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Garantire davvero i diritti: a persone e natura.

COMUNICATO STAMPA.

Mercoledì 18 la prima commissione legislativa tratterà i due disegni di legge presentati dal Gruppo Verde per un ampliamento delle competenze della difesa civica: da una parte il controllo preventivo dei diritti umani, dall’altro la difesa delle istanze della natura e dell’ambiente.

Disegno di legge “Controllo preventivo del rispetto dei diritti fondamentali”.

In teoria tutte le persone hanno diritto alla libertà e a una vita autodeterminata. Ma in alcune situazioni, questo diritto è limitato. La forma più grave è quella della pena carceraria. Ci sono però anche alcuni momenti o situazioni nella vita in cui di fatto avviene o può avvenire una limitazione della nostra autodeterminazione: quando ad esempio siamo ricoverati in ospedale, o non siamo più autosufficienti, quando invecchiamo e siamo ospiti di una casa di riposo, quando non siamo (più) coscienti, quando abbiamo un disagio psichico o sociale e viviamo in un alloggio protetto o in una struttura di accoglienza.

Anche in condizioni di libertà limitata i diritti fondamentali devono essere garantiti.

In Austria la difesa civica è responsabile del controllo del rispetto dei diritti umani nelle strutture in cui le persone vivono in una condizione di limitazione delle proprie libertà personali. Funziona così: la difesa civica nomina una commissione che effettua regolarmente delle visite a carceri, caserme, strutture psichiatriche, case di riposo, alloggi protetti, così come strutture in cui vivono persone con disabilità. Carenza di personale, turni, sovraccarico lavorativo, carenze organizzative, strutture antiquate sono solo alcuni dei motivi alla base del problema.  Il fatto stesso però che tali visite vengano effettuate comporta una maggiore presa di coscienza rispetto alla problematica e un miglioramento generale della situazione.

In Italia e in Alto Adige la questione è regolata solo in parte dal punto di vista giuridico. Per quanto riguarda i diritti dell’infanzia esiste la garante per l’infanzia e l’adolescenza, la quale ha incarico per legge di controllare che vengano rispettati i diritti umani nei confronti dei minori.

Per i diritti fondamentali delle persone adulte che vivono in situazioni di libertà limitata invece non esiste alcuna prassi preventiva. La difensora civica sarebbe la figura predestinata al compito di controllare preventivamente il rispetto dei diritti umani, ma non ha ancora un mandato ufficiale. Questo disegno di legge vuole coprire il vuoto legislativo in materia.

Qui  il disegno di legge completo, la relazione e il parere del Consiglio dei Comuni.

 

Disegno di legge “Ampliamento dei compiti della Difesa civica alla materia ambientale”.

Vivere in un ambiente sano e pulito, per noi e per le generazioni future, è un diritto civico. L’ambiente però troppo spesso non ha voce e in Italia ancora non esiste un quadro legislativo come quello austriaco, il quale prevede invece da anni tra le diverse “difese” civiche anche la cosiddetta Umweltanwaltschaft.

Difendere l’ambiente e i suoi diritti vuol dire difendere gli esseri umani e i loro diritti.

Il Land Tirol ci mostra come una Umweltanwaltschaft possa ben funzionare, mentre il Trentino, per ovviare alle carenze legislative statali, ha trovato una soluzione attribuendo alla difesa civica anche la competenza ambientale. Chi si occupa della difesa dei diritti della natura diventa così punto di riferimento di persone e associazioni che temono o assistono a interventi o progetti che mettono a rischio l’integrità della natura. Per fare un esempio: in un caso di intervento “bagatella”, come quello che abbiamo denunciato a Olang, con la difesa civica investita della competenza ambientale ci sarebbe un’istituzione a cui affidare la difesa dei diritti di un habitat naturale prezioso come quello di una torbiera e che potrebbe fare pressione su chi approva certi progetti e su chi deve fare i giusti controlli.

Dislocare la difesa dell’ambiente in un’istituzione, in cui al centro sono per definizione le ansie e le preoccupazioni di coloro che altrimenti avrebbero scarsa possibilità di essere ascoltati è coerente, un passo indispensabile e che si doveva fare già da tempo. Con questo disegno di legge intendiamo riempire questa lacuna.

Qui  il disegno di legge completo, la relazione e il parere del Consiglio dei Comuni.

 

Centro antidiscriminazioni: l’Ufficio di presidenza ignora le associazioni e lo riduce a un semplice ufficio.

Nel quadro delle “Difese” provinciali registriamo anche una brutta notizia sul “Centro di tutela contro le discriminazioni”, previsto per legge provinciale fin dal 2014 ma finora mai istituito. Il “Centro” altoatesino costituiva l’attuazione in Alto Adige della direttiva europea n. 2000/43/CE, che impone a ciascun Stato di creare un organismo per combattere ogni forma di discriminazione. In Italia l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni esiste dal 2003 e centri regionali sono stati creati già in Veneto, Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Calabria, Marche, Puglia, Sicilia.

Dopo 5 anni di inerzia, la scorsa settimana l’Ufficio di presidenza del Consiglio ha approvato una delibera che riduce il “Centro” a un ufficio della Difesa civica. Oltre 30 associazioni che lavorano sul campo sono state informate a cose fatte e solo all’ultimo momento hanno potuto presentare una loro proposta, ma è stato loro risposto che ormai la decisione era presa.

Non solo: il Presidente Noggler ha comunicato che la delibera non dovrà neppure essere approvata dal Consiglio provinciale, nonostante che la legge preveda una procedura in cui “l’Ufficio di presidenza formula proposte, sottoponendole all’approvazione del Consiglio…”.  Ricordiamo che l’Ufficio di Presidenza non rispecchia la composizione politica del Consiglio, poiché è composto da 6 persone di cui 5 della maggioranza e una sola dell’opposizione, che ha votato contro la delibera (Maria Rieder), mentre tra la maggioranza Helmuth Renzler si è astenuto. Non è a colpi di maggioranza (e neppure tutta) che si decide su un organo così importante!

Il Gruppo Verde chiede che la delibera dell’Ufficio di presidenza sia ritirata e sia aperto un tavolo di dialogo con le associazioni, le cui proposte vanno prese in seria considerazione. Chiediamo inoltre che la decisione finale sia sottoposta al voto del Consiglio provinciale.

Bolzano, 17/12/2019

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

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Author: Heidi

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