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Abitare in Alto Adige costa, e non è solo il prezzo degli appartamenti a pesare sulle famiglie. Anche le spese per la manutenzione, il riscaldamento e il raffrescamento incidono in modo significativo sul bilancio familiare. Per questo i consiglieri provinciali Verdi Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler chiedono che, nelle nuove costruzioni, i vani scala siano realizzati in forma chiusa. Una soluzione che consente di risparmiare energia e di ridurre i costi di pulizia.

La precedente legge urbanistica prevedeva proprio questa soluzione, e per una buona ragione: un vano scala aperto e non riscaldato sottrae calore agli appartamenti adiacenti. Di conseguenza, l’impianto di riscaldamento deve lavorare di più, aumentano i consumi energetici, i costi in bolletta e le emissioni di gas serra. Inoltre, l’aria fredda che entra negli appartamenti attraverso le aperture riduce il comfort abitativo. Chi vive in un condominio sa anche che i vani scala aperti richiedono una manutenzione e una pulizia più impegnative, con conseguenti maggiori spese per le famiglie e, talvolta, anche conflitti tra vicini.

Nella nuova legge provinciale sul territorio e sul paesaggio manca, invece, una disposizione in questo senso. I vani scala aperti, infatti, non vengono conteggiati nella cubatura dell’edificio: un aspetto che può risultare economicamente vantaggioso per i costruttori, ma che finisce per penalizzare chi acquisterà e abiterà gli appartamenti.

La proposta del Gruppo Verde era stata respinta dalla commissione legislativa competente, ma tutti hanno riconosciuto la necessità di trovare una soluzione. “Per questo vogliamo incaricare la Giunta provinciale, attraverso una deliberazione del Consiglio provinciale, a intervenire su questo tema”, spiega Madeleine Rohrer. “La maggior parte delle persone in Alto Adige acquista una casa una sola volta nella vita e paga il mutuo per decenni. Non è giusto che debbano sostenere costi inutili per la gestione e la manutenzione della propria abitazione”.

Maggiori informazioni: https://www.consiglio-bz.org/it/atti-politici/811038

 

Cons. prov.

Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler

Il Consiglio provinciale ha approvato oggi la proposta del Gruppo Verde in occasione della discussione sull’assestamento di bilancio, che impegna la Giunta provinciale ad avviare il percorso di adesione dell’Alto Adige alla rete culturale europea ATRIUM. L’obiettivo è promuovere una gestione consapevole e condivisa del patrimonio architettonico ereditato dal fascismo, trasformandolo in uno strumento di memoria, conoscenza e riflessione storica.

L’approvazione arriva in un momento in cui il dibattito sul rapporto con le testimonianze del Ventennio si è riacceso in seguito al crollo di parte del Tribunale di Bolzano. Per il Gruppo Verde, proprio queste vicende dimostrano la necessità di superare le contrapposizioni ideologiche e affrontare il tema con un approccio storico e culturale.

“Questi edifici raccontano una storia difficile. Non possiamo limitarci a polemizzare ogni volta che uno di questi monumenti torna al centro dell’attenzione. Dobbiamo invece spiegare, contestualizzare e fare memoria. Solo così questi luoghi possono diventare strumenti di conoscenza e non di celebrazione”, afferma Brigitte Foppa, prima firmataria dell’ordine del giorno.

La rete ATRIUM riunisce città e territori europei accomunati dalla presenza di edifici e spazi pubblici realizzati durante i regimi totalitari del Novecento. L’obiettivo è incoraggiare una visione condivisa dell’identità storica e culturale, riconoscendo l’importanza del patrimonio architettonico del ventesimo secolo e il suo rapporto complesso, contraddittorio e talvolta scomodo con alcuni periodi della storia europea.

Per il Gruppo Verde, affrontare il patrimonio del fascismo con strumenti culturali e scientifici significa anche contribuire a rafforzare la coscienza democratica della società. “Le tracce delle dittature attraversano tutta l’Europa. Riconoscerle, comprenderle e contestualizzarle ci aiuta a capire meglio la nostra storia e quella degli altri, affinché gli errori del passato non si ripetano”, concludono i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

I consiglieri provinciali Verdi Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler chiedono di anticipare il potenziamento della linea ferroviaria tra Ponte Adige e Settequerce, il principale collo di bottiglia sulla tratta tra Bolzano e Merano. In questo modo sarebbe finalmente possibile rispettare gli orari dei treni in tempi brevi e non soltanto nel 2035.

La linea ferroviaria tra Bolzano e Merano, inaugurata nel 1881, è oggi una di quelle con il maggior numero di ritardi in Alto Adige. Nel 2025, il 13,11% delle corse di Trenitalia e il 14,6% di quelle di SAD sono arrivate con oltre cinque minuti di ritardo (ufficialmente, un ritardo inferiore ai cinque minuti è considerato puntualità). La causa principale è il tratto a binario unico tra Ponte Adige e Gargazzone. Qui i treni si incrociano ogni mezz’ora e basta un ritardo di due o tre minuti perché non sia più possibile recuperarlo. Questo si ripercuote su tutte le corse successive e, di conseguenza, sull’intero orario ferroviario.

Questi problemi strutturali interesseranno in futuro anche la Ferrovia della Val Venosta: una volta completata l’elettrificazione, i treni proseguiranno direttamente senza più richiedere il cambio a Merano. “Ciò significa che l’affidabilità e l’attrattività del treno in Val Venosta dipenderanno direttamente dall’infrastruttura tra Merano e Bolzano”, sottolineano i Verdi. Anche la galleria del Virgolo, che entrerà in funzione dopo il 2028 e consentirà un accesso alla stazione di Bolzano indipendente dalla congestionata linea del Brennero, cambierà ben poco questa situazione.

Non aspettare un altro decennio

Il raddoppio dei binari e la rettifica del tracciato ferroviario tra Bolzano e Merano sono previsti soltanto per il 2035. “Un lotto autonomo, realizzabile più rapidamente, per il tratto Ponte Adige – Settequerce potrebbe risolvere parte dei problemi e stabilizzare la frequenza dei treni ogni mezz’ora”, afferma Madeleine Rohrer. “I ritardi non si accumulerebbero più e l’intera linea diventerebbe più puntuale.”

La Giunta provinciale considera la proposta quantomeno degna di approfondimento: rispondendo a un’interrogazione dei Verdi in Consiglio provinciale, l’assessore Daniel Alfreider ha dichiarato che la questione “potrà essere valutata sulla base del progetto di fattibilità”.

Rohrer chiede ora, con una mozione in Consiglio provinciale, di verificare rapidamente la fattibilità dell’intervento e di eliminare il collo di bottiglia attraverso un lotto anticipato: “Serve agire concretamente e servono le risorse necessarie nel bilancio, affinché Merano e la Val Venosta non restino collegate per altri dieci anni da un treno lento. Il potenziamento del trasporto pubblico deve accelerare”.

 

Cons. prov.

Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler

Le discussioni riaccesesi in seguito al crollo di alcune parti del Tribunale di Bolzano confermano che, finora, non esiste ancora un consenso su come affrontare in Alto Adige gli edifici e gli spazi pubblici risalenti al periodo fascista.

“Questi edifici raccontano una storia, e si tratta senza dubbio di una storia difficile”, afferma la consigliera provinciale Brigitte Foppa. Insieme ai colleghi del Gruppo Verde, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler, ha presentato una proposta che intende offrire una via d’uscita dal dibattito, spesso condotto in modo fortemente polemico, sui monumenti.

“Al di là di affermazioni del tutto sproporzionate, sprezzanti e disumane, come quelle che abbiamo purtroppo dovuto ascoltare recentemente in occasione del tragico crollo del Tribunale, si tratta di individuare un approccio sobrio e orientato al futuro nei confronti delle testimonianze in pietra della dittatura fascista”, prosegue Foppa.

Questo implica fare chiarezza e collocare tali testimonianze all’interno di un contesto più ampio.

In Alto Adige, come in tanti altri luoghi, rimangono numerose testimonianze dell’epoca delle dittature del Novecento, che ha trasformato profondamente città come Bolzano.

“Le tracce del fascismo fanno parte della nostra storia e non possono essere ignorate o semplicemente cancellate. Vanno, invece, spiegate e contestualizzate, affinché diventino strumenti di conoscenza e di riflessione critica, non di celebrazione”, afferma Brigitte Foppa.

Con questo obiettivo, il Gruppo Verde propone in Consiglio provinciale l’avvio del percorso di adesione dell’Alto Adige alla rete culturale europea ATRIUM, dedicata ai luoghi e all’architettura dei regimi totalitari del XX secolo.

“La rete europea ATRIUM offre l’opportunità di confrontare l’esperienza altoatesina con quella di altre città europee che custodiscono l’eredità delle dittature del Novecento. Entrare a farne parte significa investire nella memoria e nella consapevolezza storica, contribuendo a costruire un’Europa fondata sulla democrazia e sui diritti”, dichiarano i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler, che concludono: “Ci renderemo anche conto di non essere soli. Le tracce delle dittature attraversano tutta l’Europa, e questo ci aiuterà a comprendere meglio gli altri e noi stessi”.

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Oggi l’Avvocato generale presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha presentato le sue conclusioni sul ricorso dell’Italia contro i divieti di circolazione tirolesi. Secondo tali conclusioni, il divieto di circolazione notturno, il divieto settoriale e il divieto invernale violano, nella loro forma attuale, il diritto dell’Unione. Il sistema di dosaggio agli accessi autostradali, invece, è ammissibile.

A prima vista sembra una battuta d’arresto. Ma chi legge con attenzione coglie il messaggio reale: non è la limitazione del traffico di transito in sé a essere contestata dall’Avvocato generale, bensì la sua concreta configurazione.

“L’Avvocato generale non dice che non si può limitare il transito. Dice che bisogna farlo in modo diverso”, affermano Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa, Zeno Oberkofler e Lucia Coppola. Viene criticato soprattutto il fatto che traffico di transito e traffico locale vengano trattati in modo diseguale – e che l’Austria non abbia verificato se le misure siano ancora proporzionate una volta raggiunti gli obiettivi di qualità dell’aria.

Un punto decisivo: il sistema di dosaggio, che regola il numero di camion in accesso, viene ritenuto ammissibile dall’Avvocato generale. “Questa è la prova che strumenti efficaci per la tutela delle persone sono possibili, purché siano configurati in modo giuridicamente solido. Non ogni limitazione viola automaticamente il diritto UE”, afferma Rohrer. “Dobbiamo sfruttare questo margine di manovra subito e in modo coerente.”

 

Senza contromisure rischia di arrivare una valanga di camion

Per le persone che vivono lungo l’asse del Brennero è in gioco molto. I divieti di circolazione tirolesi fanno sì che anche in Alto Adige, soprattutto di notte, circolino meno camion. Nel frattempo transitano 2,5 milioni di camion all’anno attraverso le strette valli alpine – e il numero cresce ogni anno. Per questo serve una vera alleanza tra Alto Adige, Tirolo e Trentino.

I Verdi dell’Alto Adige e del Trentino sostengono le colleghe e i colleghi tirolesi nella richiesta di correggere al più presto le misure di tutela, affinché possano reggere nel tempo. Servono inoltre controlli più severi sui camion, ulteriori punti di controllo e un sistema automatico di controllo della velocità tra Kufstein e il Brennero. Sul versante altoatesino, un ruolo chiave spetta al punto di controllo per i mezzi pesanti a Vipiteno: deve finalmente entrare in funzione, dotato di personale e risorse sufficienti.

“Abbiamo bisogno di un tetto massimo per il transito dei camion, per tornare a un livello accettabile e in equilibrio. E abbiamo bisogno di un chiaro sostegno al trasporto merci su rotaia – oggi, non tra dieci anni”, afferma Rohrer. “Altrimenti l’Europa avrà forzato invano la costruzione, costata miliardi, del Tunnel di base del Brennero.”

Le conclusioni dell’Avvocato generale non sono vincolanti per la Corte. La sentenza è attesa per l’autunno. Fino ad allora, e anche oltre, i Verdi continueranno a impegnarsi per una politica dei trasporti che non sacrifichi la qualità della vita e la salute delle persone del territorio al transito.

Bolzano, 16/07/2026

Cons. Reg.

Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler
Lucia Coppola

Cinema e musica sono parte dell’identità culturale dell’Alto Adige e rappresentano anche un importante valore economico. Per continuare a crescere, però, il settore creativo ha bisogno di strumenti adeguati: i costi aumentano, mentre per molte professioniste e molti professionisti della cultura diventa sempre più difficile lavorare e raggiungere nuovi pubblici.

“La musica altoatesina è vivace, innovativa e capace di farsi conoscere ben oltre i confini provinciali. Dobbiamo dare alle nostre artiste e ai nostri artisti gli strumenti per portare la loro musica in Europa e nel mondo, rafforzando il nostro territorio come luogo di creatività”, afferma Zeno Oberkofler.

“Il cinema è cultura, lavoro e sviluppo economico. Se vogliamo che l’Alto Adige rimanga un territorio attrattivo per chi produce film, dobbiamo adeguare il fondo per il sostegno al settore all’aumento dei costi degli ultimi anni”, sottolinea Brigitte Foppa.

“Sostenere la cultura significa creare opportunità, occupazione qualificata e valore per tutta la società. Investire nelle persone che producono cultura vuol dire investire nell’innovazione sociale.”, dichiarano i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Zeno Oberkofler e Madeleine Rohrer.

Con questo obiettivo, il Gruppo Verde presenta in Consiglio provinciale due ordini del giorno alla legge di bilancio: uno per rafforzare il sostegno al settore cinematografico attraverso l’adeguamento del fondo per le produzioni cinematografiche e televisive e uno per sviluppare l’IDM Music Fund, introducendo un sostegno alle tournée e all’internazionalizzazione delle musiciste e dei musicisti altoatesini.

 

Gli ordini del giorno:

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler
Madeleine Rohrer

I Verdi criticano duramente la nuova legge elettorale e la conseguente ridefinizione dei collegi senatoriali dell’Alto Adige/Südtirol.

„Come cittadina dell’Oltradige mi sento una pedina in un gioco di potere politico. Come semplice elettrice dell’Oltradige sono semplicemente incredula di fronte al modo in cui veniamo trattati“, afferma Kathrin Werth, Co-portavoce dei Verdi. „Questa nuova legge elettorale non è però solo uno schiaffo in faccia all’Oltradige, alla Bassa Atesina e a Bolzano, ma a tutto l’Alto Adige e alla democrazia in tutta Italia.“

Non c’è da stupirsi che le persone non si fidino più della politica e vedano sempre meno senso nell’andare a votare, quando è del tutto evidente che la legge elettorale – una delle regole fondamentali della democrazia – viene cucita addosso alle esigenze di chi in quel momento è al governo. Questa non è politica per le persone. Ed è un grave danno per la democrazia, indipendentemente da chi alla fine ne trarrà vantaggio.

„Urzì si costruisce un collegio elettorale su misura per garantirsi una poltrona. La SVP sta a guardare, o meglio cerca di ottenere qualcosa per sé – fallendo miseramente. Il segretario del partito Steger e la deputata Gebhard non partecipano nemmeno alla votazione. Tutto questo è una vergogna“, dichiara il Co-portavoce Zeno Oberkofler. „È inoltre allarmante vedere come i partiti nazionalisti italiani in Alto Adige lavorino con costanza per riaprire vecchie fratture tra i gruppi linguistici e, dove necessario, per crearne di artificiali. Questo ci riporta indietro di decenni.“, aggiunge Werth.

Incomprensibile è al riguardo l’atteggiamento della SVP, che ha tacitamente accettato questa manovra non partecipando alla votazione. Sostenere che l’avallo di una mossa così indegna da parte del governo di destra possa essere compensato da uno scambio di note con l’Austria non può che essere definito una misera farsa. È difficile immaginare che le sudtirolesi e i sudtirolesi ci credano ancora. Ancora una volta si dimostra quanto sia stato imprudente da parte della SVP legarsi a questa alleanza: ai Fratelli d’Italia, in fondo, della tutela delle minoranze non importa nulla, e la democrazia per loro è solo uno strumento per conservare il potere.

Qualora la legge elettorale con l’emendamento Urzì dovesse passare anche al Senato, i Verdi chiedono pertanto che la Giunta provinciale impugni la legge: una modifica così unilaterale non è compatibile con la tutela delle minoranze e con la Costituzione.

Zeno Oberkofler e Kathrin Werth
Co-portavoce Verdi Grüne Vërc

«L’emendamento Urzì sulla ridefinizione dei collegi dell’Alto Adige ha un obiettivo fin troppo evidente: sottrarre al collegio di Bolzano proprio quei comuni nei quali, alle ultime elezioni politiche, il centrosinistra ha ottenuto più voti del centrodestra».
Lo afferma, in una nota, la senatrice dei Verdi Grüne Vërc Alto Adige – Südtirol, Aurora Floridia.
«Nel 2022, nel collegio di Bolzano-Bassa Atesina, il centrosinistra vinse le elezioni, mentre il centrodestra arrivò solamente terzo. Sottraendo dal collegio i sei comuni indicati nell’emendamento Urzì, il centrodestra sarebbe invece risultato la forza più votata. Non è un caso che proprio in quei comuni abbia registrato le sue performance peggiori, scivolando in alcuni casi addirittura al quarto posto.
I numeri svelano dunque la reale natura della proposta: non garantire una maggiore rappresentanza della popolazione italiana, ma costruire a tavolino un collegio elettorale più favorevole alla destra. È inoltre inaccettabile che si intervenga su un tema di tale rilevanza culturale senza una riflessione ampia e condivisa, ma con un emendamento inserito all’ultimo momento.  
Questo blitz è solo la ciliegina sulla torta di una legge elettorale confezionata come un abito sartoriale sugli interessi della maggioranza: dalla carnevalata delle preferenze accompagnate dai capilista bloccati, al premio di maggioranza pensato per consentire a chi vince le elezioni di scegliersi da solo il/la futuro/a Presidente della Repubblica, fino all’inaccettabile cancellazione dell’alternanza di genere nella composizione delle liste. Un vero e proprio obbrobrio democratico, che deve essere assolutamente fermato».

Le ondate di calore sempre più frequenti si fanno sentire nella vita quotidiana: nelle scuole, dove gli esami di maturità si svolgono sfidando il caldo estivo, ma anche nelle case di riposo, dove anziane e anziani soffrono le giornate torride ed è sempre più difficile lavorare. Le temperature elevate colpiscono in particolare le persone più vulnerabili, mettendo a rischio la loro vita.

“Ormai questo caldo non è più un’eccezione, ma una caratteristica delle nostre estati. Oltre a combattere la crisi climatica, dobbiamo adattarci alle ondate di calore sempre più intense e frequenti. Per questo dobbiamo rendere gli spazi pubblici adatti a proteggere le persone durante i periodi più caldi, a partire dalle scuole”, afferma il primo firmatario Zeno Oberkofler.

“L’adattamento climatico è un compito concreto della politica. Avere spazi pubblici freschi permette a tutte e tutti di ripararsi durante le ore più calde, anche se non si ha un condizionatore in casa, proteggendo dagli effetti del caldo soprattutto anziani, bambini e persone con problemi di salute”, affermano i consiglieri provinciali Verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.

In quest’ottica, il Gruppo Verde propone in Consiglio provinciale misure di protezione dal caldo nelle scuole e la creazione di una rete di “Cool Zones” accessibili a tutti e tutte per proteggersi dal caldo estivo.

 

Cons. Prov.

Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer

Le ondate di calore sempre più frequenti rappresentano un pericolo crescente per le persone che lavorano all’aperto. Particolarmente colpiti sono gli addetti e le addette del settore edile, che spesso lavorano per ore sotto il sole diretto e a temperature elevate, nonostante i rischi per la salute siano ormai ben noti. Per questo motivo, il Gruppo Verde in Consiglio provinciale chiede misure obbligatorie di protezione dal caldo per i lavoratori e le lavoratrici, oltre a regole chiare per i cantieri in caso di caldo estremo.

“Non è accettabile che le persone siano costrette a lavorare sotto il sole cocente con temperature superiori ai 35 gradi, mettendo a rischio la propria salute e sicurezza. La protezione dal caldo sul luogo di lavoro non può essere una misura facoltativa, ma deve essere garantita da disposizioni legislative chiare”, afferma Zeno Oberkofler.

Mentre altre regioni italiane, come il Veneto, la Campania e l’Emilia-Romagna, hanno già introdotto norme per tutelare i lavoratori e le lavoratrici durante le giornate di caldo estremo, in Alto Adige manca ancora una regolamentazione provinciale vincolante.

La Provincia dovrebbe elaborare, insieme ai sindacati, alle associazioni dei datori di lavoro e alle istituzioni competenti, protocolli obbligatori di protezione dal caldo per le diverse categorie professionali. Tali protocolli dovrebbero prevedere misure concrete, come adeguate pause per l’idratazione, aree ombreggiate, l’adattamento degli orari di lavoro e misure organizzative di tutela. Con un ordine del giorno all’assestamento di bilancio, i Verdi chiedono l’adozione di un regolamento sul modello di altre regioni italiane, che preveda il divieto di svolgere determinate attività all’aperto quando si supera una certa temperatura stabilita.

“La crisi climatica sta cambiando le condizioni di lavoro. Il numero e l’intensità delle giornate di caldo aumentano e anche la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro deve adeguarsi a questa realtà. Nessuno deve essere costretto a lavorare in condizioni che comportano un rischio evitabile per la salute. Una moderna politica di prevenzione e sicurezza sul lavoro deve tenere conto della realtà della crisi climatica”, dichiarano i consiglieri Verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.

 

Cons. prov.

Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer