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Il Consiglio provinciale dell’Alto Adige ha deciso oggi di rendere accessibile il Fondo per costruire in legno a tutta la popolazione. Finora solo i comuni e le organizzazioni senza scopo di lucro potevano richiedere i contributi quando costruivano con legno locale. D’ora in poi, anche i privati potranno beneficiarne. La decisione nasce da una mozione del Gruppo Verde, sottoscritta anche da due consiglieri SVP.

“Chi ha una buona idea e insiste per metterla in pratica, può farcela”, commenta con soddisfazione Madeleine Rohrer, promotrice della mozione. “Costruire con il legno fissa la CO₂ negli edifici a lungo termine, rafforza l’economia circolare locale e dimostra come tradizione e innovazione possano convivere in Alto Adige”.

Il Gruppo Verde in Consiglio provinciale aveva già presentato più volte la proposta. Oggi ha finalmente trovato consenso unanime in Consiglio.

Con l’apertura del Fondo, costruire con legno locale sarà d’ora in poi più conveniente per tutti gli altoatesini e le altoatesine: un chiaro segnale a favore della tutela del clima, della valorizzazione economica locale e di un’edilizia sostenibile.

Maggiori informazioni: Wood be nice – con il legno dare all’Alto Adige un futuro sostenibile

Cons. prov.

Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler

“Un infinito grazie ai milioni di cittadine e cittadini ungheresi per la loro eccezionale partecipazione, segnale autentico di democrazia. Come osservatrice elettorale sul campo, ho vissuto direttamente l’intensità di questo voto. È stata un’onda che ha attraversato il Paese e ha travolto il modello di Viktor Orbán. Una vera sconfitta per i sovranisti che volevano fare dell’autocrazia un metodo di governo”.

Lo dichiara, in una nota, la senatrice dei Verdi Alto Adige-Südtirol Aurora Floridia, che ha seguito il voto in Ungheria come componente della delegazione degli osservatori del Consiglio d’Europa.

“Questi giorni sono destinati a lasciare un segno nella storia politica dell’Europa. Da queste elezioni esce sconfitto non solo un leader, ma un progetto politico preciso: l’idea di poter svuotare la democrazia dall’interno, piegando le istituzioni, comprimendo i diritti e restringendo gli spazi di libertà e opposizione.

La scelta dei cittadini ungheresi si aggiunge ai segnali arrivati in questi mesi da altri Paesi, dal Canada all’Australia, dalla Germania fino all’Italia con il referendum sulla giustizia. È una bocciatura politica per gli alleati del trumpismo e per i tentativi del mondo MAGA di condizionare le democrazie fuori dagli Stati Uniti. In molti Paesi cresce infatti un rifiuto netto verso ciò che quel modello rappresenta: paura, propaganda, polarizzazione e costruzione continua di nemici.

Da oggi l’Europa democratica è più forte, e con essa è più forte l’idea che i cittadini possano veramente fermare con il voto chi usa il consenso per indebolire lo Stato di diritto e concentrare il potere. È una sconfitta che riguarda anche il Governo Meloni, che non ha mai nascosto la propria vicinanza politica e culturale a Trump e Orbán. Quel modello arretra perché i cittadini hanno scelto di respingerlo. E questa è una buona notizia per l’Ungheria, per l’Europa, per l’Italia e per tutte le democrazie“, conclude Floridia.

Comunicato stampa

Nella prossima seduta del Consiglio provinciale, il Gruppo Verde discuterà in aula due mozioni: da un lato la valorizzazione della filiera del legno locale e del legno come materiale da costruzione sostenibile, dall’altro il rafforzamento dell’indipendenza energetica attraverso le fonti rinnovabili.

Le due iniziative puntano a coniugare sostenibilità ambientale, sviluppo economico e giustizia sociale.

Fondo per la costruzione in legno per tutti: i Verdi chiedono l’apertura anche ai privati

Chi costruisce con legno locale protegge il clima, sostiene le aziende del territorio e mantiene il valore aggiunto nella nostra provincia. Eppure, ad oggi non esiste alcun incentivo per i privati in Alto Adige. Il Fondo per l’edilizia in legno, attivo dal 2023, eroga contributi solo a comuni e organizzazioni senza scopo di lucro.

I Verdi vogliono cambiare questa situazione. In una mozione, chiedono di aprire il Fondo a tutta la popolazione. Una proposta simile dei Verdi era stata respinta dalla maggioranza un anno fa. Ora, però, la mozione trova ampio sostegno: anche i consiglieri della SVP Josef Noggler e Franz Locher l’hanno sottoscritta.

“Costruire con il legno è un modello per il futuro. Utilizzando legno proveniente dai nostri boschi, rafforziamo i cicli locali e allo stesso tempo fissiamo CO₂ in maniera duratura. È una politica economica buona e sostenibile”, spiega Madeleine Rohrer, prima firmataria della mozione.

Il settore delle costruzioni è tra i maggiori responsabili di emissioni dannose per il clima a livello mondiale. Allo stesso tempo, l’industria del legno in Alto Adige genera oltre 1,7 miliardi di euro all’anno e garantisce più di 25.000 posti di lavoro. “Incentivare il costruire in legno invia un segnale chiaro: a favore di un’edilizia sostenibile, della creazione di valore locale e delle oltre 25.000 persone che vivono in Alto Adige grazie all’industria del legno”, conclude Rohrer.

Energia rinnovabile: indipendenza e bollette più leggere

Con la seconda mozione, il Gruppo Verde prevede un pacchetto di misure per accelerare la transizione energetica e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Al centro della proposta ci sono nuovi strumenti per facilitare l’accesso al fotovoltaico, come contributi diretti, prestiti agevolati e la creazione di una società pubblica per sostenere l’installazione di impianti su edifici pubblici e condomini.

“La guerra in Iran, la guerra in Ucraina e la situazione geopolitica ci mostrato ancora una volta quanto sia costosa la nostra dipendenza dai combustibili fossili. Questa dipendenza è uno strumento di potere degli autocrati nel mondo: colpisce l’economia, ma soprattutto la popolazione che si confronta con costi insostenibili, sia per l’energia, sia per altri beni di necessità. L’indipendenza energetica è ormai un imperativo e si raggiunge puntando sull’energia rinnovabile. L’Alto Adige ha in questo campo un potenziale enorme ancora inespresso. Serve un immediato cambio di rotta”, sottolinea Zeno Oberkofler, primo firmatario della mozione.

Le due mozioni si inseriscono in una visione politica che punta a rafforzare la sostenibilità ambientale e l’autonomia economica del territorio.

“La transizione ecologica è un’opportunità concreta per il nostro territorio. Significa creare valore locale, ridurre le dipendenze dall’esterno e migliorare la qualità della vita delle persone. Per farlo servono scelte politiche chiare e coraggiose”, concludono Madeleine Rohrer, Zeno Oberkofler e Brigitte Foppa.

Maggiori informazioni:

Bolzano, 10/04/2026

Cons. prov.

Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa

Il Gruppo Verde in Consiglio provinciale propone un abbonamento annuale altoadigemobilità Fix365 gratuito per tutte le persone con un reddito annuo lordo inferiore a 40.000 euro, per sostenere le persone con redditi bassi e medi alla luce dell’attuale crisi energetica. A tal fine hanno preparato un ordine del giorno per il bilancio di assestamento.

Il mondo e l’Europa si trovano attualmente in una situazione precaria: il perdurare della guerra in Iran sta avendo effetti duraturi sui prezzi globali delle materie prime e dell’energia, con conseguenze tangibili sui costi di petrolio, gas ed elettricità per famiglie e imprese. Questi sviluppi colpiscono in modo particolare le famiglie e le persone con redditi medio-bassi, poiché l’aumento dei prezzi di carburanti ed energia incide direttamente sul reddito disponibile. I costi della mobilità rientrano tra le spese regolari di molte famiglie e, soprattutto in tempi di prezzi elevati dei carburanti, possono rappresentare un onere finanziario significativo.

“Per le persone con redditi bassi e medi, le spese aggiuntive per la mobilità possono essere decisive. Mentre un importo di 250 euro all’anno è generalmente sostenibile per i nuclei familiari con redditi più elevati, può costituire un ostacolo nell’utilizzare regolarmente i mezzi pubblici per chi dispone di minori risorse finanziarie”, spiega il consigliere provinciale dei Verdi Zeno Oberkofler.

Alla luce di ciò, i Verdi propongono che tutte le persone con un reddito annuo lordo inferiore a 40.000 euro ricevano gratuitamente l’abbonamento annuale altoadigemobilità Fix365.

La Lituania offre un esempio in tal senso: il governo ha recentemente deciso, in risposta alla crisi energetica, di ridurre temporaneamente del 50% i prezzi dei biglietti ferroviari nazionali, per alleviare il peso sulla popolazione del rincaro del carburante e allo stesso tempo incentivare il passaggio al trasporto pubblico. L’obiettivo della misura è esplicitamente quello di offrire alle famiglie un’alternativa più economica ai crescenti costi del carburante e rendere il trasporto pubblico più attrattivo.

“In un periodo di forti aumenti dei prezzi dell’energia, dei carburanti e del costo della vita, la politica deve intervenire dove il sostegno è più necessario. Un abbonamento Fix365 gratuito per le persone con redditi bassi e medi sarebbe una misura efficace in questa direzione. La Giunta provinciale deve agire attivamente contro il caro vita”, sottolineano i consiglieri provinciali dei Verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.

Cons. prov.

Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer

Il 26 marzo la seconda commissione legislativa si occuperà del limite ai posti letto turistici e della prevista proroga dei termini per le zone turistiche già registrate ma non ancora realizzate. Il Gruppo Verde in Consiglio provinciale propone di limitare le eccezioni decise dalla SVP a un numero nettamente inferiore di comuni.

Il contesto è noto: nel 2022 la Giunta provinciale ha fissato un “limite ai posti letto”, insieme a un periodo transitorio di quattro anni per le zone turistiche già approvate ma non ancora attuate. In una sorta di corsa dell’ultimo minuto, prima della decisione sono state presentate circa 90 richieste per nuove zone turistiche. Ora, su iniziativa dell’assessore al turismo, si vuole prorogare questo termine. Dopo forti critiche, anche interne al partito, la SVP ha concordato di concedere la proroga solo ad alcuni comuni – al massimo 25, secondo il segretario della SVP Dieter Steger. Nella lista della Giunta provinciale figurano però 56 comuni: quasi la metà dei comuni nella nostra provincia. “I criteri alla base sono formulati in modo così ampio che finiscono nella lista anche comuni già molto sviluppati turisticamente”, afferma Madeleine Rohrer, vicepresidente della seconda commissione legislativa. “Lo sviluppo turistico rischia così di perdere sempre più equilibrio.”

Criteri che mancano l’obiettivo

Il primo criterio prevede meno di 500.000 pernottamenti nel 2025. Solo 28 località turistiche superano questa soglia e vengono escluse. Il secondo criterio riguarda il calo della popolazione tra il 2009 e il 2024. Vi rientra, ad esempio, la Val Senales, che nonostante l’emigrazione registra un alto numero di pernottamenti. A questi si aggiungono comuni “strutturalmente deboli” come Gargazzone, Vipiteno o Terlano. Alcuni di questi soffrono già oggi di una grave carenza di alloggi. “I posti letto verrebbero distribuiti sul territorio con un approccio grossolano e indiscriminato. L’equilibrio verrebbe meno”, sottolinea Madeleine Rohrer. Di fatto, allo scadere del periodo transitorio potrebbero nascere altri 7.000 posti letto, e questo dopo lo “stop”, che avrebbe dovuto fissare il limite massimo.

Meno comuni, più equilibrio turistico

Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler propongono, invece, di utilizzare l’elenco dei comuni del piano di sviluppo turistico del 2021, basato su criteri scientifici. Questo suddivide i comuni secondo indicatori riconosciuti: intensità turistica (pernottamenti per abitante) e densità turistica (pernottamenti per superficie). In questo modo, nella lista delle eccezioni rientrerebbero 28 comuni (tra cui Campo Tures, Castelbello, Ultimo, Vadena e Predoi), cioè circa quanti ne aveva inizialmente promessi la SVP.

Inoltre, i Verdi avanzano altre due richieste: il limite massimo di 150 posti letto deve valere per zona, non per singola struttura. Altrimenti un investitore potrebbe creare più strutture formalmente indipendenti sullo stesso terreno, aggirando la norma a danno delle aziende familiari. Infine, il Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano dovrebbe gestire una banca dati pubblicamente accessibile su tutti i posti letto già autorizzati ma non ancora realizzati. Poiché questi devono essere compensati entro dieci anni, sono necessarie trasparenza e controllo per evitare un ulteriore indebolimento di questo limite ai posti letto.

 

Cons. prov.

Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler

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Il referendum sulla giustizia consegna un messaggio netto: partecipazione alta e una chiara vittoria del No. Le cittadine e i cittadini non solo hanno scelto di esserci, ma hanno respinto una riforma percepita come lontana dai problemi reali della giustizia e dalla vita concreta delle persone. Non è solo il merito a essere stato bocciato, ma anche il metodo. Una legge che modifica sette articoli della Costituzione è stata portata in Parlamento in modo blindato, senza un vero confronto con le minoranze e senza la possibilità di modifiche. Un’impostazione che ha svuotato il dibattito democratico e che oggi riceve una risposta chiara dal voto e dalle persone.

Anche in Alto Adige il segnale politico è inequivocabile: il No prevale e racconta di una distanza tra le scelte dei partiti e quelle degli elettori. Una distanza che riguarda direttamente anche chi, su questo referendum, si era esposto con convinzione. È una sconfitta degli alleati del governo Meloni sul territorio. Gran parte dell’elettorato SVP non ha seguito le indicazioni del partito, segnando una frattura politica che non può essere ignorata.

In questo contesto, noi Verdi Grüne Vërc abbiamo portato avanti una campagna per il No chiara, decisa e fondata sui contenuti. Nonostante una narrazione spesso semplificata e polarizzata, abbiamo scelto di entrare nel merito, informare le persone e costruire momenti di confronto sul territorio, contribuendo a tenere aperto uno spazio di discussione reale su un tema così delicato.

«Ridurre un tema complesso e cruciale come la giustizia a una scelta secca tra sì e no è un errore che impoverisce il dibattito democratico. La partecipazione resta fondamentale, ma riforme di questa portata meritano confronto, profondità e rispetto per gli equilibri costituzionali», dichiara Luca Bertolini, co-portavoce dei Verdi Grüne Vërc.

Il voto di oggi lascia però intatti tutti i nodi irrisolti: la lentezza dei processi, le difficoltà di accesso ai diritti, le disuguaglianze territoriali e le carenze strutturali del sistema. Problemi veri, che questa riforma non affrontava e che non possono più essere aggirati con interventi parziali o semplificazioni. Il governo Meloni e i suoi alleati, sempre più lontani dalle persone, dovrebbero ora farsi un serio esame di coscienza su come e se andare avanti. La bocciatura del referendum non è solo un risultato elettorale: è un segnale politico forte che chiede ascolto, responsabilità e un cambio di rotta.

«Il messaggio che arriva dalle urne è chiaro e inequivocabile: si tratta di una sonora sconfitta per il Governo Meloni. Quando la partecipazione è così ampia, il significato del voto va ben oltre il merito del quesito: è un giudizio politico preciso contro il governo e contro le sue scelte. È una giornata di partecipazione democratica e di difesa della Costituzione, ma anche un segnale forte per costruire con ancora più determinazione un’alternativa a questa destra, lontana dai bisogni di cittadin* e imprese», dichiara la senatrice dei Verdi Grüne Vërc  Aurora Floridia.

 

Si farà una campagna informativa e di sensibilizzazione sul tema della menopausa, con l’obiettivo di superare tabù e pregiudizi ancora diffusi nella società e nel mondo del lavoro – il Consiglio provinciale ha approvato oggi, 12 marzo, questo punto della mozione del Gruppo Verde sulla menopausa.

La menopausa è una fase della vita che riguarda tutte le donne e che in Provincia di Bolzano interessa oggi 39.000 donne tra menopausa e perimenopausa. Nonostante la sua ampia diffusione, il tema resta spesso poco discusso o trattato con superficialità. Eppure, i sintomi possono interessare fino all’80% delle donne e avere un impatto significativo sulla qualità della vita e sull’attività lavorativa.

“Non è un problema privato, ma una questione di salute pubblica e di diritti”, afferma Brigitte Foppa, prima firmataria della mozione, che prosegue: “Vogliamo rompere il silenzio e contrastare gli stereotipi”.

La campagna informativa prevista dalla mozione dovrà contribuire a rendere il tema più visibile e meno stigmatizzato, promuovendo informazioni corrette e iniziative di formazione rivolte anche a datori di lavoro e responsabili del personale.

“Il fatto che proprio la parte della mozione dedicata all’informazione sia stata approvata è un segnale importante”, sottolineano i consiglieri Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler. “Parlare apertamente di questa fase della vita è il primo passo per migliorare la qualità della vita delle donne e creare ambienti di lavoro più consapevoli e rispettosi.”

Maggiori informazioni: Menopausa: serve maggiore consapevolezza!

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

I Verdi Grüne Vërc hanno illustrato le ragioni del loro “No” alla riforma della giustizia, al termine di un articolato percorso di approfondimento interno che ha coinvolto giuristi ed esponenti istituzionali. Presente alla conferenza stampa il co-portavoce Luca Bertolini, che ha ripercorso le tappe del confronto interno al partito: un primo incontro di analisi della proposta di riforma con un giurista e con la senatrice Aurora Floridia, seguito da un ulteriore approfondimento con Ulrike Ceresara, già magistrata e consigliera comunale a Merano, insieme al coordinamento dei Verdi del Sudtirolo. Al termine di questo percorso, il coordinamento ha deciso di esprimere una posizione chiara: “No” alla riforma. Accompagneranno questa dichiarazione con una campagna informativa.

“Diciamo ‘No’ perché questa riforma non affronta le vere emergenze della giustizia italiana: non riduce i tempi dei processi, non investe risorse su personale amministrativo e digitalizzazione, e non garantisce maggiore efficienza”, ha dichiarato Bertolini.

Ulrike Ceresara ha posto l’attenzione sugli aspetti tecnici e giuridici più problematici del testo. “Questa riforma interviene sull’assetto costituzionale della magistratura, ma non incide sulle criticità quotidiane che rallentano i processi: carenze di personale, organizzazione degli uffici, strutture inadeguate. La separazione delle carriere, così come proposta, non accelera i tempi, né migliora la qualità del servizio. Rischia, invece, di aumentare la conflittualità istituzionale senza avere ricadute positive per chi aspetta giustizia”, ha sottolineato Ceresara. “I cittadini non vedranno processi più rapidi né maggiore accessibilità: senza investimenti mirati e riforme organizzative profonde, il sistema resterà in affanno.”

Secondo Aurora Floridia, “in Senato l’opposizione ha denunciato fin dalla prima lettura le criticità e le storture del testo, ulteriormente confermate dagli esperti ascoltati nel ciclo di audizioni, che hanno evidenziato il rischio di un indebolimento dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura. Sono state presentate proposte di modifica, ma la maggioranza ha scelto di non accoglierle e di non aprire un reale confronto con l’opposizione. Una riforma di questa portata dovrebbe nascere da un ampio consenso, mentre qui la maggioranza ha deciso di procedere in un clima fortemente divisivo.”

Il co-portavoce dei Verdi, Luca Bertolini, ha lanciato un appello di partecipazione: “Andate a votare, sia che decidiate per il no, sia per il sì. Questo referendum tocca la nostra Costituzione e riguarda ciascuna e ciascuno di noi: la nostra libertà, la nostra storia, il nostro futuro democratico. In un momento storico così complesso e attraversato da profonde tensioni, la Costituzione rappresenta un baluardo da difendere, perché ci protegge tutte e tutti.”

Ancora una volta lo sviluppo turistico viene equiparato alla costruzione di posti letto, dimenticando il futuro della nostra provincia.

Guardando l’elenco dei 56 comuni-eccezione allo stop dei posti letto, ci si chiede: quanti di questi comuni sono effettivamente adatti allo sviluppo turistico? Quali riflessioni sono state fatte su come dovrebbe avvenire lo sviluppo turistico in queste località? Quali infrastrutture e quali servizi sono disponibili? Quale offerta verrà proposta ai turisti che pernotteranno a Ponte Gardena o a Fortezza in un nuovo hotel? Il turismo non è fatto solo di posti letto per gli ospiti, ed è qui che sta il grande errore dello sviluppo turistico in Alto Adige. Il fatto che tra queste 56 località figuri anche Senales lascia l’amaro in bocca, se si legge nello stesso contesto del progetto di un villaggio da 600 posti letto. Al più tardi quando i 600 (seicento!) posti letto saranno stati costruiti, Schnals non sarà più classificata come comune sottosviluppato turisticamente. Peccato solo che allora sarà troppo tardi, perché ciò che è costruito è costruito.

Per quei comuni che sono considerati turisticamente sovrasviluppati, questo stop dei posti letto è comunque solo una beffa. “Da anni ci si impegna per una maggiore qualità e meno massa. Da anni ci si lamenta della massa di turisti giornalieri che invadono le Dolomiti arrivando da ogni parte della Provincia. Continuamente si parla di “management delle masse” e di contingentamento, in parte anche attuando questo tipo di misure per cercare di contrastare situazioni degenerate. La costruzione di posti letto turistici nei 56 comuni cosiddetti strutturalmente deboli non risolverà questo problema, anzi, lo alimenterà ulteriormente.”, dice Elide Mussner, co-portavoce dei Verdi.

La Giunta provinciale non riesce proprio a smettere di fomentare le monocolture invece di puntare sulla diversificazione. Non si ha il coraggio di porre dei limiti e questo alla fine si rivela fatale, perché un’offerta eccessiva non è mai un’offerta di valore. Danneggia l’economia, il paesaggio, la qualità della vita locale. Puntare sull’espansione della monocultura non è una visione per il futuro, una visione che il governo provinciale chiaramente non ha.