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COMUNICATO STAMPA.

Dopo il calo del 2020, il transito dei camion attraverso il Brennero sta battendo di nuovo tutti i record: nel giugno 2021, 217.443 camion hanno attraversato il Brennero, mentre nello stesso mese del 2019 solo 210.799 avevano superato il casello di Schönberg. La marea di camion con lunghe code quotidiane non è solo il risultato del rilancio economico, ma del pedaggio notoriamente economico e del privilegio che hanno i diesel lungo l’asse del Brennero

Ora il progetto di una nuova Eurovignette (direttiva sul trasporto merci su strada), che è attualmente all’esame del Parlamento europeo, minaccia di rompere tutti gli argini. La commissione dei trasporti del Parlamento europeo si occuperà del nuovo regolamento già il 12 luglio 2021: per quanto riguarda il contenuto, a Stati come l’Italia e la Germania sarà concesso un diritto di veto contro gli aumenti dei pedaggi di transito. E in futuro i camion a basse emissioni beneficeranno di una riduzione del pedaggio del 75%.

Quindi se, come è prevedibile, gran parte delle flotte di TIR si convertiranno alle batterie o all’idrogeno entro il 2030, i trasportatori gongoleranno all’idea di una riduzione dei pedaggi fino a un quarto delle tariffe precedenti. Sull’asse del Brennero transiterebbero allora camion con minori emissioni, ma sarebbe comunque una valanga di transito sfrenato che graverebbe sulle valli dell’Inn, dell’Isarco e dell’Adige, mentre altre tratte a ovest e a est verrebbero alleggerite. Inoltre, la tariffa più economica metterebbe in discussione l’uso del BBT, che sarà completato nel 2030, 2032 o 203… Dopo tutto, chi è che farebbe uso della ferrovia e di un tunnel costoso quando c’è a disposizione un percorso aperto più economico?

Nella seduta di ieri, il parlamento tirolese di Innsbruck ha presentato una protesta ferma e trasversale contro questo nuovo regolamento. La giunta altoatesina farebbe bene a seguire la linea tirolese e a sollecitare l’europarlamentare dell’Alto Adige affinché intervenga con forza la prossima settimana contro un colpo di mano in Commissione trasporti dell’UE.

La posta in gioco è la qualità della vita sull’asse del Brennero. Noi Verdi continueremo a protestare e a schierarci dalla parte di decine di migliaia di residenti, della natura e dell’ambiente.

Qui e in allegato trovate la nostra interrogazione e la risposta della Giunta sul tema.

BZ, 08.07.2021

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

ANFRAGE ZUR AKTUELLEN FRAGESTUNDE.

Die Gemeinde Mühlbach hat die Änderung des Bauleitplanes für den Bau einer Umlaufbahn von Mühlbach nach Meransen mit einer viergeschossigen Parkgarage veröffentlicht. Obwohl sich die Bevölkerung von Meransen in einer beratenden Volksabstimmung am 21.09.2014 mehrheitlich für die Beibehaltung der bestehenden Seilbahntrasse von Mühlbach nach Meransen ausgesprochen hat, wurde von der Gitschberg Jochtal AG die Planung einer neuen Umlaufbahn in Auftrag gegeben, vom Gemeindeausschuss Mühlbach genehmigt bzw. veröffentlicht und wird im Moment vom Amt für Raum- und Landschaftsplanung behandelt. Wir legen zu diesem Projekt noch eine umfangreiche Anfrage zur schriftlichen Beantwortung vor.

Im Rahmen der aktuellen Fragestunde richten wir vorab folgende Fragen an die Südtiroler Landesregierung:

  1. In welche Kategorie gemäß Beschluss der Landesregierung Nr. 873 vom 10.11.2020, Anlage A, Art. 2 fällt diese Seilbahnverbindung? Mit welcher Begründung und vor allem, mit welchem Prozentsatz öffentlicher Förderung?
  2. Hat man eine Vorstellung von den Gesamtkosten des Projekts?
  3. Ist in jedem Fall die Förderung nur auf die Seilbahn bezogen oder können auch die Parkplätze, der “U-Bahnhof” in Meransen, die Einrichtungen an der geplanten Bergstation öffentliches Geld erhalten?
  4. Ein Teil der Trasse führt, samt Pfeiler, durch eine Zone, die als Gefahrenstufe Rot (sehr hoch) ausgewiesen ist. Wie gedankt man das zu lösen?

BZ, 01.04.2021

Landtagsabgeordnete
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

Nelle settimane dopo il #nuovoinizio, l’Alto Adige si è rimesso in moto. Come previsto la cosa si ripercuote anche sui mezzi di trasporto pubblico.

Se da un lato era auspicabile che le/i pendolari ricominciassero a usare i trasporti pubblici, ora però molti di loro si scontrano con autobus e treni dalla capacità ridotta e non sufficiente a far entrare tutti e tutte.

Anche a noi è successo che non fosse possibile salire perché i mezzi erano troppo pieni.

E l’indignazione delle decine di persone rimaste sul binario e alla fermata dell’autobus era davvero grande.

Ci viene anche riferito che sui treni, non solo viene impedito di salire, ma a volte le persone sono anche costrette a scendere.

A volte delle biciclette al seguito impediscono l’accesso ai già pochi posti a sedere.

In Consiglio provinciale il Gruppo Verde ha più volte portato il tema del trasporto pubblico dopo il lockdown. Da parte della Giunta è sempre arrivata la rassicurazione che sarebbe stato un tema che avrebbero trattato con grande attenzione e che si sarebbero fatti grandi sforzi per mantenere l’attrattività del trasporto pubblico in questa fase di riapertura. Tra questi rientra il mantenimento di una quantità sufficiente di posti a sedere da garantire, se necessario, anche tramite autobus o carrozze aggiuntive, dato che a causa delle distanze di sicurezza il numero dei posti a sedere viene giocoforza limitato.

Non è possibile che cittadine e cittadini possano vedere il loro autobus o treno solo mentre si allontana, senza essere potuti salire.

Qui trovate la nostra interrogazione che porremo alla Giunta nella prossima seduta di Consiglio provinciale – nella speranza che nel frattempo questi disservizi vengano risolti.

 

 

BZ, 15.06.2020

Brigitte Foppa
Riccardo dello Sbarba
Hanspeter Staffler

Il nuovo orario degli autobus e dei treni entrante in vigore il 15 dicembre porta con sé alcune innovazioni per Egna e le Bassa Atesina. Il gruppo locale dei Verdi critica l’accorciamento della linea autobus Bolzano – Salorno e la mancanza di collegamenti ferroviari tra la Bassa Atesina e Bolzano al mattino.

La linea 120 (finora Salorno – Bolzano) è stata abbreviata ed ora circola tra Egna Stazione e Bolzano. Sfortunatamente, la popolazione di Laghetti e Salorno per questo perde l’opportunità di andare direttamente ad Ora, Bronzolo, Laives e Bolzano. Solamente singoli autobus percorrono ancora al mattino e alla sera l’intera tratta Salorno-Bolzano/Bolzano-Salorno.

Per raggiungere Laghetti e Salorno la linea 121 è stata ampliata. Dal 15 dicembre ci saranno autobus che passano ogni ora tra Egna Stazione e Salorno. Si tenga presente però che questo autobus non si ferma alla stazione degli autobus di Egna, ma solamente alla fermata Municipio.

Un’altra carenza per la popolazione di Salorno e Laghetti è il fatto che il nuovo orario non consente il cambio sulla nuova linea 120 Egna-Ora-Bolzano. Infatti, l’autobus proveniente da Salorno/Laghetti arriva alla stazione di Egna cinque minuti prima dell’ora piena (ad esempio 8:55), mentre l’autobus per Bolzano parte già al minuto 33 dell’ora (ad esempio 8:33).

“Il nuovo orario comporta che arrivando da Laghetti o Salorno durante il giorno si possa prendere soltanto il treno per arrivare direttamente a Bronzolo, Laives e Bolzano. Inoltre, il viaggio da Laghetti a Ora in autobus è diventato più lungo in quanto bisogna cambiare nella stazione di Egna sulla linea 122, la quale continua a partire ogni ora e 8 minuti dalla stazione di Egna ad Ora. In poche parole: ci vogliono ben 40 minuti per andare da Laghetti a Ora ”, critica il gruppo locale dei Verdi.

Sul lato positivo, la linea 120 circola ogni ora la domenica e nei giorni festivi.

Molto gradito invece è il fatto che è stata introdotta una nuova linea di autobus che va a Caldaro passando direttamente a Termeno (linea 130). Ciò permette di andare da Egna a Termeno ogni ora (in 7 minuti invece di 24 come precedentemente con la linea 122), al Lago di Caldaro o a Caldaro Piazza Rottenburg. Lì è possibile salire sull’Express per Bolzano per arrivare ad Appiano e Bolzano ogni ora.

Un’altra graditissima innovazione riguarda invece Egna centro e Villa: grazie alla nuova linea 120 (stazione Egna-Bolzano e viceversa) e alle precedenti linee 122 (Egna stazione-Egna centro-Ora-Termeno e viceversa) e 121 (Egna stazione ferroviaria-Egna centro-Laghetti-Salorno e viceversa) è possibile percorrere ogni mezz’ora Egna dal centro fino alla stazione e viceversa. Ciò significa che quasi per tutti i treni regionali per Bolzano ovvero Trento/Verona c’è un bus di collegamento. Un sollievo per tutti i pendolari che finora dovevano per forza prendere i treni a Bolzano al minuto 36 dell’ora per avere un collegamento in autobus.

Niente di nuovo nei collegamenti ferroviari

Sfortunatamente, non ci sono nuove notizie riguardanti i collegamenti ferroviari.

La Bassa Atesina durante la mattina rimane ancora completamente tagliata fuori dal capoluogo di provincia e dalle città di Trento e Verona. Tra le 10:01 e le 12:31 non circolano treni tra la Bassa Atesina e Bolzano. Al contrario, nessun treno collega Bolzano e la Bassa Atesina (e quindi neanche la Bassa Atesina ed il Trentino/Verona) tra le 09:06 e le 11:36. Anche durante il pomeriggio, la cadenza di mezz’ora non è sempre assicurata.

Una situazione penosa che i Verdi stanno segnalando da anni, ma che continua a cadere nel vuoto presso le autorità competenti .

Florian Romagna, verdi di Egna

Nella consultazione popolare sul tram il NO vince chiaramente.
Prendiamo atto della volontà della cittadinanza così esplicitamente espressa. Era un progetto in cui credevamo. Secondo noi era  una delle soluzioni migliori ed ecologiche alle problematiche del traffico che attanagliano Bolzano. Era la scelta del futuro, come testimoniano anche i tanti giovani che si sono impegnati per il tram nel segno della lotta al cambiamento climatico. Ma la scelta della cittadinanza è stata un’altra. Per noi un chiaro incarico di andare avanti sulla strada della mobilità sostenibile, in altro modo. Parleremo ancora con i cittadini per sentire le loro proposte. La nostra politica parte dalle persone. Per loro e con loro continueremo a lavorare.

Verdi di Bolzano 

Verdi Grüne Vërc

Domenica le cittadine e i cittadini di Bolzano (a partire dai 16 anni!) voteranno sulla possibilità di avere un tram.
Come Gruppo Verde in Consiglio provinciale sosteniamo con convinzione il „Sì“. Da molti anni i Verdi lottano per realizzare nelle città sistemi di trasporto su binari, naturalmente anche a Bolzano. Già nel piano mobilità del 2010 era stato previsto un sistema di tram che fino a oggi però non è mai stato realizzato per motivi finanziari.
Ora invece è possibile. Per il nostro capoluogo ne deriverebbero molti vantaggi. Ce lo dimostrano tutte quelle città in cui negli ultimi anni è stata realizzata o rinnovata una rete tramviaria. La qualità di vita è migliorata ovunque, spostarsi in città è diventato più comodo, i quartieri sono stati riqualificati.
Si sa che le linee tramviarie moderne aumentano il numero di utenti del 50-100%. Il tram si muove a trazione elettrica ed è quindi più silenzioso e povero di emissioni. Per le persone che si muovono in città il tram è comodo, senza barriere ed è sicuro. Con il tram, code e ricerca di parcheggio non sono più un problema. I quartieri sono collegati meglio – inoltre vediamo il tram di Bolzano come un primo passo verso un sistema di trasporto pubblico moderno per tutta l’area limitrofa, soprattutto Bolzano-Oltradige.
Come consiglieri e consigliera provinciali ringraziamo di cuore la nostra assessora e i Verdi bolzanini che si sono impegnati con grande entusiasmo e passione per questo sistema di trasporto sostenibile e rivolto al futuro.
E incitiamo tutte/i le/i Verdi, elettori, elettrici e simpatizzanti, domenica 24/11/2019 ad andare a votare SÌ.

Bolzano, 22.11.2019

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

Trasporti pubblici meno cari per i/le pendolari. Trasporti merci più silenziosi

Ragazzi e ragazze di tutto il mondo ce lo gridano ogni settimana: la tutela del clima deve essere l’obiettivo e l’impegno più importante di ogni politica. E noi a questo grido dobbiamo e vogliamo rispondere.

Insieme al cibo e alla casa, la mobilità è uno dei lati del nostro triangolo per il clima. Sono tre ambiti decisivi su cui anche la politica locale provinciale può agire e dare così piccoli ma importanti segnali. Nella mobilità, incentivare l’uso dei trasporti pubblici e investire in una rete efficiente di trasporto merci su rotaia sono alla base di una politica che guarda al futuro e alla salvaguardia dell’ambiente e del clima.

1 – Campo d’azione – mobilità per i pendolari

Ogni giorno migliaia di persone si spostano con vari mezzi di trasporto per recarsi al lavoro. Moltissime di queste scelgono i mezzi pubblici per i motivi più diversi: necessità, praticità, risparmio sulla benzina, per evitare lo stress da traffico e anche per sensibilità ambientale. Il contributo di queste persone alla diminuzione del traffico individuale sulle tratte casa-lavoro è notevole, così però come resta notevole il carico sulle casse personali per coprire una spesa indispensabile. Con la mozione Trasporto pubblico: tariffe ridotte per i pendolari chiediamo che si prenda consapevolezza di questo e che la Provincia preveda una tariffa speciale ridotta per lavoratrici e lavoratori per i mezzi pubblici sulla tratta casa-lavoro.

La protezione del clima passa anche dal riconoscimento di chi adotta comportamenti buoni e sostenibili. Perché è anche così che avviene la sensibilizzazione e l’incentivazione di chi ancora non lo fa.

2- Campo d’azione – trasporto merci: treni più silenziosi fanno bene alla salute e all’economia.

Trasferire il trasporto merci su rotaia è da sempre una delle grandi battaglie dei Verdi. Avere una rete ferroviaria efficiente non solo in questo senso è l’unica via sostenibile che faccia bene all’economia e alla qualità dell’aria. Purtroppo i carri merci in Italia sono ancora molto rumorosi e chi ne soffre di solito è chi abita in prossimità delle linee ferroviarie. Questo fa sì che il trasporto merci su rotaia faccia sì bene alla qualità dell’aria ma provochi altri danni alla salute provocati dall’eccessivo inquinamento acustico. E RFI fino a oggi ha investito poco o niente nella sostituzione e modernizzazione dei carri usati per questo tipo di trasporti. Questo ritardo, oltre ai danni sulla salute, potrebbe causare presto anche danni economici. L’Unione Europea spinge gli Stati membri a incentivare le imprese ferroviarie che utilizzano carri silenziosi e la Germania, Paese di arrivo o di passaggio per tanti treni merci che oltrepassano il Brennero, presto potrebbe vietare il transito dei treni italiani, proprio perché troppo rumorosi. La nostra Provincia deve quindi fare la sua parte per spingere l’Italia e RFI ad ammodernare i carri per il trasporto merci su rotaia. A questo punta la nostra mozione Carri ferroviari silenziosi: attuare rapidamente il piano europeo.

La protezione del clima e della qualità della vita fa bene anche all’economia.

 Bolzano, 30.10.2019

Cons. prov.

Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

La richiesta: verificare se nella vendita ai privati si possa configurare un danno erariale. 

L’esposto – spedito ieri pomeriggio – ricostruisce tutta la vicenda attraverso le risposte ufficiali della Giunta a nostre interrogazioni, l’analisi del bando di gara, la verifica precisa del valore di ABD iscritto nel bilancio provinciale. E pone domande sulla congruità del prezzo di vendita.

Qui il testo completo dell’esposto e la documentazione allegata.

Allegati:

  1. Aeroporto di Bz trasferito alla Provincia. Interrogazione, risposta.
  2. Vendita delle quote ABD – il prezzo. Interrogazione, risposta, domanda aggiuntiva interrogante.
  3. ABD: 32 milioni valgono zero? Interrogazione attualmente senza risposta.
  4. ABD – quanto vale nel bilancio della Provincia? Interrogazione, risposta, domanda aggiuntiva interrogante.
  5. Spese per l’aeroporto. Interrogazione, risposta.
  6. ABD Holding a New Energy Power. Interrogazione attualmente senza risposta.

Il giorno successivo alla consegna dell’esposto, la Giunta ci ha inviato una delle risposte ancora mancanti:

  • ABD: 32 milioni valgono zero? Risposta

La Quarta commissione legislativa del Consiglio provinciale guidata dalla SVP ha bocciato oggi il disegno di legge dei Verdi “Tutela del clima, limitazione del traffico aereo e trasferimento alla Provincia dell’aeroporto di Bolzano”. La proposta di legge prevedeva di rilevare la proprietà dell’aeroporto secondo il decreto statale n. 201/2015 e nel caso di concessione dell’azienda a privati, di limitare il traffico aereo, di non prolungare la pista e di costituire un comitato d’intesa che coordinasse e sorvegliasse le attività dell’aeroporto.

“Il nostro disegno di legge dà reale esecuzione alla volontà della popolazione espressa con il referendum del 2016” dichiara Riccardo Dello Sbarba (oggi assente per motivi di salute). Il risultato del voto da parte del gruppo SVP lascia in un certo modo perplessi, visto che Locher, Renzler e Vallazza in una prima fase della trattazione si erano espressi chiaramente a favore. Ieri il partito deve essere intervenuto con chiaro piglio disciplinare – seguendo la linea delle dichiarazioni degli ultimi giorni da parte del Presidente Kompatscher. È evidente infatti che ripetere ostinatamente che con la vendita dell’aeroporto si dà seguito „punto per punto“ (Kompatscher) al risultato referendario del 2016 è solo una tattica difensiva. Il Presidente sa benissimo che il 70% della popolazione ha votato no non solo per dire no al finanziamento pubblico, ma per dire no a tutto il suo progetto di sviluppo – compreso il numero di passeggeri, i tempi di volo e la classificazione dell’aeroporto. E anche se Kompatscher negli ultimi giorni se l’è presa con i Verdi, noi continueremo a dire che il risultato di una consultazione popolare si può manipolare oppure ridimensionare, ma che questo tipo di operazione può avere effetti enormi sulla credibilità politica di una giunta.

“La strategia delle SVP per il futuro ci appare ad ogni modo misera, improvvisata e ingenua”, così la componente della commissione Brigitte Foppa. Si vuole cercare il dialogo con gli acquirenti privati. “Ma nessun privato rinuncerebbe alle opzioni acquistate per fare un affare in perdita. Per noi della Bassa Atesina e della conca bolzanina non è una soluzione”, continua Foppa. Particolarmente interessante è il cambiamento radicale della posizione degli esponenti SVP in commissione legislativa. “Partiti da tigri, atterrati da scendiletto” – questo vecchio detto politico sembra essere particolarmente calzante per i “ribelli di un giorno” della Volkspartei.

Risultato della votazione: 3 sì (Foppa, Nicolini, Ploner), 4 no (Ladurner, Vallazza, Locher, Renzler).

Bolzano, 23.07.2019

Cons. Prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

Ennesimo rinvio della legge dei Verdi sulla limitazione dell’attività aerea. La maggioranza attende gli “incontri coi privati”. Ma servono regole chiare e trasparenti. Serve una legge provinciale.

Questa mattina, su proposta della Svp, la IV Commissione legislativa del Consiglio provinciale ha rinviato ancora una volta la trattazione del disegno di legge del gruppo Verde sull’aeroporto di Bolzano. E’ l’ultimo rinvio concesso dal regolamento del Consiglio: nella prossima seduta del 23 luglio la legge dovrà essere trattata, o verrà comunque iscritta all’ordine del giorno del Consiglio.
Questo prendere tempo non ci convince e ne abbiamo chiesto le ragioni ai colleghi della Svp. Ci hanno risposto che sono in corso consultazioni interne al partito, che è stato formato un “gruppo di lavoro” e che presto ci sarà un incontro “con i privati che hanno vinto la gara”. Il tutto dovrebbe concludersi entro fine giugno.
Ci fa piacere che con la presentazione del nostro disegno di legge si sia fermato l’iter di “privatizzazione” dell’aeroporto, che avrebbe consentito ai privati quel “potenziamento” (con allungamento della pista) bocciato dal referendum del 2016. E ci fa piacere che i rappresentanti Svp in commissione abbiano riconosciuto la validità dei due pilastri della nostra proposta:

1. Che la Provincia deve fare una legge per limitare con precisione l’attività aerea dell’aeroporto di Bolzano.
2. Che la Provincia deve attivarsi subito per acquisire la proprietà della infrastruttura (l’aeroporto di Trento è stato provincializzato da anni!)
A questo punto ci saremmo aspettati un confronto per arrivare a una proposta condivisa, magari modificando il nostro testo, oppure con una proposta da parte della giunta.
Nessuna delle due cose è finora accaduta. Mentre la nostra proposta resta “parcheggiata” in commissione, ci viene comunicato che la Svp attende un “confronto con i privati”. Per arrivare a cosa?
E’ una procedura molto poco trasparente. Di questi incontri non si sa nulla, non si sa che cosa voglia fare la Svp, cosa voglia fare la Giunta, cosa rispondono i “privati”.
Noi siamo convinti che in uno Stato di diritto per regolare una materia come il traffico aereo sul proprio territorio una Provincia autonoma approva una legge, l’unico strumento certo e trasparente. Qualsiasi altra cosa (impegni, dichiarazioni, o simili) si muove nell’oscurità di incontri chiusi e il risultato non dà nessuna garanzia e può essere modificato in ogni momento.
Invitiamo dunque Svp e Giunta provinciale a uscire dalle trattative segrete e lavorare con noi a una proposta di legge condivisa che rispetti il referendum del 2016. Noi siamo pronti e disponibili. L’appuntamento è al 23 luglio.

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

DOCUMENTAZIONE:
DISEGNO DI LEGGE n. 6 del 2019, “Tutela del clima, limitazione del traffico aereo e trasferimento alla Provincia dell’aeroporto di Bolzano”: http://www2.landtag-bz.org/documenti_pdf/idap_555606.pdf
RELAZIONE ALLA LEGGE: http://www2.landtag-bz.org/documenti_pdf/idap_555607.pdf