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L’8 marzo ogni anno ricorre la Giornata internazionale della donna e ogni anno i consiglieri del Gruppo Verde, Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler, per questa occasione portano in Consiglio provinciale un tema dedicato alle donne. Nella prossima seduta, che inizierà il 10 marzo, discuteranno una mozione dedicata alle donne più avanti con l’età, che spesso vengono dimenticate. Il tema è la menopausa come questione di salute pubblica e diritti.

Al contrario, il secondo tema è molto discusso ed è al centro dei dibattiti d’attualità: il tetto massimo di posti letto nel turismo. I Verdi discuteranno una seconda mozione a questo proposito.

I contenuti e gli obiettivi delle due mozioni sono stati illustrati oggi, 5 marzo, durante una conferenza stampa hanno partecipato, illustrando iniziative.

Menopausa: rompere i tabù, garantire diritti

“La menopausa è una fase naturale della vita che riguarda tutte le donne, eppure resta ancora oggi poco discussa e spesso banalizzata o stigmatizzata, soprattutto nel mondo del lavoro. Non è un problema privato, ma una questione di salute pubblica e di diritti”, afferma Brigitte Foppa, prima firmataria della mozione. “Vogliamo rompere il silenzio, contrastare stereotipi e creare condizioni di lavoro e di cura più giuste e informate. Nel mese dedicato ai diritti delle donne è un segnale politico importante”.

La mozione mira a:

  • commissionare uno studio sulla situazione delle donne in menopausa in Alto Adige, con particolare attenzione a salute e condizioni lavorative;
  • istituire un punto di riferimento nel sistema sanitario pubblico per consulenze e trattamenti specifici;
  • nominare una commissione di esperte per elaborare linee guida per i luoghi di lavoro;
  • promuovere una campagna informativa per superare tabù e discriminazioni;
  • rafforzare la formazione del personale sanitario sul tema.

Limite ai posti letto: più trasparenza e regole chiare per il turismo

La seconda mozione riguarda il tetto massimo dei posti letto turistici. “Il turismo ci dà tanto, ma ha anche i suoi lati oscuri. Nel 2022 il Consiglio provinciale ha fissato un limite di posti letto turistici, che ora la Giunta provinciale vuole alleggerire; il tutto senza chiamare in causa il Consiglio! Il turismo è un settore troppo importante per poter decidere a porte chiuse. Per questo motivo portiamo una mozione in Consiglio provinciale: vogliamo che il limite dei posti letto sia mantenuto”, afferma Madeleine Rohrer, prima firmataria della mozione.

Dato che la SVP ha già deciso di alleggerire il tetto massimo di posti letto abbiamo proposte che mirano ad arginare i danni:

  • coinvolgere le commissioni legislative competenti per l’urbanistica e il turismo prima di decidere quali Comuni escludere dal limite di posti letto;
  • fissare il limite a 150 letti per zona e non per singolo esercizio, per evitare artifici societari;
  • una banca dati trasparente e accessibile pubblicamente e un controllo indipendente sull’effettivo rispetto del limite di posti letto. Perché quale Comune emette volentieri multe alle proprie imprese?

“Vogliamo un turismo che funzioni per tutte e tutti: ospiti, aziende e abitanti”, dichiara Madeleine Rohrer, che conclude: “Per raggiungere questo obiettivo ci serve una politica che non si lasci influenzare dalle lobby, ma che mantenga il giusto equilibrio”.

 

“Le due mozioni toccano ambiti diversi, ma hanno un filo conduttore comune: la qualità della vita e la responsabilità politica”, sottolineano Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler. “Da un lato chiediamo che la salute delle donne venga finalmente presa sul serio, dall’altro che lo sviluppo turistico rispetti limiti chiari e condivisi. In entrambi i casi si tratta di equità, trasparenza e rispetto delle persone”.

 

Maggiori informazioni:

La IV Commissione legislativa del Consiglio provinciale oggi ha trattato il disegno di legge “Istituzione del servizio di psicologia di base”. Il testo prevede l’introduzione della psicologa di base / dello psicologo di base, già affermatasi con successo in diverse altre regioni italiane.

Un accesso a bassa soglia all’assistenza psicologica è oggi più importante che mai. Molte persone sono sentono un disagio psicologica, mentre i tempi di attesa per avere un appuntamento presso le strutture sanitarie sono spesso ancora troppo lunghi. Le psicologhe e gli psicologi di base potrebbero offrire un sostegno precoce, intercettare le situazioni di disagio e, a lungo termine, alleggerire anche il carico sul sistema sanitario.

Il fatto che il disegno di legge sia stato respinto oggi in commissione rappresenta una vera occasione persa. (Hanno votato contro SVP e Fratelli d’Italia). L’introduzione di un tale servizio sarebbe stata un passo decisivo verso una maggiore equità nell’assistenza sanitaria e una più forte prevenzione nell’ambito della salute mentale.

«Il diritto alla salute mentale non deve dipendere dal reddito e deve essere garantito come parte integrante dell’assistenza di base. Continueremo a impegnarci per portare il disegno di legge in Consiglio provinciale, affinché la “psicologia di base per tutti” diventi realtà», afferma il primo firmatario del disegno di legge e membro della quarta Commissione legislativa, Zeno Oberkofler.

 

Cons. prov.

Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer

Il disegno di legge del Gruppo Verde per l’istituzione del servizio di psicologia di base sarà discusso martedì nella IV Commissione legislativa del Consiglio provinciale. L’obiettivo della proposta è garantire un accesso semplice, gratuito e capillare al supporto psicologico, riconoscendo la salute mentale come parte integrante del diritto alla salute. È stato presentato oggi nel corso di una conferenza stampa congiunta con l’Ordine degli psicologi.

Negli ultimi anni il disagio psicologico è aumentato costantemente, soprattutto tra i giovani. Secondo l’indagine PASSI dell’Istituto Superiore di Sanità degli anni 2023–2024, il quattro per cento degli altoatesini intervistati presentava sintomi depressivi. Un ulteriore studio dell’Istituto di Medicina Generale del 2025 ha evidenziato che quasi il 40% dei bambini e degli adolescenti in Alto Adige mostra segnali di disagio psicologico. Allo stesso tempo, nel sistema sanitario pubblico italiano sono disponibili solo tre psicologi ogni 10.000 abitanti, mentre la media europea si colloca tra dieci e dodici. Di conseguenza, l’accesso alle cure risulta spesso ancora troppo difficile. Non tutte e tutti possono permettersi un’assistenza privata.

È proprio questa lacuna che il disegno di legge dei Verdi intende colmare, attraverso un servizio di primo livello a bassa soglia, inserito nell’assistenza di base della medicina generale e vicino alle persone. È prevista l’introduzione di psicologi di base in ogni distretto sanitario, che collaborino strettamente con gli altri servizi socio-sanitari. “Così come ogni cittadina e ogni cittadino può rivolgersi al proprio medico di base, in futuro ciascuno dovrebbe potersi rivolgere anche a uno/a psicologo/a di base. Il servizio deve essere facilmente accessibile e intervenire precocemente. Un’offerta a bassa soglia può ridurre infatti il disagio psicologico e diminuisce il rischio di sviluppare per esempio una depressione. La salute mentale non deve dipendere dal reddito, ma deve essere riconosciuta come parte integrante del diritto alla salute”, afferma Zeno Oberkofler, primo firmatario del disegno di legge.

L’Ordine degli Psicologi della Provincia di Bolzano chiede da tempo l’introduzione della psicologa di base e dello psicologo di base e sostiene, come già in passato, in modo trasversale e apartitico, nella propria funzione di ente pubblico sussidiario dello Stato, con competenza ed esperienza, tutti i passi e le iniziative che sono andate e vanno in questa direzione, compresa la partecipazione attiva al tavolo tecnico della provincia di Bolzano.

“Di fronte al crescente disagio psicologico che osserviamo soprattutto tra adolescenti e famiglie, la psicologia di base rappresenta una risposta necessaria: un’offerta territoriale accessibile e tempestiva, capace di intercettare precocemente la sofferenza e di prevenire l’aggravarsi dei problemi.

Inserire in modo strutturale la figura della psicologa di base e dello psicologo di base significa creare per le famiglie un porto sicuro. Significa sostenere il lavoro delle colleghe e dei colleghi nei servizi, talvolta sovraccarichi per l’elevata domanda, ridurre gli interventi tardivi e quindi i costi evitabili, e trasformare la salute psicologica in un diritto effettivo per tutti”, dichiara la Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Provincia di Bolzano, Francesca Schir.

“Con questa proposta vogliamo fare un cambio di paradigma”, affermano i consiglieri Verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer. “La salute mentale deve diventare una componente strutturale della sanità pubblica. Fa parte della salute complessiva dell’individuo, non può essere relegata in secondo piano. Investire nella prevenzione e nell’accesso precoce significa prendersi cura delle persone.”

Il Gruppo Verde auspica ora un confronto costruttivo in Commissione legislativa, affinché il disegno di legge possa essere migliorato e portato avanti come risposta concreta a un bisogno sempre più urgente della società altoatesina.

Maggiori informazioni sul disegno di legge

 

Cons. prov.

Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer

L’Assemblea provinciale dei Verdi dell’Alto Adige/Südtirol ha dato oggi il via a un ampio processo di rinnovamento e sviluppo della forza politica. In un clima di confronto partecipato e costruttivo è stato presentato il percorso proposto dal Coordinamento provinciale per l’evoluzione delle strutture interne, l’Assemblea provinciale ha approvato all’unanimità. 

L’obiettivo del processo è rafforzare i Verdi sul piano organizzativo, politico e strutturale, affinché possano continuare a essere una forza politica credibile, incisiva e capace di incidere. Nei prossimi mesi verranno attivati gruppi di lavoro incaricati di elaborare proposte concrete per strutture e procedure più moderne ed efficaci.

«Siamo un movimento politico che vuole costruire il cambiamento – e per farlo abbiamo bisogno di strutture che favoriscano i processi decisionali, permettano la partecipazione, definiscano chiaramente le responsabilità e rafforzino la nostra capacità politica», ha sottolineato la co-portavoce Elide Mussner nel corso dell’Assemblea provinciale. Il processo avviato oggi rappresenta «un’opportunità per sviluppare consapevolmente la nostra organizzazione e prepararla alle sfide dei prossimi anni».

Anche il co-portavoce Luca Bertolini vede nella decisione un segnale politico forte: «Il rinnovamento non è un fine in sé, ma una condizione necessaria per restare politicamente rilevanti. Vogliamo un’organizzazione aperta, trasparente e capace di agire, che motivi le persone a partecipare e ad assumersi responsabilità». Il mandato dell’Assemblea provinciale è chiaro: strutturare il processo in modo partecipativo, coerente e orientato agli obiettivi.

Il percorso si svilupperà nei prossimi mesi; le proposte elaborate saranno successivamente discusse negli organi competenti e sottoposte alle decisioni politiche previste.

Si è tornati a parlare, negli ultimi mesi, delle lingue nelle scuole dell’Alto Adige/Südtirol. Come imparare la seconda lingua? Come fare a salvaguardare il diritto di apprendimento di tutti i bambini e tutte le bambine? Si può puntare su regole sempre più rigide di separazione, con l’effetto di creare esclusione invece di inclusione. O si può cambiare finalmente corso, istituendo quello che la società altoatesina chiede da tanto tempo: la scuola bilingue.

“La nostra provincia è una terra plurilingue. Abbiamo un’enorme ricchezza, e non la valorizziamo appieno”, dichiarano i consiglieri Verdi Foppa, Rohrer e Oberkofler. “Una tragica costante di tutte le indagini scientifiche degli ultimi anni è la difficoltà di apprendimento delle lingue nell’Alto Adige/Südtirol ‘multi’lingue”, afferma Brigitte Foppa. Di questa difficoltà parla la quasi totalità (un incredibile 96%) degli intervistati nel Barometro linguistico dell’Alto Adige 2025. Secondo gli intervistati, essa è riconducibile a una società fortemente divisa e a un “sistema scolastico che non soddisfa le esigenze” (lo ritiene il 46% del gruppo linguistico italiano e il 34% di quello tedesco).

Il dato nuovo è che ora si guarda anche alle soluzioni: il 60% delle persone intervistate ha un’opinione molto o abbastanza positiva riguardo l’istituzione di scuole bilingui su base volontaria.

Il Gruppo Verde vede arrivato il momento in cui il disegno di legge, che sarà discusso durante la seduta di febbraio del Consiglio provinciale e che vuole rispondere a queste esigenze, sarà finalmente approvato. La proposta prevede di introdurre sezioni bilingui nelle scuole come offerta aggiuntiva, senza modificare l’attuale struttura delle scuole in lingua tedesca, italiana e ladina. In breve:

  • Le sezioni bilingui saranno attivate in presenza di un numero minimo di iscritti: 14 per la scuola dell’infanzia e 15 per gli altri gradi scolastici.
  • Il personale docente sarà composto da insegnanti di entrambe le lingue di insegnamento.
  • L’insegnamento delle materie sarà suddiviso equamente tra le lingue, con la possibilità di integrare anche una terza lingua.
  • L’iscrizione a tali sezioni sarà volontaria e non sostituirà l’offerta formativa esistente.

Brigitte Foppa, prima firmataria del disegno di legge, sottolinea: “È scientificamente provato che serve un contesto reale di utilizzo di una lingua per poterla apprendere al meglio: un ambiente scolastico comune tra i gruppi linguistici potrebbe porre le basi affinché questo si crei.”

L’istituzione di sezioni scolastiche bilingui rappresenta una grande opportunità per la formazione dei giovani e delle giovani altoatesine, promuovendo competenze linguistiche più solide e una maggiore comprensione interculturale. Il disegno di legge vuole fornire una scelta in più e garantire un’istruzione più aderente alle esigenze della società contemporanea. Non da ultimo, alleggerirebbe le pressioni che la scuola sopporta attualmente. “Il rigido sistema di divisione ha portato alla scuola plurilingue fai-da-te: con gli effetti che conosciamo e i dibattiti politici che conosciamo ancora meglio”, dice Foppa.

“Con questo disegno di legge vogliamo realizzare quello che in Europa è realtà da molto tempo. Dobbiamo adeguarci ai tempi moderni e alle richieste ed esigenze delle famiglie”, concludono i consiglieri Verdi.

Maggiori informazioni sul disegno di legge

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

In occasione della Giornata della Memoria, riaffermiamo con convinzione che ricordare non è un rito formale, ma un dovere civile e politico permanente per contrastare l’odio, l’intolleranza e le paure che ancora oggi possono riemergere nella società. Il 27 gennaio non è solo una data sul calendario: è un monito che ci chiama a vigilare sul presente. A Bolzano verranno deposte corone ai monumenti che ricordano le vittime dei Lager, i deportati e i Sinti perseguitati durante il nazifascismo. Questi luoghi della memoria — come la targa “Per non dimenticare” in via Resia, al muro dell’ex Lager e i monumenti dedicati ai deportati o alla deportazione — non sono semplici simboli: sono strumenti vivi di coscienza collettiva, che ci ricordano quanto sia fragile la democrazia quando l’odio prende piede.

“La memoria è impegno politico. Non basta ricordare una volta all’anno: dobbiamo fare della memoria una guida per le nostre scelte politiche e civiche quotidiane, per combattere ogni forma di discriminazione, di paura del diverso, di populismo che parla alla pancia e non all’intelligenza e alla solidarietà.” Così Luca Bertolini ci-portavoce dei Verdi del Sudtirolo

Oggi, a più di ottant’anni dalla liberazione dei campi, ricordare significa anche riconoscere che la lotta contro il razzismo, l’antisemitismo e ogni forma di esclusione è ancora necessaria. Significa lavorare per una società più giusta, inclusiva e accogliente, dove i diritti umani siano pienamente rispettati e difesi. La memoria non deve diventare retorica: deve tradursi in responsabilità civica, impegno politico e azione quotidiana anche nelle nostre città qui in Sudtirolo.

Il dibattito sul turismo non deve limitarsi ai posti letto, deve andare oltre 

“In tutto il dibattito sullo stop ai posti letto, come abitante delle Dolomiti vorrei che si affrontasse anche il tema della limitazione della capacità di trasporto degli impianti di risalita. Il blocco dei posti letto da solo non basterà a proteggere l’Alto Adige – Südtirol dal turismo di massa. Dobbiamo lavorare su più fronti, perché il turismo è complesso e non si fa soltanto con i letti”, afferma la co-portavoce dei Verdi Grüne Vërc Elide Mussner, in merito all’attuale discussione in atto.

La tendenza è chiara: gli impianti di risalita aumentano costantemente la loro capacità. Dalle seggiovie a quattro posti alle seggiovie a sei posti, dalle seggiovie a sei posti alle cabinovie. In alcuni casi le capacità vengono addirittura raddoppiate, triplicate, o anche di più. L’elenco è lungo: i piani per la nuova funivia Furnes (Seceda), ad esempio, dove si vorrebbe passare dagli attuali 800 a 2.360 passeggeri all’ora. Questo progetto è doppiamente interessante, perché per non perdere una stagione, i gestori propongono di costruire una seconda stazione a monte, per fare in modo che durante i lavori di costruzione della nuova funivia, quella vecchia possa continuare a funzionare senza interruzioni. Un altro esempio è la seggiovia Ciampinoi a Selva di Val Gardena, dove si punta ad aumentare la capacità da 2.400 a 3.600 persone all’ora, o la seggiovia Steger Dellai sull’Alpe di Siusi: da 1.200 a 2.200 persone all’ora. Un aumento dell’83% della capacità di trasporto.

Il motivo di questi aumenti è molto spesso il costo delle revisioni imminenti. Il ragionamento: se si deve investire così tanto denaro, allora è meglio rinnovare completamente l’impianto andando ad aumentare la capacità. Più persone passano ogni ora dai tornelli, più si guadagna. Sembra quasi la formula magica per la moltiplicazione dei pani.

Le nostre montagne però non possono accogliere una massa infinita di persone. Lo spazio è limitato, così come lo sono le circostanze. È in parte negligente trasportare così tante persone a oltre 2.000 m di altitudine, persone che molto spesso non sono affatto preparate alle condizioni estreme di un paesaggio alpino. Le montagne non sono un parco divertimenti! A ciò si aggiunge il fatto che queste folle devono anche raggiungere gli impianti di risalita, il più delle volte con mezzi di trasporto motorizzati, che siano auto, autobus privati o navette degli hotel. Se però la capacità di trasporto di un impianto di risalita viene aumentata, gli operatori degli impianti non sono tenuti a presentare un piano di mobilità. È come se si aggiungessero 100 nuovi posti letto in un hotel senza dover predisporre i relativi parcheggi.

“La questione della quantità è fondamentale. Se da un lato limitiamo i posti letto per gli ospiti, dall’altro abbiamo il dovere di limitare anche la capacità degli impianti di risalita. Non possiamo e non dobbiamo permettere la massa da una parte e dall’altra volerla fermare, è una dinamica che porta a un cortocircuito”, afferma Elide Mussner.

Sarebbe auspicabile e molto urgente un dibattito oggettivo e concreto su questo tema.

 

Si torna a parlare di letti. Quelli che avrebbero dovuto essere bloccati dal cosiddetto “stop ai letti” per moderare e limitare l’afflusso turistico in Alto Adige-Südtirol. Ma come spesso accade, non c’è accordo: si vorrebbe fare qualcosa contro il turismo di massa, ma poi manca il coraggio. È questo il problema dell’innovazione in Alto Adige-Südtirol: si ha paura del cambiamento e si vorrebbe che tutto continui come prima.

12.000 posti letto, che sono stati assegnati molto tempo fa, ma che fino ad oggi sono rimasti inutilizzati, dovrebbero essere costruiti entro il 22 settembre 2026, altrimenti scadranno (stop ai letti appunto). L’assessore provinciale Luis Walcher, sostenuto dall’HGV – l’unione albergatori -, ritiene tuttavia che si potrebbe prorogare di cinque anni. Fatta la legge, trovato l’inganno. Non si vuole costringere le persone a costruire a tutti i costi.

“Il punto però è questo: se questi posti letto non sono stati costruiti fino ad oggi, probabilmente non sono così urgenti e necessari. Se vogliamo più qualità e meno massa per il turismo in Alto Adige-Südtirol, prima o poi dovremo iniziare da qualche parte, anche se sul momento fa male. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.”, dice Elide Mussner, co-portavoce dei Verdi.

“Fissare dei limiti è il primo passo chiaro contro la massa. Con il blocco dei posti letto, l’ex assessore Schuler ha adottato una misura coraggiosa e chiara in questa direzione. Non dovremmo ora indebolirla, ma attuarla con coerenza. Si tratta della nostra qualità di vita e della qualità stessa del turismo altoatesino.”, conclude Mussner.

Il Consiglio provinciale approva la mozione del Gruppo Verde che mira a creare prezzi qui per gli alloggi studenteschi in Alto Adige.

Negli ultimi anni il costo degli appartamenti e delle stanze nella nostra provincia è diventato proibitivo per molte studentesse e studenti: oggi una camera costa tra 450 e 700 euro al mese, una cifra spesso insostenibile per molte famiglie.

“I prezzi delle stanze sono troppo elevati per garantire il diritto allo studio. Con l’approvazione della nostra mozione siamo riusciti a ottenere un risultato concreto, in grado di incidere anche sui prezzi del mercato libero”, dichiarano i consiglieri provinciali dei Verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.

Attraverso un apposito bando, la Provincia interverrà con un contributo volto a ridurre i costi delle stanze negli studentati. In particolare, la Provincia si farà carico della differenza tra il prezzo medio di mercato e un canone calmierato, garantendo così affitti più accessibili per le studentesse e gli studenti.

Un risultato importante anche per il nuovo studentato previsto in piazza della Vittoria: la Provincia si è presa l’impegno di garantire un canone di locazione di 360 euro a stanza singola. Inoltre, sarà valutata la possibilità di reintrodurre contributi per investimenti in studentati di enti senza scopo di lucro.

“Il diritto allo studio non può dipendere dalle logiche di mercato. Servono strumenti pubblici per garantire stanze a prezzi accessibili ed essere attrattivi per giovani studentesse e studenti”, afferma Zeno Oberkofler, primo firmatario della mozione approvata oggi in Consiglio provinciale.

Maggiori informazioni: Alloggi per chi studia

Cons. prov.

Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer

Di fronte agli spaventosi massacri in corso in Iran e alla brutale repressione messa in atto da un regime integralista contro manifestanti pacifici, riteniamo inaccettabile il silenzio. Per questo abbiamo deciso di far sentire con forza anche la voce dell’Alto Adige Südtirol, presentando unitariamente un Voto in Consiglio provinciale come Partito Democratico e Gruppo Verde.

Le proteste che attraversano l’Iran nascono da una crisi economica profonda – inflazione elevatissima, svalutazione della moneta, difficoltà nell’accesso ai beni essenziali e crisi energetica – e si intrecciano con rivendicazioni più ampie di libertà civili, diritti umani, giustizia sociale e diritti delle donne. La risposta del regime è stata ancora una volta la repressione violenta, l’oscuramento di Internet e la limitazione sistematica delle libertà fondamentali. Una dinamica che, purtroppo, si ripete.

I diritti delle donne, la libertà personale, la tutela dell’integrità fisica, la libertà di parola e di manifestazione e il diritto a condizioni di vita dignitose sono principi universali sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dal Patto internazionale sui diritti civili e politici. L’Iran, pur avendo formalmente aderito a questi strumenti, continua a disattenderli. Il silenzio, l’ambiguità o l’assenza di azioni politiche coerenti rischiano solo di rafforzare un sistema che usa la violenza come strumento di governo.

Con il Voto presentato chiediamo che il Consiglio provinciale assuma una posizione chiara, pubblica e inequivocabile a sostegno delle manifestanti e dei manifestanti iraniani; che ci si schieri senza ambiguità dalla parte di chi lotta per la libertà di espressione, per i diritti delle donne, contro le discriminazioni e contro una gestione repressiva delle gravi difficoltà economiche e sociali del Paese.

Impegniamo inoltre la Giunta provinciale ad attivarsi presso il Governo italiano affinché sostenga iniziative diplomatiche e politiche di condanna delle violazioni dei diritti umani, chieda il rilascio delle persone detenute arbitrariamente e garantisca la tutela di chi manifesta pacificamente, promuovendo anche atti simbolici e iniziative di sensibilizzazione per mantenere alta l’attenzione istituzionale sulla situazione in Iran.

Crediamo che, di fronte a quanto sta accadendo, prendere posizione non sia solo un atto politico, ma un dovere morale. Auspichiamo che questo Voto possa essere di aiuto alle manifestanti e ai manifestanti iraniani, perché sappiano, attraverso i contatti con gli attivisti e le attiviste locali che anche l’Alto Adige Südtirol guarda con attenzione alle proteste in corso ed è vicino alla popolazione che chiede libertà, diritti e giustizia.

Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler
Madeleine Rohrer