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COMUNICATO STAMPA.

Il 26 novembre il Gruppo Verde in Consiglio provinciale si è recato presso la cava di S. Floriano a Laghetti di Egna. Molte persone residenti nella zona circostante la cava si sono presentati all’appuntamento per portare la loro testimonianza. Al termine della visita la nostra posizione è ancora più chiara: la scadenza per la chiusura della cava va rispettata.  

Il 7 settembre 2022 scadrà la concessione per la Cava di S. Floriano a Laghetti di Egna. La popolazione, che negli anni ha subito polveri, rumore e continuo transito di camion, teme che la scadenza potrebbe essere prorogata. Secondo quanto riferitoci tempo fa dall’assessore Achammer nella risposta a una nostra interrogazione, la società titolare della concessione aveva già spedito una lettera alla provincia anticipando una possibile richiesta di proroga. I Verdi chiedono alla Giunta di rispettare le scadenze.

Con una mozione che verrà trattata la settimana prossima durante il Consiglio provinciale i Verdi Grüne Verc chiedono alla Giunta di:

  1. non prolungare la concessione della cava per non causare alle e agli abitanti di Laghetti di Egna ulteriori disagi derivanti dalla attività di estrazione e lavorazione della ghiaia;
  2. non prevedere ulteriori attrezzature di cantiere nel sito della cava collegate ai lavori della tratta di accesso sud al BBT;
  3. adottare una procedura trasparente nei confronti della popolazione, attraverso una tempestiva informazione e un’attiva partecipazione, sia per quanto riguarda la cava che per i futuri cantieri collegati alla tratta di accesso al BBT in Bassa atesina.

“Noi riteniamo che l’appello della popolazione debba ricevere ascolto e una risposta positiva – ha commentato Riccardo Dello Sbarba al termine della visita – e per questo ci faremo portavoce di questa istanza in Consiglio provinciale la settimana prossima”.

 

Bolzano, 26/11/2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

 

COMUNICATO STAMPA.

I Verdi dell’Alto Adige soddisfatti per la designazione di Cem Özdemir a ministro dell’agricoltura e per il futuro orientamento ecologico dell’agricoltura in Germania

Era ora, verrebbe da dire. Dopo Renate Künast, in Germania ci sarà probabilmente di nuovo un ministro dell’agricoltura Verde. I Verdi dell’Alto Adige lo vedono come un segnale molto positivo. L’agricoltura è un ambito chiave per la protezione del clima e dell’ambiente. “Anche in Alto Adige, con il 17% di emissioni, l’agricoltura è uno dei principali responsabili del riscaldamento globale” affermano i Consiglieri provinciali Foppa, Dello Sbarba e Staffler e fanno anche notare come l’attuale bozza del piano sul clima queste emissioni non le prenda nemmeno in considerazione.

Con un ministero dell’agricoltura Verde, la Germania sta dando un segnale importante. Diversificazione, riduzione dei pesticidi, benessere degli animali, promozione dei circuiti produttivi ed economici locali, tutela della biodiversità – l’agenda di una politica agricola ecologica è ampia.

Direttamente collegate, nell’accordo di coalizione troviamo delle misure molto interessanti. Ne citiamo solo alcune:

  • Sostegno agli agricoltori che si avviano verso la neutralità climatica tenendo conto di un maggior benessere degli animali.
  • Incentivi specifici per più cooperazione tra tutela della natura e agricoltura.
  • Metodi di macellazione decentralizzati e mobili con l’elaborazione di una strategia per la salute degli animali.
  • Miglioramento della legge sul benessere degli animali.
  • Piano per sostituire adeguatamente i pagamenti diretti, premiando chi si impegna per il clima e per l’ambiente.
  • Orientamento di tutta l’agricoltura nella sua diversità verso gli obiettivi di tutela ambientale e conservazione delle risorse (agricoltura ecologica).
  • 30% di agricoltura ecologica entro il 2030.
  • Rafforzamento delle alternative ai prodotti fitosanitari chimico-sintetici e miglioramento dei processi associati
  • Glifosato via dal mercato entro la fine del 2023
  • Sostegno alla coltivazione di piante resistenti al clima.
  • Aggiornamento della legge sulla protezione del suolo e del programma federale “Agricoltura futuribile”.

 

Il fatto che il Ministero dell’agricoltura sia collegato al tema della nutrizione mostra la stretta connessione tra chi produce e chi consuma. L’accordo di coalizione stabilisce obiettivi interessanti anche a questo proposito, come ad esempio:

  • Strategia di nutrizione e attività fisica, soprattutto per quanto riguarda bambini e bambine;
  • etichettatura di origine;
  • Iniziative contro lo spreco di cibo e di sensibilizzazione contro l’eccesso di zucchero e di grassi. Ulteriore sviluppo della strategia per colture proteiche.

In futuro, questo collegamento potrebbe essere interessante anche per l’Alto Adige. Sia dal punto di vista tematico che politico.

Dall’Alto Adige auguriamo al futuro ministro dell’agricoltura e collega Verde Cem Özdemir tutto il meglio per il suo lavoro!

 

Bolzano, 26.11.2021

Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hanspeter Staffler

 

Foto: Cem Özdemir in visita a Bolzano nel 2017 (con Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss, Tobias Planer)

COMUNICATO STAMPA.

La speranza che il disegno di legge sul monitoraggio sistematico dei pesticidi venisse accolto positivamente dalla 2a commissione legislativa del Consiglio provinciale era grande. La prima battuta d’arresto, tuttavia, è arrivata dal giudizio negativo da parte del Consiglio dei Comuni: “Il monitoraggio – si legge nel parere – porta alla confusione tra la popolazione e tra gli operatori economici”. “Invece di prendersi cura del benessere delle persone e dell’ambiente, il Consiglio dei Comuni preferisce non sapere. Ma questa è la strategia di chi vuole semplicemente nascondere la testa nella sabbia”, commenta il primo firmatario Hanspeter Staffler.

Il Consigliere provinciale Verde ha spiegato nel dettaglio il significato e lo scopo del disegno di legge. È ora di attivare una rete di misurazioni completa e ramificata su tutto il territorio, in modo da determinare l’effettiva concentrazione di pesticidi presenti nell’aria, nei giardini privati e nei parchi per bambine/i. L’Agenzia dell’ambiente della Provincia ha già l’esperienza necessaria per creare una tale rete di misurazioni. “Con il nostro disegno di legge, vogliamo creare una base per garantire a lungo termine il finanziamento e l’accompagnamento da parte di esperti del monitoraggio dei pesticidi “, spiega Hanspeter Staffler.

Nella discussione, la Giunta era rappresentata dall’Assessore Arnold Schuler, il quale ha mostrato poco interesse nel monitoraggio dei pesticidi a livello provinciale, dichiarando che molto è già stato fatto in questo senso. Schuler ha ammesso tuttavia che c’è ancora margine di miglioramento per quanto riguarda le derive dei pesticidi. Dopo un acceso dibattito, il disegno di legge dei Verdi è stato respinto con i voti contrari della SVP (Magdalena Amhof, Franz Locher, Helmut Tauber, Manfred Vallazza).

Un vero peccato aver sprecato questa opportunità per affrontare la discussione sui pesticidi in modo più obiettivo.

BZ, 24.11.2021

 

Cons. Prov.

Hanspeter Staffler
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa

COMUNICATO STAMPA.

Nella Giornata contro la violenza sulle donne, siamo chiamati ogni anno a guardare da vicino quali forme di violenza esistano, dove la violenza inizi, quale tipo di violenza si nasconda dietro determinati comportamenti. Il Gruppo Verde ha posto l’attenzione su un tipo di violenza nascosto: il gaslighting

Il termine viene dall’opera teatrale inglese “Gas Light” del 1938, che descrive un rapporto coniugale in cui il marito tenta di portare la moglie alla pazzia. Succede così che spariscano degli oggetti della casa in cui vivono, per poi rispuntare nei posti più impensati. La donna non riesce a spiegarsi quanto sta succedendo e l’uomo continua a farle credere che sia stata lei a spostare gli oggetti e poi aver dimenticato tutto. Inoltre, le lampade a gas che illuminano la casa funzionano in modo strano, fatto anch’esso negato dal marito, il quale insinua pure che la donna si stia inventando tutto. Alla fine del pezzo si scopre che il responsabile di tutto è proprio il marito. Ha volutamente minato l’equilibrio psichico della moglie mettendo in dubbio la sua capacità di percezione.

“Questa terribile forma di violenza deve essere conosciuta e nominata anche in Alto Adige” sostiene Brigitte Foppa Consigliera provinciale del Gruppo Verde in Consiglio provinciale. Insieme ai colleghi Dello Sbarba e Staffler ha presentato una mozione, che sarà trattata la prossima settimana nel corso della seduta di Consiglio provinciale.

“Nella sua forma più crudele, all’interno di una coppia, il gaslighting porta alla situazione in cui vi è una persona “sana”, che più o meno ha sempre ragione, e una seconda persona che “non sta bene” e ha sempre torto. La vittima di gaslighting finisce per dubitare delle proprie sensazioni, in quanto non considerate e “bollate” come non corrispondenti alla realtà. Se la vittima si chiede sempre più spesso se può ancora credere alle affermazioni dell’altro e degli altri, e se continua a chiedersi se può fidarsi delle sue stesse percezioni, allora è già alla mercé del gaslighter” spiegano i Consiglieri e la Consigliera del gruppo Verde.

L’amministrazione bavarese, per esempio, ha sancito il concetto del gaslighting come forma di violenza psicologica, e ha così compiuto un primo passo per riconoscere l’esistenza del problema e quindi per combatterlo https://bayern-gegen-gewalt.de. L’Alto Adige può seguirne l’esempio per combattere in modo mirato questa specifica forma di violenza psicologica.

Per inciso, la Consigliera Foppa era riuscita a inserire nel Disegno di legge contro la violenza sulle donne (presentato dall’assessora Deeg) un passaggio che indica come “violenza” anche quelle forme “che saranno definite tali in futuro e (…) quelle che sono percepite come tali dalle donne

Quanto sia importante partire da un concetto più dinamico di violenza è dimostrato dall’esempio dello “stalking”. La parola è nota solo da pochi anni. In Italia il reato di stalking è stato istituito nel 2009, ma anche prima ci sono state vittime di questa forma di violenza. Vent’ anni fa però chi si trovava a subire questi comportamenti persecutori e angoscianti, faticava a spiegare a se stessa/stesso, alle persone dell’ambiente in cui viveva e, non meno importante, a giudici e avvocati i soprusi che stava subendo, proprio perché il concetto di stalking non esisteva ancora. Oggi è una parola corrente e lo stalking è identificato e definito come tale. Nella nostra provincia, l’uccisione della giovane donna ad Appiano nel marzo 2020 ci ha poi mostrato direttamente che nei casi più drammatici lo stalking può culminare nell’omicidio o, in questo caso, nel femminicidio.

La mozione chiede,

  1. di riconoscere il fenomeno del “gaslighting” come una forma di violenza psicologica che va combattuta in modo mirato;
  2. di attualizzare la pagina internet dell’amministrazione provinciale “I tanti volti della violenza!”, aggiungendo le nuove conoscenze acquisite, le sedi a cui rivolgersi ecc.

È un contributo del gruppo Verde in Consiglio provinciale in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

 

Bolzano, 24/11/2021

Cons. prov.

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba

Hanspeter Staffler

 

COMUNICATO STAMPA.

Il Consiglio regionale ha anticipato e approvato a grande maggioranza la mozione al Parlamento proposta dal Gruppo Verde a sostegno delle donne afgane.

La crisi afgana provocata dal ritiro delle forze armate di USA e NATO quest’estate ha portato a un annullamento dei diritti civili che seppur con lentezza e tanti ostacoli stavano attecchendo in questo Stato martoriato. Come ben sappiamo, le prime vittime della crisi sono le donne. Tante associazioni e molti enti in tutta Europa si sono attivati per avviare dei corridoi umanitari per accogliere donne e uomini che in questi anni si sono esposti per i diritti umani e che ora rischiano la vita. “Non possiamo stare a guardare come le donne in Aghanistan stanno perdendo tutti i diritti, subiscono violenza e sono prigioniere in casa loro,” commenta la prima firmataria Brigitte Foppa.

La mozione, proposta dal Gruppo Verde e firmata da 17 consigliere e consiglieri regionali (Brigitte Foppa, Maria Hochgruber Kuenzer, Riccardo Dello Sbarba, Hanspeter Staffler, Lucia Coppola, Paolo Zanella, Sandro Repetto, Sara Ferrari, Paul Köllensperger, Maria Elisabeth Rieder, Peter Faistnauer, Alex Ploner, Franz Ploner, Waltraud Deeg, Jasmin Ladurner, Magdalena Amhof) incarica il governo italiano di avviare un programma urgente di accoglienza per le donne afgane e le loro famiglie. L’argomento ha dato vita a un acceso e lungo dibattito tra tutte le parti politiche che hanno in gran parte condiviso l’intento umanitario della mozione.

Bolzano, Bozen, 17/11/2021

Cons. regionali – Regionalratsabgeordnete

Brigitte Foppa
Lucia Coppola
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler
Paolo Zanella

ANFRAGE ZUR SCHRIFTLICHEN BEANTWORTUNG.

In der vergangenen Landtagssession vom 9.-11. November wurde unser Beschlussantrag 491/2021 „Puflatsch und Orchideen“ im Landtag behandelt. Landesrätin Maria Hochgruber Kuenzer bat um Aussetzung des Beschlussantrags, da sie mit den Betreibern zurzeit in Verhandlung über einen neuen Standort des Speicherbeckens sei. Medienberichten („Tageszeitung“ vom 13. / 14. November 2021) zufolge wissen die Betreiber nichts von diesen Verhandlungen und sind auch nicht gewillt, den Standort des Speicherbeckens zu verändern.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Was meinte die Landesrätin in der vergangenen Landtagssession als sie sagte, sie sei in Verhandlungen über einen neuen Standort des Speicherbeckens?
  2. Wann haben die Verhandlungen stattgefunden bzw. wann werden sie fortgeführt?
  3. Mit wem hat die Landesrätin verhandelt?
  4. Wie erklärt sich die Landesrätin die oben erwähnten Medienberichte, wonach die Betreiber nichts von Verhandlungen wissen bzw. den Standort des Speicherbeckens dort belassen wollen, wo er geplant war?

Bozen, 16.11.2021

Landtagsabgeordnete
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

COMUNICATO STAMPA.

Nella conferenza ONU sui cambiamenti climatici erano risposte grandi speranze. Anche i Verdi dell’Alto Adige hanno seguito con attenzione gli eventi di Glasgow, dove per quindici giorni si è discusso di come raggiungere gli obiettivi per il clima stipulati a Parigi. Diversi rappresentanti dei Verdi europei erano sul posto e hanno commentato parlando di alcuni piccoli risultati e di molte aspettative deluse.

Particolarmente significativi sono i cambiamenti inseriti all’ultimo secondo nel documento finale. Il fatto che siano tornati indietro dalla promessa di una reale “uscita dal carbone” alla “riduzione” (“phase down” invece di “phase out”) è la grande occasione mancata, così come il riferimento alle rinegoziazioni nel 2022.

D’altro canto, i paesi i cui obiettivi climatici non erano allineati con quelli di Parigi dovranno adattarsi entro il 2022. E dobbiamo anche riconoscere gli accordi stipulati per la limitazione delle emissioni di metano, sulla protezione delle foreste e le discussioni sul motore a combustione.

Tuttavia, non possiamo essere soddisfatti delle nuove scappatoie con il mercato delle emissioni e in generale dei risultati finanziari. Gli aiuti per l’adattamento al cambiamento climatico sono stati raddoppiati, ma allo stesso tempo non è chiaro se si tratti solo di una riallocazione di fondi.

Tutto sommato, alla fine di questa COP26 resta un retrogusto amaro. Ciò che sarebbe stato possibile non è stato raggiunto. Ciò che è stato raggiunto è forse un’indicazione nella giusta direzione. Con un grande MA che sta nel fattore tempo. È chiaro che i tempi della diplomazia e della politica sono troppo lenti, vista la curva crescente del riscaldamento globale.

“Quanto sia facile giocare un po’ con i numeri, indicare gli “altri” come molto più lenti e limitarsi a spostare più avanti la deadline degli obiettivi lo vediamo chiaramente anche in Alto Adige, dove il piano clima, rimasto per 10 anni a prendere polvere in un cassetto, è stato ora rilanciato – in fretta e furia – solo grazie all’energia dei Fridays for Future. Nel frattempo, alcune proposte portate in Consiglio provinciale, come la dichiarazione di emergenza climatica o l’introduzione di un clima-check, sono state bocciate senza troppe remore dalla maggioranza SVP-Lega Salvini” rimarcano Foppa, Dello Sbarba e Staffler.

Dalla diplomazia mondiale fino alla piccola realtà della nostra provincia, si può vedere quanto sia difficile passare dalle parole ai fatti, dagli obiettivi agli interventi concreti. Greta Thunberg intendeva esattamente questo. Ha parlato per la sua generazione e per i popoli del Sud del mondo, che devono pagare letteralmente il prezzo di questo continuo tergiversare da parte degli stati industrializzati.

Bolzano, 15.11.2021

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

Per le Olimpiadi invernali 2026 il governatore del Veneto Zaia e il sindaco di Cortina Ghedina vogliono il loro progetto di prestigio: riattivare e potenziare la pista “Monti” di bob. Un progetto costoso e devastante, aspramente contestato il 24 ottobre scorso dalla “marcia contro l’assalto alle Dolomiti” delle associazioni ambientaliste e alpinistiche dell’area dolomitica.

I costi sono esorbitanti: 80 milioni per il potenziamento e un deficit sicuro fino a un milione di euro all’anno per una struttura al servizio di uno sport che in tutta Italia ha appena 15 iscritti.

Zaia e Ghedina hanno annunciato più volte che anche Bolzano e Trento si faranno carico dei costi di gestione e del debito.

Affermazioni che in Sudtirolo sono cadute in un silenzio che molti interpretavano come smentita. Ma non è così!

Il gruppo Verde è venuto in possesso di una lettera di intenti al Comitato olimpico internazionale, in cui nel 2019 Kompatscher e Fugatti si sono impegnati a contribuire a coprire i costi di gestione e il deficit previsto per almeno 15 anni.

In Sudtirolo nessuno era stato informato di questo impegno.

Per fare chiarezza il Gruppo Verde ha presentato una interrogazione alla Giunta, allegando anche la “Lettera di intenti” che così diventa finalmente pubblica.

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

Il Consiglio provinciale ha discusso oggi 11 novembre la mozione presentata dal Gruppo Verde “I grandi eventi richiedono un ampio dibattito”, in cui si proponeva l’obbligo di coinvolgimento della popolazione sulle decisioni riguardanti la realizzazione di grandi eventi nelle nostre valli e sulle nostre montagne.
Il turismo nella nostra terra ha raggiunto cifre allarmanti di arrivi e pernottamenti. La macchina organizzativa e infrastrutturale per sostenerlo è enorme: strade, impianti di risalita, wellness, stanze sempre più grandi e lussuose, parcheggi sempre più grandi, ecc.
Tutto questo ha un impatto enorme sul clima e sulla qualità di vita delle persone residenti. I grandi eventi, come Olimpiadi e Mondiali, con il loro inevitabile effetto-calamita, spingono a una crescita ancora maggiore.
“Ma a che punto è consentito, anzi doveroso, dire basta?” ha chiesto la prima firmataria Brigitte Foppa nel corso del dibattito, in cui come spesso avviene, si è discusso in modo molto acceso sul turismo e il suo impatto economico ed ambientale.
“Proprio per questo, sui grandi eventi abbiamo il dovere di interpellare la popolazione che vive quotidianamente le conseguenze di questo sviluppo,” ribadiscono la consigliera e i consiglieri verdi.
Il consenso tra le file dell’opposizione era ampio. La maggioranza SVP-Lega Salvini ha bocciato la mozione.

 

Bolzano, 11/11/2021

Consiglieri Provinciali

Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE.

UNA PISTA DI BOB COSTOSA E IMPATTANTE

La riattivazione e il potenziamento in occasione delle Olimpiadi invernali 2026 della pista da bob “Monti” di Cortina d’Ampezzo, non a caso chiusa da oltre 10 anni, sono da tempo al centro della discussione in Veneto. Un vasto fronte di associazioni ambientaliste e alpinistiche ha organizzato il 24 ottobre scorso una “marcia per denunciare l’assalto alle Dolomiti” con un documento che così esordiva:” I prossimi giochi olimpici si stanno trasformando in una occasione per nuove devastazioni ambientali e spreco di risorse”.

Al centro della marcia stava proprio l’impianto “Monti”, opera impattante e costosa, destinata, a Olimpiadi finite, a un deficit strutturale a carico della collettività. La proposta di diverse associazioni è quella di utilizzare per le Olimpiadi la pista di Innsbruck.

Il sindaco di Cortina Ghedina e il governatore del Veneto Zaia puntano invece a utilizzare l’occasione delle Olimpiadi per far diventare l’impianto “una struttura di riferimento europeo “.

L’impianto attuale verrà riattivato, ampliato e potenziato secondo standard olimpici per adeguarlo, oltre al bob, anche allo slittino, allo skeleton e al parabob. Che farà deficit non è messo in dubbio neppure in Veneto: si discute solo sull’entità del passivo, con valutazioni ufficiali che oscillano tra i 500.000 e il milione di euro all’anno. Intanto i costi per la ristrutturazione girano intorno agli 80 milioni. Verrà utilizzato per soli quattro mesi all’anno, anche per attività che hanno più a che fare con l’attrazione turistica che con lo sport, tipo “taxi bob e discese con mezzi gonfiabili”.

Per difendere la dubbia sostenibilità economica del progetto, Ghedina a Zaia hanno più volte affermato che “Trento e Bolzano parteciperanno alla gestione post Olimpiadi”, spesa compresa (intervista a Ghedina del 13 ottobre scorso). In Alto Adige e Trentino finora queste affermazioni sono rimaste senza una risposta: la nostra speranza era che i Presidenti Kompatscher e Fugatti non avessero preso impegni e che quella di Ghedina e Zaia fosse solo propaganda.

Purtroppo, ci dobbiamo ricredere!

LA LETTERA DI INTENTI FIRMATA DA KOMPATSCHER E FUGATTI

Siamo infatti venuti in possesso di una “Lettera di intenti” firmata da Zaia per il Veneto, Ghedina per Cortina, Kompatscher per il Sudtirolo e Fugatti per il Trentino, indirizzata a Thomas Bach, presidente del Comitato olimpico internazionale e spedita il 29 marzo 2019, al momento di definire la candidatura per le Olimpiadi. In questa lettera ufficiale, che fa parte della documentazione valutata dal CIO sulla assegnazione della sede delle Olimpiadi 2026, la Provincia di Bolzano e quella di Trento si impegnano formalmente a farsi carico sia della gestione dell’impianto dopo le Olimpiadi, sia – esplicitamente! – a partecipare alla copertura del deficit.

La lettera spedita è in inglese, ma noi disponiamo anche del testo italiano.

Nella lettera si prevede “quale strumento per garantire la sostenibilità economica dell’impianto nel periodo successivo allo svolgimento dei Giochi, un accordo pluriennale tra Regione del Veneto, Comune di Cortina d’Ampezzo e Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige e la Provincia Autonoma di Trento”.

Queste le clausole degli impegni presi dalle istituzioni firmatarie:

le Parti si impegnano a sottoscrivere un accordo di durata pluriennale (almeno 15 anni), con cui regolare i rispettivi obblighi, anche di natura economica, nella gestione post olimpica dell’impianto, al fine di:

Ø  far divenire l’impianto un impianto di riferimento europeo per le Federazioni Nazionali che non dispongono di piste proprie per le attività di allenamento pre-competizioni e durante le pause delle competizioni stesse;

Ø  garantire una piena accessibilità dell’impianto per rafforzare e diffondere ulteriormente la pratica degli sport del bob e dello slittino, quali attività sportive tradizionali del territorio dell’area dolomitica;

Ø  garantire una programmazione congiunta relativa alla realizzazione dell’opera mediante la predisposizione di un piano economico finanziario che preveda sia il ricorso a strumenti di finanziamento pubblico per interventi infrastrutturali strategici, sia il ricorso a investimenti privati (…);

Ø  garantire la copertura di un eventuale deficit nella gestione economica dell’impianto stesso.

 

In sostanza: con questa firma la Provincia si è impegnata a partecipare per almeno 15 anni sia al finanziamento che alla copertura dei deficit della pista di bob di Cortina, oggetto di prestigio di Zaia e Ghedina, contestato da tutte le associazioni alpinistiche e ambientaliste delle Dolomiti.

 

Si chiede quindi alla Giunta provinciale:

  1. Il Presidente Kompatscher ritiene ancora valido l’impegno preso nella “Lettera di intenti” inviata a Thomas Bach, presidente del Comitato olimpico internazionale, il 29 marzo 2019 riguardante la pista Monti a Cortina?
  2. Di questi impegni ha discusso la Giunta provinciale? Se sì, in quale seduta e con quali esiti? La Giunta ha autorizzato il Presidente della Provincia a firmare la lettera di intenti?
  3. La Provincia di Bolzano ha valutato a quanto potrà ammontare il proprio contributo per le spese richieste dalla gestione della “Monti”? E come verrà coperto l’importo?
  4. È già stato firmato “l’accordo di durata pluriennale (almeno 15 anni)” previsto dalla lettera?
  5. Se sì, che cosa prevede esattamente tale accordo? Si chiede una copia di tale accordo, ai sensi dei diritti di accesso riconosciutici in quanto consiglieri/a provinciali nell’esercizio delle nostre funzioni.
  6. Se non è stato ancora firmato, quali sono i contenuti che la Provincia di Bolzano intende inserire per definire in modo chiaro i limiti del proprio impegno?
  7. Se non è stato ancora firmato alcun accordo, ritiene la Provincia di poter tornare sui propri passi, evitando di prendere impegni di finanziamento di qualsiasi tipo, viste le aspre critiche di cui il progetto di potenziamento della pista “Monti” è stata fatta oggetto da parte delle associazioni ambientaliste e alpinistiche?

 

Bolzano, 8 novembre 2021

 

Cons. prov.

Riccardo Dello Sbarba

Brigitte Foppa

Hanspeter Staffler

 

 ALLEGATO: “Lettera di intenti” firmata Zaia, Ghedina, Kompatscher e Fugatti, del 29 marzo 2019. Versione originale in inglese.

(Su richiesta si fornisce anche la versione in italiano predisposta dagli enti firmatari).