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Comunicato stampa

Il gruppo consigliare dei Verdi esprime forte preoccupazione per la nuova legge provinciale sui consultori familiari, che verrà discussa domani nella 4a commissione legislativa. Secondo i Verdi, la normativa introduce elementi critici che rischiano di compromettere il ruolo dei consultori come spazi di tutela e supporto per le donne e le famiglie.

Uno degli aspetti più controversi della legge è l’introduzione della figura dei “consulenti di etica clinica” nei consultori. “Che tipo di consulenti dovrebbero essere? Dovrebbero forse consigliare una donna su come decidere riguardo al proprio corpo?” I consiglieri provinciali dei verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer temono che in questo modo si apra una porta ai gruppi pro vita nei consultori, mettendo a rischio la libertà di scelta delle donne.

Un altro punto critico è l’introduzione di un divieto di pagare i tirocini svolti all’interno dei consultori. “Una misura davvero assurda, un passo indietro anziché in avanti. Penalizzare i tirocinanti significa svalutare il loro lavoro e scoraggiare i giovani professionisti dal formarsi in questi spazi fondamentali per il supporto alla cittadinanza” aggiunge il consigliere verde nonché vicepresidente della 4a commissione Oberkofler.

Infine, la legge prevede un aumento numerico dei consultori, ma senza un reale potenziamento dei servizi. Con l’introduzione del nuovo sistema organizzativo HUB & SPOK si vorrebbe dichiarare ufficialmente come consultori anche ambulatori distaccati, dove non è sempre garantita la presenza di tutte le figure professionali di base, come psicologa/o, ginecologa, ostetrica e assistente sociale. I Verdi temono che in questo modo si ottemperi formalmente alla necessità definita dalla normativa nazionale di avere un consultorio ogni 20.000 abitanti per ottenere i fondi del PNRR, ma di fatto si trasformino semplici ambulatori in consultori, senza però garantirne la qualità e soprattutto l’approccio multidisciplinare che caratterizza per definizione i consultori familiari. “Si tratta di una mera operazione burocratica: i consultori aumentano sulla carta, ma nella realtà cambia ben poco.” conclude Oberkofler.

Con una serie di emendamenti il Gruppo Verde porterà domani in commissione alcune proposte per migliorare il disegno di legge e stralciare dalla legge gli aspetti critici.

Cons. prov.
Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer

Comunicato stampa

Oggi la commissione legislativa ha bocciato il disegno di legge del Gruppo Verde per l’affitto calmierato, una misura che avrebbe reso più accessibili gli alloggi per molte persone in Alto Adige. Con questa decisione, si dimostra ancora una volta che uno dei problemi più urgenti della nostra società, ossia la crisi abitativa, viene bellamente ignorato.

“È uno schiaffo in faccia alla popolazione”, dichiarano con indignazione i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler. “Mentre i prezzi delle case e degli affitti continuano a salire e sempre più persone faticano a trovare un alloggio dignitoso, la politica si volta dall’altra parte. Il nostro disegno di legge rappresentava una soluzione concreta per garantire un’offerta maggiore di alloggi a prezzi sostenibili, ma evidentemente la tutela dei cittadini non è una priorità per chi governa”.

Il disegno di legge prevedeva che nei cosiddetti “Comuni con esigenza abitativa” il 25% delle nuove costruzioni destinate all’edilizia agevolata o a prezzo calmierato venisse riservato alla locazione a canone provinciale. Considerando l’elevata domanda di alloggi in affitto a Bolzano, il ddl aumentava questa quota al 50% per il capoluogo.

“La bocciatura di questa proposta è l’ennesima dimostrazione che chi ha il potere politico in mano non vuole cambiare lo status quo”, aggiunge Brigitte Foppa, prima firmataria del ddl. “Si continua a lasciare il diritto alla casa in balia delle logiche di mercato, permettendo la speculazione selvaggia e condannando le persone più vulnerabili a condizioni di vita sempre più precarie. È una scelta miope e ingiusta”.

Il Gruppo Verde continuerà a battersi affinché il diritto alla casa venga riconosciuto come una priorità politica e non un privilegio per pochi. “Non ci fermeremo. Il problema abitativo sta soffocando la nostra provincia e noi continueremo a portare in Consiglio proposte serie e coraggiose”, concludono i consiglieri Verdi.

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Il disegno di legge a favore della “quota rosa” in Giunta regionale è stato approvato in Consiglio regionale. Il cavillo: presenza delle donne non proporzionale. Secondo la maggioranza basterebbe una sola donna.

Il ddl, già approvato all’unanimità in Commissione legislativa regionale lo scorso 13 giugno, oggi è stato discusso e approvato anche in aula. Nella pratica, però, si rivela una sconfitta: “Con un emendamento è stata eliminata dalla nostra proposta originaria la frase che imponeva una la rappresentanza femminile in Giunta regionale proporzionale a quella in Consiglio. Di fatto, ha ridotto questa rappresentanza a una sola donna”, chiarisce la prima firmataria del ddl, Brigitte Foppa. “Ecco perché abbiamo votato contro il nostro stesso ddl. Vogliamo dare un chiaro segnale: questa non è una soluzione dignitosa per le donne e non basta”.

Il ddl, infatti, ora recita che “La Giunta regionale deve essere composta da rappresentanti di entrambi i generi”. Ogni riferimento a una rappresentanza proporzionale al Consiglio è stato eliminato. Il ddl aveva raccolto il consenso, oltre che del Gruppo Verde con Foppa, Rohrer, Oberkofler e Coppola, anche di Rieder, Demagri, Maule, Calzà, Stanchina, Ploner Alex, Maule, Calzà, Stanchina, Ploner Alex, Köllensperger, Malfer, Maestri, Parolari, Franzoia, Ploner Franz, Manica, De Bertolini, Repetto, Valduga e Zanella.

Non è stato sufficiente. “La parità di genere è necessaria e va sostenuta. Troppo spesso le donne vengono semplicemente ‘dimenticate’ e quello che è successo oggi lo conferma. Siamo nel 2025 ed è vergognoso dover ancora constatare che le donne sono solo accessorie a una politica maschile e maschilista. Una donna non basta! Ecco il risultato di questa alleanza di maggioranza che, facendoci credere di essere progressista, in realtà ci riporta tutti agli Anni ‘50. È palese che la SVP abbia boicottato la nostra legge. Oggi abbiamo ottenuto un’amara sconfitta travestita da successo. Ma non è stato altro che un contentino”, affermano i consiglieri regionali verdi.

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Cons. reg.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler
Lucia Coppola

Comunicato stampa

Oggi è stata approvata in consiglio provinciale la mozione del Gruppo Verde sull’endometriosi. “Vogliamo dare voce alle tante donne che convivono con questa malattia e promuovere una maggiore consapevolezza a livello istituzionale e sociale”, dichiarano i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

L’endometriosi è una condizione ginecologica cronica, dolorosa e invalidante, che colpisce almeno tre milioni di donne in Italia causando gravi ripercussioni sulla qualità della vita, sia a livello personale che lavorativo. Nonostante la sua diffusione, la diagnosi arriva con un ritardo medio di sette-dieci anni, anche a causa di una scarsa formazione medica sul tema e di fenomeni di cosiddetto “medical gaslighting” che portano molte pazienti a sentirsi non credute o poco considerate nei loro sintomi.

Grazie alla mediazione fatta con l’assessore Messner, il Gruppo Verde è riuscito a far approvare la mozione per cui verrà sviluppato un “percorso endometriosi”. Punterà a raccogliere e promuovere conoscenze scientifiche, a incentivare la ricerca e a migliorare le cure per le pazienti. Tra le altre misure previste vi sono campagne di informazione per datori di lavoro e all’interno delle scuole, la possibilità di fornire gratuitamente o a prezzo agevolato la terapia ormonale per i casi più gravi, nonché il potenziamento della ricerca.

Brigitte Foppa, prima firmataria della mozione, aggiunge: “Oggi le donne aspettano anche 7-10 anni per avere la diagnosi di endometriosi. Tremendo. La diagnosi precoce, l’accesso alle cure e anche il riconoscimento della malattia sono essenziali per garantire una migliore qualità di vita”.

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Grande passo avanti per la prevenzione del tumore al seno: approvata la mozione verde sull’accesso allo screening mammografico ed ecografico gratuito. L’Alto Adige si adegua ad altre regioni, valutando di ampliare la fascia d’età per la prevenzione gratuita.

Il tumore al seno è la forma di cancro più diffusa tra le donne e rappresenta una delle principali cause di mortalità femminile. Ogni anno in Alto Adige circa 400 donne ricevono questa diagnosi e circa 80 muoiono a causa della malattia. La prevenzione e la diagnosi precoce sono strumenti fondamentali per ridurre l’impatto di questa patologia, ma ad oggi lo screening mammografico gratuito è accessibile solo alle donne tra i 50 e i 69 anni, lasciando scoperte altre fasce di età a rischio.

Oggi, durante la seduta del Consiglio provinciale, è stata approvata la mozione del Gruppo Verde dedicata a questo tema. La mozione prevede una serie di misure concrete: valutare la possibilità di estendere l’attuale programma di screening gratuito anche alle donne tra i 45 e i 49 anni e tra i 70 e i 74 anni, avviare una campagna informativa per sensibilizzare le donne con un maggiore rischio di sviluppare la malattia, analizzare i motivi per cui il 40% delle donne invitate al programma non vi partecipa e migliorare la comunicazione sui benefici della diagnosi precoce.

“Vogliamo migliorare l’accesso alla prevenzione e garantire che più donne possano beneficiare di programmi di screening efficaci e tempestivi”, dichiarano i consiglieri provinciali Verdi Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler. “L’Alto Adige deve seguire l’esempio di altre regioni che hanno già esteso l’età di accesso ai programmi di screening, includendo le donne tra i 45 e i 74 anni.”

Madeleine Rohrer, prima firmataria della mozione, sottolinea: “L’obiettivo è ridurre il numero di diagnosi tardive e, di conseguenza, la mortalità. Se vogliamo davvero combattere il cancro al seno, l’estensione dello screening a più fasce d’età è un passo necessario e urgente.”

Cons. prov.
Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Nell’ultimo anno si sono (ri)accese le polemiche sulla scuola in Alto Adige/Südtirol. Come imparare la seconda lingua? Come fare a salvaguardare il diritto di apprendimento di tutti i bambini e tutte le bambine? Si può puntare su regole sempre più rigide di separazione, con l’effetto di creare esclusione invece di inclusione. O si può cambiare finalmente corso, istituendo quello che la società altoatesina chiede da tanto tempo: la scuola plurilingue.

Da un sondaggio del 2015 svolto dal comitato provinciale dei genitori nella scuola tedesca risulta che il 77% dei genitori intervistati vorrebbe che la scuola desse più spazio alla lingua italiana. Il 69% della popolazione altoatesina si dichiara favorevole all’introduzione dell’insegnamento della seconda lingua già in età prescolare e accoglierebbe positivamente l’insegnamento di alcune materie in un’altra lingua.

“La nostra provincia è una terra plurilingue. Abbiamo un’enorme ricchezza, ma non la valorizziamo appieno”, dichiarano i consiglieri Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler. “Il 44% di studentesse e studenti di lingua tedesca in quarta superiore conosce l’italiano a un livello B1, il 4% solo a un livello A2. Per gli italiani non va meglio: il 47% arriva a un livello B1 mentre il 28% solo all’A2. Non sono i dati di una provincia bilingue”.

Il Gruppo Verde, con un disegno di legge che sarà discusso il 17/03/2025 in commissione legislativa, propone l’introduzione di sezioni plurilingui come offerta aggiuntiva, senza modificare l’attuale struttura delle scuole in lingua tedesca, italiana e ladina. In breve:

  • Le sezioni plurilingui saranno attivate in presenza di un numero minimo di iscritti: 14 per la scuola dell’infanzia e 15 per gli altri gradi scolastici.
  • Il personale docente sarà composto da insegnanti di entrambe le lingue di insegnamento.
  • L’insegnamento delle materie sarà suddiviso equamente tra le lingue, con la possibilità di integrare anche una terza lingua.
  • L’iscrizione a tali sezioni sarà volontaria e non sostituirà l’offerta formativa esistente.

Brigitte Foppa, prima firmataria del disegno di legge, sottolinea: “È scientificamente provato che serve un contesto reale di utilizzo di una lingua per poterla apprendere al meglio: un ambiente scolastico comune tra i gruppi linguistici potrebbe mettere le basi affinché questo si crei.”

L’istituzione di sezioni scolastiche plurilingui rappresenta una grande opportunità per la formazione dei giovani e delle giovani altoatesine, promuovendo competenze linguistiche più solide e una maggiore comprensione interculturale. Il disegno di legge vuole fornire una scelta in più e garantire un’istruzione più aderente alle esigenze della società contemporanea.

“Con questo disegno di legge vogliamo realizzare quello che in Europa è realtà da molto tempo. Dobbiamo adeguarci ai tempi moderni e alle richieste ed esigenze delle famiglie”, concludono i consiglieri Verdi.

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Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Foppa e Rohrer: “Quando si parla di salute, spesso si pensa alla salute degli uomini. La salute delle donne ha aspetti specifici e per questo, come Gruppo Verde, dedichiamo il mese di marzo alle donne e alla loro salute”.

Nella seduta di marzo del Consiglio provinciale, infatti, il Gruppo Verde discute due mozioni che trattano due malattie femminili diffuse: il tumore al seno e l’endometriosi. Le mozioni sono state presentate in occasione di una conferenza stampa dalle consigliere provinciali Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.

Tumore al seno: ampliare l’accesso alla prevenzione con la mammografia e l’ecografia

Il tumore al seno è estremamente diffuso: ogni anno in Alto Adige si ammalano circa 400 donne e ne muoiono circa 80. Le probabilità di guarigione sono elevate e l’87% delle donne affette da questa patologia sopravvive. La prevenzione, dunque, è fondamentale.

“Con la nostra mozione vogliamo estendere l’accesso al programma di screening mammografico ed ecografico anche alle donne tra i 45 e i 74 anni, come già avviene in altre regioni italiane ed europee. Al momento, in Alto Adige, lo screening gratuito è rivolto solo alle donne tra i 50 e i 69 anni, nonostante le evidenze scientifiche dimostrino che un’estensione della fascia di età possa salvare più vite”, sottolinea la consigliera Madeleine Rohrer.

Endometriosi: maggiore consapevolezza e azioni concrete

L’endometriosi è una patologia ginecologica cronica e spesso debilitante. Molte persone la conoscono solo da pochi anni e finora è anche poco studiata. In Italia colpisce circa il 10-15% delle donne in età riproduttiva e interessa circa il 30-50% delle donne infertili o che hanno difficolta a concepire. Nonostante la sua diffusione, è spesso diagnosticata con grande ritardo, con un impatto significativo sulla qualità della vita delle persone affette.

“La diagnosi dell’endometriosi arriva spesso dopo molti anni di sofferenza e incomprensione. Troppo spesso le donne si sentono dire che il dolore mestruale è normale, a volte che si tratta solo di stress. È essenziale aumentare la consapevolezza su questa malattia e garantire un accesso rapido a diagnosi e trattamenti adeguati”, ha dichiarato la consigliera Brigitte Foppa, prima firmataria della mozione.

La mozione propone l’elaborazione di un “Piano d’azione provinciale per l’endometriosi”, che miri a rafforzare la formazione del personale medico e la sensibilizzazione della popolazione, anche attraverso campagne di informazione per le scuole e per datori di lavoro e aziende. Inoltre, si propone un congedo mestruale di 3 giorni al mese in caso di dolori e che i farmaci ormonali siano messi a disposizione gratuitamente alle pazienti con diagnosi confermata.

“La salute delle donne deve essere una priorità della politica sanitaria provinciale. Con queste mozioni vogliamo porre l’attenzione su due temi cruciali, spesso sottovalutati, e chiedere interventi concreti per migliorare la qualità della vita di migliaia di persone”, hanno dichiarato Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

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Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Ieri in Consiglio regionale è stato discusso il tema di attualità sul rinnovo della concessione autostradale A22. Durante il dibattito in aula, le consigliere regionali Verdi Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer hanno espresso le loro critiche e perplessità a questo proposito.

Per anni ci sono state trattative con Roma e con la destra per negoziare una concessione su misura. Si è parlato in passato di partecipazione di cittadine e cittadini, ci si chiedeva quali potessero essere le compensazioni per l’inquinamento e il rumore. A inizio anno il presidente della provincia di Bolzano Arno Kompatscher ha dichiarato che si sarebbero investiti 10 miliardi di euro per l’ambiente e per i cittadini. “La situazione oggi è completamente diversa da come ce la raccontano: gli investimenti hanno ben poco a che fare con la salvaguardia dell’ambiente e la protezione della popolazione dai disagi. Terza corsia, sovrappassi, stazioni autostradali, eccetera… Se si guarda dove si vogliono effettivamente allocare i costi, ben poco è dedicato ai temi della sostenibilità. Se questo è il risultato della vicinanza a Salvini, allora buonanotte bellissima regione. Qualcuno qui ha fatto annunci un po’ troppo ambiziosi…”, la dichiarazione di Foppa.

“Gli 800 milioni destinati a un piano di mobilità sostenibile, fotovoltaico, digitalizzazione e idrogeno sono poco più che spiccioli. Seppur Italia e UE hanno ratificato il Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi, che vieta la costruzione e l’ampliamento di strade di grande comunicazione per il traffico transalpino, si prevede un ampliamento dell’A22 e una corsia dinamica. Come questo possa favorire il passaggio del traffico, soprattutto merci, sul Tunnel di Base del Brennero rimane un mistero”, aggiunge Rohrer.

L’enorme potenziamento della capacità autostradale (da 3.000 a fino a 4.200 veicoli all’ora) dimostra chiaramente che per Kompatscher e la sua giunta il Piano Clima Alto Adige e il Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi non sono altro che un ulteriore piano dimenticato in un cassetto.

Cons. reg.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler
Lucia Coppola

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Ulteriore successo per il Gruppo Verde in Consiglio regionale: approvato in aula il disegno di legge sulla pensione integrativa per artiste e artisti.

Il disegno di legge approvato oggi in Consiglio regionale, era già stato approvato all’unanimità dalla I Commissione legislativa regionale. È stato presentato dai consiglieri regionali Verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Lucia Coppola, e co-firmato da Philipp Achammer e Magdalena Amhof (SVP). Il ddl mira a migliorare la tutela previdenziale per artiste, artisti e produttori di cultura in Trentino-Alto Adige e, nello specifico, prevede un aumento del contributo regionale a chi opera nel settore culturale da 500 a 1.000 euro annui, in base ai versamenti effettuati dai beneficiari in fondi di previdenza complementare.

“Chi dedica la propria vita alla cultura merita una pensione adeguata. Prendiamo atto del valore del duro lavoro ‘dietro le quinte’. L’aumento del contributo pensionistico è un passo fondamentale per garantire una maggiore sicurezza economica a chi lavora nel campo dell’arte e della cultura, spesso caratterizzato da incertezze finanziarie”, afferma Oberkofler.

Il “pacchetto cultura”

“Questo provvedimento è parte integrante di un pacchetto di misure dedicate alla cultura che abbiamo portato avanti con successo dall’anno scorso, sia in Regione, sia in Provincia di Bolzano Ricordiamo che sono state già approvate le mozioni sulla messa a disposizione di spazi per atelier e sulla promozione della cultura della vita notturna”, concludono Oberkofler, Foppa, Rohrer e Coppola.

L’approvazione di queste misure conferma l’impegno dei Verdi a sostenere il settore culturale, tutelando il diritto degli artisti a lavorare in condizioni dignitose e a vedere riconosciuto il loro valore sociale.

Cons. reg.
Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Lucia Coppola

Comunicato stampa

Questa settimana in consiglio regionale sarà discusso il disegno di legge volto a migliorare la tutela previdenziale per artiste, artisti e produttrici e produttori di cultura, presentato dai consiglieri regionali Verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Lucia Coppola e co-firmato dal consigliere Philipp Achammer e dalla consigliera Magdalena Amhof (SVP). I dettagli della proposta sono stati illustrati oggi durante una conferenza stampa dai consiglieri regionali Oberkofler e Achammer e dal presidente di Perfas Peter Schorn.

“Tutte e tutti noi riconosciamo il valore dell’arte e della cultura. È fondamentale, allora, riconoscere anche il valore del lavoro che ci sta dietro. Chi dedica la propria vita alla cultura merita una pensione adeguata. L’aumento del contributo pensionistico è un passo fondamentale per migliorare le condizioni di lavoro e garantire un futuro più sicuro agli artisti e alle artiste della nostra regione”, afferma Oberkofler.

Il disegno di legge prevede l’aumento del contributo pensionistico integrativo da parte della Regione da 500 a 1.000 euro annui, modulato in base ai versamenti effettuati dai beneficiari in fondi di previdenza complementare.

Artisti e artiste hanno entrate molto variabili tra un anno e l’altro, è quindi importante andare incontro alle esigenze specifiche di questa categoria lavorativa. “Con un promemoria discusso oggi in giunta provinciale abbiamo quindi deciso di portare la soglia di reddito annuo per accedere al contributo regionale da 35.000 a 40.000 euro per aumentare la platea degli aventi diritto. Un passo importante per sostenere artisti e artiste nella previdenza integrativa.” Così l’assessore Philipp Achammer.

“Le artiste e gli artisti in Alto Adige e in Trentino sono una categoria professionale particolarmente vulnerabile, vista la natura discontinua dei loro redditi. È giusto permettere a chi lavora nel settore culturale di concentrarsi maggiormente sull’attività creativa, senza il peso costante delle preoccupazioni per il futuro finanziario”, aggiunge Schorn.

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Cons. reg.
Zeno Oberkofler
Philipp Achammer
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Lucia Coppola