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L’assessore Alfreider e il presidente bavarese Söder criticano le politiche per i trasporti attuate dal governo tirolese, ma senza offrire concrete proposte alternative per risolvere la situazione del traffico lungo l’asse del Brennero ormai insostenibile. Noi Verdi sosteniamo le politiche per i trasporti del governo tirolese.

Il governo tirolese ha introdotto il divieto di deviazione dalla tratta autostradale per tutelare le/gli abitanti dell’Alta Val d’Isarco e della Valle dell’Inn che altrimenti ne vengono travolti. Infatti, non appena l’autostrada è satura di mezzi e il traffico è congestionato, autisti e camionisti deviano sulle strade laterali e intasano anche i paesi.

Invece di plaudire alle politiche per i trasporti coerenti del governo tirolese, l’assessore Daniel Alfreider e il presidente bavare Markus Söder non fanno altro che criticare e brontolare. Entrambi però su questo tema non fanno altro che ripetere le solite frasi vuote. Sottolineano certo che bisogna procedere in maniera concertata e coordinata, ma è un ritornello che sentiamo ormai da 40 anni.

Fino a che i governi del Sudtirolo e della Baviera non avranno alcun piano su come diminuire al più presto il traffico sull’asse del Brennero, sono pregati di evitare le critiche ai vicini del Nord, o a quelli del Sud. I Tirolesi stanno prendendo sul serio le loro responsabilità e attuano provvedimenti concreti per la tutela della popolazione. È un esempio che l’Alto Adige/Südtirol dovrebbe solo seguire: proposte e soluzioni sono sul tavolo da tempo, ora si tratta di attuarle.

BZ, 24/6/2019

Cons. prov.
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ
Leggiamo sul sito di unibz che per il posto di coordinatore/coordinatrice didattico/scientifica per la lingua tedesca sono ammessi solo persone appartenenti al gruppo linguistico tedesco o ladino. Il tutto nel “rispetto della proporzionale etnica”. Si veda il bando pubblicato in data 7.6.2019 con scadenza 21.6.109 dal sito dell’università.

Vi si legge: “Sono ammessi ai colloqui sia candidati appartenenti al gruppo linguistico tedesco che candidati appartenenti al gruppo linguistico ladino. La posizione è tuttavia riservata al gruppo linguistico tedesco. Qualora la posizione non potesse essere conferita ad un candidato appartenente al gruppo linguistico tedesco, la stessa verrà attribuita ad un candidato idoneo appartenente al gruppo linguistico ladino nel rispetto della proporzionale etnica.”

Da quello che ci risulta la Libera Università di Bolzano, non essendo istituzione pubblica, non è vincolata alla proporzionale etnica.
Si chiede quindi alla Giunta provinciale:

  • La Libera Università di Bolzano è vincolata al principio della proporzionale etnica nelle assunzioni del personale?
  • Se lo è, da quando? E secondo quale normativa?
  • Se non lo è, perché nel bando suddetto si fa riferimento al rispetto della proporzionale etnica?
  • Se non lo è, la richiesta di tale requisito non presenta secondo la Giunta un elemento di discriminazione nei confronti delle persone appartenenti al gruppo linguistico escluso e delle persone non iscritte ad alcun gruppo linguistico?

Bolzano, 18.06.2019

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

Ennesimo rinvio della legge dei Verdi sulla limitazione dell’attività aerea. La maggioranza attende gli “incontri coi privati”. Ma servono regole chiare e trasparenti. Serve una legge provinciale.

Questa mattina, su proposta della Svp, la IV Commissione legislativa del Consiglio provinciale ha rinviato ancora una volta la trattazione del disegno di legge del gruppo Verde sull’aeroporto di Bolzano. E’ l’ultimo rinvio concesso dal regolamento del Consiglio: nella prossima seduta del 23 luglio la legge dovrà essere trattata, o verrà comunque iscritta all’ordine del giorno del Consiglio.
Questo prendere tempo non ci convince e ne abbiamo chiesto le ragioni ai colleghi della Svp. Ci hanno risposto che sono in corso consultazioni interne al partito, che è stato formato un “gruppo di lavoro” e che presto ci sarà un incontro “con i privati che hanno vinto la gara”. Il tutto dovrebbe concludersi entro fine giugno.
Ci fa piacere che con la presentazione del nostro disegno di legge si sia fermato l’iter di “privatizzazione” dell’aeroporto, che avrebbe consentito ai privati quel “potenziamento” (con allungamento della pista) bocciato dal referendum del 2016. E ci fa piacere che i rappresentanti Svp in commissione abbiano riconosciuto la validità dei due pilastri della nostra proposta:

1. Che la Provincia deve fare una legge per limitare con precisione l’attività aerea dell’aeroporto di Bolzano.
2. Che la Provincia deve attivarsi subito per acquisire la proprietà della infrastruttura (l’aeroporto di Trento è stato provincializzato da anni!)
A questo punto ci saremmo aspettati un confronto per arrivare a una proposta condivisa, magari modificando il nostro testo, oppure con una proposta da parte della giunta.
Nessuna delle due cose è finora accaduta. Mentre la nostra proposta resta “parcheggiata” in commissione, ci viene comunicato che la Svp attende un “confronto con i privati”. Per arrivare a cosa?
E’ una procedura molto poco trasparente. Di questi incontri non si sa nulla, non si sa che cosa voglia fare la Svp, cosa voglia fare la Giunta, cosa rispondono i “privati”.
Noi siamo convinti che in uno Stato di diritto per regolare una materia come il traffico aereo sul proprio territorio una Provincia autonoma approva una legge, l’unico strumento certo e trasparente. Qualsiasi altra cosa (impegni, dichiarazioni, o simili) si muove nell’oscurità di incontri chiusi e il risultato non dà nessuna garanzia e può essere modificato in ogni momento.
Invitiamo dunque Svp e Giunta provinciale a uscire dalle trattative segrete e lavorare con noi a una proposta di legge condivisa che rispetti il referendum del 2016. Noi siamo pronti e disponibili. L’appuntamento è al 23 luglio.

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

DOCUMENTAZIONE:
DISEGNO DI LEGGE n. 6 del 2019, “Tutela del clima, limitazione del traffico aereo e trasferimento alla Provincia dell’aeroporto di Bolzano”: http://www2.landtag-bz.org/documenti_pdf/idap_555606.pdf
RELAZIONE ALLA LEGGE: http://www2.landtag-bz.org/documenti_pdf/idap_555607.pdf

 

I tempi sono maturi per una scuola plurilingue come offerta aggiuntiva. Presentazione del disegno di legge del Gruppo Verde.

Un altro anno scolastico sta concludendo. E anche quest’anno la scelta delle iscrizioni di bambine/i e ragazze/i nella scuola dell’altro gruppo linguistico è tornata al centro del dibattito. Un tema questo che troppo spesso viene distorto e abusato, anche politicamente. Un altro approccio, e cioè quello della scuola plurilingue come offerta aggiuntiva, è invece tabuizzato e taciuto. Eppure molte famiglie desiderano che le loro figlie e i loro figli siedano accanto a ragazze e ragazzi dell’altra lingua e vorrebbero poter far uso di una tale offerta scolastica.

Si tratta di una proposta nata e maturata da tempo all’interno dei Verdi: offrire sezioni plurilingui in scuole e asili come offerta aggiuntiva e facoltativa. Già nella scorsa legislatura avevamo elaborato un disegno di legge sul tema. La proposta era stata bocciata dalla maggioranza SVP-PD con la motivazione che avrebbe potuto portare a disparità nella scelta dell’offerta scolastica (?!). Francesco Palermo, allora Senatore a Roma, aveva portato una proposta simile anche in Parlamento.

Ora ripresentiamo il disegno di legge in versione leggermente rivisitata. Come immaginiamo il tutto?

L’iscrizione alla sezione bilingue si basa su una scelta volontaria e facoltativa e non sostituisce l’offerta scolastica attualmente esistente. Questa viene assicurata in ogni caso. Viene istituito una sezione plurilungue, nel caso in cui il numero di iscrizioni sia sufficiente a formare almeno una classe. Questo si raggiunge se per tale offerta in una scuola materna si iscrivono almeno 14 bambine/i e in una scuola almeno 15 all’anno. In queste sezioni, ovvero classi, verrà inserito personale docente di entrambi i gruppi linguistici.

La lezione avviene in una delle due lingue ufficiali, tedesco o italiano. Per garantire un bagaglio lessicale sufficiente per ogni materia, la lingua di insegnamento viene cambiata durante il percorso scolastico. Quando e quanto spesso questo debba avvenire, viene deciso dall’autonomia scolastica. Nelle pagelle delle scolare e degli scolari viene indicata la lingua in cui è avvenuto l’insegnamento.

Nella scuola primaria inferiore si può sviluppare un’offerta plurilingue che coinvolga più età, nelle scuole superiori e nelle scuole professionali provinciali il focus plurilingue può anche essere inserito in singoli moduli.

Per fare tutto questo abbiamo naturalmente bisogno di corsi formativi e di aggiornamento per il personale in istituzioni plurilingui, in modo che le/gli insegnanti si possano preparare alla nuova situazione scolastica e possano essere in scambio continuo.

Questo in breve il contenuto del disegno di legge n. 2/XVI.

Verrà trattato nella prossima seduta della 1a commissione legislativa e speriamo che la scuola plurilingue, tanto evocata durante la campagna elettorale da molti partiti, ottenga finalmente un ampio consenso. La società se lo augura e lo spera da tempo.

Bolzano, 12.06.2019

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba

Hanspeter Staffler

Oggi 12 giugno 2019 la prima Commissione regionale ha trattato il disegno di legge del Gruppo Verde (prima firmataria Brigitte Foppa) “Rappresentanza di genere nelle commissioni consiliari dei Comuni” – con bocciatura finale. Ma andiamo con ordine:
La prima versione del disegno di legge proponeva che le commissioni consiliari dei comuni fossero composte in futuro in modo tale da garantire un’adeguata rappresentanza di entrambi i generi.
In una prima fase, da alcuni consiglieri la formulazione “adeguata rappresentanza” era stata ritenuta troppo ampia, così la consigliera Foppa ha presentato alla prima commissione un emendamento discusso nella riunione odierna. La proposta è stata ridotta al “minimo sindacale” per cui il disegno di legge oggi prevedeva che nelle Commissioni consiliari ci fosse “una rappresentanza” (= 1 donna). “Meno di così non è proprio possibile!” – commenta la prima firmataria Brigitte Foppa.
A quanto pare questa richiesta di “parità” è stata ritenuta ancora troppo dalla Commissione, visto che in conclusione il disegno di legge è stato bocciato, con il sostegno non indifferente da parte del consigliere PD del Trentino Luca Zeni che si è astenuto e del consigliere SVP Franz Locher che ha votato contro. Interessante invece che i colleghi SVP di Locher, Helmut Tauber e Jasmin Ladurner, abbiano votato a favore insieme a Riccardo Dello Sbarba, Maria Elisabeth Rieder e Alex Marini.
In conclusione, ancora per qualche tempo gli uomini resteranno un po’ “più pari” rispetto alle donne e non possiamo fare a meno di chiederci: c’è un limite minimo per le richieste che le donne si possono permettere di fare?

Cons. reg.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

Mercoledì 12 giugno alle ore 20 presso la Casa della cultura di Malles l’iniziativa Hollawint e il Gruppo verde in Consiglio Provinciale organizzano un incontro con RENATE KÜNAST, ex Ministra tedesca per la tutela dei consumatori, alimentazione e agricoltura, membro del Parlamento tedesco, Bündnis90/Die Grünen. Brigitte Foppa modererà l’incontro. Tra i presenti ci saranno Arnold Schuler, Antonia Egger, Martina Hellrigl, Evi Keifl, Daniele Piscopiello, Hanspeter Staffler, Friedrich Steiner.
Renate Künast è per i Verdi Grüne Verc un vero esempio. Oltre a essere stata Ministra competente e riconosciuta per la tutela dei consumatori, alimentazione e agricoltura è una donna che conosce bene la vita politica, i suoi momenti di successo e le sue difficoltà. È stata una delle prime politiche ad affrontare con coraggio gli odiatori del web e non teme di confrontarsi anche sugli argomenti più scottanti.
Arriva a Malles in contatto con le donne di Hollawint, iniziativa civica da sempre in prima linea per il Comune di Malles libero da pesticidi. Tra le persone presenti ci saranno anche la presidente delle Bäurinnen Antonia Egger, la cofondatrice di Hollawint Martina Hellriegl l’assessore Arnold Schuler, l’albergatore Friedrich Steiner del Biohotel Panorama, l’agricoltore biologico Daniele Piscopiello, la mediatrice Evi Keifl, il Consigliere provinciale Hanspeter Staffler. La modalità scelta da Brigitte Foppa per animare il dibattito, quella del fishbowl, darà a tutte le persone presenti la possibilità di entrare in dialogo con questa interessantissima ospite. Al centro del confronto ci sarà il futuro dell’agricoltura nella nostra Provincia e in Europa – e la trasformazione attraverso la quale passare per migliorare il mondo.

Contatti:
Martina Hellrigl / Hollawint, Mals: hellriglmartina@hotmail.com
Brigitte Foppa / capogruppo dei Verdi in Consiglio Provinciale: brigitte.foppa@landtag-bz.org
Renate Künast / Bündnis 90/Die Grünen: renate.kuenast@bundestag.de
Bolzano, 07/06/2019

Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler
Riccardo Dello Sbarba

La delibera approvata dalla Giunta martedì 4 giugno, che intende regolamentare l’uso della Piazza Silvius Magnago, è a dir poco fumosa e incomprensibile.
Piazza Magnago è centro simbolico e non solo della vita politica e istituzionale della Provincia, il suo rifacimento è costato 1 milione e 600 mila Euro, la si è voluta appositamente vuota e senza vita, eliminando dalla sua superficie tutto quello che era possibile togliere (alberi, portabici, ecc.) perché doveva essere accessibile alle persone. E ora si vogliono mettere dei paletti proprio ai cittadini e alle cittadine che ne vogliono fare uso?
Mai come in questi ultimi mesi la piazza è stata usata da movimenti, sindacati, associazioni, gruppi d’interesse per dare voce alle preoccupazioni e alle richieste della gente e dobbiamo anche dire che tante decisioni prese dalla Giunta hanno contribuito non poco all’animazione della piazza. E ora la Giunta vuole limitare queste manifestazioni, anche se non è chiaro chi ne avrà diritto e chi prenderà le decisioni in merito. Assurda è poi la limitazione delle manifestazioni ai giorni feriali, dal lunedì al venerdì… Ma i giovani di #fridaysforfuture non dovevano scioperare di sabato?
Questa piazza deve restare a disposizione di tutte quelle persone che vogliono esercitare il diritto garantito dalla Costituzione di manifestare ed esprimere la propria opinione, indifferentemente da chi ci si rivolge. E come rappresentanti eletti dalla gente, diamo loro ascolto.

Bolzano, 7/6/2019
Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

Il Consiglio provinciale ha approvato oggi 5 giugno 2019 a larga maggioranza la mozione verde “Facciamo qualcosa per le specie animali e vegetali a rischio estinzione”.

Gli animali e le piante, eccetto il lupo, mettono d’accordo tutte e tutti in Consiglio provinciale. Grazie a una mozione dei Verdi approvata oggi, Giornata mondiale dell’ambiente, l’Alto Adige / Südtirol si riattiverà per diffondere materiale informativo e di sensibilizzazione sulle specie animali e vegetali a rischio della nostra provincia. Oltre ai mezzi più tradizionali come poster e pubblicazioni si valuterà finalmente l’avvio di una app per permettere anche agli amatori e alle amatrici della natura di segnalare gli avvistamenti su carte interattive online. Il personale necessario alle attività di ricerca e di divulgazione sarà messo a disposizione e stabilizzato.

Bolzano, 05/06/2019

Cons. prov.

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba                   

Hanspeter Staffler

Cessione ai privati di ABD: il gruppo Verde ha ottenuto in questa sessione di consiglio 4 importanti risposte ad altrettante interrogazioni di attualità

In sintesi, dalle risposte del Presidente Kompatscher abbiamo saputo:

  1. Che la valutazione del valore di ABD è costata alla Provincia 120.000 €. Che la Provincia dopo il referendum ha continuato a finanziare ABD con contratto di servizio per queste cifre: nel 2016 5,2 milioni, nel 2017 3,9 milioni, nel 2018 3,6 milioni.
  2. Che per la vendita c’è ancora tempo. Infatti la gara prevede che il decreto di assegnazione (firmato il 13/5/2019) non sia efficace finché non sono verificati i requisiti della società, cosa non ancora avvenuta. Quindi non è ancora cominciato il “conto alla rovescia” dei 60 giorni entro cui deve essere firmato il contratto di vendita. C’è tutto il tempo per approvare una legge provinciale per limitare il traffico aereo e vietare ogni allungamento della pista!
  3. Aspetti finanziari: la perdita nel bilancio della Provincia in caso di vendita. Kompatscher ha confermato che nel bilancio provinciale, capitolo “partecipazioni in imprese controllate”, ABD è iscritta con un valore di 37.155.797 €. Se viene venduta questa partecipazione diventa zero e una sola volta, sul capitolo “alienazioni di partecipazioni” comparirà la cifra di 3,8 milioni. La differenza tra i due valori è eclatante e difficile da giustificare.
  4. E se la Provincia ci ripensasse e non vendesse più, i vincitori della gara potrebbero far ricorso e chiedere danni? No, ha risposto Kompatscher. Nel bando di gara è previsto che la Provincia possa annullare la cessione in ogni momento senza alcun indennizzo, se non i costi dovuti alla partecipazione alla gara.

Conclusione: la Provincia ha ampi spazi, sia di tempo che giuridici, per fare una legge di limitazione del traffico aereo e addirittura per ripensarci su tutta l’operazione.

Qui interrogazioni e risposte.

Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

Come possiamo trovare strade diverse rispetto a quella dell’eliminazione, con soluzioni adeguate che tutelino persone, attività umana, habitat, animali e piante.

In generale la biodiversità e la sua tutela vengono riconosciuti come obiettivi auspicabili da parte della politica e della società. Eppure la protezione della natura e delle specie nasconde spesso anche duri conflitti. Negli ultimi anni ne abbiamo avuto conferma in varie situazioni, soprattutto quando si tratta di grandi carnivori e tutela delle persone e delle attività umane. L’Alto Adige/Südtirol non viene risparmiato né dai dibattiti attualmente in corso a livello internazionale, né dalla presenza di grandi carnivori, come l’orso o il lupo. Un tempo questi animali, importanti per un giusto equilibrio della biodiversità, sono stati sterminati ed eliminati dal nostro territorio. Attraverso programmi di ripopolamento e non solo ora tornano anche sulle nostre montagne. Altre specie animali “pericolose” sono state salvate dall’estinzione grazie a misure di tutela e a vasti programmi di sensibilizzazione (si pensi sono ai serpenti velenosi). Accanto al messaggio positivo per la tutela delle specie esiste anche il rifiuto e a volte addirittura la rivolta contro la presenza dei grandi predatori. Sappiamo che l’accettazione di questi animali diventa sempre difficile quando l’esistenza degli allevatori e degli agricoltori di montagna e dei loro animali viene minacciata. E ogni volta si urla e si chiede di sterminarli (parole chiave: per un Sudtirolo libero dai lupi e dagli orsi).

Noi siamo convinti che questi conflitti vadano risolti non in modo totalitario, ma piuttosto con il coinvolgimento di tutta la società. Chiediamo quindi di tornare a un approccio oggettivo e concreto rispetto al problema e si affidi il problema della convivenza con i grandi carnivori a un adeguato Piano di gestione. Con questo obiettivo abbiamo presentato una mozione che verrà discussa in questa settimana di Consiglio provinciale. È necessario inoltre sostenere la protezione delle greggi, stanziare indennizzi adeguati per coloro che subiscono danni, avviare formazioni specifiche per agricoltrici e agricoltori. Per animali particolarmente problematici, l’eliminazione mirata, così come prevista dalla legge, non è un tabù.

Un’informazione equilibrata e una corretta attività di sensibilizzazione ricolloca il tema così polarizzante di lupi e orsi in quello più ampio delle specie animali e vegetali protette e a rischio di estinzione. Anche qui si deve e si può fare di più. E a questo mira la seconda mozione dei Verdi presentata questa settimana.

Niente di nuovo in Consiglio provinciale.

Il ritorno sulle Alpi dei grandi carnivori era annunciato da tempo dalla scienza e la Provincia aveva tutte le possibilità per arrivarci preparata. Il Gruppo Verde in consiglio provinciale ha proposto fin dal 2012 mozioni per l’istituzione di un “gruppo di lavoro sui grandi predatori” (nel 2012 e nel 2014) con scienziati, allevatori e sindaci e per un “Piano di gestione per i grandi predatori” (nel 2014). Ogni volta la maggioranza ha respinto queste proposte.

Ecco una sintetica cronistoria:

11 maggio 2012, Mozione 480: “Gruppo di lavoro sui grandi predatori”. 4 sì. 10 no, 6 astenuti. Respinta.

13 gennaio 2014, Mozione n. 38 “Gruppo di lavoro sui grandi predatori”. 14 sì, 14 no. Respinta.

23 ottobre 2014, Mozione n. 244: “Un piano di gestione per i grandi predatori”. 4 sì, 13 no, 9 astenuti. Respinta.

Così la Provincia è arrivata impreparata a questo appuntamento, aspettando che venisse attaccata la prima pecora per cercare di correre ai ripari, quando ormai rabbia e paura rendono più difficile una argomentazione pacata e scientifica.

Ma non è mai troppo tardi per riprendere in mano la questione offrendo soluzioni pragmatiche, rassicuranti e realistiche. Torniamo dunque a proporlo con una mozione che – non a caso – porta il titolo: “Grandi predatori: piano di gestione per la tutela dell’attività umana e delle altre specie animali”. Poiché, accanto al mantenimento della biodiversità, ci pare ora urgente porsi l’obiettivo della protezione delle greggi, del sostegno agli allevatori, della tutela dell’agricoltura di montagna. Vogliamo indicare una strada che rassicuri chi lavora in montagna e dimostri che una gestione del fenomeno è possibile nell’interesse di tutti e tutte.

Proteggere le greggi, sostenere gli allevatori e le allevatrici di montagna

Noi vogliamo tutelare le agricoltrici e gli agricoltori di montagna, senza dover sterminare il lupo una seconda volta. Sulle malghe svizzere si fa da oltre 10 anni attività di protezione delle greggi. Pastori, cani e steccati proteggono le pecore dall’attacco dei lupi. Queste pratiche ed esperienze positive si possono attuare anche in Sudtirolo e i costi devono essere coperti dalla mano pubblica.

Gli attacchi verificatisi nelle scorse settimane non devono più ripetersi. Gli allevatori hanno bisogno di ogni sostegno da parte della mano pubblica per poter portare sugli alpeggi greggi e mandrie senza troppe preoccupazioni. Da due decenni, in tutta Europa si stanno facendo ricerche per capire come pastorizia e grandi predatori possano convivere. I ricercatori hanno definito una serie di misure che nel frattempo vengono messe in pratica con successo in Germania, Austria e Svizzera.

Le greggi devono essere protette. Tutta la società è chiamata ad attuare soluzioni insieme alle agricoltrici e agli agricoltori di montagna. Pastori, cani da guardia per le greggi e steccati sono costosi e le spese necessarie devono essere coperte da finanziamenti pubblici. Le esperienze sulle malghe svizzere dimostrano che questo tipo di protezione delle greggi funziona, con soddisfazione di tutte le persone coinvolte.

Le perdite vanno risarcite subito e nel modo meno complicato possibile. Nel caso di attacchi gli esperti devono intervenire prontamente recandosi sul posto, rilevando l’entità del danno e il risarcimento deve essere erogato dall’amministrazione all’agricoltore colpito in tempi rapidi.

La formazione è necessaria e importante. Tutte le persone coinvolte, come il personale forestale, allevatori e cacciatori, devono ricevere una formazione adeguata. Solo con delle conoscenze complete si possono elaborare e attuare insieme delle soluzioni adeguate.

Monitoraggio della diffusione di lupi. Lupi e orsi devono essere monitorati costantemente con le metodologie più moderne da parte del servizio forestale. La guardia forestale in Sudtirolo è organizzata in maniera capillare e già oggi è munita di persone con esperienza in grado di garantire questo servizio.

Non spaventarsi di fronte a misure drastiche. Se tutte le misure preventive non fossero sufficienti ed esemplari problematici causassero danni, allora deve esserci la possibilità di misure drastiche come la cattura e lo spostamento se non l’abbattimento vero e proprio, messo in atto secondo le regole vigenti in modo rapido e professionale.

La rabbia degli agricoltori e delle agricoltrici di montagna è ben comprensibile, anche perché finora è completamente mancata l’istituzione di un piano di gestione dei grandi carnivori. I motivi perché questo non sia stato ancora possibile saranno probabilmente disparati, ma non riusciamo a liberarci dalla sensazione che gli sforzi degli uffici competenti vengano ostacolati su più fronti.

L’Alto Adige/Südtirol ha fino a oggi risolto problemi ben più grandi. Società, agricoltori, amministrazione e politica devono accogliere i consigli di esperti e scienza, mettere a disposizione i fondi necessari, investire in formazione ed educazione e non lasciare sole le persone in prima linea, allevatori e agricoltori di montagna.

“L’allevamento delle pecore secondo me è molto importante in Alto Adige, costituisce un fattore importante per la biodiversità sui nostri alpeggi”, così Peter Gasser, veterinario di Malles “i “pifferai”, che con i loro slogan populisti come Alto Adige libero dai lupi intontiscono l’opinione pubblica, dovrebbero sapere che nel contesto italiano e europeo questo non è possibile. Continuare a negare l’evidenza costituisce invece il vero pericolo per le nostre greggi.”

 

Sapere che cosa è a rischio.

Le generazioni di mezza età si ricorderanno dei poster esposti in tutti i luoghi immaginabili in cui era riportata una selezione di animali e piante protetti e a rischio di estinzione. Questi poster avevano per prima cosa il compito di diffondere l’immagine e il nome di questi animali e piante ma erano anche un invito a tutte e tutti a prendersene carico.

Oggi accanto ai poster esistono mezzi di comunicazione ancora migliori per diffondere e fissare il sapere e la consapevolezza nei confronti della natura, compresi esemplari di flora e fauna bisognosi di tutele particolari. In una mozione proponiamo di attivarci in questa direzione. Il nostro ricco bilancio provinciale deve essere a disposizione anche di quelle creature che devono poter continuare a far parte dell’ambiente sudtirolese.

Bolzano, 03/06/2019

 

Brigitte Foppa         Riccardo Dello Sbarba            Hanspeter Staffler          Peter Gasser