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I bambini devono poter giocare in luoghi non contaminati

MOZIONE

Già 7 anni fa, nel 2012, l’Associazione tutela ambiente val Venosta aveva ricevuto i risultati di analisi di laboratorio su campioni d’erba che confermano le paure diffuse nella popolazione riguardo alla salute di alunni e alunne. Residui di nove diversi fitofarmaci, cioè di sostanze che dovrebbero proteggere le piante, sono stati trovati nell’erba intorno alla scuola elementare di Tarces, e in grandi concentrazioni. Sono state rilevate le seguenti sostanze: dithianon, 6-benziladenina, ditiocarbammati, rame, cyprodinil, penconazol, chlorpyriphos etil, fluazinam e imidacloprid. Alcune di queste sostanze sono dannose soprattutto in combinazione con altre, particolarmente per gli organismi in fase di crescita, che per il minore peso corporeo ne risentono più degli adulti.

Come gruppo Verde abbiamo reagito nel 2013 presentando una mozione che prevedeva il controllo periodico della presenza di pesticidi nei cortili scolastici. La maggioranza ha respinto la mozione nella seduta consiliare del 13 marzo 2014 rimandando a uno studio svolto su incarico della Giunta provinciale (ai sensi della delibera n. 1133 del 27 luglio 2013). Tale studio doveva rilevare se i pesticidi hanno un effetto negativo sulla salute delle persone. Dopo vari rinvii lo studio è finalmente stato presentato il 1° agosto 2017, con la conclusione che non sussistono pericoli gravi.

È tuttavia risaputo che i fitofarmaci utilizzati sui terreni agricoli per combattere insetti, erbacce o malattie fungine possono essere trasportati per tratti anche lunghi tramite evaporazione, vento e
precipitazioni. Mentre nei prodotti agricoli si analizza regolarmente un’eventuale presenza di residui di pesticidi, mancano ancora i rilevamenti sulla possibile contaminazione di luoghi pubblici o giardini privati adiacenti ai terreni agricoli.

Ora lo studio “Pesticide contamination and associated risk factors at public playgrounds near intensively managed apple and wine orchards”, pubblicato a maggio 2019 sulla rivista “Environmental Sciences Europe” ha prodotto dei nuovi risultati. Nello studio è stata analizzata la contaminazione da deriva di pesticidi degli spazi pubblici confinanti con terreni agricoli.

Per lo studio sono stati selezionati in modo casuale 71 parchi giochi pubblici in quattro aree dell’Alto Adige (val Venosta, valle Isarco, val d’Adige e Bassa Atesina). Sui campioni d’erba prelevati è stata analizzata l’eventuale presenza di 315 pesticidi. L’autrice Caroline Linhart afferma che la particolarità dello studio consiste non solo nella misurazione dei residui dei pesticidi, ma anche nell’analisi dei fattori sottostanti (distanza dal frutteto o vigneto, direzione e forza del vento, radiazione solare).

Il tossicologo e coautore Peter Clausing, di Pestizid Aktions-Netzwerk (PAN Germany), sostiene che i residui nei campioni di erba rappresentano un problema anche se le persone non mangiano l’erba. Il 92% dei pesticidi riscontrati agisce infatti a livello ormonale e può interferire con il sistema endocrino delle persone e creare disturbi, cosa problematica soprattutto nei bambini. Clausing afferma che simili interferenti endocrini possono contribuire all’insorgere di malattie croniche come obesità, diabete o anche tumori.

Risultato principale dello studio: i parchi giochi in val Venosta sono quelli più frequentemente contaminati da pesticidi mentre quelli in Bassa atesina registrano la concentrazione più alta.

Le analisi hanno anche dimostrato che la concentrazione di pesticidi rilevata è più elevata nei parchi giochi più vicini ai terreni agricoli. Inoltre elevate precipitazioni e vento moderato sono collegati a una maggiore concentrazione di pesticidi.

Secondo l’autrice dello studio i risultati dimostrano che i parchi giochi analizzati dovrebbero avere una distanza minima di 100 metri dai terreni agricoli per evitare quanto più possibile una contaminazione da pesticidi. In caso di vento moderato o forte, i pesticidi possono essere trasportati fino a 300 metri di distanza. A seconda dell’irraggiamento solare sono possibili anche concentrazioni più elevate.

Anche la legislazione europea si occupa di questa tematica. La direttiva n. 2009/128 del Parlamento europeo recita: “In altre aree come i parchi e giardini pubblici, i terreni sportivi e le aree ricreative, i cortili delle scuole e i parchi giochi per bambini […] i rischi derivanti dall’esposizione ai pesticidi sono elevati. In queste aree, l’uso di pesticidi dovrebbe essere vietato o ridotto al minimo.”

Inoltre nel 2019 il Parlamento europeo ha approvato la “Risoluzione del Parlamento europeo del 12 febbraio 2019 sull’applicazione della direttiva 2009/128/CE concernente l’utilizzo sostenibile dei pesticidi”. Al punto 61 del suddetto documento il Parlamento europeo “invita la Commissione e gli Stati membri a vietare l’utilizzo dei PPP nelle aree frequentate dal grande pubblico o da gruppi vulnerabili di cui all’articolo 3, paragrafo 14, del regolamento (CE) n. 1107/2009”.

Al punto 62 “invita la Commissione e gli Stati membri a prestare particolare attenzione alla protezione dei gruppi vulnerabili di cui all’articolo 3, paragrafo 14, del regolamento (CE) n. 1107/2009,
considerando in particolare l’attuale assenza di protezione dei residenti delle zone rurali che vivono in prossimità delle colture; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a proporre divieti
immediati sull’uso dei pesticidi entro una distanza considerevole dalle abitazioni dei residenti, dalle scuole, dai campi da gioco, dagli asili nido e dagli ospedali”.

In Alto Adige vi è urgente necessità di intervenire. Molte scuole e parchi giochi si trovano nelle immediate vicinanze di aree a frutticoltura intensiva in cui si usano pesticidi. Bisogna fornire una risposta alle paure e preoccupazioni di molti genitori.

Pertanto il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale

  1. di svolgere regolari controlli sulla presenza di pesticidi nei cortili scolastici e nei parchi giochi dell’Alto Adige.
  2. I controlli sono vincolanti per tutti i cortili scolastici e i parchi giochi che confinano con terreni coltivati in modo intensivo o che non rispettano la distanza minima di 100 metri raccomandata dallo studio.

Bozen, 29.05.2019

Consiglieri provinciali

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba

Hanspeter Staffler

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