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INTERROGAZIONE.

Attualmente all’esame della Conferenza dei servizi in materia ambientale giace la domanda della “Wipptaler Bau” per la ripresa della coltivazione della cava “Lochen” in Val di Fleres, frazione Anichen, comune Brennero.

Il progetto (n. 13132PT) è stato trasmesso il 22 dicembre 2020 al Comune e ha un impatto rilevante: su un’area di 7,5 ha dovrebbe essere estratto materiale per 280.000 m3, con migliaia di viaggi di camion per trasportarle. Rumore e polveri sono un rischio sia per il modello di turismo sostenibile a cui la valle ha affidato da tempo il proprio futuro, sia per l’agricoltura, in particolare per le colture biologiche avviate con successo nell’ultimo decennio.

La procedura di autorizzazione è regolata dalla Legge provinciale n. 7 del 2003, “Disciplina delle cave e delle torbiere”. In questa legge, all’articolo 3 comma 2, si legge: “All’atto della presentazione della domanda di cui al comma 1 va allegata l’autorizzazione da parte del proprietario del suolo. L’ufficio provinciale competente per le cave e le miniere trasmette la domanda al comune territorialmente interessato, la cui commissione edilizia esprime un parere entro 30 giorni”.

Mentre in occasione di un precedente progetto del 2013 la popolazione era stata debitamente informata e consultata (e il progetto era stato bocciato dalla Commissione edilizia e poi definitivamente archiviato), stavolta del nuovo progetto gli abitanti di Anichen e della val di Fleres non sono stati informati e hanno preso atto della situazione a fatto compiuto, dopo il parere del 9 febbraio 2021 – stavolta di approvazione – della Commissione edilizia del comune.

La proprietà dell’area appartiene alla “Waldinteressentschaft Pflersch” con circa 142 soci: già informare queste 142 famiglie avrebbe significato informare praticamente tutta la valle.

E va ribadito un aspetto: essendo stato bocciato e poi archiviato (ci risulta su domanda della stessa Wipptaler Bau che ha dichiarato di voler rinunciare al suo progetto di allora) il precedente progetto, il progetto che ora porta il numero 13132PT è a tutti gli effetti un NUOVO progetto, poiché rispetto al passato (la cava non è più coltivata dal 1997) cambiano sia le caratteristiche del progetto stesso, sia perché tutt’intorno, a distanza di anni, la valle è profondamente cambiata ed ha scelto uno sviluppo economico e sociale che potrebbe essere gravemente danneggiato dalla ripresa dei lavori.

Essendo dunque un nuovo progetto, proposto in un nuovo contesto socioeconomico, non può essere fatta valere né l’informazione né eventuali pareri o autorizzazioni dati in precedenza su progetti a suo tempo bocciati e poi archiviati. La procedura su un nuovo progetto dovrebbe quindi essere ripresa dall’inizio.

Va infine rilevato che l’area della cava è inserita nel Piano provinciale delle zone di pericolo come zona rossa di rischio idrogeologico, cioè il livello di massimo rischio.

 

Tutto ciò considerato, si chiede alla Giunta provinciale:

SUL DIRITTO DELLA POPOLAZIONE AD ESSERE INFORMATA:

  1. Prima della decisione da parte della Commissione edilizia esisteva un dovere di informazione della popolazione della valle, o almeno dei confinanti, sul progetto citato? Se non esisteva, in base a quale normativa?
  2. Se invece esisteva questo dovere di informazione, questo è stato ottemperato e in che forma?
  3. Se non è stato ottemperato, ciò invalida la decisione della stessa commissione edilizia?

SULLA NECESSARIA AUTORIZZAZIONE DA PARTE DELLA “WALDINTERESSENTSCHAFT PFLERSCH”

  1. La legge provinciale 7/2003 prevede che ““All’atto della presentazione della domanda di cui al comma 1 va allegata l’autorizzazione da parte del proprietario del suolo”. Alla nuova domanda sul nuovo progetto per la cava Lochen era allegata questa “autorizzazione da parte del proprietario del suolo”, in questo caso la “Waldinteressentschaft Pflersch”? Se non era allegata, la domanda va considerata non valida?
  2. Se invece era allegata questa autorizzazione, in quale data questa autorizzazione è stata deliberata e/o firmata? Si tratta forse di una autorizzazione data alcuni anni fa (Delibera della Vollversammlung dell’anno 2015) sul progetto precedente, già bocciato dalla commissione edilizia e poi archiviato su richiesta stessa della società promotrice? Se così fosse, essendo l’attuale progetto a tutti gli effetti un NUOVO PROGETTO, l’autorizzazione data a un progetto precedente non dovrebbe essere considerata non valida e dunque non valida anche la domanda stessa?
  3. Se era allegata questa autorizzazione ed essa è stata deliberata/firmata in connessione col nuovo e attuale progetto, da quale organo della “Waldinteressentschaft Pflersch” è stata deliberata e/o firmata? Solo dall’Obmann, o dal consiglio di amministrazione, oppure dalla assemblea plenaria dei soci (Vollversammlung), o da chi altro?
  4. Il fatto che l’autorizzazione fosse deliberata e/o firmata dall’organo indicato nella risposta alla domanda precedente è in linea con quanto previsto dalla legislazione vigente in materia e/o con lo statuto stesso della “Waldinteressentschaft Pflersch”? Se sì, in base a quale normativa? Se no, l’autorizzazione – e quindi la domanda – deve essere valutata come non valida?
  5. In particolare, una autorizzazione per un progetto di questo genere non deve essere deliberata dalla assemblea plenaria (Vollversammlung) della “Waldinteressentschaft Pflersch” con una maggioranza dei 2/3 dei voti, come previsto dall’articolo 10 dello Statuto della stessa “Waldinteressentschaft Pflersch” e come del resto già accaduto nell’anno 2015 sul precedente progetto? Se c’era questo obbligo e non è stato ottemperato, l’autorizzazione – e quindi la domanda – deve essere valutata come non valida?
  6. Prima di dare la propria autorizzazione, l’organo della “Waldinteressentschaft Pflersch” che l’ha firmata/deliberata aveva almeno l’obbligo di informare con atti ufficiali i confinanti e/o i 142 soci della stessa “Waldinteressentschaft Pflersch”? Se no, in base a quali normative? E Se sì, ciò è avvenuto e come? Se c’era questo obbligo e non è stato ottemperato, l’autorizzazione – e quindi la domanda – deve essere valutata come non valida?

SUI PARERI TECNICI NECESSARI IN UNA “ZONA ROSSA”:

  1. Poiché l’area interessata dal progetto si trova in una zona rossa di rischio idrogeologico,
    1. Serve un parere geologico per autorizzare il progetto? Se sì, quando e da chi deve essere dato questo parere? Se deve essere presentato insieme alla domanda, è stato fatto? Se no, la domanda deve essere valutata come non valida o perlomeno carente?
    2. Serve una verifica di compatibilità idrogeologica? Se sì, quando e da chi deve essere fatta questa verifica? Se deve essere presentata insieme alla domanda, è stato fatto? Se no, la domanda deve essere valutata come non valida o perlomeno carente?

 

Bolzano, 7 maggio 2021

Cons. prov.

Riccardo Dello Sbarba

Brigitte Foppa

Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE.

La Giunta regionale con delibera n. 83 del 5 maggio 2021 ha nominato il nuovo CdA di Pensplan, di cui la Regione detiene il 97,3% della partecipazione. Lo statuto di Pansplan indica con precisione i requisiti che devono avere le persone nominate a dirigere questo importate strumento finanziato con denaro pubblico e chiamato a erogare importanti servizi alla popolazione. In particolare, l’articolo 19 comma 5 così recita:

“5. Oltre ai requisiti di onorabilità, professionalità e autonomia previsti dall’art. 11 del D.lgs. n. 175/16 e s.m., i componenti dell’Organo amministrativo devono aver operato nell’ambito dell’amministrazione, direzione o controllo in società, imprese pubbliche e/o private. Altrettanto qualificante, si considera l’attività di colui che oggettivamente sia particolarmente competente in determinate materie aventi attinenza o comunque funzionali al settore in cui opera la Società”.

Con la citata delibera la Giunta regionale ha nominato le seguenti persone negli organismi indicati:

Consiglio di Amministrazione di Pensplan Centrum S.p.A.:

  • dott.ssa Johanna Vaja – in qualità di Presidente;
  • dott. Matteo Migazzi – in qualità di Consigliere, dando indicazione al Consiglio di
  • Amministrazione di attribuirgli tutte le deleghe;
  • avv. Maurizio Roat – in qualità di Consigliere;

Collegio sindacale

  • dott. Antonio Borghetti – Presidente;
  • dott.ssa Viktoria Rainer – Sindaco effettivo;
  • dott. Egon Mutschlechner – Sindaco effettivo;
  • dott.ssa Lorenza Saiani – Sindaco supplente;
  • dott.ssa Vera Hofer – Sindaco supplente.

Nella delibera non vengono indicati i criteri per cui sono state scelte queste persone né i titoli che dimostrano che tali persone hanno i requisiti indicati dall’art. 19 comma 5 dello statuto di Pensplan. Neppure nella documentazione inviata dalla giunta alla commissione legislativa regionale competente per un parere su queste proposte era chiarito questo aspetto: alla commissione sono stati mandati semplicemente dei curriculum vitae, senza altro commento. E la commissione (col voto contrario del nostro gruppo Verde) ha votato semplicemente sì a questi nomi, senza redigere un documento di motivazione (come invece prevede la legge che parla di “parere motivato”).

Con la stessa delibera la Giunta regionale ha pensato bene di aumentare immediatamente i compensi spettanti a chi ricopre queste cariche. In particolare:

per il/la consigliere/a da 12.000 € a 14.999 €

per il/la presidente restano 50.000 €

per il/l’amministratore/trice delegato/a da 55.000 € a 69.999 €

Tenendo conto che diversamente dal passato, nel nuovo CDA i ruoli di presidente e amministratore delegato saranno separati, e che quest’ultimo sommerà il compenso di AD con quello di consigliere, si ha il seguente aumento del costo del CDA: da 129.000 € a 150.000 € all’anno.

Anche per questa scelta la delibera 83/2021 non offre nessuna motivazione.

Si interroga pertanto la Giunta regionale per sapere:

  1. Le persone nominate nel CDA di Pansplan hanno i requisiti indicati dall’articolo 19 comma 5 dello Statuto? Si chiede, per ogni singola persona nominata, di indicare fatti ed elementi che dimostrino il possesso di tali requisiti e cioè: Hanno operato nell’ambito dell’amministrazione, direzione o controllo in società, imprese pubbliche e/o private? Hanno svolto attività che attestino che queste persone sono particolarmente competenti in determinate materie aventi attinenza o comunque funzionali al settore in cui opera la Società?
  2. Quale motivazione ha l’aumento dei compensi dei componenti del CDA? Si chiede la motivazione per le singole cariche e una motivazione anche per l’aumento del costo dell’intero CDA.
  3. Risulta che uno dei nominati è dipendente della Regione, in particolare è Capo della Segreteria del Presidente. Esiste anche in Regione la norma. O la consuetudine, secondo la quale un dipendente dell’ente se viene nominato in un CDA di una società partecipata dall’ente stesso svolge questo suo incarico GRATUITAMENTE?

 

Bolzano, 10/05/2021

Cons. reg.

Riccardo Dello Sbarba

Brigitte Foppa

Hanspeter Staffler

Lucia Coppola

CONFERENZA STAMPA.

La Giunta provinciale sta per approvare un “Programma di sviluppo turistico” che darà di nuovo il via libera alla moltiplicazione di strutture e letti. Criterio per autorizzare gli ampliamenti sarà la classificazione di ogni comune in base al grado di sviluppo turistico. La cosa più assurda: la Giunta usa ancora la classificazione fatta ben 14 anni fa! Come se in questo periodo il panorama turistico non fosse completamente cambiato. Nella mozione che verrà trattata in questa sessione del Consiglio, il Gruppo Verde chiede alla Provincia di rivedere con urgenza questa classificazione alla luce dei dati attuali.

 

Un mese fa la Giunta provinciale ha approvato il nuovo “Regolamento sull’ampliamento dei pubblici esercizi” (delibera n. 203 del 2 marzo 2021). Qui vengono indicati i criteri che saranno alla base del “Programma per lo sviluppo del turismo” che la Giunta approverà entro l’estate 2021 e con il quale (dopo l’attuale breve stop) la Provincia darà di nuovo il via libera all’ampliamento anche quantitativo degli esercizi, compreso l’aumento del numero dei letti. Un parametro fondamentale per la realizzazione di nuovi letti turistici è la classificazione dei Comuni a seconda del loro grado di sviluppo turistico: a seconda che i diversi Comuni siano classificati come “fortemente sviluppati”, “sviluppati” o “economicamente depressi” avranno più o meno possibilità di aumentare la capacità ricettiva.

E qui sta la sorpresa: il Gruppo Verde ha esaminato attentamente la delibera di approvazione del “Regolamento sull’ampliamento dei pubblici esercizi” ed ha scoperto che anche in questo nuovo Regolamento la Provincia continua ad applicare pari pari la identica classificazione di sviluppo turistico dei Comuni fissata nel 2007! Come se in questi 14 anni nulla fosse cambiato!

Invece in questo periodo il panorama turistico ha subito una autentica rivoluzione, che la mozione del Gruppo Verde dimostra sulla base delle più recenti statistiche. Comuni classificati nel 2007 e anche oggi come “depressi” hanno conosciuto invece un vero boom di pernottamenti e strutture (Glorenza + 147%, Prato allo Stelvio + 67% ecc…), e lo stesso è accaduto in diversi comuni classificati come “sviluppati” (Avelengo + 105%, Marebbe + 46%…), mentre molti altri hanno perso capacità ricettiva. Anche in cima alla classifica degli “altamente sviluppati” si sono avute ascese e discese, con l’antica regina Merano che è stata scavalcata da diversi comuni delle Dolomiti.

“È assurdo voler decidere il futuro turistico dei comuni sulla base di un quadro vecchio di 14 anni che non corrisponde più alla realtà!” commenta il primo firmatario Riccardo Dello Sbarba.

Con questa mozione Il Gruppo Verde impegna la Giunta provinciale a rivedere al più presto la classificazione dei Comuni aggiornandola alla situazione attuale, prima di elaborare il “Programma per lo sviluppo del turismo” e di affidare a un gruppo tecnico il compito di preparare la base analitica necessaria per questa rielaborazione.

 

BZ, 10.05.2021

 

Cons.prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

CONFERENZA STAMPA.

In una mozione che verrà presentata nel corso della settimana di Consiglio provinciale dall’11 al 14 maggio, il Gruppo Verde propone di favorire e incentivare maggiore trasparenza sui prodotti alimentari utilizzati nelle mense pubbliche.

Lo scandalo del giugno 2020 attorno al focolaio di Covid-19 esploso nel mattatoio Tönnies nel Nordreno-Vestfalia in Germania ci ha mostrato come possano essere terribili le condizioni di lavoro e di vita di persone e animali in quei luoghi. In questa triste occasione tante cittadine e tanti cittadini altoatesini hanno anche appreso che la carne venduta nei banchi delle nostre macellerie dei supermercati non proviene da animali allevati e macellati sul territorio altoatesino, ma invece da grandi mattatoi di altri Paesi europei. I certificati di qualità dei prodotti animali non aiutano e danno anzi un falso senso di sicurezza.

Sempre più persone però vogliono sapere da dove viene il cibo che acquistano e che consumano. Dichiarare in modo trasparente da dove provengono i prodotti dà alle consumatrici e ai consumatori una grande libertà di scelta ed è vantaggioso anche per le ditte produttrici: le aziende che puntano sulla trasparenza vengono guardate con grande interesse. E anche l’agricoltura locale ne trarrebbe grande beneficio. Per lo meno nei negozi le consumatrici e i consumatori hanno la possibilità di vedere la provenienza della bistecca sulla confezione. Nelle mense, invece, per le pietanze che vengono servite pronte, questo non è possibile.

“Nella nostra mozione chiediamo di dichiarare la provenienza dei prodotti di origine animale usati nelle mense pubbliche. Sarebbe un primo passo nella giusta direzione. In altri paesi come la Svizzera si fa già, e con grande apprezzamento, anche nella ristorazione privata” spiega Brigitte Foppa.

Una proposta simile è stata già discussa a ottobre 2019. Allora la maggioranza aveva rifiutato la proposta con grande convinzione. Siamo curiosi di vedere se nel frattempo le cose, e le posizioni, sono cambiate.

Allegati:
Mozione Indicazioni nei menù delle mense sui prodotti di origine animale utilizzati
Verbale discussione 2019

 

BZ, 10.05.2021

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA PER LA FESTA DELL’EUROPA.

Domenica 9 maggio è la Festa dell’Europa. Molti dei vantaggi dell’Unione Europea sono diventati talmente ovvi per tutte e tutti noi che ce ne rendiamo conto solo quando vengono brevemente sospesi. Un esempio fra tutti: le frontiere aperte. Lo abbiamo sperimentato di persona l’anno scorso quanto sia ormai assurdo quando ogni stato prende decisioni per conto suo riguardo ai propri confini (ma non solo).

Ma non sono solo le pandemie a poter essere gestite meglio se si è uniti piuttosto che da soli. A livello globale siamo davanti a sfide che vanno affrontate su grande scala: la distruzione del nostro ambiente, l’uso dei nostri dati su Internet, l’avanzata dell’intelligenza artificiale, le bugie di una parte della politica raccontate sistematicamente come “fatti alternativi”, le condizioni disumane con cui vengono creati e forniti prodotti e servizi e l’erosione dello stato di diritto – per citarne giusto sei.

Sono tutti problemi che le madri e i padri della nostra Costituzione non conoscevano, perché sono sorti o diventati più urgenti solo negli ultimi anni. Oggi, invece, sono in cima all’agenda e definiscono la tabella di marcia. Così, un gruppo di persone raccoltesi intorno all’autore e avvocato tedesco Ferdinand von Schirach ha lanciato un’iniziativa per aggiungere sei nuovi diritti fondamentali alla Costituzione europea (vedi riquadro sotto e la petizione) che coprono questi sei temi di stringente attualità: ambiente, autodeterminazione digitale, intelligenza artificiale, verità, globalizzazione, ricorso per i diritti fondamentali.

Se questi nuovi diritti fondamentali venissero incorporati nella Costituzione europea, sarebbe niente meno che una rivoluzione. Una rivoluzione che ogni cittadino e ogni cittadina (#JederMensch) dell’UE può attualmente sostenere online. L’unica domanda è: quando, se non ora, Europa?

Bolzano, 9.05.2021

Il Gruppo Verde in Consiglio provinciale

6 nuovi diritti fondamentali per l’UE

  1. Ambiente: Ogni persona ha il diritto di vivere in un ambiente sano e protetto.
  2. Digitale Selbstbestimmung: Jeder Mensch hat das Recht auf digitale Selbstbestimmung. Die Ausforschung oder Manipulation von Menschen ist verboten.
    „Das Internet und vor allem die sozialen Medien erleichtern unser Leben, bergen jedoch auch viele Risiken. Umso wichtiger ist es, dass #JederMensch jederzeit die alleinige Kontrolle über seine persönlichen Daten hat“ – Hanspeter Staffler.
  3. Intelligenza artificiale: Ogni persona ha diritto ad algoritmi trasparenti, verificabili ed equi. Decisioni fondamentali devono essere prese dall’essere umano.
  4. Verità: Ogni persona ha il diritto di sapere che le affermazioni di chi ci guida corrispondano alla verità.
    “Chi governa ha il dovere e la responsabilità di dire la verità, di portare fatti concreti e non solo annunci, false promesse e vuota propaganda. Ne va della fiducia della gente nella democrazia” – Riccardo Dello Sbarba. #JederMensch
  5. Globalisierung: Jeder Mensch hat das Recht, dass ihm nur solche Waren und Dienstleistungen angeboten werden, die unter Wahrung der universellen Menschenrechte hergestellt und erbracht werden.
    „Damit #JederMensch durchschauen kann, woher das kommt, was er oder sie kauft, müssen Unternehmen Menschenrechts- und Umweltstandards einhalten – entlang der gesamten Lieferkette“ – Brigitte Foppa.
  6. Grundrechtsklage: Jeder Mensch kann wegen systematischer Verletzungen dieser Charta Grundrechtsklage vor den Europäischen Gerichten erheben.

Il conflitto tra Ingemar Gatterer e la sua SAD SpA da una parte e l’amministrazione provinciale con il Presidente Arno Kompatscher dall’altra, ci ha fornito già innumerevoli cause giudiziarie e altrettante schermaglie mediatiche a volte persino curiose. La causa della lite è il denaro, molto denaro, e questioni relative alla futura gestione del trasporto pubblico in Alto Adige. Inoltre oggetto di lite sono altresi gli autobus, le rimesse, i treni e, naturalmente, l’interesse pubblico che questi beni, finanziati con i soldi pubblici, rimangano di proprietà pubblica.

A partire dal 19 maggio la soc. pubblica “Strutture Trasporto Alto Adige SpA” STA dovrebbe gestire la funivia e la ferrovia a del Renon, nonché la funicolare della Mendola, ed è bene che l’amministrazione provinciale faccia tutto il possibile per difendersi dal comportamento, a volte persino arrogante, del concessionario uscente.

Tuttavia, questa disputa non riguarda solo immobili e milioni, ma coinvolge soprattutto i dipendenti della SAD SpA, che sono attualmente impiegati presso queste tre ferrovie e che non sanno cosa succederà loro dopo il 19 maggio. Sono ridotti a una pedina tattica e a un mezzo per esercitare pressione in queste trattative. Questo lo troviamo inaccettabile.

Il tentativo di conciliazione avviato su iniziativa dei sindacati presso l’Ufficio del Lavoro di Bolzano è attualmente in corso e il prossimo incontro con i rappresentanti di SAD e STA avrà luogo lunedì prossimo.

Noi Verdi ci appelliamo al buon senso di tutte le parti coinvolte, e in particolare al “CEO” della SAD SpA Ingemar Gatterer, per trovare una soluzione consensuale in merito alla gestione dei rapporti di lavoro nell’interesse dei dipendenti. Il futuro dei dipendenti e quindi anche delle loro famiglie non deve diventare “merce di scambio” nella faida sul trasporto pubblico. Un trattamento del genere non se lo meritano.

Felix von Wohlgemuth
Co-Portavoce
Verdi Verdi Vërc

ANFRAGE ZUR SCHRIFTLICHEN BEANTWORTUNG.

Auf Initiative der Agentur für Bevölkerungsschutz und in enger Zusammenarbeit mit den betroffenen Gemeinden wurden in zweijähriger Arbeit gemeinsam mit Akteur:innen der Landesverwaltung, der Verbände und Vereine Maßnahmen zur Erstellung eines Managementplans für das Gebiet der Etschtalsohle von der Töll bis nach Salurn erarbeitet.
Daraus entstanden ist der bislang größte Plan Südtirols, der sogenannte Flussraummanagementplan Etsch (2018). Das Ergebnis dieses fächerübergreifenden Flussraummanagementplanes und der erarbeitete Maßnahmenkatalog dienen letztendlich der Risikoreduktion sowie der Erhaltung und Verbesserung dieses wertvollen Lebens- und Wirtschaftsraumes.
Unter den Maßnahmen zu „Hochwasserschutz der Siedlungsgebiete, Infrastrukturen und landwirtschaftliche Flächen unter Berücksichtigung der künftigen Raumentwicklung“ wird mit hoher Priorität die Maßnahme „Entwicklung eines Konzeptes zur Optimierung und Verbesserung der Entwässerung in Sinich“ (A.5.1) angeführt.
Die Gemeinde Meran hat am 29.07.2020 eine Machbarkeitsstudie für gezielte Wasserbauwerke zur Ableitung der oberflächigen Gewässer vorgestellt, um den Ausbau des Netzes zur Regenwasserentsorgung zu planen und so den Wasserfluss bei Regenfällen steuern zu können. Bereits 2018 hatte die Gemeinde den Auftrag erteilt, ein detailliertes Bild der hydrogeologischen Gegebenheiten zu erstellen.
Landesrat Giuliano Vettorato teilt am 17.03.2021 in seiner Antwort auf die Anfrage Nr. 1433/21 mit: „Il Comune di Merano ha già commissionato diversi studi ingegneristici e idrogeologici per venire a conoscenza della situazione della falda e delle sue oscillazioni nel corso degli anni. […] In data 11 marzo 2021 si è svolta una conferenza di servizi del Comune a Sinigo sull’argomento gestione falda. Oltre ai rappresentanti della Amministrazione Comunale vi hanno partecipato i tecnici incaricati delle perizie tecnico/idrauliche e idrogeologiche Ing. Patscheider e dott. Geol. Dessì, rappresentanti del Centro di Sperimentazione Laimburg, dell’Ufficio Sistemazione bacini montani sud e del Consorzio di Bonifica Foce Passirio Foce dell’Isarco. Per la Provincia ha partecipato il Dott. Fabio de Polo, Direttore dell’Ufficio Sistemazione bacini montani sud. […] Attualmente sia l’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima che l’Area funzionale bacini montani non hanno la possibilità di prevedere dei finanziamenti per un simile progetto. Allo stesso tempo non sono previsti in questo momento finanziamenti provenienti dal recovery fund“.
Das Bonifizierungskonsortium Passer-Eisackmündung gibt auf seiner Website bekannt, dass die Zuständigkeiten des Konsortiums vom Land genehmigt werden („La Provincia Autonoma di Bolzano ha approvato il piano il giorno 15 dicembre 2016“) und veröffentlicht einen entsprechenden Plan, einschließlich technischem Bericht.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Welche Bestimmungen gelten für Bonifizierungsgräben bezüglich Instandhaltung, Distanz zu Infrastrukturen und Kulturpflanzungen?
  2. Wann wurde der Grenzverlauf des Bonifizierungskonsortiums Passer-Eisackmündung innerhalb des Meraner Gemeindegebiets zum letzten Mal abgeändert? Und von wem?
  3. Aus welchen Gründen fallen die Kanäle und Gräben oberhalb des Vittorio-Veneto-Platzes, 24. Mai-Straße, Battisti- und Sauro-Straße nicht in die Zuständigkeiten des Bonifizierungskonsortiums?
  4. Wer ist für die Gießengräben orografisch rechts vom Naifbach zwischen Romstraße, Untermaiser Handwerkerzone und Bahnlinie zuständig? Warum ist laut „capitolo 7.1, relazione tecnica, Piano di Classifica“ das Bonifizierungskonsortium ausschließlich für den „allacciante Maia Bassa“ zuständig?
  5. Wer ist für den Graben entlang der Eisenbahnlinie zwischen Untermaiser Handwerkerzone und Fermistraße zuständig?
  6. Wer kontrolliert die ordnungsgemäße Instandhaltung der Gräben und Kanäle, die nicht in die Zuständigkeit des Bonifizierungskonsortiums fallen?
  7. Wie funktioniert die Zuweisung von neuen Gräben? Welche Rechte und Pflichten gehen mit der Übernahme solcher Gräben einher? Wie viel Beiträge werden jährlich für die Instandhaltung dieser Gräben an die Konsortien ausbezahlt?
  8. Der Landesverwaltung ist u.a. aus dem Flussraummanagementplan Etsch und aus der letzten Dienststellenkonferenz vom 11 März 2021 hinlänglich bekannt, dass die Entwässerung im Meraner Stadtviertel Sinich optimiert werden muss. Welche Maßnahmen hat die Landesverwaltung über die Agentur Landesdomäne und den Agrarbetrieb Laimburg auf den eigenen Grundstücken umgesetzt, um zu einer Verbesserung der Entwässerung beizutragen? Welche weiteren Maßnahmen sind geplant und bis wann?
  9. Wird es als notwendig erachtet bestehende Kanäle wieder in Betrieb zu nehmen bzw. neue Kanäle anzulegen? In wessen Zuständigkeit fallen dann diese?
  10. Welches sind die Gründe, warum die Landesverwaltung bisher keine Mittel für eine Verbesserung der Entwässerung in Sinich vorgesehen hat? Warum war dies nicht für den Recovery Fund vorgesehen?
  11. Unter welchen Voraussetzungen übernimmt das Land die Kosten für Anlagen zur besseren Entwässerung in Sinich? Zu welchen Anteilen?
  12. Gibt es für die Landesverwaltung die Möglichkeiten, im Haushalt Mittel für die Verbesserung der Entwässerung in Sinich für die Gemeinde Meran bereitzustellen?

 

Bozen, 05.05.2021

Landtagsabgeordnete
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

MOZIONE.

Con il senno di poi il manifesto dell’OMS, pubblicato nel 2018, in alcune parti è quasi profetico. È intitolato “Managing epidemics. Key factors about major deadly diseases” e descrive il rischio globale derivante dalle pandemie nel XXI secolo. Esse rischiano di espandersi più velocemente che mai, dato che le nostre mutate condizioni di vita offrono loro terreno fertile.

Tre anni dopo ci ritroviamo appunto nel mezzo di una simile pandemia e siamo prevalentemente intenti a contrastare in tutti i modi il coronavirus. In tutto ciò il dibattito pubblico è dominato da come arrestare la diffusione del virus e rimuovere quanto prima le misure di contenimento. Più marginalmente si discute anche di come prevenire e curare i decorsi più gravi della malattia. A tale riguardo ci sono alcuni dati interessanti. Da alcune ricerche svolte dal settimanale tedesco “Die Zeit” è emerso che nel 30% dei pazienti e delle pazienti ricoverate per Covid il virus è stato diagnosticato solo casualmente. Si tratta per lo più di vittime di incidenti o donne in gravidanza, ricoverate in clinica per altri motivi ma che statisticamente figurano tra i pazienti ricoverati causa Covid. Questo ci permette di dedurre alcune cose. Più persone di quanto si pensasse riescono a superare la malattia da sole senza trattamento medico e senza complicazioni. Si tratta perlopiù di persone sane e senza patologie pregresse. Parallelamente viene da chiedersi quali persone siano a rischio di un decorso grave. Sappiamo che vi rientrano gli individui con determinate patologie pregresse come obesità, diabete, ipertensione ecc.

Considerato che dovremo convivere ancora per parecchi anni con il coronavirus, come affermato di recente dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), è giunto il
momento di pensare alla prevenzione. Finora è stato fatto poco per proteggere la popolazione dal diventare pazienti a rischio. Molte persone potrebbero invece essere tutelate preventivamente
da un decorso grave. Ed è proprio questo il compito di un’amministrazione. Public health significa appunto tutelare attivamente e preventivamente la popolazione. Studi internazionali, tra cui anche dell’OMS, confermano il successo di un simile lavoro di prevenzione. Tali strategie sono già affermate e permettono di risparmiare soldi pubblici nel lungo termine.

Considerato che, a quanto pare, viviamo nell’“epoca delle pandemie”, anche in Alto Adige dobbiamo sviluppare una strategia per rendere la nostra provincia più resiliente nella gestione di queste
malattie. L’OMS da tempo chiede che vengano elaborati dei piani d’azione globale per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili come il diabete. La Finlandia e l’Austria sono tra i
Paesi che hanno un piano di questo tipo. Anche il sovrappeso e la sedentarietà possono e devono essere contrastati a livello politico. Ricercatori e ricercatrici in Gran Bretagna hanno scoperto in
uno studio svolto già ad aprile 2020 che, tra i pazienti britannici, il sovrappeso aumenta di quattro volte il rischio di decesso dovuto al coronavirus. Uno studio francese è giunto alla conclusione che i Paesi dell’OCSE soffrono particolarmente a causa del coronavirus dato che spesso hanno una popolazione sovrappeso. Secondo gli scienziati e le scienziate la risposta al virus da parte degli
Stati e dei Paesi dovrebbe essere soprattutto quella di avere un occhio di riguardo per la salute della popolazione.

Si tratta di una sfida intersettoriale che va oltre le competenze dell’Azienda sanitaria e coinvolge anche l’agricoltura, l’urbanistica, la tutela dell’ambiente, il traffico, il sociale e l’istruzione.

L’OMS parla infatti di un approccio “Health in all policies”. Ogni decisione politica deve considerare anche le ripercussioni che questa può avere sulla salute, per evitare danni collaterali di tipo sanitario e migliorare lo stato di salute della popolazione.

Il Covid ci accompagnerà ancora per un bel po’. I vaccini allevieranno la situazione. Dobbiamo però anche considerare che non sarà l’ultima pandemia che incontreremo nella nostra vita. Nel lungo termine la situazione attuale ci può insegnare molte cose: in particolare come una popolazione forte e sana possa contrastare un virus.

Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica pertanto la Giunta provinciale

  1. di prevedere obbligatoriamente nell’iter di tutti i progetti politici un’analisi dell’impatto che essi hanno sulla salute della popolazione sotto forma di un approccio “Health in all policies”, come raccomandato dall’OMS;
  2. di elaborare, come raccomandato dall’OMS, un piano di azione per la prevenzione del diabete in Alto Adige che contenga indicazioni operative concrete;
  3. di elaborare un elenco di criteri relativo alla “Corporate Health Responsibility” nel quale vengano raccolte misure per un comportamento responsabile sotto il profilo sanitario da parte
    delle aziende dell’Alto Adige;
  4. di aumentare i contributi provinciali per la ristorazione collettiva pubblica a condizione che i gestori/le gestrici investano queste risorse in prodotti a filiera corta, biologici e prodotti in
    modo equo;
  5. di aumentare le ore di educazione fisica nelle scuole elementari, medie e superiori ad almeno tre unità settimanali o, in alternativa, a estendere l’insegnamento integrativo di educazione fisica a tutte le scuole elementari, medie e superiori, in modo che in ogni grado scolastico sia prevista obbligatoriamente un’offerta sportiva extrascolastica almeno una volta a settimana;
  6. di inserire obbligatoriamente nel calendario scolastico delle scuole elementari, medie e superiori dell’Alto Adige un progetto incentrato sull’alimentazione.

 

Bozen, 05.05.2021

 

Consiglieri provinciali

Brigitte Foppa

Hanspeter Staffler

Riccardo Dello Sbarba

ANFRAGE ZUR AKTUELLEN FRAGESTUNDE.

Am 21. April wurde auf Rai Südtirol in der Sendung „Land und Leben“ von einer Zusammenarbeit des Viehvermarktungskonsortiums KOVIEH und der Supermarktkette Poli berichtet. Die Marke „KOVIEH“ bewirbt das Projekt mit den Worten „Hinter diesem Fleisch steht eine Südtiroler Bauernfamilie mit ihrem Hof. Dort wurde das Tier geboren und mit Kuhmilch aufgezogen und dort durfte es sich im Freien austoben“ Im Bericht erfährt man dann aber, dass die 20 bis 30 Monate alten Tiere bei einer Versteigerung erworben und dann im Stall, (ohne Auslauf?), drei bis sieben Monate gemästet werden. Ihr Futter besteht aus 20 % Heu und 80 % Getreidemastfutter. Dieses Getreidemastfutter wird fast ausschließlich importiert.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Wie ist importiertes Getreidefutter mit dem Versprechen lokaler Qualitätsmast zu vereinbaren?
  2. Wie viel Prozent des Getreidefutters werden importiert? Von wo stammen die Importe?
  3. Ist das importierte Getreidefutter frei von Gentechnik?
  4. Wie ist so eine Rindermast mit den geltenden Gesetzen zum Flächenverhältnis GVE/Hektar möglich?
  5. Wie kann es sein, dass Fleisch unter der „KOVIEH“-Marke verkauft wird, das nicht die eigenen Qualitätsstandards erfüllt? Wir bitten dabei insbesondere auf die folgenden Punkte einzugehen: „Am Hof geboren“, „Alpung“ und „im Freien austoben“.

Bozen, 05.05.2021

Landtagsabgeordnete
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

ANFRAGE ZUR AKTUELLEN FRAGESTUNDE.

In Medienberichten vom 05.05. lesen wir von einer Strategie, mit denen das Blockheizkraftwerk in Sand in Taufers neue Fahrt aufnehmen will: Die Kraftwerke, in unmittelbarer Nähe zu einem Wohngebiet, sollen mittels tierischer Fette beheizt werden, gewonnen aus Schlachtabfällen, die von „weit her“ nach Sand in Taufers gebracht werden sollen.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Woher kommen die Schlachtabfälle, mit denen die Blockheizkraftwerke „gefüttert“ werden sollen?
  2. Wie kann garantiert werden, dass es bei der Verbrennung von tierischen Fetten tatsächlich keine Dioxine austreten?
    a. Ist eine Temperatur von über 450 Grad Celsius stets und ohne Schwankungen gewährt?
    b. Gibt es externe Kontrollen zu Temperatur und Brennvorgang? Von wem?
  3. Wie ist die CO2-Bilanz beim Verheizen von tierischen und wie jene von anderen Fetten? Wir bitten um einen detaillierten Vergleich.
  4. Wie kann ausgeschlossen werden, dass in den Aschen und Schlacken Gift- bzw. Schadstoffe aus der Tierhaltung verbleiben?
  5. Kann ein:e Abnehmer:in der Fernwärme, der/die aus ethischen Gründen diese Praxis ablehnt, auf andere Brennstoffe zurückgreifen?

Bozen, 05.05.2021

Landtagsabgeordnete
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler