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DISEGNO DI LEGGE Nr. 64/20.

Introduzione

In Alto Adige i progetti che hanno un impatto sull’ambiente devono essere, secondo le dimensioni e la tipologia, sottoposti a valutazione d’impatto ambientale o approvati con procedura cumulativa.

In entrambi i casi, in base a uno studio d’impatto ambientale o all’analisi della documentazione del progetto, l’autorità competente identifica i possibili effetti negativi sull’ambiente e, se il progetto è autorizzabile, definisce misure a tutela della natura, del paesaggio e dell’ambiente. Secondo l’attuale prassi amministrativa l’autorità competente può anche prescrivere al proponente di provvedere a una supervisione ambientale.

Le misure di tutela ed eventualmente la supervisione ambientale sono parte integrante dell’autorizzazione e il proponente deve attenervisi. Dopo il completamento dei lavori, spetta all’autorità competente accertare che le prescrizioni ambientali siano state correttamente osservate.

Quadro normativo

In Alto Adige la valutazione ambientale per piani, programmi e progetti è disciplinata dalla legge provinciale 13 ottobre 2017, n. 17 (legge sulla VIA). La legge sulla VIA recepisce e integra sia
direttive e regolamenti europei sia norme statali e decreti ministeriali.

L’ufficio valutazioni ambientali dell’Agenzia provinciale per l’ambiente svolge tutte le procedure relative alla valutazione ambientale strategica (VAS), alla valutazione d’impatto ambientale (VIA) e alle procedure cumulative. L’ufficio effettua inoltre le verifiche di assoggettabilità a VIA e offre consulenza per cittadine, cittadini, imprese e per tutti gli interessati.

Criticità

In alcuni casi, durante i lavori si è rivelato difficile rispettare le prescrizioni ambientali nella forma prevista. In tali casi, le possibili varianti e alternative dovrebbero essere definite in loco in modo
rapido e professionale, e ciò è possibile solo con una supervisione ambientale dei lavori. Spesso le deviazioni dalle prescrizioni si possono in seguito correggere ovvero compensare solo a costi ben
più alti.

Durante la fase di costruzione, quasi quotidianamente bisogna prendere decisioni riguardo a piccoli habitat ed elementi del paesaggio. Spesso lo studio d’impatto ambientale o il rapporto ambientale non possono tener conto di questi habitat per ragioni di scala. Pertanto, in una certa misura essi vengono ignorati. Non ci si può aspettare né dalla direzione lavori né dall’impresa esecutrice che esse prima riconoscano il valore di questi piccoli habitat e poi, di propria iniziativa, prendano le necessarie misure di tutela.

Spesso manca una supervisione ambientale, soprattutto per i progetti con procedura di approvazione cumulativa, così durante i lavori si verificano danni all’ambiente. Questa lacuna potrebbe essere colmata introducendo la supervisione ambientale obbligatoria per qualsiasi progetto. Proposta di soluzione

Al fine di garantire la qualità nell’attuazione delle misure ambientali, il proponente è obbligato a commissionare una supervisione ambientale per ogni progetto soggetto a VIA o per progetti con
procedura di approvazione cumulativa.

La funzione primaria della supervisione ambientale è monitorare l’attuazione delle misure ambientali e, se necessario, discutere in loco con la direzione lavori proposte di miglioramento o soluzioni alternative.

La supervisione ambientale ha inoltre la funzione di discutere in loco le questioni riguardanti i piccoli habitat o gli elementi paesaggistici e di definire, insieme alla direzione lavori, le misure di protezione, ripristino o sostituzione.

La supervisione ambientale ha in ogni caso la funzione d’impedire che sul cantiere vengano danneggiate o distrutte le specie comprese nella lista rossa nonché gli habitat e le specie animali e
vegetali protetti dalla legge provinciale 12 maggio 2010, n. 6, “Legge di tutela della natura”. E anche in questo ambito, laddove necessario, essa ha la funzione di definire con la direzione lavori, a spese del proponente, adeguate misure di protezione, ripristino o sostituzione.

Bolzano, 14.10.2020

Consigliere provinciale

Hanspeter Staffler

Qui potete scaricare il disegno di legge  completo e il  Parere del Consiglio dei Comuni.

INTERROGAZIONE

Durante la settimana 29.06 – 4.07.2020 presso il cantiere per la costruzione del nuovo impianto a fune che collega malga Frommer al rifugio Coronelle aperto dalla Latemar-Carezza s.r.l. si è staccata una frana di notevoli dimensioni. La massa di terreno, a causa dell’elevato contenuto di acqua, si è propagata verso valle per diverse centinaia di metri, attraversando la strada forestale/sentiero estivo che conduce al rifugio Coronelle da malga Frommer. Questa massa di terreno ha arato il suolo asportando il cotico erboso e lasciando un profondo solco, largo qualche decina di metri e profondo dai 2 m ai 4 m lungo il versante, alterando il paesaggio alpino in questa porzione del gruppo del Catinaccio.

La zona da dove si è originato il movimento franoso si trova a una decina di metri dal confine dell’area tampone della zona definita Dolomiti Patrimonio mondiale UNESCO e a 80 m dalla zona “core”; inoltre si trova a 40 m dal sito Natura 2000 IT3110029, nei pressi del Parco Naturale Catinaccio-Sciliar. La frana alla fine del suo percorso è entrata in una zona di verde alpino e pascolo caratterizzata da una tutela paesaggistica, oltre che essere zona tampone UNESCO (Figura). Questo dimostra il notevole valore paesaggistico e naturalistico dell’area, tanto è vero che stato riconosciuto nel Patrimonio mondiale UNESCO proprio per il valore paesaggistico e per le peculiari formazioni geologiche.
Durante la propagazione la frana ha lambito la zona di tutela III della sorgente Niger, istituita in data 8/9/2008 ai sensi dell’art. 18 della LP del 18/06/2002 e succ. modifiche.

Si chiede pertanto:

  1. È stato controllato e confermato dalle autorità competenti che in nessun modo il cantiere invada l’area UNESCO buffer/core come fra l’altro annotato nella relazione del Geometra Nobile?
  2. Sono state picchettate e recintate tutte le aree oggetto di movimenti di terra e le aree di cantiere d’intesa con l’Autorità Forestale competente prima dell’inizio dei lavori? È inoltre stato controllato che le aree di deposito provvisorio di materiale da scavo ricadano all’interno delle aree di cantiere picchettate e recintate? (Punto 3 del parere allegato)
  3. In base a quale deroga le macchine escavatrici erano presenti nei pressi della stazione a monte prima della fine di maggio come documentato anche fotograficamente visto che, in conformità alla relazione ambientale, dovevano essere evitati i lavori al di sopra della linea di bosco nel periodo antecedente l’inizio di giugno, in considerazione della stagione di canto del gallo forcello? (Punto 4 del parere allegato)
  4. Dalla documentazione fotografica non si evince che sia stato posizionato un cavo aereo aggiuntivo dotato di dispositivi di segnalazione visiva. Come si intende ottemperare la prescrizione in conformità alla valutazione di incidenza del 11.02.2019, allo scopo di ridurre il rischio di collisione da parte degli uccelli? (Punto 6 del parere allegato)
  5. Come si intende gestire il rinverdimento, per il quale il cotico erboso sarebbe dovuto essere rimosso asportando le zolle intere, da conservare adeguatamente e riposizionare a regola d’arte al termine dei lavori, se queste sono state asportate dalla frana? (Punto 8 del parere allegato)
  6. Si chiede evidenza del progetto approvato per il deposito del materiale di scavo nei pressi della stazione di valle (pf. 3893/1 comune catastrale Nova Levante) che sarebbe dovuto essere presentato alle autorità competenti per l’approvazione. (Punto 9 del parere allegato)
  7. Come si intende modellare il terreno, che deve essere ripristinato il più possibile rispettando la caratteristica originaria delle superfici e in particolar modo nella zona della stazione di monte, visto che una parte del materiale è scivolato a valle a causa della frana? (Punto 10 del parere allegato)
  8. Il progetto è situato in parte nell’area di tutela dell’acqua potabile WSGA 485 “Niger” istituita il 28/04/2008. Sono state rispettate le prescrizioni del piano di tutela e sono state documentate? Si chiede evidenza dei rapporti di monitoraggio. (Punto 18 del parere allegato)
  9. I lavori di scavo nell’area di tutela dovranno essere accompagnati da un geologo. Si chiede di essere messi al corrente e di poter leggere i rapporti. (Punto 20 del parere allegato)
  10. Il monitoraggio giornaliero durante i lavori di scavo per la stazione intermedia (scavi previsti fino a 20 m di profondità) in riguardo alla portata, alla temperatura, alla conducibilità e alla torbidità è stato eseguito? Sono state osservate situazioni critiche oppure riduzioni della quantità o qualitá dell’acqua potabile per il comune di Cornedo? (Punto 21-26 del parere allegato)
  11. La relazione geologica, geotecnica e idrogeologica del Geologo Nobile prescrive “la profondità massima di scavo realizzabile è 3 m e non deve in alcun caso raggiungere l’acqua di falda.” Al capitolo “5. VINCOLI LEGATI ALLA TUTELA IDROGEOLOGICA” e al punto 2 si legge “Maggiori profondità di scavo sono ammesse soltanto con perizia idrogeologica positiva.” Queste perizie sono state commissionate dal committente della costruzione? Ed esse sono state approvate dall’Ufficio gestione Risorse Idriche della provincia?
  12. Come verranno ripristinati i danni al paesaggio causati dalla frana di fine giugno/inizio luglio?
  13. I danni al rifugio Coronelle sono stati monitorati e quantificati? Come avverrà il ripristino del rifugio, per ripristinare le condizioni precedenti all’inizio dei lavori?

 

Bolzano, 13.10.2020

 

Cons. prov.

Hanspeter Staffler

Riccardo Dello Sbarba

Brigitte Foppa

Qui potete scaricare la risposta della giunta e allegato 1 e allegato 2.

INTERROGAZIONE.

Durante la settimana 29.06 – 4.07.2020 presso il cantiere per la costruzione del nuovo impianto a fune che collega malga Frommer al rifugio Coronelle aperto dalla Latemar-Carezza s.r.l. si è staccata una frana di notevoli dimensioni. La massa di terreno, a causa dell’elevato contenuto di acqua, si è propagata verso valle per diverse centinaia di metri, attraversando la strada forestale/sentiero estivo che conduce al rifugio Coronelle da malga Frommer. Questa massa di terreno ha arato il suolo asportando il cotico erboso e lasciando un profondo solco, largo qualche decina di metri e profondo dai 2 m ai 4 m lungo il versante, alterando il paesaggio alpino in questa porzione del gruppo del Catinaccio.

La zona da dove si è originato il movimento franoso si trova a una decina di metri dal confine dell’area tampone della zona definita Dolomiti Patrimonio mondiale UNESCO e a 80 m dalla zona “core”; inoltre si trova a 40 m dal sito Natura 2000 IT3110029, nei pressi del Parco Naturale Catinaccio-Sciliar. La frana alla fine del suo percorso è entrata in una zona di verde alpino e pascolo caratterizzata da una tutela paesaggistica, oltre che essere zona tampone UNESCO (Figura). Questo dimostra il notevole valore paesaggistico e naturalistico dell’area, tanto è vero che stato riconosciuto nel Patrimonio mondiale UNESCO proprio per il valore paesaggistico e per le peculiari formazioni geologiche.
Durante la propagazione la frana ha lambito la zona di tutela III della sorgente Niger, istituita in data 8/9/2008 ai sensi dell’art. 18 della LP del 18/06/2002 e succ. modifiche.

Si chiede pertanto:

  1. È stato controllato e confermato dalle autorità competenti che in nessun modo il cantiere invada l’area UNESCO buffer/core come fra l’altro annotato nella relazione del Geometra Nobile?
  2. Sono state picchettate e recintate tutte le aree oggetto di movimenti di terra e le aree di cantiere d’intesa con l’Autorità Forestale competente prima dell’inizio dei lavori? È inoltre stato controllato che le aree di deposito provvisorio di materiale da scavo ricadano all’interno delle aree di cantiere picchettate e recintate? (Punto 3 del parere allegato)
  3. In base a quale deroga le macchine escavatrici erano presenti nei pressi della stazione a monte prima della fine di maggio come documentato anche fotograficamente visto che, in conformità alla relazione ambientale, dovevano essere evitati i lavori al di sopra della linea di bosco nel periodo antecedente l’inizio di giugno, in considerazione della stagione di canto del gallo forcello? (Punto 4 del parere allegato)
  4. Dalla documentazione fotografica non si evince che sia stato posizionato un cavo aereo aggiuntivo dotato di dispositivi di segnalazione visiva. Come si intende ottemperare la prescrizione in conformità alla valutazione di incidenza del 11.02.2019, allo scopo di ridurre il rischio di collisione da parte degli uccelli? (Punto 6 del parere allegato)
  5. Come si intende gestire il rinverdimento, per il quale il cotico erboso sarebbe dovuto essere rimosso asportando le zolle intere, da conservare adeguatamente e riposizionare a regola d’arte al termine dei lavori, se queste sono state asportate dalla frana? (Punto 8 del parere allegato)
  6. Si chiede evidenza del progetto approvato per il deposito del materiale di scavo nei pressi della stazione di valle (pf. 3893/1 comune catastrale Nova Levante) che sarebbe dovuto essere presentato alle autorità competenti per l’approvazione. (Punto 9 del parere allegato)
  7. Come si intende modellare il terreno, che deve essere ripristinato il più possibile rispettando la caratteristica originaria delle superfici e in particolar modo nella zona della stazione di monte, visto che una parte del materiale è scivolato a valle a causa della frana? (Punto 10 del parere allegato)
  8. Il progetto è situato in parte nell’area di tutela dell’acqua potabile WSGA 485 “Niger” istituita il 28/04/2008. Sono state rispettate le prescrizioni del piano di tutela e sono state documentate? Si chiede evidenza dei rapporti di monitoraggio. (Punto 18 del parere allegato)
  9. I lavori di scavo nell’area di tutela dovranno essere accompagnati da un geologo. Si chiede di essere messi al corrente e di poter leggere i rapporti. (Punto 20 del parere allegato)
  10. Il monitoraggio giornaliero durante i lavori di scavo per la stazione intermedia (scavi previsti fino a 20 m di profondità) in riguardo alla portata, alla temperatura, alla conducibilità e alla torbidità è stato eseguito? Sono state osservate situazioni critiche oppure riduzioni della quantità o qualitá dell’acqua potabile per il comune di Cornedo? (Punto 21-26 del parere allegato)
  11. La relazione geologica, geotecnica e idrogeologica del Geologo Nobile prescrive “la profondità massima di scavo realizzabile è 3 m e non deve in alcun caso raggiungere l’acqua di falda.” Al capitolo “5. VINCOLI LEGATI ALLA TUTELA IDROGEOLOGICA” e al punto 2 si legge “Maggiori profondità di scavo sono ammesse soltanto con perizia idrogeologica positiva.” Queste perizie sono state commissionate dal committente della costruzione? Ed esse sono state approvate dall’Ufficio gestione Risorse Idriche della provincia?
  12. Come verranno ripristinati i danni al paesaggio causati dalla frana di fine giugno/inizio luglio?
  13. I danni al rifugio Coronelle sono stati monitorati e quantificati? Come avverrà il ripristino del rifugio, per ripristinare le condizioni precedenti all’inizio dei lavori?

 

Bolzano, 13.10.2020

 

Cons. prov.

Hanspeter Staffler

Riccardo Dello Sbarba

Brigitte Foppa

 

Disegno di legge provinciale n. 62/20-XVI.

Nel 1949 fu approvata in Italia una legge che prevedeva che le opere pubbliche fossero decorate con opere d’arte. In particolare, una certa percentuale dei fondi complessivamente disponibili per la
costruzione dovrebbe essere riservata per opere d’arte nel relativo progetto. Per questo motivo la legge n. 717/1949 viene spesso chiamata “legge 2%”.

Nel corso degli anni, tuttavia, questo approccio ha subito una serie di modifiche, purtroppo a scapito dei progetti artistici. Ad esempio, la percentuale dell’importo complessivo riservata alle opere d’arte è stata progressivamente ridotta. Inoltre, certi edifici pubblici erano esclusi fin dall’inizio dalla norma succitata (scuole e università, per citare solo due categorie).

Secondo la Costituzione, dal 2001 l’applicazione di questa legge è di competenza delle Regioni. Spetta a loro creare le condizioni normative per poterla applicare. Al riguardo l’atto giuridico più
recente in Alto Adige è la legge provinciale n. 16/2015, che all’articolo 13 definisce le condizioni per l’abbellimento artistico delle opere pubbliche:

“Le amministrazioni che provvedono all’esecuzione di opere pubbliche possono destinare al loro abbellimento, mediante opere artistiche, una quota non superiore al tre per cento del
primo milione del valore presunto dell’opera pubblica e una quota non superiore all’uno per cento dell’importo residuo.”

Nella legge statale l’abbellimento artistico era ancora obbligatorio. Nella legge provinciale, invece, la parola “possono” indica che si tratta di un’aggiunta facoltativa che può ma non deve essere necessariamente realizzata.

n risposta alla nostra interrogazione consiliare n. 1027 del 21 luglio 2020, abbiamo appreso che negli ultimi anni solo 15 delle 64 opere pubbliche completate sono state abbellite con opere d’arte.
Nella maggior parte dei casi è stato investito in opere d’arte molto meno del 3% del costo totale. Ciò equivale quasi a rinunciare a tale arricchimento culturale.

Attualmente, poi, a questo aspetto se ne aggiunge un altro: negli ultimi mesi la crisi dovuta alla Covid19 ha causato gravi difficoltà al mondo dell’arte e della cultura, e le prospettive restano molto negative. Una collaborazione obbligata tra settore edile e artiste ovvero artisti sarebbe, da parte politica, un passo concreto per sostenere e promuovere lo sviluppo artistico, culturale ed economico in Alto Adige. L’arte a completamento delle opere pubbliche è un segno visibile della cultura contemporanea e quindi un’eredità per i posteri.

Per questo motivo proponiamo di modificare l’articolo 13, comma 1, della legge provinciale n. 16/2015 sostituendo le parole “possono”, “non superiore al tre per cento” e “non superiore all’uno
per cento” con le parole “devono”, “tra il due e il tre per cento” e “dell’uno per cento”.

 

BZ, 12. 10. 2020

 

Consigliera provinciale

Brigitte Foppa

 

Disegno di legge provinciale n. 62/20

Art. 1

Modifica della legge provinciale 17 dicembre 2015, n. 16, “Disposizioni sugli appalti pubblici”

1. Il comma 1 dell’articolo 13 della legge provinciale 17 dicembre 2015, n. 16, è così sostituito:

Le amministrazioni che provvedono all’esecuzione di opere pubbliche devono destinare al loro abbellimento, mediante opere artistiche, una quota tra il due e il tre per cento del primo milione del valore presunto dell’opera pubblica e una quota dell’uno per cento dell’importo residuo.

Art. 2

All’attuazione della presente legge si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili secondo le norme vigenti e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio provinciale.

 

Qui potete scaricare il  Parere del Consiglio dei Comuni e i nostri emendamenti.

INTERROGAZIONE

Com’è noto, le incertezze dell’attuale ciclo economico e il calo dei prezzi energetici ha cambiato il quadro su cui la società Alperia era nata. I profitti realizzati sono stati inferiori alle promesse e di conseguenza sono calati rispetto alle previsioni i dividendi distribuiti ai soci pubblici. Più volte i vertici di Alperia hanno annunciato una correzione nella politica aziendale, meno vincolata alla produzione di energia e più rivolta alla ricerca di nuovo settori di intervento.

Tutto ciò considerato,
Si chiede alla Giunta provinciale:

  1. Quali sono stati i risultati di Alperia dalla sua nascita ad oggi? In particolare, anno per anno, si chiede l’ammontare:
    a) Dei ricavi complessivi,
    b) Dell’utile netto,
    c) Degli investimenti annui
    d) Dell’indebitamento finanziario netto,
    e) Dei dividendi distribuiti ai singoli soci.
  2.  Quale sono state le performance delle singole unità dalla nascita di Alperia fino ad oggi? Quali hanno avuto le performances in crescita, quali in stagnazione e quali in calo? Si chiede una spiegazione distinta per le singole unità:
    a) Unit generazione
    b) Unit vendita e trading
    c) Unit Reti
    d) Unit calore e servizi
    e) Unit smart Region. Di questa si chiedono le performances per ciascuna delle varie società acquisite o costituite di recente e il loro valore strategico:
    i) Alperia Bartucci
    ii) Gruppo Green Power Spa e relative partecipate
    iii) Alperia Fiber
    iv) Neogy Srl
  3.  Visto questo quadro, quali sono le strategie di consolidamento e sviluppo di Alperia per il futuro? Quali i settori su cui si punta?
  4.  Alperia intende procedere a nuove acquisizioni e se sì, quali e in quali campi?
  5. Alperia intende partecipare alle gare che in diverse regioni dell’arco Alpino (ma anche oltre) verranno indette per il rinnovo delle grandi concessioni idroelettriche?
  6. In particolare, Alperia intende partecipare alle gare per le 17 grandi concessioni del Trentino in scadenza nel 2023?

Bolzano, 29 ottobre 2020

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

La risposta  si trova qui. 

COMUNICATO STAMPA.

Il personale insegnante è sempre in servizio. Prepara le lezioni a casa, fa le sue ore in classe, corregge i compiti nel pomeriggio, si aggiorna ecc. Con il covid19 la situazione di molti insegnanti si è resa più difficile, anche perché hanno spesso dovuto condividere computer, tablet e spazi con i figli.

Così, con una mozione condivisa da tutta l’opposizione, abbiamo proposto per la seconda volta alla Giunta di introdurre anche in Alto Adige la Carta del docente (attiva nel resto d’Italia dal 2015). Questa carta prevede 500€ all’anno da spendere proprio per computer, materiali didattici, libri, corsi d’aggiornamento. Nulla da fare. Gli assessori all’istruzione e la maggioranza sono stati irremovibili: da noi i corsi di aggiornamento sono gratuiti e gli insegnanti guadagnano di più che nel resto d’Italia. Queste alcune delle “spiegazioni” portate in aula dagli assessori Achammer e Vettorato.

“In tutto ciò dimenticano che il costo della vita in Alto Adige è molto più alto che nel resto d’Italia e ciò non toglie che anche qui tantissimi insegnanti si sono trovati non attrezzati adeguatamente sia per quanto riguarda le apparecchiature che per i materiali necessari per le nuove modalità di insegnamento” ha commentato amareggiata Brigitte Foppa alla fine del dibattito.

Vedremo come si evolverà la situazione speriamo che la giunta riesca a supportare il personale insegnante in questo presente così pieno di sfide e incertezze.

 

BZ, 8/10/2020

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

 

 

PRESSEMITTEILUNG.

Per il mese di ottobre, il Gruppo Verde dedicherà le sue mozioni alla scuola, all’amministrazione pubblica e alle sfide che queste dovranno prepararsi ad affrontare. Nella loro conferenza stampa del 6 ottobre 2020 i consiglieri verdi hanno spiegato come supportare i/le docenti e come sia importante investire nell’open source nelle scuole e nelle amministrazioni pubbliche.

Introduciamo finalmente anche in provincia la “Carta del Docente”

Dal 2015 lo Stato italiano mette a disposizione degli insegnanti 500 Euro all’anno per l’acquisto di materiali e strumenti didattici o per partecipare a corsi di aggiornamento. In Provincia di Bolzano la cosiddetta Carta del docente non è mai stata attivata, con la scusa della competenza provinciale sulla scuola. “L’Alto Adige è in ritardo di sei anni. Nel frattempo, nel resto d’Italia i/le docenti hanno ricevuto a testa 3000 Euro. Non è certo questo il modo in cui vogliamo interpretare l’autonomia” commenta Brigitte Foppa.

Dal lockdown in poi le/gli insegnanti si sono dovuti attrezzare autonomamente per tenere le lezioni online, usando la propria connessione internet, procurandosi computer, creando materiali didattici ad hoc, ecc. La situazione degli insegnanti da questo punto di vista si è pesantemente inasprita dal lockdown in avanti, come si legge anche dalle varie petizioni e lettere aperte di questi ultimi mesi.

L’attività didattica online è tutt’ora valida, nella combinazione attualmente adottata soprattutto dalla scuola tedesca tra presenza in classe e lezioni online. E resterà probabilmente una prassi anche in futuro per garantire l’attività didattica nel caso i contagi dovessero aggravarsi, quindi è sempre più necessario dare supporto e strumenti validi al personale scolastico per assicurare la qualità del loro lavoro e delle lezioni.

È ora quindi di introdurre finalmente la Carta del docente anche in Alto Adige, seguendo l’esempio di un’altra Regione a statuto speciale, come la Val d’Aosta. E la proposta è condivisa da tutta l’opposizione che ha firmato la mozione del Gruppo verde.

Sostenibilità digitale: strategia software open source (strategia OSS)

Con la pandemia e il lockdown provocato dal covid19 si è verificata una drastica accelerazione nella digitalizzazione di servizi e delle modalità di lavoro. La domanda su chi fornisce software e cloud diventa quindi sempre più di attualità. Da qualche tempo in tutta Europa a livello politico e amministrativo si è concordato che una totale dipendenza da un ristretto numero di fornitori a livello mondiale di servizi software e cloud comporti un potenziale di rischio per le pubbliche amministrazioni, per cui in futuro sarebbe opportuno introdurre una concorrenza possibilmente ampia nelle gare per l’acquisizione e lo sviluppo di prodotti informatici. Da questo punto di vista la legislazione italiana è all’avanguardia e ha definito delle linee guida che vanno proprio nella direzione dell’open source.

Eppure, in Alto Adige nell’autunno 2019 l’amministrazione provinciale ha deciso di fermare il progetto di software libero FUSS (Free Upgrade for a digitally Sustainable School) in corso nelle scuole italiane, e di sostituire il relativo software con software privato. “Tale decisione risulta incomprensibile dal punto di vista didattico e strategico ed è in evidente contrasto con le linee guida adottate in Italia su acquisizione e riuso di software per le pubbliche amministrazioni” sostiene Hanspeter Staffler.

Nella nostra proposta chiediamo quindi alla Provincia di cambiare rotta e di elaborare una strategia su come incentivare e sviluppare l’uso dell’open source all’interno dell’amministrazione pubblica.

 

Bolzano, 06.10.2020

Cons. prov
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler
Riccardo Dello Sbarba

 

COMUNICATO STAMPA.

Il 1 ottobre è la Giornata mondiale delle vegetariane e dei vegetariani. Il trend è che diventano sempre di più, e molti scelgono anche la strada vegana. E per dei buoni motivi:

  1. Per amore dell’ambiente e del clima: Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico IPCC parte dal presupposto che fino al 18% dei gas serra a livello mondiale provengono dall’allevamento – più di quelli emessi dal settore dei trasporti. Per produrre 1 Kg di carne sono necessari 9 Kg di cereali. Bovini e altri ruminanti emettono durante la digestione metano che è circa 20 volte più dannoso per il clima rispetto alla CO2.
    A livello mondiale vengono usati direttamente (87% pascoli) o indirettamente (13% produzione di mangimi) per l’allevamento e la produzione di carne il 30% della superficie, o il 78% della superficie agricola.
  2. Per amore della salute: Le persone vegetariane hanno un’aspettativa di vita più lunga, anche perché in generale fanno più attenzione a uno stile di vita più sano. Vegetariane e vegetariani tendono più raramente al sovrappeso, hanno il colesterolo più basso e sono meno a rischio per quanto riguarda il tumore all’intestino e per i problemi cardio-vascolari.
  3. Per amore degli animali: Anche la carne che viene lavorata e consumata in Alto Adige proviene in gran parte dagli allevamenti di massa in cui gli animali spesso vengono tenuti in condizioni strazianti. Il trasporto animale attraverso il continente e attraverso gli oceani è una crudele assurdità.
  4. Per amore delle altre persone: Più di un miliardo di persone potrebbe essere nutrito in maniera sufficiente, se le persone mangiassero 10% in meno di carne. E così verrebbero risparmiate terra, acqua ed energia.
  5. Perché è buono! Cucina vegetariana non significa noiosa verdura cotta. Negli ultimi anni la cucina vegetariana e vegana si è sviluppata verso una cucina raffinata e gustosa. Anche la gastronomia ormai vede i/le clienti vegetariani/e come stimolo per nuove creazioni e proposte innovative. Quella vegetariana e vegana è spesso la variante migliore.

La Consigliera provinciale Brigitte Foppa commenta così questa giornata: „Io stessa sono vegetariana dal 1986 e così ho vissuto ben 2/3 della mia vita senza carne. Non ho però per nulla rinunciato al mio lato godereccio. Ci sono sempre più persone aperte a esperimenti vegetariani e vegani. Essere vegetariani non è una questione di credo. Ognuno e ognuna di noi può esserlo, va bene anche se solo parzialmente. Conosco infatti persone che sono “un po‘” vegetariane o lo sono in via sperimentale, o lo sono quando ne hanno voglia… Tutto conta, quando fa bene all’ambiente, al clima e agli animali.

In questa legislatura Il Gruppo Verde ha presentato due mozioni sulla provenienza di prodotti alimentari provenienti dall’allevamento. I Verdi chiedono che in tutte le scuole, a partire dalle materne e in tutte le mense pubbliche venga indicato chiaramente da dove provengono carne e prodotti animali.

Per molti genitori e fruitori delle mense è importante sapere quale carne stiamo mangiando. Ed è nostro buon diritto.

Trasparenza nella ristorazione collettiva

Abbiamo il diritto di sapere la provenienza di ciò che mangiamo

COMUNICATO STAMPA.

Il Consigliere provinciale Hanspeter Staffler ha fatto visita questa settimana ad Astrid Rössler, vice-capogruppo del “club” Verde nel Parlamento viennese. La ex vice-presidente di Salisburgo è al momento anche incaricata sui temi ambientali dei Verdi nel Parlamento nazionale.

Durante il colloquio sono stati affrontati temi legati all’ambiente e alla tutela della natura che al momento sono molto attuali, sia in Austria che in Alto Adige: agricoltura biologica, protezione delle greggi, ma anche temi legati alla pianificazione territoriale nello spazio alpino.

Alla fine dell’incontro i due hanno concordato di tenersi in contatto anche in futuro per uno scambio regolare su questi temi.

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITA’.

Con delibera di giunta provinciale n. 928 del 12/11/2019 le vecchie concessioni per il trasporto pubblico sono state prorogate fino al 18 novembre 2020. Scaduta questa data, l’assegnazione dei servizi dovrebbe essere messa di nuovo a gara, o meglio affidata a una società pubblica in-house come deliberato dal Consiglio provinciale il 6 giugno 2019. A meno che la Giunta non pensi a un’ulteriore proroga.

Si chiede:

  1. Arrivati ormai a ottobre 2020, che cosa intende fare la Giunta provinciale per affrontare la scadenza del 18 novembre 2020, data in cui scade l’attuale proroga ai vecchi concessionari del trasporto pubblico locale?
  2. Se la Giunta, come da più parti si dice, prepara una ulteriore proroga, su quali basi giuridiche ciò sarebbe legittimo – anche considerando il quadro normativo europeo e nazionale?
  3. Per quando è previsto l’affidamento definitivo e questo avverrà a favore di una società in-house, come già deliberato dal Consiglio provinciale?
  4. A che punto è la predisposizione del modello di società in-house?

Bolzano, 28.09.2020

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler