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COMUNICATO STAMPA

Per rendere i mezzi di trasporto più attrattivi e alleviare il traffico sulle strade, i Verdi propongono un Klima Pass per l’Alto Adige e un collegamento ferroviario per l’Oltradige. Le proposte saranno discusse in Consiglio provinciale a inizio luglio.

Klima Pass

“Vogliamo liberare le strade e gli abitanti dell’Alto Adige dal traffico. Per farlo, il trasporto pubblico deve finalmente avere la priorità”, affermano lə consiglierə provinciali verdi Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler. La loro proposta: un biglietto che permetta di utilizzare tutti i trasporti pubblici in Alto Adige a 100 euro all’anno.

La proposta affronta uno degli obiettivi del Piano clima che la Giunta provinciale ha approvato nel 2023: tra sei anni le persone in Alto Adige dovrebbero percorrere il 70% in più di chilometri con i mezzi pubblici, per ridurre significativamente le emissioni nocive del traffico. “La Giunta provinciale deve finalmente togliere il freno a mano sulla protezione del clima, per non fallire nuovamente i propri obiettivi. Abbiamo bisogno ora di passi chiari e coraggiosi”, affermano i Verdi. “Un abbonamento conveniente è un grande incentivo per il passaggio ai mezzi pubblici e lo dimostrano le esperienze positive con modelli simili in Austria e in Germania”. Attualmente, tra lə utentə più frequenti del trasporto pubblico in Alto Adige ci sono studenti, studentesse e anzianə, per lə quali esistono già offerte di abbonamento.

Il potenziale di un Klima Pass è grande e lo dimostrano i numeri. Attualmente, metà dellə altoatesinə ha un AltoAdige Pass, ma oltre il 77% lo utilizza per percorrere meno di 2.000 chilometri all’anno, nelle fasce tariffarie più costose. Oltre al Klima Pass come offerta aggiuntiva, i Verdi chiedono di ridurre significativamente la tariffa per le prime due fasce. “Con un Klima Pass, tuttə in Alto Adige potranno essere mobilə in modo economico e rispettoso del clima anche senz’auto”, afferma Madeleine Rohrer. “In questo modo, dimostriamo anche che la protezione del clima può essere progettata in modo sociale, sgravando finanziariamente le famiglie”.

È ora di un collegamento ferroviario per l’Oltradige

Per ridurre le emissioni e raggiungere gli obiettivi già citati è indispensabile aumentare l’attrattività del trasporto pubblico locale. Proprio nelle zone in cui ogni giorno circolano numerosə pendolari serve un’offerta affidabile e in grado di garantire la necessaria capacità di trasporto.

“Ecco che, dopo molti anni, torniamo a parlare di un possibile collegamento ferroviario che colleghi Caldaro allo snodo di Ponte d’Adige e che prosegua poi sui binari esistenti fino alla stazione di Bolzano”, affermano lə consiglierə provinciali verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer. “Ben 10.000 persone al giorno transitano tra Bolzano e l’Oltradige. Gli autobus sono ormai al pieno della loro capienza e, data la carenza di autisti, sarebbe difficile aumentarne l’offerta. La ferrovia è la soluzione”.

Proprio per le lunghe tempistiche di realizzazione di un progetto di questa portata è tanto più importante iniziare sin d’ora con la progettazione e la ricerca dei fondi e non aspettare il 2036, come previsto ora dal Piano provinciale della mobilità sostenibile. “Ecco perché chiediamo di dare priorità al progetto del collegamento su rotaia, in abbinamento alla realizzazione di una pista ciclabile diretta dall’ospedale di Bolzano a Ponte d’Adige e un punto di bike sharing a questa stazione”, anticipa Oberkofler.

Un collegamento su rotaia con l’Oltradige migliorerebbe la qualità di vita di molte persone, riducendo decisamente il traffico e dando un importante contributo alla tutela del clima.

COMUNICATO STAMPA

Approvato oggi, 13 giugno, nella prima Commissione regionale il disegno di legge a favore della “quota rosa” in Giunta regionale

Non ce lo scorderemo facilmente: nelle prime settimane del 2024, durante le trattative politiche sulla composizione della Giunta regionale stava per essere costituita una composizione esclusivamente maschile. “Una Giunta regionale senza la componente femminile è inaccettabile, in primo luogo per la rappresentatività, in seconda istanza perché la politica e la società hanno bisogno dello sguardo delle donne e del loro patrimonio di esperienza”, affermava allora Brigitte Foppa, capofila insieme ad altre donne, di un appello che ha raccolto in poche ore 2.628 firmatarie.

Dopo la protesta, bisogna passare ai fatti: Foppa ha subito scritto un disegno di legge per cambiare definitivamente le cose. Il Ddl regionale, infatti, è stato consegnato il 12 febbraio 2024 e ha raccolto il consenso, oltre che del Gruppo Verde con Foppa, Rohrer, Oberkofler e Coppola, anche di Rieder, Demagri, Maule, Calzà, Stanchina, Ploner Alex, Maule, Calzà, Stanchina, Ploner Alex, Köllensperger, Malfer, Maestri, Parolari, Franzoia, Ploner Franz, Manica, De Bertolini, Repetto, Valduga e Zanella.

Il Ddl va a modificare una legge regionale addirittura del 1952, la numero 25 (Elezione degli Organi della Regione e delle Province di Trento e Bolzano). Si aggiunge un importante paragrafo: “La Giunta regionale deve essere composta da rappresentanti di entrambi i generi. La rappresentanza del genere meno rappresentato deve essere garantita almeno proporzionalmente alla sua consistenza in Consiglio regionale, al momento della sua costituzione […]”. In pratica, si applica la regola in vigore per la Giunta provinciale in Alto Adige/Südtirol anche per la Giunta regionale.

Ieri il Ddl è stato firmato anche dalla SVP e oggi, 13 giugno, è stato trattato in Commissione legislativa. Come era ormai prevedibile, il Ddl è stato approvato all’unanimità e arriverà in aula entro settembre.

“Sono davvero soddisfatta”, dichiara la prima firmataria Brigitte Foppa. “È il segno che ormai tutti hanno capito che la parità di genere è necessaria e va sostenuta. In futuro si eviteranno brutte figure, per essersi semplicemente ‘dimenticati delle donne’, o per aver spartito i posti prioritariamente tra uomini. Sono felice anche perché il processo è stato accelerato. Per far passare quella minuscola legge che prevedeva che in ogni commissione comunale ci dovesse essere almeno una donna ho dovuto lottare per 8 anni. Almeno adesso la ragione è arrivata un po’ più rapidamente”, sorride Foppa.

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Straordinario risultato per i Verdi Grüne Vërc alle elezioni europee che, con più di 30 mila voti di preferenza, si posizionano al terzo posto della coalizione Alleanza Verdi Sinistra; l’alleanza, superando di gran lunga le previsioni, riesce a raggiungere il 6,7% e quindi 6 seggi nel Parlamento Europeo.

In Alto Adige i Verdi con Brigitte Foppa si affermano seconda forza con il 15,7% dei voti. “Un chiaro segno che l’elettorato ha voglia di votare verde e che i Verdi riescono a mobilitare i loro elettori e le loro elettrici.” Così Elide Mussner, co-portavoce dei Verdi Grüne Vërc. Brigitte Foppa esce vincente da questa straordinaria campagna elettorale vicina alle persone e all’insegna della giustizia sociale, della sostenibilità economica ed ambientale. I temi che stanno a cuore ai Verdi rimangono attuali e l’esito di queste elezioni lo dimostra chiaramente.

“È un risultato straordinario che rivendica il lavoro che ho svolto negli ultimi anni”, ha dichiarato Brigitte Foppa, esprimendo la propria soddisfazione per il risultato ottenuto per sé e per il suo partito. “C’era tanto sostegno e tanta speranza per una rappresentanza a più voti in Europa. Mi sarebbe piaciuto farlo. Ora resterò in consiglio provinciale. Anche questo dovrebbe far piacere a molti, almeno questo è il feedback che ho ricevuto più volte”, afferma Foppa.

Straordinario il risultato di Brigitte Foppa a Bolzano, dove raggiunge il 16,7%, a Bressanone il 20,19%, a Merano il 18,9% e a Brunico il 22,08%. Molto bene anche nella Ladinia dove a Ortisei porta a casa addirittura il 25,3%, un chiaro segnale che il vento verde rimane forte.

La sede del partito a Bolzano ha scherzosamente definito il risultato di Brigitte Foppa come “l’Oscar alla carriera politica”.

“Questo risultato su tutto il territorio provinciale ci conferma nel percorso iniziato; abbiamo un credito per le prossime comunali con la fiducia ricevuta in queste elezioni europee”. Così Luca Bertolini co-portavoce dei Verdi Grüne Vërc. “continuiamo ad occuparci delle questioni più importanti per le persone e il loro benessere. Queste elezioni ci confermano che abbiamo la fiducia per poter proseguire, e così faremo convintamente verso i prossimi appuntamenti elettorali”.

In questo scenario di grande soddisfazione per i Verdi Grüne Vërc, preoccupa l’affluenza alle urne che non raggiunge neanche il 50%, chiaro segnale che l’attuale politica al governo non soddisfa le aspettative e le esigenze della popolazione, che quindi rimane inascoltata e incompresa. I Verdi, in tutto questo, rimangono l’alternativa per coloro che credono che lo sviluppo sociale vada di pari passo con quello economico e ambientale.

 

COMUNICATO STAMPA

Il Gruppo dei Verdi in Consiglio provinciale si impegna per la protezione delle Dolomiti e de* loro abitanti. Pertanto, questa settimana richiederà in Consiglio, con due mozioni, la chiusura temporanea dei passi dolomitici per il trasporto privato durante i mesi estivi e la messa sotto tutela del Plan de Cunfin. È arrivato il momento di proteggere le nostre montagne e le persone che ci vivono.

Le Dolomiti e il nostro paesaggio montano sono un tesoro prezioso che va tutelato. Tuttavia, il costante rumore prodotto dal traffico di auto e moto costituisce un problema serio. Le persone che visitano la nostra terra per la sua pace e bellezza o che in essa vivono non riescono più a sopportare la situazione. Bisogna agire e limitare il traffico motorizzato privato sui passi dolomitici. Per questo il gruppo dei Verdi chiede che l’accesso ai passi dolomitici venga momentaneamente chiuso ai mezzi privati durante l’estate. Si dovrebbe orientare l’attenzione verso concetti di trasporto sostenibile che pongano in primo piano la tutela della natura e i bisogni de* cittadin*. Il trasporto pubblico gioca un ruolo centrale nel perseguimento di questo obiettivo. Grazie al trasporto pubblico, tutte le persone, potrebbero fare escursioni e visitare le montagne altoatesine, indipendentemente dalla propria auto o moto. Il trasporto pubblico è già sulla buona strada. Le montagne si possono già visitare in molti modi diversi senza un’auto privata.

I Verdi sono convinti che un pedaggio come quello recentemente introdotto a Venezia e richiesto anche qui in Alto Adige potrebbe essere controproducente. Il pagamento di un biglietto d’accesso nasconde in sé il potenziale di acuire il fattore di esclusività e quindi attirare ancora più persone. “Dobbiamo chiederci che tipo di obiettivo vogliamo raggiungere nelle Dolomiti. Se l’obiettivo è limitare il traffico allora l’unica soluzione è una chiusura (temporanea) del traffico privato. Con un pedaggio non raggiungeremo questo obiettivo. Anche in autostrada le persone pagano un pedaggio. Le autostrade restano forse per questo motivo vuote? Se si guarda all’autostrada del Brennero sorge il dubbio che la risposta sia no”, afferma la prima firmataria della mozione Brigitte Foppa.

In una seconda mozione, i Verdi, assieme al Team K, spingono per la costruzione di un parco naturale per il Gruppo del Sassolungo e il Plan de Cunfin. Questa mozione è un’eredità della legislatura passata, tuttavia ancora attuale, in quanto: “Il Plan de Cunfin sono una delle poche aree naturali non ancora contaminate dell’Alto Adige. Sono un importante rifugio per la fauna selvatica e offrono un habitat a numerose specie di uccelli in via di estinzione”, afferma Foppa. Il gruppo “Nosc Cunfin” ha già raccolto 70.000 firme per mettere sotto tutela questa zona; infatti, da qualche tempo si aspira ad espandere le infrastrutture. Concretamente, verrebbe costruita una linea ferroviaria che attraversa l’area, o in alternativa un collegamento a fune, in un’area che già adesso costituisce uno dei punti turistici più frequentati. Il sempre più crescente sfruttamento delle nostre montagne mette a repentaglio anche la loro attrattiva turistica per il futuro. Ciò è particolarmente evidente con la disponibilità di risorse naturali, prima fra tutte l’acqua. Per questo motivo, ancora una volta, chiediamo alla Giunta provinciale di tenere conto della volontà delle persone e di mettere sotto tutela il paesaggio unico nel suo genere attorno al Gruppo del Sassolungo, come richiesto dal gruppo “Nosc Cunfin” nella citata petizione.

Anche il turismo ha contribuito a rendere grande il nostro territorio. Nessuno lo mette in dubbio. Tuttavia, può funzionare solamente nella misura in cui esso viene sostenuto e accettato dalla popolazione che vi risiede. Ma siamo arrivati ad un cosiddetto punto di non ritorno. A questo punto continuare a seguire il motto di “continuiamo a costruire, sempre più in alto e sempre più veloce” avrà conseguenze negative. Dobbiamo opporci e dobbiamo farlo ora. È da tempo che le persone e la natura lo aspettano e di questo le consigliere e il consigliere dei Verdi Foppa, Rohrer e Oberkofler sono certi.

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Dal 2017 i Verdi-Grüne-Vërc sono parte dei Verdi europei e durante il processo di adesione, durato diversi anni, sono nate anche delle amicizie. Una persona importante in questo senso è Benedetta De Marte di Milano che nel frattempo è diventata anche Segretaria Generale del Partito Verde Europeo. In queste impegnative settimane prima delle elezioni non si è lasciata sfuggire la possibilità di accompagnare i Verdi-Grüne-Vërc nello sprint finale alle elezioni europee. Sabato 1° giugno De Marte ha fatto una visita di passaggio a Bolzano dove ha sostenuto la candidata Brigitte Foppa in Piazza della Mostra. “Sono sicura che riusciremo a mandare nuovamente rappresentanze verdi dall’Italia al Parlamento europeo e Brigitte è una grande speranza in questa operazione”, afferma De Marte. “Conosco Brigitte Foppa da molto tempo, ho imparato a conoscere il suo modo di lavorare e la stimo molto. Con Brigitte verrebbe rappresentato in particolare il tema della giustizia a Bruxelles e a Strasburgo e questo sarebbe positivo”, afferma la segretaria generale dei Verdi europei.

Foppa, candidata altoatesina per Alleanza Verdi Sinistra sottolinea la propria posizione secondo cui il tema climatico ed energetico debbano essere sempre considerati insieme all’aspetto sociale. “Solo una svolta climatica sociale è una svolta climatica di successo. Le persone non posso essere lasciate da sole “, afferma Foppa.

Assieme ai/alle presenti si è dibattuto anche del prevedibile calo dell’affluenza alle urne. “La politica urlata con le polemiche continue e il palese populismo stanca e frustra i cittadini e le cittadine. Noi cerchiamo di fare le cose diversamente. Andiamo direttamente dalle persone e parliamo con loro. Alle polemiche contrapponiamo il dialogo. Molte persone lo apprezzano”, affermano convintamente De Marte e Foppa. Fra una settimana si vota.

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In tutta Europa si sta nuovamente manifestando per una maggiore salvaguardia del clima e per decisioni politiche più coraggiose. Lə consiglierə dei Verdi presentano ora una proposta al Consiglio Provinciale per offrire un maggiore sostegno finanziario ai Comuni: “L’Alto Adige sarà in grado di affrontare la crisi climatica solo se tutti andiamo nella stessa direzione”.

Oggi, venerdì 31 maggio, tutta Europa sta scendendo nuovamente in piazza per chiedere una maggiore protezione del clima, poiché le decisioni politiche e le misure attuate non sono sufficienti per rendere l’Europa e l’Alto Adige climaticamente neutrali. “Se l’Unione Europea non coglierà l’occasione nei prossimi cinque anni di promuovere il Green Deal, ristrutturare l’economia europea per renderla sostenibile e gestire questo cambiamento in modo socialmente equo, le minacce saranno esistenziali anche per la nostra terra”, afferma Brigitte Foppa.

Nel Consiglio Provinciale sarà quindi presto discussa una mozione dellə consiglierə Verdi Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler. “È evidente che l’Alto Adige potrà raggiungere la neutralità climatica, necessaria e voluta dalla Giunta provinciale, entro il 2040, unicamente se ogni Comune la sosterrà solidamente con proprie misure. Questo richiede, tra l’altro, risorse finanziarie, un sostegno particolare per lə politicə comunali e una migliore coordinazione tra i vari strumenti di pianificazione”, afferma la prima firmataria Madeleine Rohrer.

La proposta dellə consiglierə verdi prevede che i Comuni siano sostenuti finanziariamente dalla Provincia anche quando verificano e rivedono i loro piani climatici. Finora, la Provincia copre solo una parte dell’elaborazione dei piani. Soprattutto per i piccoli Comuni, la verifica regolare delle misure funzionanti e delle necessità di miglioramento comporta un grande sforzo, data la mancanza di personale. Rohrer, Foppa e Oberkofler chiedono, inoltre, che la Provincia offra un sostegno particolare ai Comuni che prendono sul serio la salvaguardia del clima.

Il testo completo della mozione, con l’elenco dello stato di avanzamento dei piani climatici dei Comuni altoatesini, è disponibile qui: www.consiglio-bz.org/it/atti-politici/724155

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In un messaggio video inviato ai Verdi dell’Alto Adige, il Ministro federale tedesco dell’Agricoltura e dell’Alimentazione Cem Özdemir esprime il suo sostegno alla candidata altoatesina alle elezioni europee Brigitte Foppa. Nel messaggio, Özdemir dichiara di conoscere bene il “bell’angolo di terra” dell’Alto Adige e che è importante preservarlo. “Conosco Brigitte Foppa. Sono sicuro che, se verrà eletta al Parlamento Europeo, rappresenterà con tutta la sua forza e passione gli interessi del popolo altoatesino al Parlamento Europeo a Bruxelles e a Strasburgo” afferma Özdemir nel video.

“Avere un sostenitore così importante come Cem per le elezioni europee è per me un grande onore e una motivazione”, afferma la candidata alle elezioni europee Brigitte Foppa. “Ho conosciuto Cem anni fa durante la sua visita in Alto Adige, prima che diventasse ministro, e lo apprezzo come pragmatista, come una persona che trova sempre le parole giuste e che riesce sempre a coinvolgere le persone. È per me un grande modello.”

Sorridendo, aggiunge: “Forse potrà indicarmi la strada verso il Parlamento Europeo, dopotutto è stato anche parte del suo percorso”. Foppa è candidata per le elezioni europee dell’8 e 9 giugno nel collegio del Nord-Est per la lista Alleanza Verdi e Sinistra.

Qui si può vedere il video.

In foto Özdemir durante un incontro a Bolzano nel 2017.

Comunicato stampa

Il Gruppo verde presenta un emendamento alla legge omnibus, che prevede che sia sempre pianificata l’inclusione di un’opera d’arte durante la costruzione di opere edili pubbliche.

Un mondo senza cultura e senza arte – niente musica alla radio, niente teatri, niente musei, per non parlare dei cinema – è impensabile. Eppure, troppo spesso il lavoro di artiste, artisti, operatrici e operatori culturali viene ridotto a semplice offerta per il tempo libero e viene poco valorizzato.

Una possibilità per cambiare le cose la possono dare gli appalti pubblici, che dovrebbero assolutamente farsi promotori dell’arte. Ad esempio, con opere d’arte inserite all’interno degli edifici. Già nel 1949 è stata approvata la cosiddetta “Legge 2%”, una legge statale che prevedeva di corredare di un’opera d’arte ogni edificio pubblico. Con gli anni questa legge è stata sempre meno applicata, ma il suo spirito è ancora vivo. Inoltre, la sua attuazione, con “Arte in architettura” è diventata di competenza delle Regioni.

L’Alto Adige si è più o meno preso carico di questa responsabilità con la legge sugli appalti del 2015. Qui si legge che una determinata percentuale del costo di un’opera edilizia può essere usata per corredare l’edificio di opere d’arte. Tuttavia, questo passo della legge sugli appalti, con l’uso del verbo “può”, risulta opzionale. Nella terza Commissione legislativa, grazie all’iniziativa dei Verdi, questo sarà modificato. La parola “può” viene sostituita con la parola “deve”: in futuro dovrà diventare così obbligatorio corredare edifici pubblici con opere d’arte. “Istituire una collaborazione vincolante tra edilizia e mondo dell’arte potrebbe essere un passo concreto da parte della politica per rilanciare e promuovere lo sviluppo culturale, artistico ed economico dell’Alto Adige. E si tratta anche di lasciare ai posteri i segni del tempo sotto forma di arte e non solo di cubatura”, argomenta la prima firmataria Brigitte Foppa.

N.B. Si allega l’emendamento per la terza Commissione legislativa, che include disposizioni finanziarie ancora da discutere.

Comunicato stampa

Nell’ultima parte della “legge omnibus” della Giunta provinciale, che sarà trattata il prossimo lunedì dalla terza Commissione legislativa, si parla essenzialmente di modifiche alla legge sugli appalti, del soccorso alpino e della formazione delle guide sciistiche e alpine. “Particolarmente delicato è il passaggio riguardante i rifugi alpini. Negli ultimi anni l’opinione pubblica dell’Alto Adige ha guardato con attenzione ai rifugi e molte cittadine e cittadini della nostra provincia desiderano che queste strutture tradizionali del mondo alpino rimangano tali. Che vengano trasformate silenziosamente o anche in grande stile in hotel è qualcosa che vogliono in pochi”, commenta la rappresentante verde nella III Commissione legislativa, Brigitte Foppa.

Nella legge omnibus è prevista una modifica che riguarda proprio l’ampliamento dei rifugi. In futuro, per la costruzione di nuovi rifugi e per gli ampliamenti a partire dal 30% del volume, dovrà essere presentato, oltre al nulla osta della Giunta provinciale e il parere della commissione per la tutela del paesaggio, anche il parere della consulta per le attività alpinistiche. “Sembra che per quest’ultimo si sia lottato a lungo,” dice Foppa. “Bene che quindi entri a far parte della legge. Tuttavia, la soglia del 30% per il coinvolgimento della consulta per le attività alpinistiche è troppo alta. Quest’ultima, in cui oltre alle rappresentanze turistiche siedono comunque i club alpini e il soccorso alpino, dovrebbe essere coinvolta in qualsiasi ampliamento, a partire almeno dal 15%. Meglio prevenire che curare, e questo vale soprattutto in montagna.”

Il Gruppo Verde ha presentato un emendamento a questo riguardo. Lunedì, nella Commissione legislativa, ci sarà la prova del nove per la protezione della montagna.

 

Comunicato stampa

In occasione della Giornata internazionale contro l’omo, bi-, inter- e transfobia le consigliere provinciali Madeleine Rohrer e Brigitte Foppa ed il consigliere provinciale Zeno Oberkofler chiedono misure concrete anziché mere politiche simboliche per la comunità LGBTQAI+.

Il 17 maggio è IDAHOBIT, la giornata internazionale contro la discriminazione basata sull’orientamento sessuale (lesbiche, gay e persone bisessuali) e sulle persone le cui caratteristiche fisiche sessuali non possono essere chiaramente classificate come femminili o maschili (intersessualità) o non si identificano con il sesso loro assegnato alla nascita (transessualità). La rete delle regioni, province e comuni italiani, RE.A.DY, organizza anche quest’anno un’azione a livello nazionale alla quale parteciperà anche la provincia di Bolzano. Il Gruppo verde accoglie con favore la conferenza stampa odierna del presidente della Provincia. “Sta a ciascuno di noi non rimanere in silenzio ad osservare passivamente quando le persone vengono discriminate, bensì assumere una posizione chiara, forte e precisa per una società aperta, tollerante e inclusiva”, affermano Rohrer, Foppa e Oberkofler.

Tuttavia, oltre ad una mancata decisione ufficiale da parte della Giunta provinciale di partecipare alla rete RE.A.DY, mancano anche i mezzi finanziari: “Per il 2024 non è previsto alcun budget per la realizzazione degli obiettivi della rete”, comunica il Presidente della Provincia in risposta ad un’interrogazione delle consigliere Rohrer e Foppa e del consigliere Oberkofler. Le consigliere ed il consigliere verdi sperano che nella prossima modifica di bilancio la Giunta provinciale metta a disposizione anche risorse finanziarie.

Le consigliere ed il consigliere provinciali propongono come misura concreta che l’Istituto provinciale di statistica ASTAT e l’Ufficio antidiscriminazione facciano delle rilevazioni sullo stato di salute della comunità LGBTQAI+ altoatesina. L’ISTAT ha richiamato l’attenzione con uno studio sulla discriminazione sul posto di lavoro tra il 2020 e 2021: il 26% delle persone intervistate che vivono in un’unione civile ha dichiarato di aver sperimentato sulla propria pelle una forma di discriminazione in una delle seguenti tre aree: carriera, considerazione personale, stipendio a causa del proprio orientamento sessuale. Oltre il 40% ha dichiarato di evitare di parlare della propria vita privata sul posto di lavoro.

Le consigliere Rohrer e Foppa ed il consigliere Oberkofler propongono anche di ampliare la carriera alias, introdotta dall’università di Bolzano. Chi frequenta l’università e non si riconosce nella propria identità di genere o chi si trova in transizione (ad esempio una persona transgender o di genere non conforme) può chiedere l’attribuzione di un’identità transitoria e limitata all’università (“identità alias”). Gli esami possono essere sostenuti con questa identità. La provincia potrebbe applicare l’”identità alias” anche all’AltoAdige Pass, al fine di evitare eventuali situazioni di disagio alla persona in possesso dell’abbonamento e a* controllor*.

Infine, le consigliere ed il consigliere del Gruppo verde richiedono l’elaborazione di un protocollo redatto dall’Ufficio antidiscriminazione, la Provincia e Casa Rainbow Haus che indichi i passi concreti da compiere in caso di discriminazione e violenza contro le persone della comunità LGBTQAI+. Tali rapporti esistono già per quanto riguarda la violenza sulle donne e facilitano la collaborazione tra le autorità.

IDAHOBIT, tutti i giorni.