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Il Consiglio provinciale ha approvato oggi la mozione del Gruppo Verde che vuole sostenere offerte a bassa soglia di riparazione di prodotti, come ad esempio i cosiddetti Repair Café.

Verrà, dunque, introdotto un contributo provinciale a sostegno dei Repair Café e altre realtà che promuovono la cultura della riparazione, per renderla accessibile e conveniente in tutto il nostro territorio. “Vogliamo rendere più conveniente aggiustare invece di buttare via, in modo da ridurre i rifiuti, abbattere i consumi e sostenere l’economia locale”, affermano i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

“Riparare allunga la vita degli oggetti e rispetta le risorse del pianeta. Proprio in questo periodo prenatalizio abbiamo voluto porre l’attenzione sul consumismo e proporre una valida alternativa”, conclude Brigitte Foppa, prima firmataria della mozione.

Maggiori informazioni: Bonus riparazione in Alto Adige

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

«La violenza contro le donne deve essere contrastata ogni giorno, unendo l’azione penale a un impegno sociale profondo, per spezzare la logica del suprematismo maschile che alimenta ogni forma di discriminazione e violenza di genere.»

Lo afferma, in una nota, la senatrice dei Verdi–Alto Adige/Südtirol, Aurora Floridia, in vista del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

«In questi anni — aggiunge — sono stati compiuti passi significativi sul piano penale, mentre resta più lento il cambiamento culturale, come dimostra la difficoltà, ancora oggi, a introdurre nelle scuole l’educazione sessuo-affettiva. Eppure, un fenomeno come quello dei femminicidi ha radici culturali profonde: la cultura del possesso dell’uomo sulla donna, l’idea della sua subalternità alla primazia maschile, una misoginia strisciante che attraversa contesti e condizioni sociali diverse.

Le dichiarazioni degli ultimi giorni da parte di Roccella e Nordio rendono ancora più evidente quanto sia necessario intervenire alla base, a partire dall’educazione, che non riguarda solo le nuove generazioni, ma anche quelle adulte, dove il seme di queste dinamiche è ancora presente.

Serve un impegno collettivo e strutturato. Il 25 novembre non può essere l’unico giorno in cui si accende l’attenzione su queste questioni: deve piuttosto diventare l’occasione per fare il punto e definire con chiarezza i passi successivi in un percorso che richiede costanza e responsabilità condivisa. E  la priorità, adesso, non può che essere quella della formazione e dell’educazione.»

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, il Gruppo Verde richiama l’attenzione su una realtà drammatica e multiforme.

Quest’anno in Italia ha destato grande scalpore ed è stato portato all’attenzione della collettività un tipo di violenza contro le donne molto grave e, purtroppo, molto diffusa. Sono state scoperte e chiuse decine di chat e gruppi nei quali venivano diffuse senza consenso immagini e video privati e intimi di donne. In alcuni di questi luoghi circolavano addirittura immagini create con l’intelligenza artificiale.

Sappiamo bene, però, che la violenza non si ferma online. Si manifesta anche nella vita quotidiana, spesso in modo subdolo: il controllo del cellulare, delle spese e del conto in banca privato, la limitazione della libertà di movimento, l’isolamento sociale. Sono comportamenti che minano l’autonomia e la dignità delle donne, e che troppo spesso vengono sottovalutati.

Un impegno che deve essere totale

Contrastare la violenza significa agire su tutti i fronti: prevenzione, educazione, sostegno alle vittime e pene efficaci per chi commette abusi.

“Il 25 novembre non è solo una ricorrenza: è un appello alla responsabilità collettiva. La violenza contro le donne assume molte forme e tutte vanno fermate. Solo insieme possiamo costruire una società sicura e rispettosa”, dichiarano congiuntamente i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Durante la prossima seduta del Consiglio provinciale di fine novembre, il Gruppo Verde discuterà due mozioni: l’introduzione di un bonus per chi sceglie di riparare anziché comprare nuovo e la riduzione dell’inquinamento luminoso.

“Con queste due mozioni vogliamo promuovere un Alto Adige che consuma meno e vive meglio: dove si ripara invece di buttare e dove la notte resta davvero notte. Sostenibilità significa prendersi cura di ciò che abbiamo: dalle cose che usiamo, alla natura che ci circonda”, dichiarano i consiglieri Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

Un bonus per riparare

Riparare invece di buttare: un gesto semplice ma rivoluzionario per l’ambiente, per il portafoglio e per il tessuto economico locale. I Verdi vogliono introdurre un bonus provinciale che rimborsi fino al 50% dei costi di riparazione per elettrodomestici, dispositivi elettronici, vestiti o scarpe. L’iniziativa si ispira a esperienze di successo già attive in Austria e Germania e mira a ridurre i rifiuti, favorire il risparmio energetico e rafforzare l’artigianato locale. La proposta include anche il sostegno ai Repair-Cafè e ad altre iniziative di riparazione di comunità.

“Riparare allunga la vita degli oggetti, rispetta le risorse del pianeta e sostiene l’economia locale. Con questo bonus vogliamo rendere economicamente conveniente scegliere la sostenibilità”, dichiara Brigitte Foppa, prima firmataria della mozione.

Ridurre l’inquinamento luminoso

L’eccessiva luce artificiale causa effetti negativi su ecosistemi, fauna e salute umana. In Alto Adige dal 2022 esistono linee guida per ridurre la luce notturna; tuttavia, manca ancora un’attenzione specifica agli aspetti ecologici e di tutela della biodiversità. Il Gruppo Verde vuole migliorare in questo senso le attuali regole, introducendo nella pianificazione territoriale anche l’attenzione all’inquinamento luminoso. Un esempio concreto? Non illuminare i campanili dove vivono i pipistrelli. In questo modo saranno protetti habitat sensibili e saranno salvaguardati la fauna notturna e il cielo stellato.

“Migliorare queste regole e proteggere il cielo stellato significa proteggere la vita della nostra preziosa fauna locale, proteggere gli ecosistemi e, non da ultimo, anche la nostra salute”, conclude Madeleine Rohrer, prima firmataria della mozione.

Maggiori informazioni:

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Successo in consiglio provinciale: aumento dei compensi per l’integrazione lavorativa

Buone notizie dal Consiglio provinciale: oggi, 6 novembre, è stata approvata la mozione del Gruppo Verde per una giusta retribuzione delle persone con disabilità inserite in percorsi di integrazione o occupazione lavorativa.

Ad oggi, infatti, le persone con disabilità che partecipano a percorsi di inserimento lavorativo percepiscono al massimo 492 euro al mese: questa cifra è ferma dal 2016. “Con l’approvazione di questa mozione correggiamo un’ingiustizia che dura da anni. Ricevere un compenso adeguato al lavoro che si svolge nell’ambito di un tirocinio è un diritto e deve valere anche per le persone con disabilità”, afferma Zeno Oberkofler, primo firmatario della mozione.

La mozione approvata prevede che la retribuzione venga aumentata in modo significativo ed è stata cofirmata dai consiglieri della SVP Harald Stauder e Waltraud Deeg.

“La dignità passa anche attraverso il lavoro e il giusto compenso. Oggi mandiamo un segnale importante: l’inclusione non può essere solo una parola, ma deve tradursi in scelte concrete di equità e rispetto”, concludono con soddisfazione i consiglieri Verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.

Maggiori informazioni: Compensi equi nell’integrazione lavorativa delle persone con disabilità

Cons. prov.

Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer

Approvata la mozione del Gruppo Verde per un Alto Adige più sicuro.

Oggi il Consiglio provinciale ha approvato la mozione del Gruppo Verde (co-firmata dalla SVP) che mira a rafforzare la sicurezza delle comunità altoatesine e prevenire i danni causati dalle alluvioni.

“L’adattamento al cambiamento climatico non è un’opzione, ma un dovere. Gli eventi meteorologici estremi aumentano anche in Alto Adige a causa del riscaldamento globale. Agendo e investendo in tempo, possiamo proteggere le persone e gli insediamenti dell’Alto Adige dalle inondazioni”, dichiarano i consiglieri provinciali Verdi Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler.

Negli ultimi anni, anche in Alto Adige si sono registrati eventi metereologici preoccupanti, con piene improvvise e smottamenti, che solo grazie all’intervento di centinaia di volontari non si sono trasformati in disastri. E il rischio di altre alluvioni e inondazioni è in aumento.

La mozione prevede, tra l’altro, un piano di protezione dalle alluvioni, valutare come creare aree di espansione naturale per i fiumi e coinvolgere i diversi portatori d’interesse, tra cui i Comuni, gli agricoltori e le associazioni ambientaliste.

“Gli effetti del cambiamento climatico ci riguardano tutti. Assumiamoci insieme la responsabilità per i nostri fiumi: così renderemo la nostra terra più sicura, per noi e per le generazioni future”, conclude Madeleine Rohrer, prima firmataria della mozione.

Maggiori informazioni: https://www.landtag-bz.org/it/atti-politici/735900

Cons. prov.

Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler

Oggi, 5 novembre, il Consiglio provinciale ha approvato la mozione avanzata dal Gruppo Verde per il contrasto alla violenza sulle persone con disabilità. “Questo è un risultato importante che riconosce finalmente la gravità di una realtà spesso invisibile e taciuta”, affermano i consiglieri Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

Nel 2024 sono state 348 le donne con disabilità che hanno chiesto aiuto ai centri antiviolenza; il 91,5% di loro ha subito abusi da parte di persone a loro vicine. A livello europeo, una donna con disabilità su tre (34%) ha subito violenze fisiche o sessuali nel corso della vita, a fronte del 19% tra le donne senza disabilità. È un problema che tocca soprattutto le donne, ma anche gli uomini con disabilità lo subiscono maggiormente degli uomini senza disabilità.

La mozione approvata impegna il tavolo tematico per la difesa delle donne con disabilità al controllo dei seguenti punti: svolgere uno studio sul fenomeno in Alto Adige, elaborare un piano di protezione inclusivo, formazioni specifiche obbligatorie per il personale di polizia, sanità, scuola e servizi sociali. Le valutazioni su questi punti dovranno poi essere presentate al Consiglio provinciale annualmente.

“La violenza contro le persone con disabilità è un fenomeno che resta invisibile. Oggi il Consiglio provinciale abbiamo scelto di riconoscere questa realtà e di agire concretamente. È un segnale di civiltà e di giustizia”, dichiara Brigitte Foppa, prima firmataria della mozione.

Maggiori informazioni: https://www.consiglio-bz.org/it/atti-politici/777223

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler
Madeleine Rohrer

Nella seduta del Consiglio provinciale che inizia martedì 4 novembre, il Gruppo Verde affronta il tema della disabilità con due mozioni. L’obiettivo è chiaro: rafforzare i diritti, la protezione e la partecipazione delle persone con disabilità nella nostra società. “La nostra società sarà veramente giusta solo quando saprà garantire pari dignità e sicurezza a tutte e tutti, senza eccezioni,” dichiarano Brigitte Foppa, Zeno Oberkofler e Madeleine Rohrer.

Violenza contro le donne con disabilità

Nel 2024 sono state 348 le donne con disabilità che hanno chiesto aiuto ai centri antiviolenza; il 91,5% di loro ha subito abusi da parte di persone del proprio ambiente familiare o affettivo. Il 34% delle donne con disabilità ha subito violenze fisiche o sessuali nella vita, contro il 19% delle donne senza disabilità.

“La violenza contro le donne con disabilità è una violenza doppia: di genere e di esclusione. È un fenomeno che resta invisibile: numerosi casi, infatti, non vengono denunciati perché chi subisce violenza spesso non ha i mezzi per denunciare, non trova ascolto o non ha accesso a servizi davvero inclusivi. È urgente che la politica affronti questa realtà con strumenti concreti”, dichiara Brigitte Foppa, prima firmataria della mozione, che prevede formazioni obbligatorie per il personale di polizia, sanità, scuola e servizi sociali, un piano di protezione inclusivo contro la violenza sulle donne con disabilità e il finanziamento per una ricerca al fine di conoscere la portata del fenomeno in Alto Adige.

Lavoro e dignità: una retribuzione equa

Le persone con disabilità che partecipano a percorsi di integrazione lavorativa percepiscono oggi un compenso massimo di 492 euro mensili, una cifra ferma dal 2016 e mai adeguata all’inflazione. Questo importo, calcolato in base alle ore effettivamente lavorate, può subire ulteriori decurtazioni in caso di assenze, risultando inferiore al valore reale del lavoro svolto. “Chi svolge un tirocinio merita una retribuzione adeguata, non c’è motivo per cui persone con disabilità dovrebbero essere escluse da questo diritto,” sottolinea Zeno Oberkofler, primo firmatario di questa mozione.

Con questa mozione, il Gruppo Verde vuole portare l’indennità per i tirocini per l’inserimento lavorativo di persone con disabilità al livello di quella dei tirocini svolti nella pubblica amministrazione (30 € lordi/giorno per student* delle superiori, 40 per universitari). Questo significherebbe portare la retribuzione dai 492 € al mese a 660 € per studenti delle superiori o 880 € per universitari. Inoltre, il testo chiede di ampliare le possibilità di inserimento lavorativo nella pubblica amministrazione oltre il quinto livello e di rafforzare i controlli sull’obbligo di assunzione delle persone con disabilità negli enti pubblici e nelle aziende con più di 15 dipendenti.

“L’inclusione passa anche dal riconoscimento del valore del lavoro. Garantire una retribuzione equa significa dare dignità, indipendenza e pari opportunità a chi troppo spesso viene lasciato indietro,” concludono Foppa, Oberkofler e Rohrer.

Maggiori informazioni:

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler
Madeleine Rohrer

Martedì è stato firmato il quinto accordo programmatico tra la Provincia di Bolzano, il Ministero della Difesa e l’Agenzia del Demanio. L’accordo prevede la riqualificazione di infrastrutture militari a Bolzano, Merano e Dobbiaco e il trasferimento alla Provincia di aree di caserme non più utilizzate a Val di Vizze, Merano e Dobbiaco.

Queste aree saranno destinate a progetti di edilizia abitativa e di sviluppo urbano. I nuovi progetti residenziali rappresentano una grande opportunità per alleggerire il mercato degli affitti in Alto Adige: un’opportunità che non dev’essere sprecata.

Uno sguardo alla situazione abitativa attuale mostra un chiaro squilibrio nel mercato immobiliare. Circa il 70% delle abitazioni è di proprietà, mentre il mercato degli affitti, con solo il 10% di appartamenti in locazione, è estremamente ridotto. Il 10% delle abitazioni rimane vuoto e il 7% è utilizzato a fini turistici. La promozione della casa di proprietà ha garantito a molte famiglie una sicurezza per la vecchiaia, ma ha anche portato a un mercato rigido, con un’offerta limitata di alloggi in affitto e conseguenti aumenti dei canoni. Tra gli appartamenti in affitto esistenti, circa il 50% è locato privatamente sul libero mercato, il 20% a canone provinciale, il 3,9% è di proprietà pubblica e circa il 26% appartiene all’IPES.

“Questo squilibrio nel mercato abitativo può essere corretto solo se il settore pubblico investe maggiormente in abitazioni in affitto con canone calmierato e in alloggi sociali. Le aree delle caserme offrono una grande opportunità in tal senso. Tuttavia, non bisogna sprecarla continuando a puntare su appartamenti di proprietà e promotori privati. Sarebbe invece opportuno che fossero i Comuni, l’IPES o i costruttori senza scopo di lucro a realizzare i progetti” affermano i consiglieri verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.

“In particolare, il Comune di Bolzano dovrebbe tenere a mente questo obiettivo nella riqualificazione dell’area della caserma Otto Huber. Le aree edificabili sono limitate, quindi non basta semplicemente costruire: è il come costruiamo che conta. Servono progetti strategici che contribuiscano nel lungo periodo ad alleggerire il mercato degli affitti” conclude il consigliere Oberkofler.

Cons. prov.

Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer

Rappresentanti di 8 partiti hanno presentato oggi, 8 ottobre 2025, durante una conferenza stampa insieme all’Iniziativa per più democrazia, i due disegni di legge che saranno discussi nella seduta di questa settimana del Consiglio provinciale.

Sette anni fa il Consiglio provinciale approvò la legge provinciale sulla democrazia diretta. La legge prevedeva un ampliamento degli strumenti di democrazia diretta e una facilitazione nello svolgimento dei referendum popolari (ad esempio l’abbassamento del quorum al 25%). Almeno in teoria. Nella pratica, infatti, nei sette anni successivi all’entrata in vigore della legge, praticamente tutti i tentativi di indire un referendum sono stati bloccati in fase preliminare e due iniziative popolari sono state impedite.

Questa è la premessa dei due disegni di legge che ora vengono trattati in Consiglio provinciale.

“È stata la prima volta che non siamo riusciti a raccogliere le firme necessarie”, spiega Stephan Lausch dell’Iniziativa per più democrazia. “Per questo, prima delle ultime elezioni, ci siamo rivolti ai partiti candidati, ottenendo da nove di essi l’impegno a voler porre fine a questa situazione assurda durante la nuova legislatura. Ora questi partiti hanno la possibilità di modificare la legge vigente. Subito dopo le elezioni, otto partiti hanno presentato in Consiglio i due disegni di legge.”

Il disegno di legge provinciale n. 6/2023 ha come prima firmataria Brigitte Foppa (Gruppo Verde), che spiega come il disegno di legge affronti due temi principali. Per quanto riguarda l’ammissibilità dei referendum popolari, su cui in passato si erano spesso verificate difficoltà interpretative, il disegno di legge chiarisce definitivamente che i referendum sono ammissibili anche in materia di leggi relative alla forma di governo. “Non è accettabile che un referendum su un consiglio cittadino per il clima venga dichiarato inammissibile perché, secondo la Commissione, i referendum sulla forma di governo non sono consentiti”, afferma Foppa. Il disegno di legge mira a chiarire questo punto in modo inequivocabile. Secondo, la Commissione dovrà essere formata tramite sorteggio tra esperte ed esperti di diritto pubblico: docenti universitari, avvocate e avvocati, ex giudici costituzionali. In questo modo si vuole evitare che gli stessi giudici che si erano espressi contro l’ammissibilità di un referendum decidano poi anche sui ricorsi.

Del disegno di legge provinciale n. 7/2023 è, invece, primo firmatario Alex Ploner (Team K), che dichiara: “È giunto il momento di smettere con le scuse. Già quattro anni fa avevo presentato in Consiglio provinciale una mozione sul tema delle firme online. Ciò che è possibile nel resto d’Italia non deve essere impedito qui. All’epoca, la SVP respinse la proposta adducendo motivi di tutela dei dati e di sicurezza informatica, promettendo di chiarire le questioni aperte entro la fine del 2021. Da allora è passato un tempo, direi, sufficiente. Un nuovo rifiuto di strumenti democratici così importanti, come la possibilità di firmare online o di firmare in qualsiasi comune e non solo in quello di residenza, dimostrerebbe solo che persiste una certa paura della partecipazione dei cittadini”.

I disegni di legge sono sostenuti anche dalla consigliera Myriam Atz della Süd-Tiroler Freiheit, che afferma: “La democrazia diretta vive del fatto che le persone possano partecipare attivamente e decidere insieme. Questo non deve fallire a causa di ostacoli inutili. Le procedure devono essere semplici, accessibili e utili. Quando la partecipazione diventa troppo complicata o faticosa, perde forza e credibilità. Per questo da anni mi batto affinché venga ridotto in modo significativo il numero di firme necessarie e sia introdotta la possibilità di firmare online. Purtroppo, queste proposte sono state ripetutamente respinte dalla maggioranza di governo in Consiglio. La democrazia deve invitare le persone a partecipare attivamente, non scoraggiarle!”

Sandro Repetto (PD) dichiara: “Ho deciso di sostenere questi disegni di legge in coerenza con la convinzione che la partecipazione debba essere promossa e facilitata, pur restando all’interno di un quadro istituzionale equilibrato, dove la responsabilità delle decisioni politiche rimane saldamente affidata agli organi democraticamente eletti.”

Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion), motiva il suo sostegno: “In tutto il mondo la partecipazione democratica e la libera formazione dell’opinione sono sempre più sotto pressione. È quindi ancora più importante rafforzare gli strumenti di democrazia diretta a livello locale e ridurre gli ostacoli ai referendum.”

Anche Jürgen Wirth Anderlan sostiene l’iniziativa: “Il popolo altoatesino è il nostro datore di lavoro e a esso siamo obbligati. Per questo, su temi importanti con effetti a lungo termine, devono esserci in futuro referendum obbligatori. JWA fa parte dell’Iniziativa per più democrazia e sosteniamo con piena convinzione questa proposta di legge, affinché finalmente il diritto alla partecipazione in Alto Adige sia efficace e concretamente applicabile.”

Tutti i presenti alla conferenza stampa ricordano che, prima delle elezioni provinciali del 2023, era stata data la promessa di sostenere la democrazia diretta in generale e le richieste contenute in questi disegni di legge in particolare. “Mantenere la parola data è l’essenza della politica. Chi promette qualcosa prima delle elezioni è chiamato a mantenerla, anche se è passato in maggioranza. Con i voti di Galateo, Scarafoni e Ulli Mair (che lo avevano promesso nel 2023) i disegni di legge passeranno. L’ora della verità è arrivata”, concludono i presenti Brigitte Foppa, Alex Ploner, Stephan Lausch, Myriam Atz, Sandro Repetto, Andreas Leiter Reber, Jürgen Wirth Anderlan, Madeleine Rohrer, Maria Elisabeth Rieder, Franz Ploner.

Maggiori informazioni:

In foto (da sx a dx, alto in basso): Paul Köllensperger, Jürgen Wirth Anderlan, Franz Ploner, Madeleine Rohrer, Otto von Aufschnaiter, Andreas Leiter Reber, Karl Zerzer, Konrad Hofer, Maria Elisabeth Rieder, Brigitte Foppa, Stephan Lausch, Alex Ploner, Myriam Atz.