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Più solidarietà, una politica comune sul transito e finalmente fatti concreti e non solo parole. È quanto hanno chiesto oggi al Brennero i consiglieri regionali dei Verdi Madeleine Rohrer (Alto Adige) e Gebi Mair (Tirolo), per i Verdi del Consiglio provinciale altoatesino e tirolese.

Il Passo del Brennero rimane il valico alpino più trafficato. In nessun altro luogo transitano sull’autostrada così tanti veicoli e camion. E solo il 26% delle merci viene trasportato su rotaia.

Non si intravede alcun sollievo per le persone, l’ambiente e le infrastrutture. Le previsioni sono sconfortanti: solo nel 2040 il traffico merci su strada dovrebbe diminuire del 10%.

Per questo motivo sosteniamo il blocco autostradale di sabato 30maggio 2026 sull’autostrada nei pressi di Matrei am Brenner e saremo presenti in prima persona. È un segnale del fatto che le persone che vivono lungo la rotta di transito vogliono finalmente essere ascoltate. Come Verdi chiediamo anche a tutti gli altri partiti di solidarizzare sul posto con la popolazione. Alla Regione Tirolo chiediamo treni speciali verso Matrei, affinché i partecipanti alla manifestazione possano raggiungere l’evento e tornare in sicurezza. I provvedimenti ostruzionistici, come il divieto di circolazione in bici durante la manifestazione sull’autostrada e sulla strada statale devono essere revocati. Il Consiglio regionale tirolese ha sì adottato una delibera a sostegno della manifestazione, ma il governo regionale brilla per la propria assenza e si preoccupa più del benessere dei viaggiatori internazionali di passaggio quel giorno che delle istanze della popolazione locale.

Il libero trasporto delle merci è uno dei pilastri fondamentali dell’Unione Europea e riveste grande importanza economica. Tuttavia, la qualità della vita delle persone lungo la rotta di transito non può essere sacrificata in favore delle esigenze economiche.

È necessario, quindi, orientare il traffico in modo strategico e sul lungo periodo. La politica dei trasporti nell’Euregio finora non è andata oltre interventi isolati, studi e annunci. Alcuni esempi:

  1. La Baviera e l’Austria bloccano il potenziamento dei collegamenti di accesso alla galleria di base del Brennero. Con lo slittamento del piano programmatico della ÖBB, la tratta di accesso al Brennero in Austria rischia di terminare a Radfeld. Questo fornisce nuovi pretesti per far sì che il Bundestag tedesco discuta del perché la tratta di accesso nord al Brennero in Baviera non debba essere realizzata. Non ne derivano possibilità di risparmio, solo ritardi. Come Verdi chiediamo al Presidente della Giunta regionale Anton Mattle (ÖVP), al parlamentare Dominik Oberhofer (Neos) e al Ministro dei Trasporti Peter Handke (SPÖ) la ripresa della realizzazione della tratta di accesso nord nella Bassa Valle dell’Inn tra Radfeld e Kufstein.
  2. L’Italia cita l’Austria in giudizio per il divieto di circolazione notturna, che garantisce anche alla popolazione altoatesina maggiore tranquillità, mentre la Giunta provinciale dell’Alto Adige si nasconde e tace.
  3. Il sistema digitale di gestione del traffico (SLOT) in Alto Adige, Tirolo e Baviera non offre alcun incentivo per trasferire il traffico dalla strada alla rotaia. Dopo i roboanti annunci della Dichiarazione di Kufstein di 1.100 giorni fa, non è successo granché: il gruppo di lavoro non si riunisce dall’inizio del 2024.
  4. La Brenner Corridor Platform (BCP) non ha ancora raggiunto un accordo sulla gestione operativa della galleria di base del Brennero, né tantomeno sulla lingua di lavoro. Questo comporta indirettamente un ritardo di due anni nell’allestimento della galleria.
  5. I terminal per container a nord e a sud del Brennero continuano a rimanere in uno stato di totale inattività; al Brennero la gestione della ROLA non è più tecnicamente al passo con i tempi. Alla luce del blocco del Brennero emergono le mancanze della ÖBB riguardo a un servizio di trasporto auto su treno, che ancora oggi non esiste.

Quello di cui abbiamo bisogno è una vera coesione a nord e a sud del Brennero:

  1. Chiaro posizionamento di Alto Adige, Trentino e Baviera a favore dei divieti settoriali di transito dei camion in Tirolo
  2. Rapida entrata in funzione della postazione di controllo per camion a Vipiteno
  3. Potenziamento dell’autostrada viaggiante (ROLA) tra Trento e Ratisbona: maggiore capacità, percorso più lungo, più corse
  4. Tetto massimo ai transiti dei camion sull’autostrada del Brennero (delibera del Consiglio regionale tirolese del 2020: 1 milione di transiti all’anno)
  5. Pedaggio per i camion sulla tratta del Brennero

Il traffico di transito riguarda le persone lungo l’intero asse del Brennero. Quest’asse può funzionare solo se non si arriva al collasso. A tal fine sono necessarie misure comuni e solidarietà tra le regioni. Il Brennero non deve essere un confine per la politica dei trasporti, ma un mandato condiviso. Questo è un chiaro compito per l’Euregio.

 

Cons. prov.

Madeleine Rohrer (+39 334 3444139)
Gebi Mair (+43 699 12 847 606)

In questi tre anni la Giunta provinciale si è fatta notare soprattutto per la sua politica ambientale, e non in senso positivo: una politica che ignora i pareri tecnici, adatta le leggi a favore di singoli progetti e svuota sistematicamente le norme di tutela. L’esempio più recente: la nuova funivia e pista da sci da Brunico a Plan de Corones.

Il Comitato ambientale ha respinto il primo progetto, ma la Giunta provinciale lo ha comunque parzialmente approvato. Ora i gestori hanno presentato una variante con un ulteriore collegamento sciistico: il parere del Comitato è stato negativo, ma la Giunta provinciale lo ha nuovamente ignorato, approvando la variante. L’assessore Peter Brunner ha dichiarato che il direttore di ripartizione competente, un funzionario a lui direttamente subordinato, ha riesaminato il progetto.

“Se i pareri del Comitato ambientale vengono aggirati in modo così assurdo, ci si chiede perché la Giunta provinciale non lo abolisca direttamente. Sarebbe almeno onesto”, affermano i consiglieri provinciali Verdi Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler. Ricordano, inoltre, che Brunner ha già rimosso un’affermata esperta di pianificazione territoriale dalla carica di direttrice di ripartizione, sostituendola con un manager ben inserito politicamente.

Plan de Corones non è un caso isolato. “Le decisioni della Giunta provinciale seguono uno schema che sta portando l’Alto Adige fuori da un equilibrio sostenibile”, afferma Rohrer. “Non si tratta di salvare ogni singolo albero, ma ormai sembra non esserci più alcun limite. Le critiche oggettive vengono ignorate e le decisioni vengono imposte, a spese dell’ambiente e della popolazione”, dichiarano i tre consiglieri Verdi.

Questo schema si manifesta anche nella legislazione. L’anno scorso la Giunta provinciale ha abbreviato i termini per le autorizzazioni paesaggistiche a tal punto che ora gli uffici provinciali non hanno più tempo sufficiente per esaminare approfonditamente i progetti complessi. Scaduto il termine, decide il Comune e la Giunta provinciale può lavarsi le mani di fronte a grandi progetti discutibili. Allo stesso tempo, viene fatto un sopralluogo solo per una minima parte dei progetti con maggiore impatto ambientale.

“La Giunta provinciale ha ormai perso ogni equilibrio. Agisce come se la natura e il paesaggio del nostro territorio fossero infinitamente sfruttabili”, afferma Rohrer. “Eppure basta uno sguardo dalla finestra: l’Alto Adige deve ritrovare il proprio equilibrio, prima che sia troppo tardi.”

 

Cons. prov.

Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler

Meno discriminazione, più visibilità – I Verdi altoatesini chiedono misure contro la discriminazione queer

Il 17 maggio cade la giornata internazionale contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale (lesbiche, gay e persone bisessuali) e verso le persone le cui caratteristiche fisiche sessuali non possono essere chiaramente classificate come femminili o maschili (intersessualità) o non si identificano con il sesso loro assegnato alla nascita (transessualità). A livello mondiale, questa giornata vuole portare l’attenzione sulle varie forme di discriminazione che le persone LGBTQAI+ subiscono, purtroppo, quotidianamente.

“Non è più accettabile rimanere in silenzio e osservare passivamente quando le persone vengono discriminate. Dobbiamo assumere una posizione chiara, forte e precisa per una società aperta, tollerante e inclusiva”, affermano le consigliere provinciali Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e il consigliere provinciale Zeno Oberkofler.

Oggi e ogni giorno – il Gruppo Verde rinnova l’impegno a denunciare ogni tipo di discriminazione e a schierarsi con la comunità LGBTQAI+ nella lotta per una piena uguaglianza.

In questo contesto si inserisce anche il nuovo questionario online presentato nell’ambito del Piano d’azione per la parità di genere dell’Alto Adige 2023–2028, con l’obiettivo di raccogliere dati ed esperienze utili a sviluppare misure concrete di prevenzione, sensibilizzazione e tutela nel mondo del lavoro. Il sondaggio anonimo, rivolto a tutte le lavoratrici e i lavoratori altoatesini dai 15 anni in su e attivo dall’11 maggio all’11 luglio 2026, dedica particolare attenzione alle esperienze delle persone LGBTQIA+, delle donne e delle persone con disabilità, ancora troppo spesso esposte a discriminazioni ed esclusioni nei contesti lavorativi.

Per portare maggiormente le discriminazioni all’attenzione dell’opinione pubblica, i consiglieri provinciali Verdi invitano tutte le persone che lavorano o hanno lavorato in Alto Adige a partecipare al sondaggio.

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Cosa hanno i maiali che non hanno i pomodori? La risposta ce la dà il vicepresidente Marco Galateo in una risposta alla nostra interrogazione. Poche settimane fa, infatti, il 27 aprile alla manifestazione dei coltivatori diretti al Brennero, a gran voce aveva stigmatizzato il fatto che i pomodori provenienti da ogni dove potessero regolarmente diventare “Passata italiana”. Gli abbiamo chiesto allora, come la mettiamo con lo Speck “altotesino”.

Ora è arrivata la risposta di Galateo, prode difensore dello Speck “del Südtirol” fatto per oltre il 99% da maiali provenienti da altri Paesi.

Allora quello che aveva detto dei pomodori non vale più? Per il “nostro” Speck si appella alla legislazione europea, la stessa che vituperava al Brennero davanti ai contadini.

Cosa hanno quindi i maiali che non hanno i pomodori? La benedizione di Galateo, ci viene da dire.

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

La Giunta provinciale starebbe apparentemente valutando la possibilità di dichiarare l’area “Ex Gamberoni” nel comune di Ora come zona produttiva di interesse provinciale. In passato, il Comune di Ora si è espresso contro qualsiasi ulteriore forma di estrazione o lavorazione della ghiaia in quest’area, sia per motivi urbanistici sia per ragioni di tutela ambientale. Sebbene il terreno sia classificato come “cava di ghiaia”, non si tratta in realtà di una cava in cui venga estratta ghiaia, bensì di un’area destinata esclusivamente alla lavorazione della ghiaia e allo stoccaggio dei materiali.

Le risposte della Giunta provinciale alle due interrogazioni presentate dal Gruppo Verde a questo proposito confermano una gestione poco trasparente e priva di reale coinvolgimento del territorio.

La Giunta motiva il progetto con la necessità di garantire approvvigionamento di ghiaia e materiali da costruzione per il comprensorio Oltradige-Bassa Atesina, dopo la prevista chiusura di alcune cave entro il 2026. Tuttavia, dalle risposte emerge chiaramente che non esiste una pianificazione complessiva né una strategia condivisa con i Comuni interessati.

“È grave che si voglia imporre un’area produttiva di interesse provinciale contro la volontà unanime del Consiglio comunale di Ora e senza una valutazione seria degli impatti ambientali e viabilistici”, dichiarano i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

Dalle risposte emerge infatti che:

  • non è stata svolta alcuna analisi provinciale sul fabbisogno di aree per la lavorazione di materiali inerti;
  • il Comune di Ora non è mai stato formalmente coinvolto nelle decisioni;
  • il parere negativo del Comune verrà valutato solo successivamente dagli organi competenti.

Particolarmente contraddittorio appare inoltre il richiamo agli obiettivi di sostenibilità e tutela climatica: la Giunta sostiene che concentrare lavorazione della ghiaia e produzione di calcestruzzo in un unico sito ridurrebbe il traffico pesante, ma ammette contemporaneamente di non aver effettuato alcuno studio specifico sul traffico.

Preoccupa anche il fatto che l’area individuata sia privata e che la futura zona produttiva sorga proprio in un sito che, secondo precedenti accordi tra Provincia, Comune e azienda concessionaria, avrebbe dovuto essere rinaturalizzato e restituito a verde agricolo. Infatti, al Comune era stato comunicato che la situazione doveva essere temporanea: la cava avrebbe dovuto essere dismessa già più di dieci anni fa, ma la concessione è stata continuamente prorogata. Ora la Giunta vuole renderla definitiva.

“Le risposte confermano che la Provincia sta procedendo senza una visione condivisa e senza ascoltare il territorio. Continueremo a chiedere trasparenza e partecipazione”, concludono i consiglieri del Gruppo Verde.

 

Maggiori informazioni:

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Le proposte verdi per il Consiglio di maggio.

Nella seduta del Consiglio provinciale di questa settimana, il Gruppo Verde porterà in aula due proposte che affrontano temi molto diversi ma accomunati da un obiettivo chiaro: migliorare la qualità della vita delle persone e rafforzare la sostenibilità del territorio.

Elicotteri al posto giusto

L’autorizzazione delle elisuperfici è regolata a livello statale e rientra nella competenza dell’autorità nazionale per l’aviazione civile ENAC. La Provincia dispone solo di possibilità di intervento molto limitate o indirette nella scelta concreta dei siti e nell’autorizzazione dei singoli impianti. Questa ripartizione delle competenze comporta che le decisioni fondamentali sulla selezione delle ubicazioni delle elisuperfici possano essere influenzate solo in misura limitata dai comuni interessati e dalla Provincia.

“Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento significativo dei voli e dei punti di atterraggio per elicotteri, spesso imposti senza un adeguato coinvolgimento del territorio. A questo si sommano rumore, impatti ambientali e un peggioramento della qualità della vita. È necessario che la Provincia abbia più voce in capitolo e che si garantisca maggiore trasparenza e partecipazione”, afferma Brigitte Foppa, prima firmataria della proposta.

Alimenti bio nelle mense

La seconda mozione riguarda l’introduzione e il rafforzamento dell’utilizzo di alimenti biologici nelle mense pubbliche, dalle scuole agli ospedali fino alle case di riposo, per valorizzare la produzione agricola locale e promuovere un sistema alimentare più sano e sostenibile.

“Abbiamo in Alto Adige un grande potenziale nella produzione biologica, ma questo non si riflette ancora a sufficienza nelle mense pubbliche. Vogliamo rafforzare il legame tra agricoltura locale e ristorazione collettiva, migliorando la qualità del cibo e sostenendo al tempo stesso i nostri produttori”, afferma Madeleine Rohrer, prima firmataria della mozione.

Le due iniziative si inseriscono in una visione politica che mette al centro sostenibilità, salute e diritti delle persone. “Che si tratti di ciò che mangiamo o dell’ambiente in cui viviamo, servono scelte politiche che guardino al benessere delle persone e alla sostenibilità del territorio. Rafforzare le filiere locali e dare più voce alle comunità significa costruire un Alto Adige più equo e vivibile”, concludono i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

 

Maggiori informazioni:

Bolzano, 05/05/2026

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler