DE IT
Home2020Maggio (Page 4)

COMMENTO DI HANSPETER STAFFLER.

La crisi covid19 è una crisi multipla. È iniziata come crisi sanitaria, seguita da una crisi economica e del lavoro. Un po’ più avanti si è manifestata come crisi dei dati e della scienza, relativamente alla gestione della malattia. Le crisi sociali e psicologiche le dobbiamo ancora vedere e non dobbiamo dimenticare la crisi dei diritti democratici fondamentali.

Nella prima fase, dopo l’esplosione della malattia abbiamo dovuto fare tutti gli sforzi necessari per spegnere il fuoco. Tutti i governi d’Europa navigavano a vista e dovevano riorientarsi giorno per giorno, secondo coscienza.
In questa fase è stato completamente trascurato il coinvolgimento da parte di molti governi dei Parlamenti e dei Consigli regionali/provinciali. Si è persa l’occasione di creare un comitato anticrisi che coinvolgesse tutti i partiti. In futuro non deve più succedere.

Ora si tratta di ricostruire e rigenerare. Si tratta di raccogliere i cocci e le amare macerie, scongiurare i danni e di far rialzare le tante aziende ormai a terra. Secondo quanto ci è stato preannunciato, la Giunta attiverà ingenti somme di denaro per far fronte a quello che ci aspetta. Queste spese dovranno essere gestite nella maniera più trasparente possibile, fin dall’inizio.

Perciò chiediamo l’attivazione di un cockpit online consiglieri provinciali, associazioni, sindacati, istituri di ricerca e tutte le cittadine e i cittadini possano visualizzare in quali settori vengono versate queste ingenti somme. Si tratta di uno strumento di controllo importante e irrinunciabile.

Nel passato sulle Alpi molti masi subivano spesso danni da slavine, a volte venivano anche distrutti. Le persone reagivano e ricostruivano in fretta il loro maso, cambiando però la posizione e usando materiali diversi e installando delle migliori misure di sicurezza. Ci si avviava così per una strada diversa, per prevenire la prossima slavina.

Prevenzione deve essere quindi la nostra parola d’ordine: il nostro sistema sociale deve avviarsi per una strada diversa e deve munirsi di migliori misure di sicurezza. Dobbiamo rafforzare il sistema sanitario e quello sociale. Quegli enormi investimenti preannunciati devono portarci a raggiungere il necessario percorso sociale ed ecologico per l’Europa.

I vertici dell’UE come Ursula von der Leyen, Frans Timmermans e Margrethe Vestager sono concordi e ritengono che non abbia senso ricostruire il vecchio mondo. Bisogna investire con decisione sulla tutela del clima e dell’ambiente – per il Green Deal europeo!

BZ, 07/05/2020

COMUNICATO STAMPA.

Con 35 (!) voti favorevoli il Consiglio provinciale approva la nostra mozione per  rafforzare la mobilità pubblica e sostenibile nella fase 2 della crisi #covid19.

Sull’alleggerimento delle tariffe purtroppo la Giunta non ci sente. Nei prossimi tempi aumenteranno però gli sforzi per aumentare e per garantire la sicurezza su autobus e treni. “Quando ho scritto questa mozione ero molto preoccupata per le condizioni in cui le/i pendolari sarebbero state costrette a viaggiare in questi tempi di alto rischio sanitario.” Tutto il Consiglio concorda che sia importante fare di tutto, affinché le persone, per paura, non smettano di usare i mezzi pubblici. E anche i mezzi di trasporto alternativi, come le biciclette e i mezzi elettrici verranno sostenuti e sovvenzionati. “La bicicletta deve diventare il mezzo di trasporto principale, per la qualità di vita di tutte le nostre città” conclude soddisfatta la prima firmataria Brigitte Foppa.

BZ, 06/05/2020

COMUNICATO STAMPA.

L’Assessore Widmann, bocciando la nostra mozione “Effetti post-traumatici dell’emergenza coronavirus“, ha elencato dettagliatamente le misure e i provvedimenti presi in questi mesi per il supporto psicologico di persone particolarmente colpite dall’emergenza #covid19.

Ha ripetuto che forse mediaticamente non è stato ben comunicato, ma che le persone ne fanno un grande uso, a prova della forte necessità. Bene. Da quanto abbiamo capito, si tratta di misure d’emergenza, sicuramente importanti e necessarie.

Riteniamo che il servizio di supporto psicologico debba essere rafforzato anche per un futuro più lontano.

Donne, uomini, bambine e bambini devono sapere che non resteranno soli a elaborare questo periodo difficile della loro vita. “E non scordiamoci degli uomini”, ricorda la prima firmataria Foppa. “Sono proprio loro i soggetti più a rischio nelle crisi, specie se economiche.

Uomini che perdono il lavoro o che si vedono costretti a chiudere l’azienda di famiglia, spesso faticano a reggere.” La consigliera ha chiesto quindi esplicitamente l’attenzione dell’assessore all’economia, affinché coinvolga su questo tema anche le associazioni di categoria.

L’accesso ai servizi di aiuto deve essere reso facile con il coinvolgimento di medici di famiglia e altre figure di supporto come coach, counselor, ecc. che possono affiancare e supportare psichiatri, psicologi e psicoterapeuti.

#NoiResistiamo e su questo continueremo a insistere.

MOZIONE.

In Alto Adige negli ultimi anni si sono compiuti notevoli sforzi per potenziare il trasporto pubblico locale. Dopo il lockdown dovuto alla pandemia Covid-19 in questo settore è cambiato tutto. Nelle prime settimane il trasporto pubblico e quello privato sono molto calati fino a bloccarsi quasi completamente. Da quando ci sono stati i primi allentamenti, sulle strade dell’Alto Adige c’è un po’ di movimento.

Nella cosiddetta fase 2 va gestito il graduale ritorno alla situazione precedente l’emergenza Covid. Il distanziamento sociale e altre misure di sicurezza e protezione comporteranno delle difficoltà nell’organizzazione della società, e in questo contesto la mobilità richiede particolare attenzione. Come sappiamo, essa è responsabile di gran parte dei danni climatici e dell’inquinamento ambientale. Quanto maggiore è il traffico individuale, tanto più si inquina.

Ora il pericolo concreto è che la fiducia nel TPL costruita negli ultimi anni venga meno a causa dei timori del contagio. Il trasporto pubblico come lo conosciamo è caratterizzato dal fatto di stare seduti o in piedi molto vicini. Non è in nessun caso ipotizzabile che l’abituale traffico pendolare possa essere compatibile con le norme di sicurezza. C’è anche chi già chi dice che molti potrebbero stigmatizzare il trasporto pubblico come il principale luogo di contagio. Molto dipenderà da quanto le persone continueranno a fidarsi del trasporto pubblico anche in futuro.

Una contromisura già adottata a livello locale e non solo (anche in Alto Adige) è lo sviluppo della ciclomobilità. In particolare nelle località più grandi, l’obiettivo è quello di incoraggiare le persone a muoversi in bicicletta nelle città. Fa da esempio il modello di Bogotà: quale misura diretta, la sindaca della città fatto costruire con procedura d’urgenza 117 km di piste ciclabili supplementari. A Berlino si sono intraprese simili iniziative. La bicicletta potrebbe vivere un piccolo boom, che in Alto Adige può fondare su una propensione all’uso della bicicletta già ampiamente diffusa.

Purtroppo esistono anche degli esempi negativi: Il governo cinese ha già introdotto misure per rilanciare la vendita di automobili. Si può ipotizzare che la svolta cinese nel settore dei trasporti subirà una battuta d’arresto che riporterà il Paese indietro di qualche anno; in tutto il mondo, attualmente l’automobile è apprezzata quale “mezzo di trasporto sicuro” per quanto riguarda il Coronavirus (vedi l’articolo di Südtiroler News) . Le grandi case automobilistiche hanno già informato l’UE che si aspettano un allentamento delle restrizioni sulle emissioni di CO2.

C’è un consenso generale sul fatto che l’impatto sui mezzi di trasporto pubblico dipenderà in gran parte da come si comporteranno i governi dopo la pandemia.

Per questi motivi, il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale

  1. di comunicare immediatamente alla popolazione come verrà organizzata la mobilità pubblica nella fase 2;
  2. di sensibilizzare la popolazione sulla possibilità e sulle modalità di rispettare le norme di sicurezza e di tutela della salute sui mezzi di trasporto pubblico;
  3. di garantire ai cittadini che saranno disponibili mezzi di trasporto sufficienti alla luce delle norme sulla distanza;
  4. di promuovere in particolare la mobilità pedonale, ciclistica ed elettrica, e di valutare se proprio in questa fase sia opportuno incentivare in modo specifico l’acquisto di biciclette elettriche;
  5. di promuovere con determinazione il telelavoro dopo l’emergenza: se tutte le persone che attualmente lavorano da casa dopo la crisi continuassero a farlo anche solo per un giorno alla settimana, ne potrebbe risultare una riduzione permanente degli spostamenti per lavoro;
  6. di ripensare la politica tariffaria e di agevolare le/i pendolari (eventualmente anche per un periodo di tempo limitato).

BZ, 20.04.2020

Consiglieri provinciali
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

MOZIONE.

La crisi Covid-19 ha anzitutto aspetti legati alla salute. Con il protrarsi delle misure di contenimento si stanno progressivamente aggiungendo anche i problemi di natura economica, ai quali si è iniziato a far fronte con l’adozione di prime misure. Si è invece parlato ancora troppo poco dell’impatto sociale e psicologico dell’emergenza Covid-19, e con la presente mozione vorremmo avviare una discussione in merito.

Le esperte e gli esperti citano soprattutto due livelli legati a questa perdurante “situazione traumatica”.

In primo luogo, ci sono coloro che sono direttamente toccati dalla malattia: chi ha contratto il virus, i famigliari, soprattutto quelli delle vittime, il personale sanitario e coloro che offrono assistenza, i volontari ecc. In queste settimane stanno vivendo esperienze ai limiti del sopportabile o anche oltre, e questo spesso quotidianamente.

In secondo luogo, anche il continuo isolamento sociale e la reclusione in casa, come conseguenza immediata del necessario lockdown, hanno effetti traumatici sulle persone. A seconda della situazione abitativa e di vita, ma anche della predisposizione individuale, vi sono grandi differenze tra le varie persone. Per alcuni il solo obbligo di stare a casa è già di per sé fonte di grande stress. Con l’isolamento sociale vengono a mancare alcuni meccanismi in grado di attutire disagi, il che risulta soprattutto problematico per le persone che convivono (o sono costrette a convivere) con famigliari aggressivi o sofferenti di depressione. L’isolamento e la mancanza di movimento possono aggravare ulteriormente la situazione.

L’isolamento prolungato può avere effetti durevoli sui bambini piccoli, le persone afflitte da instabilità psichica, le persone sole o anziane, le persone affette da dipendenze ecc. lasciando anche segni permanenti. A rischio sono inoltre le persone esposte a molteplici pressioni (come per esempio le donne lavoratrici che nel contempo assistono altre persone oppure le persone che subiscono in modo costante il peso dell’incertezza del loro futuro) che non usciranno più forti (resilienti), ma piuttosto sfibrate e indebolite da questo sforzo costante e prolungato.

L’ondata di suicidi che si è verificata dopo la crisi del 2008 deve farci riflettere, e a questa situazione bisogna reagire per tempo.

Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica quindi la Giunta provinciale

  1. di ampliare in via preventiva i servizi per la salute mentale e psichica, rafforzando l’offerta in tutto il territorio provinciale anche al fine di raggiungere un numero maggiore di persone, riducendo i tempi di attesa e divulgando le offerte esistenti con mezzi idonei;
  2. di fornire a chi lavora nel sistema sanitario e nelle varie strutture sociali, compresi i volontari, misure di sostegno per aiutare queste persone nell’elaborazione dei traumi che si ritrovano ad affrontare;
  3. di fornire maggiore aiuto, supervisione e strumenti di intervisione (scambio e consulenza tra addetti) a coloro che lavorano nel sistema formativo;
  4. di istituire e promuovere l’offerta di un pronto soccorso psicologico direttamente e facilmente accessibile.

BZ, 20.04.2020

Consiglieri provinciali
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

GREEN MEETING POINT.

La fase due è cominciata. Da martedì 5 maggio a venerdì 8 maggio il Consiglio provinciale riprende i lavori. Abbiamo così pensato di dedicare il dialogo del Green meeting point all’attualità politica.

Martedì 5 maggio alle ore 18:15, in conclusione alla prima giornata di seduta, i Consiglieri provinciali Verdi Brigitte, Riccardo e Hanspeter si connetteranno direttamente dal Consiglio provinciale e ci racconteranno che cosa succede in aula, l’atmosfera, il confronto. Le tue idee, domande e considerazioni saranno più che mai preziose per arricchire il lavoro e l’impegno Verde in sede parlamentare.

Vuoi partecipare? Allora scrivi al più presto a [email protected]

I nostri incontri online su Zoom si adattano ai tempi che cambiano. Con il lento ritorno alle attività “normali”, abbiamo deciso di proseguire i nostri Green meeting point una volta alla settimana, alle ore 18:00.
Date e temi vi saranno comunicati per tempo.

Sei dabei! Ti aspettiamo!

Un reddito di base per le persone in difficoltà: veloce, con poca burocrazia e per tutti*e coloro che ne hanno bisogno.

L’economia è attualmente in fase di stallo. La crisi colpisce duramente molte persone. Il coronavirus ci ha portato ad una crisi di reddito e
con essa ad una crisi esistenziale. C’è un bisogno immediato di sicurezza finanziaria per tutte le persone che non hanno più entrate.

Gli Young Greens Southtyrol propongono un reddito di base di 1000 euro per tutti*e coloro che non hanno più un reddito fisso. Tutti vogliono lavorare di nuovo, ma a causa della situazione sanitaria non è possibile. Per evitare che la società sprofondi in una spirale di
povertà, dobbiamo garantire sicurezza e stabilità attraverso una rete di salvataggio. Particolarmente colpiti sono lavoratori e lavoratrici
autonomi*e, tra cui musicisti*e e artisti*e, che forse soffriranno più a lungo di questa situazione.

Come misura immediata, è importante che tutti*e coloro che in Alto Adige non ricevono attualmente alcun reddito da lavoro dipendente o che non sono coperti*e dalla cassa integrazione siano coperti*e dal reddito minimo di inserimento. La cifra del reddito deve essere aumentata a 1000 € per i prossimi mesi. L’accesso alla liquidità deve essere senza troppa burocrazia e veloce.
La strada da percorrere, tuttavia, è ora quella di semplificare e raggruppare le varie prestazioni sociali in un unico, ampio reddito di
base. Non possiamo più permetterci di perderci nella giungla burocratica dei vari sostegni sociali.

Invece di cercare il conflitto sull’autonomia con Roma, la provincia dovrebbe fare un passo avanti su questo fronte.
La garanzia di reddito che proponiamo ammortizza la crisi direttamente per coloro che ne sono colpiti*e direttamente: le persone.

Young Greens Southtyrol
Sadbhavana Pfaffstaller & Alex Guglielmo, Co-Speaker

Da inizio marzo le scuole, le scuole materne e gli asili nido sono chiusi. Anche le Tagesmutter hanno dovuto sospendere il servizio e le famiglie hanno dovuto gestire da sole la quotidianità di bambini e bambine. Quando verranno riattivate scuole e asili, per lo meno a piccoli gruppi, lo sa solo il cielo, così come nessuno ancora sa prevedere se la via sudtirolese avrà successo.

Per molti genitori costretti a lavorare da casa e che al contempo devono occuparsi della gestione dei figli, della scuola e dei compiti la situazione è al limite. Molti hanno dovuto trovare soluzioni creative. Chi ha potuto/dovuto, ha preso ferie (pagate o non), oppure ha fatto ricorso ai periodi di paternità e/o maternità.

Il governo italiano cerca di sostenere i genitori in questa fase, dando loro la possibilità di richiedere dei voucher-babysitter. È stato inserito anche un periodo di congedo parentale-Covid19 di 15 giorni (che probabilmente verrà prolungato), il quale però prevede solo il 50% della retribuzione normale, la qual cosa non protegge molte famiglie, dipendenti da questa sola entrata, da serie difficoltà economiche.

Se la Giunta altoatesina ha già annunciato di andare per la propria strada, una strada più veloce nella riapertura di singoli settori, chiediamo che insieme a questa riapertura venga inserito rapidamente un rafforzamento del congedo parentale-Covid19 a livello provinciale.

Questo deve essere resa possibile finché le strutture scolastiche e di assistenza all’infanzia restano chiuse e finché non ci saranno delle offerte alternative per tutte le bambine e tutti i bambini. Anche la limitazione statale al 50% della retribuzione non è accettabile. La deriva verso la povertà è più che prevedibile. Chiediamo quindi che la Provincia compensi la perdita di guadagno per sostenere davvero le famiglie.

Al contempo per noi è importante che le donne non vengano “rispedite” ai fornelli, come sta già succedendo in molti casi. Così le famiglie dovranno poter ottenere gli incentivi integrativi solo se verranno usati da entrambe le parti.

Il Gruppo Verde valuterà con attenzione il disegno di legge della Giunta e porterà delle proposte che vadano in questa direzione.

Un’economia forte è possibile solo con famiglie forti.

Marlene Pernstich & Felix von Wohlgemuth
Co-portavoci
Verdi Grüne Verc

Tradizionalmente, la festa del lavoro è principalmente il giorno della lotta per ottenere salari più alti e migliori condizioni di lavoro. Si pensa quasi per riflesso agli operai nelle fabbriche, cioè al “classico” operaio maschio.

Tuttavia, questa crisi ci ha mostrato chi fa andare avanti la nostra società, chi porta il peso maggiore nelle cosiddette professioni di importanza sistemica e la cui importanza è quindi ancora sottovalutata: le donne.

Sono soprattutto le donne che si siedono ogni giorno alle casse dei supermercati, che si assumono l’onere della cura dei bambini e che mantengono in funzione il nostro sistema sanitario come infermiere e badanti. Senza il loro impegno quotidiano l’intero sistema crollerebbe. Tuttavia, i salari in questi settori sono ancora troppo bassi e le loro prestazioni non sono adeguatamente remunerate.

Ma mentre i lavoratori maschi possono scioperare e protestare per far sentire la loro voce, questo è difficilmente possibile nelle professioni che sono occupate principalmente da donne. Come può una badante smettere di lavorare, come una madre che si prende cura dei propri figli?

Spetta quindi a noi, la società, far sentire la nostra voce per queste donne. Le donne non hanno bisogno solo di pagamenti una tantum o di applausi dai balconi.
Le donne hanno diritto a un salario equo e dignitoso, alla sicurezza in età avanzata e al diritto a un’adeguata remunerazione in denaro per l’assistenza all’infanzia che forniscono.

Oggi più che mai!

Felix von Wohlgemuth &  Marlene Pernstich
Co-Portavoci
Verdi Grüne Vërc