HomeBuon lavoroCinque SÌ per un’Italia più giusta e a prova di futuro

Cinque SÌ per un’Italia più giusta e a prova di futuro

YOUNG GREENS.

I Giovani Verdi del Sudtirolo sostengono i cinque referendum dell’8 e 9 giugno – per una maggiore sicurezza sociale, partecipazione democratica e prospettive, soprattutto per i giovani.

L’8 e il 9 giugno 2025 si terranno in Italia cinque referendum abrogativi: quattro riguardano aspetti centrali del diritto del lavoro, uno la cittadinanza delle persone che vivono da lungo tempo nel Paese. I Giovani Verdi invitano alla partecipazione attiva e raccomandano in tutti e cinque i casi un chiaro SÌ.

Perché andare a votare?
Perché partecipare alla vita democratica è un dovere. I referendum permettono di esprimersi direttamente su temi fondamentali. Se si raggiunge il quorum, il risultato ha effetto immediato di legge e non può più essere messo in discussione dalla politica.

Perché questi referendum riguardano soprattutto i giovani?
Secondo i Giovani Verdi, i referendum rafforzano in particolare i diritti, la sicurezza e le prospettive dei giovani nel mondo del lavoro e nella società. Le riforme proposte intendono abrogare parti del Jobs Act, un modello di deregolamentazione che ha svalutato il mercato del lavoro e indebolito la responsabilità delle imprese in caso di infortuni sul lavoro.

“I referendum offrono una rara opportunità di decidere direttamente su questioni fondamentali – come la tutela contro i licenziamenti, le condizioni di lavoro e la partecipazione alla cittadinanza,” afferma Julian Rossmann dei Giovani Verdi. “È un momento decisivo – soprattutto per la nuova generazione.”

Il Jobs Act considera le lavoratrici e i lavoratori come un costo, esonerando le imprese dalle loro responsabilità sociali. I contratti a termine senza giustificazione sono diventati la norma per molti giovani: non offrono prospettive a lungo termine, rendono difficile pianificare la propria vita e creano insicurezza esistenziale. L’indebolimento delle tutele contro i licenziamenti dà alle imprese maggiore libertà di rescindere contratti senza una reale motivazione, spesso con una semplice indennità economica. Inoltre, queste norme non hanno portato a una crescita sostenibile dell’occupazione stabile, ma piuttosto a una stagnazione dei salari.

Sicurezza sul lavoro
In Italia muoiono in media tre persone al giorno sul posto di lavoro, e ogni anno si registrano circa 600.000 infortuni. Solo recentemente, una ragazza di 17 anni ha perso la vita nel suo primo giorno di lavoro. Il referendum mira a rafforzare la responsabilità delle aziende per gli infortuni sul lavoro.

Inoltre, i referendum chiedono la modifica delle attuali norme che impediscono, in caso di infortuni negli appalti, di estendere la responsabilità anche all’impresa appaltante. Per i promotori, abrogare queste norme e attribuire responsabilità anche al committente significa garantire maggiore sicurezza sul lavoro.

Cittadinanza
Il quinto referendum riguarda la legge sulla cittadinanza: si propone di ridurre da dieci a cinque anni il periodo di soggiorno legale necessario per ottenere la cittadinanza italiana. La misura potrebbe interessare circa 2,5 milioni di persone, tra cui circa 300.000 minorenni che vivono, studiano e lavorano in Italia, ma che attualmente non godono di pieni diritti civili e politici.

“Questa riforma è in linea con gli standard europei e rappresenterebbe un passo verso una maggiore uguaglianza giuridica e politica per chi vive stabilmente in Italia” dichiarano i Giovani Verdi.

I Giovani Verdi dell’Alto Adige invitano tutte le cittadine e tutti i cittadini – in particolare i giovani – a recarsi alle urne l’8 e il 9 giugno e a votare cinque volte SÌ:
Per un’Italia che non abbandona la sua gioventù. Per maggiore sicurezza nel lavoro. Per una partecipazione giusta. Per un’Italia con un futuro.

“Se vogliamo rendere l’Italia pronta per il futuro e attrattiva per le giovani generazioni, servono cinque SÌ,” concludono i Giovani Verdi nel loro comunicato.

Author: Heidi

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