Sviluppi preoccupanti in Italia. E la SVP sta a guardare
COMUNICATO STAMPA
È profondamente preoccupante ciò che è stato approvato dalla maggioranza formata da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia alla Camera dei Deputati con il DDL 1660 “Sicurezza”.
Per la prima volta è stato introdotto il reato di “resistenza passiva”. Questo vuol dire che i detenuti delle carceri o dei CPR che protestano pacificamente contro le condizioni disumane di detenzione ora rischiano fino a 4 anni di carcere. Gandhi, con la politica repressiva e securitaria di questo governo, sarebbe probabilmente finito in una cella di sicurezza.
“Le carceri sovraffollate soffrono di una grave carenza di personale e sono in condizioni catastrofiche. Invece di affrontare i problemi urgenti, queste misure non fanno che aumentare le tensioni e il potenziale di violenza. Basta guardare la situazione drammatica e disumana del carcere di Bolzano per capire la gravità della situazione”, affermano i consiglieri Verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.
Questo sviluppo è spaventoso. E la SVP gli dà seguito. Lo abbiamo visto la scorsa settimana in Consiglio provinciale, dove la SVP ha praticamente adattato una proposta di legge presentata in Parlamento dal deputato Maiorano di Fratelli d’Italia, trasformandola in una mozione. Con questa mozione, la SVP insieme a Fratelli d’Italia chiede che la durata minima della pena per le violenze contro le forze dell’ordine venga aumentata di otto volte.
Condanniamo ogni attacco contro le forze dell’ordine, ma questo tipo di politica non risolve il problema.
Basta guardare la legislazione in Austria o in Germania per accorgersi di quanto sia sproporzionato un aumento del genere e quanto superficialmente la maggioranza in Alto Adige tratti i nostri diritti costituzionali. Tutto per finire in prima pagina.
Questi sviluppi sollevano seri interrogativi sulla tutela dei diritti costituzionali in Italia e mostrano che la SVP è sempre pronta a compiacere Giorgia Meloni.
Cons. prov.
Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer