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Helmuth Renzler ha criticato in questi giorni i sindacati dicendo che secondo lui la decisione di interrompere le trattative non è stata una mossa molto intelligente. Questa dichiarazione fatta da un rappresentante dell’ala sociale della SVP è assolutamente incomprensibile. La Giunta con la sua tattica di contrattazione vuole solo distogliere l’attenzione dalle questioni davvero importanti.

Il contratto collettivo intercompartimentale si compone principalmente di due parti: la parte obbligatoria e quella facoltativa. Normalmente si iniziano le trattative partendo dalla contrattazione della parte obbligatoria legata alla perdita di valore d’acquisto dovuta all’inflazione. Le tabelle con gli stipendi base devono essere aumentate di conseguenza. Questo è essenziale! Solo in una seconda fase si deve passare alla ridefinizione della parte facoltativa dei contratti collettivi con aspetti aggiuntivi come buoni pasto, Laborfonds, Sanipro o premi di produzione.

A causa della perdita del valore d’acquisto degli stipendi e dei salari subita negli ultimi otto anni è necessario un aumento generale degli stipendi di almeno il 10% e questo deve essere regolamentato nella parte obbligatoria. Siccome però la Giunta non sembra essere disposta a investire 150 milioni all’anno per questa operazione, prova ad adescare i sindacati con la seconda parte facoltativa e mette così il carro davanti ai buoi. I buoni pasto, i Laborfonds e Sanipro sono interessanti punti di contrattazione aggiuntivi, ma sono appunto solo aggiuntivi!

Nessun sindacato può accettare alla lunga questo modo scorretto di contrattazione ed è quindi più che comprensibile che i sindacati abbiano abbandonato il tavolo delle trattative. Sono stati costretti a farlo per dare un segnale chiaro alla Giunta: prima si discuta in modo onesto e corretto della parte obbligatoria con un aumento generale di almeno il 10%. Solo in seguito i sindacati saranno sicuramente disposti anche a discutere della parte facoltativa.

In tutta Europa le contrattazioni di svolgono in questo modo: prima la parte obbligatoria, poi quella facoltativa. In Germania tra il 2010 e il 2018 c’è stato un aumento nell’impiego pubblico del 23%. In Austria per lo stesso arco di tempo si è provveduto a un aumento del 15%. In Alto Adige / Südtirol i salari e gli stipendi in confronto sono saliti appena del 3%!

Bolzano, 30.05.2019

Cons. prov.

Hanspeter Staffler

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

Nella proiezione PowerPoint preparata dall’Agenzia per l’Ambiente per una Conferenza stampa datata 23.11.2016 sulla prima valutazione del Piano Clima effettuata nel 2016 leggiamo che “Oltre il 40% della popolazione risiede in Comuni dotati di un piano di tutela del clima e risparmio energetico”.

Si chiede quindi alla Giunta provinciale:
1. Quanti e quali sono i Comuni della Provincia dotati di un Piano di tutela del clima e risparmio energetico? Se ne chiede una lista.

Bolzano, 29.05.2019

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

Qui puoi scaricare la risposta della Giunta.

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

L’ultima norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche assegna alla Provincia la competenza di emanare una legge che regola anche le grandi concessioni.

Si chiede quindi alla Giunta provinciale:

1. Intende la Giunta provinciale presentare un disegno di legge provinciale sulle grandi concessioni idroelettriche?
2. Se sì, entro quando?
3. Sono già cominciati i lavori preparatori? Se sì, che punto sono?
4. La Giunta intende coinvolgere nella preparazione altri soggetti della società civile interessati al tema? Se sì, chi esattamente?
5. Quali grandi concessioni idroelettriche sono già scadute e sono gestite in regime di proroga? Si chiede: l’anno di scadenza e la società che le gestisce in proroga.
6. Quali grandi concessioni idroelettriche scadranno nei prossimi 5 anni e da chi sono gestite?

Bolzano, 29.05.2019

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

Qui puoi scaricare la risposta della Giunta.

MOZIONE

Gli/le ambientalisti/e lo dicono da decenni. Gli esperti lo scrivono ormai ufficialmente dando tempi sempre più stretti (il rapporto IPCC-ONU dà tempo all’umanità fino al 2030 per limitare la crescita della temperatura globale a 1,5°). I/le giovani ce lo ripetono da mesi e scendono in massa per le strade per urlarlo: non c’è più tempo da perdere! A livello locale eventi climatici estremi e concentrati nel tempo, (inverni secchi, seguiti da tempeste furiose, cali improvvisi di temperature, violente raffiche di vento, ecc.) ce lo ricordano in modo sempre più evidente. Il clima è la nostra risorsa più preziosa e dobbiamo tutelarlo. Non possiamo permettere che le temperature continuino a salire, ne va della sopravvivenza di tutto il pianeta e l’Alto Adige/Südtirol può e deve fare la sua parte.

Già nel 2011 la giunta ha approvato un piano per il clima, da attuare entro il 2050, che contiene obiettivi e misure per uno sviluppo sostenibile del Sudtirolo. Una strategia e un piano d’azione dunque in buona parte già esistono. Ma i tempi e gli obiettivi non sono più adeguati, il 2050 è troppo distante, gli obiettivi lì espressi non sono abbastanza ambiziosi e non corrispondono a quanto deciso a Parigi (secondo l’IPCC nel 2050 bisogna arrivare ad avere un footprint climatico di 0 tonnellate di CO2 a persona, il piano così com’è invece punta a un footprint climatico di 1,5 tonnellate di CO2 a persona) e le misure previste e messe in opera fino a ora non sono sufficienti. È tempo di rielaborare il piano del 2011, adeguandolo alla situazione in rapido cambiamento. In una risposta a una interrogazione consiliare si legge che una prima valutazione del piano è già stata fatta nel 2016 e nell’estate 2019 ci sarà un passaggio intermedio prima della seconda valutazione prevista nel 2021. A noi sembra un’ottima occasione per abbreviare i tempi e rafforzare tutte le misure possibili per affrontare l’emergenza climatica il più presto possibile.

Il Consiglio provinciale impegna pertanto la Giunta provinciale:

  1. A riconoscere e dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale.
  2. A rielaborare il Piano per il clima 2050 rivedendone gli obiettivi e le misure, per contribuire alla limitazione dell’aumento della temperatura globale a 1,5° entro il 2030 e per ridurre a 0 tonnellate di CO2 l’impronta ecologica di ogni persona entro il 2050.
  3. A dare priorità nel piano a misure per il risparmio energetico, alla diminuzione dell’uso di plastica usa e getta, alla riduzione drastica del trasporto individuale e di merci su gomma.
  4. A incentivare i Comuni ancora privi di piano climatico a dotarsi di uno e a coinvolgere tutti i Comuni nell’implementazione di misure climatiche e ambientali di loro competenza.

Bolzano, 29.05.2019

Cons. prov.

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba

Hanspeter Staffler

MOZIONE

Già 7 anni fa, nel 2012, l’Associazione tutela ambiente val Venosta aveva ricevuto i risultati di analisi di laboratorio su campioni d’erba che confermano le paure diffuse nella popolazione riguardo alla salute di alunni e alunne. Residui di nove diversi fitofarmaci, cioè di sostanze che dovrebbero proteggere le piante, sono stati trovati nell’erba intorno alla scuola elementare di Tarces, e in grandi concentrazioni. Sono state rilevate le seguenti sostanze: dithianon, 6-benziladenina, ditiocarbammati, rame, cyprodinil, penconazol, chlorpyriphos etil, fluazinam e imidacloprid. Alcune di queste sostanze sono dannose soprattutto in combinazione con altre, particolarmente per gli organismi in fase di crescita, che per il minore peso corporeo ne risentono più degli adulti.

Come gruppo Verde abbiamo reagito nel 2013 presentando una mozione che prevedeva il controllo periodico della presenza di pesticidi nei cortili scolastici. La maggioranza ha respinto la mozione nella seduta consiliare del 13 marzo 2014 rimandando a uno studio svolto su incarico della Giunta provinciale (ai sensi della delibera n. 1133 del 27 luglio 2013). Tale studio doveva rilevare se i pesticidi hanno un effetto negativo sulla salute delle persone. Dopo vari rinvii lo studio è finalmente stato presentato il 1° agosto 2017, con la conclusione che non sussistono pericoli gravi.

È tuttavia risaputo che i fitofarmaci utilizzati sui terreni agricoli per combattere insetti, erbacce o malattie fungine possono essere trasportati per tratti anche lunghi tramite evaporazione, vento e
precipitazioni. Mentre nei prodotti agricoli si analizza regolarmente un’eventuale presenza di residui di pesticidi, mancano ancora i rilevamenti sulla possibile contaminazione di luoghi pubblici o giardini privati adiacenti ai terreni agricoli.

Ora lo studio “Pesticide contamination and associated risk factors at public playgrounds near intensively managed apple and wine orchards”, pubblicato a maggio 2019 sulla rivista “Environmental Sciences Europe” ha prodotto dei nuovi risultati. Nello studio è stata analizzata la contaminazione da deriva di pesticidi degli spazi pubblici confinanti con terreni agricoli.

Per lo studio sono stati selezionati in modo casuale 71 parchi giochi pubblici in quattro aree dell’Alto Adige (val Venosta, valle Isarco, val d’Adige e Bassa Atesina). Sui campioni d’erba prelevati è stata analizzata l’eventuale presenza di 315 pesticidi. L’autrice Caroline Linhart afferma che la particolarità dello studio consiste non solo nella misurazione dei residui dei pesticidi, ma anche nell’analisi dei fattori sottostanti (distanza dal frutteto o vigneto, direzione e forza del vento, radiazione solare).

Il tossicologo e coautore Peter Clausing, di Pestizid Aktions-Netzwerk (PAN Germany), sostiene che i residui nei campioni di erba rappresentano un problema anche se le persone non mangiano l’erba. Il 92% dei pesticidi riscontrati agisce infatti a livello ormonale e può interferire con il sistema endocrino delle persone e creare disturbi, cosa problematica soprattutto nei bambini. Clausing afferma che simili interferenti endocrini possono contribuire all’insorgere di malattie croniche come obesità, diabete o anche tumori.

Risultato principale dello studio: i parchi giochi in val Venosta sono quelli più frequentemente contaminati da pesticidi mentre quelli in Bassa atesina registrano la concentrazione più alta.

Le analisi hanno anche dimostrato che la concentrazione di pesticidi rilevata è più elevata nei parchi giochi più vicini ai terreni agricoli. Inoltre elevate precipitazioni e vento moderato sono collegati a una maggiore concentrazione di pesticidi.

Secondo l’autrice dello studio i risultati dimostrano che i parchi giochi analizzati dovrebbero avere una distanza minima di 100 metri dai terreni agricoli per evitare quanto più possibile una contaminazione da pesticidi. In caso di vento moderato o forte, i pesticidi possono essere trasportati fino a 300 metri di distanza. A seconda dell’irraggiamento solare sono possibili anche concentrazioni più elevate.

Anche la legislazione europea si occupa di questa tematica. La direttiva n. 2009/128 del Parlamento europeo recita: “In altre aree come i parchi e giardini pubblici, i terreni sportivi e le aree ricreative, i cortili delle scuole e i parchi giochi per bambini […] i rischi derivanti dall’esposizione ai pesticidi sono elevati. In queste aree, l’uso di pesticidi dovrebbe essere vietato o ridotto al minimo.”

Inoltre nel 2019 il Parlamento europeo ha approvato la “Risoluzione del Parlamento europeo del 12 febbraio 2019 sull’applicazione della direttiva 2009/128/CE concernente l’utilizzo sostenibile dei pesticidi”. Al punto 61 del suddetto documento il Parlamento europeo “invita la Commissione e gli Stati membri a vietare l’utilizzo dei PPP nelle aree frequentate dal grande pubblico o da gruppi vulnerabili di cui all’articolo 3, paragrafo 14, del regolamento (CE) n. 1107/2009”.

Al punto 62 “invita la Commissione e gli Stati membri a prestare particolare attenzione alla protezione dei gruppi vulnerabili di cui all’articolo 3, paragrafo 14, del regolamento (CE) n. 1107/2009,
considerando in particolare l’attuale assenza di protezione dei residenti delle zone rurali che vivono in prossimità delle colture; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a proporre divieti
immediati sull’uso dei pesticidi entro una distanza considerevole dalle abitazioni dei residenti, dalle scuole, dai campi da gioco, dagli asili nido e dagli ospedali”.

In Alto Adige vi è urgente necessità di intervenire. Molte scuole e parchi giochi si trovano nelle immediate vicinanze di aree a frutticoltura intensiva in cui si usano pesticidi. Bisogna fornire una risposta alle paure e preoccupazioni di molti genitori.

Pertanto il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale

  1. di svolgere regolari controlli sulla presenza di pesticidi nei cortili scolastici e nei parchi giochi dell’Alto Adige.
  2. I controlli sono vincolanti per tutti i cortili scolastici e i parchi giochi che confinano con terreni coltivati in modo intensivo o che non rispettano la distanza minima di 100 metri raccomandata dallo studio.

Bozen, 29.05.2019

Consiglieri provinciali

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba

Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ

Il 4 luglio 2018 il Consiglio provinciale ha approvato la mozione 668/16 che impegnava la Giunta: a varare entro un anno un progetto di eco-acquisti elaborando un proprio modello che, ispirandosi anche alla esperienza della vicina provincia di Trento e di altre città italiane ed europee, abbia lo scopo di giungere in provincia di Bolzano alla stipula di un accordo volontario con i soggetti della distribuzione organizzata finalizzato soprattutto a ridurre a monte – al momento della distribuzione e dell’acquisto – la quantità di rifiuti prodotta, in primo luogo sotto forma di imballaggi, e di favorire un modo più sostenibile di esercitare il commercio e di fare la spesa”. Alle soglie dell’anno passato da questa approvazione,

 Si chiede alla Giunta provinciale:

  1. A che punto è l’elaborazione del progetto citato dalla mozione?
  2. Quali passi concreti sono già stati fatti?
  3. E’ già stato prodotto del materiale scritto o comunque visibile e consultabile in merito?
  4. Quando si intende varare definitivamente il progetto per gli eco-acquisti?

Bolzano, 28 maggio 2019

Cons. prov.

Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

Qui puoi scaricare la risposta della Giunta. E la nostra replica.

INTERROGAZIONE.

Il 21 dicembre 2018 il gruppo Verde ha presentato l’interrogazione intitolata: “Spostamento di cubatura nel comune di Corvara”, cui è stato attribuito il numero 63 del 2018, che ha avuto la seguente (non) risposta: “si comunica che al comune di Corvara con nota dd. 4.1.2019 n. prot. 6742 è stato chiesto di rispondere alla domanda posta dall’interrogazione. Sino ad oggi non abbiamo avuto nessuna risposta dal comune di Corvara. Si presume quindi che ai sensi della comunicazione n. 82/2016 del Consorzio dei comuni, non voglia rispondere all’interrogazione”.

 Questa risposta non ci convince per due motivi.

Il primo è che, data la delicatezza della materia, la Giunta provinciale avrebbe fatto bene non a “presumere”, ma a chiedere al comune se davvero non ha la volontà di rispondere oppure se solo ha bisogno di più tempo.

Il secondo motivo è che ci sono domande a cui la Giunta provinciale stessa dovrebbe essere in grado di rispondere, poiché ricadono sotto la sua competenza o comunque riguardano campi su cui dispone delle necessarie informazioni. Facciamo alcuni esempi:

Domanda 1: l’eventuale piano delle zone di pericolo viene approvato dalla Giunta Provinciale.

Domanda 2: per “atto giuridico” si tratta principalmente di un atto di competenza della Giunta provinciale: o di approvazione del “piano delle zone di pericolo” o in sua assenza del PUC,  che classifica delle aree come a rischio; la Giunta dovrebbe anche sapere se le baite in questione rientravano in queste aree.

Domanda 5: il trasferimento di cubatura ha a che fare con la legge urbanistica provinciale 13/97, art. 107.

Domanda 10:  analoga alla 2.

Domanda 13: analoga alla 5.

Domanda 15: analoga alla 5, ma qui si tratta di quesito sulla nuova legge provinciale “Territorio e paesaggio”.

Riproponiamo dunque la medesima interrogazione, chiedendo alla Giunta provinciale:

  1. Di chiedere formalmente al comune di Corvara se davvero non ha intenzione di rispondere a questa interrogazione e in questo caso se c’è una motivazione;
  2. Di rispondere come Giunta provinciale almeno alle domande di sua competenza.
  3. Di vedere se le è possibile, come Giunta provinciale, fornire comunque informazioni utili in possesso dell’amministrazione provinciale anche sulle domande non direttamente di sua competenza.

Questa dunque l’interrogazione originaria:

Interrogazione n. 63/2018

Spostamento di cubatura nel comune di Corvara

Diversi media hanno parlato di un caso di spostamento di cubatura che riguarda 4 malghe attinenti al maso Rönn nel comune di Corvara. Il caso è stato riportato prima dal settimanale FF, poi dal quotidiano Tageszeitung, dalla Rai e dal portale Salto.bz. I media hanno informato che le cubature originarie si trovavano da un lato presso il passo Gardena a 1,3 km di distanza dalla nuova ubicazione (il comune di Corvara ha rilasciato la concessione edilizia per 2 nuove baite il 15.11.2013) e dall’altro lato nella cosiddetta “Mure von Corvara”, ad ovest del paese a 4,2 km di distanza dalla nuova ubicazione (concessione edilizia per 2 nuove baite del 05.05.2015).

Come noto, in casi come questi si applica la legge urbanistica provinciale n. 13 del 1997 (che resterà in vigore fino al gennaio 2020), in particolare l’art. 107, commi 12, 13, 13 bis e 13 ter. Questo articolo sul “Verde agricolo e alpino” è uno dei più tormentati, più volte modificati, contestati e discussi di tutta la legge, che si presta a diverse interpretazioni e ha creato una situazione di forte incertezza del diritto.

I giornali hanno riportato le opposte argomentazioni delle diverse parti, ma di molte non è stata chiarita la documentazione che ne sta a supporto e che è fondamentale per capire se nella procedura tutto era in ordine. Per avere chiarezza ed esercitare la nostra istituzionale funzione di controllo sugli atti della pubblica amministrazione chiediamo alla giunta provinciale le informazioni che ci mancano per poter valutare il caso.

Si chiede quindi alla giunta provinciale:

  1. Il comune di Corvara ha un piano delle zone di pericolo? Se sì, in quale data è entrato in vigore? Se no, quali altri strumenti definiscono le zone a rischio nel territorio del comune di Corvara, ai fini dell’applicazione della legge urbanistica provinciale n. 13 del 1997, art. 107?

SULLE DUE MALGHE IN ZONA PASSO GARDENA:

  1. In base a quali atti giuridici l’area in cui sorgevano le due preesistenti malghe in zona Passo Gardena è stata dichiarata zona di pericolo?
  2. Con la documentazione utilizzata nel corso della procedura di autorizzazione dello spostamento della cubatura delle due malghe in zona passo Gardena era stata presentata la documentazione attestante il fatto che esse si trovavano in una zona di pericolo?
  3. Alla delibera del comune di Corvara del 15.11.2013 per la realizzazione delle 2 nuove baite è allegata la documentazione attestante il fatto che esse si trovavano in una zona di pericolo?
  4. Entro quale area, ai sensi della vigente Legge urbanistica provinciale, poteva avvenire il trasferimento della cubatura delle due baite in zona passo Gardena? La cubatura poteva essere spostata in tutto il territorio comunale oppure in un ambito territoriale più ristretto?
  5. In base a quali criteri e valutazioni è stata autorizzato lo spostamento della cubatura delle ex malghe in zona passo Gardena proprio nell’area dove effettivamente è avvenuta?

SULLA ESISTENZA DELLA EX MALGA IN ZONA “Mure von Corvara”:

  1. In base a quali atti giuridici è stata dimostrata l’esistenza effettiva e/o la distruzione dopo il 1° ottobre 1997 della preesistente malga in zona “Mure von Corvara”, nel rispetto del comma 12 dell’articolo 107 della vigente Legge urbanistica provinciale (n. 13/97)?
  2. Nella documentazione allegata alla procedura di autorizzazione dello spostamento della cubatura della ex malga in zona “Mure von Corvara” era stata presentata la documentazione che confermava che essa era effettivamente esistente ai sensi del comma 12 dell’articolo 107 della vigente Legge urbanistica provinciale (n. 13/97)?
  3. Alla delibera del comune di Corvara del 5.05.2015 per lo spostamento di cubatura della ex malga in zona “Mure von Corvara” è allegata la documentazione attestante il fatto che essa era effettivamente esistente ai sensi del comma 12 dell’articolo 107 della vigente Legge urbanistica provinciale (n. 13/97)?

SULLA CLASSIFICAZIONE COME ZONA DI PERICOLO DELLA EX MALGA IN ZONA “Mure von Corvara”:

  1. In base a quali atti giuridici l’area in cui sorgeva la preesistente malga in zona “Mure von Corvara” è stata dichiarata zona di pericolo?
  2. Nella documentazione allegata alla procedura di autorizzazione dello spostamento della cubatura della ex baita era stata presentata la documentazione attestante il fatto che essa si trovava in una zona di pericolo?
  3. Alla delibera del comune di Corvara del 05.05.2015 per la realizzazione delle 2 nuove baite derivanti dalla cubatura della ex baita in zona “Mure von Corvara” è allegata la documentazione attestante il fatto che essa si trovava in una zona di pericolo?
  4. Entro quale area, ai sensi della vigente Legge urbanistica provinciale, poteva avvenire il trasferimento della cubatura della ex baita in zona “Mure von Corvara”? La cubatura poteva essere spostata in tutto il territorio comunale oppure in un ambito territoriale più ristretto?
  5. In base a quali criteri e valutazioni è stata autorizzato lo spostamento della cubatura della ex baita in zona “Mure von Corvara” proprio nell’area dove effettivamente è avvenuta?

POSSIBILITA’ DI UTILIZZO FUTURO DELLE NUOVE BAITE COME “ESERCIZI PUBBLICI PER LA SOMMINISTRAZIONE DI PASTI E BEVANDE NELLE AREE SCIISTICHE”.

  1. Alle quattro baite di nuova realizzazione, o a una o più di esse, (autorizzate con la concessione edilizia del comune di Corvara in data 15.11.2013 e 05.05.2015), che si trovano tutte ai bordi di piste da sci esistenti o in progetto, sarà teoricamente applicabile l’articolo 34 comma 1 della nuova legge “territorio e paesaggio”, trasformandole così in “esercizi pubblici per la somministrazione di pasti e bevande nelle aree sciistiche”?

 Si chiede alla Giunta provinciale:

  1. Di chiedere formalmente al comune di Corvara se davvero non ha intenzione di rispondere a questa interrogazione n. 63/2018 e in questo caso se c’è una motivazione;
  2. Di rispondere come Giunta provinciale almeno alle domande di sua competenza contenute nella citata interrogazione n. 63/2018.
  3. Di vedere se le è possibile, come Giunta provinciale, fornire comunque informazioni utili in possesso dell’amministrazione provinciale anche sulle domande della interrogazione n. 63/2018 non direttamente di sua competenza.

Bolzano, 28 maggio 2019

Cons. prov.

Riccardo Dello Sbarba

Brigitte Foppa

Hanspeter Staffler

Qui potete scaricare la risposta della giunta. 

INTERROGAZIONE.

Premesso che:

– Nel 2010 la Provincia ha acquistato i terreni ex Speedline a € 11.597.646 dagli allora proprietari (che a loro volta avevano comprato i terreni ex Speedline nel 2006 a un prezzo di circa 9,8 milioni di euro) e che in entrambe le vendite i prezzi scontavano i costi della bonifica messi a carico di chi acquistava.

– Che a queste somme di acquisto andava quindi aggiunto il costo della bonifica dei terreni, calcolato nello stesso 2010 dallo “Studio Capuano” a € 3.491.194, che fu messo a carico della Provincia e sottratto dal valore degli immobili (che dunque in realtà sono stati pagati dalla Provincia € 11.597.646 + € 3.491.194 = € 15.088.840).

– Che [come si evince dalla risposta alla nostra interrogazione del 28 maggio 2018, n. 28] nuove analisi svolte dalla ditta INGEA nel 2013 hanno rivelato un più serio inquinamento che fa lievitare i costi della bonifica a € 5.555.468, cioè circa 1,9 milioni di euro in più del previsto e pattuito all’interno del contratto di acquisto del 2010.

– Che per tali costi di bonifica, come affermato dalla citata risposta alla nostra interrogazione, vale il principio “chi inquina paga” (dlgs 152 del 2006) e dunque essi vanno messi a carico di chi ha provocato l’inquinamento.

– Che, come comunicato nella risposta alla nostra interrogazione n. 27 dello stesso 28 maggio 2018, l’inquinamento è dovuto a scorie e scarti di demolizioni che sono stati interrati in una vasta area dell’ex stabilimento, tra le due solette di cemento sotto l’ex capannone della ex Speedline.

– Che nelle stesse risposte l’assessore comunicava che sono in corso trattative tra Avvocatura della Provincia, Ufficio gestione rifiuti, Bls e “presunti responsabili”, che hanno già ricevuto la segnalazione dei presunti costi aggiuntivi.

Si chiede:

  1. Chi sono i “presunti responsabili” dell’inquinamento che ha causato i costi aggiuntivi e con cui la Provincia, dopo aver loro comunicato le “denunce determinate da eventuali costi aggiuntivi” sarebbe in trattativa?
  2. Qual’è la materia della trattativa e le cifre in discussione? Sono previste in aggiunta sanzioni o il pagamento di interessi?
  3. Quali fatti di preciso hanno causato tale inquinamento?
  4. A quali anni, a quale proprietà e a quali gestione della fabbrica risale tale inquinamento?
  5. Venne autorizzato l’interramento di scorie e detriti da demolizione, e se sì, da quale pubblica autorità venne autorizzato?
  6. Se non venne autorizzato, l’interramento avvenuto configura fattispecie di reato? Se sì, quali? La Provincia ha già sporto denuncia?
  7. Sono cominciati i lavori di bonifica? Se sì, da quando e quanto a lungo dureranno?
  8. Ci risulta che in base alla precedente valutazione dei costi di bonifica, la giunta provinciale stanziò con propria delibera gli allora previsti 3,5 milioni di euro. Poiché ora i costi previsti sono cresciuti a 5,5 milioni, la Giunta ha già stanziato i fondi aggiuntivi necessari? Se sì, quando e con quale delibera? Se non li ha ancora stanziati, qual’è la tempistica per la messa a disposizione dei finanziamenti per la bonifica completa?

Bolzano, 28 maggio 2019

Cons. prov.

Riccardo Dello Sbarba

Brigitte Foppa

Hanspeter Staffler

Qui potete scaricare la risposta della giunta.

INTERROGAZIONE.

Col decreto n. 7782 del 2019 l’asta per la vendita dell’intero pacchetto di azioni detenute dalla Provincia nella società ABD Airport Spa è stata aggiudicata alla società ABD Holding Srl, detenuta per il 52% dalla Fri-El Spa dell’imprenditore Josef Gostner e per il 24% ciascuna dalla Signa Holding Srl di René Benko e dalla ZMI Srl di Hans Peter Haselsteiner.

La ABD Holding, in realtà, si chiama così solo dal 10 gennaio 2019. Creata nel marzo 2018, fino al 9 gennaio il suo nome era New Energy Power Srl e proprio in quella data si trasformò nella attuale ABD Holding, cambiando anche l’amministratore unico: fino al 9 gennaio l’amministratore unico si chiamava Günther Schacher, che dal 10 gennaio è stato sostituito da Josef Gostner alla guida della rinominata società.

Schacher è da tempo, ed è tuttora, Sindaco effettivo della società ABD Airport Spa (che ABD Holding dovrebbe acquisire), nonché “equity partner” dello studio Hager & Partners del commercialista bolzanino Heinz Peter Hager, a sua volta rappresentante a Bolzano del gruppo Signa (che è tra i tre soci della ABD Holding che acquisirà ABD Airport Spa).

Risulta (e chiediamo conferma con questa interrogazione) che la ABD Holding abbia depositato l’offerta di acquisizione di ABD Airport in data 14 gennaio 2019, quindi meno di una settimana dopo il cambio di nome e di amministratore unico. Nel citato decreto n. 7782 del 2019 che aggiudica l’asta per la vendita dell’intero pacchetto di azioni detenute dalla Provincia nella società ABD Airport Spa, la società che ha depositato l’offerta d’acquisto viene citata sempre con questa dizione:  “ABD Holding Srl (già New Energy Power Srl)”.

E’ vero che Bolzano è una piccola realtà, ma è bene che i ruoli di ciascun soggetto che partecipa a una acquisizione di una società pubblica come ABD Airport siano chiari a tutti.

Per questo motivo si chiede alla Giunta provinciale:

  1. In quale data ABD Holding ha depositato la propria offerta per l’acquisto del 100% della partecipazione della Provincia in ABD Airport Spa?
  2. Da quale società e da quale persona, o da quali persone, era firmata l’offerta di cui al punto 1?
  3. Nel corso della procedura di gara per la vendita delle quote della Provincia in ABD Spa, sono pervenuti alla Provincia, o comunque esistono atti di qualsiasi genere, da mail con posta certificata, a richieste di accesso o informazione o acquisizione di documentazione, a proposte, a documentazioni consegnate o altro, che siano firmate o comunque riconducibili alla società New Energy Power Srl e/o al suo amministratore unico Günther Schacher?
  4. Nel corso della procedura di gara per la vendita delle quote della Provincia in ABD Spa, sono pervenuti alla Provincia, o comunque esistono atti di qualsiasi genere, da mail con posta certificata, a richieste di accesso o di informazioni o acquisizione di documentazione, a proposte, a documentazioni consegnate o altro, che risalgono a un periodo antecedente il 10 gennaio 2019?
  5. Se la risposta alla precedente domanda è affermativa, quale data riportano tali atti, da quale società e/o persona fisica sono firmati, quale persona fisica è indicata per le norme sulla riservatezza?
  6. La società ABD Holding aggiudicataria della gara ha presentato un Business Plan, o comunque un documento programmatico e/o finanziario? Se sì, quali date riportano questi documenti, da quale società e/o persona fisica sono firmati, quale persona fisica è eventualmente indicata per le norme sulla riservatezza?

Bolzano, 27 maggio 2019

Cons. prov.

Riccardo Dello Sbarba

Brigitte Foppa

Hanspeter Staffler

Qui potete scaricare la risposta della giunta.

In Europa i Verdi hanno avuto ottimi risultati e il loro successo dimostra che clima e ambiente stanno ai primi posti della agenda politica del Continente Noi festeggiamo questi risultati e soprattutto il trionfo in Germania e l’ottimo risultato in Austria, consapevoli del fatto che noi Verdi del Sudtirolo in ogni momento possiamo rivolgerci ai Verdi europei e in particolare agli eletti di questi due paesi nel parlamento europeo. Del resto, il nostro motto è: la protezione del clima non conosce confini.

Per l’Italia ci preoccupa il notevole spostamento a destra e il successo della Lega. I Verdi italiani non ce l’hanno fatta a superare la soglia del 4%.

In Alto Adige invece abbiamo più che raggiunto il nostro obbiettivo per queste elezioni. Con 21.148 voti – nonostante tutti gli uccelli del malaugurio – abbiamo mantenuto il nostro risultato e addirittura siamo riusciti a crescere rispetto al risultato delle provinciali del 2018 (19.392). Al paragone con le elezioni europee del 2014 (18.948) siamo cresciuti di 2.000 voti. Particolarmente bene siamo andati a Bolzano, Ortisei, Malles, Brunico, Dobbiaco, Montagna, Bressanone. I valori e i programmi die Verdi sono sostenuti e apprezzati dalle elettrici e dagli elettori.

Abbiamo considerato le elezioni europee per quello che erano: elezioni europee e non derby di provincia. Noi ci battiamo per i nostri valori, in una dimensione europea e all’interno di una importante famiglia politica europea.

Questa impostazione è anche dimostrata dal fatto che su circa 12.000 voti per Norbert Lantschner, uno su sei arriva comunque da fuori Alto Adige.

Siamo molto orgogliosi dell’ottimo risultato tra i giovani e le giovani elettrici, dimostrato dalle circa 5.000 preferenze ottenute da für Judith Kienzl.

Siamo convinti che, come nel resto d’europa, le nuove generazioni di votanti votano in modo massiccio per i Verdi. Noi abbiamo consapevolmente puntato a dialogare con queste nuove generazioni e a dare loro una voce.

Tutto questo con un budget elettorale molto contenuto – anche questo fa parte di una politica pulita. Noi abbiamo puntato sulla nostra candidata e sul nostro candidato convincenti e motivati, sui nostri Giovani Verdi, sui volontari e le volontarie, che instancabilmente si sono impegnati nella campagna elettorale.

Grazie a tutte le persone che hanno votato per i Verdi e che hanno contribuito a questo risultato. Il futuro di una Europa aperta e solidale è Verde!