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MOZIONE.

Mozione volta a modificare il procedimento amministrativo per l’autorizzazione di interventi non sostanziali ai sensi della legge sulla tutela del paesaggio.

L’espressione “intervento non sostanziale” è entrata nell’uso delle amministrazioni comunali della nostra provincia e designa una prassi frequente. Gli interventi non sostanziali sono autorizzati dal sindaco o dalla sindaca con una procedura semplificata. In questi casi l’amministrazione comunale diventa l’estensione degli organi provinciali competenti (l’autorità forestale e quella preposta alla tutela dei beni ambientali). Come dice la parola stessa, questi interventi sono percepiti come di poco conto. Stiamo parlando di lavori non troppo importanti per la manutenzione e il risanamento di edifici e di interventi minori nel paesaggio. Questo termine risulta tuttavia fuorviante per quanto riguarda gli interventi non essenziali nel paesaggio.

Guardando a come si è evoluta la situazione normativa si capisce perché la situazione qui in provincia è del tutto particolare. La legge sulla tutela del paesaggio 25 luglio 1970, n. 16, disciplina la conservazione di paesaggi e siti che hanno caratteristiche di particolare interesse oppure costituiscono un ambiente naturale tipico. Nel 1998 questa legge è stata modificata con l’introduzione del comma 1-bis nell’articolo 8 per stabilire che con regolamento di esecuzione verranno definite le “categorie di lavori che per la loro natura ed entità rappresentano degli interventi non essenziali nel paesaggio”.

Nel relativo decreto del presidente della Provincia n. 33/1998, alle lettere dalla a) alla i) sono elencati gli “interventi non sostanziali ai sensi della legge sulla tutela del paesaggio” che il sindaco o la sindaca può autorizzare con una procedura semplificata.

Andando a guardare nel dettaglio, tra gli interventi elencati se ne trovano molti che sembrano innocui, ma che di fatto costituiscono interventi sostanziali sul paesaggio in quanto comportano una riduzione o persino una perdita della biodiversità. Gli interventi di cui alle lettere b), d), e) ed f) lo mostrano in modo chiaro:

b) movimenti di terra per la posa in opera di condutture qualora l’area occupata durante i lavori non superi la larghezza di 5 m. Qualora trattasi di condutture d’acqua il richiedente deve essere in possesso della concessione per la derivazione d’acqua. All’interno dei parchi naturali deve essere richiesto un parere dell’ufficio provinciale Parchi naturali;”
N.B.: sulla base di questa disposizione si autorizza anche la posa di tubi per drenaggio con cui si prosciugano i prati. Ai sensi dell’art. 16 della legge di tutela della natura (L.P. 6/2010) le zone umide sono però integralmente protette e in Alto Adige sono nel frattempo diventate uno degli habitat maggiormente a rischio.

“d) eposito di materiale di scavo fino a 1.000 m³su una superficie massima fino a 1.000 m², qualora esso non comporti un cambio della destinazione d’uso del terreno;”
N.B.: sulla base di questa disposizione è possibileinterrare piccoli elementi paesaggistici come stagni, mucchi di pietrame, muri a secco, piccolissi mi corsi d’acqua e scarpate, perché una superficie di 1.000 m² può essere alzata di un metro.

“e)strazione di materiale fino a 200 m³ su una superficie massima fino a 500 m², qualora essa non comporti un cambio della destinazione d’uso del terreno;”

“f) pianamenti di superfici a coltivazione agricolaintensiva a quote inferiori a 1600 m sul livello del mare, qualora la superficie non sia complessivamente superiore a 5.000 m² o la pendenza media non sia superiore al 40 per cento, oppure non sia previsto un livellamento superiore a +/- 1 m.”
N.B. sulla base delle disposizioni di cui alle lettere e) ed f) è possibile spianare collinette di piccole e medie dimensioni che si trovano nei prati e spesso sono sezioni aride. Anche le sezioni aride sono considerate meritevoli di tutela nella legge di tutela della natura (L.P. 6/2010), pur “consentendo l’utilizzo ecosostenibile di queste superfici”.

Negli anni tra il 1998 e il 2010 è stato quindi possibile distruggere un numero importante di piccoli e piccolissimi habitat molto preziosi ricorrendo al procedimento per l’autorizzazione di interventi non sostanziali. Si calcola che in questo modo nella provincia di Bolzano siano andate distrutte diverse migliaia di habitat meritevoli di tutela.

Nel 2010 il Consiglio provinciale ha finalmente approvato la legge di tutela della natura che in molti aspettavano da tempo (L.P. 6/2010) in cui si è fissato quali sono gli habitat, le specie animali e le specie vegetali integralmente o parzialmente protetti. Gli habitat elencati in questa legge, come le zone umide e le sezioni aride, si trovano spesso nel verde agricolo (prati e prati alberati). Se si può continuare a destinarli a un utilizzo, non è invece consentito modificarli o persino distruggerli.

Un episodio verificatosi nel Comune di Valdaora ci mostra che il procedimento di autorizzazione di interventi non sostanziali continua ad essere impiegato nonostante la protezione di cui godono habitat rari e specie vegetali e animali rare. Nel caso che qui citiamo nel 2019 con un’autorizzazione del sindaco sono state definitivamente distrutte due torbiere, denominate “Kranebitten” e “Schwarzes Moor”. Usiamo la parola definitivamente perché già in passato ci sono stati diversi interventi che hanno drenato e spianato le torbiere pezzo per pezzo. Come per miracolo, fino al 2019 era riuscito a salvarsi un fazzoletto di diverse centinaia di m² di questa torbiera in cui vivano rare specie animali e vegetali. Nel giugno 2019 anche questo scampolo è andato definitivamente distrutto con un intervento non sostanziale autorizzato dal sindaco.

Per puro caso questo habitat, classificato come torbiera o meglio torbiera soligena, è stato dettagliatamente documentato con foto prima che avvenisse la distruzione. Sulla base delle specie vegetali rilevate in loco nel maggio 2019 è stato persino possibile classificare la torbiera allora esistente come tipo di habitat n. 7230 “torbiera bassa alcalina” della direttiva Habitat. Questo piccolo residuo di torbiera era quindi protetto ai sensi della legge provinciale di tutela della natura (L.P. 6/2010), ma pure ai sensi della direttiva europea per la conservazione degli habitat. Tuttavia entrambe le normative non sono bastate a proteggere le specie vegetali e animali che lì vivevano, perché autorizzando l’intervento ai sensi del decreto del presidente della Provincia n. 33/1998 in quanto non sostanziale sono state violate la legge provinciale come pure la direttiva europea Habitat.

Da quanto illustrato si deduce che la pratica da anni utilizzata del procedimento per l’autorizzazione di interventi non sostanziali mette a repentaglio l’esistenza di piccoli e piccolissimi habitat prativi, anche all’interno del verde agricolo destinato alla coltivazione intensiva, nonostante questi habitat siano tutelati per legge.

Per questi motivi il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale

  1. di modificare il decreto del presidente della Provincia 6 novembre 1998, n. 33, ridefinendo gli interventi in natura e paesaggio;
  2. di cancellare da detto decreto la lettera b) del comma 1 dell’articolo 1 (movimenti di terra per la posa in opera di condutture qualora l’area occupata durante i lavori non superi la larghezza di 5 m. Qualora trattasi di condutture d’acqua, il richiedente deve essere in possesso della concessione per la derivazione d’acqua. All’interno dei parchi naturali deve essere richiesto un parere dell’ufficio provinciale Parchi naturali);
  3. di cancellare da detto decreto la lettera d) del comma 1 dell’articolo 1 (deposito di materiale di scavo fino a 1.000 m³ su una superficie massima fino a 1.000 m², qualora esso non comporti un cambio della destinazione d’uso del terreno);
  4. di cancellare da detto decreto la lettera e) del comma 1 dell’articolo 1 (estrazione di materiale fino a 200 m³ su una superficie massima fino a 500 m², qualora essa non comporti un cambio della destinazione d’uso del terreno);
  5. di cancellare da detto decreto la lettera f) del comma 1 dell’articolo 1 (spianamenti di superfici a coltivazione agricola intensiva a quote inferiori a 1600 m sul livello del mare, qualora la superficie non sia complessivamente superiore a 5.000 m² o la pendenza media non sia superiore al 40 per cento oppure non sia previsto un livellamento superiore a +/-).

Bolzano, 15.10.2019

f.to consiglieri provinciali

Hanspeter Staffler

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba

 

MOZIONE.

Di fronte a un’emergenza sanitaria ci si rivolge al proprio medico di famiglia o al pronto soccorso di uno degli ospedali dell’Alto Adige, quasi sempre per disturbi di natura fisica. Le situazioni di grave malessere psichico competono ai reparti psichiatrici.

Accanto alle situazioni succitate, esistono per tante altre problematiche che improvvisamente possono colpire le persone di qualsiasi età: stati di panico o d’ansia, pensieri suicidi, crisi legate alle dipendenze e all’astinenza, traumi e stress posttraumatici, mobbing, stati d’animo depressivi, esaurimenti nervosi, escalation di conflitti legati alla coppia, alla famiglia o all’abbandono, aggressività, decessi, ecc.

Spesso in un’emergenza psicologica acuta non si sa a chi rivolgersi. Le strutture di pronto soccorso negli ospedali dispongono di pochi psicologi e psicologhe che, se presenti, sono disponibili solo in determinate ore del giorno. Tuttavia, la percentuale di persone che per queste situazioni (quindi non su indicazione di un medico) si reca al pronto soccorso non è affatto trascurabile.

Per questo motivo in varie città è stato istituito un pronto soccorso psicologico, quale ad esempio ilPronto Soccorso Psicologico (PSP) di Roma, una struttura sociosanitaria per le emergenze psicologiche aperta e liberamente accessibile alle cittadine e ai cittadini quotidianamente e nei fine settimana. Il servizio può essere utilizzato da tutte le persone indipendentemente dal luogo di residenza e senza prenotazione e viene applicata una tariffa inferiore al normale ticket per i servizi sanitari.

Gli esperti e le esperte presenti forniscono unprimo consulto e, a seconda del caso, inviano la persona ai reparti psichiatrici o ad altre strutture. La cosa tuttavia più importante è offrire colloqui facilmente accessibili, che in questi casi sono di primaria importanza.

Proprio nella nostra provincia, dove sono molti icasi di problemi psicologici, per non parlare dei suicidi e delle aggressioni, la necessità di agire appare urgente.

Pertanto il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale

  1. di verificare la necessità e la possibilità di istituire un pronto soccorso psicologico;
  2. di prevedere nelle strutture di pronto soccorso dei principali ospedali la presenza, 24 ore al giorno, di psicologi e psicologhe specializzati, eventualmente anche nel quadro di progetti pilota;
  3. di prevedere la necessità e la possibilità di una presenza continuativa di psicologhe e psicologi anche in altre strutture quali residenze per anziani, centri per lungodegenti, ecc.

Bolzano, 11.10.2019

f.to consiglieri provinciali

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba

Hanspeter Staffler

Disegno di legge provinciale n. 33/19-XVI.

La legge provinciale 10 luglio 2018, n. 9, “Territorio e paesaggio”, ha una grave carenza riguardo ai diritti dei semplici cittadini e cittadine. Un elemento molto importante, che si trovava nella “vecchia” legge urbanistica all’articolo 105, manca ora completamente: quello del ricorso popolare.

Infatti la “vecchia” legge urbanistica (n. 13/1997) prevede che ogni cittadino e cittadina possa presentare ricorso alla Giunta provinciale contro proposte, esecuzione di lavori ecc. in contrasto con le
disposizioni di legge. Quel passaggio era estremamente importante. Permetteva infatti a chi vedesse limitati i propri diritti – p. es. da lavori svolti dai vicini – di ottenere rimedio in un modo relativamente semplice. Era dunque uno strumento importante e soprattutto giusto.

In futuro cittadini e cittadine che vogliano ricorrere contro una concessione edilizia potranno, in pratica, solo più rivolgersi al tribunale. La nuova legge su “Territorio e paesaggio” prevede soltanto che le persone interessate dalle attività edilizie illegittime di terzi possano rivolgersi al sindaco/alla sindaca, che può annullare il relativo atto amministrativo in via di autotutela.

Come risulta però dalla relazione annuale 2018 della difensora civica, negli ultimi anni è diventato sempre più chiaro che una volta emessa la concessione edilizia, sindaci e sindache non procedono a ulteriori verifiche. Agli interessati si suggerisce invece la via giudiziaria.

Per questo motivo, è un passo indietro il fatto che questo elemento non abbia letteralmente più trovato posto nella nuova legge urbanistica provinciale. Col presente disegno di legge ci si propone
di cambiare tale situazione, introducendo l’articolo 105 della (ancora) vigente legge urbanistica provinciale nella nuova legge “Territorio e paesaggio”, rendendo così quest’ultima più vicina ai cittadini.

Il testo di legge ha un solo articolo, che introduce nella legge urbanistica provinciale (n. 9/2018) un nuovo articolo 102-bis, composto di un unico comma.  L’articolo 102-bis stabilisce che ogni cittadino e cittadina può presentare ricorso alla Giunta provinciale, fin dall’inizio dei lavori, contro qualsiasi attività incompatibile con la legge urbanistica provinciale.

Il presentatore è certo che aggiungere questo articolo alla legge “Territorio e paesaggio” renderà la legge stessa un po’ più giusta.

BZ, 09.10.2019

Consigliere provinciale
Riccardo Dello Sbarba

Qui potete scaricare il disegno di legge completo e il parere del Consiglio dei Comuni.

Questo DdL è stato respinti in commissione e verrà ritrattato in aula.

COMUNICATO STAMPA.

Stimolato dalle mozioni verdi Trasparenza nella ristorazione collettiva e I bambini devono poter giocare in luoghi non contaminati il Consiglio provinciale ha discusso tra ieri e oggi di trasparenza nelle mense e di monitoraggio di pesticidi nei parchi gioco.

Tutti sono d’accordo: la salute è importante, la sostenibilità è auspicabile, il cibo che mangiamo deve essere sano, i luoghi dove giochiamo e viviamo devono essere incontaminati. Sembra quasi ovvio dirlo. Come sembrerebbe ovvio dire che per garantire tutto questo è importante perlomeno sapere cosa mangiamo, perlomeno sapere se i luoghi che frequentiamo siano incontaminati o meno. Eppure non per tutti è così. Secondo la Giunta e la maggioranza in Consiglio provinciale non ci sono problemi, il monitoraggio sporadico della presenza di pesticidi nelle aree pubbliche è sufficiente, dare informazioni sulla provenienza dei prodotti alimentari usati nelle mense non è necessario.

Per noi tutto questo non è comprensibile. Si parla tanto di trasparenza e le nostre mozioni erano l’occasione per dimostrare con quanta serietà venga usata questa parola. Un’occasione sprecata, che sarebbe servita anche a rafforzare la fiducia tra cittadine/i e amministrazione pubblica. E invece la maggioranza ha votato compatta contro le nostre proposte e ha optato per la non-trasparenza. Noi però non molliamo, perché sulla salute pubblica e ambientale non si scherza.

Bolzano, 09.10.2019

Cons.prov.

Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

La richiesta era davvero minima: obbligo di indicazione di provenienza dei prodotti alimentari nelle mense pubbliche:

– da agricoltura biologica
– da commercio equo-solidale
– con indicazione del Paese di provenienza per la carne

Ci hanno dato ragione, si è detto in tutte le salse quanto sia importante la sostenibilità. Ma per l’approvazione non è bastato: con 17 a 13 la mozione 76/19 “Trasparenza nella ristorazione collettiva” è stata bocciata.

Consumatrici e consumatori possono restare inconsapevoli su quello che mangiano.
Ma noi non molliamo lo stesso.

Bolzano, 08.10.2019

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

Fino a che la società ABD era proprietà pubblica della Provincia, i costi de servizi antincendio all’aeroporto di Bolzano erano posti a carico della Provincia. Con la cessione di ABD ai privati, tale regime gratuito dovrebbe cessare e i servizi antincendio dovrebbero essere messi a carico della società privata di gestione ABD Holding. Ricordiamo che per questo servizio nel periodo 1999-2014 la Provincia ha avuto costi per € 20.061.144. Il costo annuale del 2014 fu di € 1.470.607.

Si chiede pertanto:

  1. Con la cessione di ABD ai privati, come viene regolata la questione dei servizi antincendio? Da chi verranno svolti? I costi saranno ancora a carico della Provincia, oppure messi a carico della società privata di gestione aeroportuale?
  2. Se verranno ancora messi a carico della Provincia, in base a quale normativa? Non era scritto nel bando di gara che tali servizi passavano a carico della società di gestione?
  3. Se invece saranno a carico dei privati, da quanto ciò è avvenuto o avverrà?
  4. A quanto sono ammontate negli anni 2015, 2016, 2017 e 2018 le spese annuali a carico della Provincia per garantire il servizio antincendio all’aeroporto di Bolzano?

Bolzano, 26/09/2019

Consiglieri provinciali
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

Qui potete scaricare la risposta della Giunta. E la nostra replica.

COMUNICATO STAMPA: AGENDA VERDE

Clima e … salute!

“This is all wrong” ha detto Greta Thunberg al vertice dell‘ONU a New York – mettendo così in discussione definitivamente l’attuale sistema e concezione del mondo. La tutela del clima deve essere l’obiettivo e l’impegno più importante di ogni politica, lo gridano milioni di giovani che manifestano ogni venerdì nel mondo.
Noi li prendiamo sul serio. Anche nel piccolo raggio d’azione della Provincia di Bolzano è possibile dare un contributo alla tutela del clima. Provvedimenti amici del clima devono essere positivi anche per la vita e per le persone e avere così degli effetti positivi anche sulla salute.
Due temi che uniscono tutela per il clima e la salute verranno trattati dal Consiglio provinciale questa settimana. E si riferiscono ad ambiti d’azione specifici, in cui possono essere attuate delle misure chiare e concrete. Sono aree d’azione chiave per la tutela del clima e della salute.

1 – Campo d’azione – mense

Le mense pubbliche e non svolgono un ruolo importante nella vita quotidiana. Qui vengono cucinate pietanze per molte persone e quindi vengono utilizzati alimenti in gran quantità. La tipologia degli alimenti, la provenienza, la modalità di preparazione e la composizione fanno la differenza per quanto riguarda l’impronta ecologica e delle emissioni di CO2. Gli esperti sottolineano quanto sia importante, soprattutto nella ristorazione collettiva, aumentare l’uso di alimenti prodotti in modo sostenibile. I consumatori e le consumatrici desiderano sapere che cosa vanno a mangiare in mensa. Nella pratica invece si viene a sapere molto poco se non proprio nulla. A cambiare questa situazione punta la mozione “Trasparenza nella ristorazione collettiva”.
Sulla base dell’obbligo di etichetta da parte della UE, le mense pubbliche devono essere sollecitate a inserire nel menu la provenienza della carne offerta e quali degli ingredienti utilizzati provengano da agricoltura biologica o dal mercato equosolidale.
Questo va a vantaggio delle consumatrici e die consumatori che sanno così che cosa stanno mangiando, ma allo stesso tempo contribuisce a rafforzare l’economia locale, poiché i prodotti a km 0 vengono resi visibili. In questo modo può crescere una diversa e più profonda consapevolezza.
Non da ultimo, una richiesta diversa condizionerebbe anche a l’offerta che diventerebbe più differenziata con vantaggi non da poco per l’agricoltura locale.

2 – Campo d’azione – cortili e parchi gioco

Da molti anni ci si mobilita in Alto Adige/Südtirol contro la contaminazione da pesticidi nei luoghi dove giocano le bambine e i bambini. E a ragione. Nel 2012 sono state ritrovate in quantità consistenti derive di 9 diversi fitofarmaci nell’erba vicino alla scuola elementare di Tarces. Alcune delle sostanze diventano particolarmente nocive soprattutto in combinazione con altre, soprattutto su organismi in fase di sviluppo e che per via di un peso corporeo ridotto sono molto più sensibili rispetto alle persone adulte.
Come Gruppo Verde avevamo reagito e nel 2013 abbiamo presentato una mozione che prevedeva il monitoraggio periodico sui pesticidi nei cortili scolastici. All‘epoca la proposta era stata bocciata.
Ora uno studio pubblicato su „Environmental Sciences Europe“ ci porta nuovi dati. La ricerca ha rilevato quanto aree pubbliche confinanti con superfici adibite a produzione agricola siano colpite da accumuli di pesticidi. Per lo studio sono stati scelti a campione 71 parchi gioco pubblici in Val Venosta e in Bassa Atesina e qui sono stati analizzati dei campioni di erba su cui sono stati ricercati 315 pesticidi.
Il risultato più importante: i parchi gioco della Val Venosta sono quelli in cui i pesticidi venivano rilevati più spesso, mentre quelli della Bassa Atesina sono quelli in cui è stata riscontrata la concentrazione più alta. E: la concentrazione di pesticidi rilevata è più alta quanto più i frutteti sono vicini ai parchi gioco.
Sulla base di questi studi e delle direttive europee, in Alto Adige sussiste un’urgente necessità di azione. Molti edifici scolastici e parchi gioco si trovano nelle strette vicinanze di frutteti coltivati con modalità intensive e irrorati di pesticidi. Le paure e le preoccupazioni di tanti genitori non vanno ignorate.
Perciò la mozione “I bambini devono poter giocare in luoghi non contaminati” propone di attivare un monitoraggio periodico e regolare di cortili e parchi gioco per controllare la presenza di pesticidi, soprattutto in località in cui questi siti sono gioco forza molto vicini a coltivazioni intensive.
Meno pesticidi in frutteti e vigneti e più agricoltura biologica sarebbero già delle misure importanti e mirate contro il cambiamento climatico, perché l’agricoltura biologica crea suoli più ricchi di humus e questi sono ottimi immagazzinatori di CO2.

 

Allegati:

Mozione: Trasparenza nella ristorazione collettiva

Mozione: I bambini devono poter giocare in luoghi non contaminati

Fonti legislative

Appello PAN (Pesticide Action Network) Europe 

Tabella: Costi mense per Comuni

Bolzano, 08/10/2019

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler
Riccardo Dello Sbarba

COMUNICATO STAMPA.

Chi ottiene asilo politico in Europa, perché vittima di persecuzione politica nel proprio Paese di origine, gode dei diritti di un/a libero/a cittadino/a. Tutti gli Stati democratici e le loro forze di polizia lo sanno. Eppure in Italia e nello specifico qui in Alto Adige sembra se ne siano dimenticati. Per fortuna ora Adnan Ö., cittadino curdo-tedesco che dal 1997 vive come rifugiato politico in Germania e lì lavora come psicoterapeuta, è stato liberato ma, come lui stesso racconta, per dieci giorni è stato messo in isolamento nel carcere di Bolzano e per altrettanti è stato tenuto agli arresti domiciliari. Solo l’intervento delle autorità tedesche ha fatto sì che la polizia italiana ignorasse il mandato d’arresto dell’interpol attivato in modo illegittimo dalle autorità turche e liberasse Adnan Ö.
Noi Verdi Grüne Verc condanniamo con forza un tale abuso di potere. I diritti umani vanno sempre rispettati. Quando ci sono di mezzo convenzioni internazionali e violazioni di diritti e libertà fondamentali riconosciute da tutti gli Stati democratici l’attenzione deve essere ancora più forte. Uno Stato democratico come l’Italia non si può permettere azioni di questo tipo.

Bolzano, 07.10.2019

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

Noi Verdi Grüne Verc ci occupiamo da tempo con il fenomeno dell‘“Overtourism” in Alto Adige/Südtirol e sappiamo che c’è solo un modo di affrontarlo: analizzare la situazione in maniera dettagliata per poter poi trovare le misure adeguate per uno sviluppo moderato. E questo abbiamo fatto, e Hans Heiss è stato il nostro indiscusso esperto negli ultimi anni, abbiamo osservato con attenzione e poi riassunto in 10 punti le nostre idee per uno sviluppo turistico da cui sia ospiti che residenti possano trarre vantaggio.

1 – Mantenere il limite massimo di posti letto a 229.088

Un limite massimo per i posti letto è importante, soprattutto per un territorio turistico come l’Alto Adige. Non dobbiamo dimenticare che le persone che decidono di passare le ferie da noi lo fanno soprattutto per la quiete e il ristoro che sperano di trovare tra le montagne. Quando però il turismo diventa di massa, la tranquillità sull’Alpe di Siusi diventa un sogno e Ötzi una meta quasi irraggiungibile in cima a code chilometriche. I Verdi sono per mantenere un limite massimo di posti letto a 229.088 letti. La nuova legge urbanistica che vorrebbe toglierlo non è futuribile. I Verdi hanno presentato un disegno di legge per mantenerlo. La commissione legislativa lo ha bocciato, ora aspettiamo il dibattito in aula. 

2 – Definire una densità turistica massima per ogni Comune

Alcune zone dell’Alto Adige sono particolarmente amate da turisti e turiste di tutto il mondo e questo non può che farci piacere. Nessuno vorrebbe spostare le Tre cime o l’Ortler da qualche altra parte. Allo stesso tempo, però, mentre alcuni siti presentano una densità turistica a dir poco elevata, altri soffrono di presenze piuttosto magre. Un territorio piccolo come l’Alto Adige/Südtirol può ampliare il ventaglio dell’offerta. Per questo i Verdi propongono di definire per ogni comune quanti posti letto possono essere consentiti per km2.

3 – Limitare il numero dei grandi alberghi

Grandi aziende che operano nelle categorie più alte del settore sono necessarie, ma sono anche pericolose perché sotto la pressione della loro concorrenza le piccole aziende familiari tipiche dell’Alto Adige soffrono. Le aziende più grandi attuano sempre più spesso il dumping dei prezzi e incidono negativamente con le loro volumetrie su paesaggio e ambiente. I Verdi propongono di limitare con cautela il numero dei grandi alberghi per ogni Comune, per favorire le aziende più piccole a gestione familiare.

4 – Investire nelle basse stagioni: l’anno ha 12 mesi

In Alto Adige il 63% dei pernottamenti avviene nel semestre estivo, in quello invernale il 37%. In estate poi c’è un gran numero di presenze turistiche giornaliere e in inverno il picco natalizio. Dobbiamo cambiare qualcosa: la ridistribuzione deve essere fatta anche dal punto di vista stagionale. I Verdi propongono di rinforzare le presenze su mesi e stagioni per ora molto tranquille, per esempio quella autunnale. Un’idea potrebbe essere quella di investire nel turismo congressuale: è novembre il mese principe per conferenze e congressi.

5 – Creare collegamenti diretti a lunga distanza con il treno

Non succede solo in alta stagione: code chilometriche bloccano regolarmente non solo l’autostrada, ma anche strade statali e interne. Esistono per fortuna dei mezzi ecosostenibili, rispettosi dell’ambiente alternativi all’automobile. Affinché turisti e turiste arrivino con il treno i Verdi propongono di impegnarsi per attivare dei collegamenti diretti a lunga percorrenza con Berlino, Amburgo, Milano. E così contrastare l’uso di energie fossili nell’ambito della mobilità e del turismo.

6 – Sviluppare una mobilità ecosostenibile nelle destinazioni turistiche

Una volta arrivati in treno, si apre il problema su come arrivare nella località di destinazione scelta per le vacanze. I Verdi propongono di sviluppare, parallelamente all’offerta ferroviaria, un servizio di car-sharing con automobili elettriche e un servizio di shuttle per il trasporto di persone e valige. Auto e bici elettriche devono diventare un’offerta standard degli hotel più grandi e delle associazioni turistiche. Obiettivo: l’aumento entro il 2025 degli arrivi in treno del 20% e del 30-35% entro il 2030.

7 – Sostenere le Valli per il clima

Secondo dati forniti dal WWF turisti e turiste contribuiscono con il 5% di emissioni serra al surriscaldamento terrestre. E la tendenza è in crescita. La nostra provincia ha bisogno di un turismo amico del clima come un nuovo marchio di qualità che diventi attrazione come il paesaggio e il gusto alpino-mediterraneo. Per farlo, i Verdi propongono di sostenere miratamente le “Valli per il clima”. Sono valli in cui il settore turistico, le aziende e la vita già si muovono o intendono muoversi con modalità climasostenibili. Val di Funes, Val Martello e Vallelunga possono essere apripista, in prima fila per promuovere il marchio di qualità dell’Alto Adige. I Villaggi dell’Alpinismo come Mazia e Lungiarü lo stanno già facendo.

8 – Incentivare il passaggio all’agricoltura biologica: l’ospite preferisce il bio

La richiesta di prodotti biologici, di origine controllata e a km 0 continua a crescere. Ma l’offerta zoppica e non riesce a soddisfarla. Aziende alberghiere e non devono essere messe nella condizione di poter soddisfare le richieste dei clienti. I Verdi propongono di rinforzare gli incentivi per permettere il passaggio alla coltivazione biologica. La svolta bio parte anche dal turismo.

9 – Limitare lo stress: l’ospite è sacro, ma anche chi vive qui

Perché gli ospiti non “inizino a puzzare”, le loro richieste e i bisogni delle persone residenti devono essere considerati in maniera equilibrata. Pensiamo agli orari per la quiete o a eventi da proporre anche al di fuori della stagione turistica. I Verdi propongono di tematizzare regolarmente, e così limitare, lo stress turistico sopportato dai residenti, tramite consultazioni, o Consigli dei cittadini e delle cittadine (Bürgerräte) o altre forme di partecipazione.

10 – Contingentare l’accesso agli hotspot: una ricetta base

Alcune località turistiche più note, a volte famose in tutto il mondo anche grazie ai social media, sono ormai letteralmente prese d’assalto da masse di turisti. A volte sono turisti/e di passaggio che si recano in automobile fino a punti panoramici per fare una foto e poi ripartire. Questo tipo di turismo di massa mordi e fuggi infastidisce la popolazione locale, che subisce a volte una vera e propria invasione, e mette a dura prova gli equilibri ambientali di zone spesso di grande rilevanza naturalistica. I Verdi propongono di contingentare gli accessi con mezzi privati a queste località hotspot, istituendo dei limiti sia numerici che temporali. Solo un numero massimo di mezzi potrebbe così accedere e solo entro determinati orari.

COMUNICATO STAMPA.

Le competenze primarie sull’ordinamento dell’amministrazione provinciale e del suo personale è una delle conquiste più importanti dello Statuto d‘autonomia. I padri e le madri dell’Autonomia lo sapevano anche troppo bene che l’Autonomia sarebbe potuta durare a lungo solo con una amministrazione indipendente tanto quanto la nostra economia e la nostra cultura. Perché l’amministrazione pubblica è la spina dorsale dell’autonomia.

Se è vero che Roma voleva impugnare la legge di aggiustamento di bilancio a causa di un articolo sul contratto collettivo intercompartimentale BÜKV, allora la Giunta ha perso l’occasione di ricordare al Consiglio dei Ministri la nostra situazione giuridico-politica basata sull’autonomia. Un attacco frontale al nostro Statuto di autonomia. “Se questa versione passa, in futuro Roma potrebbe avere gioco facile e la nostra Autonomia perdere pericolosamente forza” – commenta Hanspeter Staffler.
Lo Statuto di autonomia, l‘Accordo di Milano, il patto di stabilità confermano la competenza primaria sul contratto collettivo del pubblico impiego (BÜKV) e danno mano libera alla Giunta per la distribuzione delle risorse finenziarie. Questa libertà va gestita bene e se è necessario va difesa. Poiché però la Giunta ha fatto tanta resistenza e solo dopo le proteste e un lungo dibattito in Consiglio provinciale ha acconsentito a mettere a disposizione i fondi per il personale dell’amministrazione pubblica, l’opposizione romana sembra esserle stranamente “provvidenziale”.

Per la concessione della A22 il Presidente Kompatscher va e viene da Roma più volte alla settimana. Allo stesso modo sarebbe importante se ci mettesse lo stesso impegno per le dipendenti e i dipendenti del pubblico impiego.

 

Bolzano, 02.10.2019

Landtagsabgeordnete
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba