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In un momento storico in cui il dibattito politico è spesso dominato da rabbia, arroganza e contrapposizione, continuiamo a impegnarci per la democrazia, il dialogo, il pacifismo, l’uguaglianza dei diritti e un futuro sostenibile. Per farlo, è essenziale rimanere visibili, presenti e capaci di agire.

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Il referendum sulla giustizia consegna un messaggio netto: partecipazione alta e una chiara vittoria del No. Le cittadine e i cittadini non solo hanno scelto di esserci, ma hanno respinto una riforma percepita come lontana dai problemi reali della giustizia e dalla vita concreta delle persone. Non è solo il merito a essere stato bocciato, ma anche il metodo. Una legge che modifica sette articoli della Costituzione è stata portata in Parlamento in modo blindato, senza un vero confronto con le minoranze e senza la possibilità di modifiche. Un’impostazione che ha svuotato il dibattito democratico e che oggi riceve una risposta chiara dal voto e dalle persone.

Anche in Alto Adige il segnale politico è inequivocabile: il No prevale e racconta di una distanza tra le scelte dei partiti e quelle degli elettori. Una distanza che riguarda direttamente anche chi, su questo referendum, si era esposto con convinzione. È una sconfitta degli alleati del governo Meloni sul territorio. Gran parte dell’elettorato SVP non ha seguito le indicazioni del partito, segnando una frattura politica che non può essere ignorata.

In questo contesto, noi Verdi Grüne Vërc abbiamo portato avanti una campagna per il No chiara, decisa e fondata sui contenuti. Nonostante una narrazione spesso semplificata e polarizzata, abbiamo scelto di entrare nel merito, informare le persone e costruire momenti di confronto sul territorio, contribuendo a tenere aperto uno spazio di discussione reale su un tema così delicato.

«Ridurre un tema complesso e cruciale come la giustizia a una scelta secca tra sì e no è un errore che impoverisce il dibattito democratico. La partecipazione resta fondamentale, ma riforme di questa portata meritano confronto, profondità e rispetto per gli equilibri costituzionali», dichiara Luca Bertolini, co-portavoce dei Verdi Grüne Vërc.

Il voto di oggi lascia però intatti tutti i nodi irrisolti: la lentezza dei processi, le difficoltà di accesso ai diritti, le disuguaglianze territoriali e le carenze strutturali del sistema. Problemi veri, che questa riforma non affrontava e che non possono più essere aggirati con interventi parziali o semplificazioni. Il governo Meloni e i suoi alleati, sempre più lontani dalle persone, dovrebbero ora farsi un serio esame di coscienza su come e se andare avanti. La bocciatura del referendum non è solo un risultato elettorale: è un segnale politico forte che chiede ascolto, responsabilità e un cambio di rotta.

«Il messaggio che arriva dalle urne è chiaro e inequivocabile: si tratta di una sonora sconfitta per il Governo Meloni. Quando la partecipazione è così ampia, il significato del voto va ben oltre il merito del quesito: è un giudizio politico preciso contro il governo e contro le sue scelte. È una giornata di partecipazione democratica e di difesa della Costituzione, ma anche un segnale forte per costruire con ancora più determinazione un’alternativa a questa destra, lontana dai bisogni di cittadin* e imprese», dichiara la senatrice dei Verdi Grüne Vërc  Aurora Floridia.

 

Si farà una campagna informativa e di sensibilizzazione sul tema della menopausa, con l’obiettivo di superare tabù e pregiudizi ancora diffusi nella società e nel mondo del lavoro – il Consiglio provinciale ha approvato oggi, 12 marzo, questo punto della mozione del Gruppo Verde sulla menopausa.

La menopausa è una fase della vita che riguarda tutte le donne e che in Provincia di Bolzano interessa oggi 39.000 donne tra menopausa e perimenopausa. Nonostante la sua ampia diffusione, il tema resta spesso poco discusso o trattato con superficialità. Eppure, i sintomi possono interessare fino all’80% delle donne e avere un impatto significativo sulla qualità della vita e sull’attività lavorativa.

“Non è un problema privato, ma una questione di salute pubblica e di diritti”, afferma Brigitte Foppa, prima firmataria della mozione, che prosegue: “Vogliamo rompere il silenzio e contrastare gli stereotipi”.

La campagna informativa prevista dalla mozione dovrà contribuire a rendere il tema più visibile e meno stigmatizzato, promuovendo informazioni corrette e iniziative di formazione rivolte anche a datori di lavoro e responsabili del personale.

“Il fatto che proprio la parte della mozione dedicata all’informazione sia stata approvata è un segnale importante”, sottolineano i consiglieri Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler. “Parlare apertamente di questa fase della vita è il primo passo per migliorare la qualità della vita delle donne e creare ambienti di lavoro più consapevoli e rispettosi.”

Maggiori informazioni: Menopausa: serve maggiore consapevolezza!

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

I Verdi Grüne Vërc hanno illustrato le ragioni del loro “No” alla riforma della giustizia, al termine di un articolato percorso di approfondimento interno che ha coinvolto giuristi ed esponenti istituzionali. Presente alla conferenza stampa il co-portavoce Luca Bertolini, che ha ripercorso le tappe del confronto interno al partito: un primo incontro di analisi della proposta di riforma con un giurista e con la senatrice Aurora Floridia, seguito da un ulteriore approfondimento con Ulrike Ceresara, già magistrata e consigliera comunale a Merano, insieme al coordinamento dei Verdi del Sudtirolo. Al termine di questo percorso, il coordinamento ha deciso di esprimere una posizione chiara: “No” alla riforma. Accompagneranno questa dichiarazione con una campagna informativa.

“Diciamo ‘No’ perché questa riforma non affronta le vere emergenze della giustizia italiana: non riduce i tempi dei processi, non investe risorse su personale amministrativo e digitalizzazione, e non garantisce maggiore efficienza”, ha dichiarato Bertolini.

Ulrike Ceresara ha posto l’attenzione sugli aspetti tecnici e giuridici più problematici del testo. “Questa riforma interviene sull’assetto costituzionale della magistratura, ma non incide sulle criticità quotidiane che rallentano i processi: carenze di personale, organizzazione degli uffici, strutture inadeguate. La separazione delle carriere, così come proposta, non accelera i tempi, né migliora la qualità del servizio. Rischia, invece, di aumentare la conflittualità istituzionale senza avere ricadute positive per chi aspetta giustizia”, ha sottolineato Ceresara. “I cittadini non vedranno processi più rapidi né maggiore accessibilità: senza investimenti mirati e riforme organizzative profonde, il sistema resterà in affanno.”

Secondo Aurora Floridia, “in Senato l’opposizione ha denunciato fin dalla prima lettura le criticità e le storture del testo, ulteriormente confermate dagli esperti ascoltati nel ciclo di audizioni, che hanno evidenziato il rischio di un indebolimento dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura. Sono state presentate proposte di modifica, ma la maggioranza ha scelto di non accoglierle e di non aprire un reale confronto con l’opposizione. Una riforma di questa portata dovrebbe nascere da un ampio consenso, mentre qui la maggioranza ha deciso di procedere in un clima fortemente divisivo.”

Il co-portavoce dei Verdi, Luca Bertolini, ha lanciato un appello di partecipazione: “Andate a votare, sia che decidiate per il no, sia per il sì. Questo referendum tocca la nostra Costituzione e riguarda ciascuna e ciascuno di noi: la nostra libertà, la nostra storia, il nostro futuro democratico. In un momento storico così complesso e attraversato da profonde tensioni, la Costituzione rappresenta un baluardo da difendere, perché ci protegge tutte e tutti.”

Ancora una volta lo sviluppo turistico viene equiparato alla costruzione di posti letto, dimenticando il futuro della nostra provincia.

Guardando l’elenco dei 56 comuni-eccezione allo stop dei posti letto, ci si chiede: quanti di questi comuni sono effettivamente adatti allo sviluppo turistico? Quali riflessioni sono state fatte su come dovrebbe avvenire lo sviluppo turistico in queste località? Quali infrastrutture e quali servizi sono disponibili? Quale offerta verrà proposta ai turisti che pernotteranno a Ponte Gardena o a Fortezza in un nuovo hotel? Il turismo non è fatto solo di posti letto per gli ospiti, ed è qui che sta il grande errore dello sviluppo turistico in Alto Adige. Il fatto che tra queste 56 località figuri anche Senales lascia l’amaro in bocca, se si legge nello stesso contesto del progetto di un villaggio da 600 posti letto. Al più tardi quando i 600 (seicento!) posti letto saranno stati costruiti, Schnals non sarà più classificata come comune sottosviluppato turisticamente. Peccato solo che allora sarà troppo tardi, perché ciò che è costruito è costruito.

Per quei comuni che sono considerati turisticamente sovrasviluppati, questo stop dei posti letto è comunque solo una beffa. “Da anni ci si impegna per una maggiore qualità e meno massa. Da anni ci si lamenta della massa di turisti giornalieri che invadono le Dolomiti arrivando da ogni parte della Provincia. Continuamente si parla di “management delle masse” e di contingentamento, in parte anche attuando questo tipo di misure per cercare di contrastare situazioni degenerate. La costruzione di posti letto turistici nei 56 comuni cosiddetti strutturalmente deboli non risolverà questo problema, anzi, lo alimenterà ulteriormente.”, dice Elide Mussner, co-portavoce dei Verdi.

La Giunta provinciale non riesce proprio a smettere di fomentare le monocolture invece di puntare sulla diversificazione. Non si ha il coraggio di porre dei limiti e questo alla fine si rivela fatale, perché un’offerta eccessiva non è mai un’offerta di valore. Danneggia l’economia, il paesaggio, la qualità della vita locale. Puntare sull’espansione della monocultura non è una visione per il futuro, una visione che il governo provinciale chiaramente non ha.

L’8 marzo ogni anno ricorre la Giornata internazionale della donna e ogni anno i consiglieri del Gruppo Verde, Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler, per questa occasione portano in Consiglio provinciale un tema dedicato alle donne. Nella prossima seduta, che inizierà il 10 marzo, discuteranno una mozione dedicata alle donne più avanti con l’età, che spesso vengono dimenticate. Il tema è la menopausa come questione di salute pubblica e diritti.

Al contrario, il secondo tema è molto discusso ed è al centro dei dibattiti d’attualità: il tetto massimo di posti letto nel turismo. I Verdi discuteranno una seconda mozione a questo proposito.

I contenuti e gli obiettivi delle due mozioni sono stati illustrati oggi, 5 marzo, durante una conferenza stampa hanno partecipato, illustrando iniziative.

Menopausa: rompere i tabù, garantire diritti

“La menopausa è una fase naturale della vita che riguarda tutte le donne, eppure resta ancora oggi poco discussa e spesso banalizzata o stigmatizzata, soprattutto nel mondo del lavoro. Non è un problema privato, ma una questione di salute pubblica e di diritti”, afferma Brigitte Foppa, prima firmataria della mozione. “Vogliamo rompere il silenzio, contrastare stereotipi e creare condizioni di lavoro e di cura più giuste e informate. Nel mese dedicato ai diritti delle donne è un segnale politico importante”.

La mozione mira a:

  • commissionare uno studio sulla situazione delle donne in menopausa in Alto Adige, con particolare attenzione a salute e condizioni lavorative;
  • istituire un punto di riferimento nel sistema sanitario pubblico per consulenze e trattamenti specifici;
  • nominare una commissione di esperte per elaborare linee guida per i luoghi di lavoro;
  • promuovere una campagna informativa per superare tabù e discriminazioni;
  • rafforzare la formazione del personale sanitario sul tema.

Limite ai posti letto: più trasparenza e regole chiare per il turismo

La seconda mozione riguarda il tetto massimo dei posti letto turistici. “Il turismo ci dà tanto, ma ha anche i suoi lati oscuri. Nel 2022 il Consiglio provinciale ha fissato un limite di posti letto turistici, che ora la Giunta provinciale vuole alleggerire; il tutto senza chiamare in causa il Consiglio! Il turismo è un settore troppo importante per poter decidere a porte chiuse. Per questo motivo portiamo una mozione in Consiglio provinciale: vogliamo che il limite dei posti letto sia mantenuto”, afferma Madeleine Rohrer, prima firmataria della mozione.

Dato che la SVP ha già deciso di alleggerire il tetto massimo di posti letto abbiamo proposte che mirano ad arginare i danni:

  • coinvolgere le commissioni legislative competenti per l’urbanistica e il turismo prima di decidere quali Comuni escludere dal limite di posti letto;
  • fissare il limite a 150 letti per zona e non per singolo esercizio, per evitare artifici societari;
  • una banca dati trasparente e accessibile pubblicamente e un controllo indipendente sull’effettivo rispetto del limite di posti letto. Perché quale Comune emette volentieri multe alle proprie imprese?

“Vogliamo un turismo che funzioni per tutte e tutti: ospiti, aziende e abitanti”, dichiara Madeleine Rohrer, che conclude: “Per raggiungere questo obiettivo ci serve una politica che non si lasci influenzare dalle lobby, ma che mantenga il giusto equilibrio”.

 

“Le due mozioni toccano ambiti diversi, ma hanno un filo conduttore comune: la qualità della vita e la responsabilità politica”, sottolineano Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler. “Da un lato chiediamo che la salute delle donne venga finalmente presa sul serio, dall’altro che lo sviluppo turistico rispetti limiti chiari e condivisi. In entrambi i casi si tratta di equità, trasparenza e rispetto delle persone”.

 

Maggiori informazioni:

L’Assemblea provinciale dei Verdi dell’Alto Adige/Südtirol ha dato oggi il via a un ampio processo di rinnovamento e sviluppo della forza politica. In un clima di confronto partecipato e costruttivo è stato presentato il percorso proposto dal Coordinamento provinciale per l’evoluzione delle strutture interne, l’Assemblea provinciale ha approvato all’unanimità. 

L’obiettivo del processo è rafforzare i Verdi sul piano organizzativo, politico e strutturale, affinché possano continuare a essere una forza politica credibile, incisiva e capace di incidere. Nei prossimi mesi verranno attivati gruppi di lavoro incaricati di elaborare proposte concrete per strutture e procedure più moderne ed efficaci.

«Siamo un movimento politico che vuole costruire il cambiamento – e per farlo abbiamo bisogno di strutture che favoriscano i processi decisionali, permettano la partecipazione, definiscano chiaramente le responsabilità e rafforzino la nostra capacità politica», ha sottolineato la co-portavoce Elide Mussner nel corso dell’Assemblea provinciale. Il processo avviato oggi rappresenta «un’opportunità per sviluppare consapevolmente la nostra organizzazione e prepararla alle sfide dei prossimi anni».

Anche il co-portavoce Luca Bertolini vede nella decisione un segnale politico forte: «Il rinnovamento non è un fine in sé, ma una condizione necessaria per restare politicamente rilevanti. Vogliamo un’organizzazione aperta, trasparente e capace di agire, che motivi le persone a partecipare e ad assumersi responsabilità». Il mandato dell’Assemblea provinciale è chiaro: strutturare il processo in modo partecipativo, coerente e orientato agli obiettivi.

Il percorso si svilupperà nei prossimi mesi; le proposte elaborate saranno successivamente discusse negli organi competenti e sottoposte alle decisioni politiche previste.

Si è tornati a parlare, negli ultimi mesi, delle lingue nelle scuole dell’Alto Adige/Südtirol. Come imparare la seconda lingua? Come fare a salvaguardare il diritto di apprendimento di tutti i bambini e tutte le bambine? Si può puntare su regole sempre più rigide di separazione, con l’effetto di creare esclusione invece di inclusione. O si può cambiare finalmente corso, istituendo quello che la società altoatesina chiede da tanto tempo: la scuola bilingue.

“La nostra provincia è una terra plurilingue. Abbiamo un’enorme ricchezza, e non la valorizziamo appieno”, dichiarano i consiglieri Verdi Foppa, Rohrer e Oberkofler. “Una tragica costante di tutte le indagini scientifiche degli ultimi anni è la difficoltà di apprendimento delle lingue nell’Alto Adige/Südtirol ‘multi’lingue”, afferma Brigitte Foppa. Di questa difficoltà parla la quasi totalità (un incredibile 96%) degli intervistati nel Barometro linguistico dell’Alto Adige 2025. Secondo gli intervistati, essa è riconducibile a una società fortemente divisa e a un “sistema scolastico che non soddisfa le esigenze” (lo ritiene il 46% del gruppo linguistico italiano e il 34% di quello tedesco).

Il dato nuovo è che ora si guarda anche alle soluzioni: il 60% delle persone intervistate ha un’opinione molto o abbastanza positiva riguardo l’istituzione di scuole bilingui su base volontaria.

Il Gruppo Verde vede arrivato il momento in cui il disegno di legge, che sarà discusso durante la seduta di febbraio del Consiglio provinciale e che vuole rispondere a queste esigenze, sarà finalmente approvato. La proposta prevede di introdurre sezioni bilingui nelle scuole come offerta aggiuntiva, senza modificare l’attuale struttura delle scuole in lingua tedesca, italiana e ladina. In breve:

  • Le sezioni bilingui saranno attivate in presenza di un numero minimo di iscritti: 14 per la scuola dell’infanzia e 15 per gli altri gradi scolastici.
  • Il personale docente sarà composto da insegnanti di entrambe le lingue di insegnamento.
  • L’insegnamento delle materie sarà suddiviso equamente tra le lingue, con la possibilità di integrare anche una terza lingua.
  • L’iscrizione a tali sezioni sarà volontaria e non sostituirà l’offerta formativa esistente.

Brigitte Foppa, prima firmataria del disegno di legge, sottolinea: “È scientificamente provato che serve un contesto reale di utilizzo di una lingua per poterla apprendere al meglio: un ambiente scolastico comune tra i gruppi linguistici potrebbe porre le basi affinché questo si crei.”

L’istituzione di sezioni scolastiche bilingui rappresenta una grande opportunità per la formazione dei giovani e delle giovani altoatesine, promuovendo competenze linguistiche più solide e una maggiore comprensione interculturale. Il disegno di legge vuole fornire una scelta in più e garantire un’istruzione più aderente alle esigenze della società contemporanea. Non da ultimo, alleggerirebbe le pressioni che la scuola sopporta attualmente. “Il rigido sistema di divisione ha portato alla scuola plurilingue fai-da-te: con gli effetti che conosciamo e i dibattiti politici che conosciamo ancora meglio”, dice Foppa.

“Con questo disegno di legge vogliamo realizzare quello che in Europa è realtà da molto tempo. Dobbiamo adeguarci ai tempi moderni e alle richieste ed esigenze delle famiglie”, concludono i consiglieri Verdi.

Maggiori informazioni sul disegno di legge

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

In occasione della Giornata della Memoria, riaffermiamo con convinzione che ricordare non è un rito formale, ma un dovere civile e politico permanente per contrastare l’odio, l’intolleranza e le paure che ancora oggi possono riemergere nella società. Il 27 gennaio non è solo una data sul calendario: è un monito che ci chiama a vigilare sul presente. A Bolzano verranno deposte corone ai monumenti che ricordano le vittime dei Lager, i deportati e i Sinti perseguitati durante il nazifascismo. Questi luoghi della memoria — come la targa “Per non dimenticare” in via Resia, al muro dell’ex Lager e i monumenti dedicati ai deportati o alla deportazione — non sono semplici simboli: sono strumenti vivi di coscienza collettiva, che ci ricordano quanto sia fragile la democrazia quando l’odio prende piede.

“La memoria è impegno politico. Non basta ricordare una volta all’anno: dobbiamo fare della memoria una guida per le nostre scelte politiche e civiche quotidiane, per combattere ogni forma di discriminazione, di paura del diverso, di populismo che parla alla pancia e non all’intelligenza e alla solidarietà.” Così Luca Bertolini ci-portavoce dei Verdi del Sudtirolo

Oggi, a più di ottant’anni dalla liberazione dei campi, ricordare significa anche riconoscere che la lotta contro il razzismo, l’antisemitismo e ogni forma di esclusione è ancora necessaria. Significa lavorare per una società più giusta, inclusiva e accogliente, dove i diritti umani siano pienamente rispettati e difesi. La memoria non deve diventare retorica: deve tradursi in responsabilità civica, impegno politico e azione quotidiana anche nelle nostre città qui in Sudtirolo.

Il Consiglio provinciale approva la mozione del Gruppo Verde che mira a creare prezzi qui per gli alloggi studenteschi in Alto Adige.

Negli ultimi anni il costo degli appartamenti e delle stanze nella nostra provincia è diventato proibitivo per molte studentesse e studenti: oggi una camera costa tra 450 e 700 euro al mese, una cifra spesso insostenibile per molte famiglie.

“I prezzi delle stanze sono troppo elevati per garantire il diritto allo studio. Con l’approvazione della nostra mozione siamo riusciti a ottenere un risultato concreto, in grado di incidere anche sui prezzi del mercato libero”, dichiarano i consiglieri provinciali dei Verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.

Attraverso un apposito bando, la Provincia interverrà con un contributo volto a ridurre i costi delle stanze negli studentati. In particolare, la Provincia si farà carico della differenza tra il prezzo medio di mercato e un canone calmierato, garantendo così affitti più accessibili per le studentesse e gli studenti.

Un risultato importante anche per il nuovo studentato previsto in piazza della Vittoria: la Provincia si è presa l’impegno di garantire un canone di locazione di 360 euro a stanza singola. Inoltre, sarà valutata la possibilità di reintrodurre contributi per investimenti in studentati di enti senza scopo di lucro.

“Il diritto allo studio non può dipendere dalle logiche di mercato. Servono strumenti pubblici per garantire stanze a prezzi accessibili ed essere attrattivi per giovani studentesse e studenti”, afferma Zeno Oberkofler, primo firmatario della mozione approvata oggi in Consiglio provinciale.

Maggiori informazioni: Alloggi per chi studia

Cons. prov.

Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer