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Il Consiglio provinciale ha respinto oggi i disegni di legge n. 6 e 7/23 sulla democrazia diretta, presentati dai consiglieri provinciali Brigitte Foppa e Alex Ploner, come “madrina e padrino”. Erano stati elaborati dall’Iniziativa per più democrazia e sostenuti da rappresentanti di otto forze politiche. Le proposte puntavano a eliminare alcuni degli ostacoli che negli ultimi anni hanno di fatto impedito l’esercizio degli strumenti di partecipazione popolare previsti dalla legge provinciale.

I proponenti esprimono forte rammarico per questa bocciatura, che rappresenta un’occasione mancata per rafforzare la partecipazione democratica in Alto Adige: “Prima delle elezioni provinciali del 2023, numerose forze politiche avevano espresso il proprio sostegno a una riforma della democrazia diretta e alle richieste avanzate dall’Iniziativa per più democrazia. Mantenere la parola data è l’essenza della politica. Chi promette qualcosa prima delle elezioni è chiamato a mantenerla, anche se è passato in maggioranza. Die Freiheitlichen e Fratelli d’Italia non hanno mantenuto la parola data. Per questo, il voto di oggi lascia ancora più amaro in bocca”, affermano Brigitte Foppa e Alex Ploner.

I disegni di legge prevedevano, tra le altre cose, di chiarire definitivamente l’ammissibilità dei referendum anche sulle norme riguardanti la forma di governo e di riformare la composizione della commissione che valuta i quesiti referendari, introducendo un sistema di sorteggio tra esperte ed esperti di diritto pubblico per garantire maggiore indipendenza e imparzialità. Inoltre, grazie a questi disegni di legge sarebbe dovuta essere introdotta la possibilità di apporre firme online e ampliata la cerchia delle persone autorizzate ad autenticare le firme.

Rendere effettivi gli strumenti di partecipazione significa aumentare la fiducia delle cittadine e dei cittadini nelle istituzioni e creare un rapporto più diretto tra politica e società. “Oggi la maggioranza ha dato prova di come intende mantenere le promesse date alla popolazione: per niente”, concludono i gruppi consigliari sostenitori dei due disegni di legge: Gruppo Verde, Team K, Südtiroler Freiheit, PD, Freie Fraktion, JWA, Vita e Wir Bürger.

Maggiori informazioni:

La legge Valditara è legge. Il 4 giugno il Senato italiano ha approvato ciò che pedagoghi, sindacati e l’Organizzazione Mondiale della Sanità temevano da mesi: l’educazione sessuale viene vietata nella scuola dell’infanzia e primaria, nelle scuole superiori è ammessa solo con consenso scritto dei genitori. L’Italia, già tra i pochi paesi europei privi di un’educazione sessuale garantita per legge, fa così un ulteriore passo indietro. Ma l’Alto Adige non è obbligato a seguirlo. I consiglieri Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler hanno presentato una mozione nell’ambito della trattazione del DDL provinciale n. 70/26, che impegna la Giunta provinciale: l’educazione emotiva e sessuale deve essere parte integrante e stabile del curriculum scolastico altoatesino. L’assessore Achammer ha già lasciato intendere che tali margini esistono. Ora si tratta di usarli davvero.

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

“La democrazia ha bisogno di struttura”: con questo principio guida, i Verdi Grüne Vërc hanno condotto negli ultimi mesi un ampio processo di rinnovamento. Con l’approvazione di un nuovo statuto e l’elezione dei nuovi organi di partito, questo fine settimana si sono poste le basi per un importante sviluppo organizzativo e politico del partito.

Nel corso dell’assemblea provinciale odierna, tenutasi nella sala parrocchiale di Bolzano, la leadership politica dei Verdi Grüne Vërc è stata rinnovata con l’elezione di due nuovi Co-portavoce, la ricomposizione del Coordinamento Provinciale Verde e la nomina, per la prima volta, di una Presidente. L’assemblea provinciale di quest’anno rappresenta la conclusione positiva di un processo partecipativo durato diversi mesi, nel quale è stato elaborato il nuovo statuto del partito, approvato giovedì scorso, 4 giugno.

I Co-portavoce uscenti: Elide Mussner e Luca Bertolini

Con l’odierna assemblea provinciale si conclude il mandato di Elide Mussner e Luca Bertolini come Co-portavoce dei Verdi Grüne Vërc. Protagonisti centrali del rinnovamento interno, hanno accompagnato il processo statutario nel corso del loro mandato e ora lo hanno portato a termine con successo. “È importante che un partito si evolva continuamente. Sono quindi felice di poter concludere il mandato di portavoce con questo processo partecipativo di riforma statutaria, un processo che apre ampi spazi a una costruttiva elaborazione politica futura. Sono certa che i due ‘nuovi’ nei prossimi anni guideranno il partito con consapevolezza e pieno impegno”, afferma Elide Mussner. Luca Bertolini conclude “I Verdi hanno davanti una sfida importante: continuare a essere una forza politica capace di affrontare questioni nuove anche in modi nuovi. Solo così un partito mantiene vitalità, credibilità e capacità di incidere sul futuro della nostra società. E sul proprio mandato di questi anni: ”Lascio questo incarico con gratitudine e con la convinzione che la sfida dei Verdi sia continuare a rinnovarsi, senza paura di innovare. Un partito rimane vivo se sa mettersi sempre in discussione come abbiamo provato a fare in questi anni e questo processo che abbiamo concluso conferma” chiude Bertolini

Nuovi Co-portavoce: Kathrin Werth e Zeno Oberkofler

Kathrin Werth e Zeno Oberkofler sono stati eletti nuovi Co-portavoce del partito: Kathrin Werth è consigliera comunale ad Appiano dal 2020 e, convinta europeista, è attiva nel suo comune come delegata per le questioni europee. Ha partecipato al programma “Young Elected Politicians” del Comitato europeo delle regioni a Bruxelles e ha svolto diversi tirocini presso le istituzioni europee, da ultimo presso la Commissione europea. Zeno Oberkofler, consigliere provinciale del gruppo Verde nel Consiglio della Provincia di Bolzano e ora Co-portavoce, si congratula con la sua neo-eletta collega Kathrin Werth: “Ringraziamo i nostri predecessori per il loro intenso lavoro. Ora possiamo affrontare insieme le sfide che ci attendono, forti di una struttura solida. Come forza di rinnovamento, vogliamo andare avanti con coraggio e fiducia, dando la visibilità necessaria al prezioso lavoro delle tante liste ecosociali nel territorio.”

Il nuovo ruolo della Presidente: eletta Brigitte Foppa

Una delle principali novità del nuovo statuto è l’introduzione della figura della Presidente, che assumerà la rappresentanza legale del partito e agirà come garante del rispetto dei valori e delle procedure statutarie. Su proposta del Coordinamento Provinciale Verde, Brigitte Foppa è stata eletta a questa carica. La consigliera provinciale e pluriennale portavoce dei Verdi accompagnerà d’ora in poi il partito in questa funzione di nuova istituzione. “Accanto al rinnovamento e all’energia, si è fatto sentire anche il bisogno di stabilità e di una figura garante. Questo voglio essere, per alleggerire i nuovi Co-portavoce, sostenerli e tenergli le spalle libere. Lo faccio per i Verdi dell’Alto Adige, ai quali sono legata ormai da vent’anni”, afferma Foppa.

Nuovo Coordinamento Provinciale Verde eletto

L’assemblea provinciale ha inoltre eletto i delegati nel Coordinamento Provinciale Verde, l’organo direttivo strategico del partito. Sono stati eletti: Elide Mussner, Maximilian Gartner, Erica Fassa, Camila Cristofoletti, Thomas Anton Ebenkofler, Rosina Ruatti, Inge Mahlknecht, Nadja Spöttl und Cornelia Brugger.

Con una struttura rinnovata, organi di nuova elezione e uno statuto modernizzato, i Verdi Grüne Vërc sono pronti per affrontare le prossime sfide politiche in Alto Adige-Südtirol e a livello nazionale.

L’Italia sta tornando verso il passato. Mentre altri Paesi si allontanano dall’energia nucleare, l’Italia le sta nuovamente aprendo la strada.

“Per noi, questa è una scelta completamente sbagliata”, avvertono i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler. “Inoltre, la popolazione italiana si è già espressa in modo chiarissimo per ben due volte attraverso referendum nazionali. Gli italiani non vogliono l’energia nucleare, ma il governo Meloni, con il suo discutibile ministro ‘dell’ambiente’ Pichetto Fratin, ignora la volontà popolare e mostra chiaramente la propria concezione della democrazia.”

L’energia nucleare è estremamente costosa se si considerano i costi di progettazione, costruzione e gestione. Presenta enormi rischi durante il suo funzionamento e pone problemi irrisolti e di lunghissimo termine per lo stoccaggio delle scorie radioattive.

“L’energia nucleare, anche quando viene presentata in una veste ‘smart’, appartiene al passato. Ho recentemente viaggiato attraverso diversi Paesi europei e ho visto con i miei occhi come si è sviluppato il nostro continente. Sono stati realizzati enormi impianti fotovoltaici e parchi eolici per sostenere l’indipendenza dalle fonti energetiche fossili e nucleari e, dunque, da fonti pericolose, dannose per il clima e causa di dipendenze geopolitiche”, afferma la consigliera provinciale Brigitte Foppa.

Avviare oggi un programma nucleare significa, nel lungo periodo (pensiamo ai tempi di costruzione degli impianti), puntare su una cosa che in passato si è dimostrata pericolosa e imprevedibile. Soprattutto nei periodi di crisi, questa è sempre la strada sbagliata.

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Il fatto che il presidente Kompatscher abbia mantenuto il suo giudizio negativo sulla manifestazione al Brennero e abbia deciso di non partecipare costituisce un grave errore politico e una rivelazione.

“Noi c’eravamo al Brennero. Abbiamo visto migliaia di persone che, in modo molto pacifico e trasversalmente rispetto agli schieramenti politici, hanno manifestato per richiamare l’attenzione del mondo sulla situazione del traffico e sulla politica dei trasporti fuori controllo lungo l’asse del Brennero”, scrivono in un comunicato le consigliere provinciali dei Verdi Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.

«Il presidente Kompatscher aveva tentato, prima del blocco del Brennero, di togliere slancio alla protesta. Possiamo dirgli che questo suo atteggiamento al Brennero è stato un gran tema tra i presenti. La delusione e la rabbia nei confronti di Kompatscher erano enormi. Infatti il presidente tirolese Mattle, pur essendo presente solo “a titolo personale”, è stato applaudito anche dai sudtirolesi. Mattle ha dimostrato che la comprensione e la solidarietà sono categorie politiche che non sono ancora passate di moda – almeno nella provincia del Tirolo”, affermano Foppa e Rohrer.

Il fatto che Kompatscher continui a sostenere anche a posteriori che era giusto non esserci, secondo il Gruppo Verde conferma soprattutto una cosa: che Kompatscher ha deciso di abbandonare definitivamente i suoi tentativi di una politica a salvaguardia del clima. I consiglieri dei Verdi commentano: “Il suo stesso piano climatico prevedeva una riduzione del traffico pesante del 7% all’anno. Invece continua ad aumentare ogni anno. Kompatscher ha detto di non aver voluto ‘stare al Brennero con un cartellino in mano’. Avrebbe dovuto farlo. Sarebbe bastato un cartello con scritto: ‘Avete ragione’”.

Consiglieri Provinciali
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Più solidarietà, una politica comune sul transito e finalmente fatti concreti e non solo parole. È quanto hanno chiesto oggi al Brennero i consiglieri regionali dei Verdi Madeleine Rohrer (Alto Adige) e Gebi Mair (Tirolo), per i Verdi del Consiglio provinciale altoatesino e tirolese.

Il Passo del Brennero rimane il valico alpino più trafficato. In nessun altro luogo transitano sull’autostrada così tanti veicoli e camion. E solo il 26% delle merci viene trasportato su rotaia.

Non si intravede alcun sollievo per le persone, l’ambiente e le infrastrutture. Le previsioni sono sconfortanti: solo nel 2040 il traffico merci su strada dovrebbe diminuire del 10%.

Per questo motivo sosteniamo il blocco autostradale di sabato 30maggio 2026 sull’autostrada nei pressi di Matrei am Brenner e saremo presenti in prima persona. È un segnale del fatto che le persone che vivono lungo la rotta di transito vogliono finalmente essere ascoltate. Come Verdi chiediamo anche a tutti gli altri partiti di solidarizzare sul posto con la popolazione. Alla Regione Tirolo chiediamo treni speciali verso Matrei, affinché i partecipanti alla manifestazione possano raggiungere l’evento e tornare in sicurezza. I provvedimenti ostruzionistici, come il divieto di circolazione in bici durante la manifestazione sull’autostrada e sulla strada statale devono essere revocati. Il Consiglio regionale tirolese ha sì adottato una delibera a sostegno della manifestazione, ma il governo regionale brilla per la propria assenza e si preoccupa più del benessere dei viaggiatori internazionali di passaggio quel giorno che delle istanze della popolazione locale.

Il libero trasporto delle merci è uno dei pilastri fondamentali dell’Unione Europea e riveste grande importanza economica. Tuttavia, la qualità della vita delle persone lungo la rotta di transito non può essere sacrificata in favore delle esigenze economiche.

È necessario, quindi, orientare il traffico in modo strategico e sul lungo periodo. La politica dei trasporti nell’Euregio finora non è andata oltre interventi isolati, studi e annunci. Alcuni esempi:

  1. La Baviera e l’Austria bloccano il potenziamento dei collegamenti di accesso alla galleria di base del Brennero. Con lo slittamento del piano programmatico della ÖBB, la tratta di accesso al Brennero in Austria rischia di terminare a Radfeld. Questo fornisce nuovi pretesti per far sì che il Bundestag tedesco discuta del perché la tratta di accesso nord al Brennero in Baviera non debba essere realizzata. Non ne derivano possibilità di risparmio, solo ritardi. Come Verdi chiediamo al Presidente della Giunta regionale Anton Mattle (ÖVP), al parlamentare Dominik Oberhofer (Neos) e al Ministro dei Trasporti Peter Handke (SPÖ) la ripresa della realizzazione della tratta di accesso nord nella Bassa Valle dell’Inn tra Radfeld e Kufstein.
  2. L’Italia cita l’Austria in giudizio per il divieto di circolazione notturna, che garantisce anche alla popolazione altoatesina maggiore tranquillità, mentre la Giunta provinciale dell’Alto Adige si nasconde e tace.
  3. Il sistema digitale di gestione del traffico (SLOT) in Alto Adige, Tirolo e Baviera non offre alcun incentivo per trasferire il traffico dalla strada alla rotaia. Dopo i roboanti annunci della Dichiarazione di Kufstein di 1.100 giorni fa, non è successo granché: il gruppo di lavoro non si riunisce dall’inizio del 2024.
  4. La Brenner Corridor Platform (BCP) non ha ancora raggiunto un accordo sulla gestione operativa della galleria di base del Brennero, né tantomeno sulla lingua di lavoro. Questo comporta indirettamente un ritardo di due anni nell’allestimento della galleria.
  5. I terminal per container a nord e a sud del Brennero continuano a rimanere in uno stato di totale inattività; al Brennero la gestione della ROLA non è più tecnicamente al passo con i tempi. Alla luce del blocco del Brennero emergono le mancanze della ÖBB riguardo a un servizio di trasporto auto su treno, che ancora oggi non esiste.

Quello di cui abbiamo bisogno è una vera coesione a nord e a sud del Brennero:

  1. Chiaro posizionamento di Alto Adige, Trentino e Baviera a favore dei divieti settoriali di transito dei camion in Tirolo
  2. Rapida entrata in funzione della postazione di controllo per camion a Vipiteno
  3. Potenziamento dell’autostrada viaggiante (ROLA) tra Trento e Ratisbona: maggiore capacità, percorso più lungo, più corse
  4. Tetto massimo ai transiti dei camion sull’autostrada del Brennero (delibera del Consiglio regionale tirolese del 2020: 1 milione di transiti all’anno)
  5. Pedaggio per i camion sulla tratta del Brennero

Il traffico di transito riguarda le persone lungo l’intero asse del Brennero. Quest’asse può funzionare solo se non si arriva al collasso. A tal fine sono necessarie misure comuni e solidarietà tra le regioni. Il Brennero non deve essere un confine per la politica dei trasporti, ma un mandato condiviso. Questo è un chiaro compito per l’Euregio.

 

Cons. prov.

Madeleine Rohrer (+39 334 3444139)
Gebi Mair (+43 699 12 847 606)

„Ieri l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione storica: ha recepito i principi sanciti dalla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia del luglio 2025, secondo cui gli Stati hanno l’obbligo giuridico di tutelare l’ambiente.

È quindi diventato, finalmente, un obbligo giuridico vincolante: chi non lo rispetterà sarà chiamato a risponderne, poiché tale principio è ormai parte integrante del diritto internazionale.“, dichiara la Senatrice Aurora Floridia in un comunicato stampa.

“La risoluzione è stata adottata con 141 voti favorevoli e impegna tutti gli Stati ad adottare misure concrete per prevenire danni significativi al clima e all’ambiente, a partire dalla riduzione delle emissioni entro i propri confini e dal rispetto degli impegni assunti con l’Accordo di Parigi.

Invita inoltre i Paesi a cooperare a livello globale per affrontare la crisi climatica e a garantire che le politiche ambientali tutelino concretamente il diritto alla vita, alla salute e a condizioni di vita dignitose.”

„Questo riconoscimento internazionale mi tocca da vicino“, continua la Senatrice, „perché è esattamente la direzione su cui sto lavorando ogni giorno al Consiglio d’Europa. Il diritto a vivere in un ambiente sano, pulito e sostenibile non è una questione secondaria, ma un diritto umano fondamentale. Per questo deve trovare pieno riconoscimento nelle aule parlamentari, nei trattati internazionali e nelle leggi europee, come ora avvenuto anche nell’Assemblea Generale dell’ONU.”

„Oggi il mondo ha fatto un passo in avanti. Ora tocca ai singoli governi dimostrarlo con azioni concrete.“, conclude la Senatrice Floridia.

In questi tre anni la Giunta provinciale si è fatta notare soprattutto per la sua politica ambientale, e non in senso positivo: una politica che ignora i pareri tecnici, adatta le leggi a favore di singoli progetti e svuota sistematicamente le norme di tutela. L’esempio più recente: la nuova funivia e pista da sci da Brunico a Plan de Corones.

Il Comitato ambientale ha respinto il primo progetto, ma la Giunta provinciale lo ha comunque parzialmente approvato. Ora i gestori hanno presentato una variante con un ulteriore collegamento sciistico: il parere del Comitato è stato negativo, ma la Giunta provinciale lo ha nuovamente ignorato, approvando la variante. L’assessore Peter Brunner ha dichiarato che il direttore di ripartizione competente, un funzionario a lui direttamente subordinato, ha riesaminato il progetto.

“Se i pareri del Comitato ambientale vengono aggirati in modo così assurdo, ci si chiede perché la Giunta provinciale non lo abolisca direttamente. Sarebbe almeno onesto”, affermano i consiglieri provinciali Verdi Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler. Ricordano, inoltre, che Brunner ha già rimosso un’affermata esperta di pianificazione territoriale dalla carica di direttrice di ripartizione, sostituendola con un manager ben inserito politicamente.

Plan de Corones non è un caso isolato. “Le decisioni della Giunta provinciale seguono uno schema che sta portando l’Alto Adige fuori da un equilibrio sostenibile”, afferma Rohrer. “Non si tratta di salvare ogni singolo albero, ma ormai sembra non esserci più alcun limite. Le critiche oggettive vengono ignorate e le decisioni vengono imposte, a spese dell’ambiente e della popolazione”, dichiarano i tre consiglieri Verdi.

Questo schema si manifesta anche nella legislazione. L’anno scorso la Giunta provinciale ha abbreviato i termini per le autorizzazioni paesaggistiche a tal punto che ora gli uffici provinciali non hanno più tempo sufficiente per esaminare approfonditamente i progetti complessi. Scaduto il termine, decide il Comune e la Giunta provinciale può lavarsi le mani di fronte a grandi progetti discutibili. Allo stesso tempo, viene fatto un sopralluogo solo per una minima parte dei progetti con maggiore impatto ambientale.

“La Giunta provinciale ha ormai perso ogni equilibrio. Agisce come se la natura e il paesaggio del nostro territorio fossero infinitamente sfruttabili”, afferma Rohrer. “Eppure basta uno sguardo dalla finestra: l’Alto Adige deve ritrovare il proprio equilibrio, prima che sia troppo tardi.”

 

Cons. prov.

Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler

Meno discriminazione, più visibilità – I Verdi altoatesini chiedono misure contro la discriminazione queer

Il 17 maggio cade la giornata internazionale contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale (lesbiche, gay e persone bisessuali) e verso le persone le cui caratteristiche fisiche sessuali non possono essere chiaramente classificate come femminili o maschili (intersessualità) o non si identificano con il sesso loro assegnato alla nascita (transessualità). A livello mondiale, questa giornata vuole portare l’attenzione sulle varie forme di discriminazione che le persone LGBTQAI+ subiscono, purtroppo, quotidianamente.

“Non è più accettabile rimanere in silenzio e osservare passivamente quando le persone vengono discriminate. Dobbiamo assumere una posizione chiara, forte e precisa per una società aperta, tollerante e inclusiva”, affermano le consigliere provinciali Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e il consigliere provinciale Zeno Oberkofler.

Oggi e ogni giorno – il Gruppo Verde rinnova l’impegno a denunciare ogni tipo di discriminazione e a schierarsi con la comunità LGBTQAI+ nella lotta per una piena uguaglianza.

In questo contesto si inserisce anche il nuovo questionario online presentato nell’ambito del Piano d’azione per la parità di genere dell’Alto Adige 2023–2028, con l’obiettivo di raccogliere dati ed esperienze utili a sviluppare misure concrete di prevenzione, sensibilizzazione e tutela nel mondo del lavoro. Il sondaggio anonimo, rivolto a tutte le lavoratrici e i lavoratori altoatesini dai 15 anni in su e attivo dall’11 maggio all’11 luglio 2026, dedica particolare attenzione alle esperienze delle persone LGBTQIA+, delle donne e delle persone con disabilità, ancora troppo spesso esposte a discriminazioni ed esclusioni nei contesti lavorativi.

Per portare maggiormente le discriminazioni all’attenzione dell’opinione pubblica, i consiglieri provinciali Verdi invitano tutte le persone che lavorano o hanno lavorato in Alto Adige a partecipare al sondaggio.

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Cosa hanno i maiali che non hanno i pomodori? La risposta ce la dà il vicepresidente Marco Galateo in una risposta alla nostra interrogazione. Poche settimane fa, infatti, il 27 aprile alla manifestazione dei coltivatori diretti al Brennero, a gran voce aveva stigmatizzato il fatto che i pomodori provenienti da ogni dove potessero regolarmente diventare “Passata italiana”. Gli abbiamo chiesto allora, come la mettiamo con lo Speck “altotesino”.

Ora è arrivata la risposta di Galateo, prode difensore dello Speck “del Südtirol” fatto per oltre il 99% da maiali provenienti da altri Paesi.

Allora quello che aveva detto dei pomodori non vale più? Per il “nostro” Speck si appella alla legislazione europea, la stessa che vituperava al Brennero davanti ai contadini.

Cosa hanno quindi i maiali che non hanno i pomodori? La benedizione di Galateo, ci viene da dire.

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler