I mercoledì del silenzio sul Sella – onore ai primi passi, facciamone seguire altri!
Oggi è l’ultimo mercoledì di questa estate in cui il Passo Sella resta chiuso al traffico motorizzato.
È la conclusione di un tentativo molto cauto e tentennante per venire incontro ad antiche richieste di ambientalisti e per cercare di riportare un po’ di calma e silenzio sulle Dolomiti, ormai tormentate da un forte inquinamento acustico e atmosferico.
Abbiamo apprezzato questa misura minima, ritenendola un primo passo nella giusta direzione.
Eppure deve essere chiaro che con questo non si raggiunge una vera soluzione – cosa che non era stata né pensata, né pianificata. La chiusura di un solo passo, in un solo giorno della settimana (per di più quello meno trafficato) non poteva provocare altro che uno spostamento temporale o geografico, verso altri giorni o altre tratte, del flusso turistico. Se il passo Sella è chiuso di mercoledì, ci si passa appunto di giovedì. L’intenzione era piuttosto quella di sondare il terreno e di misurare l’opposizione degli operatori economici e turistici (cosa che si è prontamente verificata).
La natura però non permette mezze misure.
Dopo questa prima fase è importante ora fare altri passi proseguendo nella giusta direzione. La chiusura dei Passi dolomitici deve essere ampliata e cioè nella misura tale da rendere necessario un cambiamento della richiesta e così dell’offerta turistica sulle Dolomiti. Solo nel momento in cui non ci sarà altra alternativa, che permetta di spostarsi in altri giorni o su altre tratte, solo allora si cercheranno modalità alternative di fare vacanza. E questo porterà gli operatori e le operatrici turistiche ad attrezzarsi con offerte sostenibili. Sul lungo periodo ne trarranno tutti beneficio: paesaggio, natura, abitanti e ospiti.
Affinché questo possa essere realizzato c’è bisogno di un progetto complessivo coraggioso e spalle larghe per portarlo avanti dal punto di vista politico. Ce lo aspettiamo dall’assessore Theiner, che in questa ultima fase del suo mandato non solo se lo può permettere, ma può anche essergli utile per lasciare un segno visibile della sua opera.
Bolzano, 30.08.2017
Brigitte Foppa, Hans Heiss, Riccardo Dello Sbarba


Anche i candidati e le candidate alle elezioni del Bundestag si prendono una pausa estiva. Accanto alle altre personalità di spicco della politica tedesca, anche Cem Özdemir, uno dei candidati di punta dei Verdi alle prossime elezioni del Bundestag, ha scelto il Sudtirolo per un soggiorno con la sua famiglia.
Il direttore generale della SIAG Stefan Gasslitter ha spiegato in questi giorni che il passaggio del sistema informatico dell’amministrazione pubblica a Microsoft è stato voluto, tra le altre cose, per „risparmiare“.
Il dibattito sulle iscrizioni di bambini e bambine „non-tedeschi/e“ nelle scuole materne tedesche apre svariate questioni tipiche della politica scolastica sudtirolese degli ultimi decenni. Ora più che mai è evidente quanto la politica della separazione poggi su tantissime contraddizioni e regole di facciata. I provvedimenti che stanno prendendo forma in questi giorni, così come li vorrebbe la SVP („precedenza“ a bambini e bambine tedeschi nelle scuole materne tedesche e distribuzione gestita centralmente di bambine e bambini “non-tedeschi” anche su scuole materne situate lontano dal luogo di residenza della famiglia), proseguono su questa linea. Così in due interrogazioni abbiamo posto alcune domande alla Giunta.
Da molti anni noi Verdi ci impegniamo con decisione per un rinnovamento radicale del sistema scolastico sudtirolese, i cui obiettivi principali, in una provincia con più gruppi linguistici, dovrebbero essere la comprensione reciproca, la contaminazione culturale e il plurilinguismo. In Alto Adige/Südtirol si persiste in modo cocciuto nell’impostazione basata sulla divisione e sul vivere fianco a fianco. I sistemi scolastici restano separati, malgrado i richiami da parte della popolazione che richiede da tempo e con costanza modelli diversi.