Comunicato stampa

Garantire autodeterminazione alle persone vulnerabili e contrastare la povertà infantile: questi sono gli obiettivi delle due mozioni che il Gruppo Verde porterà nella seduta del Consiglio provinciale di aprile. Le proposte sono state presentate durante una conferenza stampa.

“Vogliamo che il Consiglio Provinciale dedichi la sua attenzione a due gruppi di persone che spesso non sono al centro del dibattito: le persone con disabilità e bambini e bambine. Difendiamo il diritto delle persone vulnerabili a progettare il proprio futuro e affermiamo la necessità di un supporto economico adeguato a tutti i minori – temi che dobbiamo affrontare con la serietà che meritano”, dichiarano i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

Progetto esistenziale di vita

“Tutti e tutte ci chiediamo che ne sarà dopo di noi. Tanto più se lo chiedono genitori di persone con disabilità. Per facilitare la vita delle persone vulnerabili, una volta che restano sole, vogliamo implementare, anche nella nostra provincia, il Progetto esistenziale di vita”, afferma la consigliera Brigitte Foppa, prima firmataria della mozione omonima.

Il “Progetto esistenziale di vita” si ispira all’iniziativa già avviata a Reggio Emilia, dove è stato istituito un registro pubblico dedicato ai piani di vita delle persone con bisogni speciali. L’obiettivo è quello di dare voce all’aspirazione di una vita indipendente ed autodeterminata, progettando il proprio futuro per quando i familiari non saranno più in grado di dare supporto.

“Con l’istituzione del Progetto esistenziale di vita vogliamo garantire che ogni persona vulnerabile venga riconosciuta e rispettata nella sua unicità. L’articolo 3 della Costituzione ci ricorda che è compito delle istituzioni rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Il Progetto esistenziale di vita risponde a questa esigenza, offrendo agli Amministratori di Sostegno e agli operatori sociali una bussola per prendere decisioni nel rispetto della storia, delle abitudini e dei desideri della persona fragile”, afferma Roberta Rigamonti, Direttrice dell’Associazione per l’Amministrazione di Sostegno.

“L’autodeterminazione deve essere un diritto per tutte e tutti, e servono degli strumenti adeguati. Raccogliere e depositare in Comune il piano di vita delle persone con disabilità, con le preferenze, le abitudini, le aspirazioni ecc. è uno di questi strumenti e noi vogliamo che venga istituito anche in Provincia di Bolzano”, così Foppa.

Sicurezza economica per i minori

La seconda mozione propone l’introduzione di una misura di sostegno economico unificata per i figli, per contrastare la povertà infantile. L’attuale sistema di aiuti è frammentato e spesso inadeguato a garantire una reale equità sociale. Il Gruppo Verde mira ad assicurare a bambin* e ragazz* pari opportunità di crescita e sviluppo, con particolare attenzione alle famiglie monoparentali, spesso più esposte al rischio di difficoltà economiche.

“Ogni bambino e ogni bambina ha diritto a un’infanzia dignitosa e pari opportunità, indipendentemente dalla condizione economica della propria famiglia. L’attuale sistema di aiuti non è sufficiente: è tempo di una riforma strutturale che garantisca una sicurezza economica a giovani e bambini” dichiara il primo firmatario della mozione, Zeno Oberkofler.

Le due mozioni vogliono portare maggiore attenzione ai bisogni della cittadinanza, promuovendo misure concrete per migliorare la qualità di vita in Alto Adige.

Maggiori informazioni:

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Le giovani donne usano ancora principalmente la pillola anticoncezionale (comprensibilmente) per prevenire gravidanze. Nonostante le controindicazioni, rimane il metodo contraccettivo più comodo e diffuso tra le giovani donne, consentendo loro di decidere autonomamente se rimanere incinte o meno.

I costi sono elevati, soprattutto per le giovani e giovanissime, arrivando fino ai 25 euro al mese. Per questo motivo, una delle cinque richieste espresse a gran voce durante la manifestazione “Donne in marcia” era che i contraccettivi fossero resi disponibili gratuitamente alle donne sotto i 28 anni. Il Gruppo Verde in Consiglio provinciale ha portato questa richiesta in commissione legislativa, dove è stata discussa oggi.

“La discussione è stata a tratti surreale, persino assurda”, ha dichiarato la prima firmataria Brigitte Foppa. “Abbiamo sentito dagli uomini presenti che la pillola sarebbe problematica e che gli uomini dovrebbero usare il preservativo. L’assessore provinciale Messner ha detto che, al momento, non è opportuno distribuire la pillola gratuitamente”, hanno aggiunto Foppa e il membro della commissione Oberkofler.

La proposta è stata respinta con 3 voti contrari (Locher, Rabensteiner, Scarafoni), 2 astensioni (Ploner F., Deeg) e 1 voto favorevole (Oberkofler).

La contraccezione gratuita nei consultori non solo promuove la salute, ma contribuisce anche alla riduzione delle gravidanze indesiderate e degli aborti. Infatti, nei Paesi europei dove questa normativa è già stata introdotta, le gravidanze indesiderate stanno diminuendo, così come cala il numero delle interruzioni volontarie di gravidanza (dal 9,5% al 6%). Contemporaneamente aumenta il tasso di natalità, a dimostrazione del fatto che un approccio aperto rispetto alla contraccezione libera e informata non incide negativamente su di esso, ma al contrario lo fa crescere.

“Eppure, persino il Consiglio dei Comuni aveva raccomandato di inserire la distribuzione gratuita nel disegno di legge”, ha affermato Foppa. “Siamo di nuovo nella situazione in cui sono gli uomini, nel nome dell’autodeterminazione delle donne, a decidere cosa sia giusto per loro. Sono indignata e furiosa. Nella mia lunga carriera politica, non avrei mai pensato di tornare a questo livello”, ha concluso Brigitte Foppa, che ripresenterà la proposta in aula nel Consiglio provinciale.

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler
Madeleine Rohrer

Comunicato stampa

Il gruppo consigliare dei Verdi esprime forte preoccupazione per la nuova legge provinciale sui consultori familiari, che verrà discussa domani nella 4a commissione legislativa. Secondo i Verdi, la normativa introduce elementi critici che rischiano di compromettere il ruolo dei consultori come spazi di tutela e supporto per le donne e le famiglie.

Uno degli aspetti più controversi della legge è l’introduzione della figura dei “consulenti di etica clinica” nei consultori. “Che tipo di consulenti dovrebbero essere? Dovrebbero forse consigliare una donna su come decidere riguardo al proprio corpo?” I consiglieri provinciali dei verdi Zeno Oberkofler, Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer temono che in questo modo si apra una porta ai gruppi pro vita nei consultori, mettendo a rischio la libertà di scelta delle donne.

Un altro punto critico è l’introduzione di un divieto di pagare i tirocini svolti all’interno dei consultori. “Una misura davvero assurda, un passo indietro anziché in avanti. Penalizzare i tirocinanti significa svalutare il loro lavoro e scoraggiare i giovani professionisti dal formarsi in questi spazi fondamentali per il supporto alla cittadinanza” aggiunge il consigliere verde nonché vicepresidente della 4a commissione Oberkofler.

Infine, la legge prevede un aumento numerico dei consultori, ma senza un reale potenziamento dei servizi. Con l’introduzione del nuovo sistema organizzativo HUB & SPOK si vorrebbe dichiarare ufficialmente come consultori anche ambulatori distaccati, dove non è sempre garantita la presenza di tutte le figure professionali di base, come psicologa/o, ginecologa, ostetrica e assistente sociale. I Verdi temono che in questo modo si ottemperi formalmente alla necessità definita dalla normativa nazionale di avere un consultorio ogni 20.000 abitanti per ottenere i fondi del PNRR, ma di fatto si trasformino semplici ambulatori in consultori, senza però garantirne la qualità e soprattutto l’approccio multidisciplinare che caratterizza per definizione i consultori familiari. “Si tratta di una mera operazione burocratica: i consultori aumentano sulla carta, ma nella realtà cambia ben poco.” conclude Oberkofler.

Con una serie di emendamenti il Gruppo Verde porterà domani in commissione alcune proposte per migliorare il disegno di legge e stralciare dalla legge gli aspetti critici.

Cons. prov.
Zeno Oberkofler
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer

Comunicato stampa

Oggi la commissione legislativa ha bocciato il disegno di legge del Gruppo Verde per l’affitto calmierato, una misura che avrebbe reso più accessibili gli alloggi per molte persone in Alto Adige. Con questa decisione, si dimostra ancora una volta che uno dei problemi più urgenti della nostra società, ossia la crisi abitativa, viene bellamente ignorato.

“È uno schiaffo in faccia alla popolazione”, dichiarano con indignazione i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler. “Mentre i prezzi delle case e degli affitti continuano a salire e sempre più persone faticano a trovare un alloggio dignitoso, la politica si volta dall’altra parte. Il nostro disegno di legge rappresentava una soluzione concreta per garantire un’offerta maggiore di alloggi a prezzi sostenibili, ma evidentemente la tutela dei cittadini non è una priorità per chi governa”.

Il disegno di legge prevedeva che nei cosiddetti “Comuni con esigenza abitativa” il 25% delle nuove costruzioni destinate all’edilizia agevolata o a prezzo calmierato venisse riservato alla locazione a canone provinciale. Considerando l’elevata domanda di alloggi in affitto a Bolzano, il ddl aumentava questa quota al 50% per il capoluogo.

“La bocciatura di questa proposta è l’ennesima dimostrazione che chi ha il potere politico in mano non vuole cambiare lo status quo”, aggiunge Brigitte Foppa, prima firmataria del ddl. “Si continua a lasciare il diritto alla casa in balia delle logiche di mercato, permettendo la speculazione selvaggia e condannando le persone più vulnerabili a condizioni di vita sempre più precarie. È una scelta miope e ingiusta”.

Il Gruppo Verde continuerà a battersi affinché il diritto alla casa venga riconosciuto come una priorità politica e non un privilegio per pochi. “Non ci fermeremo. Il problema abitativo sta soffocando la nostra provincia e noi continueremo a portare in Consiglio proposte serie e coraggiose”, concludono i consiglieri Verdi.

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Il disegno di legge a favore della “quota rosa” in Giunta regionale è stato approvato in Consiglio regionale. Il cavillo: presenza delle donne non proporzionale. Secondo la maggioranza basterebbe una sola donna.

Il ddl, già approvato all’unanimità in Commissione legislativa regionale lo scorso 13 giugno, oggi è stato discusso e approvato anche in aula. Nella pratica, però, si rivela una sconfitta: “Con un emendamento è stata eliminata dalla nostra proposta originaria la frase che imponeva una la rappresentanza femminile in Giunta regionale proporzionale a quella in Consiglio. Di fatto, ha ridotto questa rappresentanza a una sola donna”, chiarisce la prima firmataria del ddl, Brigitte Foppa. “Ecco perché abbiamo votato contro il nostro stesso ddl. Vogliamo dare un chiaro segnale: questa non è una soluzione dignitosa per le donne e non basta”.

Il ddl, infatti, ora recita che “La Giunta regionale deve essere composta da rappresentanti di entrambi i generi”. Ogni riferimento a una rappresentanza proporzionale al Consiglio è stato eliminato. Il ddl aveva raccolto il consenso, oltre che del Gruppo Verde con Foppa, Rohrer, Oberkofler e Coppola, anche di Rieder, Demagri, Maule, Calzà, Stanchina, Ploner Alex, Maule, Calzà, Stanchina, Ploner Alex, Köllensperger, Malfer, Maestri, Parolari, Franzoia, Ploner Franz, Manica, De Bertolini, Repetto, Valduga e Zanella.

Non è stato sufficiente. “La parità di genere è necessaria e va sostenuta. Troppo spesso le donne vengono semplicemente ‘dimenticate’ e quello che è successo oggi lo conferma. Siamo nel 2025 ed è vergognoso dover ancora constatare che le donne sono solo accessorie a una politica maschile e maschilista. Una donna non basta! Ecco il risultato di questa alleanza di maggioranza che, facendoci credere di essere progressista, in realtà ci riporta tutti agli Anni ‘50. È palese che la SVP abbia boicottato la nostra legge. Oggi abbiamo ottenuto un’amara sconfitta travestita da successo. Ma non è stato altro che un contentino”, affermano i consiglieri regionali verdi.

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Cons. reg.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler
Lucia Coppola

Comunicato stampa

Oggi è stata approvata in consiglio provinciale la mozione del Gruppo Verde sull’endometriosi. “Vogliamo dare voce alle tante donne che convivono con questa malattia e promuovere una maggiore consapevolezza a livello istituzionale e sociale”, dichiarano i consiglieri provinciali Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

L’endometriosi è una condizione ginecologica cronica, dolorosa e invalidante, che colpisce almeno tre milioni di donne in Italia causando gravi ripercussioni sulla qualità della vita, sia a livello personale che lavorativo. Nonostante la sua diffusione, la diagnosi arriva con un ritardo medio di sette-dieci anni, anche a causa di una scarsa formazione medica sul tema e di fenomeni di cosiddetto “medical gaslighting” che portano molte pazienti a sentirsi non credute o poco considerate nei loro sintomi.

Grazie alla mediazione fatta con l’assessore Messner, il Gruppo Verde è riuscito a far approvare la mozione per cui verrà sviluppato un “percorso endometriosi”. Punterà a raccogliere e promuovere conoscenze scientifiche, a incentivare la ricerca e a migliorare le cure per le pazienti. Tra le altre misure previste vi sono campagne di informazione per datori di lavoro e all’interno delle scuole, la possibilità di fornire gratuitamente o a prezzo agevolato la terapia ormonale per i casi più gravi, nonché il potenziamento della ricerca.

Brigitte Foppa, prima firmataria della mozione, aggiunge: “Oggi le donne aspettano anche 7-10 anni per avere la diagnosi di endometriosi. Tremendo. La diagnosi precoce, l’accesso alle cure e anche il riconoscimento della malattia sono essenziali per garantire una migliore qualità di vita”.

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Grande passo avanti per la prevenzione del tumore al seno: approvata la mozione verde sull’accesso allo screening mammografico ed ecografico gratuito. L’Alto Adige si adegua ad altre regioni, valutando di ampliare la fascia d’età per la prevenzione gratuita.

Il tumore al seno è la forma di cancro più diffusa tra le donne e rappresenta una delle principali cause di mortalità femminile. Ogni anno in Alto Adige circa 400 donne ricevono questa diagnosi e circa 80 muoiono a causa della malattia. La prevenzione e la diagnosi precoce sono strumenti fondamentali per ridurre l’impatto di questa patologia, ma ad oggi lo screening mammografico gratuito è accessibile solo alle donne tra i 50 e i 69 anni, lasciando scoperte altre fasce di età a rischio.

Oggi, durante la seduta del Consiglio provinciale, è stata approvata la mozione del Gruppo Verde dedicata a questo tema. La mozione prevede una serie di misure concrete: valutare la possibilità di estendere l’attuale programma di screening gratuito anche alle donne tra i 45 e i 49 anni e tra i 70 e i 74 anni, avviare una campagna informativa per sensibilizzare le donne con un maggiore rischio di sviluppare la malattia, analizzare i motivi per cui il 40% delle donne invitate al programma non vi partecipa e migliorare la comunicazione sui benefici della diagnosi precoce.

“Vogliamo migliorare l’accesso alla prevenzione e garantire che più donne possano beneficiare di programmi di screening efficaci e tempestivi”, dichiarano i consiglieri provinciali Verdi Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler. “L’Alto Adige deve seguire l’esempio di altre regioni che hanno già esteso l’età di accesso ai programmi di screening, includendo le donne tra i 45 e i 74 anni.”

Madeleine Rohrer, prima firmataria della mozione, sottolinea: “L’obiettivo è ridurre il numero di diagnosi tardive e, di conseguenza, la mortalità. Se vogliamo davvero combattere il cancro al seno, l’estensione dello screening a più fasce d’età è un passo necessario e urgente.”

Cons. prov.
Madeleine Rohrer
Brigitte Foppa
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Nell’ultimo anno si sono (ri)accese le polemiche sulla scuola in Alto Adige/Südtirol. Come imparare la seconda lingua? Come fare a salvaguardare il diritto di apprendimento di tutti i bambini e tutte le bambine? Si può puntare su regole sempre più rigide di separazione, con l’effetto di creare esclusione invece di inclusione. O si può cambiare finalmente corso, istituendo quello che la società altoatesina chiede da tanto tempo: la scuola plurilingue.

Da un sondaggio del 2015 svolto dal comitato provinciale dei genitori nella scuola tedesca risulta che il 77% dei genitori intervistati vorrebbe che la scuola desse più spazio alla lingua italiana. Il 69% della popolazione altoatesina si dichiara favorevole all’introduzione dell’insegnamento della seconda lingua già in età prescolare e accoglierebbe positivamente l’insegnamento di alcune materie in un’altra lingua.

“La nostra provincia è una terra plurilingue. Abbiamo un’enorme ricchezza, ma non la valorizziamo appieno”, dichiarano i consiglieri Verdi Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler. “Il 44% di studentesse e studenti di lingua tedesca in quarta superiore conosce l’italiano a un livello B1, il 4% solo a un livello A2. Per gli italiani non va meglio: il 47% arriva a un livello B1 mentre il 28% solo all’A2. Non sono i dati di una provincia bilingue”.

Il Gruppo Verde, con un disegno di legge che sarà discusso il 17/03/2025 in commissione legislativa, propone l’introduzione di sezioni plurilingui come offerta aggiuntiva, senza modificare l’attuale struttura delle scuole in lingua tedesca, italiana e ladina. In breve:

  • Le sezioni plurilingui saranno attivate in presenza di un numero minimo di iscritti: 14 per la scuola dell’infanzia e 15 per gli altri gradi scolastici.
  • Il personale docente sarà composto da insegnanti di entrambe le lingue di insegnamento.
  • L’insegnamento delle materie sarà suddiviso equamente tra le lingue, con la possibilità di integrare anche una terza lingua.
  • L’iscrizione a tali sezioni sarà volontaria e non sostituirà l’offerta formativa esistente.

Brigitte Foppa, prima firmataria del disegno di legge, sottolinea: “È scientificamente provato che serve un contesto reale di utilizzo di una lingua per poterla apprendere al meglio: un ambiente scolastico comune tra i gruppi linguistici potrebbe mettere le basi affinché questo si crei.”

L’istituzione di sezioni scolastiche plurilingui rappresenta una grande opportunità per la formazione dei giovani e delle giovani altoatesine, promuovendo competenze linguistiche più solide e una maggiore comprensione interculturale. Il disegno di legge vuole fornire una scelta in più e garantire un’istruzione più aderente alle esigenze della società contemporanea.

“Con questo disegno di legge vogliamo realizzare quello che in Europa è realtà da molto tempo. Dobbiamo adeguarci ai tempi moderni e alle richieste ed esigenze delle famiglie”, concludono i consiglieri Verdi.

Maggiori informazioni sul disegno di legge

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler

Comunicato stampa

Foppa e Rohrer: “Quando si parla di salute, spesso si pensa alla salute degli uomini. La salute delle donne ha aspetti specifici e per questo, come Gruppo Verde, dedichiamo il mese di marzo alle donne e alla loro salute”.

Nella seduta di marzo del Consiglio provinciale, infatti, il Gruppo Verde discute due mozioni che trattano due malattie femminili diffuse: il tumore al seno e l’endometriosi. Le mozioni sono state presentate in occasione di una conferenza stampa dalle consigliere provinciali Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.

Tumore al seno: ampliare l’accesso alla prevenzione con la mammografia e l’ecografia

Il tumore al seno è estremamente diffuso: ogni anno in Alto Adige si ammalano circa 400 donne e ne muoiono circa 80. Le probabilità di guarigione sono elevate e l’87% delle donne affette da questa patologia sopravvive. La prevenzione, dunque, è fondamentale.

“Con la nostra mozione vogliamo estendere l’accesso al programma di screening mammografico ed ecografico anche alle donne tra i 45 e i 74 anni, come già avviene in altre regioni italiane ed europee. Al momento, in Alto Adige, lo screening gratuito è rivolto solo alle donne tra i 50 e i 69 anni, nonostante le evidenze scientifiche dimostrino che un’estensione della fascia di età possa salvare più vite”, sottolinea la consigliera Madeleine Rohrer.

Endometriosi: maggiore consapevolezza e azioni concrete

L’endometriosi è una patologia ginecologica cronica e spesso debilitante. Molte persone la conoscono solo da pochi anni e finora è anche poco studiata. In Italia colpisce circa il 10-15% delle donne in età riproduttiva e interessa circa il 30-50% delle donne infertili o che hanno difficolta a concepire. Nonostante la sua diffusione, è spesso diagnosticata con grande ritardo, con un impatto significativo sulla qualità della vita delle persone affette.

“La diagnosi dell’endometriosi arriva spesso dopo molti anni di sofferenza e incomprensione. Troppo spesso le donne si sentono dire che il dolore mestruale è normale, a volte che si tratta solo di stress. È essenziale aumentare la consapevolezza su questa malattia e garantire un accesso rapido a diagnosi e trattamenti adeguati”, ha dichiarato la consigliera Brigitte Foppa, prima firmataria della mozione.

La mozione propone l’elaborazione di un “Piano d’azione provinciale per l’endometriosi”, che miri a rafforzare la formazione del personale medico e la sensibilizzazione della popolazione, anche attraverso campagne di informazione per le scuole e per datori di lavoro e aziende. Inoltre, si propone un congedo mestruale di 3 giorni al mese in caso di dolori e che i farmaci ormonali siano messi a disposizione gratuitamente alle pazienti con diagnosi confermata.

“La salute delle donne deve essere una priorità della politica sanitaria provinciale. Con queste mozioni vogliamo porre l’attenzione su due temi cruciali, spesso sottovalutati, e chiedere interventi concreti per migliorare la qualità della vita di migliaia di persone”, hanno dichiarato Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler.

Maggiori informazioni:

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Madeleine Rohrer
Zeno Oberkofler