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COMUNICATO STAMPA.

La morte di Otto Saurer ci ha colpiti profondamente. Come poche altre persone ha segnato la politica dell’Alto Adige degli ultimi decenni. Guardando sempre al futuro ha gestito soprattutto gli ambiti del sociale e della sanità e nei confronti di noi Verdi è sempre stato bendisposto, anche se ha sempre ammesso sinceramente che l’ecologia non era tra i suoi temi prioritari. Il suo cuore batteva, forte, per il sociale, per la giustizia, per il rispetto di tutte le persone della nostra società, anche e soprattutto per quelle più deboli.
L’apertura, la tenacia, l’umanità e la pazienza con cui affrontava i problemi e proponeva soluzioni sono da esempio per tutte le politiche e i politici. Molti tra noi hanno dei ricordi personali di Otto Saurer, come Arbeitnehmer, come collega in Consiglio provinciale, come Assessore alla formazione, alla salute, come precursore e pioniere della modernità più positiva, come uno dei rari politici che preferiva ascoltare piuttosto che parlare. E molti di noi li ha ascoltati, ognuna, ognuno nel proprio ruolo. Ricordiamo con affetto anche il suo splendido umorismo e la sua risata coinvolgente che veniva dal profondo dell’anima.
Partecipiamo al dolore della famiglia e dei tanti amici e delle tante amiche per questa perdita improvvisa.

Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hanspeter Staffler, Sepp Kusstatscher, Hans Heiss, Cristina Kury, Florian Kronbichler, Marlene Pernstich, Felix von Wohlgemuth, Karl Tragust, Verena Frei.

COMUNICATO STAMPA:

Il Consiglio provinciale ha trattato oggi il disegno di legge n. 3/18 presentato dal Gruppo Verde volto a inserire nella nuova legge provinciale un limite massimo di posti letto nelle strutture recettive. Il dibattito in aula ha confermato che il problema esiste e va affrontato. Ma la maggioranza perde l’occasione di approvare le misure concrete contenute della nostra proposta di legge.

Alcune cifre danno l’immagine della dimensione raggiunta dal turismo in Alto Adige:

  • 7,5 milioni di turisti all’anno sono 13 volte la popolazione residente.
  • 230.000 letti: è come se ogni appartamento disponesse di una stanza per i turisti.
  • 20,4 letti per km2 è la densità turistica più alta di tutto l’arco alpino
  • 33 milioni di pernottamenti sono 65 pernottamenti per abitante all’anno.

È un fenomeno che va guardato e gestito nella sua complessità, per il grande impatto che ha sul paesaggio, sullo sviluppo sociale ed economico e soprattutto sulla vivibilità delle nostre città e dei nostri paesi. Nelle zone ad alta intensità turistica, o nei momenti di maggiore affluenza, un numero sempre maggiore di cittadine e cittadini avverte la difficoltà di vivere e in molti casi si leva la protesta contro l’affollamento, i prezzi delle case, il traffico e l’inquinamento.

Nella nostra proposta veniva proposto di reintrodurre anche nella nuova legge urbanistica il numero massimo di letti fissato nella vecchia legge. Inoltre, veniva fissato un termine di durata dei programmi di sviluppo turistico, con un termine oltre il quale i posti letto non realizzati decadono. Infine, venivano cancellate le troppe deroghe e eccezioni ai criteri che la nuova legge urbanistica pone allo sviluppo di nuove zone turistiche, o all’ampliamento di alberghi, poiché le deroghe vanificano le regole e anche la parità di trattamento.

La maggioranza ha bocciato il disegno di legge dei Verdi, ma il dibattito è solo all’inizio. Il Presidente e la Giunta si dichiarano consapevoli della situazione e disposti a elaborare dei criteri per gestire lo sviluppo turistico. I segnali però finora non sono incoraggianti: in un solo anno sono state presentate 50 proposte per nuove zone turistiche o per ampliamento di quelle esistenti, che comporterebbero la cementificazione di oltre 35 ettari di aree verdi, pari a 50 campi di calcio! La Giunta stessa discute su uno stop, ma al contempo proprio quest’anno sono stati eliminati quei limiti al traffico sui passi dolomitici sperimentati negli anni scorsi, in molte località turistiche affitti e prezzi delle case sono ormai insostenibili per famiglie e giovani, le strade sono bloccate dal traffico e i mezzi pubblici sono sovraffollati. “In molte località, soprattutto in determinate stagioni dell’anno, i disagi hanno da tempo superato i benefici e la politica deve dare risposte credibili e rivolte al futuro” commenta il primo firmatario della proposta di legge Riccardo Dello Sbarba.

Noi continueremo a battere il ferro e a ricordare gli impegni di sostenibilità che il Presidente e la Giunta continuano a decantare.

COMUNICATO STAMPA.
La mobilità accessibile per tutte e tutti senza barriere unisce maggioranza e opposizione. Con 31 sì su 31 il Consiglio approva all’unanimità la mozione Verde „Mobilità semplice. Per un trasporto pubblico facilmente accessibile” cofirmata dal capogruppo SVP Gerhard Lanz nella versione emendata della parte deliberante (clicca qui). La Giunta non ha voluto vincolarsi alle proposte concrete riportate nella mozione originale (clicca qui), ma ha accettato di tenerle in considerazione, iniziando con un censimento delle situazioni problematiche e che impediscono una mobilità indipendente per tutte e tutti.
Per accorgersi delle tante barriere che circondano la nostra vita e che impediscono la nostra libertà di movimento non serve per forza essere disabili da sempre o per sempre. Basta un incidente anche banale che ci blocca un piede per due settimane, un’operazione a un occhio che ci riduce anche temporaneamente la vista, avere un bimbo e doversi muovere con un passeggino con i mezzi pubblici, basta la vecchiaia, che prima o poi riguarderà tutte e tutti, e che ci porterà a fare i conti con i gradini insormontabili di autobus e treni, con annunci malamente udibili, scale ripide per accedere ai binari, ecc.
Il tema riguarda tutte e tutti, muoversi liberamente e con facilità è un diritto fondamentale, a cui dobbiamo dare risposte.
Per ora il nostro catalogo di provvedimenti per rendere veramente possibile una mobilità libera e indipendente per tutte e tutti resta valido e a disposizione della giunta. Noi non molliamo.

Bolzano, Bozen, 15/01/2020

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

CONFERENZA STAMPA.

Avere un tetto sopra la testa. Potersi muovere. Sono veramente diritti di base fondamentali, no? La nostra prosperosa provincia ha un’estesa rete di protezione e di aiuto per situazioni difficili. Alcune determinate situazioni non vengono però ancora intercettate in modo adeguato. Su due di queste criticità vogliamo discutere in Consiglio provinciale nella seduta di gennaio 2020, in cui vogliamo anche proporre alcune soluzioni in forma di mozione.

Mozione n. 200/19: Mobilità semplice. Per un trasporto pubblico facilmente accessibile!

Dal 2015 l’Alto Adige ha una legge provinciale per persone con disabilità (legge provinciale del 14 luglio 2015, n. 7) che recepisce in molti punti la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Un aspetto molto importante della quotidianità delle persone diversamente abili è la mobilità. Nella legge provinciale viene anche stabilito che verranno prese delle misure efficaci per una mobilità autonoma attraverso il trasporto per raggiungere sedi di studio e di lavoro, l’accesso privo di barriere architettoniche ai mezzi pubblici, i servizi di accompagnamento e gli incentivi. Nel convegno dell’Osservatorio provinciale sui diritti delle persone con disabilità, nell’ottobre 2019, è emerso che molti di questi obiettivi ambiziosi e all’avanguardia non sono ancora stati raggiunti. Nella loro quotidianità molte persone con disabilità di vario genere devono tuttora fare i conti con numerose barriere che continuano a sussistere, cosa che limita o persino ostacola il loro diritto a muoversi in piena autonomia. Le persone devono riuscire a spostarsi senza bisogno di aiuto: questo deve essere il nostro obiettivo principale. In caso contrario le persone con disabilità continueranno a dipendere dalla disponibilità degli accompagnatori che sopperiscono alla mancanza di servizi. Deve essere comunque chiaro che la “carenza” non va attribuita alle persone, bensì ai servizi.

Tra le altre cose, le persone con disabilità ci fanno notare che

  • gli annunci negli autobus risultano spesso incomprensibili;
  • mancano i segnali acustici e visivi e che questi andrebbero ripetuti;
  • in molti posti continuano a mancare le rampe di accesso per le sedie a rotelle;
  • gli sportelli nelle stazioni sono troppo alti per chi si muove in sedia a rotelle;
  • per muoversi in alcune stazioni o per salire su alcuni treni (di Trenitalia) è necessario un preavviso di 12 ore;
  • nei bagni pubblici, ove esistenti, spesso si trovano ancora barriere che li rendono inaccessibili;
  • nel trasporto pubblico locale capita spesso di incontrare personale che dimostra chiaramente di non aver ricevuto alcuna formazione per rapportarsi a persone con disabilità;
  • per muoversi nel loro tempo libero devono ricorrere ai servizi di trasporto privato che in genere sono piuttosto cari;
  • gli orari e le informazioni dei servizi pubblici sono difficilmente comprensibili e/o leggibili, soprattutto per le persone con difficoltà di apprendimento;
  • in alcune stazioni della nostra provincia si trovano ancora barriere architettoniche (vedi per esempio la stazione di Vipiteno);
  • le persone con difficoltà di apprendimento hanno bisogno di iniziative di allenamento funzionale.

Tutte queste problematiche, che comunque rappresentano solo una piccola parte delle difficoltà che devono affrontare quotidianamente le persone con disabilità (ma non solo, basti pensare alle persone anziane, ai genitori con carrozzina ecc.), ci mostrano che bisogna intervenire con maggiore decisione.

La mozione del Gruppo Verde punta così sulle seguenti proposte:

  1. Tutta la segnaletica deve essere realizzata secondo il principio della sollecitazione di almeno due dei tre sensi vista, udito, e tatto. In questo modo molte più persone possono essere informate correttamente su fermate, ritardi, ecc.
  2. Attrezzare tutti gli autobus con pedane di accesso e rendere tutte le stazioni prive di barriere.
  3. rendere possibile l’accesso ai treni di Trenitalia e alle stazioni anche senza preavviso;
  4. sensibilizzare maggiormente le autiste e gli autisti del trasporto pubblico locale per quanto riguarda le esigenze delle persone con diverse disabilità;
  5. rendere possibile un servizio di trasporto privato a prezzi accessibili;
  6. fornire in lingua facile gli orari e tutte le informazioni concernenti il trasporto pubblico locale;
  7. sviluppare inoltre un’applicazione che fornisca, in lingua facile, le informazioni sulla mobilità e sia adeguata alle esigenze delle persone ipovedenti;
  8. mettere a disposizione la “eurokey” nelle toilette delle stazioni e delle fermate dell’Alto Adige.

Qui trovate la mozione completa e la versione in linguaggio facile tradotta dell’ufficio “okay” della Lebenshilfe.

 

Mozione n. 217/19: Senzatetto: serve un piano per sostenere i comuni e il volontariato.

Anche questo inverno si è riproposto il dramma di tante persone che vivono e dormono per strada, soprattutto nel capoluogo.

A novembre 2019 Bolzano accoglieva in strutture 450 persone ma altre 120 erano ancora per strada. Tra loro, senza tetto autoctoni, richiedenti asilo, persone che lavorano o che hanno ottenuto la protezione umanitaria, ma non riescono a trovare casa. Ci sono perfino famiglie con bambini piccoli.

A dicembre il comune di Bolzano ha aggiunto 54 posti nell’emergenza freddo e l’imprenditore Oberrauch ha messo a disposizione un palazzo con 45 posti, gestito da volontari che devono farsi carico in proprio di oneri e responsabilità.

Oltre tutto, L’emergenza freddo garantisce un livello minimo di assistenza: le persone entrano la sera tardi e devono uscire la mattina presto. E dove vanno per tutto il giorno al freddo? Di questo nessuno si cura.

Vivere senza dimora significa essere esposti a rischi per la salute e la sicurezza e non potersi costruire una normale esistenza. In diversi paesi nel Nord Europa sono attivi progetti di “housing first” che puntano a procurare prima di tutto un tetto per le persone a rischio e metterle così nella condizione di inserirsi nel tessuto sociale.

La competenza sui senzatetto è dei Comuni, ma questi non possono essere lasciati soli. Il Gruppo Verde in Consiglio provinciale chiede che anche la Provincia faccia la sua parte con 6 misure per affrontare il problema oltre l’emergenza: predisporre con i Comuni un piano provinciale per le persone senza dimora e finanziarlo adeguatamente, sostenere e tutelare le persone volontarie, progettare soluzioni abitative per chi lascia i centri di accoglienza con titolo di protezione o per chi pur lavorando non trova un alloggio, spingere sullo Stato per l’inserimento nei CAS dei richiedenti asilo ancora “fuori quota”.

Qui trovate la mozione completa.

Bolzano, 10/01/2020

 

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

In un comunicato dell’ufficio stampa della giunta abbiamo letto ieri che la Provincia ha aderito alla rete statale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere RE.A.DY.
Un segnale molto positivo secondo i Verdi, un passo nella giusta direzione per garantire a tutte e tutti la piena libertà di vivere il proprio orientamento e la propria identità sessuale senza paura. Alcuni Comuni, anche grazie all’impegno continuo die Verdi, sono già da tempo parte di questa rete. E finalmente ha seguito l’esempio anche la giunta provinciale.
Ora però leggiamo nella versione italiana del comunicato che si tratta solo di un’adesione simbolica. Ma questa rete vive di azioni concrete e non di misere dichiarazioni d’intenti.
Questa piccola, ma sottile differenza tra le due versioni dello stesso comunicato ci mostra nuovamente la discrepanza tra i due partner di governo. Ci si riconosce chiaramente la firma omofobica della Lega, che si oppone a un’adesione formale e vera alla rete. Lo ha ammesso lo stesso Vettorato dicendo che non volevano essere coinvolti in progetti gender o nulla di simile.
I Verdi Grüne Verc chiedono ora delucidazioni su come debba essere interpretata la presunta “adesione” da parte della Provincia alla rete contro le discriminazioni RE.A.DY.: si tratta di una mossa da alibi politico? O la Provincia si schiera davvero, non solo con le parole ma anche con i fatti, contro l’omofobia e le discriminazioni?

Felix von Wohlgemuth
Marlene Pernstich

COMUNICATO STAMPA.

Da quanto apprendiamo dai media, i nuovi proprietari di ABD iniziano subito con i preparativi per l’ampliamento dell’aeroporto di Bolzano.
Come temevamo e pensavamo si sta verificando quella opzione che la gente della conca di Bolzano e della Bassa Atesina proprio non voleva. Non ci stancheremo mai di ripetere: il NO emerso dalla consultazione popolare del 2016 era un NO a tutto il progetto di sviluppo del presidente Kompatscher, compreso l’aumento del numero di passeggeri, quindi un chiaro NO al rafforzamento dello scalo. Lo abbiamo ricordato al presidente anche durante il dibattito sul bilancio a dicembre.
All’inizio dell’anno, il presidente ha affermato che non è necessario avere i Verdi al governo per fare politica ambientale. “Ora si vede quanto annacquata sia la tinta verde di cui si tinge la giunta provinciale”, commenta Brigitte Foppa, capogruppo verde in Consiglio provinciale.
Camminano su ghiaccio molto sottile. La Corte dei Conti ha aperto un fascicolo sulla vendita della società aeroportuale. E la parte meridionale dell’Alto Adige, proprio in vista delle elezioni comunali, guarderà con attenzione a San Giacomo e valuterà senza remore la solidità delle promesse di sostenibilità tanto decantate dal presidente Kompatscher.

Bolzano, 08.01.2020

Cons.prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler