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INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

Il dottor Werner Beikircher, anestesista nella terapia intensiva dell’Ospedale di Brunico, ha dichiarato al Morgengespräch della Rai dell’8 febbraio scorso, che i 100 letti di terapia intensiva dichiarati dall’assessore competente sarebbero una cifra “lontana dalla realtà”. Infatti, non basta avere letti o macchinari, bisogna anche avere personale per gestirli e secondo Beikircher quello disponibile basta al massimo per 50 letti. Questo numero è fondamentale perché è un indicatore della tenuta o meno delle nostre strutture sanitarie da cui dipendono poi decisioni come il lockdown. A livello nazionale l’allarme scatta già quando il 30% dei letti effettivamente disponibili è occupato.

Si chiede alla Giunta provinciale:

  1. Quanti pazienti al massimo e contemporaneamente possono essere adeguatamente assistiti da personale specializzato nelle stazioni di terapia intensiva dell’Alto Adige? (si chiede quindi non posti letto teorici, ma effettivi, operativi, efficacemente gestibili nel senso inteso dal dott. Beikircher).
  2. Come si arriva concretamente alla valutazione di cui alla risposta precedente?
  3. Ha cercato la direzione sanitaria o l’assessore un confronto con il dott. Beikircher per chiarire questo punto importante? Se sì, qual è stato il risultato del confronto?

Bolzano, 8 febbraio 2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

Secondo l’ultimo provvedimento d’urgenza emanato da Kompatscher, dopo le vacanze di carnevale le scuole materne e i servizi alla prima infanzia verranno riaperti. Siccome la catena di trasmissione non viene controllata tramite i test, né nelle scuole, né negli asili, dovremmo usare la settimana di vacanza per attivare un semplice sistema di preallarme. Chiediamo che dopo il 22 febbraio venga testato il personale delle scuole materne almeno una volta alla settimana: in questo modo si potrebbero individuare i focolai in modo da attivare i provvedimenti necessari a isolarli. Questo sistema di preallarme dovrebbe essere attivato anche nelle scuole elementari e alle medie, non appena scolari e scolare rientreranno in classe. „In questa delicata fase dobbiamo fare di tutto per anticipare gli eventi – afferma il consigliere provinciale Hanspeter Staffler- nelle scuole materne e in quelle elementari, dove ci sono così tanti bambini insieme, è importante individuare e neutralizzare le infezioni il prima possibile. Se non ci riusciamo, continueremo a essere in balia degli eventi“.

INTERROGAZIONE.

Con il Recovery Fund (“Un piano per la prossima generazione”) l’UE vuole attivare la ricostruzione dopo i danni causati dalla pandemia covid. Il cuore del piano è costituito dalle strutture di recupero e di resilienza (Recovery and Resilience Facility – RRF).

In una prima versione L’Alto Adige ha presentato allo Stato 47 progetti del volume complessivo di 2,4 miliardi di Euro. Una delle sei “missioni” riguarda la „giustizia sociale e territoriale, la parità di genere”. In questa missione è collocato ca. 1/10 dei fondi richiesti ed è suddivisa in tre parti:

  • Edilizia sociale (1 progetto – risanamento e costruzione di edifici sociali – 21 Mio. Euro)
  • Scuole e formazione professionale (4 progetti, tra i quali la casa della formazione continua, risanamento energetico di convitti e scuole private, misure architettoniche per la formazione professionale, formazione digitale in aree periferiche – tot. 172 Mio)
  • Campagna Brand Südtirol (1 progetto – realizzazione di un brand complessivo– 77 Mio Euro).

Ora, già nel corso della prima ondata della pandemia in primavera si è preso atto di come siano le donne a essere le vere perdenti di questa crisi. In brevissimo tempo sono state rimosse dallo spazio pubblico e hanno dovuto sopportare il peso maggiore di home office, didattica a distanza e isolamento. Le statistiche mostrano in modo impietoso che la maggior parte dei posti di lavoro persi va messo sul conto delle donne. Ci chiediamo come si può fare per attutire questi colpi terribili. Il Recovery Plan sarebbe uno strumento perfetto e il bilancio di genere una prassi ideale. Il bilancio di genere (gender budgeting), quindi la presa in considerazione nei bilanci pubblici delle esigenze dei diversi generi, è stata acquisita dalla Giunta provinciale ancora nel 2006. Eppure, sembra finito nel dimenticatoio. Proprio come le donne, ci viene da dire.

Con una interrogazione vogliamo confrontare la Giunta con le seguenti domande sul Recovery Fund:

  1. Come si intende perseguire la parità di genere con questi progetti? (D’altra parte la parità di genere è pur sempre di uno dei tanto decantati obiettivi per lo sviluppo sostenibile).
  2. Che cosa c’entra la “Campagna Brand Südtirol” con la questione della parità?
  3. Il gender budgeting era già stato adottato dalla Giunta provinciale nel 2006 come parte della strategia di gender mainstreaming. Come si intende integrare la pratica del gender budgeting nella struttura del Recovery Plan?
  4. Quali dei 47 progetti vanno almeno per la metà a favore delle donne?

BZ, 08.02.2021

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

Secondo il modello misto pubblico – privato alla società pubblica SASA verrà affidato il 45% del trasporto pubblico locale.

Si chiede alla Giunta provinciale:

  1. Da quando parte il nuovo servizio SASA che copre il 45% del servizio?
  2. In quale forma verranno fissate le condizioni del servizio? Con un contratto di servizio, o in che altro modo?
  3. Come cambia il servizio di SASA, rispetto alla situazione attuale, in termini di chilometro percorsi? E’ esatta l’informazione che SASA vedrà raddoppiare i chilometri attualmente percorsi, e se sì, da quanti a quanti passerà?
  4. SASA subappalterà a privati una parte del 45% del servizio a lei affidato? Se sì, quale quota di servizio appalterà? Si può avere un dato che renda l’idea della dimensione del subappalto?
  5. Se subappalterà, in quale forma verrà assegnato il subappalto? Ci saranno affidamenti diretti, o gare, o cosa?

Bolzano, 8 febbraio 2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

Rispondendo alla nostra interrogazione n. 1275/20 del 03.12.2020, il Presidente della Provincia ci ha inviato la comunicazione n. 19/2020 della Ripartizione Enti locali e l’elenco dei/lle componenti delle diverse comunità comprensoriali con i rispettivi partiti. Ma dall’elenco non è possibile capire – data la variegata configurazione politica nei diversi comuni – quali siano le persone rappresentanti le minoranze e come sono state scelte.

Si chiede alla Giunta provinciale:

  1. L’appartenenza alla minoranza di una persona da nominare nel consiglio comprensoriale viene stabilita in base alla sua collocazione di minoranza nel rispettivo consiglio comunale, oppure in base alla maggioranza e minoranza che si formano nel consiglio comprensoriale? In questo secondo caso, come e quando viene stabilita la maggioranza a livello comprensoriale?
  2. Presa visione dell’elenco dei/lle componenti dei diversi consigli comprensoriali, quali di queste/i e dei rispettivi partiti sono considerati minoranza in ciascun consiglio comprensoriale, da quali comuni erano nominati/e e perché proprio da quei comuni?

Bolzano, 8 febbraio 2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

 

Qui potete scaricare la risposta della giunta.

COMUNICATO STAMPA.

Dopo una lunga fase di stop-and-go e una settimana di Consiglio provinciale in cui la Giunta ha ripetutamente affermato di avere “tutto sotto controllo”, viene ora annunciato il lockdown di febbraio.

Una misura che era già da tempo inevitabile a causa dei contagi in continua crescita e dello sviluppo sempre più preoccupante della pandemia e che proprio per questo ora viene presa decisamente in ritardo.

La gestione della crisi negli ultimi mesi è stata disastrosa. Promesse di salvezza (una fra tutte: test di massa come „atto liberatorio”), ritardi, reazioni di panico alle minacce delle associazioni di categoria, litigi all’interno della giunta: sono stati questi solo alcuni dei segnali che ci hanno fatto capire che il “Südtiroler Sonderweg” stava andando fuori controllo. Se poi a giorni in molte regioni d’Italia verranno aperti gli impianti sciistici, mentre l’Alto Adige resta bloccato dal lockdown, sarà l’assurda dimostrazione che la “via altoatesina” è fallita miseramente.

Ci siamo sopravvalutati. Forse si trattava di una strada ancora comprensibile in primavera, quando i dati erano relativamente buoni – e di certo agognata e desiderata – ma che non era più possibile sostenere alla luce delle cifre del contagio che salivano vertiginosamente durante l’autunno.

La “via altoatesina” è stata un’impresa troppo grande per questa mediocre giunta provinciale SVP-Lega.

Di fronte al numero di vittime e di contagi e alla minaccia all’esistenza di molte famiglie e imprese, oltre alla severa valutazione politica si impone anche una riflessione profonda sulla dimensione esistenziale e tragica che vivono di migliaia di persone nella nostra provincia.

L’opposizione chiede, a ragione, un Consiglio provinciale straordinario per fare chiarezza sulla gestione fallimentare della crisi pandemica. E chi ha guidato l’Alto Adige in questo disastro deve assumersi chiaramente la propria responsabilità.

Bolzano, Bozen, 05/02/2021

Cons. prov. Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hanspeter Staffler

Felix von Wohlgemuth, Co-portavoce Verdi Grüne Vërc

COMUNICATO STAMPA. 

“Tutto sotto controllo”. Questa dichiarazione l’abbiamo sentita ripetutamente dalla Giunta durante questa settimana di lavori in aula. Ed ecco che ieri sera, a distanza di poche ore dalla chiusura dei lavori, è stato deciso il lockdown. Questo modus  operandi, sia nei confronti del Consiglio che della popolazione, è inaccettabile. L’intera opposizione presenterà quindi una richiesta di sessione straordinaria urgente. Gli “assoli” del Presidente nel silenzio dell’intera maggioranza devono finire.

Per tutta la seduta settimanale il messaggio è stato “i numeri sono sotto controllo, in effetti dovremmo essere zona gialla”. Tutta l’opposizione era quindi incredula quando ieri sera ha saputo del nuovo lockdown, dai media. Meno di tre ore prima, al termine della sessione plenaria, si chiedeva al Presidente se ci fossero novità e la risposta era stata lapidaria: “Niente di nuovo”.

I rappresentanti delle minoranze – che rappresentano quasi la metà degli altoatesini – si chiedono cosa sia successo in un lasso di tempo tanto breve. E va sottolineato ancora una volta come il Consiglio provinciale, il supremo organo legislativo della provincia democraticamente eletto, è totalmente escluso da queste importanti decisioni. Come la stessa popolazione, alla quale è stato ribadito per giorni che si sarebbe fatto di tutto per evitare un nuovo lockdown.

“Questo percorso zigzagante, con improvvisi cambi di direzione e il mancato coinvolgimento della popolazione e del Consiglio sono inaccettabili”, concordano tutti i rappresentanti dell’opposizione, che chiedono un maggiore coinvolgimento nelle decisioni e informazioni chiare da parte della Giunta: “Una democrazia non può funzionare così”.

I rappresentanti delle opposizioni presenteranno quindi già nella giornata odierna una richiesta urgente di convocazione di una sessione straordinaria del Consiglio provinciale e chiederanno un coinvolgimento immediato e vincolante del Consiglio in queste decisioni così forti ed impattanti.

Lunedì verranno definiti i prossimi passi comuni.

 

BZ, 05.02.2021

Come è noto, la giunta provinciale ha deciso di voler intraprendere un “percorso speciale altoatesino” nella lotta contro la pandemia di Coronavirus.

A tal fine, la legge provinciale n. 4 dell’8 maggio 2020 prevede la nomina di una Commissione di esperti quale organo di consulenza della Provincia. Il consiglio di questi esperti è stato successivamente citato più volte come un pilastro centrale della strategia della provincia per combattere la pandemia.

Da allora, ogni volta che la giunta provinciale annuncia aperture o chiusure, i politici coinvolti fanno riferimento al parere di siffatta commissione. Tuttavia, nonostante il loro impatto significativo sulla nostra vita quotidiana, i loro consigli non sono stati resi pubblici fino ad oggi.

Le decisioni della giunta corrispondono ai consigli epidemiologici di questa commissione? Se ne discostano, e se sì, perché? O forse i verbali delle riunioni della commissione di esperti non contengono affatto raccomandazioni chiare e servono quindi alla giunta solo come una foglia di fico per dare alle sue “decisioni di pancia” una patina scientifica?

Per poter comprendere e di conseguenza sostenere i decreti della giunta provinciale, è necessario conoscere anche le basi sulle quali si fondano questi decisioni. Solo attraverso la trasparenza, l’apertura e l’onestà si creerà nella popolazione l’accettazione così importante per le misure della giunta

Cosa aspetta la giunta, di cosa ha paura?

I cittadini dell’Alto Adige hanno il diritto di sapere cosa è stato discusso in questa commissione e quali raccomandazioni sono state fatte da questi esperti. Pertanto, la giunta provinciale ha il dovere di rendere pubblico senza indugio i verbali delle riunione della commissione di esperti.

Non domani, ma oggi.

Felix von Wohlgemuth
Co-portavoce Verdi Grüne Vërc

COMUNICATO STAMPA

Sulla cultura la maggioranza in Consiglio provinciale non vuole aprire lo sguardo: infatti la coalizione SVP-Lega boccia la nostra proposta di eseguire un’indagine della situazione economica dell’industria culturale e creativa in Alto Adige, incentrandola sul numero delle imprese, sul fatturato dell’industria culturale e creativa nonché sul valore aggiunto lordo di questo settore.

La proposta era nata dalle problematiche sollevate dagli addetti ai lavori. Südtiroler Künstlerbund e Performing Artists South Tyrol infatti hanno dichiarato proprio in questi giorni ai politici e ai media con una lettera aperta, che c’è bisogno proprio di un’indagine sul valore aggiunto derivante dal settore culturale, inteso a 360 gradi.

Come al solito la giustificazione della Giunta per la bocciatura non è stata molto originale: “Facciamo già”. In questo caso quello che si fa già è uno studio che fa riferimento solo all’effetto dei contributi pubblici, non all’effettivo valore aggiunto complessivo del mondo dell’arte e della cultura. Ed è invece proprio di questo grandissimo valore che dobbiamo prendere coscienza. Non si tratta di giustificare la spesa pubblica, che a nostro giudizio non sarà mai grande abbastanza. Ridurre il mondo della cultura ai soli contributi pubblici non rende giustizia a un settore di importanza vitale per la salute delle nostre menti, delle nostre anime e anche per quella della nostra economia.

#noicisiamo e continueremo a impegnarci per il giusto riconoscimento di questo settore, che in questa crisi soffre forse anche troppo silenziosamente.

Bozano, 03/02/2021

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

Ancora a novembre i Verdi avevano presentato in Consiglio provinciale una mozione per aiutare famiglie in difficoltà con gli strumenti tecnici necessari per permettere a ragazzi e ragazze una buona qualità della didattica a distanza. Non tutte le famiglie si possono infatti permettere un computer o un tablet per ogni figlio/a e/o genitore. In questi mesi è stato elaborato, in collaborazione con la SVP, un emendamento. La proposta è stata oggi approvata da una vasta maggioranza.

La crisi economica che già incombe rende ancora più difficile per le famiglie munirsi degli strumenti necessari per poter permettere ai figli e alle figlie di studiare e seguire le lezioni al meglio. Per questo riteniamo che un servizio di prestito gratuito per tablet e computer possa essere una soluzione per mettere a disposizione di un grande numero di bambine/ii e giovani gli strumenti di cui hanno bisogno in caso di quarantena. Le cifre dei contagi purtroppo ci confermano che questa modalità continuerà ad accompagnarci anche nei prossimi mesi. “In questi tempi difficili l’approvazione di questa proposta è un segnale positivo per la valorizzazione delle famiglie e un aiuto necessario“ commenta la prima firmataria Brigitte Foppa.

La parte deliberativa approvata recita come segue:

Il Consiglio provinciale incarica la Giunta provinciale:

  • di ampliare ulteriormente il servizio di noleggio da parte delle scuole dell’attrezzatura tecnica di base per le alunne e gli alunni che per un certo periodo devono seguire le lezioni da casa;
  • di fare in modo che tale servizio abbia il sostegno didattico e tecnico dei relativi interlocutori delle scuole, delle collaboratrici e dei collaboratori specializzati della Ripartizione pedagogica nonché delle tecniche e dei tecnici della Ripartizione 9, al fine di supportare le alunne e gli alunni nonché le famiglie che hanno difficoltà con le tecnologie digitali.

 

Bolzano, 03/02/2021

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hanspeter Staffler