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INTERROGAZIONE.

L’articolo 4 della legge 9/2018 “Territorio e paesaggio” prevede la nomina nella Commissione comunale per il territorio e il paesaggio di 6 esperti/e in varie materie, scelti/e dal “Registro degli/delle esperti/e” (art. 9). Le nuove commissioni sono nate all’insegna della prevalenza dell’aspetto tecnico su quello politico, che invece era molto presente nelle vecchie commissioni comunali.  Tuttavia, potrebbe capitare il caso che una persona che è stata eletta in consiglio comunale sia anche un/a tecnico/a iscritto/a al registro degli/delle esperti/e. In questo caso un comune (il suo o un altro) può nominarlo/a nella nuova Commissione?

Si chiede:

  1. Un/a consigliere/a comunale che è anche iscritto/a al registro degli/delle esperti/e di cui all’art.9 della legge n. 9/2018, può essere nominato/a come esperto/a nella Commissione comunale per il territorio e il paesaggio dello stesso comune in cui è consigliere/a comunale, o c’è una incompatibilità? E nel caso che la persona ricopra anche la carica di assessore/a nello stesso comune, c’è incompatibilità?
  2. Un/a consigliere/a comunale che è anche iscritto/a al registro degli/delle esperti/e di cui all’art.9 della legge n. 9/2018, può essere nominato/a come esperto/a nella Commissione comunale per il territorio e il paesaggio in un comune diverso da quello in cui è consigliere/a comunale? E nel caso che la persona ricopra anche la carica di assessore/a, (sempre di un comune DIVERSIO) c’è incompatibilità?

Si chiede di specificare nelle risposte 1 e 2, su quale normativa esse trovano fondamento.

 

Bolzano, 27 gennaio 2021

Cons. prov.

Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

 

Qui potete scaricare la risposta della giunta.

MOZIONE.

In Germania il ministero federale dell’economia edell’energia (BMWi) incarica ogni anno due aziende esterne di analizzare gli indicatori economici dell’industria culturale e creativa. In questo studio rientrano per esempio il numero di imprese, il fatturato oppure il valore aggiunto lordo del settore. Il conseguente rapporto di monitoraggio dell’industria culturale e creativa fornisce informazioni sulla posizione della cultura rispetto ad altri settori, e dove vi è eventualmente necessità di agire.

Secondo la definizione su cui si basano le analisi effettuate su incarico del BMWi, l’industria culturale e creativa comprende la musica, l’editoria, il cinema, la radio, gli spettacoli dal vivo e le arti visive, il design, l’architettura, la carta stampata, la pubblicità, i videogiochi/il software e altri settori come le biblioteche, gli archivi, i monumenti, gli orti botanici e l’intrattenimento.

I risultati contenuti nel rapporto per il 2019 sono strabilianti: nel 2018 l’industria culturale ha prodotto all’incirca 100,5 miliardi di euro di valore aggiunto lordo, superando settori come l’industria
chimica, l’approvvigionamento energetico o i servizi finanziari, e attestandosi più o meno sulle stesse cifre dell’industria meccanica. In Germania solo l’industria automobilistica produce un valore
aggiunto più elevato. Per quanto riguarda il numero degli occupati, l’industria culturale e creativa è incontestabilmente al primo posto. Nessun altro settore economico occupa un numero così alto di persone. Persino l’industria automobilistica e quella meccanica ne contano meno.

Questo calcolo del valore aggiunto è di fatto molto importante perché oltre a rilevare, sulla base di questi indicatori economici, lo stato dell’industria culturale e creativa nel suo insieme, prende anche in esame distintamente le varie aree di attività del settore.

Un grande problema che l’industria culturale ha da sempre è che molto spesso non viene percepita come un fattore economico a tutti gli effetti. I succitati numeri mostrano la realtà dei fatti ed evidenziano il “valore” oggettivo di questo settore. E anche in Alto Adige sono molti coloro che vivono di cultura. Per citare solo alcuni esempi, anche nella nostra provincia si visitano musei, si leggono libri, si guardano film, ma anche si costruiscono musei, si scrivono e vendono libri e si producono e girano film.

L’Alto Adige è una provincia culturalmente variegata. La nostra arte e la nostra scena culturale non devono temere confronti con altri paesi e altre regioni. Il nostro paesaggio è uno scenario ottimale per numerosi film. In provincia si contano sui 150 musei e spazi espositivi. Design, arte, architettura ecc. sono di qualità. Il rilevamento esatto del valore aggiunto prodotto in questo settore darebbe modo alla nostra provincia di istituire confronti ad alti livelli. Inoltre, un raffronto su scala internazionale potrebbe rivelarsi utile per valutare con quali altri territori possiamo competere. Per il settore culturale e creativo disporre di uno studio di questo tipo si tradurrebbe in una valorizzazione del comparto e nel contempo fornirebbe un supporto argomentativo per affrontare la questione della promozione e dei finanziamenti.

Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica quindi la Giunta provinciale

  1. di commissionare a una struttura indipendente un’indagine della situazione economica dell’industria culturale e creativa in Alto Adige; di incentrare l’indagine sul numero delle imprese, sul fatturato dell’industria culturale e creativa nonché sul valore aggiunto lordo di questo settore;
  2. di pubblicare i risultati dell’indagine all’interno di un rapporto comprendente gli indicatori economici;
  3. di coinvolgere per l’intera durata del progetto gli attori direttamente interessati nonché esperte ed esperti ovvero di raccogliere le loro richieste.

 

BZ, 30.06.2020

Consiglieri provinciali
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler
Riccardo Dello Sbarba

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

In risposta alla nostra interrogazione n. 1188/20 su Alperia, l’assessore ha riferito che nel piano industriale si punta a “potenziali aggregazioni territoriali, specialmente nel Nord Est”.

Si chiede:

  1. Quando Alperia parla di “potenziali aggregazioni territoriali”, intende alleanze o fusioni?
  2. Se intende alleanze, con chi e quali obbiettivi? Sono stati fatti passi concreti?
  3. Se intende vere e proprie fusioni, con chi e quali obbiettivi? Sono stati fatti passi concreti?
  4. Alperia ha ricevuto manifestazioni di interesse – considerando anche quelle considerate non interessanti – da parte di qualche società energetica fuori provincia per possibili fusioni?
  5. Al momento della costituzione di Alperia si era parlato di possibili fusioni con TIWAG e/o Dolomiti Energia: sono prospettive ancora attuali? E se sì, si sono fatti passi e quali?
  6. Se di fusioni non si parla, sono in atto o progettate sinergie con TIWAG e/o Dolomiti Energia?

Bolzano, 24 gennaio 2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ

In risposta alla nostra interrogazione n. 1188/20 sulle strategie future di Alperia, l’assessore ha riferito che nel piano One Vision 2020-2024 è previsto che “l’80% degli investimenti [sia] indirizzato ad almeno 10 obbiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite (UN SDGs)”. Ricordiamo che gli obiettivi approvati dall’Onu nella “Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile” sono in tutto 17.

Si chiede:

  1. Quali sono i 10 obbiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite (UN SDGs) in cui Alperia ha intenzione di concentrare l’80% dei suoi investimenti 2020-2024?
  2. Quali di questi 10 obbiettivi non rientrano “naturalmente ed ovviamente” nella attività tipica della società Alperia, anche se non fossero enunciati dall’Onu? In altre parole, si chiede quali obbiettivi in più rispetto alla sua attività tipica Alperia ha deciso di recepire dall’Agenda 2030 dell’Onu?
  3. In quali attività, progetti o operazioni di qualsiasi tipi si concretizzerà “l’80% degli investimenti indirizzato ad almeno 10 obbiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite”?

Bolzano, 24 gennaio 2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

Nel fine settimana del 24 gennaio 2021 si è svolta la gran fondo Dobbiaco-Cortina. Dalle immagini si è notata una assenza di pubblico lungo il percorso ma un certo affollamento sia alla partenza che all’arrivo, mentre ci si chiede se è stata rispettata la distanza di sicurezza e l’uso di mascherine. Dalle immagini trasmesse in tv qualche dubbio sorge. Per non parlare della massa dei partecipanti.

Si chiede:

  1. In base a quali valutazioni è stato deciso di confermare la Dobbiaco-Cortina e chi ha preso questa decisione?
  2. Quali sono state le regole decise e le misure prese per ridurre il rischio di contagio da Covid in questa grossa manifestazione sportiva?
  3. Come è stata organizzato e da chi il controllo sul rispetto di tali regole?
  4. Sono state rilevate infrazioni alle regole anti Covid e se sì, quante, da parte di chi e di che tipo?
  5. In base all’esperienza fatta con la Dobbiaco-Cortina è possibile trarre qualche insegnamento per future manifestazioni sportive? Se sì, quali?

Bolzano, 24 gennaio 2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

In risposta alla nostra interrogazione n. 1188/20 sulle strategie future di Alperia, l’assessore ha riferito che nel piano One Vision 2020-2024 è previsto un “focus di crescita incentrato sulla transizione energetica e clienti con investimento di oltre 500 milioni in interventi di risanamento energetico di edifici”. Noi Verdi abbiamo sempre sostenuto che il sostegno al risanamento di edifici dovesse essere uno degli impegni futuri dell’azienda energetica pubblica.

Si chiede:

  1. Questi clienti con investimento di oltre 500 milioni in interventi di risanamento energetico di edifici sono già acquisiti, oppure si tratta di un obbiettivo ancora da perseguire?
  2. Si tratta di risanamenti in edifici pubblici o privati? E’ possibile sapere dove e per quali edifici questi risanamenti verranno fatti?
  3. Qual è il modello predisposto da Alperia per questi casi, e in particolare – se esistono – per i clienti privati? Il progetto e i lavori sono compito del privato, o in parte vengono fatti anche da Alperia? Alperia anticipa l’investimento, che poi viene restituito nel tempo? Si chiede di esporre nei particolari il tipo di operazione progettata e il ruolo di Alperia.
  4. E’ prevista una campagna di informazione su questo progetto, in modo da attrarre clienti? Come si svolgerà?

Bolzano, 24 gennaio 2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

Il “Progetto di piano di tutela delle acque” è stato pubblicato nel BUR il 30.01.2020, ma per la pandemia i termini hanno subito un rinvio: per i pareri dei comuni, ad esempio, al 20 agosto 2020. Il termine europeo per una qualità ecologica “buona” delle acque è il 2027 (termine prorogato, rispetto alla prima scadenza fissata al 2015).

Si chiede alla Giunta provinciale:

  1. Il nuovo “Piano di Tutela delle acque” è stato poi approvato? Se sì, quando?
  2. Se no, a che punto è la procedura e quando si può prevederne l’approvazione?
  3. Il termine fissato dalla UE per raggiungere l’obiettivo ambientale di “buona qualità” dei corpi idrici è ancora fissato al 2027?
  4. Questo termine europeo è ordinatorio o perentorio? Se è perentorio, quali conseguenze sono previste in caso di mancato rispetto?
  5. Se il termine europeo resta invariato, e visti i tempi lunghi di approvazione del Piano di tutela delle acque, pensa la Provincia di raggiungere gli obbiettivi di una qualità “buona” dei corpi idrici entro questo termine e come?

Bolzano, 20 gennaio 2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

Rappresentanza femminile anche nelle commissioni comunali: il Consiglio regionale approva.

Dopo un lungo iter che sembrava non finire mai, finalmente il disegno di legge presentato dai Verdi Grüne Verc per garantire anche nelle commissioni comunali la presenza delle donne è stato approvato, grazie a una maggioranza trasversale che ha lavorato e sostenuto un compromesso positivo maturato in mesi di dibattito.
“Le commissioni comunali erano l’ultimo organo democratico in cui la rappresentanza di genere non era ancora garantita. Ora abbiamo coperto questo buco legislativo” commenta soddisfatta la prima firmataria Brigitte Foppa. Già a febbraio scorso sembrava ci fosse una maggioranza disposta a votare la proposta del Gruppo Verde, ma la seduta era stata interrotta. Questa volta invece la discussione è stata portata a termine.
“Tante donne ci hanno supportate in questi mesi, anche con delle azioni dimostrative. Con Maria Elisabeth Rieder e Lucia Coppola lo scorso febbraio ci siamo presentate in Consiglio con dei baffi finti, chiedendo: ‘bisogna proprio essere maschi per entrare nelle commissioni?’. A marzo sempre dell’anno scorso tante donne hanno fatto lo stesso postando la propria foto con baffi e barbe in internet. Le voglio ringraziare per la pazienza e il supporto. E ringrazio anche la consigliera comunale Teresa Fortini che nel lontano 2017 fa mi ha portato la problematica e mi ha spinta a fare questa proposta. Per portare avanti dei cambiamenti, seppur piccoli, si ha bisogno di tante teste e di tante mani” conclude Brigitte Foppa.

Ora finalmente anche i nostri comuni si sono adeguati agli standard di rappresentanza plurale e democratica previsti dalla legge italiana e richiesti dall’Europa.

Trento, 20.01.2021

Cons. reg.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

Disegno di legge provinciale.

ai fini della presente legge, con il termine “habitat” si intendono aree circoscritte popolate da comunità funzionali di specie animali e vegetali. Si tratta di siti che, a causa delle loro ridotte dimensioni, spesso vengono alterati o distrutti da interventi tecnici sul paesaggio o da uno sfruttamento eccessivo. Gli habitat fungono spesso da rifugio per specie animali e vegetali selvatiche all’interno di aree agricole a sfruttamento intensivo o in altri contesti paesaggistici quali i boschi e le praterie alpine.

La distruzione degli habitat naturali comporta la perdita di specie animali e vegetali che in essi vivono. Negli ultimi decenni ciò ha messo in pericolo numerose specie, tanto che oggi in provincia di Bolzano almeno il 40% delle specie animali conosciute e il 30% delle specie vegetali sono a rischio o addirittura in via d’estinzione.

La crisi della biodiversità nella nostra provincia può essere contrastata solo preservando al più presto gli habitat esistenti dalla distruzione e ripristinando la funzionalità degli habitat che sono stati alterati in passato. La perdita di biodiversità ha, naturalmente, svariate cause, che vanno dal riscaldamento globale al consumo del suolo, dall’inquinamento all’agricoltura intensiva.

Nel periodo compreso tra il 1998 e il 2010, la procedura di autorizzazione degli interventi non sostanziali per uso agricolo ha consentito di alterare o distruggere un gran numero di habitat naturali di grande pregio. Si calcola che in questo modo nella provincia di Bolzano siano andate distrutte alcune migliaia di habitat meritevoli di tutela.

Nel 2010 il Consiglio provinciale ha finalmente varato la tanto attesa legge sulla tutela della natura (L.P. 6/2010), che stabilisce quali habitat sono integralmente o parzialmente protetti. Gli habitat elencati in questa legge, come le zone umide e le sezioni aride, si trovano spesso nel verde agricolo (aree prative, aree prative alberate, prati e pascoli). Se è possibile continuare a destinarli a un utilizzo, non è invece consentito alterarli né tanto meno distruggerli.

Tuttavia il quadro giuridico esistente si è rivelato del tutto inadeguato (come dimostra una serie di reati documentati e rimasti impuniti), per cui urge un inasprimento della normativa volta a proteggere gli habitat a rischio.

Sui nostri pascoli alpini e subalpini esistono habitat come le torbiere alte, le torbiere basse, le torbiere primaverili, gli habitat umidi, che spesso sono del tutto sprovvisti di protezione e quindi esposti al calpestio da parte di cavalli e bestiame. I cavalli e i bovini delle razze attualmente in uso sono generalmente grossi e pesanti, e quando pascolano o transitano nei suddetti habitat causano gravi danni da calpestio, che non di rado innescano a loro volta fenomeni di erosione. Molti di questi habitat sono ormai del tutto alterati o parzialmente distrutti. Il foraggio che cresce in questi siti ha un valore nutritivo molto modesto per il bestiame, in quanto sono ricoperti per lo più da giuncacee e ciperacee. Ai cavalli invece piace molto scorrazzare in queste nicchie naturali.

Quindi, in questi casi, si può trovare una soluzione semplice e rapida, mediante una conduzione mirata dei pascoli oppure recintando temporaneamente o definitivamente questi habitat. Nel far ciò occorre prestare attenzione alla funzionalità ecologica e alla superficie minima di ciascun tipo di habitat: mentre le torbiere primaverili sono ecologicamente funzionali già con una superficie minima di pochi metri quadrati, per le torbiere alte e basse la superficie minima può variare dai 50 ai 100 metri quadrati. Il Servizio forestale dovrebbe essere in grado, tramite i suoi esperti, di fornire
consulenza ai conduttori dei pascoli ai fini dell’attuazione dell’iniziativa per la salvaguardia degli habitat.

BZ, 19.01.2021

Landtagsabgeordneter
Hanspeter Staffler

 

Qui potete scaricare il  disegno di legge completo e il parere del Consiglio dei Comuni.

COMUNICATO STAMPA.

Se in Consiglio comunale vengono elette delle donne, allora devono essere rappresentate anche nelle Commissioni comunali. Sembra essere una cosa ovvia. Eppure ancora per i nostri comuni non è così: l’obbligo di rappresentanza di genere è infatti previsto per tutti gli organi democratici eccetto che per le commissioni comunali. Per questo motivo i Verdi Grüne Verc hanno presentato un disegno di legge in Consiglio regionale per garantire la presenza delle donne anche in queste istituzioni democratiche. La discussione è iniziata ormai un anno fa. Domani, mercoledì 20 gennaio 2021 si arriverà finalmente alla votazione.

Breve cronistoria:
Il 14 febbraio 2019 Brigitte Foppa presenta il disegno di legge in cui viene prevista una “adeguata rappresentanza di genere” nelle commissioni comunali.

La trattazione nella prima Commissione legislativa si conclude il 12 giugno 2019 con una bocciatura.

Il 12 febbraio 2020 la Consigliera Foppa presenta un emendamento sottoscritto anche da esponenti di Futura, SVP e Team K. Questo viene poi modificato con un subemendamento, proposto dal Consigliere Lanz, con cui viene inserita una presenza femminile nelle commissioni proporzionale rispetto alle donne elette in consiglio comunale.

Il 13 febbraio 2020 il disegno di legge arriva in Consiglio regionale. Dopo un lungo dibattito, in cui Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba e Hanspeter Staffler ribadiscono unanimi che “Si tratta del minimo sindacale”, sembra delinearsi una maggioranza favorevole. A quel punto però il presidente Paccher, senza consultarsi con la prima firmataria del disegno di legge, sospende la seduta, non concedendo così all’aula di andare al voto.

Domani, mercoledì 20 gennaio, quasi un anno dopo l’inizio della trattazione, sapremo se anche i nostri comuni si adegueranno agli standard di rappresentanza plurale e democratica previsti dalla legge italiana e richiesti dall’Europa.

Bolzano, 19.01.2021

 

Cons. reg.

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba

Hanspeter Staffler