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Il gruppo di lavoro Energia dei Verdi Sudtirolesi accoglie con favore l’iniziativa del Comune di Brennero per la realizzazione di un parco eolico al Brennero e propone di avviare immediatamente un processo di partecipazione per i cittadini e i gruppi di interesse. Ai cittadini dovrebbe inoltre essere data la possibilità di partecipare con piccoli investimenti ai cosiddetti impianti eolici partecipativi, traendone così un vantaggio finanziario.

L’accettazione degli impianti di energia rinnovabile, in particolare delle turbine eoliche visibili da lontano, dipende in larga misura dal coinvolgimento fin dall’inizio dei cittadini interessati e di tutti i principali gruppi di interesse nei processi decisionali e dal fatto che tutti traggano un beneficio visibile dalla creazione di valore aggiunto. È quindi necessario prendere sul serio le preoccupazioni relative alla protezione degli uccelli o al cambiamento del paesaggio. Un altro strumento efficace è quello di definire una tassa per ogni chilowattora prodotto da versare al comune, che sarà destinata a scopi sociali o ecologici. La possibilità per i cittadini di partecipare finanziariamente con piccoli contributi all’investimento e di avere voce in capitolo sull’utilizzo della tassa contribuisce ulteriormente al senso di giustizia della popolazione nell’attuazione del progetto.

L’energia eolica è la forma di energia rinnovabile disponibile soprattutto in inverno e nelle ore notturne, quando l’Alto Adige spesso non è in grado di coprire il proprio fabbisogno energetico con l’energia idroelettrica e solare. I siti adatti all’energia eolica non sono numerosi in Alto Adige e quindi è necessario procedere con grande cautela al Brennero per non compromettere incautamente il successo di un progetto di questo tipo.

Attraverso una scappatoia, il governo provinciale si riprende il 10% della tassa di soggiorno che i comuni possono trattenere in base alla delibera n. 1015 del 12.11.2024. Lo fa attraverso le nuove disposizioni sul finanziamento dei comuni, approvate a luglio.

Con le nuove disposizioni sul finanziamento dei comuni, il governo provinciale ha deciso, tra l’altro, che il 10% della tassa di soggiorno che i comuni non trasferiscono alle organizzazioni turistiche sarà detratto dal loro finanziamento. Quindi, dopo aver concesso, tra molte polemiche, un “bonus” in materia di tassa di soggiorno, la giunta lo fa uscire dalla porta di servizio. Un comportamento che la dice lunga. Si vuole o non si vuole trovare una soluzione costruttiva all’attuale sfida turistica nella provincia?

“Sono soprattutto i comuni altamente turistificati e i cosiddetti comuni hot-spot ad essere messi alla prova dall’enorme afflusso di persone che devono essere gestite, hanno bisogno di infrastrutture funzionanti e acqua pulita, devono smaltire i rifiuti e muoversi.”, afferma Elide Mussner, co-portavoce dei Verdi e consigliera comunale a Badia. Garantire tutto questo costa denaro, che viene pagato in gran parte dai cittadini. L’esempio di Badia è evidente: un comune con 3.500 abitanti e quasi 11.000 posti letto turistici, più circa 600 seconde case. Durante l’alta stagione, il comune deve quindi occuparsi di circa 15.000 abitanti, una piccola città.

I sindaci, soprattutto quelli dei comuni ladini, durante l’ultima legislatura si erano battuti per poter trattenere una parte della tassa di soggiorno proprio per fare fronte alle spese di gestione. Oggi vengono traditi dalle nuove disposizioni sul finanziamento dei comuni. La situazione non migliora. La politica provinciale sembra non riuscire a liberarsi dalla morsa paralizzante del settore turistico: non appena questo oppone resistenza, essa cede.

Siamo arrivati a un punto dello sviluppo turistico in cui dobbiamo trovare risposte alle grandi domande: a chi appartiene il nostro spazio vitale? Come possiamo continuare a garantire una buona qualità di vita? Per poter dare una risposta concreta a queste domande, i comuni hanno bisogno di soldi. Soldi che il governo provinciale e il settore turistico non sembrano disposti a investire per il bene comune.

 

Elide Mussner, Co-Vorsitzende Grüne Verdi
Florian Mayr, Grüne Bürgerliste Meran/Merano
Julian Rossmann, Grüne Bürgerliste Vahrn/Varna
Elisabeth Brunner, Bürgerliste Olang/Valdaora
Heidi Stuffer, Grüne Gemeinderätin St. Ulrich/Urtijëi/Ortisei
Markus Frei, Grüne Bürgerliste Brixen/Bressanone
Verena Stenico, Grüne Bürgerliste Brixen/Bressanone
Barbara Wielander, Grüne Bürgerliste Brixen/Bressanone
Verena Frei, Grüne Verdi Vërc Gargazon/Gargazzone
Maximilian Gartner, Grüne Verdi Vërc Bruneck/Brunico
Luisella Raveane, Grüne Verdi Vërc Leifers/Laives
Chiara Rabini, Grüne Verdi Vërc Bozen/Bolzano

L’1 e il 2 agosto il Direttivo e il Consiglio Provinciale dei Verdi Grüne Vërc si sono riuniti per il tradizionale ritiro estivo, quest’anno nella Basis a Silandro. Erano presenti i tre consiglieri provinciali Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler, la senatrice Aurora Floridia e i due co-portavoce Elide Mussner e Luca Bertolini. Il filo conduttore: unirsi per diventare una voce forte a favore della giustizia e della convivenza pacifica. 

Venerdì il Direttivo dei Verdi si è riunito per un pomeriggio di team building. Tra i membri c’è una forte volontà di impegnarsi per un Alto Adige – Südtirol socialmente giusto e attento all’ambiente. È importante dare forza e promuovere questa energia. La nostra Provincia ha bisogno di una voce chiara, resiliente e determinata, che promuova una politica orientata alle soluzioni e alla solidarietà. In questo contesto, il Direttivo dei Verdi ha lavorato al proprio sviluppo futuro per riuscire a lavorare in modo ancora più forte e migliore. 

Il sabato è stato dedicato al Consiglio Provinciale dei Verdi e ai consiglieri comunali eco-sociali. La mattinata è stata guidata dai due co-portavoce Mussner e Bertolini: “Il ritiro estivo è un momento prezioso per riunirsi e rafforzare la coscienza verde, unire le forze e guardare avanti insieme. La politica deve tornare ad essere uno strumento utile, concreto e accessibile, che si occupi dei comuni e del territorio”, ha affermato Luca Bertolini. 

“Al momento, la retorica bellica, l’allarmismo e i nazionalismi dominano il dibattito politico. Noi Verdi siamo sinonimo di giustizia, solidarietà, dialogo e pace. Continuiamo su questa strada, consapevoli che c’è più che mai bisogno di noi in un mondo di estremi polarizzati. Vogliamo una politica ragionevole e affidabile, non un populismo urlato”, spiega Elide Mussner. 

Il Consiglio dei Verdi ha lavorato in un workshop sulla responsabilità politica nella società, sulla comunicazione e sulla visione, guardando all’orizzonte, per una voce socialmente, ecologicamente e economicamente giusta che guarda al futuro.

 

Quello che sta succedendo in questi giorni in Val Gardena supera ogni limite di tollerabilità. Il caos completo sulle strade intasate dai turisti di giornata che con le loro auto bloccano per ore la mobilità di interi paesi. Vogliono salire al Seceda per 52 euro a persona, vogliono raggiungere i passi dolomitici, vogliono vedere, scattare una foto e poi andarsene. Nient’altro. La popolazione locale è terribilmente arrabbiata e frustrata. “Me ne vado! Non voglio più vivere qui!”, mi ha confidato ieri una donna.

Il Seceda è diventato un hotspot dei social media. Non si sa esattamente perché, forse perché la foto della Fermedes è stata utilizzata da Apple come salvaschermo, forse perché l’immagine lassù è semplicemente meravigliosa e unica, senza dubbio, è semplicemente successo. Ciò che accade sulle piattaforme dei social media e attraverso di esse sembra ormai da tempo incontrollabile per noi profani, pura anarchia digitale che manipola elezioni politiche, fomenta il radicalismo e distrugge anche spazi vitali. Si conosce l’esempio di Hallstatt, dove si è cercato di arginare i cacciatori di foto con un’alta recinzione. Si conosce il caso del Lago di Braies, dove si è cercato di ristabilire l’ordine con un sistema di contingentamento. Si conosce il fenomeno, ma sembra che non si conosca alcuna soluzione. Recentemente un conoscente che vive a Londra mi ha raccontato: “A Portobello Road hanno iniziato a dipingere le case di nero. L’assalto e il comportamento degli influencer è diventato insostenibile. Con la vernice nera si spera di rendere la strada meno attraente come soggetto fotografico e di ritrovare finalmente un po’ di tranquillità”.

Difficilmente potremo dipingere di nero le cime del Seceda, ma qui bisogna fare qualcosa con urgenza, perché questa affluenza di persone è ormai da tempo insostenibile e diventa di anno in anno più drammatica. I contadini del Seceda hanno cercato di attirare l’attenzione con il tornello sul sentiero. L’artista Aron Demetz ha provocato con l’azione della sbarra bianca e rossa a Pontives all’ingresso della valle. Gli operatori turistici hanno preso pubblicamente posizione.

Questa situazione deve essere trattata come un’emergenza. Va messo un numerus clausus per gli impianti di risalita. Già ora è possibile acquistare i biglietti online in anticipo, contingentare gli accessi giornalieri non sarebbe una stregoneria. Non è comprensibile che sia lecito trasportare un numero apparentemente infinito di persone sulle montagne, senza tener conto delle ripercussioni sulla popolazione locale, sui proprietari terrieri, sull’ambiente e sulla qualità del turismo. Chi ha orecchie per intendere, intenda prima che sia davvero troppo tardi.

Comunicato stampa

Il Consiglio provinciale ha approvato due proposte del Gruppo Verde al bilancio di assestamento, una sul traffico sui passi e una sulla detraibilità del car sharing.

Ogni estate, le nostre strade di montagna vengono invase da migliaia di moto e auto, con effetti devastanti sulla vivibilità per chi vi abita e lavora, sulla natura e la qualità dell’aria. Il Gruppo Verde ha voluto dare una risposta concreta per rafforzare i controlli sui passi, ormai sommersi dal traffico e dal rumore.

“L’Alto Adige ha urgente bisogno di un limite massimo per le auto sportive e le moto rumorose sui passi di tutto il territorio”, afferma Rohrer, prima firmataria. La proposta approvata oggi e co-firmata dall’assessore Alfreider e dal consigliere Stauder, prevede maggiori controlli sulle strade, oltre ai fondi necessari a retribuire adeguatamente il lavoro a turni e nel fine settimana del personale dell’Ufficio Motorizzazione provinciale.

Una seconda proposta, anch’essa approvata, riguarda il car sharing. Questa proposta chiede alla Giunta provinciale di farsi promotrice presso il Governo italiano affinché le spese per il car sharing possano essere detratte fiscalmente, come già avviene per il trasporto pubblico, oltre a esentare dal pagamento del bollo auto i veicoli elettrici o a basse emissioni parte di programmi ufficiali di car sharing.

“Il car sharing è una valida alternativa all’auto privata. Riduce il traffico, le emissioni e la richiesta di parcheggi: vogliamo incentivarlo”, sottolinea Foppa, prima firmataria.

“La mobilità sostenibile è uno degli strumenti che abbiamo per migliorare la qualità della vita e affrontare il cambiamento climatico. Oggi abbiamo fatto due passi concreti in questa direzione: proteggere le nostre montagne e incentivare soluzioni intelligenti e condivise”, concludono Foppa, Rohrer e Oberkofler.

Cons. prov.
Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Il Gruppo Verde in Consiglio provinciale ha presentato una serie di proposte che saranno discusse durante la seduta di quest’ultima settimana di luglio, incentrata sul bilancio.

“Dobbiamo affrontare le sfide che si porranno nel prossimo futuro con i Giochi Olimpici, e allo stesso tempo affrontare le ormai note problematiche legate al traffico sui passi e all’attrattività dei posti di lavoro provinciali”, dichiarano Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

Olimpiadi 2026: Nuovi milioni sì, nuove fermate no? Un approccio sbagliato e da correggere

“Il bilancio di assestamento non presenta grandi sorprese”, dice Brigitte Foppa, cha ha seguito i lavori sul bilancio di assestamento nella 3a Commissione legislativa. “Ma Kompatscher ha annunciato che per la trattazione in aula saranno stanziati ulteriori 5 milioni per le Olimpiadi e, nello specifico, per i contratti dello sponsoring. Questa, in un momento in cui gli abitanti dell’Alto Adige sentono tutto il peso di un turismo straripato e le proteste contro l’overtourism aumentano ogni mese, non è una buona notizia. Lo sponsoring serve per far pubblicità ai prodotti e ai luoghi sudtirolesi. E, quindi, per aumentare ulteriormente il carico di turisti”, critica Foppa.

La consigliera si è occupata anche di un problema inerente ai Giochi che riguarda in particolare la Bassa Atesina: infatti, le gare olimpiche di fondo e salto con gli sci del 2026 si svolgeranno in località trentine immediatamente oltre il confine altoatesino, come Tesero e Predazzo. Questo comporterà inevitabilmente un aumento del traffico anche in Bassa Atesina e in Val d’Ega, senza che tali aree siano state coinvolte nella pianificazione e preparazione degli eventi olimpici. Ci si aspetta un forte aumento di visitatori e di traffico, ma – secondo i Verdi – la pianificazione della mobilità non è sufficiente. Il Gruppo Verde chiede quindi che la Giunta provinciale:

  • pianifichi la mobilità dei visitatori ai luoghi di gara in modo che non venga generato maggiore traffico in Bassa Atesina;
  • introduca fermate straordinarie ad Ora dei treni a lunga percorrenza;
  • si coordini con la Provincia di Trento per garantire punti di accesso al servizio navetta anche nelle località lungo le direttrici di accesso alle sedi olimpiche in Val di Fiemme.

“Le Olimpiadi non devono trasformarsi in un’emergenza per il nostro territorio. Serve una mobilità ben pianificata, che rispetti l’ambiente, le comunità locali e i limiti infrastrutturali,” dichiara Foppa.
Foppa conclude il suo intervento illustrando alcuni dati estrapolati dalle interrogazioni degli ultimi sei anni al presidente provinciale Kompatscher e all’assessore Alfreider: da questi emerge come i costi relativi ai Giochi Olimpici siano più alti rispetto a quanto inizialmente annunciato (vedi allegato).

Traffico sui passi: un’azione mirata

Ogni estate, le nostre strade di montagna vengono invase da migliaia di moto e auto sportive, con effetti devastanti su natura, qualità dell’aria e vivibilità per residenti e lavoratori. Serve una risposta immediata e concreta per ridurre il traffico “del tempo libero”. Le proposte dei Verdi includono:

  • creare le basi affinché l’Ufficio Motorizzazione possa supportare meglio le forze dell’ordine per eseguire gli adeguati controlli sulle strade;
  • organizzare, in collaborazione con le forze dell’ordine, entro la chiusura invernale 2025 un’azione congiunta di controllo su velocità, emissioni e rumore;
  • sviluppare un programma estivo 2026 di controlli acustici sui passi.
  • “Le nostre strade non sono piste da corsa: il nostro territorio sta raggiungendo il limite. Serve un impegno serio per tutelare chi ci vive e lavora. Il primo passo è semplice da fare: non servono tanti studi, lavori stradali o conferme da Roma, come ci vogliono far credere. Iniziamo a far rispettare le regole che ci sono già”, afferma Rohrer.

Un servizio pubblico con un futuro

Il servizio pubblico è la colonna portante della nostra società, ma in Alto Adige è sempre più sotto pressione: i costi della vita aumentano, i giovani emigrano, il fabbisogno di personale cresce, mentre i salari non tengono il passo. Serve una svolta concreta nella politica del personale.

Bolzano è tra le città più care d’Italia: solo nel primo semestre 2025 l’inflazione media è stata del +2,5%, con un impatto diretto sulla capacità di spesa delle famiglie. A ciò si aggiunge la fuga dei cervelli: tra il 2011 e il 2023 sono emigrate quasi 14.000 persone sotto i 35 anni, mentre le previsioni indicano che entro il 2040 la forza lavoro potrebbe diminuire di circa 32.000 persone. I costi della vita esorbitanti e i salari reali troppo bassi sono un fattore determinante. Il contratto collettivo dei dipendenti pubblici 2022-2024 prevede il parziale adeguamento all’inflazione di quegli anni, misura importante che esplicitamente sosteniamo, ma questo non basta: ogni anno si rincorre l’inflazione mentre si dovrebbe programmare per un servizio pubblico attrattivo.

Per questo, i Verdi chiedono:

  • l’adeguamento completo dei salari pubblici secondo l’inflazione media registrata nel triennio 2022-2024;
  • l’inclusione nella pianificazione finanziaria anche dell’inflazione prevista per il 2025;
  • la programmazione sistematica delle risorse per l’adeguamento annuale all’inflazione a partire dal bilancio 2026;
  • aumenti salariali strutturali e duraturi nel settore pubblico;
  • una revisione critica delle spese non essenziali e un dibattito aperto sulla fiscalità provinciale per garantire risorse adeguate.

“Se vogliamo un servizio pubblico attrattivo dobbiamo smettere di considerarlo un fattore di costo, ma piuttosto un investimento nei giovani e nel futuro della nostra provincia”, conclude Oberkofler.

Gli altri ordini del giorno

Nella seduta in programma la prossima settimana saranno anche trattati altri ordini del giorno: sull’ampliamento di chi beneficia del vaccino contro il Papillomavirus, sul piano strategico di difesa contro il caldo, sul car sharing e sulle professioni sanitarie.

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Il Consiglio provinciale ha approvato oggi due proposte molto care al Gruppo Verde, inserite nella legge omnibus.

È stata introdotta la fornitura gratuita di contraccettivi alle giovani donne. Una richiesta chiara e condivisa, emersa con forza anche durante la Marcia delle Donne del 2024, alla quale hanno partecipato centinaia di persone.

Inoltre, da ora saranno rimborsate le spese di vitto, alloggio e viaggio sostenute in occasione di trapianti di cellule staminali, sia per le persone che si sono sottoposte al trapianto, sia per chi le accompagna.

“Questi sono dei trionfi per la salute, l’autodeterminazione e la dignità delle persone”, affermano i consiglieri Verdi Foppa, Oberkofler e Rohrer.

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler
Madeleine Rohrer

Comunicato stampa

Il Consiglio provinciale ha approvato oggi, nell’ambito della legge omnibus, la proposta di modifica presentata dal Gruppo Verde per garantire una maggiore rappresentanza femminile nella composizione delle Comunità comprensoriali. Questa modifica è frutto anche di un importante confronto con la Commissione provinciale per le pari opportunità.

“La democrazia deve essere più inclusiva. La rappresentanza delle donne deve diventare parte strutturale del funzionamento delle nostre istituzioni”, affermano i consiglieri provinciali Verdi Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler.

La modifica approvata prevede che la presenza femminile nei Consigli comprensoriali sia proporzionale alla composizione dei rispettivi Consigli comunali.

“In questo modo rendiamo più equa la composizione delle Comunità comprensoriali e diamo finalmente attuazione concreta al principio della parità di genere anche a livello locale”, sottolinea Madeleine Rohrer, prima firmataria degli emendamenti.

Un risultato che conferma la volontà di garantire pluralismo, rappresentanza e partecipazione reale alla vita democratica del territorio.

Cons. prov.
Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Il Terzo Settore rappresenta una componente essenziale del tessuto sociale dell’Alto Adige, spesso là dove l’intervento pubblico non arriva in modo tempestivo o sufficiente. Un volontariato stabile, tutelato e valorizzato è una condizione necessaria per garantire continuità ed efficacia all’azione sociale per la comunità. Tuttavia, alcune criticità ne limitano il pieno sviluppo. A questo proposito, il Gruppo Verde in Consiglio provinciale ha presentato alcune proposte di modifica al disegno di legge sul Terzo Settore, in discussione questa settimana in Consiglio.

“Il Terzo Settore merita strumenti concreti per continuare a svolgere il proprio ruolo fondamentale nella coesione sociale della nostra provincia. Le nostre proposte vanno nella direzione di maggiore stabilità economica, più riconoscimento per le competenze e meno burocrazia per chi lavora per il bene comune”, dichiarano i consiglieri Verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.

Credito agevolato per le associazioni

Molti enti del Terzo Settore faticano a far quadrare i conti a causa dei ritardi nei pagamenti dei contributi pubblici. Per risolvere questo problema, i Verdi propongono convenzioni con le banche locali che permettano alle associazioni di ottenere prestiti a tasso zero per anticipare fondi già assegnati. Un modo semplice per garantire continuità alle attività senza mettere a rischio la stabilità finanziaria degli enti.

Più responsabilità: più riconoscimento

Sempre meno persone accettano di assumere ruoli direttivi nelle associazioni, spesso per mancanza di tempo o riconoscimento. I Verdi propongono di creare un monte ore da inserire nei contratti di lavoro per chi ricopre incarichi di responsabilità nel Terzo Settore, simile al modello delle “150 ore”. Un incentivo per favorire il ricambio generazionale e sostenere chi si impegna in prima persona.

Meno burocrazia, più tempo per agire

Le associazioni sono spesso sommerse da obblighi burocratici complicati e ripetitivi. I Verdi chiedono un piano di semplificazione che preveda la digitalizzazione delle procedure, l’eliminazione dei documenti inutili e il principio del “once only”: fornire i propri dati una sola volta. Meno tempo sprecato in scartoffie, più energie per aiutare le persone.

“In tante realtà del volontariato altoatesino si fa ogni giorno un lavoro prezioso, spesso invisibile. Ma senza strumenti adeguati, questo impegno rischia di sgretolarsi. Con queste proposte vogliamo dare respiro, fiducia e prospettiva a chi si prende cura degli altri”, conclude Zeno Oberkofler, primo firmatario delle proposte.

Cons. prov.
Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer

Comunicato stampa

Nella prossima seduta del Consiglio provinciale, prevista per l’inizio di luglio, i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler portano due temi di attualità. Le proposte sono state presentate oggi durante una conferenza stampa.

Dobbiamo parlare di Gaza

Al centro delle discussioni politiche da vario tempo, la discussione sulla Striscia di Gaza sarà tema in Consiglio provinciale. Con una mozione, i Verdi chiedono una presa di posizione netta della Provincia di fronte all’aggravarsi della crisi umanitaria nella Striscia di Gaza e alle gravi violazioni del diritto internazionale nei Territori Palestinesi Occupati.

“Il nostro dovere istituzionale è quello di dare voce al diritto internazionale e alla giustizia. Davanti a crimini riconosciuti dalla Corte Internazionale di Giustizia, il silenzio non è un’opzione”, afferma Brigitte Foppa, prima firmataria della mozione. “Chiediamo alla Provincia di agire in coerenza con i suoi valori umanitari e democratici”.

La mozione chiede alle Giunta provinciale di seguire l’esempio di altre Regioni come Toscana, Sardegna, Umbria, Emilia-Romagna e Puglia, e quindi riconoscere lo Stato di Palestina, sostenere il cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi israeliani, la fine delle violazioni nei territori palestinesi occupati e l’accesso immediato e senza restrizioni agli aiuti umanitari; inoltre, si chiede di offrire la disponibilità ad accogliere temporaneamente persone vulnerabili da Gaza e di sostenere a livello nazionale ed europeo l’introduzione di sanzioni, nonché di chiedere la liberazione dei prigionieri politici.

Trasparenza sul cibo

La seconda proposta è un voto sul tema delle nuove tecniche genomiche (NGT), poiché attualmente sono in corso i negoziati tra la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e il Consiglio dei ministri. I Verdi vogliono rafforzare la posizione del parlamento in questa trattativa che si è espressa a favore dell’etichettatura e della tracciabilità delle piante NGT lungo l’intera filiera alimentare.
“Il diritto alla trasparenza è fondamentale per tutelare la libertà di scelta di agricoltori, consumatori e consumatrici. Ognuno deve poter decidere da solo cosa arriva nei propri campi e nei propri piatti”, dichiara Madeleine Rohrer, prima firmataria del voto. L’agricoltura a struttura piccola in Alto Adige si è finora distinta anche per i suoi prodotti alimentari privi di ingegneria genetica. Senza l’obbligo di etichettatura, l’agricoltura locale sarà determinata dalle multinazionali e dai loro brevetti sulle piante. Infatti, con le nuove tecniche di ingegneria genetica, è possibile riprodurre e brevettare sequenze genetiche presenti anche in piante selvatiche o ottenute tramite incroci convenzionali – a scapito delle contadine e dei contadini.

I consiglieri Verdi concludono: “Con queste proposte vogliamo rafforzare il ruolo politico della nostra Provincia. Le istituzioni devono farsi promotrici di pace, diritti e informazione chiara”.

Maggiori informazioni:

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler