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Oberkofler e Werth: «Se Urzì non ritira la modifica, la SVP deve porre fine alla coalizione.»

I Verdi chiedono alla SVP di trarre le conseguenze dall’iniziativa del deputato di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì per la ridefinizione del collegio senatoriale Bolzano–Oltradige–Bassa Atesina. Se la modifica non verrà ritirata, la SVP deve porre fine alla coalizione con Fratelli d’Italia a livello provinciale.

L’assessore provinciale Christian Bianchi si è recentemente schierato a sostegno dell’iniziativa di Urzì, difendendola soprattutto con l’argomento della rappresentanza linguistica. Per i Verdi, tuttavia, questo argomento non regge.

«Qui non si tratta di stabilire se vincerà un candidato italiano o tedesco. Si tratta di modificare i rapporti di forza a favore della destra attraverso un collegio elettorale costruito su misura. Se alle ultime elezioni politiche si fosse votato già con il collegio proposto da Urzì, non sarebbe stato eletto un candidato italiano al posto di uno tedesco: avrebbe vinto il centrodestra invece del centrosinistra. Questo ci fa tornare indietro di decenni nell’ impegno per una vera convivenza.», spiega il co-portavoce dei Verdi Zeno Oberkofler.

Con la sua proposta, Urzì ha quindi disegnato un collegio che esclude in modo mirato comuni nei quali il centrosinistra o la SVP ottengono risultati particolarmente forti. Si tratta del classico gerrymandering: i confini dei collegi vengono modificati in modo da favorire gli interessi politici di chi li ridisegna. Quello che finora abbiamo conosciuto soprattutto negli Stati Uniti viene ora tentato anche in Alto Adige, con l’obiettivo di assicurare un seggio alla destra.

«Non prendiamo in giro le cittadine e i cittadini. La Bassa Atesina non è un campo di manovra da ridisegnare sulla carta a seconda degli interessi elettorali della destra. Basta strumentalizzare il tema etnico per il proprio tornaconto elettorale», dichiarano Zeno Oberkofler e Kathrin Werth, co-portavoce dei Verdi.

Per i Verdi, ora è soprattutto la SVP a essere chiamata ad assumersi le proprie responsabilità. Negli ultimi anni, il partito avrebbe assistito in silenzio, senza trarne conseguenze, al superamento di una linea rossa dopo l’altra da parte del partner di coalizione Fratelli d’Italia, sempre con l’argomento che la collaborazione con Fratelli d’Italia e con il governo di Roma sarebbe necessaria per portare avanti la riforma dell’autonomia.

«Quante volte la SVP si è lasciata mettere sotto pressione da Fratelli d’Italia? Quante volte la SVP è rimasta a guardare mentre il partner di coalizione superava una linea rossa dopo l’altra, pur di non mettere a rischio la riforma dell’autonomia? È stato accettato tutto. E da ultimo anche alla Camera dei deputati a Roma, dove la SVP non è stata nemmeno in grado di votare compatta contro l’emendamento di Urzì. Ora è arrivato il momento di comunicare in modo chiaro e inequivocabile al partner di coalizione: o questa modifica viene ritirata, oppure il giorno successivo la coalizione è finita.», dichiarano i co-portavoce dei Verdi Zeno Oberkofler e Kathrin Werth.

Zeno Oberkofler e Kathrin Werth
Co-portavoce dei Verdi del Sudtirolo

La consigliera provinciale Foppa e l’avvocato Valcanover in visita alla casa circondariale: sovraffollamento, carenza di personale e una struttura inadeguata. I Verdi chiedono di istituire finalmente il provveditorato regionale per il Trentino-Alto Adige.

Come ormai ogni anno intorno a Ferragosto, anche quest’anno il Gruppo Verde ha effettuato un sopralluogo al carcere di Bolzano per conoscere da vicino le condizioni della struttura. “Noi ora torniamo fuori, ma c’è chi rimane in una struttura non più adeguata alle necessità attuali”, afferma all’uscita la consigliera provinciale Brigitte Foppa, che ha visitato l’istituto insieme all’avvocato Fabio Valcanover.

Il carcere di Bolzano continua a fare i conti con un forte sovraffollamento: sono attualmente ospitati 115 detenuti, a fronte di una capienza prevista di 88 persone. A questo si aggiunge una significativa carenza di personale. Delle 84 persone previste in organico, sono infatti 50 quelle effettivamente in servizio.

Per i Verdi, la qualità della detenzione è parte integrante delle politiche di sicurezza. Tutte le ricerche nazionali e internazionali dimostrano che la prevenzione dei reati e la riduzione della recidiva dipendono in larga misura dalle condizioni di detenzione e dalle possibilità di reinserimento attraverso formazione e lavoro. “Un carcere che funziona è uno strumento di sicurezza per tutta la società. Se vogliamo ridurre la recidiva, dobbiamo investire nelle condizioni di detenzione e soprattutto nelle opportunità di formazione, lavoro e reinserimento. Non possiamo pensare che il carcere sia un mondo separato dal resto della società”, sottolinea Foppa.

Un provveditorato per il Trentino-Alto Adige

Per questo motivo il Gruppo Verde torna a chiedere un rafforzamento del ruolo dell’autonomia nella gestione del sistema penitenziario. Attualmente il carcere di Bolzano dipende dall’amministrazione penitenziaria con sede a Padova, che ha competenza anche sul carcere di Trento e sugli istituti di Veneto e Friuli-Venezia Giulia. “Il carcere è sotto organico e il poco personale che c’è fatica a trovare alloggi a Bolzano e dintorni: un provveditorato vicino potrebbe interagire con la politica per trovare soluzioni. Un altro esempio è quello delle piccole spese. Acquisti come lavatrici o ventilatori, che sono stati montati proprio oggi (regalati dalla Camera penale o acquistati dai detenuti stessi) sarebbero competenza del provveditorato – essendo troppo lontano, per Bolzano si allungano tutti i tempi”. Su questo punto insiste in particolare anche l’avvocato Valcanover. Ricorda che la mozione, che istituirebbe il provveditorato regionale, è passata in Consiglio regionale ben 8 anni fa, con il consenso della SVP e dello stesso Urzì.

Non ne è seguita una concreta attuazione. Per questo la proposta è stata nuovamente presentata quest’anno dal Gruppo Verde. Un provveditorato regionale potrebbe assumere competenze centrali in settori strategici come l’edilizia penitenziaria, l’organizzazione del lavoro dentro e fuori dagli istituti, la mediazione e il coordinamento con i servizi territoriali.

Nella primavera di quest’anno il presidente della Regione Arno Kompatscher aveva chiesto di rinviare la discussione della mozione all’autunno, così da poter concludere prima alcuni accordi con lo Stato riguardanti l’amministrazione penitenziaria. “Ora l’autunno e la sessione di settembre sono alle porte. Ci aspettiamo che, dopo otto anni di attesa, si possa finalmente fare un passo avanti concreto. Ora è il momento di mantenere la promessa e di votare la nostra mozione”, conclude Foppa.

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Diritto di voto a 16 anni per referendum, consultazioni e iniziative popolari in tutti i Comuni del Trentino-Alto Adige: in occasione della Giornata internazionale della Gioventù, il gruppo dei Verdi in Consiglio regionale rilancia la richiesta di una partecipazione politica reale delle giovani e dei giovani.

Il tema della Giornata internazionale della Gioventù 2026, che si celebra ogni anno il 12 agosto, è “Different Contexts, Common Aspirations” (Contesti diversi, aspirazioni comuni) e sottolinea come in tutto il mondo le e i giovani condividano aspirazioni comuni: vivere con dignità, costruire un futuro sostenibile, accesso alle opportunità e, non per ultimo, partecipare alla vita pubblica.

“La partecipazione dei giovani non può essere soltanto uno slogan celebrato una volta all’anno. Se vogliamo una democrazia viva, dobbiamo dare alle nuove generazioni strumenti concreti per incidere sulle decisioni che riguardano il loro futuro”, affermano i consiglieri regionali Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Lucia Coppola. “Si dice spesso: i giovani sono il futuro. Invece sono il presente ed è giusto che vengano coinvolti fin da subito nelle decisioni”, afferma Zeno Oberkofler.

Per i Verdi, questa partecipazione deve tradursi anche in diritti politici concreti. Il gruppo ha, infatti, presentato un disegno di legge in Consiglio regionale. La proposta mira a introdurre in modo uniforme in tutta la Regione il diritto di voto a partire dai 16 anni per i referendum, le consultazioni e le iniziative popolari a livello comunale. La proposta modifica il Codice degli enti locali, superando l’attuale facoltà lasciata ai singoli comuni e ponendo fine a una frammentazione normativa che ha prodotto applicazioni disomogenee sul territorio.

“Consentire ai sedicenni di partecipare alle consultazioni popolari è un plusvalore per i comuni. Chi sa meglio dei giovani come essere attrattivi per i giovani? Le giovani generazioni saranno direttamente coinvolte nelle conseguenze delle decisioni che prendiamo oggi: dalla crisi climatica alla mobilità, dalla casa alla scuola. È quindi giusto che possano avere voce sulle scelte della propria comunità”, sottolinea Oberkofler.

Dare alle ragazze e ai ragazzi la possibilità di partecipare alle decisioni del proprio Comune significa rafforzare il legame con le istituzioni, avvicinare le nuove generazioni alla politica e costruire una cultura democratica più solida.

“Nel giorno dedicato alla Gioventù la risposta più credibile che la politica può dare è semplice: non parlare dei giovani senza i giovani. Facciamoli partecipare”, concludono i Verdi.

Maggiori informazioni: https://www.consiglio.regione.taa.it/it/attivita-consiliare/pagine/atto-politico/4859

 

Cons. prov.

Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Lucia Coppola

Abitare in Alto Adige costa, e non è solo il prezzo degli appartamenti a pesare sulle famiglie. Anche le spese per la manutenzione, il riscaldamento e il raffrescamento incidono in modo significativo sul bilancio familiare. Per questo i consiglieri provinciali Verdi Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler chiedono che, nelle nuove costruzioni, i vani scala siano realizzati in forma chiusa. Una soluzione che consente di risparmiare energia e di ridurre i costi di pulizia.

La precedente legge urbanistica prevedeva proprio questa soluzione, e per una buona ragione: un vano scala aperto e non riscaldato sottrae calore agli appartamenti adiacenti. Di conseguenza, l’impianto di riscaldamento deve lavorare di più, aumentano i consumi energetici, i costi in bolletta e le emissioni di gas serra. Inoltre, l’aria fredda che entra negli appartamenti attraverso le aperture riduce il comfort abitativo. Chi vive in un condominio sa anche che i vani scala aperti richiedono una manutenzione e una pulizia più impegnative, con conseguenti maggiori spese per le famiglie e, talvolta, anche conflitti tra vicini.

Nella nuova legge provinciale sul territorio e sul paesaggio manca, invece, una disposizione in questo senso. I vani scala aperti, infatti, non vengono conteggiati nella cubatura dell’edificio: un aspetto che può risultare economicamente vantaggioso per i costruttori, ma che finisce per penalizzare chi acquisterà e abiterà gli appartamenti.

La proposta del Gruppo Verde era stata respinta dalla commissione legislativa competente, ma tutti hanno riconosciuto la necessità di trovare una soluzione. “Per questo vogliamo incaricare la Giunta provinciale, attraverso una deliberazione del Consiglio provinciale, a intervenire su questo tema”, spiega Madeleine Rohrer. “La maggior parte delle persone in Alto Adige acquista una casa una sola volta nella vita e paga il mutuo per decenni. Non è giusto che debbano sostenere costi inutili per la gestione e la manutenzione della propria abitazione”.

Maggiori informazioni: https://www.consiglio-bz.org/it/atti-politici/811038

 

Cons. prov.

Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler

Il Consiglio provinciale ha approvato oggi la proposta del Gruppo Verde in occasione della discussione sull’assestamento di bilancio, che impegna la Giunta provinciale ad avviare il percorso di adesione dell’Alto Adige alla rete culturale europea ATRIUM. L’obiettivo è promuovere una gestione consapevole e condivisa del patrimonio architettonico ereditato dal fascismo, trasformandolo in uno strumento di memoria, conoscenza e riflessione storica.

L’approvazione arriva in un momento in cui il dibattito sul rapporto con le testimonianze del Ventennio si è riacceso in seguito al crollo di parte del Tribunale di Bolzano. Per il Gruppo Verde, proprio queste vicende dimostrano la necessità di superare le contrapposizioni ideologiche e affrontare il tema con un approccio storico e culturale.

“Questi edifici raccontano una storia difficile. Non possiamo limitarci a polemizzare ogni volta che uno di questi monumenti torna al centro dell’attenzione. Dobbiamo invece spiegare, contestualizzare e fare memoria. Solo così questi luoghi possono diventare strumenti di conoscenza e non di celebrazione”, afferma Brigitte Foppa, prima firmataria dell’ordine del giorno.

La rete ATRIUM riunisce città e territori europei accomunati dalla presenza di edifici e spazi pubblici realizzati durante i regimi totalitari del Novecento. L’obiettivo è incoraggiare una visione condivisa dell’identità storica e culturale, riconoscendo l’importanza del patrimonio architettonico del ventesimo secolo e il suo rapporto complesso, contraddittorio e talvolta scomodo con alcuni periodi della storia europea.

Per il Gruppo Verde, affrontare il patrimonio del fascismo con strumenti culturali e scientifici significa anche contribuire a rafforzare la coscienza democratica della società. “Le tracce delle dittature attraversano tutta l’Europa. Riconoscerle, comprenderle e contestualizzarle ci aiuta a capire meglio la nostra storia e quella degli altri, affinché gli errori del passato non si ripetano”, concludono i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

I consiglieri provinciali Verdi Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler chiedono di anticipare il potenziamento della linea ferroviaria tra Ponte Adige e Settequerce, il principale collo di bottiglia sulla tratta tra Bolzano e Merano. In questo modo sarebbe finalmente possibile rispettare gli orari dei treni in tempi brevi e non soltanto nel 2035.

La linea ferroviaria tra Bolzano e Merano, inaugurata nel 1881, è oggi una di quelle con il maggior numero di ritardi in Alto Adige. Nel 2025, il 13,11% delle corse di Trenitalia e il 14,6% di quelle di SAD sono arrivate con oltre cinque minuti di ritardo (ufficialmente, un ritardo inferiore ai cinque minuti è considerato puntualità). La causa principale è il tratto a binario unico tra Ponte Adige e Gargazzone. Qui i treni si incrociano ogni mezz’ora e basta un ritardo di due o tre minuti perché non sia più possibile recuperarlo. Questo si ripercuote su tutte le corse successive e, di conseguenza, sull’intero orario ferroviario.

Questi problemi strutturali interesseranno in futuro anche la Ferrovia della Val Venosta: una volta completata l’elettrificazione, i treni proseguiranno direttamente senza più richiedere il cambio a Merano. “Ciò significa che l’affidabilità e l’attrattività del treno in Val Venosta dipenderanno direttamente dall’infrastruttura tra Merano e Bolzano”, sottolineano i Verdi. Anche la galleria del Virgolo, che entrerà in funzione dopo il 2028 e consentirà un accesso alla stazione di Bolzano indipendente dalla congestionata linea del Brennero, cambierà ben poco questa situazione.

Non aspettare un altro decennio

Il raddoppio dei binari e la rettifica del tracciato ferroviario tra Bolzano e Merano sono previsti soltanto per il 2035. “Un lotto autonomo, realizzabile più rapidamente, per il tratto Ponte Adige – Settequerce potrebbe risolvere parte dei problemi e stabilizzare la frequenza dei treni ogni mezz’ora”, afferma Madeleine Rohrer. “I ritardi non si accumulerebbero più e l’intera linea diventerebbe più puntuale.”

La Giunta provinciale considera la proposta quantomeno degna di approfondimento: rispondendo a un’interrogazione dei Verdi in Consiglio provinciale, l’assessore Daniel Alfreider ha dichiarato che la questione “potrà essere valutata sulla base del progetto di fattibilità”.

Rohrer chiede ora, con una mozione in Consiglio provinciale, di verificare rapidamente la fattibilità dell’intervento e di eliminare il collo di bottiglia attraverso un lotto anticipato: “Serve agire concretamente e servono le risorse necessarie nel bilancio, affinché Merano e la Val Venosta non restino collegate per altri dieci anni da un treno lento. Il potenziamento del trasporto pubblico deve accelerare”.

 

Cons. prov.

Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler

Le discussioni riaccesesi in seguito al crollo di alcune parti del Tribunale di Bolzano confermano che, finora, non esiste ancora un consenso su come affrontare in Alto Adige gli edifici e gli spazi pubblici risalenti al periodo fascista.

“Questi edifici raccontano una storia, e si tratta senza dubbio di una storia difficile”, afferma la consigliera provinciale Brigitte Foppa. Insieme ai colleghi del Gruppo Verde, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler, ha presentato una proposta che intende offrire una via d’uscita dal dibattito, spesso condotto in modo fortemente polemico, sui monumenti.

“Al di là di affermazioni del tutto sproporzionate, sprezzanti e disumane, come quelle che abbiamo purtroppo dovuto ascoltare recentemente in occasione del tragico crollo del Tribunale, si tratta di individuare un approccio sobrio e orientato al futuro nei confronti delle testimonianze in pietra della dittatura fascista”, prosegue Foppa.

Questo implica fare chiarezza e collocare tali testimonianze all’interno di un contesto più ampio.

In Alto Adige, come in tanti altri luoghi, rimangono numerose testimonianze dell’epoca delle dittature del Novecento, che ha trasformato profondamente città come Bolzano.

“Le tracce del fascismo fanno parte della nostra storia e non possono essere ignorate o semplicemente cancellate. Vanno, invece, spiegate e contestualizzate, affinché diventino strumenti di conoscenza e di riflessione critica, non di celebrazione”, afferma Brigitte Foppa.

Con questo obiettivo, il Gruppo Verde propone in Consiglio provinciale l’avvio del percorso di adesione dell’Alto Adige alla rete culturale europea ATRIUM, dedicata ai luoghi e all’architettura dei regimi totalitari del XX secolo.

“La rete europea ATRIUM offre l’opportunità di confrontare l’esperienza altoatesina con quella di altre città europee che custodiscono l’eredità delle dittature del Novecento. Entrare a farne parte significa investire nella memoria e nella consapevolezza storica, contribuendo a costruire un’Europa fondata sulla democrazia e sui diritti”, dichiarano i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler, che concludono: “Ci renderemo anche conto di non essere soli. Le tracce delle dittature attraversano tutta l’Europa, e questo ci aiuterà a comprendere meglio gli altri e noi stessi”.

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Oggi l’Avvocato generale presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha presentato le sue conclusioni sul ricorso dell’Italia contro i divieti di circolazione tirolesi. Secondo tali conclusioni, il divieto di circolazione notturno, il divieto settoriale e il divieto invernale violano, nella loro forma attuale, il diritto dell’Unione. Il sistema di dosaggio agli accessi autostradali, invece, è ammissibile.

A prima vista sembra una battuta d’arresto. Ma chi legge con attenzione coglie il messaggio reale: non è la limitazione del traffico di transito in sé a essere contestata dall’Avvocato generale, bensì la sua concreta configurazione.

“L’Avvocato generale non dice che non si può limitare il transito. Dice che bisogna farlo in modo diverso”, affermano Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa, Zeno Oberkofler e Lucia Coppola. Viene criticato soprattutto il fatto che traffico di transito e traffico locale vengano trattati in modo diseguale – e che l’Austria non abbia verificato se le misure siano ancora proporzionate una volta raggiunti gli obiettivi di qualità dell’aria.

Un punto decisivo: il sistema di dosaggio, che regola il numero di camion in accesso, viene ritenuto ammissibile dall’Avvocato generale. “Questa è la prova che strumenti efficaci per la tutela delle persone sono possibili, purché siano configurati in modo giuridicamente solido. Non ogni limitazione viola automaticamente il diritto UE”, afferma Rohrer. “Dobbiamo sfruttare questo margine di manovra subito e in modo coerente.”

 

Senza contromisure rischia di arrivare una valanga di camion

Per le persone che vivono lungo l’asse del Brennero è in gioco molto. I divieti di circolazione tirolesi fanno sì che anche in Alto Adige, soprattutto di notte, circolino meno camion. Nel frattempo transitano 2,5 milioni di camion all’anno attraverso le strette valli alpine – e il numero cresce ogni anno. Per questo serve una vera alleanza tra Alto Adige, Tirolo e Trentino.

I Verdi dell’Alto Adige e del Trentino sostengono le colleghe e i colleghi tirolesi nella richiesta di correggere al più presto le misure di tutela, affinché possano reggere nel tempo. Servono inoltre controlli più severi sui camion, ulteriori punti di controllo e un sistema automatico di controllo della velocità tra Kufstein e il Brennero. Sul versante altoatesino, un ruolo chiave spetta al punto di controllo per i mezzi pesanti a Vipiteno: deve finalmente entrare in funzione, dotato di personale e risorse sufficienti.

“Abbiamo bisogno di un tetto massimo per il transito dei camion, per tornare a un livello accettabile e in equilibrio. E abbiamo bisogno di un chiaro sostegno al trasporto merci su rotaia – oggi, non tra dieci anni”, afferma Rohrer. “Altrimenti l’Europa avrà forzato invano la costruzione, costata miliardi, del Tunnel di base del Brennero.”

Le conclusioni dell’Avvocato generale non sono vincolanti per la Corte. La sentenza è attesa per l’autunno. Fino ad allora, e anche oltre, i Verdi continueranno a impegnarsi per una politica dei trasporti che non sacrifichi la qualità della vita e la salute delle persone del territorio al transito.

Bolzano, 16/07/2026

Cons. Reg.

Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler
Lucia Coppola

Cinema e musica sono parte dell’identità culturale dell’Alto Adige e rappresentano anche un importante valore economico. Per continuare a crescere, però, il settore creativo ha bisogno di strumenti adeguati: i costi aumentano, mentre per molte professioniste e molti professionisti della cultura diventa sempre più difficile lavorare e raggiungere nuovi pubblici.

“La musica altoatesina è vivace, innovativa e capace di farsi conoscere ben oltre i confini provinciali. Dobbiamo dare alle nostre artiste e ai nostri artisti gli strumenti per portare la loro musica in Europa e nel mondo, rafforzando il nostro territorio come luogo di creatività”, afferma Zeno Oberkofler.

“Il cinema è cultura, lavoro e sviluppo economico. Se vogliamo che l’Alto Adige rimanga un territorio attrattivo per chi produce film, dobbiamo adeguare il fondo per il sostegno al settore all’aumento dei costi degli ultimi anni”, sottolinea Brigitte Foppa.

“Sostenere la cultura significa creare opportunità, occupazione qualificata e valore per tutta la società. Investire nelle persone che producono cultura vuol dire investire nell’innovazione sociale.”, dichiarano i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Zeno Oberkofler e Madeleine Rohrer.

Con questo obiettivo, il Gruppo Verde presenta in Consiglio provinciale due ordini del giorno alla legge di bilancio: uno per rafforzare il sostegno al settore cinematografico attraverso l’adeguamento del fondo per le produzioni cinematografiche e televisive e uno per sviluppare l’IDM Music Fund, introducendo un sostegno alle tournée e all’internazionalizzazione delle musiciste e dei musicisti altoatesini.

 

Gli ordini del giorno:

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler
Madeleine Rohrer

I Verdi criticano duramente la nuova legge elettorale e la conseguente ridefinizione dei collegi senatoriali dell’Alto Adige/Südtirol.

„Come cittadina dell’Oltradige mi sento una pedina in un gioco di potere politico. Come semplice elettrice dell’Oltradige sono semplicemente incredula di fronte al modo in cui veniamo trattati“, afferma Kathrin Werth, Co-portavoce dei Verdi. „Questa nuova legge elettorale non è però solo uno schiaffo in faccia all’Oltradige, alla Bassa Atesina e a Bolzano, ma a tutto l’Alto Adige e alla democrazia in tutta Italia.“

Non c’è da stupirsi che le persone non si fidino più della politica e vedano sempre meno senso nell’andare a votare, quando è del tutto evidente che la legge elettorale – una delle regole fondamentali della democrazia – viene cucita addosso alle esigenze di chi in quel momento è al governo. Questa non è politica per le persone. Ed è un grave danno per la democrazia, indipendentemente da chi alla fine ne trarrà vantaggio.

„Urzì si costruisce un collegio elettorale su misura per garantirsi una poltrona. La SVP sta a guardare, o meglio cerca di ottenere qualcosa per sé – fallendo miseramente. Il segretario del partito Steger e la deputata Gebhard non partecipano nemmeno alla votazione. Tutto questo è una vergogna“, dichiara il Co-portavoce Zeno Oberkofler. „È inoltre allarmante vedere come i partiti nazionalisti italiani in Alto Adige lavorino con costanza per riaprire vecchie fratture tra i gruppi linguistici e, dove necessario, per crearne di artificiali. Questo ci riporta indietro di decenni.“, aggiunge Werth.

Incomprensibile è al riguardo l’atteggiamento della SVP, che ha tacitamente accettato questa manovra non partecipando alla votazione. Sostenere che l’avallo di una mossa così indegna da parte del governo di destra possa essere compensato da uno scambio di note con l’Austria non può che essere definito una misera farsa. È difficile immaginare che le sudtirolesi e i sudtirolesi ci credano ancora. Ancora una volta si dimostra quanto sia stato imprudente da parte della SVP legarsi a questa alleanza: ai Fratelli d’Italia, in fondo, della tutela delle minoranze non importa nulla, e la democrazia per loro è solo uno strumento per conservare il potere.

Qualora la legge elettorale con l’emendamento Urzì dovesse passare anche al Senato, i Verdi chiedono pertanto che la Giunta provinciale impugni la legge: una modifica così unilaterale non è compatibile con la tutela delle minoranze e con la Costituzione.

Zeno Oberkofler e Kathrin Werth
Co-portavoce Verdi Grüne Vërc