Le ondate di calore sempre più frequenti si fanno sentire nella vita quotidiana: nelle scuole, dove gli esami di maturità si svolgono sfidando il caldo estivo, ma anche nelle case di riposo, dove anziane e anziani soffrono le giornate torride ed è sempre più difficile lavorare. Le temperature elevate colpiscono in particolare le persone più vulnerabili, mettendo a rischio la loro vita.
“Ormai questo caldo non è più un’eccezione, ma una caratteristica delle nostre estati. Oltre a combattere la crisi climatica, dobbiamo adattarci alle ondate di calore sempre più intense e frequenti. Per questo dobbiamo rendere gli spazi pubblici adatti a proteggere le persone durante i periodi più caldi, a partire dalle scuole”, afferma il primo firmatario Zeno Oberkofler.
“L’adattamento climatico è un compito concreto della politica. Avere spazi pubblici freschi permette a tutte e tutti di ripararsi durante le ore più calde, anche se non si ha un condizionatore in casa, proteggendo dagli effetti del caldo soprattutto anziani, bambini e persone con problemi di salute”, affermano i consiglieri provinciali Verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.
In quest’ottica, il Gruppo Verde propone in Consiglio provinciale misure di protezione dal caldo nelle scuole e la creazione di una rete di “Cool Zones” accessibili a tutti e tutte per proteggersi dal caldo estivo.
Cons. Prov.
Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Le ondate di calore sempre più frequenti rappresentano un pericolo crescente per le persone che lavorano all’aperto. Particolarmente colpiti sono gli addetti e le addette del settore edile, che spesso lavorano per ore sotto il sole diretto e a temperature elevate, nonostante i rischi per la salute siano ormai ben noti. Per questo motivo, il Gruppo Verde in Consiglio provinciale chiede misure obbligatorie di protezione dal caldo per i lavoratori e le lavoratrici, oltre a regole chiare per i cantieri in caso di caldo estremo.
“Non è accettabile che le persone siano costrette a lavorare sotto il sole cocente con temperature superiori ai 35 gradi, mettendo a rischio la propria salute e sicurezza. La protezione dal caldo sul luogo di lavoro non può essere una misura facoltativa, ma deve essere garantita da disposizioni legislative chiare”, afferma Zeno Oberkofler.
Mentre altre regioni italiane, come il Veneto, la Campania e l’Emilia-Romagna, hanno già introdotto norme per tutelare i lavoratori e le lavoratrici durante le giornate di caldo estremo, in Alto Adige manca ancora una regolamentazione provinciale vincolante.
La Provincia dovrebbe elaborare, insieme ai sindacati, alle associazioni dei datori di lavoro e alle istituzioni competenti, protocolli obbligatori di protezione dal caldo per le diverse categorie professionali. Tali protocolli dovrebbero prevedere misure concrete, come adeguate pause per l’idratazione, aree ombreggiate, l’adattamento degli orari di lavoro e misure organizzative di tutela. Con un ordine del giorno all’assestamento di bilancio, i Verdi chiedono l’adozione di un regolamento sul modello di altre regioni italiane, che preveda il divieto di svolgere determinate attività all’aperto quando si supera una certa temperatura stabilita.
“La crisi climatica sta cambiando le condizioni di lavoro. Il numero e l’intensità delle giornate di caldo aumentano e anche la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro deve adeguarsi a questa realtà. Nessuno deve essere costretto a lavorare in condizioni che comportano un rischio evitabile per la salute. Una moderna politica di prevenzione e sicurezza sul lavoro deve tenere conto della realtà della crisi climatica”, dichiarano i consiglieri Verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.
Cons. prov.
Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Esistono alcuni numeri di telefono particolarmente importanti: quelli dei familiari, degli amici e il 112 per le emergenze. A questo numero sono raggiungibili tutte le forze dell’ordine e di soccorso: se qualcosa va a fuoco o in caso di incidente, la Centrale provinciale d’emergenza manda le persone giuste al posto giusto. Semplice ed efficiente.
Fino a un certo punto: la Polizia locale, infatti, non fa parte della Centrale provinciale d’emergenza. Questo vuol dire che i cittadini e le cittadine devono conoscere o cercare il numero della Polizia locale del comune in cui si trovano per potersi mettere in contatto. Magari in una situazione critica. Questo per motivi organizzativi.
“Ora, però, la nuova legge provinciale per la Polizia locale ci dà le basi per cambiare le cose e valorizzare la Polizia locale”, spiega la consigliera provinciale del Gruppo Verde, Madeleine Rohrer, prima firmataria della proposta. “La proposta è semplice: le forze dell’ordine comunali devono essere integrate nella Centrale provinciale d’emergenza, in modo che telefonando al 112 si possa raggiungere anche loro”.
“In caso di emergenza è imperativo che le persone possano agire in velocità, senza complicazioni o deviazioni di chiamate. Vogliamo che il numero unico per le emergenze sia effettivamente unico, anche per la Polizia locale”, concludono i consiglieri Verdi Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler.
Cons. prov.
Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler
Successo per il Gruppo Verde durante il dibattito della legge Omnibus in Consiglio provinciale: dal disegno di legge su iniziativa verde è stata tolta la norma che avrebbe consentito alla Giunta provinciale di autorizzare l’estrazione di ghiaia anche in presenza di una valutazione ambientale negativa, qualora fosse esisitito un «interesse pubblico» oppure una «necessità sociale o economica».
“La valutazione ambientale non può diventare un semplice parere che la politica può ignorare a proprio piacimento. Se vogliamo regole chiare e certe, non possiamo svuotarle proprio nel momento decisivo“, afferma la consigliera provinciale Brigitte Foppa. Si riferisce in particolare a quei Comuni e quelle persone che abitano nelle adiacenze di cave di ghiaia e che si vedono una pesante riduzione della qualità di vita.
I Verdi si erano opposti fin dall’inizio alla norma. Non c’era alcuna necessità di introdurre un’eccezione di questo tipo: negli ultimi tre anni è stato infatti autorizzato quasi il 90 per cento dei progetti di estrazione di ghiaia. Inoltre, ignorare i pareri tecnici negativi significherebbe aumentare il rischio di ricorsi amministrativi, con conseguente incertezza giuridica per tutti i soggetti coinvolti.
“Il settore delle costruzioni ha bisogno di regole affidabili, non di deroghe decise caso per caso. Dove ci sono boschi di protezione o habitat di particolare valore naturalistico, la tutela delle persone e dell’ambiente deve prevalere. Il nostro obiettivo resta un piano provinciale sull’estrazione e per il riciclo dei materiali da costruzione. Solo così garantiamo la pianificazione e preserviamo risorse naturali che non sono infinite”, concludono i consiglieri provinciali Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.
Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler
Gli eventi degli ultimi giorni dimostrano che la crisi climatica non è un problema del futuro, ma una realtà che stiamo già vivendo. A Merano il maltempo ha provocato frane e allagamenti, mentre gran parte dell’Europa è stretta nella morsa di un’ondata di calore eccezionale, con temperature record in Francia e Germania. Di fronte a fenomeni sempre più frequenti ed estremi, il Gruppo Verde ribadisce che la risposta non può essere l’attesa, ma un’accelerazione decisa della transizione energetica.
Il Consiglio provinciale ha approvato oggi la mozione del Gruppo Verde che punta ad accelerare la transizione energetica e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Al centro della proposta: nuovi strumenti per facilitare l’accesso al fotovoltaico, come prestiti agevolati e la creazione di una società di investimento pubblica per sostenere l’installazione di impianti su edifici pubblici e condomini (ESCO). Una proposta che si concentra in particolare sull’installazione di impianti fotovoltaici nei condomini: finora, infatti, solo il 3% dei contributi per il fotovoltaico e le pompe di calore sono stati assegnati ai condomini.
“La risposta alla crisi climatica, il caro energia e la dipendenza fossile da governi autoritari dev’essere: accelerare la transizione energetica e investire nelle rinnovabili. L’istituzione di una società di investimento pubblica rappresenta un punto di svolta per la transizione energetica in Alto Adige”, afferma Zeno Oberkofler.
Il Gruppo Verde sottolinea come la diffusione del fotovoltaico rappresenti non solo una misura fondamentale per la tutela del clima, ma anche uno strumento per aumentare l’indipendenza energetica del territorio e ridurre nel lungo periodo i costi dell’energia per famiglie e imprese. Oggi, a causa della dipendenza dalle fonti energetiche fossili, circa mezzo miliardo di euro di soldi pubblici lascia l’Alto Adige. Questi dovrebbero essere investiti nella transizione energetica regionale. “Con questa mozione introduciamo strumenti concreti per accelerare la svolta energetica. Le crisi internazionali ci dimostrano ogni giorno quanto sia costosa la dipendenza dai combustibili fossili, sia per l’economia che per le persone. L’indipendenza energetica è ormai un imperativo e si raggiunge solo investendo con decisione nelle rinnovabili”, concludono Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.
Maggiori informazioni: Indipendenti, rinnovabili e a prezzo sostenibile
Cons. prov.
Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
I Verdi accolgono con grande soddisfazione l’approvazione della loro mozione
È stata approvata oggi in Consiglio provinciale la richiesta del Gruppo Verde di garantire in Alto Adige l’educazione sessuale e affettiva strutturata come strumento di prevenzione della violenza, degli abusi e delle discriminazioni. La mozione, presentata dalla consigliera provinciale Brigitte Foppa, arriva in un momento particolarmente delicato, in cui con la cosiddetta legge Valditara viene limitata fortemente l’educazione sessuale nelle scuole.
La mozione impegna la Giunta provinciale a garantire che l’educazione sessuale ed emotiva sia parte integrante del programma didattico nelle scuole di ogni grado, e a includerla nelle linee guida per le scuole. Inoltre, la Giunta dovrà riferire entro sei mesi al Consiglio provinciale sugli effetti della normativa statale sul sistema scolastico altoatesino e sulle misure adottate per darle attuazione.
“Oggi il Consiglio provinciale ha confermato che l’educazione sessuale e affettiva non è un tema ideologico, ma una responsabilità educativa e uno strumento fondamentale di prevenzione. In una società in cui la violenza di genere e gli abusi sono purtroppo ancora una realtà quotidiana, la scuola deve continuare a essere un luogo in cui bambine, bambini, ragazze e ragazzi imparano il rispetto, il consenso, a conoscere il proprio corpo e le proprie emozioni”, afferma Foppa.
“L’autonomia deve servire anche a questo: tutelare i diritti di bambine, bambini e adolescenti quando a livello nazionale si compiono passi indietro. Vogliamo che in Alto Adige tutte le giovani generazioni possano avere accesso a un’educazione scientificamente fondata, adeguata all’età e affidata a professionisti e professioniste qualificati”, dichiarano i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.
Per il Gruppo Verde il voto di oggi rappresenta un segnale importante a favore di una scuola che educa alle competenze, al rispetto reciproco, all’autodeterminazione e alla prevenzione della violenza. “Investire nell’educazione affettiva e sessuale significa investire nella libertà delle nuove generazioni”, concludono i consiglieri Verdi.
Maggiori informazioni: L’educazione affettiva e sessuale è uno strumento fondamentale per prevenire la violenza
Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler
Dalla Conferenza nazionale delle sezioni regionali della Società italiana di psichiatria emerge una tendenza preoccupante: sempre più persone soffrono di disturbi psicologici e psichiatrici e cercano aiuto. In Italia circa un milione di persone è attualmente seguito dai servizi psichiatrici, mentre gli accessi ai pronto soccorso per motivi legati alla salute mentale superano le 600.000 unità all’anno. Particolarmente colpiti sono giovani, donne e persone anziane.
Anche in Alto Adige il fenomeno è tutt’altro che marginale: qui vengono seguite oltre 327 persone ogni 10.000 abitanti, quasi il doppio della media nazionale. Un dato che testimonia sia l’ampiezza del bisogno sia l’importanza di investire ulteriormente nella prevenzione e nell’assistenza psicologica.
“Proprio per questo abbiamo presentato un disegno di legge per introdurre la figura dello psicologo di base in Alto Adige. Vogliamo garantire un accesso semplice e gratuito a un primo livello di supporto psicologico, integrato nell’assistenza sanitaria territoriale”, afferma Zeno Oberkofler. “Così come ogni cittadina e cittadino può rivolgersi al proprio medico di base, dovrebbe poter contare anche su uno psicologo o una psicologa di base. Intervenire precocemente evita l’aggravarsi dei problemi e alleggerisce la pressione sui servizi specialistici, dove già ora c’è una carenza di personale.”
“Le richieste degli esperti partecipanti alla conferenza sono chiare: servono più investimenti nella salute mentale e nella prevenzione. È esattamente ciò che proponiamo con la figura dello psicologo di base. La salute mentale deve diventare una componente strutturale della sanità pubblica e un diritto realmente accessibile a tutte e tutti, indipendentemente dal reddito”, concludono i consiglieri provinciali Verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.
Maggiori informazioni sul disegno di legge
Cons. prov.
Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Dopo il Brennero, il Passo di Fern: questo sabato manifestanti bloccheranno per alcune ore la strada tra Füssen/Reutte e Nassereith. Le persone che vivono lungo questa importante direttrice di transito, molto trafficata, vogliono far sentire la propria voce, proprio come hanno fatto recentemente i residenti lungo l’autostrada del Brennero: si oppongono al previsto potenziamento della tratta del Passo di Fern.
A ragione, sostengono i consiglieri provinciali Verdi Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler. Con l’ampliamento della strada del Passo di Fern in Tirolo, infatti, anche la Val Venosta rischia di essere investita da un ulteriore aumento del traffico.
La situazione di partenza
Ogni giorno transitano sul Passo di Fern fino a 30.000 veicoli. Si tratta di una delle strade più trafficate del Tirolo e, per di più, è gratuita. Quando si formano code al Brennero, i servizi di navigazione consigliano già oggi il Passo Resia e la strada statale della Val Venosta come itinerario alternativo.
La giunta provinciale tirolese prevede ora di sostituire la tortuosa strada di valico con una galleria lunga 1,5 chilometri e di ampliare l’attuale galleria di Lermoos con una seconda canna, passando da due a quattro corsie, pur mantenendo una sola corsia percorribile per senso di marcia. Attualmente sulla tratta del Passo di Fern vige un divieto di transito per i camion superiori a 7,5 tonnellate. Secondo quanto annunciato, tale divieto dovrebbe essere mantenuto per evitare che il Passo di Fern si trasformi in un secondo asse internazionale di transito.
Il problema per l’Alto Adige
In Val Venosta non esiste un analogo divieto per i mezzi pesanti. Inoltre, negli ultimi anni l’Alto Adige ha investito ingenti risorse nell’ampliamento della rete stradale: è stata appena inaugurata la circonvallazione di Castelbello, costata 130 milioni di euro, mentre altri 75 milioni saranno destinati alla circonvallazione di Rablà. Questi investimenti alleggeriscono il traffico nei centri abitati, ma allo stesso tempo rendono più attrattivo l’asse Passo di Fern–Val Venosta per il traffico di transito. Già oggi a Rablà si registrano in media 17.000 veicoli al giorno (ASTAT 2024).
I Verdi, sia a nord che a sud del Passo Resia, ritengono che il Tirolo non riuscirà a mantenere il divieto per i camion una volta entrata in funzione la galleria del Passo di Fern. “Nessuno compra un’auto costosa per lasciarla in garage senza usarla. Una volta ampliata la strada, prima o poi il divieto per i camion cadrà”, afferma Rohrer. La conseguenza sarebbe un aumento del traffico pesante lungo l’intero asse fino alla Val Venosta e quindi maggiori disagi per le persone che vi abitano.
“La Val Venosta, già oggi fortemente penalizzata dal traffico, non deve finire ancora di più sotto le ruote del transito internazionale”, dichiara Rohrer. I Verdi chiedono che la Giunta provinciale si schieri con decisione al fianco delle persone che vivono lungo questa direttrice, avvii la progettazione del raddoppio parziale della ferrovia della Val Venosta e rilanci concretamente il progetto della ferrovia di Resia, da troppo tempo accantonato. La Val Venosta non deve diventare una via alternativa per il traffico di transito. Le strade si alleggeriscono solo creando valide alternative”, concludono i tre consiglieri Verdi.
Cons. prov.
Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler
Nella prossima seduta del Consiglio provinciale, il Gruppo Verde discuterà due temi a prima vista diversi, ma accomunati da un obiettivo comune: migliorare la qualità della vita delle persone attraverso prevenzione, inclusione e servizi pubblici più efficaci.
Educazione sessuale e affettiva: uno strumento fondamentale di prevenzione
Con la prima mozione, il Gruppo Verde si inserisce nell’attualissimo dibattito sull’educazione sessuale, messa al bando / fortemente limitata dal Governo Meloni. “Di fronte a questo atto che farebbe tornare nel passato, portiamo in Consiglio Provinciale questa mozione che chiede di garantire comunque in tutte le scuole dell’Alto Adige l’educazione sessuale e affettiva strutturata, continuativa e qualificata”, dice Brigitte Foppa, prima firmataria della mozione.
“L’educazione sessuale e affettiva non c’entra con un’ideologia, ma è uno degli strumenti più efficaci per prevenire violenza, abusi e discriminazioni. Rinunciare a questa formazione significa privare ragazze e ragazzi di strumenti fondamentali per comprendere sé stessi, rispettare gli altri, riconoscere situazioni problematiche e potenzialmente pericolose, oltre a costruire relazioni sane”, affermano i consiglieri verdi Foppa, Rohrer e Oberkofler.
Nightliner anche il venerdì: un progetto pilota per una mobilità più sicura
La seconda mozione è un secondo tentativo: i Verdi vogliono che il Nightliner circoli su alcune tratte selezionate anche nella notte tra venerdì e sabato. La Giunta provinciale aveva già respinto una precedente proposta dei Verdi, che chiedeva di estendere a tutto il territorio e a tutte le linee il servizio del bus notturno, molto apprezzato dai giovani, anche nella serata del venerdì.
Il Nightliner è in funzione da 20 anni. È nato in un’epoca in cui si andava ancora a scuola anche il sabato. Tuttavia, ormai da tempo le scuole sono passate alla settimana scolastica di cinque giorni. Inoltre, molte persone, giovani e meno giovani, escono il venerdì sera, proprio quando, al più tardi dalla mezzanotte, non circolano più autobus.
La recente indagine sulla mobilità pubblicata dallo Jugendring lo conferma: quasi il 35% degli intervistati indica la scarsa disponibilità dei mezzi come la principale difficoltà della mobilità notturna, mentre il 23% segnala i collegamenti insufficienti. L’assenza del Nightliner il venerdì sera, le coincidenze poco efficienti e la scarsa accessibilità delle aree rurali sono tra i problemi più frequentemente evidenziati dai giovani.
Rohrer, Foppa e Oberkofler chiedono, quindi, che il Nightliner circoli sulle tratte più frequentate anche nella notte del venerdì. In questo modo, nessuno sarebbe più tentato di mettersi alla guida stanco o dopo aver bevuto, semplicemente perché manca un’alternativa.
“Gli autobus notturni rendono le nostre strade più sicure. E chi di notte non dipende da un’auto privata guadagna un pezzo di libertà”, afferma Madeleine Rohrer.
“Una società più sicura e più giusta si costruisce offrendo opportunità, conoscenza e servizi accessibili. Dall’educazione sessuale e affettiva alla mobilità notturna, servono scelte politiche che mettano al centro le persone”, concludono i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.
Maggiori informazioni:
Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler