, perché i due partiti di governo SVP e Lega e i loro gruppi consiliari sono così divisi al loro interno che non riescono più a stare insieme.

Quindi la soluzione può essere solo una: nuove elezioni, immediatamente.

 

Firmato dai Gruppi in Consiglio provinciale:

Gezeichnet: die Fraktionen des Südtiroler Landtags:

Team K

Verdi Grüne Vërc

Südtiroler Freiheit

Die Freiheitlichen

Movimento 5 stelle

Enzian

Perspektiven für Südtirol

Fratelli d’Italia

PD

CONFERENZA STAMPA Riforma IPES – DOCUMENTAZIONE.

La „Legge IPES” (DDL 104/21 – “Edilizia residenziale pubblica e sociale” e modifiche della legge provinciale del 17 dicembre 1998, n. 13, “Ordinamento dell’edilizia abitativa agevolata”) – che cos’è, cosa comporta, quali gli aspetti problematici

L’edilizia pubblica e sociale in Alto Adige è attualmente regolata dalla LP n. 13/1998. In più la Legge provinciale 9/2018 “Territorio e paesaggio”) contiene importanti norme sull’edilizia, come la destinazione d’uso del suolo edificabile.

Da almeno otto anni, la Giunta provinciale parla di una necessaria riforma della casa in Alto Adige. I primi anni l’assessore Tommasini prometteva regolarmente la riforma per l’anno successivo; dal 2019 il testimone della promessa è passato all’assessora Deeg che ha continuato la tradizione.

Che la riforma sia necessaria lo conferma la percezione generale. Trovare un appartamento in affitto è praticamente impossibile. Solo le persone benestanti si possono permettere l’acquisto di un appartamento. Le famiglie spendono un impressionante 41*% delle spese familiari per coprire le spese legate all’abitare. Negli ultimi 20 anni questo valore è cresciuto dell’11%. E vista la crisi energetica potrebbe essere cresciuto ulteriormente.

In Alto Adige esistono al momento 239.000 alloggi, di cui ca. 29.000 sono disabitati (12%). Sul problema delle case vuote è in corso attualmente l’aumento dell’IMI.

Gli appartamenti di proprietà privata costituiscono una parte molto consistente: 70% sono di proprietà privata, nel resto d’Italia sono il 68%.

Gli appartamenti in affitto sono divisi nelle seguenti tipologie (dati Ripartizione Costruire e abitare):

13.400 proprietà dell‘IPES (26% di tutti gli appartamenti in affitto e 6% di tutti gli alloggi dell’Alto Adige)

2.000 altre proprietà pubbliche (Comuni, ecc.)

10.200 vengono affittati a canone provinciale convenzionato

25.350 affittati da privati

N.B. La nuova legge provinciale si occupa SOLO di questi 13.426 alloggi IPES. Tutti gli altri – e così anche la problematica generale dei costi troppo elevati in Alto Adige – non vengono trattati.

Con un’operazione “chirurgica” dalla vecchia legge sull’edilizia abitativa vengono:

  • Eliminati e in parte sostituiti nella nuova legge con articoli molto più generici 23 articoli completi, più 4 pezzi;
  • Eliminati altri 35 articoli e sostituiti con regolamenti d‘attuazione.
  1. Da legge a delibera di Giunta

Questo è già il primo, grande(!) punto critico: mentre l’edilizia sociale e l’affitto sociale sono attualmente regolati in larga misura da chiare norme di legge, in futuro sarà puramente nelle mani della Giunta provinciale decidere se, come e quando le norme saranno cambiate. La cosa è davvero molto problematica, proprio per un tema come l’abitare che ha effetti esistenziali e a lungo termine. Basti pensare a chi vorrebbe pianificare e formare una famiglia.

Il cuore del DDL è l’articolo 13, comma 1 che recita: “Con regolamento di esecuzione vengono determinati i requisiti e i criteri di preferenza per l’assegnazione di abitazioni in locazione a canone sociale e a canone sostenibile nonché per l’ammissione nelle case albergo (…)” Si potrebbe dire che in questo comma è racchiuso lo spirito della legge: in futuro decide tutto la Giunta.

  1. Il canone d’affitto provinciale: questo sconosciuto

Questo è particolarmente importante per quanto riguarda il canone d’affitto provinciale. Secondo le nostre informazioni, questo affitto sarà diverso nelle varie località dell’Alto Adige e terrà conto dei costi reali di costruzione. Si intende anche fare delle differenze all’interno della stessa località. Per esempio, nel centro di Bolzano si potrebbe applicare un affitto provinciale più alto rispetto alla periferia. In una località più lontana un canone più basso rispetto a un capoluogo. Per esempio, si è parlato di aumentare il prezzo a Bolzano da 7,02 euro/mq a 9,51, e di abbassarlo in una località strutturalmente debole da 6,77 euro/mq a 5,55.

Ma tutto questo è basato solo su riflessioni informali e speculative. Non c’è infatti una sola riga al riguardo nel disegno di legge. Quindi le discussioni in merito non avranno luogo in Consiglio provinciale, ma negli uffici della Giunta provinciale. A porte chiuse, si può supporre.

  1. Nuova architettura di allocazione IPES

Mentre in passato gli appartamenti IPES erano fondamentalmente assegnati a coloro che avevano bisogno di aiuto sociale, in futuro i percorsi per l’assegnazione saranno 2:

  • Alloggi a canone sociale
  • Alloggi a canone sostenibile (= canone provinciale di locazione che viene rielaborato, vedi sopra)

Finora, gli appartamenti venivano assegnati a famiglie e persone bisognose; se il loro reddito aumentava, di solito potevano rimanere nell’appartamento, ma pagando un affitto più alto.

In futuro sarà possibile accedere agli alloggi IPES anche per chi ha un reddito meno basso, poiché una quota di appartamenti verrà riservata per il canone sostenibile. Questo meccanismo può funzionare – ma non se il numero di appartamenti resta lo stesso e al contempo viene esteso a un nuovo gruppo di destinatari (quelli che pagano il canone sostenibile). Il rischio è che “bisognosi” e “un po’ meno bisognosi” si contendano gli alloggi. Troviamo che il sistema introdotto con il DDL possa funzionare solo se verranno creati ulteriori alloggi. Per funzionare dunque questa legge avrebbe bisogno di un rilancio di programmi per l’edilizia pubblica. Invece la nuova Legge “Territorio e paesaggio” ha ristretto questi spazi nella ripartizione delle nuove zone edilizie, concedendo maggiori spazi all’edilizia privata. Nuovi programmi di costruzione, a nostro avviso, dovranno essere anche rispettosi dell’ambiente, del clima e del paesaggio.

Anche questo settore, questa importante vite di regolazione, ça va sans dire, viene solo accennato nel DDL e sarà regolato da un regolamento d’attuazione. Consultare il Consiglio provinciale sembra essere cosa poco gradita.

  1. Un giro di vite

L’edilizia abitativa pubblica e sovvenzionata degli ultimi 50 anni in Alto Adige aveva un grande obiettivo: permettere a più sudtirolesi possibile di avere una casa di proprietà. Implicitamente c’era una strategia parallela per coloro non avrebbero mai potuto permetterselo, nonostante tutti i sussidi: veniva loro fornita una sorta di “casa in affitto per la vita”, l’appartamento IPES. Questa prassi viene ora terminata dall’assessore al sociale Deeg. In futuro, gli appartamenti IPES, come tutti gli altri appartamenti, saranno dati in affitto per un periodo di tempo limitato; la Giunta provinciale deciderà la durata massima e le condizioni per eventuali proroghe. Se il limite di reddito viene superato, il contratto verrà revocato.

Le proprietà all’estero devono avere prove documentali. Le associazioni per la tutela degli inquilini fanno presente che la cosa in alcuni Paesi non è di fatto possibile.

È comprensibile che la Giunta voglia rendere più dinamica la situazione di IPES. Tuttavia, questo approccio si basa su un presupposto dell’assessora provinciale, che secondo noi dovrebbe essere messo in discussione, secondo il quale l’indigenza sia una “condizione temporanea”. Sarebbe bello se fosse così. Oppure: affinché questo diventi realtà, tutta la politica sociale e familiare dovrebbe essere rivista in quella prospettiva. Il fatto che la povertà abbia un limite di tempo non è automatico. Quello che ci manca qui è un piano d’azione contro l’impoverimento.

  1. Altri punti critici in sintesi
  • Il consiglio d’amministrazione viene ridotto, da 5 a 3 persone e la rappresentanza dei sindacati non è più assicurata per legge. In generale, la consultazione delle parti sociali non è proprio tema nella legge (> i nostri emendamenti).
  • Il consiglio di vigilanza è presente nella legge, ma non viene specificato come questo sia composto.
  • La compravendita di immobili è una questione molto delicata e può anche aprire gravi derive speculative. Fino a ora, la questione dell’acquisto era regolata precisamente dalla legge. Da ora in poi ci sarà solo una decisione della Giunta provinciale. Come minimo, secondo noi, dovrà deve essere garantita trasparenza assoluta per quanto riguarda gli acquisti e le vendite. (> Emendamento)
  1. Il buono alla fine

Il disegno di legge include anche alcuni approcci positivi, come gli alloggi per i lavoratori, il co-housing e altri modelli innovativi di alloggio, così come progetti di convivenza e il lavoro di quartiere. Di nuovo, anche in questo caso si tratta solo di “menzioni”, ma che cosa si intenda con questi termini lo sapremo solo alla luce delle delibere di Giunta.

  1. Sono possibili dei miglioramenti?

Sì. Dato che è prevedibile sarà possibile l’introduzione nel DDL di cambiamenti importanti, è tanto più importante che i regolamenti d’attuazione vengano elaborati ed emessi dopo la consultazione e con il consenso delle parti sociali.
Per i regolamenti d’attuazione centrali si dovrebbe anche richiedere il parere della commissione legislativa competente. Questa modalità è stata proposta dai Verdi anche per la legge “Territorio e paesaggio”, e in un caso è stata anche accolta. Il questo modo al legislatore resta un residuo di parola.
Una maggiore trasparenza e più accessibilità alle operazioni immobiliari dell’IPES sono un approccio contro la deriva speculativa.
In futuro, deve essere messo in atto un programma di costruzione di alloggi di larga portata, rispettoso dell’ambiente e delle risorse, per evitare un nuovo impoverimento dovuto alla perdita di alloggi.

E poi resta da vedere come evolveranno gli alloggi pubblici e sovvenzionati restanti. Se e quando gli alloggi diventeranno davvero “accessibili” in Alto Adige rimane una questione irrisolta.

Qui potete vedere i grifici mostrati durante la conferenza stampa.

Bolzano, 28.03.2022

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

Dal rapporto del 21 ottobre 2019 redatto dalla stazione forestale di Egna risulta nero su bianco che i lavori di scavo della cava di S. Floriano di Egna hanno oltrepassato i confini del Parco del Monte Corno, area di tutela Natura 2000, per almeno 720 m2 in direzione sud, violando così sia la normativa provinciale che le norme di tutela del Parco che la stessa autorizzazione della cava. Intanto giace in Provincia la richiesta della società concessionaria di una proroga di 8 anni della cava stessa.

Si chiede:

  1. Quali misure ha preso la Provincia dopo l’accertamento fatto dalla forestale nel 2019 di questa violazione? Quali provvedimenti sono stati presi e quali sanzioni sono state irrogate?
  2. La violazione dei confini è una ragione per non prolungare la concessione, che scade il 7 settembre 2022?
  3. La Giunta ha deciso sulla domanda di proroga per altri 8 anni della concessione presentata dalla società San Floriano Srl? Se sì, che cosa ha deciso? Se no, entro quando intende farlo?

Bolzano, 25.03.2022

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE SU TEMI D’ATTUALITÀ.

Si chiede alla Giunta provinciale:

  1. E’ vero che la funivia Tires-Malga Frommer, così come realizzata, presenta difformità rispetto al progetto presentato? Se sì, quali sono queste difformità?
  2. Se è stata realizzata una cubatura maggiore rispetto al progetto, di quanto è maggiore questa cubatura (in termini assoluti e percentuali) e in quali parti dell’opera è stata realizzata?
  3. Tali difformità sono sanabili? Se sì, in base a quale normativa e a quali condizioni?
  4. Se invece le difformità non sono sanabili, quali sono le misure che devono essere prese? Quali obblighi hanno gli enti pubblici e quali la “Tierser Seilbahn AG”, proprietaria dell’opera?
  5. L’opera è stata finanziata per il 75% dalla Provincia con 13 milioni di euro su una spesa ammessa di 15,8 milioni. Poiché nella domanda per la liquidazione del contributo si deve dichiarare “che i relativi lavori sono stati eseguiti conformemente al progetto allegato alla relativa richiesta di finanziamento”, l’accertata difformità comporta che la società ha dichiarato qualcosa che non corrisponde al vero ed ha come conseguenza la revoca del finanziamento?

Bolzano, 24.03.2022

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

ANFRAGE ZUR AKTUELLEN FRAGESTUNDE.

Seit Monaten warten wir auf Regen, der nicht kommt. Die Aussichten sind durch Erderwärmung und Klimawandel düster. Bereits jetzt sind Landesteile von Wassernotstand betroffen. Wenn Wasser knapp wird, muss man sich mit dem Thema Wasserreserven befassen. Und es werden Prioritäten zum Verbrauch gesetzt werden müssen.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

1. Wie lange werden Südtirols Wasserreserven bei anhaltender Trockenheit noch ausreichen?
2. Wie ist die strategische Vorgangsweise im Falle von Wasserknappheit?
3. Wie teilt sich der Wasserverbrauch aktuell auf?
4. Wie viele Schwimmbäder – öffentlich, privat und hierbei nochmal gesondert im Tourismusbereich – gibt es in Südtirol?
5. Im Falle einer Wasserknappheit, in welchen Bereichen wird es als erstes zu Rationierungen kommen?

Bozen, 24.03.2022

Landtagsabgeordnete
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE SU TEMI D’ATTUALITÀ.

La legge 8/2020 ha creato le condizioni per creare “Comunità Energetiche Rinnovabili”.

Si chiede alla Giunta provinciale:

1. Per dare vita a “Comunità Energetiche Rinnovabili” in provincia di Bolzano serve una normativa provinciale di recepimento o aggiuntiva, oppure è sufficiente la normativa nazionale?
2. Se serve una normativa provinciale, perché serve e quali aspetti deve riguardare?
3. Se invece è sufficiente la normativa nazionale per creare anche in provincia di Bolzano “Comunità Energetiche Rinnovabili”, ritiene comunque la Giunta che sia utile una normativa provinciale al fine di sostenere ulteriormente, incentivare, creare condizioni più favorevoli e formare le persone interessate per la creazione di “Comunità Energetiche Rinnovabili”?

Bolzano, 22.03.2022

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

COMMENTO di Brigitte Foppa.

La politica è un luogo di conflitti. Raramente si discute in politica in maniera rilassata. Nei partiti si litiga, e ci sono anche delle lotte. Tutto questo è perfettamente normale.

Ma attualmente ci si stupisce di altro.

Ad esempio:

  • dei toni astiosi e sprezzanti che risultano dalle intercettazioni
  • degli stretti legami con grandi imprenditori prima (e dopo) le elezioni
  • delle guerriglie attraverso persone messe in mezzo e attraverso alcuni media
  • degli avvenimenti all’interno della maggioranza che hanno lo scopo o comunque il risultato di spaccare tutta la popolazione in due fazioni.

Di fronte a tutto ciò l’Alto Adige-Südtirol vive attualmente una situazione imbarazzante, vergognosa e divoratrice di energie. I partiti di maggioranza sono assorbiti da una guerra interna che viene combattuta a tutti i livelli, anche i più bassi.

Ci si pone una serie di domande: primo, che cos’è che tiene insieme i protagonisti nella SVP? Da tanto non si tratta più di lotte di indirizzo politico (magari!), queste di adesso sono pure battaglie di predominio, di “boys-connections” o cartelli di potere che cercano di silurarsi a vicenda.

Soprattutto però ci si chiede: come si può, su questa base, amministrare e sviluppare una comunità? Ci troviamo in mezzo a una crisi plurifase, che deve essere superata dalla società a tutti i livelli – e la politica vi deve fungere da guida e da modello.

Invece viviamo un momento di pusillanimità sprezzante, un momento opaco. La delusione che si sta diffondendo è un danno profondo per la nostra società.

Di tutto ciò la Südtiroler Volkspartei dovrà assumersi la responsabilità. Ed è una grande responsabilità.

 

Brigitte Foppa

Capogruppo del Gruppo Verde in Consiglio Provinciale

MOZIONE.

La guerra della Russia contro l’Ucraina ha effetti devastanti sulla popolazione di questo Paese, e sta cambiando il volto dell’Europa.

Uno degli effetti tangibili di questa guerra, che attualmente colpiscono tutti e tutte noi, è l’impennata dei prezzi di energia e benzina. Per le tasche di molte persone che sinora prendevano ogni giorno la macchina, per esempio per recarsi al lavoro, questo rialzo dei prezzi è una batosta. Soprattutto le famiglie e le/i pendolari si ritrovano a spendere somme ben maggiori per i trasporti, che vanno ad aggiungersi all’aumento dei prezzi dei generi alimentari.

L’Alto Adige ha una rete di trasporto pubblico locale tutto sommato ben funzionante. Quest’anno l’AltoAdigePass, che buona parte della popolazione utilizza quotidianamente o almeno in determinate occasioni, festeggia dieci anni di esistenza. Tuttavia, il trasporto pubblico locale non risulta (ancora) sufficientemente attrattivo per alcune categorie di persone.

Stiamo parlando di chi ha un lavoro che comporta turni oppure chi lavora a inizio o fine giornata, di coloro che non hanno un orario di lavoro prestabilito e ben definito, di genitori che con poco preavviso devono poter andare a prendere i figli, di persone che vivono in luoghi isolati, di lavoratori e lavoratrici con collegamenti scomodi o non adeguati oppure di utenti saltuari che considerano troppo caro o troppo “complicato” il sistema tariffario a scaglioni dell’AltoAdigePass.

La situazione attuale offre l’opportunità di promuovere il passaggio al trasporto pubblico locale. Se adesso si cercano modi per sgravare finanziariamente le famiglie, il trasporto pubblico locale è
senz’altro una via percorribile, in quanto tocca la quotidianità di molte famiglie. Chi sfrutta al massimo l’AltoAdigePass spende comunque 640 euro all’anno per l’utilizzo dei mezzi pubblici. Nella situazione attuale, con l’ormai noto generale rialzo dei prezzi, si tratta di una somma considerevole, per alcune famiglie TROPPO ALTA.

Spesso si dice che in Alto Adige il trasporto pubblico locale abbia un costo relativamente basso, e per certi versi è anche vero. Va però anche detto, che è così solo per coloro che utilizzano regolarmente i mezzi pubblici e che nel sistema dell’AltoAdigePass hanno quindi raggiunto lo scaglione della tariffa più economica. Inoltre, in genere, il confronto tra le spese di un viaggio in macchina e in autobus lo si fa in termini di costi. E comunque ogni pendolare è ben consapevole del fatto che il tempo è denaro e che se va regolarmente al lavoro in bus o in treno piuttosto che in auto si deve accollare tempi di percorrenza più lunghi. Sommando i tempi di attesa, quelli per le coincidenze e quelli generali del door to door, ci si accorge ben presto che in un mese i e le pendolari devono spesso mettere in conto diverse ore in più rispetto a coloro che usano la propria auto. E le ore lavorative perse equivalgono in fondo anche a una perdita di reddito, cosa
che nel frattempo non tutti e tutte possono (più) permettersi. Coloro che a causa del Covid hanno già ripreso la macchina, forse non torneranno più ai mezzi pubblici. Questa è una cosa che va assolutamente evitata, anche pensando al clima e all’ambiente.

Situazioni particolari richiedono misure straordinarie. Paesi come la Nuova Zelanda oppure città come Eisenstadt in Austria ci stanno mostrando la l’esempio. La premier neozelandese Jacinda Ardern ha annunciato che in considerazione dell’invasione russa i prezzi delle tariffe del trasporto pubblico locale verranno dimezzati. Per il momento la riduzione avrà una durata di tre mesi e potrà eventualmente essere rinnovata. Anche la città di Eisenstadt ha preso l’iniziativa per reagire all’impennata dei prezzi della benzina e, senza perdere tempo, ha disposto che fino a fine aprile tutte le cittadine e tutti i cittadini potranno prendere gli autobus urbani senza pagare il biglietto.

Anche la nostra provincia può fare qualcosa.

Per questi motivi il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale

  1. di varare una deroga, per cui nei prossimi sei mesi ovvero per la durata del caro energia e carburante l’utilizzo dei mezzi pubblici di trasporto risulti decisamente più economico tramite l’immediato inserimento dell’utenza nel suo complesso nel quarto scaglione tariffario (di 2 centesimi al km);
  2. di predisporre, per il futuro, un biglietto cumulativo annuale con una tariffa speciale per i/le pendolari per motivi di lavoro;
  3. di migliorare la frequenza dei servizi nelle ore di inizio e soprattutto fine giornata lavorativa oppure ampliare l’offerta con l’aggiunta di un servizio a chiamata.

BZ, 18.03.2022

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa

Hanspeter Staffler

Riccardo Dello Sbarba