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Questa legislatura, l’ultima di Arno Kompatscher come presidente provinciale, è segnata dal suo progetto di riforma dell’autonomia. Ciò che dieci anni fa era iniziato come un percorso partecipativo, con tavole rotonde aperte e decine di persone coinvolte nella convenzione sull’autonomia, si conclude ora con un documento che fatica a uscire dagli uffici dei ministeri a Roma. È stato negoziato a porte chiuse, e solo con difficoltà i/le rappresentanti politici/che dell’Alto Adige sono riusciti a raccogliere alcune informazioni.

“L’intera riforma è stata negoziata bypassando le persone, questo è un dato di fatto. Solo pochissimi cittadini e cittadine di questa terra hanno potuto seguire, per non parlare di partecipare, ciò che è stato negoziato. Si tratta di una grave mancanza nel metodo, anche perché il prezzo del progetto di riforma è stata l’alleanza di governo con post-fascisti e ultradestra”, ricordano i consiglieri Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler. Anche loro, come tutti, hanno dovuto attendere in questi giorni il testo che dovrebbe indicare la direzione futura dell’autonomia.

Un primo commento è comunque possibile, anche guardando indietro: “Nella convenzione si è giustamente sottolineato quanto sia importante coniugare l’autonomia (cioè l’autogoverno rispetto allo Stato) con una democratizzazione interna. Negli ultimi dieci anni, qui sono stati fatti solo piccoli passi. Alcuni, come i limiti di mandato, sono stati addirittura revocati. Le quote di genere e la democrazia diretta sono state conquiste faticose, e tutte sono state limitate proprio sul traguardo, dalla maggioranza in provincia”, afferma la capogruppo Brigitte Foppa. “Questo progetto di riforma, invece, si muove nuovamente solo sul livello Stato contro Provincia. Gli sviluppi nella convivenza all’interno dell’Alto Adige non sono stati portati avanti dal presidente della Provincia, ma dal partner di coalizione Urzì. Questo è molto significativo”, aggiungono i consiglieri Verdi.

Alcune prime valutazioni sui contenuti

La “lista della spesa” delle competenze si inserisce nella tradizione delle trattative autonomistiche degli ultimi decenni. I Verdi sono scettici (in attesa di vedere l’attuazione concreta, ancora incerta) riguardo al trasferimento di competenze su ambiente e urbanistica. “Non si deve cadere nell’automatismo che il decentramento sia sempre meglio. Proprio quando ci sono conflitti di interesse, come spesso avviene con urbanistica e ambiente, è vantaggioso avere un’istanza superiore che prenda le decisioni e fissi le regole. Più di una volta lo Stato ha avuto l’ultima parola in materia ambientale”, spiegano Foppa, Rohrer e Oberkofler.

Particolarmente problematico appare ai consiglieri Verdi il nuovo articolo 107. Questo stravolge il rapporto tra norma di attuazione e Statuto, e attribuisce alla Commissione dei Sei – che è in sostanza una rappresentanza dei governi (Stato e Provincia), e non dei Parlamenti – un ruolo per cui non è stata concepita. “Siamo d’accordo con gli esperti che affermano che la Commissione dei Sei non deve assumere il ruolo della Corte costituzionale”.

Un’ultima parola sulle novità previste per la convivenza tra i gruppi linguistici in Alto Adige. “Qui vediamo progressi, con luci e ombre. Un passo importante, che anche noi Verdi abbiamo sempre richiesto, è la riduzione del requisito di residenza a due anni. Anche un anno sarebbe stato sufficiente. Nel XXI secolo e in un’Europa senza frontiere, questo passo era ormai necessario”, dichiarano Foppa, Rohrer e Oberkofler. Accolgono con favore anche la possibilità di nominare un rappresentante del gruppo linguistico italiano in giunta comunale, quando solo un eletto appartiene a tale gruppo. Quello che invece genera più incertezza giuridica e possibili accordi sottobanco è la doppia variante per la composizione della giunta provinciale. Qui i Verdi non sono d’accordo. Avrebbero voluto una soluzione chiara e inequivocabile, per evitare ad ogni inizio legislatura dispute legali e per limitare le manovre politiche.

“Nel Consiglio provinciale straordinario, richiesto dall’opposizione, affronteremo nel dettaglio e con visione d’insieme il dibattito politico. Ma una cosa si può già dire, e lo confermano le affermazioni antidemocratiche sentite in questi mesi in Consiglio: il prezzo per il progetto di autonomia di Arno Kompatscher è stato alto. Troppo alto.”

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Oggi il Consiglio provinciale ha approvato in aula un ordine del giorno, proposto dal Gruppo Verde e collegato alla legge di bilancio (LGE 40/25), che prevede di valorizzare l’assistenza personale per le persone con disabilità. Si tratta di uno strumento fondamentale per garantire autodeterminazione e reale partecipazione sociale alle persone disabili, permettendo loro di decidere in piena autonomia il tipo di supporto a loro necessario nella vita quotidiana – a casa, sul lavoro, nello studio o nel tempo libero.

“Vogliamo finalmente dare forza a un diritto che in Alto Adige esiste, ma è ancora troppo poco conosciuto e utilizzato. Le persone con disabilità devono poter vivere in autonomia, senza dipendere da un sistema che le definisce solo in base alla propria malattia o alla necessità di cure”, affermano i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

L’approvazione di questo ordine del giorno permetterà di rendere l’assistenza personale più accessibile, conosciuta ed efficace, prevedendo, oltre ai fondi necessari:

  • un adeguamento regolare dei contributi finanziari per l’assistenza personale all’inflazione, per mantenere l’effettivo potere d’acquisto e l’efficacia della misura;
  • una campagna informativa mirata, per far conoscere il diritto all’assistenza personale a un pubblico più ampio.

Brigitte Foppa conclude: “Guardiamo al modello tirolese, dove l’assistenza personale è una realtà consolidata e utilizzata da più di cinquecento persone. In Alto Adige solo 14 persone ne beneficiano: è evidente che qualcosa non funziona. Questo è un primo passo per cambiare le cose, perché l’assistenza personale è molto più di un servizio: è uno strumento di libertà”.

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Anche quest’anno, in questo 11 aprile 2025, cade l’Equal Pay Day. È ancora necessaria una giornata dedicata a sensibilizzare il pubblico sulla disparità di retribuzione tra uomini e donne. La data è simbolica: cade nel giorno in cui una donna media finalmente raggiunge – con anche il proprio lavoro di tutto l’anno precedente – lo stesso guadagno di tutto l’anno precedente di un uomo medio. Se si pensa a una giornata lavorativa, un uomo termina il proprio lavoro alle 18. Una donna, per guadagnare lo stesso importo, potrà andare a casa alle 19:20.

Ancora oggi, infatti, per lo stesso lavoro e a parità di qualifiche, le donne vengono pagate meno degli uomini: in Alto Adige la disparità di retribuzione giornaliera tra uomini e donne che lavorano a tempo pieno è ancora del 17,3% nel settore privato e del 16,8% nel settore pubblico. I dati assoluti parlano chiaro: nel 2023, gli uomini che lavoravano nel settore privato percepivano in media 30.678 euro lordi all’anno, mentre le donne ne guadagnavano in media 19.822, il 35,4% in meno.

I motivi sono molteplici: le donne lavorano in settori poco retribuiti, hanno contratti peggiori, ad esempio a tempo determinato, hanno meno probabilità di ricoprire posizioni dirigenziali e interrompono la carriera per l’eventuale maternità. Anche se conosciamo le ragioni di questa disuguaglianza, è difficile risolvere il problema, che può portare alla povertà di molte donne in età pensionistica.

L’Equal Pay Day provinciale quest’anno punta l’attenzione in particolare alle attività professionali autonome e alle imprese – ambiti in cui la disuguaglianza di genere è spesso meno visibile, ma non per questo meno reale.

“La parità salariale non deve essere un privilegio, ma un diritto fondamentale. Ogni giorno in cui una donna guadagna meno di un uomo per lo stesso lavoro è un giorno di troppo. Vogliamo fermare questa ingiustizia e rafforzare il nostro impegno politico per una società più equa, dove il valore del lavoro non dipende dal genere”, affermano i consiglieri provinciali Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

I bambini e le bambine che crescono in povertà hanno spesso un accesso limitato all’istruzione, all’assistenza sanitaria e alla partecipazione sociale. Questo compromette gravemente il loro sviluppo e le loro prospettive future. La povertà non significa solo mancanza di beni materiali, ma ha molte facce: si manifesta nella mancanza di un’alimentazione sana, in condizioni abitative inadeguate, nella mancanza di materiali scolastici o nell’impossibilità di partecipare ad attività ricreative. Sebbene in Alto Adige esistano già misure di sostegno, queste non sono sufficienti per combattere efficacemente la povertà infantile.

Secondo i dati più recenti (anno 2018), circa il 14,6% dei minorenni in Alto Adige è a rischio di povertà. Le famiglie monoparentali e quelle con più figli sono particolarmente colpite. Il carico finanziario è sicuramente aumentato negli ultimi anni a causa dell’inflazione.

Per ridurre gli ostacoli burocratici e garantire una stabilità economica a ogni bambin* in Alto Adige, il Gruppo Verde ha presentato oggi in Consiglio provinciale una mozione per introdurre un reddito di base per minori. In diversi Paesi, questa misura è già realtà da molti anni.

Tuttavia, per la Giunta provinciale non è ancora il momento giusto per una misura del genere e la mozione è stata respinta. Secondo l’assessora provinciale Pamer, al momento ci sono altre priorità.

“Un segnale molto deludente per tutte le famiglie che in Alto Adige vivono in povertà. Il Consiglio provinciale aderisce alla rete contro la povertà e nello stesso giorno respinge una mozione che avrebbe potuto migliorare a lungo termine la situazione di molt* bambin* che crescono in condizioni di vulnerabilità. Anche il tentativo di trovare un compromesso è mancato”, ha dichiarato il primo firmatario Zeno Oberkofler.

“Ogni bambino e ogni bambina dovrebbe avere le stesse opportunità di crescita nella vita. Vivere un’infanzia serena, in sicurezza economica, partecipare a una gita scolastica, frequentare un corso di nuoto o imparare a suonare uno strumento musicale dovrebbe essere un diritto per tutti i bambini e le bambine, non un privilegio. Investire nei nostri bambini significa investire nel nostro futuro. Peccato che oggi, in Consiglio provinciale, questa occasione sia stata sprecata”, hanno dichiarato i consiglieri verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.

Cons. prov.
Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer

Chiara RABINICurriculum VitaeCasellario giudiziario

Rudolf BENEDIKTERCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Cornelia BRUGGERCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Luca Laurenti DI BIASIOCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Francesca CALIFANOCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Silvia DI PANFILOCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Bertrand Johannes RISE’Curriculum VitaeCasellario giudiziario

Meike HOLLNAICHERCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Michelangelo LAMONACACurriculum VitaeCasellario giudiziario

Marcella FACCINICurriculum VitaeCasellario giudiziario

Pier Paolo SERRACurriculum VitaeCasellario giudiziario

Giorgia MARTINOLLICurriculum VitaeCasellario giudiziario

Dominik SCHÖPFCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Michela BERTINCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Pascal Daniel VULLOCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Anuka HOSSAINCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Sadet ABDUSHICurriculum VitaeCasellario giudiziario

Sonia ABRATECurriculum VitaeCasellario giudiziario

Paola AMADEICurriculum VitaeCasellario giudiziario

Samir BEN HAJ HASSENCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Mohammed CHBAIKICurriculum VitaeCasellario giudiziario

Erica FASSACurriculum VitaeCasellario giudiziario

Antonio FAVARICurriculum VitaeCasellario giudiziario

Claudia FERRARICurriculum VitaeCasellario giudiziario

Antonio FERREMICurriculum VitaeCasellario giudiziario

Matteo GROPPOCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Margaret KOMPATSCHERCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Carla LEVERATOCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Katherina LONGARIVACurriculum VitaeCasellario giudiziario

Ingeborg MAHLKNECHTCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Serenella MARGOTTICurriculum VitaeCasellario giudiziario

Fabio MASIEROCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Annamaria MOLINCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Sandra MONTALICurriculum VitaeCasellario giudiziario

Giorgio NESLERCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Urban NOTHDURFTERCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Antonio PERUFFOCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Valter RIGONCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Marius ROMENCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Rosina RUATTICurriculum Vitae Casellario giudiziario

Marino SARTINCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Markus SCHWITZERCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Ulrike SPITALERCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Elda TOFFOLCurriculum VitaeCasellario giudiziario

Andrea TOMASICurriculum VitaeCasellario giudiziario

Loredana MOTTA (solo circoscrizione) – Curriculum VitaeStrafregisterauszug

Comunicato stampa

L’assessore provinciale Brunner e la SVP sconfessano ancora una volta la politica a protezione del clima e lasciano che il piano climatico scompaia in uno dei cassetti più nascosti: in sede di commissione legislativa, i consiglieri della SVP hanno, infatti, cancellato il riferimento al piano climatico dalla legge provinciale sulla riforma dell’edilizia abitativa, senza alcuna replica da parte dell’assessore provinciale competente. “Quando si parla di protezione del clima, la SVP non fa altro che fare proclami a cui non segue alcuna azione concreta”, afferma Madeleine Rohrer, consigliera e vicepresidente della seconda commissione legislativa.

Il disegno di legge provinciale sulla riforma dell’edilizia abitativa prevede la creazione di spazi abitativi con i relativi vincoli per garantire continuità abitativa ai residenti e afferma, tra l’altro, “che solo una esigua parte del territorio provinciale è adatto all’insediamento permanente, nonché per ridurre il consumo netto di nuovo suolo in attuazione del Piano Clima Alto Adige 2040”. Questo piccolo riferimento al piano climatico sembrava evidentemente troppo per i consiglieri dell’SVP: Josef Noggler e Franz Locher hanno presentato, infatti, un emendamento già prima della seduta, ovvero un documento non elaborato nel corso della commissione, come ogni tanto accade, ma pensato proprio con l’obiettivo di eliminare il riferimento al piano climatico dalla legge. Nel corso della commissione, tutti i consiglieri della SVP, compreso il capogruppo SVP, hanno naturalmente votato a favore, come se non esistesse l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2040 o non fosse mai esistito un Consiglio dei cittadini per il clima. Un’evidente dichiarazione di disinteresse per la tutela del clima. “L’assessore provinciale allo sviluppo del territorio e alla tutela del clima evidentemente non riconosce l’urgenza della crisi climatica, visto che non ha detto una sola parola in difesa del piano climatico”, ha dichiarato Rohrer.

La proposta dei Verdi di inserire la protezione del clima nei piani di settore della Provincia e nei programmi di sviluppo comunale è stata respinta con due soli voti a favore (Verdi e PD) e il voto contrario del partito di governo SVP. “La nostra proposta mirava a garantire che al momento dell’approvazione dei vari piani, alcuni dei quali hanno comportato grande dispendio di denaro, venisse indicato che il piano stesso rispondesse ai criteri di neutralità climatica dichiarati come obiettivo per il 2040 dal Presidente della Provincia”, ha affermato Rohrer, prima firmataria.

I consiglieri provinciali Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler hanno annunciato l’intenzione di ripresentare i loro emendamenti per sancire la protezione del clima quando la legge sarà discussa in Consiglio. “L’Alto Adige merita una politica climatica coraggiosa e audace”, affermano i tre consiglieri Verdi.

Cons. prov.
Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Il grande tema della legislatura Kompatscher III è la riforma dell’autonomia. Con questo obiettivo dichiarato, il presidente della Provincia e il suo partito si sono alleati anche con i partiti di destra che governano a Roma, tra cui forze politiche postfasciste e nazionaliste. “Sono state forti in provincia l’indignazione e la delusione per questa decisione, che Arno Kompatscher ha preso senza alcun preavviso durante le elezioni. Molti altoatesini e altoatesine non gli hanno ancora perdonato il modo in cui li ha ingannati”, ricordano i consiglieri verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

“Tanto più importante sarebbe ora, nel processo di riforma dell’autonomia, recuperare il coinvolgimento che è mancato finora. Ma niente di tutto ciò sta accadendo. Regolarmente, quando succede qualcosa, ne veniamo a conoscenza solo dai giornali. Il Consiglio provinciale, massimo organo democraticamente eletto, viene sempre informato per ultimo, e solo su richiesta dell’opposizione. Anche la seduta straordinaria del Consiglio richiesta si terrà solo dopo l’assemblea provinciale della SVP. Fino ad allora, restano incontrastate le valutazioni soggettive dei negoziatori della maggioranza – che, prevedibilmente, raccontano solo gli aspetti positivi”, sottolinea criticamente il Gruppo Verde.

Le notizie riportate dai media sono ufficiose e, di conseguenza, anche i commenti possono solo essere ufficiosi. Il boccone amaro dell’interesse nazionale deve essere “buttato giù”, per non doversi più muovere nell’ambito delle “grandi riforme economico-sociali dello Stato” – chissà. Urbanistica ed ecosistemi dovrebbero passare in mano alla Provincia, cosa che ha anche dei lati oscuri. “Valuteremo nel merito il pacchetto finale sull’autonomia. Finora mancano i testi legislativi concreti”, affermano i consiglieri Verdi. “Sempre sulla base di un testo non ancora disponibile, si può solo supporre che Fratelli d’Italia sia riuscita a far passare alcune modifiche. Il pacchetto ‘Arno & Urzì’ potrebbe contenere delle novità. Cosa contiene lo scopriremo in Consiglio provinciale il giorno dopo la SVP”, affermano Foppa, Rohrer e Oberkofler.

Ricordano infine che all’inizio dell’era Kompatscher c’era stata una Convenzione sull’autonomia. Che tempi quelli!

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Nella legge sull’abitare si nasconde un articolo sulle autorizzazioni paesaggistiche. Un altro tentativo di questa Giunta provinciale di indebolire la tutela del paesaggio.

La Giunta provinciale, composta da SVP e partiti di destra, non ha alcun riguardo per la tutela del paesaggio, anzi. “Sfruttano ogni occasione per indebolirla e lo dimostra la legge sull’abitare”, afferma Madeleine Rohrer in vista dell’esame della legge questo venerdì in commissione legislativa. Solo grazie a un emendamento dei Verdi e alla forte protesta delle associazioni ambientaliste, la Giunta provinciale a novembre ha dovuto ritirare la sua proposta di eliminare il requisito dell’unanimità per le valutazioni ambientali. Ora arriva un nuovo attacco: al momento, la Ripartizione Natura, paesaggio e sviluppo del territorio non ha scadenze per concedere o negare un’autorizzazione paesaggistica; un articolo della legge sull’abitare, invece, prevede in futuro una scadenza di soli 60 giorni. Al termine di questa scadenza, la decisione passerà al comune.

Un’autorizzazione paesaggistica è necessaria, tra le altre cose, per progetti complessi come l’ampliamento dell’aeroporto, la realizzazione di strade per le malghe e la costruzione di bacini di accumulo con una capacità superiore ai 500 metri cubi. Attualmente, in Alto Adige, sono in corso accesi dibattiti su diversi progetti di bacini di accumulo. Quello previsto nella foresta di Monticolo dovrebbe contenere 95.000 m³ d’acqua. Altri due bacini dovrebbero essere realizzati nella popolare area escursionistica e di svago di Rastenbach/Bosco di Castelvecchio, con una capacità rispettivamente di 135.000 e 85.000 m³.

“Sappiamo tutti ormai che la Provincia fatica a trovare personale a sufficienza. È lecito pensare male e sospettare se progetti del genere potranno in futuro essere valutati in piena estate o durante le vacanze di Natale entro soli due mesi”, dichiarano i consiglieri provinciali verdi Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler. Temono che la Giunta provinciale in futuro possa semplicemente ignorare i progetti più delicati. Se l’ufficio competente non agisse entro il termine, la “patata bollente”, come nel caso dei bacini di accumulo nei boschi, passerebbe ai comuni. A rimetterci sarebbero i cittadini e la società civile, che nella maggior parte dei casi non saprebbero nemmeno più chi – la Provincia o il Comune – sia responsabile della valutazione di un progetto e come partecipare al processo decisionale.

I Verdi presenteranno nuovamente un emendamento per eliminare questo articolo. “L’Alto Adige è speciale anche grazie al suo paesaggio e alla sua natura unici. Ma la natura non è infinita – e nemmeno infinitamente sfruttabile”, conclude Rohrer.

Cons. prov.
Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Garantire autodeterminazione alle persone vulnerabili e contrastare la povertà infantile: questi sono gli obiettivi delle due mozioni che il Gruppo Verde porterà nella seduta del Consiglio provinciale di aprile. Le proposte sono state presentate durante una conferenza stampa.

“Vogliamo che il Consiglio Provinciale dedichi la sua attenzione a due gruppi di persone che spesso non sono al centro del dibattito: le persone con disabilità e bambini e bambine. Difendiamo il diritto delle persone vulnerabili a progettare il proprio futuro e affermiamo la necessità di un supporto economico adeguato a tutti i minori – temi che dobbiamo affrontare con la serietà che meritano”, dichiarano i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

Progetto esistenziale di vita

“Tutti e tutte ci chiediamo che ne sarà dopo di noi. Tanto più se lo chiedono genitori di persone con disabilità. Per facilitare la vita delle persone vulnerabili, una volta che restano sole, vogliamo implementare, anche nella nostra provincia, il Progetto esistenziale di vita”, afferma la consigliera Brigitte Foppa, prima firmataria della mozione omonima.

Il “Progetto esistenziale di vita” si ispira all’iniziativa già avviata a Reggio Emilia, dove è stato istituito un registro pubblico dedicato ai piani di vita delle persone con bisogni speciali. L’obiettivo è quello di dare voce all’aspirazione di una vita indipendente ed autodeterminata, progettando il proprio futuro per quando i familiari non saranno più in grado di dare supporto.

“Con l’istituzione del Progetto esistenziale di vita vogliamo garantire che ogni persona vulnerabile venga riconosciuta e rispettata nella sua unicità. L’articolo 3 della Costituzione ci ricorda che è compito delle istituzioni rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Il Progetto esistenziale di vita risponde a questa esigenza, offrendo agli Amministratori di Sostegno e agli operatori sociali una bussola per prendere decisioni nel rispetto della storia, delle abitudini e dei desideri della persona fragile”, afferma Roberta Rigamonti, Direttrice dell’Associazione per l’Amministrazione di Sostegno.

“L’autodeterminazione deve essere un diritto per tutte e tutti, e servono degli strumenti adeguati. Raccogliere e depositare in Comune il piano di vita delle persone con disabilità, con le preferenze, le abitudini, le aspirazioni ecc. è uno di questi strumenti e noi vogliamo che venga istituito anche in Provincia di Bolzano”, così Foppa.

Sicurezza economica per i minori

La seconda mozione propone l’introduzione di una misura di sostegno economico unificata per i figli, per contrastare la povertà infantile. L’attuale sistema di aiuti è frammentato e spesso inadeguato a garantire una reale equità sociale. Il Gruppo Verde mira ad assicurare a bambin* e ragazz* pari opportunità di crescita e sviluppo, con particolare attenzione alle famiglie monoparentali, spesso più esposte al rischio di difficoltà economiche.

“Ogni bambino e ogni bambina ha diritto a un’infanzia dignitosa e pari opportunità, indipendentemente dalla condizione economica della propria famiglia. L’attuale sistema di aiuti non è sufficiente: è tempo di una riforma strutturale che garantisca una sicurezza economica a giovani e bambini” dichiara il primo firmatario della mozione, Zeno Oberkofler.

Le due mozioni vogliono portare maggiore attenzione ai bisogni della cittadinanza, promuovendo misure concrete per migliorare la qualità di vita in Alto Adige.

Maggiori informazioni:

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Le giovani donne usano ancora principalmente la pillola anticoncezionale (comprensibilmente) per prevenire gravidanze. Nonostante le controindicazioni, rimane il metodo contraccettivo più comodo e diffuso tra le giovani donne, consentendo loro di decidere autonomamente se rimanere incinte o meno.

I costi sono elevati, soprattutto per le giovani e giovanissime, arrivando fino ai 25 euro al mese. Per questo motivo, una delle cinque richieste espresse a gran voce durante la manifestazione “Donne in marcia” era che i contraccettivi fossero resi disponibili gratuitamente alle donne sotto i 28 anni. Il Gruppo Verde in Consiglio provinciale ha portato questa richiesta in commissione legislativa, dove è stata discussa oggi.

“La discussione è stata a tratti surreale, persino assurda”, ha dichiarato la prima firmataria Brigitte Foppa. “Abbiamo sentito dagli uomini presenti che la pillola sarebbe problematica e che gli uomini dovrebbero usare il preservativo. L’assessore provinciale Messner ha detto che, al momento, non è opportuno distribuire la pillola gratuitamente”, hanno aggiunto Foppa e il membro della commissione Oberkofler.

La proposta è stata respinta con 3 voti contrari (Locher, Rabensteiner, Scarafoni), 2 astensioni (Ploner F., Deeg) e 1 voto favorevole (Oberkofler).

La contraccezione gratuita nei consultori non solo promuove la salute, ma contribuisce anche alla riduzione delle gravidanze indesiderate e degli aborti. Infatti, nei Paesi europei dove questa normativa è già stata introdotta, le gravidanze indesiderate stanno diminuendo, così come cala il numero delle interruzioni volontarie di gravidanza (dal 9,5% al 6%). Contemporaneamente aumenta il tasso di natalità, a dimostrazione del fatto che un approccio aperto rispetto alla contraccezione libera e informata non incide negativamente su di esso, ma al contrario lo fa crescere.

“Eppure, persino il Consiglio dei Comuni aveva raccomandato di inserire la distribuzione gratuita nel disegno di legge”, ha affermato Foppa. “Siamo di nuovo nella situazione in cui sono gli uomini, nel nome dell’autodeterminazione delle donne, a decidere cosa sia giusto per loro. Sono indignata e furiosa. Nella mia lunga carriera politica, non avrei mai pensato di tornare a questo livello”, ha concluso Brigitte Foppa, che ripresenterà la proposta in aula nel Consiglio provinciale.

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler
Madeleine Rohrer