Sistema imposta comunale di soggiorno
Riscossa dai comuni, spesa dal turismo
L’imposta comunale di soggiorno (ICS) è regolata da una legge del 16 maggio 2012 n. 9 e da vari decreti successivi. Viene riscossa come imposta dai Comuni dell’Alto Adige, è quindi denaro pubblico, e passa direttamente alle organizzazioni turistiche (75%) e a IDM (35%), l’agenzia di marketing della provincia. L’introito dell’imposta è utilizzato per finanziare l’amministrazione delle attività turistiche, nonché le campagne di comunicazione e marketing.
Tanti soldi che scorrono direttamente nelle casse del turismo, ma quanti veramente?
Un’interrogazione del gruppo consigliare dei Verdi fa capire che la giunta provinciale non ne ha idea: La Provincia non dispone direttamente dei dati sulle entrate dell’imposta comunale di soggiorno, sono i Comuni ad esserne responsabili. Non si sa nemmeno quanto è l’importo che è trasferito all’IDM e alle organizzazioni turistiche. Si sa però che cosa è stato finanziato finora con l’ICS: il marketing di destinazione dell’IDM e progetti locali legati al turismo. E quali sono le condizioni per permettere alle organizzazioni turistiche di spendere i milioni dell’imposta di soggiorno? L’unica condizione è la dimostrazione di un tasso di autofinanziamento di 0,45 centesimi per pernottamento. Nessun ulteriore controllo su come questo denaro pubblico viene speso o investito dalle organizzazioni private.
“Se prendiamo il numero totale di pernottamenti in Alto Adige per il 2023 e in un calcolo approssimativo lo moltiplichiamo per categoria per l’ICS di base, otteniamo circa 70 milioni di euro. Da aggiungere i rispettivi aumenti dell’imposta, che ogni comune può deliberare autonomamente”, dice Brigitte Foppa.
“L’imposta locale sarebbe un mezzo importante per aumentare i fondi dei comuni spesso insufficienti per la manutenzione delle infrastrutture pubbliche, il miglioramento della mobilità locale e sostenibile, la promozione di progetti socialmente rilevanti e l’attuazione di misure di protezione del clima, riducendo così la pressione sulle amministrazioni comunali”, afferma Elide Mussner, assessora al turismo per il comune di Badia.
Un uso consapevole e coscienzioso dell’ICS a favore della popolazione locale migliorerebbe la percezione della popolazione verso il turismo e contribuirebbe a migliorare la qualità della vita locale. Una situazione vantaggiosa per il bene comune. In questo senso ci chiediamo: quando la giunta provinciale si assumerà la responsabilità di agire con lungimiranza invece di cedere costantemente alle pressioni delle lobby?