Home2025 (Page 5)

Comunicato stampa

Il Consiglio provinciale approverà nella prima settimana di luglio la prossima legge omnibus. Questa ridefinirà anche la composizione delle sette Comunità Comprensoriali: le Giunte Comprensoriali, cioè i governi, verranno ampliate di un membro ciascuno, ma la rappresentanza di consiglieri e consigliere comunali dell’opposizione continuerà a essere insufficiente. La SVP crea nuovi incarichi retribuiti e rafforza la propria posizione dominante, a scapito della partecipazione democratica, dei piccoli partiti e delle forze di opposizione nella provincia – affermano in una conferenza stampa congiunta Madeleine Rohrer, consigliera provinciale dei Verdi, e Felix von Wohlgemuth, consigliere comunale ad Appiano.

Il tribunale amministrativo di Bolzano aveva stabilito nel 2022 che la minoranza politica non poteva essere rappresentata in modo solo “embrionale” da una singola persona, ma doveva avere una rappresentanza adeguata. Il ricorso era stato presentato, oltre che da Felix von Wohlgemuth, anche dai consiglieri comunali ecosociali di Pro Appiano, della lista civica di Caldaro, dei Verdi di Egna, della lista civica di Montagna e dei Verdi di Laives. In seguito alla sentenza, la composizione della Comunità Comprensoriale Oltradige-Bassa Atesina era stata modificata.

“La Giunta provinciale ignora la sentenza del tribunale amministrativo se nella sua proposta di legge continua a stabilire che la minoranza politica debba essere rappresentata da almeno una sola persona”, rimarca Felix von Wohlgemuth. In concreto, ciò significa che una consigliera o un consigliere comunale dovrebbe rappresentare gli interessi dell’intera minoranza politica nella Comunità Comprensoriale. Questo non può funzionare. Le Comunità Comprensoriali hanno però competenze in ambiti come il sociale, l’ambiente e la mobilità. Nella proposta di legge della Giunta provinciale, inoltre, la minoranza politica viene definita come quella frazione consiliare che non è rappresentata nella Giunta Comprensoriale. L’esempio di Lana dimostra che tale definizione non è sufficiente per garantire la partecipazione dell’opposizione: come rappresentante della minoranza politica è stato designato un consigliere comunale che, allo stesso tempo, è stato incaricato dalla Giunta comunale della competenza esclusiva per scuola e cultura italiana, collaborando quindi all’attuazione del programma di governo.

Poiché la proposta di legge della Giunta provinciale, nonostante la sentenza del TAR, continua a favorire in modo sproporzionato la Südtiroler Volkspartei, il Gruppo Verde in Consiglio provinciale ha presentato una proposta di modifica. Rohrer, prima firmataria, ha affermato: “La partecipazione non è un fastidio, ma è urgentemente necessaria per rafforzare una democrazia che in Alto Adige mostra segni di debolezza”.

Le richieste dei Verdi riguardano i seguenti punti:

Rappresentanza proporzionale: Tutti i rappresentanti di un comune che vengono inviati nel Consiglio comprensoriale devono essere eletti proporzionalmente alla forza della maggioranza e della minoranza politica. La proposta di legge prevede invece che siano designati solo dalla maggioranza – quindi per lo più dalla SVP – e che siano inoltre inviati nei parlamenti delle Comunità Comprensoriali per rispettare il rapporto tra i gruppi linguistici.

Voto con diritto limitato: Maggioranza e minoranza devono eleggere separatamente i propri rappresentanti. Questo per impedire che la SVP possa scegliere un consigliere comunale dell’opposizione a lei favorevole da inviare in Comunità Comprensoriale. Ad esempio, l’uscente Giunta comunale di Merano ha deciso tramite delibera della Giunta chi rappresentare nella Comunità Comprensoriale.

Parità di genere: La rappresentanza femminile va valorizzata. Attualmente, la legge prevede che entrambi i generi siano presenti nel Consiglio comprensoriale, il che si traduce nel fatto che, per la SVP, una sola donna o un solo uomo nella Giunta della Comunità Comprensoriale sia sufficiente. La proposta dei Verdi mira a far sì che le donne siano rappresentate in proporzione alla loro presenza nei Consigli comunali. Una norma analoga viene già applicata con successo nella composizione delle Giunte comunali e della Giunta provinciale.

La realtà politica in Alto Adige oggi è diversa rispetto al 1991, quando fu approvata la legge sulle Comunità Comprensoriali. Oggi ci sono ancora 29 Consigli comunali interamente controllati dalla SVP.

“La nostra proposta di modifica non vuole solo applicare seriamente la sentenza del tribunale, ma anche rafforzare la partecipazione politica delle donne, di tutti i partiti politici e dei movimenti del nostro territorio”, affermano i consiglieri provinciali Verdi Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler.

Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler
Felix von Wohlgemuth

Il 13 giugno si è svolto a Bruxelles il Green Party Leader Council del Partito Verde Europeo. I Verdi Gruene Vërc vi hanno partecipato con il co-portavoce Luca Bertolini.

Il messaggio è chiaro: serve rilanciare la transizione ecologica e sociale con coraggio e coerenza. In tempi difficili, i Verdi non parlano alla paura, ma alle possibilità. Non alimentano ansie, ma responsabilità condivise. Centrale nel dibattito, la proposta di una nuova architettura fiscale europea, che liberi investimenti pubblici per casa, lavoro, clima e istruzione. «Non possiamo affrontare crisi globali con strumenti vecchi» ha detto Bertolini. «Servono scelte strutturali per garantire sicurezza sociale e ambientale».

I Verdi europei stanno lavorando su proposte forti – dal diritto all’abitare alla protezione sociale – ma serve oggi un nuovo linguaggio politico che parta dai bisogni delle persone e smascheri chi parla di giustizia sociale ma nei fatti la indebolisce. È il momento di costruire un’agenda socioeconomica con sguardo ecologista, credibile e condivisa. Non inseguendo l’estrema destra, ma evidenziandone le contraddizioni: parole forti, risultati fallimentari per le persone. Si è parlato anche di disinformazione e libertà di informazione, temi centrali soprattutto per le giovani generazioni. A fronte della passività della Commissione europea, serve una presa di posizione netta contro le manipolazioni e la propaganda.I Verdi Grüne Vërc hanno riaffermato anche il loro sostegno a una risoluzione immediata su Gaza, per un cessate il fuoco, la protezione dei civili e il rispetto del diritto internazionale.

Questo lavoro ha un impatto diretto anche in Alto Adige/Südtirol. Le sfide affrontate in Europa sono le stesse che viviamo ogni giorno sul territorio: ambiente, casa, mobilità, diritti. La rete dei Verdi europei rafforza il nostro impegno locale con strumenti, alleanze e visione. In tempi in cui tutti gridano, noi scegliamo di esserci anche in opposizione, con coerenza e responsabilità. Perché non si migliora la vita delle persone alzando la voce, ma costruendo soluzioni concrete. L’Europa dei Verdi riparte da qui, dalle scelte che ogni giorno rendono più giuste le nostre comunità.

hier – mit Entscheidungen, die unsere Gemeinschaften Tag für Tag gerechter machen.

Comunicato stampa

È stata approvata oggi, durante il “Dreier Landtag” (Seduta congiunta dell’assemblea comune delle tre regioni dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino), l’introduzione di una strategia turistica comune per l’Euregio: in quella che è la regione alpina più visitata, infatti, si vedono sempre più fenomeni di overtourism, impatti ambientali, tensioni sociali, pressione sui territori e sui residenti.

I consiglieri del Gruppo Verde altoatesino, Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler e la collega trentina Lucia Coppola, grazie a una buona collaborazione, hanno – per così dire – “fuso” la loro mozione con una sullo stesso tema presentata dalla Volkspartei Tirol, facendo passare in questo modo ben quattro punti deliberativi. Nello specifico, la mozione approvata oggi punta a sviluppare una strategia turistica comune per l’intera regione alpina dell’Euregio, che sia sostenibile, distribuita in modo equilibrato e coerente con gli obiettivi climatici dei tre territori. Allo stesso tempo, si chiede di potenziare l’accessibilità con i mezzi pubblici anche per le destinazioni meno conosciute e prevedere strumenti digitali comuni per monitorare e gestire in modo intelligente e rispettoso i flussi turistici.

“Abbiamo bisogno di una visione coordinata e responsabile, che metta al centro le persone e la protezione delle Alpi”, affermano i consiglieri sudtirolesi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer, Zeno Oberkofler e la collega trentina Lucia Coppola, firmatari della mozione. “Le Alpi non possono reggere ancora a lungo l’attuale pressione turistica. Serve una svolta e adesso è il momento di agire”, concludono i consiglieri Verdi.

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler
Lucia Coppola

Comunicato stampa

Venerdì nella IV Commissione legislativa sarà discusso il disegno di legge provinciale n. 46/25-XVII relativo al Terzo Settore. In vista di questo appuntamento, il Gruppo Verde ha presentato una serie di emendamenti con l’obiettivo di migliorare il testo e rendere più efficace il sostegno provinciale a chi si impegna quotidianamente nel Terzo Settore.

Tra le proposte più significative, la possibilità di erogare contributi pluriennali agli enti del Terzo Settore iscritti da almeno cinque anni all’elenco provinciale. Una misura pensata per premiare la continuità, la regolarità amministrativa e la rilevanza sociale delle attività svolte, offrendo agli enti la possibilità di pianificare nel medio termine e alleggerire il peso della burocrazia.

“Dare stabilità al Terzo Settore significa riconoscere il valore del lavoro che queste realtà svolgono per la nostra comunità, spesso con risorse limitate. Con i contributi pluriennali vogliamo alleggerire il carico burocratico, dare stabilità finanziaria e sicurezza di pianificazione alle associazioni di volontariato che operano sul nostro territorio” – così Zeno Oberkofler, primo firmatario.

Oltre alla misura sui contributi pluriennali, i Verdi propongono altri interventi puntuali per rafforzare il mondo del Terzo Settore, indispensabile per la nostra provincia:

  • Estensione della copertura assicurativa per presidenti degli enti del terzo settore: si propone di includere, nella polizza di responsabilità civile per colpa lieve già prevista per i dipendenti pubblici, anche i e le presidenti degli enti del Terzo Settore iscritti all’elenco provinciale, offrendo una tutela concreta a chi si assume responsabilità in prima persona.
  • Fondo straordinario di garanzia: istituire un fondo di garanzia per sostenere gli enti del terzo settore in difficoltà economica temporanea per cause non imputabili alla loro gestione. Il fondo potrà servire a garantire continuità nei servizi erogati e affrontare situazioni di crisi.
  • Tutela del lavoro nei progetti di co-progettazione: un emendamento prevede che gli enti coinvolti in percorsi di co-progettazione applichino nell’assegnazione di vari incarichi i contratti collettivi nazionali o territoriali con l’obiettivo di assicurare eque condizioni lavorative.
  • Certificazione delle competenze per presidenti di ETS: infine, un emendamento prevede che il Centro servizi per il volontariato promuova percorsi di riconoscimento formale delle competenze acquisite da chi ha ricoperto il ruolo di presidente di un ente del terzo settore per almeno tre anni, in linea con il Quadro europeo delle qualifiche (EQF). Un modo per valorizzare il know-how maturato e rendere visibile il contributo dei volontari anche nel loro percorso professionale.

“Con questo pacchetto di proposte vogliamo rafforzare il Terzo Settore non solo sul piano finanziario, ma anche riconoscendo il valore del lavoro, delle competenze e delle responsabilità che tante persone assumono a servizio della collettività. Il nostro impegno è per un volontariato tutelato, stabile e riconosciuto”, concludono i consiglieri Verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.

Cons. prov.
Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer

Comunicato stampa

“Noi viviamo di turismo” – una frase nota che vuole difendere il settore: non a torto, infatti il turismo nell’Euregio porta un valore aggiunto pari al 10-14% del PIL complessivo (14,3% del PIL in Tirolo, 11% in Alto Adige e 10% in Trentino). Ma non è tutto oro quel che luccica e i numeri parlano chiaro: con oltre 100 milioni di pernottamenti all’anno, ossia quasi 56 pernottamenti per ciascun* abitante dell’Euregio, questa è una delle aree turistiche più visitate dell’intero arco alpino. Ma a fronte di questo successo, crescono anche i segnali di allarme: overtourism, impatti ambientali, tensioni sociali, pressione sui territori e sui residenti.

“Il turismo è una delle principali forze economiche della nostra regione, ma sta diventando anche una delle sue più grandi sfide. Per questo serve una visione coordinata e responsabile, che metta al centro le persone e la protezione delle Alpi”, affermano i consiglieri sudtirolesi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer, Zeno Oberkofler e la collega trentina Lucia Coppola, firmatari della mozione.
In occasione del “Dreierlandtag” (Seduta congiunta dell’assemblea comune delle tre regioni dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino), in corso questa settimana a Merano, il Gruppo Verde ha presentato una mozione dal titolo “Attenti alle Alpi – serve una strategia turistica comune per l’Euregio”.

L’obiettivo della mozione è ambizioso ma ormai necessario: sviluppare una strategia turistica comune per l’intera regione alpina dell’Euregio, che sia sostenibile, distribuita in modo equilibrato e coerente con gli obiettivi climatici dei tre territori. Allo stesso tempo si chiede alle tre Giunte di coordinare strategie di comunicazione e marketing che evitino la promozione di hotspot già sovraccarichi, valorizzando invece alternative stagionali e geografiche. Infine, si chiede di potenziare l’accessibilità con i mezzi pubblici anche per le destinazioni meno conosciute e prevedere strumenti digitali comuni per monitorare e gestire in modo intelligente e rispettoso i flussi turistici.

“Il turismo non deve essere per forza un problema: può tornare a essere una risorsa, se lo ripensiamo in chiave equa, climatica e territoriale. Questo è possibile solo se agiamo insieme, come Euregio, con uno sguardo d’insieme e una strategia comune”, sottolineano i consiglieri Verdi.

Con questa mozione, il Gruppo Verde lancia un segnale chiaro: le Alpi non possono reggere ancora a lungo l’attuale pressione turistica. Serve una svolta, adesso.

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler
Lucia Coppola

Un momento di suspense oggi in aula del Consiglio provinciale, durante la votazione della mozione del Gruppo Verde per una connessione Internet stabile e affidabile sulle tratte ferroviarie in Alto Adige. Dopo un breve disguido tecnico che ha reso incerto l’esito del voto, è arrivata la conferma: la mozione è stata approvata con 17 voti favorevoli e 16 contrari.

La mozione punta a colmare una delle lacune del trasporto ferroviario locale: la mancanza di connettività lungo le tratte principali, e in particolare tra Bolzano e Bressanone, che è una tra le tratte più frequentate della provincia.

“Un sistema di trasporto pubblico moderno non può prescindere da infrastrutture digitali efficienti. Senza una connessione stabile, il treno perde un vantaggio importante rispetto all’auto”, affermano i tre consiglieri Verdi, Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.

La mozione impegna la Giunta a:

  • Pensare alla connessione internet già in fase di progettazione delle nuove infrastrutture ferroviarie;
  • migliorare la copertura lungo le tratte esistenti in particolare lungo la tratta Bressanone-Bolzano;
  • mappare entro il 2026 le aree critiche in termini di connettività;
  • attuare assieme a RFI le soluzioni tecniche per garantire una buona connettività su tutte le tratte.

“I treni devono adattarsi alle esigenze della nostra quotidianità. Pensiamo solo alla comodità di poter controllare quale treno o quale bus si deve prendere per proseguire il viaggio, leggere il giornale o un libro, ascoltare un po’ di musica o lavorare. Con questa mozione vogliamo fare un passo avanti verso un trasporto pubblico innovativo e al passo con i tempi” commenta il primo firmatario della mozione, Zeno Oberkofler. “Il potenziamento della connettività è parte integrante di una mobilità sostenibile, efficiente e realmente attrattiva per cittadine e cittadini”.

Cons. prov.
Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer

Comunicato stampa

Nella settimana di consiglio provinciale di giugno si sta discutendo la tanto attesa “riforma sull’abitare”. Il Gruppo Verde ha presentato una mozione per affrontare una delle principali criticità del tema della casa: la scarsa attenzione riservata all’affitto.

In Alto Adige, il 70% della popolazione abita in una casa di proprietà. Le abitazioni affittate sono in tutto ca. 51.000. Di queste, 13.400 sono di proprietà dell’IPES, 2.000 sono di proprietà di altri enti pubblici e 10.200 sono affittate a canone provinciale. Ben la metà di tutti gli alloggi affittati (25.350) è affittata in regime privato a un canone che, nella maggioranza dei casi, è più alto del canone di locazione provinciale.

“Con i prezzi attuali, sempre meno persone e famiglie possono permettersi una casa di proprietà. Abbiamo calcolato che ci vogliono più di 60 anni per estinguere un mutuo. Troppo caro”, affermano i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler. “È anche per questo motivo che sempre più giovani si trasferiscono all’estero, dove è più facile affittare a prezzi ragionevoli e il costo della vita è più basso”, avvisano i consiglieri Verdi.

Ora, la Giunta provinciale a fine 2024 ha introdotto il modello dell’”abitare a prezzo calmierato”, presentato dall’assessore Brunner. L’intento era quello di favorire la costruzione di alloggi da destinare a chi ha diritto all’edilizia abitativa agevolata o a residenti, ma privilegia esplicitamente la compravendita rispetto alla locazione. “Quindi il vero obiettivo, un’altra volta, non viene centrato”, dice Brigitte Foppa, prima firmataria di una mozione che cerca di porre rimedio a questo problema.

La mozione Verde propone tre modifiche al regolamento:

  • equiparare locazione e acquisto nella normativa, eliminando la subordinazione attuale dell’affitto;
  • introdurre l’obbligo di valutare il fabbisogno di alloggi in affitto nei Comuni, prima della stipula degli accordi tra Comuni e costruttori;
  • prevedere che nei Comuni con alto fabbisogno abitativo sia possibile stipulare solo accordi che comprendano anche l’opzione dell’affitto.

“Un diritto fondamentale come l’abitare non può dipendere dalla capacità finanziaria di comprare una casa. L’accesso a un alloggio in affitto a prezzo equo deve diventare un obiettivo prioritario delle politiche dell’abitare. Vogliamo una riforma che sia davvero inclusiva e in linea con i bisogni reali della popolazione”, afferma Foppa.

Il filo rosso che abbiamo seguito come Gruppo Verde nell’analisi della riforma sull’abitare è stato quello di puntare in modo prioritario sull’affitto a prezzo calmierato, rafforzando il ruolo del pubblico e delle organizzazioni senza scopo di lucro nella politica abitativa provinciale. Con vari emendamenti, di cui alcuni approvati in commissione, il Gruppo Verde ha analizzato e migliorato la proposta di legge sull’abitare presentata dalla maggioranza.

Zeno Oberkofler è riuscito nella IV commissione legislativa dove è stata trattata la parte inerente all’ edilizia agevolata a introdurre un vincolo permanente secondo il modello di Vienna per gli affitti a prezzo calmierato e un maggiore controllo e coinvolgimento della commissione legislativa per quanto riguarda la definizione del canone provinciale. “Non si può intervenire direttamente sul mercato libero della casa, ma ogni volta che la provincia eroga un contributo è doveroso richiedere che vengano rispettati dei vincoli, per esempio quello di costruire case in affitto a prezzo calmierato.”

Madeleine Rohrer si è occupata del tema per quanto riguarda l’urbanistica nella II commissione legislativa: “Chi ha letto il capitolo sull’urbanistica nella riforma abitativa, purtroppo ha l’impressione che alla Giunta provinciale manchi il coraggio di adottare misure decisive e proporre soluzioni nuove. Infatti, si ripropongono alcune vecchie ricette, ben conosciute, che anche in passato non hanno reso gli alloggi più accessibili”, afferma Rohrer.

Brigitte Foppa, che ha seguito i lavori nella III commissione legislativa, ha votato a favore delle restrizioni che la Giunta Provinciale propone sugli affitti brevi. “Quando una direzione è giusta, va sostenuta. Specialmente in un disegno di legge che nel suo insieme è eclettico e non sa bene dove andare a parare”, conclude Foppa.

Maggiori informazioni: Abitazioni a prezzo calmierato – renderne possibile la locazione

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

YOUNG GREENS.



Gli Young Greens Bolzano apprendono con indignazione la decisione del sindaco Claudio Corrarati di negare il patrocinio comunale al primo Pride dell’Alto Adige, previsto per il 28 giugno a Bolzano.

La mancata attribuzione del patrocinio rappresenta un segnale politico chiaro: l’amministrazione comunale non intende riconoscere ufficialmente il valore sociale di una manifestazione che promuove diritti, visibilità, rispetto e uguaglianza per la comunità LGBTQIA+.

Il sindaco Corrarati ha giustificato la sua scelta adducendo la mancanza di una giunta formalmente costituita, dichiarando di non voler procedere con una decisione monocratica . Questa motivazione è chiaramente pretestuosa. In passato, sindaci in carica in altri comuni hanno concesso patrocini anche in assenza di una giunta pienamente operativa, riconoscendo l’importanza di eventi che rappresentassero valori fondamentali per il loro comune, come l’inclusione e il rispetto delle diversità.

La scelta di Corrarati si inserisce in un contesto più ampio di atteggiamenti ambigui e reticenti da parte di esponenti del centrodestra nei confronti delle istanze della comunità LGBTQIA+. Non possiamo dimenticare che, sebbene la Provincia di Bolzano abbia ribadito il proprio impegno contro le discriminazioni , all’interno della giunta provinciale, forze nella maggioranza come Fratelli d’Italia, hanno espresso riserve sull’adesione alla rete RE.A.DY, volta a contrastare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

Il diniego al patrocinio del Pride non è un atto neutro, ma una presa di posizione che tradisce i valori di apertura e diversità che dovrebbero guidare l’amministrazione di una città moderna e inclusiva come Bolzano. È un’occasione persa per dimostrare che la nostra città non si gira dall’altra parte di fronte alle discriminazioni.

Come Young Greens Bolzano, esprimiamo il nostro pieno sostegno all’associazione Alto Adige Pride Südtirol e a tutta la comunità LGBTQIA+. Invitiamo il sindaco Corrarati a riconsiderare la sua decisione e a concedere il patrocinio al Pride, riconoscendo ufficialmente il valore di una manifestazione che promuove diritti, visibilità, uguaglianza e rispetto per la comunità LGBTQIA+.

 

Young Greens Bolzano

Comunicato stampa

In un mondo sempre più connesso, la possibilità di lavorare, studiare e comunicare durante gli spostamenti è fondamentale. In Alto Adige, e in particolare lungo la tratta ferroviaria Bolzano–Bressanone, tra le più trafficate della provincia, la situazione attuale è ben lontana da uno standard accettabile: i siti web non si caricano, le telefonate si interrompono, i messaggi non partono… Ecco la quotidianità per molte persone pendolari.

Durante la prossima seduta del Consiglio provinciale di giugno, il Gruppo Verde presenterà una mozione per promuovere una connessione Internet stabile e affidabile a bordo dei treni in Alto Adige. L’obiettivo: rendere il trasporto pubblico digitalmente all’altezza delle esigenze della società contemporanea.

“Un sistema di trasporto pubblico moderno deve includere anche infrastrutture digitali adeguate. Senza una connessione stabile, viene meno un vantaggio competitivo fondamentale del treno rispetto all’auto”, dichiarano congiuntamente i tre consiglieri del Gruppo Verde Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.

Le richieste sono chiare e concrete: pianificare la connettività wireless già in fase di progettazione delle nuove infrastrutture ferroviarie, migliorare la copertura sulle tratte esistenti e mappare le criticità entro il 2026 e definire soluzioni tecniche, in modo da intervenire tempestivamente.

“Il digitale non è più un lusso: ormai è una necessità. I treni devono diventare spazi di produttività e accessibilità per tutte e tutti. Abbiamo l’opportunità di rendere il trasporto pubblico in Alto Adige un modello anche per quanto riguarda la connettività”, sottolinea il primo firmatario della mozione, Zeno Oberkofler.

Il Gruppo Verdi mira a rafforzare la qualità e l’attrattività del trasporto pubblico locale, anche dal punto di vista dell’innovazione.

Maggiori informazioni qui

Cons. prov.
Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer

YOUNG GREENS.

I Giovani Verdi del Sudtirolo sostengono i cinque referendum dell’8 e 9 giugno – per una maggiore sicurezza sociale, partecipazione democratica e prospettive, soprattutto per i giovani.

L’8 e il 9 giugno 2025 si terranno in Italia cinque referendum abrogativi: quattro riguardano aspetti centrali del diritto del lavoro, uno la cittadinanza delle persone che vivono da lungo tempo nel Paese. I Giovani Verdi invitano alla partecipazione attiva e raccomandano in tutti e cinque i casi un chiaro SÌ.

Perché andare a votare?
Perché partecipare alla vita democratica è un dovere. I referendum permettono di esprimersi direttamente su temi fondamentali. Se si raggiunge il quorum, il risultato ha effetto immediato di legge e non può più essere messo in discussione dalla politica.

Perché questi referendum riguardano soprattutto i giovani?
Secondo i Giovani Verdi, i referendum rafforzano in particolare i diritti, la sicurezza e le prospettive dei giovani nel mondo del lavoro e nella società. Le riforme proposte intendono abrogare parti del Jobs Act, un modello di deregolamentazione che ha svalutato il mercato del lavoro e indebolito la responsabilità delle imprese in caso di infortuni sul lavoro.

“I referendum offrono una rara opportunità di decidere direttamente su questioni fondamentali – come la tutela contro i licenziamenti, le condizioni di lavoro e la partecipazione alla cittadinanza,” afferma Julian Rossmann dei Giovani Verdi. “È un momento decisivo – soprattutto per la nuova generazione.”

Il Jobs Act considera le lavoratrici e i lavoratori come un costo, esonerando le imprese dalle loro responsabilità sociali. I contratti a termine senza giustificazione sono diventati la norma per molti giovani: non offrono prospettive a lungo termine, rendono difficile pianificare la propria vita e creano insicurezza esistenziale. L’indebolimento delle tutele contro i licenziamenti dà alle imprese maggiore libertà di rescindere contratti senza una reale motivazione, spesso con una semplice indennità economica. Inoltre, queste norme non hanno portato a una crescita sostenibile dell’occupazione stabile, ma piuttosto a una stagnazione dei salari.

Sicurezza sul lavoro
In Italia muoiono in media tre persone al giorno sul posto di lavoro, e ogni anno si registrano circa 600.000 infortuni. Solo recentemente, una ragazza di 17 anni ha perso la vita nel suo primo giorno di lavoro. Il referendum mira a rafforzare la responsabilità delle aziende per gli infortuni sul lavoro.

Inoltre, i referendum chiedono la modifica delle attuali norme che impediscono, in caso di infortuni negli appalti, di estendere la responsabilità anche all’impresa appaltante. Per i promotori, abrogare queste norme e attribuire responsabilità anche al committente significa garantire maggiore sicurezza sul lavoro.

Cittadinanza
Il quinto referendum riguarda la legge sulla cittadinanza: si propone di ridurre da dieci a cinque anni il periodo di soggiorno legale necessario per ottenere la cittadinanza italiana. La misura potrebbe interessare circa 2,5 milioni di persone, tra cui circa 300.000 minorenni che vivono, studiano e lavorano in Italia, ma che attualmente non godono di pieni diritti civili e politici.

“Questa riforma è in linea con gli standard europei e rappresenterebbe un passo verso una maggiore uguaglianza giuridica e politica per chi vive stabilmente in Italia” dichiarano i Giovani Verdi.

I Giovani Verdi dell’Alto Adige invitano tutte le cittadine e tutti i cittadini – in particolare i giovani – a recarsi alle urne l’8 e il 9 giugno e a votare cinque volte SÌ:
Per un’Italia che non abbandona la sua gioventù. Per maggiore sicurezza nel lavoro. Per una partecipazione giusta. Per un’Italia con un futuro.

“Se vogliamo rendere l’Italia pronta per il futuro e attrattiva per le giovani generazioni, servono cinque SÌ,” concludono i Giovani Verdi nel loro comunicato.