Nel Bauernbund volano stracci dopo le dichiarazioni di Leo Tiefenthaler, presidente contemporaneamente della associazione contadini e del Wirtschaftsring. Probabilmente tirato per la giacchetta dalle lobby economiche l’Obmann del Bauernbund ha riesumato il tema del potenziamento dell’aeroporto.
Così per l’ennesima volta si mette in discussione l’esito del referendum del 2016 e si prova a „interpretarlo“. Questi tentativi di cambiare il significato politico dei risultati del referendum li abbiamo colti fin da prima del voto, quando i sondaggi davano per certa la sconfitta dei promotori del potenziamento. Anche allora abbiamo fatto notare che la domanda che la Giunta provinciale aveva sottoposto a referendum non rispecchiava esattamente quello su cui i cittadini e le cittadine davvero volevano votare, e cioè non solo il finanziamento, ma sullo stesso futuro aeroporto.
Per questo oggi vogliamo riportare alla memoria di tutti la espressione di volontà espressa dalle elettrici e dagli elettori nel referendum del 2016, con la vittoria sensazionale e inaspettata del 70,4% per il no al piano di ampliamento dello scalo – una vittoria contro la linea della SVP e di tutti i potentati economici dell’Alto Adige.
La Bassa Atesina e la conca di Bolzano non sopportano il carico del traffico aereo. Bastano e avanzano i carichi rappresentati dalla autostrada, dall’inceneritore, dal Safety Park etc. Una sana rappresentanza delle categorie economiche dovrebbe tenere conto non solo del fatto che anche lei porta la responsabilità verso l’intera società e la sua salute, ma dovrebbe essere consapevole soprattutto di una cosa: quando il troppo stroppia.
Bolzano, 03.09.2018
Consiglieri provinciali
Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss
Fino al 6 settembre gli elettori dimoranti temporaneamente fuori provincia possono presentare, presso il proprio Comune di iscrizione nelle liste elettorali, la richiesta per poter esercitare il voto per corrispondenza. Vi chiediamo di inoltrare questa informazione ai vostri familiari/amici/conoscenti al momento dimoranti all’estero e che potrebbero essere interessati al voto per corrispondenza. Informazioni complete sono a disposizione sul sito delle provincia http://elezioni.provincia.bz.it/home_li_vg.html.
Ricordatevi che per noi Verdi il voto per corrispondenza é sempre particolarmente importante (nel 2013 abbiamo ottenuto il 23,3%)!
Foto: da sinsitra Olivia Kieser, Sadbhavana (Sadi) Pfaffstaller, Karl Tragust, Laura Polonioli, Zeno Oberkofler, Patrizia (Patti) Gozzi Buca, Nazario Zambaldi
All’Assemblea provinciale dei Verdi Grüne Vёrc di ieri 21 agosto 2018 è stata presentata e approvata all’unanimità la lista dei candidati e delle candidate alle prossime elezioni provinciali 2018. Tra gli ultimi nomi nuovi che completano la lista verde ci sono l’avvocata Laura Polonioli e l’insegnante Nazario Zambaldi.
Ci siamo! La lista delle candidate e dei candidati per le elezioni di ottobre è ora completa. Noi Verdi abbiamo dato il nostro meglio e possiamo ora presentare una serie di candidate e candidati che vivono appieno i temi verdi nei loro ambiti di vita e di lavoro.
I nuovi nomi che si sono aggiunti dall’ultima assemblea provinciale di giugno sono Laura Polonioli, Olivia Kieser, Zeno Oberkofler, Sadbhavana (Sadi) Pfaffstaller, Peter Gasser, Urban Nothdurfter, Elda Toffol e Nazario Zambaldi.
Siamo molto felici che Laura Polonioli abbia deciso di arricchire la nostra lista: “Ho deciso di candidarmi perché sento il bisogno di impegnarmi in prima persona in questo che ritengo un momento difficile e decisivo per la nostra Provincia, per il pericolo anche qui di una deriva populista e di uno spostamento verso destra della nostra società.”. OliviaKieser desidera “contribuire a rimescolare affettuosamente i Verdi. Mi candido per rabbia nei confronti degli ingiusti rapporti sociali, ma anche per la gioia di essere attiva politicamente. Con gli young greens southtyrol sperimento per la prima volta anche in Sudtirolo un attivismo positivo, pieno di gioia e di senso, che fa divertire e unisce tante persone impegnate. Il tema su cui mi voglio concentrare è la casa a prezzi accessibili. Non possiamo tacere di fronte al bisogno della casa e alle aste giudiziarie”. Zeno Oberkofler, studia fisica a Trento e violino al Conservatorio di Bolzano. Da giugno è co-portavoce degli Young Greens Southtyrol e si vede soprattutto come voce plurilingue nella lista: “Quando ho compiuto 18 anni è stato molto difficile per me decidere a quale gruppo linguistico appartenere. Le persone plurilingui non hanno posto nello schema rigido e anacronistico dell’appartenenza linguistica del Sudtirolo. E io voglio rappresentare tutte quelle persone che si sentono come me (e siamo tante/i!) e il mondo degli/lle studenti”. Sadi Pfaffstaller, studentessa di Egna, spiega la sua decisione così: “Mi voglio impegnare politicamente per poter contribuire al cambiamento. Chi sta semplicemente a guardare ottiene raramente qualche cosa. Per questo voglio impegnarmi a sensibilizzare il mio ambiente su vari temi. Quelli che mi stanno più a cuore sono gli stili di vita ecologicamente sostenibili nella quotidianità, la tutela degli animali e una convivenza pacifica”. Nazario Zambaldi, attivo in vari progetti culturali, spiega la sua candidatura così: “Sostenere in questo momento chi intende costruire un ambiente umano accogliente, aperto alle relazioni e alla diversità, dare speranza, è il mio impegno ecologico”.
Con questo gruppo di candidate e candidati complesso e versatile siamo molto motivati e convinti di poter fare davvero la differenza nella prossima legislatura. Una spinta verde è ora più necessaria che mai!
Peter Gasser, veterinario di Malles, sosterrà i Verdi candidandosi alle elezioni provinciali 2018. Il Venostano è da tempo attivo in diversi gruppi e associazioni – come l’Associazione tutela ambientale della Val Venosta – ed è un vero e proprio arricchimento per la lista verde.
Da poco abbiamo potuto presentare due personalità competenti e riconosciute come Elda Toffol e Urban Nothdurfter. E ora si aggiunge anche questo nome rinomato: Peter Gasser, veterinario e attivista di Malles in Val Venosta.
Nato nel 1960 Peter Gasser è veterinario in Alta Val Venosta dal 1984. Padre di tre figli è membro attivo dell’iniziativa „der Malser Weg“, che si impegna per il divieto dell’uso dei pesticidi in agricoltura. In più è volontario nel soccorso alpino, nell’Associazione tutela ambientale della Val Venosta e nel Heimatpflegeverein. Per Peter Gasser i temi ambientali sono motivi centrali per mettersi a disposizione dei Verdi come candidato: “Mi voglio impegnare per una terra giusta, equa e sostenibile. In un’epoca di sfrenato liberalismo economico è a maggior ragione importante impegnarsi per più giustizia sociale. L’ecologia e la tutela ambientale sono vitali in questi tempi di cambiamenti climatici! Per questo mi batto per una agricoltura sostenibile e penso che con i Verdi–Grüne–Vërc sia possibile raggiungere questi obiettivi, con coraggio e buonsenso!”
Spinta Verde – persone e temi – e con Peter Gasser continuiamo nella direzione giusta.
La lista Verde per le elezioni provinciali si arricchisce di altre due personalità: la psichiatra Elda Toffol di Bolzano e Urban Nothdurfter, docente e ricercatore presso l’Università di Bolzano. All’assemblea del 9 giugno sono state presentate le prime 28 candidature per i Verdi alle prossime elezioni provinciali. Il comitato dei garanti ha proseguito dunque il proprio lavoro per completare la lista e oggi sono state comunicate le due nuove candidature di Elda Toffol e Urban Nothdurfter, due personalità conosciute e stimate negli ambiti del sociale e della ricerca.
Elda Toffol, 65 , psichiatra, è particolarmente impegnata sul fronte della migrazione. E col clima che si respira in italia, per lei non è più sufficiente essere “solo” interessata alla politica dall’esterno. “Lo sento come un dovere civile quello di partecipare di più alla politica, soprattutto per contrastare certi meccanismi pericolosi che si stanno moltiplicando, come la crescente paura e la conseguente ricerca di un supposto “nemico” da trattare come capro espiatorio di tutto ciò che non va. E a questo scopo vengono considerati “nemici” le persone diverse per razza, religione o comportamenti considerati fuori dalla norma. Quando è saltato di nuovo fuori il discorso dei “matti pericolosi”, a quarant’anni esatti dalla riforma Basaglia!, ho capito che era tempo di rimettersi a fare politica come tanti anni fa.“
Urban Nothdurfter, 38 anni, originario di Tesido in Val Pusteria, ha lavorato a lungo in diverse aziende private e presso i servizi sociali in Alto Adige ed è oggi docente e ricercatore presso l’Università di Bolzano. La sua motivazione alla candidatura è la seguente: “I Verdi-Grüne-Vërc per me sono una forza politica consolidata e allo stesso tempo innovativa. Sono convincenti per i loro valori, che ritrovo ben visibili e inconfondibili sia nelle loro proposte che nella loro azione politica. I temi che più mi motivano sono il rispetto per le persone e per la natura e il lavoro per un Alto Adige socialmente giusto, aperto e rivolto al futuro”
#Rispetto – #solidarietà – #plurilinguismo. I valori Verdi si rispecchiano anche e soprattutto in Elda e Urban. Lavoriamo insieme per una svolta Verde.
Dal 22 fino al 30 luglio la nostra attivista e candidata alleProvinciali 2018Hannah Lazzarettiha partecipato al campo estivo della “Federation of Young European Greens – FYEG” a Selce in Croazia. Questo workcamp è stato realizzato con il supporto dellaEuropean Youth FoundationdelCouncil of Europe(EYFCoE) e della “GEF – Green European Foundation”.
Il motto era: “fighting for our common planet”. Si è parlato di modelli economici alternativi, risorse naturali e di cambiamento climatico.
In un programma variegato si sono tenute delle conferenze, dei dibattiti, lavori di gruppo e dei giochi di ruolo. Sono stati affrontati alcuni problemi e sono state proposte delle soluzioni.
“Eravamo 66 giovani, dai 15 ai 32 anni, provenienti da 25 paesi europei. Ho conosciuto della gente meravigliosa, ed ho stretto dei contatti con giovani verdi di tutt’Europa. La cosa che più mi ha impressionata era l’armonia in cui abbiamo lavorato e vissuto insieme per tutta la settimana.”
Sabato 4 agosto si è tenuto a Soprabolzano il seminario programmatico della lista Verde. Rispetto, solidarietà, plurilinguismo – su questi valori centrali si basa il programma verde – con l’intento di proporre quella svolta che può rendere l’Alto Adige davvero aperto al futuro.
Sulla base dei nostri principi consolidati – rispetto, solidarietà e plurilinguismo – i candidati e le candidate dei Verdi hanno elaborato il programma. I punti centrali riguardano la giustizia sociale, la solidarietà tra i diversi gruppi sociali e la lungimiranza culturale. Perché l’Alto Adige ha bisogno di una svolta e noi siamo la garanzia che questa avvenga in modo sostenibile!
Negli ultimi cinque anni abbiamo potuto osservare in quale direzione si vada con una SVP sola al comando: cementificazione, consumo di suolo, aumento di traffico e code, un turismo che non sa in che direzione continuare a crescere, un’agricoltura sempre più industrializzata.
E mentre l’economia cresce senza alcun riguardo per nessuno, nelle teste crescono altre barriere. Noi Verdi invece siamo per un Alto Adige aperto e plurilingue, che riconosce la sua unicità come terra alpina e che allo stesso tempo si sente parte del mondo e dell’Europa! Siamo sicuri che ora il Sudtirolo sia all’altezza di questo compito.
Noi Verdi siamo una forza politica stabile. Di noi le persone sanno bene da dove veniamo, dove ci collochiamo e per che cosa ci impegniamo. In questi tempi di generale insicurezza politica, vediamo questa certezza come come garanzia per una buona politica per tutti e tutte!
I Verdi sono da tempo sinonimo di lavoro di squadra, di trasparenza e di processi aperti e democratici, in cui il plurilinguismo non è una mera etichetta. Da noi le persone sono sicure di poter fare esaperienza quotidiana di ció che dichiariamo: il plurilinguismo come impostazione di vita.
La nostra forza è quella di riuscire sempre a evolvere aprendo le porte al nuovo. Lo si può vedere dalla nostra lista ampia e diversificata: qui troviamo persone provenienti dal cuore dell’amministrazione pubblica, dal mondo del lavoro, dal sociale, dall’impegno civile, dall´ecologia.
Questi sono i grandi cantieri della nostra terra su cui vogliamo lavorare, con coraggio e competenza. Per una svolta verde.
Oggi in Consiglio provinciale è stata scritta una pagina di storia per la democrazia in Alto Adige: dopo anni di tiro alla fune, molti incontri con cittadini e gruppi di interesse e un paziente e minuto lavoro, è stato ora possibile approvare una legge elaborata in modo trasversale tra maggioranza e opposizione. Nello spirito di una politica dei piccoli passi, con in testa però un grande obiettivo, l’approvazione del progetto di legge “Democrazia diretta, partecipazione e formazione politica” di Magdalena Amhof, Brigitte Foppa e Josef Noggler rappresenta un grande successo.
In termini di contenuto, la legge rappresenta un netto miglioramento e offre un fondamento più solido e ampio alla democrazia diretta e a quella partecipativa.
Nella legge sono contenute le seguenti innovazioni, che riformano sostanzialmente la vita democratica in Alto Adige,:
Nuove possibilità di partecipazione:
Il referendum abrogativo, propositivo, consultivo e confermativo.
Facilitare la democrazia diretta:
La raccolta delle firme è facilitata, il quorum abbassato (dal 40% al 25%) e il rimborso per i promotori (1 Euro invece di 50 Cent per firma) è aumentato.
Per i cittadini, il quesito viene formulato in una breve frase comprensibile.
Nuove forme di partecipazione dei cittadini:
E’ istituito il Consiglio delle cittadine e dei cittadini col compito di esprimere il proprio parere su temi singoli concreti.
Maggiori informazioni per i cittadini e più supporto per i promotori:
Presso il Consiglio provinciale sarà istituito l’Ufficio per la partecipazione e la formazione politica, che informerà la popolazione sui referendum convocati, redigerà un opuscolo informativo inviato a ogni famiglia e coordinerà la formazione civica in provincia.
Dopo quattro anni di lavoro, la legge Amhof / Foppa / Noggler ha consentito di fare un significativo passo avanti per la Democrazia diretta e la cultura politica in Alto Adige, riuscendo a oltrepassare le barriere che spesso dividono la politica dalle cittadine e dai cittadini.
E’ l’ultimo tra i tanti tentativi di riformare i processi partecipativi nella nostra provincia. Dopo un ping pong di un anno tra iniziative dei cittadini e delle cittadine (le cui proposte sono state bocciate dalla maggioranza politica) e i progetti di legge della stessa maggioranza (respinti dal voto popolare), la 1a Commissione legislativa ha deciso di intraprendere una strada completamente nuova.
La vecchia dialettica è stata messa da parte, insieme al conflitto maggioranza-opposizione. Magdalena Amhof e Brigitte Foppa hanno costituito un gruppo di lavoro che, insieme a cittadini e cittadine e, in una seconda tornata, con vari gruppi di interesse, ha raccolto e sistematizzato i desideri e le proposte per una più efficace partecipazione democratica.
La legge
A partire da questo processo le consigliere (cui nella parte finale è stato affiancato anche Sepp Noggler) hanno redatto un disegno di legge.
La legge riforma radicalmente la prassi democratica in Alto Adige attraverso le seguenti novità:
Come strumenti di democrazia diretta sono previsti:
Il referendum abrogativo
Il referendum propositivo
La consultazione popolare
Il referendum confermativo (= il popolo decide su una legge prima che entri in vigore.
Con la limitazione che vale solo per leggi che non sono state votate in Consiglio Provinciale con la maggioranza dei due terzi e se 300 promotori o 13 consiglieri provinciali lo richiedono)
La consultazione popolare sulle delibere della Giunta Provinciale.
Con la limitazione che vale soprattutto per delibere di una certa entità (quindi con investimenti sopra i 25 milioni o costi correnti di 2,5 milioni annuali)
Si abbassano le soglie di accesso, viene facilitata la raccolta di firme, si abbassa il quorum, si aumentano i rimborsi:
Il numero di firme necessario viene abbassato a 8.000 per tutti i tipi di referendum (dalle attuali max 13.000)
Per la raccolta delle firme ci si deve attenere alla legge nazionale, ma sarà possibile depositare la propria firma in tutti gli uffici dei Comuni.
Il quorum viene abbassato al 25% (dagli attuali 40%).
Il rimborso spese per la raccolta firme viene aumentato (dagli attuali 50 centesimi per firma a 1 Euro)
Sarà più facile anche capire su cosa si vota: Il quesito sarà formulato in modo chiaro e comprensibile.
Si potranno istituire dei Consigli dei cittadini e delle cittadine. Saranno gruppi di min. 12 persone sorteggiate tra la popolazione per dare un parere su progetti esecutivi o di legge.
In seno al Consiglio Provinciale sarà istituito l’ufficio per la partecipazione e la formazione politica che:
Ha il compito di informare in modo completo e corretto sui referendum in corso, di organizzare serate informative, di redigere l’opuscolo informativo che sarà mandato a tutte le famiglie.
Aiuta e sostiene i promotori di referendum, anche con consulenza legale.
Coordina le attività di formazione politica ed educazione alla cittadinanza attiva in provincia.
Mentre l‘altro processo partecipativo di questa legislatura, la Convenzione sull’autonomia, pur annunciata in pompa magna, è tristemente fallito, questo processo molto più modesto ha portato a un risultato rispettabile. È quindi la dimostrazione che le forme di partecipazione funzionano – se chi li porta avanti ci crede per davvero.
Ora il disegno di legge è in Consiglio.
Per diversi motivi è un banco di prova per la maggioranza, per il gruppo SVP (ma anche per il PD, se solo esistesse!) e per il Landeshauptmann.
Un nuovo tipo di politica – è stato detto
La grande promessa di Arno Kompatscher è stata quella di un nuovo modo di fare politica. Queste sono le parole esatte scritte nel programma elettorale SVP: “La nostra risposta è prendere più sul serio i cittadini e informarli. La formazione delle decisioni politiche non deve essere limitata a pochi. La politica riguarda tutti noi! (…) Accogliamo con favore gli strumenti della partecipazione civica e della democrazia diretta come complemento del processo decisionale della democrazia rappresentativa”.
Il loro motto elettorale era: “Conservare quel che c’è di buono, osare il nuovo”.
Di più: nella sua dichiarazione programmatica, il nuovo Presidente Kompatscher aveva dedicato la parte finale proprio al tema dei processi partecipativi. Ha anche parlato di un nuovo modo di scrivere le leggi. Voleva migliorare il lavoro del Consiglio e coinvolgere di più tutti i gruppi politici, oltre il confine tra maggioranza e opposizione.
Con l’eccezione della legge sulla democrazia diretta, è rimasto tutto lettera morta. Non c’è mai stata una pratica legislativa così confusa, affrettata e disorganizzata come in questa legislatura. Fino alla fine, non abbiamo capito se il caos legislativo fosse dovuto a una cattiva gestione o se facesse parte di una strategia. Alternative queste l’una peggio dell’altra, che fanno fortemente dubitare sulla capacità di governo della Giunta provinciale.
Arno Kompatscher nella sua dichiarazione programmatica parlò anche di gruppi di lavoro ad hoc, da istituire in Consiglio, composti da membri della maggioranza e dell’opposizione – un metodo nuovo che egli presentò come “particolare desiderio personale”.
Magdalena Amhof e Brigitte Foppa su questi punti hanno preso in parola il Landeshauptmann. Il Gruppo di Lavoro per la democrazia diretta è stato l’unico che è stato istituito in Consiglio e anche l’unico che ha prodotto un risultato. Le reazioni del Presidente a questo risultato, tuttavia, sono state sorprendenti. Ai media ha fatto sapere che il progetto non gli piace. Ad oggi, non vi è alcun segnale di sostegno da parte sua. Ciò indica fino a che punto si è allontanato dall’ Arno Kompatscher del 2013, sia in termini di contenuto (parola chiave: “politica di tipo nuovo”) che di metodo (gruppi di lavoro con nuovo strumento decisivo nel Consiglio). A rendere per buono quel che promise allora – cosa che noi vogliamo credere.
Pertanto, la prossima settimana ci farà capire molte cose:
– Quanto è credibile la SVP come partito di governo.
– Come mantiene le sue promesse.
– Come gestisce la sua dialettica interna.
– Come si comporta con i e le componenti del suo gruppo.
– Quanto sono importanti le cittadine e i cittadini nel tempo che intercorre tra una elezione e.l’altra e quanto seriamente vengano presi i processi partecipativi.
E infine, saremo in grado di leggere qualcosa di molto speciale, vale a dire come il potere cambia non solo le opinioni, ma anche le persone stesse: questo dovrebbe essere l’argomento più convincente per rafforzare la democrazia diretta e la partecipazione.