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Sostenibilità digitale: strategia software open source (strategia OSS)

MOZIONE.

Fino a pochi anni fa, i grandi gestori di servizi software e cloud che agiscono sul mercato globale hanno rifornito buona parte delle amministrazioni europee con i loro prodotti software conosciuti in tutto il mondo. Da qualche tempo in tutta Europa a livello politico e amministrativo si è giunti alla conclusione che una totale dipendenza da un ristretto numero di fornitori a livello mondiale di servizi software e cloud comporti un potenziale di rischio per le pubbliche amministrazioni, per cui in futuro sarà opportuno introdurre una concorrenza possibilmente ampia nelle gare per l’acquisizione e lo sviluppo di prodotti informatici.

Attualmente se ne sta discutendo a vario titolo all’interno della Commissione europea, degli Stati membri dell’UE e in Svizzera. Ci sono amministrazioni che si sono poste solo da poco il problema, ma ci sono anche Paesi in cui si è già legiferato in materia.

 

Gli sviluppi in Europa

Nel 2014 la Commissione europea ha deliberato una prima strategia open source allo scopo di aumentare la quantità di prodotti OSS utilizzati nell’amministrazione dell’UE. Nell’acquisizione di prodotti informatici, i fornitori di OSS e quelli mondiali di software proprietario vengono trattati allo stesso modo. Nei casi in cui i fornitori di prodotti OSS si aggiudicano una gara, questi prodotti sono poi, ove possibile, messi a disposizione di altre amministrazioni.

Nel 2018 in Svizzera è stato effettuato uno studio sull’open source in questo Paese, con lo scopo di aumentare l’utilizzo di prodotti OSS all’insegna del motto “via dalle licenze e verso i servizi”. L’attuale dipendenza dai fornitori mondiali di software proprietari viene definita pericolosa. Si consiglia quindi agli enti di valutare l’alternativa di inserire soluzioni open source in ogni progetto informatico. Inoltre, in Svizzera vale il principio per cui prodotti OSS applicati con ottimi risultati si rilasciano ad altre amministrazioni. Nello studio si suggerisce anche la possibilità per gli enti di elaborare applicazioni specifiche a basso costo in collaborazione
con altri enti.

In Austria nel programma di governo per il periodo 2020-2024 i partner di coalizione hanno concordato di elaborare una strategia a livello nazionale per l’utilizzo del software open source. A tale scopo verranno elaborati un masterplan e uno studio di fattibilità.

Nel settembre 2019 la commissione petizioni del parlamento tedesco ha approvato a larga maggioranza una raccomandazione rivolta all’assemblea legislativa affinché d’ora in poi gli organi federali chiedano con forza l’utilizzo di sistemi operativi a codice sorgente aperto nelle gare telematiche. La proposta è motivata con il fatto che in caso di problemi di sicurezza le autorità possono eseguire le verifiche solo se si tratta di sistemi applicativi aperti, poiché nel caso di software proprietari non hanno modo di vedere il codice sorgente. Oltre a ciò, a lungo andare i prodotti OSS risultano meno costosi, in quanto non vi sono oneri di licenza.

 

Gli sviluppi in Italia

Per quanto riguarda l’e-government l’Italia è all’avanguardia a livello europeo. Un passo importante nell’utilizzo di software open source è stato compiuto nel maggio 2019: con le “Linee Guida su acquisizione e riuso di software per le pubbliche amministrazioni”, entrate in vigore il 9 maggio 2019 (Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 119 del 23 maggio 2019), l’Italia ha avviato una svolta. In fase di elaborazione, le linee guida avevano ottenuto il parere positivo della Conferenza unificata e di seguito sono state anche approvate dalla Commissione europea.

In esse si stabilisce che la pubblica amministrazione debba acquistare preferibilmente applicazioni OSS e che la realizzazione ex novo di applicazioni dovrebbe avvenire con l’ausilio di OSS. Si sollecitano quindi le pubbliche amministrazioni a rispettare quanto segue:

  • nell’acquisizione di software va effettuata una valutazione comparativa delle soluzioni proprietarie o OSS, preferendo tendenzialmente i prodotti con software di tipo aperto; questo vale anche per i prodotti provenienti da altre amministrazioni;
  • lo sviluppo e l’acquisizione di software proprietario vanno motivati in modo esauriente;
  • tutti i software sviluppati dalla pubblica amministrazione vanno, se possibile, messi a disposizione di altre amministrazioni con una licenza aperta.

 

Gli effetti della strategia OSS per l’amministrazione provinciale

Applicando la strategia OSS, le amministrazioni possono realizzare un importante risparmio dei costi per l’approvvigionamento, il riuso e lo sviluppo cooperativo di applicazioni IT. Al momento dell’acquisizione si arriva quindi ad avere un’offerta più ampia, perché a quelle di software proprietario si aggiungono quelle di software open source. A ciò si aggiunge che il concetto di servizio torna ad avere un ruolo importante, perché i tecnici informatici interni sviluppano rapidamente soluzioni
per utenti interni.

Nel caso di software realizzato con risorse interne non ci sono oneri di licenza, e con il riuso le amministrazioni che hanno esigenze simili possono aiutarsi reciprocamente. Inoltre, le pubbliche amministrazioni tornano a essere posti di lavoro più interessanti per gli sviluppatori informatici e le sviluppatrici informatiche, che vi trovano spazi creativi e nuove sfide stimolanti. In altri Paesi si è visto che datrici/datori di lavoro aperti al software libero risultano preferiti in quanto possono offrire una maggiore competenza interna.

L’economia informatica locale e regionale trarrà vantaggio dall’applicazione della strategia OSS, perché i fornitori di software potrebbero contribuire ad aumentare le competenze. La pubblica amministrazione non utilizzerà esclusivamente software realizzato da risorse interne, ma acquisirà anche prodotti OSS sul mercato IT. Questo fa nascere localmente e in regione nuove filiere sostenibili dal punto di vista economico e digitale.

 

Gli sviluppi all’interno dell’amministrazione provinciale

Nonostante le “Linee Guida su acquisizione e riuso di software per le pubbliche amministrazioni”, nell’autunno 2019 l’amministrazione provinciale ha deciso di fermare il progetto di software libero FUSS (Free Upgrade for a digitally Sustainable School) in corso nelle scuole italiane, e di sostituire il relativo software con software proprietario. Tale decisione risulta incomprensibile dal punto di vista didattico e strategico ed è in evidente contrasto con le citate linee guida su acquisizione e riuso di software per le pubbliche amministrazioni.

 

Per questi motivi il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale

  1. di elaborare una strategia OSS (software open source) per l’amministrazione provinciale allo scopo di aumentare progressivamente e costantemente la quantità di prodotti OSS utilizzati all’interno dell’amministrazione provinciale;
  2. di continuare a utilizzare i prodotti OSS già esistenti e portare avanti i progetti OSS attualmente in corso;
  3. di elaborare annualmente una relazione sulla strategia OSS;
  4. di includere nella relazione per ogni nuovo acquisto o estensione di licenza per un prodotto informatico almeno i seguenti punti:
    a) valutazione comparativa della soluzione basata su software di tipo aperto e di quella basata su software proprietario;
    b) motivazione dettagliata nel caso in cui si scelga la soluzione con software proprietario;
    c) elencazione e tipo di riuso dei prodotti OSS utilizzati dall’amministrazione provinciale o per essa sviluppati;
  5. di presentare la relazione sulla strategia OSS alla commissione legislativa competente del Consiglio provinciale.

BZ, 17.03.2019

Consiglieri provinciali
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

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Author: Heidi

Il Consiglio è chiu
Proposta: Convocazio
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