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COMUNICATO STAMPA.

Oggi la nostra proposta sulla raggiungibilità dell’Euregio senza auto è stata approvata all’unanimità alla Seduta congiunta a Merano. Un passo importante per diminuire il traffico in Tirolo, Alto Adige e Trentino e per proteggere abitanti, paesaggio, natura e clima.

Bozen/ Bolzano, 16.10.2019

L’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino è una delle regioni più amate e visitate di tutto l’arco alpino. E sono anni che la tendenza è in crescita. I numeri del 2018 parlano chiaro:

n. abitanti posti di letto arrivi pernottamenti
Tirolo 754.705 332.212 12.273321 49.379.498
Alto Adige 527.750 227.033 7.519.786 33.329.270
Trentino 540 901 93.042 4.415.851 18.156.000
totale 1.823.356

 

652.287

 

24.208.958

 

100.864.768

 

Si tratta di un vero e proprio esercito di 24 milioni di turisti e turiste che equivale a 13 volte il numero delle persone residenti. Inoltre, il numero dei posti letto è così alto che nell’Euregio in teoria un abitante su tre ne offre uno. Nel 2018 siamo arrivati a 100 milioni di pernottamenti. Il numero complessivo delle notti che gli 1,8 milioni di abitanti hanno verosimilmente dormito in loco equivale appena a 6,5 volte tanto – e non va dimenticato che la popolazione residente vi passa 365 notti all’anno, mentre i turisti in media trascorrono solo 4 notti all’anno nella regione.

Per un territorio sensibile come quello alpino è un bilancio di luci e ombre. La cementificazione, l’invasione di turisti nel sensibile ecosistema alpino, alcuni settori ad alta intensità energetica come il turismo invernale e quello sciistico oppure il turismo del benessere sono solo alcuni aspetti legati ai flussi turistici che hanno un impatto sulla natura, l’ambiente, il paesaggio e il clima. Uno dei problemi principali che invece pesa allo stesso modo su tutti e tre i territori è il traffico.

La stragrande maggioranza dei turisti arriva in macchina. Per quanto riguarda l’Alto Adige l’Istituto di statistica ha calcolato che si tratta dell’85,5% (ASTAT 2015). Secondo il sito tirolwerbung.at in Tirolo la situazione è molto simile e l’automobile è di gran lunga il mezzo di trasporto più amato da chi viene in Tirolo per trascorrere una vacanza. In estate arriva in macchina l’83% e in inverno il 78% dei visitatori. Per il Trentino valgono numeri simili.

Nel frattempo, gli enormi problemi legati al traffico si stanno rivelando controproducenti per il turismo stesso, in quanto per i media stiamo diventando un territorio in cui il traffico è spesso congestionato.

E qui bisogna cambiare qualcosa. La possibilità di arrivare e ripartire senza macchina deve diventare un elemento della strategia comune dei tre territori verso l’obiettivo “no car requested”, vale a dire un territorio turistico in cui le varie località sono raggiungibili senza l’utilizzo dell’automobile. Entro il 2030 la percentuale di coloro che arrivano in treno per passare una vacanza nell’Euregio deve arrivare al 30%. Per questo servono collegamenti funzionanti a lunga percorrenza, sistemi adeguati di prenotazione, servizi minimi per agevolare la vacanza, come navette o servizi bagagli, nonché proposte di car sharing nelle stazioni principali. Bisogna poi introdurre agevolazioni straordinarie a favore delle strutture che decidono di impegnarsi in questa direzione.

Ciò premesso, la Commissione interregionale sottopone alle tre assemblee legislative riunite in seduta congiunta la seguente proposta:

  1. Le assemblee legislative, riunite in seduta congiunta, si impegnano a favore di una mobilità ecosostenibile per il turismo nell’Euregio. In questa ottica incaricano i rispettivi esecutivi di elaborare una comune strategia del tipo “no car requested”, tenendo conto delle iniziative e delle strategie regionali già avviate, per rendere l’Euregio “raggiungibile senza auto” entro il 2022. A tal fine si provvede affinché per l’arrivo e la partenza, nonché durante il soggiorno, i turisti non abbiano più bisogno di avere una macchina propria. L’obiettivo è di fare in modo che entro il 2030 il 30% di chi arriva in regione per una vacanza lo faccia utilizzando il treno.
  2. La strategia prevede
  • ‘introduzione di collegamenti ferroviari regolari e diretti dalle principali piazze del mercato turistico verso l’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, per esempio tra Vienna e Trento, tra Berlino e Trento, tra Amburgo e Trento, anche sul modello dei treni charter;
  • una rete possibilmente ampia ed estesa di car sharing nelle stazioni ferroviarie più importanti dell’Euregio, possibilmente con macchine elettriche e relative colonnine di ricarica;
  • un esteso servizio di trasferimento persone e bagagli disponibile in tutto il territorio dell’Euregio;
  • lo sviluppo di applicazioni e sistemi di prenotazione elettronica che consentano di prenotare agevolmente l’arrivo e la partenza con i mezzi pubblici; l’attuazione della deliberazione approvata dalle tre assemblee legislative riunite in seduta congiunta a Schwaz, in cui si chiedeva un sistema tariffario unificato per il trasporto pubblico locale, per viaggiare su tutti i mezzi pubblici dell’Euregio con un biglietto unico;
  • lo sviluppo di strategie pubblicitarie e di comunicazione in cui si mettano in evidenza l’arrivo e la partenza con i mezzi pubblici.”

Cons. Prov.

Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler
Sven Knoll
Myriam Atz Tammerle
Paul Köllensperger
Alex Ploner
Maria Elisabeth Rieder
Peter Faistnauer
Franz Ploner
Josef Unterholzner

COMUNICATO STAMPA.

Era il 2 dicembre 2010. MILA aveva appena annunciato di non vendere più il latte nella bottiglia di vetro, nel vuoto a rendere. All’epoca abbiamo protestato energicamente: in una campagna siamo scesi per strada e abbiamo espresso il nostro “lutto” per la perdita dell’amata bottiglia di vetro (foto) sottolineando che le bottiglie riutilizzabili rispettano molto di più l’ambiente e il clima. Tuttavia, la decisione della MILA era inoppugnabile. Era la fine del vuoto a rendere. Il direttore della MILA, Robert Zampieri aveva reagito alle accuse dei media invitando l’iniziatrice Brigitte Foppa a visitare lo stabilimento MILA per parlare di imballaggi.
La consigliera Foppa accetterà questo invito domani, quasi nove anni dopo.
“Plastic-free ormai corre sulla bocca di tutti”, spiega Brigitte Foppa, “il momento giusto per chiedere che idee su imballaggi riutilizzabili ha la più grande latteria sociale altoatesina”. Consumatrici e consumatori vogliono materiali privi di plastica, lo hanno riportato in queste settimane anche giornali e media altoatesini. L’impatto ambientale e climatico degli imballaggi riutilizzabili è quello più basso in assoluto. “La nostra richiesta alla MILA sarà quindi quella di riorientare la sua offerta verso imballaggi riutilizzabili.”
La visita avrà luogo domani, 17 ottobre 2019 dalle 8.30 alle 10.30. La signora Foppa sarà ricevuta insieme a Rosina Ruatti, portavoce dei Verdi di Bolzano dal direttore della MILA Robert Zampieri.

Bolzano, 16.10.2019

Landtagsabgeordnete
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

EDITORIALE.

In una conversazione su Whatsapp, mi hanno chiesto che cosa penso della vicenda del termine “Alto Adige” cancellato da un testo di legge trattato in Consiglio provinciale la settimana scorsa. Al di là delle fake-news che girano sui media, la mia risposta è stata questa: Noi Verdi abbiamo votato contro, perché non è accettabile che le persone di un gruppo linguistico decidano su come le persone dell’altro gruppo vogliano denominare la propria “Heimat”. Può non piacere il termine “Alto Adige”, ma, specie in terra di Tolomei, resta imprescindibile e inviolabile il diritto di ogni gruppo linguistico ad autodeterminare le proprie parole.

L’unica eccezione a questa regola è quando un gruppo si sente offeso dalle parole usate dall’altro. Così gli Inuit hanno chiesto al mondo di non essere più chiamati “eschimesi”. Le persone di origine afro hanno chiesto di non essere più chiamati negri. A un dibattito a Brunico poco tempo fa, si discuteva del termine “Walsch”. Io chiesi di non usare questo termine. Alcuni presenti hanno precisato che loro non lo usano in senso spregiativo. Ho cercato di spiegare che non conta l’intenzione di chi nomina, ma come si sente la persona che con quel termine viene nominata. I miei figli, cresciuti bilingui, quando parlano di sé, mai e poi mai direbbero di essere per una parte “walsch”. Non solo suona male, ma nemmeno gli appartiene. Allo stesso modo mi scandalizzerei se gli italiani dell’Alto Adige-Südtirol iniziassero a chiamare i tedeschi “crucchi” (o wie auch immer). Fa parte della buona convivenza usare buoni nomi.

Il punto è che sulla vicenda “Alto Adige” non si ha un gruppo che nomina un altro, ma un gruppo che nomina (con la sua stessa lingua) il proprio territorio, quindi in qualche modo sé stesso.

E allora, perché i cosiddetti partiti patriottici insistono così tanto sull’uso che gli italiani fanno delle loro stesse parole? Che obiettivo vogliono raggiungere? Che ansia di controllo, di dominio si cela dietro ai tentativi di “rettificare” il corso della storia?

La gravità del fatto della settimana scorsa non è che “d’ora in poi il termine Alto Adige sarà bandito dalle leggi”, come si legge in questi giorni. Questo non è vero. Ma certo è che si è aperta una via per farlo sempre più frequentemente. Mai prima d’ora la SVP aveva ceduto su questo punto. Ed è invece successo, forse neanche per cattiveria o per preciso calcolo politico, che la Volkspartei si è fatta trascinare dalla piccola “Süd-Tiroler Freiheit”. Io penso che sia successo per indifferenza, per negligenza, per noncuranza. Ed è forse quasi peggio, perché significa che ci si è dimenticati dell’altro, dei sentimenti di chi vive in questa terra con gli stessi diritti di sentirvisi a casa.

Un tardivo e coerente episodio di una lunga storia politica di separazione. Ecco dove siamo arrivati: la provocazione dei “patrioti” alla fine ha funzionato perché ci si è dimenticati dell’altro.

C’erano molti modi di trattare il tema. Ci si poteva chiedere quali sono i termini con cui vogliamo denominare la nostra Heimat comune, che è un concetto ben più profondo di “Provincia di Bolzano”. C’era margine per capirsi. Nel proprio cuore nessun tedesco chiama “Autonome Provinz Bozen” il suo “Südtirol”. D’altro canto si poteva anche spiegare perché a qualcuno il termine “Alto Adige” magari ricorda tempi brutti e bui.

Ma negli strilli in Consiglio settimana scorsa non c’era spazio per niente di tutto questo. La spinosa storia che ci accomuna non ha bisogno di urla, di provocazioni, di continui braccio di ferro. Non abbiamo bisogno che gli uni dicano agli altri che parole usare. Abbiamo bisogno di raccontarci la lingua dei nostri cuori. A volte bisbigliano.

Bolzano, 15.10.2019

Brigitte Foppa

COMUNICATO STAMPA.

Stimolato dalle mozioni verdi Trasparenza nella ristorazione collettiva e I bambini devono poter giocare in luoghi non contaminati il Consiglio provinciale ha discusso tra ieri e oggi di trasparenza nelle mense e di monitoraggio di pesticidi nei parchi gioco.

Tutti sono d’accordo: la salute è importante, la sostenibilità è auspicabile, il cibo che mangiamo deve essere sano, i luoghi dove giochiamo e viviamo devono essere incontaminati. Sembra quasi ovvio dirlo. Come sembrerebbe ovvio dire che per garantire tutto questo è importante perlomeno sapere cosa mangiamo, perlomeno sapere se i luoghi che frequentiamo siano incontaminati o meno. Eppure non per tutti è così. Secondo la Giunta e la maggioranza in Consiglio provinciale non ci sono problemi, il monitoraggio sporadico della presenza di pesticidi nelle aree pubbliche è sufficiente, dare informazioni sulla provenienza dei prodotti alimentari usati nelle mense non è necessario.

Per noi tutto questo non è comprensibile. Si parla tanto di trasparenza e le nostre mozioni erano l’occasione per dimostrare con quanta serietà venga usata questa parola. Un’occasione sprecata, che sarebbe servita anche a rafforzare la fiducia tra cittadine/i e amministrazione pubblica. E invece la maggioranza ha votato compatta contro le nostre proposte e ha optato per la non-trasparenza. Noi però non molliamo, perché sulla salute pubblica e ambientale non si scherza.

Bolzano, 09.10.2019

Cons.prov.

Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

La richiesta era davvero minima: obbligo di indicazione di provenienza dei prodotti alimentari nelle mense pubbliche:

– da agricoltura biologica
– da commercio equo-solidale
– con indicazione del Paese di provenienza per la carne

Ci hanno dato ragione, si è detto in tutte le salse quanto sia importante la sostenibilità. Ma per l’approvazione non è bastato: con 17 a 13 la mozione 76/19 “Trasparenza nella ristorazione collettiva” è stata bocciata.

Consumatrici e consumatori possono restare inconsapevoli su quello che mangiano.
Ma noi non molliamo lo stesso.

Bolzano, 08.10.2019

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

Fino a che la società ABD era proprietà pubblica della Provincia, i costi de servizi antincendio all’aeroporto di Bolzano erano posti a carico della Provincia. Con la cessione di ABD ai privati, tale regime gratuito dovrebbe cessare e i servizi antincendio dovrebbero essere messi a carico della società privata di gestione ABD Holding. Ricordiamo che per questo servizio nel periodo 1999-2014 la Provincia ha avuto costi per € 20.061.144. Il costo annuale del 2014 fu di € 1.470.607.

Si chiede pertanto:

  1. Con la cessione di ABD ai privati, come viene regolata la questione dei servizi antincendio? Da chi verranno svolti? I costi saranno ancora a carico della Provincia, oppure messi a carico della società privata di gestione aeroportuale?
  2. Se verranno ancora messi a carico della Provincia, in base a quale normativa? Non era scritto nel bando di gara che tali servizi passavano a carico della società di gestione?
  3. Se invece saranno a carico dei privati, da quanto ciò è avvenuto o avverrà?
  4. A quanto sono ammontate negli anni 2015, 2016, 2017 e 2018 le spese annuali a carico della Provincia per garantire il servizio antincendio all’aeroporto di Bolzano?

Bolzano, 26/09/2019

Consiglieri provinciali
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

Qui potete scaricare la risposta della Giunta. E la nostra replica.

COMUNICATO STAMPA: AGENDA VERDE

Clima e … salute!

“This is all wrong” ha detto Greta Thunberg al vertice dell‘ONU a New York – mettendo così in discussione definitivamente l’attuale sistema e concezione del mondo. La tutela del clima deve essere l’obiettivo e l’impegno più importante di ogni politica, lo gridano milioni di giovani che manifestano ogni venerdì nel mondo.
Noi li prendiamo sul serio. Anche nel piccolo raggio d’azione della Provincia di Bolzano è possibile dare un contributo alla tutela del clima. Provvedimenti amici del clima devono essere positivi anche per la vita e per le persone e avere così degli effetti positivi anche sulla salute.
Due temi che uniscono tutela per il clima e la salute verranno trattati dal Consiglio provinciale questa settimana. E si riferiscono ad ambiti d’azione specifici, in cui possono essere attuate delle misure chiare e concrete. Sono aree d’azione chiave per la tutela del clima e della salute.

1 – Campo d’azione – mense

Le mense pubbliche e non svolgono un ruolo importante nella vita quotidiana. Qui vengono cucinate pietanze per molte persone e quindi vengono utilizzati alimenti in gran quantità. La tipologia degli alimenti, la provenienza, la modalità di preparazione e la composizione fanno la differenza per quanto riguarda l’impronta ecologica e delle emissioni di CO2. Gli esperti sottolineano quanto sia importante, soprattutto nella ristorazione collettiva, aumentare l’uso di alimenti prodotti in modo sostenibile. I consumatori e le consumatrici desiderano sapere che cosa vanno a mangiare in mensa. Nella pratica invece si viene a sapere molto poco se non proprio nulla. A cambiare questa situazione punta la mozione “Trasparenza nella ristorazione collettiva”.
Sulla base dell’obbligo di etichetta da parte della UE, le mense pubbliche devono essere sollecitate a inserire nel menu la provenienza della carne offerta e quali degli ingredienti utilizzati provengano da agricoltura biologica o dal mercato equosolidale.
Questo va a vantaggio delle consumatrici e die consumatori che sanno così che cosa stanno mangiando, ma allo stesso tempo contribuisce a rafforzare l’economia locale, poiché i prodotti a km 0 vengono resi visibili. In questo modo può crescere una diversa e più profonda consapevolezza.
Non da ultimo, una richiesta diversa condizionerebbe anche a l’offerta che diventerebbe più differenziata con vantaggi non da poco per l’agricoltura locale.

2 – Campo d’azione – cortili e parchi gioco

Da molti anni ci si mobilita in Alto Adige/Südtirol contro la contaminazione da pesticidi nei luoghi dove giocano le bambine e i bambini. E a ragione. Nel 2012 sono state ritrovate in quantità consistenti derive di 9 diversi fitofarmaci nell’erba vicino alla scuola elementare di Tarces. Alcune delle sostanze diventano particolarmente nocive soprattutto in combinazione con altre, soprattutto su organismi in fase di sviluppo e che per via di un peso corporeo ridotto sono molto più sensibili rispetto alle persone adulte.
Come Gruppo Verde avevamo reagito e nel 2013 abbiamo presentato una mozione che prevedeva il monitoraggio periodico sui pesticidi nei cortili scolastici. All‘epoca la proposta era stata bocciata.
Ora uno studio pubblicato su „Environmental Sciences Europe“ ci porta nuovi dati. La ricerca ha rilevato quanto aree pubbliche confinanti con superfici adibite a produzione agricola siano colpite da accumuli di pesticidi. Per lo studio sono stati scelti a campione 71 parchi gioco pubblici in Val Venosta e in Bassa Atesina e qui sono stati analizzati dei campioni di erba su cui sono stati ricercati 315 pesticidi.
Il risultato più importante: i parchi gioco della Val Venosta sono quelli in cui i pesticidi venivano rilevati più spesso, mentre quelli della Bassa Atesina sono quelli in cui è stata riscontrata la concentrazione più alta. E: la concentrazione di pesticidi rilevata è più alta quanto più i frutteti sono vicini ai parchi gioco.
Sulla base di questi studi e delle direttive europee, in Alto Adige sussiste un’urgente necessità di azione. Molti edifici scolastici e parchi gioco si trovano nelle strette vicinanze di frutteti coltivati con modalità intensive e irrorati di pesticidi. Le paure e le preoccupazioni di tanti genitori non vanno ignorate.
Perciò la mozione “I bambini devono poter giocare in luoghi non contaminati” propone di attivare un monitoraggio periodico e regolare di cortili e parchi gioco per controllare la presenza di pesticidi, soprattutto in località in cui questi siti sono gioco forza molto vicini a coltivazioni intensive.
Meno pesticidi in frutteti e vigneti e più agricoltura biologica sarebbero già delle misure importanti e mirate contro il cambiamento climatico, perché l’agricoltura biologica crea suoli più ricchi di humus e questi sono ottimi immagazzinatori di CO2.

 

Allegati:

Mozione: Trasparenza nella ristorazione collettiva

Mozione: I bambini devono poter giocare in luoghi non contaminati

Fonti legislative

Appello PAN (Pesticide Action Network) Europe 

Tabella: Costi mense per Comuni

Bolzano, 08/10/2019

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler
Riccardo Dello Sbarba

COMUNICATO STAMPA.

Chi ottiene asilo politico in Europa, perché vittima di persecuzione politica nel proprio Paese di origine, gode dei diritti di un/a libero/a cittadino/a. Tutti gli Stati democratici e le loro forze di polizia lo sanno. Eppure in Italia e nello specifico qui in Alto Adige sembra se ne siano dimenticati. Per fortuna ora Adnan Ö., cittadino curdo-tedesco che dal 1997 vive come rifugiato politico in Germania e lì lavora come psicoterapeuta, è stato liberato ma, come lui stesso racconta, per dieci giorni è stato messo in isolamento nel carcere di Bolzano e per altrettanti è stato tenuto agli arresti domiciliari. Solo l’intervento delle autorità tedesche ha fatto sì che la polizia italiana ignorasse il mandato d’arresto dell’interpol attivato in modo illegittimo dalle autorità turche e liberasse Adnan Ö.
Noi Verdi Grüne Verc condanniamo con forza un tale abuso di potere. I diritti umani vanno sempre rispettati. Quando ci sono di mezzo convenzioni internazionali e violazioni di diritti e libertà fondamentali riconosciute da tutti gli Stati democratici l’attenzione deve essere ancora più forte. Uno Stato democratico come l’Italia non si può permettere azioni di questo tipo.

Bolzano, 07.10.2019

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

Noi Verdi Grüne Verc ci occupiamo da tempo con il fenomeno dell‘“Overtourism” in Alto Adige/Südtirol e sappiamo che c’è solo un modo di affrontarlo: analizzare la situazione in maniera dettagliata per poter poi trovare le misure adeguate per uno sviluppo moderato. E questo abbiamo fatto, e Hans Heiss è stato il nostro indiscusso esperto negli ultimi anni, abbiamo osservato con attenzione e poi riassunto in 10 punti le nostre idee per uno sviluppo turistico da cui sia ospiti che residenti possano trarre vantaggio.

1 – Mantenere il limite massimo di posti letto a 229.088

Un limite massimo per i posti letto è importante, soprattutto per un territorio turistico come l’Alto Adige. Non dobbiamo dimenticare che le persone che decidono di passare le ferie da noi lo fanno soprattutto per la quiete e il ristoro che sperano di trovare tra le montagne. Quando però il turismo diventa di massa, la tranquillità sull’Alpe di Siusi diventa un sogno e Ötzi una meta quasi irraggiungibile in cima a code chilometriche. I Verdi sono per mantenere un limite massimo di posti letto a 229.088 letti. La nuova legge urbanistica che vorrebbe toglierlo non è futuribile. I Verdi hanno presentato un disegno di legge per mantenerlo. La commissione legislativa lo ha bocciato, ora aspettiamo il dibattito in aula. 

2 – Definire una densità turistica massima per ogni Comune

Alcune zone dell’Alto Adige sono particolarmente amate da turisti e turiste di tutto il mondo e questo non può che farci piacere. Nessuno vorrebbe spostare le Tre cime o l’Ortler da qualche altra parte. Allo stesso tempo, però, mentre alcuni siti presentano una densità turistica a dir poco elevata, altri soffrono di presenze piuttosto magre. Un territorio piccolo come l’Alto Adige/Südtirol può ampliare il ventaglio dell’offerta. Per questo i Verdi propongono di definire per ogni comune quanti posti letto possono essere consentiti per km2.

3 – Limitare il numero dei grandi alberghi

Grandi aziende che operano nelle categorie più alte del settore sono necessarie, ma sono anche pericolose perché sotto la pressione della loro concorrenza le piccole aziende familiari tipiche dell’Alto Adige soffrono. Le aziende più grandi attuano sempre più spesso il dumping dei prezzi e incidono negativamente con le loro volumetrie su paesaggio e ambiente. I Verdi propongono di limitare con cautela il numero dei grandi alberghi per ogni Comune, per favorire le aziende più piccole a gestione familiare.

4 – Investire nelle basse stagioni: l’anno ha 12 mesi

In Alto Adige il 63% dei pernottamenti avviene nel semestre estivo, in quello invernale il 37%. In estate poi c’è un gran numero di presenze turistiche giornaliere e in inverno il picco natalizio. Dobbiamo cambiare qualcosa: la ridistribuzione deve essere fatta anche dal punto di vista stagionale. I Verdi propongono di rinforzare le presenze su mesi e stagioni per ora molto tranquille, per esempio quella autunnale. Un’idea potrebbe essere quella di investire nel turismo congressuale: è novembre il mese principe per conferenze e congressi.

5 – Creare collegamenti diretti a lunga distanza con il treno

Non succede solo in alta stagione: code chilometriche bloccano regolarmente non solo l’autostrada, ma anche strade statali e interne. Esistono per fortuna dei mezzi ecosostenibili, rispettosi dell’ambiente alternativi all’automobile. Affinché turisti e turiste arrivino con il treno i Verdi propongono di impegnarsi per attivare dei collegamenti diretti a lunga percorrenza con Berlino, Amburgo, Milano. E così contrastare l’uso di energie fossili nell’ambito della mobilità e del turismo.

6 – Sviluppare una mobilità ecosostenibile nelle destinazioni turistiche

Una volta arrivati in treno, si apre il problema su come arrivare nella località di destinazione scelta per le vacanze. I Verdi propongono di sviluppare, parallelamente all’offerta ferroviaria, un servizio di car-sharing con automobili elettriche e un servizio di shuttle per il trasporto di persone e valige. Auto e bici elettriche devono diventare un’offerta standard degli hotel più grandi e delle associazioni turistiche. Obiettivo: l’aumento entro il 2025 degli arrivi in treno del 20% e del 30-35% entro il 2030.

7 – Sostenere le Valli per il clima

Secondo dati forniti dal WWF turisti e turiste contribuiscono con il 5% di emissioni serra al surriscaldamento terrestre. E la tendenza è in crescita. La nostra provincia ha bisogno di un turismo amico del clima come un nuovo marchio di qualità che diventi attrazione come il paesaggio e il gusto alpino-mediterraneo. Per farlo, i Verdi propongono di sostenere miratamente le “Valli per il clima”. Sono valli in cui il settore turistico, le aziende e la vita già si muovono o intendono muoversi con modalità climasostenibili. Val di Funes, Val Martello e Vallelunga possono essere apripista, in prima fila per promuovere il marchio di qualità dell’Alto Adige. I Villaggi dell’Alpinismo come Mazia e Lungiarü lo stanno già facendo.

8 – Incentivare il passaggio all’agricoltura biologica: l’ospite preferisce il bio

La richiesta di prodotti biologici, di origine controllata e a km 0 continua a crescere. Ma l’offerta zoppica e non riesce a soddisfarla. Aziende alberghiere e non devono essere messe nella condizione di poter soddisfare le richieste dei clienti. I Verdi propongono di rinforzare gli incentivi per permettere il passaggio alla coltivazione biologica. La svolta bio parte anche dal turismo.

9 – Limitare lo stress: l’ospite è sacro, ma anche chi vive qui

Perché gli ospiti non “inizino a puzzare”, le loro richieste e i bisogni delle persone residenti devono essere considerati in maniera equilibrata. Pensiamo agli orari per la quiete o a eventi da proporre anche al di fuori della stagione turistica. I Verdi propongono di tematizzare regolarmente, e così limitare, lo stress turistico sopportato dai residenti, tramite consultazioni, o Consigli dei cittadini e delle cittadine (Bürgerräte) o altre forme di partecipazione.

10 – Contingentare l’accesso agli hotspot: una ricetta base

Alcune località turistiche più note, a volte famose in tutto il mondo anche grazie ai social media, sono ormai letteralmente prese d’assalto da masse di turisti. A volte sono turisti/e di passaggio che si recano in automobile fino a punti panoramici per fare una foto e poi ripartire. Questo tipo di turismo di massa mordi e fuggi infastidisce la popolazione locale, che subisce a volte una vera e propria invasione, e mette a dura prova gli equilibri ambientali di zone spesso di grande rilevanza naturalistica. I Verdi propongono di contingentare gli accessi con mezzi privati a queste località hotspot, istituendo dei limiti sia numerici che temporali. Solo un numero massimo di mezzi potrebbe così accedere e solo entro determinati orari.

COMUNICATO STAMPA.

Le competenze primarie sull’ordinamento dell’amministrazione provinciale e del suo personale è una delle conquiste più importanti dello Statuto d‘autonomia. I padri e le madri dell’Autonomia lo sapevano anche troppo bene che l’Autonomia sarebbe potuta durare a lungo solo con una amministrazione indipendente tanto quanto la nostra economia e la nostra cultura. Perché l’amministrazione pubblica è la spina dorsale dell’autonomia.

Se è vero che Roma voleva impugnare la legge di aggiustamento di bilancio a causa di un articolo sul contratto collettivo intercompartimentale BÜKV, allora la Giunta ha perso l’occasione di ricordare al Consiglio dei Ministri la nostra situazione giuridico-politica basata sull’autonomia. Un attacco frontale al nostro Statuto di autonomia. “Se questa versione passa, in futuro Roma potrebbe avere gioco facile e la nostra Autonomia perdere pericolosamente forza” – commenta Hanspeter Staffler.
Lo Statuto di autonomia, l‘Accordo di Milano, il patto di stabilità confermano la competenza primaria sul contratto collettivo del pubblico impiego (BÜKV) e danno mano libera alla Giunta per la distribuzione delle risorse finenziarie. Questa libertà va gestita bene e se è necessario va difesa. Poiché però la Giunta ha fatto tanta resistenza e solo dopo le proteste e un lungo dibattito in Consiglio provinciale ha acconsentito a mettere a disposizione i fondi per il personale dell’amministrazione pubblica, l’opposizione romana sembra esserle stranamente “provvidenziale”.

Per la concessione della A22 il Presidente Kompatscher va e viene da Roma più volte alla settimana. Allo stesso modo sarebbe importante se ci mettesse lo stesso impegno per le dipendenti e i dipendenti del pubblico impiego.

 

Bolzano, 02.10.2019

Landtagsabgeordnete
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba