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COMUNICATO STAMPA.

La Torre di vetro sul Catinaccio, l’elegante rifugio Santner, la nuova funivia di Tires e il bacino di raccolta sul Puflatsch danno una chiara idea di una nuova tendenza. Il Presidente Kompatscher e l’industria del turismo stanno svendendo le nostre montagne. Hotel di lusso, funivie, laghi artificiali significano la commercializzazione totale della regione montana intorno allo Sciliar.

La torre di vetro diventerà il nuovo hotspot con un investimento di oltre 25 milioni di soldi pubblici. L’edificio così particolare è destinato ad attirare masse di turisti, come fa intuire un ristorante con 350 posti. Le suite all’interno non sono certo destinate ai semplici escursionisti, ma sono pensate per ospiti ben più chiccosi.

La nuova funivia da Tires alla Malga Frommer approvata dalla Giunta provinciale faciliterà l’ascesa verso la Torre di vetro sul Catinaccio. La sua realizzazione è stata duramente criticata dalle organizzazioni ambientaliste perché invade il sensibile habitat del gallo cedrone. Una decisione sbagliata in tempi di crisi climatica e della biodiversità.

A Puflatsch, sull’Alpe di Siusi, sta per accadere una cosa incredibile: uno degli habitat più ricchi di specie dell’Alto Adige sta per essere destinato a un bacino di raccolta per la neve artificiale. Questo significherebbe sacrificare tesori naturali unici agli interessi del turismo. Il progetto poi è totalmente miope, visto il graduale e inesorabile riscaldamento globale, che renderà in futuro sempre meno possibile sciare sull’Alpe di Siusi.

Gli altoatesini si lamentano dell’overtourism, delle strade sempre più congestionate dal traffico e dello sfruttamento della natura e dell’ambiente. Invece di iniziare finalmente un approccio attento verso le nostre preziose montagne, tutte le “dighe” sembrano ora traboccare verso interessi puramente economici. In tempi di crisi climatica e della biodiversità, questi progetti sono tecnicamente controproducenti e politicamente assurdi.

Bolzano, 07.10.2021

Cons. prov.
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

COMUNICATO STAMPA.

Chiediamo numeri sinceri, provvedimenti coraggiosi e monitoring super partes

Ieri 5 ottobre 2021 in Consiglio provinciale si è tenuto un intenso dibattito di attualità sul cambiamento climatico voluto dall’opposizione su iniziativa del Gruppo Verde in Consiglio provinciale.

La situazione è drammatica e il rapporto IPCC non lascia dubbi: o agiamo ora o sarà troppo tardi.

Brigitte Foppa, come prima firmataria dell’iniziativa, ha introdotto il tema e ha riassunto il rapporto IPCC.

L’effetto serra è ormai fuori controllo, le temperature globali continueranno a salire, gli eventi climatici estremi diventeranno sempre più frequenti. È un processo ormai inarrestabile che possiamo solo rallentare.

Il Piano clima che ci ha presentato la Giunta alcune settimane fa è poco convincente e poco onesto. L’Eurac ha calcolato che in Alto Adige ogni persona emette 7,5t di CO2. Una cifra che corrisponderebbe a una media europea: in Italia sono 5,5t, in Germania 8,5t, in Austria 7,15t. Nel piano clima della Provincia invece leggiamo che in Alto Adige emettiamo “solo” 4,5t per persona.

Se partissimo però da cifre più realistiche, se fossimo più oneste/i con noi stesse/i, avremmo una motivazione maggiore per cambiare davvero le cose.

È come se pesassimo 100 kg e dovessimo arrivare a 20kg. Continuando a dire “domani inizio la dieta” non si perde mai peso. Si tratterebbe di uno sforzo enorme, impossibile senza un piano dietetico serio. Lo stesso si può dire per raggiungere la neutralità climatica: abbiamo bisogno di un vero e proprio piano dietetico e per questo abbiamo bisogno di un Piano clima onesto nelle cifre di partenza e con misure ambiziose e condivise.

Sarà un processo difficile, ma assolutamente necessario se vogliamo rispondere seriamente all’appello dei e delle tante giovani dei Fridays for Future che scendono da mesi regolarmente in piazza.

Riccardo Dello Sbarba ha poi esaminato con attenzione il Piano clima della Provincia.

Nessun obiettivo stabilito nel piano clima firmato ancora nel 2011 da Michael Laimer è stato raggiunto in questo decennio. In alcuni ambiti la situazione è addirittura peggiorata. E il “nuovo” Piano clima, di cui abbiamo avuto visione alcune settimane fa, non riesce nemmeno a fare propri gli obiettivi di neutralità climatica entro il 2050 stabiliti nell’accordo di Parigi. Quello che questo piano clima fa è riprendere semplicemente gli obiettivi definiti nel 2010 e spostarli dieci anni più in là.

Per esempio, il piano clima del 2011 prevedeva che entro il 2020 avremmo coperto il nostro fabbisogno energetico con il 75% di energie rinnovabili. Nel 2019 eravamo al 64%. Entro il 2020 avremmo dovuto diminuire il nostro consumo di elettricità da 2.800 Watt (dato del 2008j a 2.500 Watt a testa. Oggi invece siamo a 3.000 Watt pro capite. Le emissioni di CO2 pro capite, che dovevano calare dalle 4,5 tonnellate (del 2008) a 4 tonnellate nel 2020, sono invece oggi a quota 4,4 tonnellate: quindi non c’è stata alcuna riduzione significativa, mentre l’Eurac ci avverte che questo calcolo non comprende né l’agricoltura (+1 tonnellata pro capite), né le emissioni dell’Autobrennero, né la cosiddetta “energia grigia” (causata da noi ma fuori dai nostri confini, pari a oltre 2 tonnellate pro capite).

Per questi motivi, questo piano clima non è credibile. Chiediamo che i suoi risultati vengano monitorati annualmente non dalla Giunta, né da uffici da essa dipendenti, ma da una commissione di esperti indipendente che analizzi e valuti annualmente l’attuazione del piano.

Anche Hanspeter Staffler ha fatto sentire forte la sua voce.

È triste constatare che la Giunta nella sua bozza di Piano clima provinciale non faccia nessun riferimento al Piano climatico nazionale, da lei stessa approvato. In questo piano nazionale è previsto, ad esempio, che l’Alto Adige si munisca entro 2030 di 350 Megawatt di fotovoltaico. Nel Piano clima provinciale appena elaborato ne sono previsti solo 150.

Nella misurazione delle nostre emissioni reali, la Giunta non considera l’agricoltura e non considera il corridoio del Brennero (principale fonte di emissione di gas serra). Allora ci chiediamo: dov’è finita la trasparenza che ci chiedono a gran voce le/i giovani che sono scese in piazza in questi ultimi anni.

Noi Verdi abbiamo presentato diverse proposte concrete in questo Consiglio per affrontare il cambiamento climatico. Ne cito solo due: un monitoraggio annuale delle misure e il clima-check di tutte le leggi (cosa che di recente è stata approvata in Tirolo). La maggioranza SVP-Lega Salvini ce le ha bocciate tutte.

La crisi climatica è una crisi globale e nessun Paese, nessuna Regione può farcela da sola. Prendiamone atto, riconosciamo le nostre vere responsabilità e agiamo in fretta. La smetta la Giunta di creare il mondo climatico che le conviene!

Bolzano, 6/10/2021

Landtagsabgeordnete
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

Questa settimana, il Gruppo Verde ha deciso di portare in Consiglio provinciale due argomenti di estrema attualità. Sia il regolamento edilizio comunale che le strategie di prevenzione per le pandemie accompagneranno l’Alto Adige per molto tempo.

In una conferenza stampa il 5 ottobre 2021 il Gruppo Verde ha presentato due mozioni che verranno trattate nella seduta di Consiglio a ottobre.

La prima proposta riguarda il modello della Provincia per i regolamenti edilizi comunali:

Il modello elaborato dalla Provincia rappresenta la base per l’elaborazione dei regolamenti edilizi comunali. Con questo modello la Provincia si è posta l’obiettivo di creare delle regole omogenee valide per tutti i 116 comuni dell’Alto Adige. In questo modo tutti i regolamenti edilizi comunali devono essere adattati a tale modello. Quello che a prima vista sembra una cosa positiva, nasconde in realtà alcune difficoltà non indifferenti. Perché partire dal presupposto che un solo modello di regolamento edilizio possa essere applicato ovunque alla stessa maniera è piuttosto irrealistico. Per esempio, ci sono già oggi comuni che hanno incluso nei loro regolamenti edilizi disposizioni innovative e spesso migliori di quelle riportate nel cosiddetto codice edilizio modello. Ora, nel peggiore dei casi, viene loro imposto di fare due passi indietro invece di uno in avanti. Per questo proponiamo che la Provincia corregga la propria delibera sul “Regolamento edilizio tipo” e preveda che i comuni che lo desiderano possano, nel nuovo “regolamento edilizio comunale”, prevedere norme più avanzate, come ad esempio il risparmio del suolo, il riuso del patrimonio edilizio esistente, il verde pubblico, una migliore qualità della vita e una maggiore equità sociale, la tutela del paesaggio, una mobilità non inquinante, il risparmio energetico e così via.

La seconda mozione del gruppo dei Verdi riguarda la pandemia, in una prospettiva preventiva:

Negli ultimi 18 mesi, abbiamo dovuto imparare a nostre spese, provando e riprovando, che cosa fosse concretamente la gestione della pandemia. Non c’era altro modo. Le generazioni viventi non hanno mai vissuto una situazione come quella di oggi.

Il Coronavirus ci ha insegnato molto in questi mesi. Tra le altre cose, ci ha insegnato che abbiamo bisogno di una strategia a lungo termine per queste situazioni. L’OMS lo aveva già delineato in passato. Se ci fidiamo di quanto dicono i vari esperti, questa non sarà l’ultima pandemia che affronteremo in questa vita. Quindi, oltre alla gestione e al superamento della pandemia, dobbiamo anche concentrarci sulla prevenzione – con strategie che rendano gli individui e l’intera società più forti e resistenti. La direzione è quella della “salute in tutte le politiche”. In questo approccio, ogni decisione politica dovrebbe considerare le implicazioni sanitarie di quel provvedimento, per evitare danni collaterali e migliorare la salute della popolazione. Alimentazione sana, attività fisica, maggiore consapevolezza e molto altro sono solo alcune delle parole chiave.

Sia il presente che il futuro ci riservano molte sfide. La buona notizia è che abbiamo tutte le risorse a nostra disposizione per affrontarle e risolverle al meglio.

 

Bolzano, 05/10/2021

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

DIBATTITO DI ATTUALITÀ.

All’inizio della sessione di Consiglio Provinciale di ottobre, domani, martedì 5/10/2021, si svolgerà il primo Dibattito di attualità di questa legislatura. Ne hanno fatto richiesta ben 15 consigliere e consiglieri dell’opposizione (vedi allegato), su iniziativa del Gruppo Verde e sarà dedicato al cambiamento climatico. La situazione che emerge dal report dell’IPCC è drammatica. Il surriscaldamento del pianeta avverrà in tempi e modalità più brutali rispetto a quanto si pensasse.

Dal 31 ottobre al 12 novembre a Glasgow si svolgerà la COP 26 (Conferenza internazionale dell’ONU sul clima), dalla quale ci si aspettano misure concrete per raggiungere gli obiettivi di Parigi. Lo scorso fine settimana a Milano le attiviste e gli attivisti del clima si sono raccolti intorno a Greta Thunberg in una manifestazione impressionante e hanno ribadito a gran voce che ora è necessario passare dalle parole („Stop BlahBlahBlah!“) ai fatti per ridurre i gas serra su tutti i livelli.

Il Dibattito di attualità nel nostro Consiglio provinciale darà di certo un impulso importante per avviare al più presto questa discussione – che dovrà avvenire sia a livello politico che nella società stessa – anche in Alto Adige-Südtirol.

 

RICHIESTA DI SVOLGIMENTO DI UN DIBATTITO DI ATTUALITÀ.

Recentemente IPCC ha presentato la prima parte del sesto Report sul cambiamento climatico. La prognosi per il futuro risulta ancora più buia rispetto a quanto si temesse. Il surriscaldamento del pianeta avverrà in tempi molto più ravvicinati e le conseguenze della catastrofe climatica saranno immense e schiaccianti.

Questa stessa estate, con le sue devastanti situazioni metereologiche estreme anche in Europa, aumenta la consapevolezza di tutti e tutte. Il surriscaldamento della terra non può più essere circoscritto a singoli ambiti economici o ecologici. È in ballo la sopravvivenza del pianeta e di chi lo abita. Nel report la catastrofe climatica viene descritta come una crisi ampia e universale. Questa prospettiva richiede quindi a sua volta un approccio onnicomprensivo, per combattere le sue conseguenze.

In questo anche la nostra provincia deve fare la sua parte. Casa, alimentazione, mobilità formano il triangolo nel quale avviene – o non avviene – la salvaguardia del clima. In questi ambiti strategici le generazioni future si aspettano chiare direttive per un radicale cambiamento. Altrimenti il „mondo a misura di nipotini“ resta uno slogan, bello quanto vuoto.

Il Piano Clima attuale risale all’anno 2011. L’impronta CO2 di un abitante dell’Alto Adige è simile a quello delle regioni circostanti. In media ogni persona che abita nella nostra provincia emette 7,4 t di CO2 all’anno. Entro il 2050 queste devono scendere a 1,5 t – un obbiettivo che richiede parecchi sforzi.

Per cui si deve avviare il dibattito. Siamo al countdown, il tempo corre e non si può perderne dell’altro.

Facciamo perciò richiesta alla Presidente del Consiglio di inserire nell’ordine del giorno della seduta di ottobre 2021, un dibattito di attualità per poter discutere del report IPCC e delle misure contro il cambio climatico da prendere in Alto Adige.

BZ, 24.08.2021

 

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler
Sven Knoll
Myriam Atz-Tammerle
Paul Köllensperger
Maria Elisabeth Rieder
Franz Ploner
Alex Ploner
Peter Faistnauer
Josef Unterholzner
Andreas Leiter Reber
Ulli Mair
Sandro Repetto
Diego Nicolini

ANFRAGE ZUR SCHRIFTLICHEN BEANTWORTUNG.

In verschiedenen Südtiroler Medien wurde im Laufe des Sommers über den „Recycelten Glasturm“ unterm Rosengarten berichtet. Am 15.06.2021 veröffentlichte die Tageszeitung einen Artikel, welcher Details eines möglichen PPP-Projektes zwischen dem Land und der privaten Latemar-Karersee GmbH preisgab.

Die kolportierten Finanzzahlen sind beträchtlich: das gesamte Projekt solle 16.773.000 Euro kosten, das Land werde einen Investitions-Beitrag von 5,81 Millionen Euro zuschießen und anschließend für 35 Jahre, jährlich einen Führungsbeitrag von 555.000 Euro beisteuern. Das würde bedeuten, dass das Land insgesamt 25 Millionen Euro in die Hand nehmen möchte, um das Projekt einer privaten Gesellschaft zu unterstützen.

Dieses alpine Großprojekte wäre optisch sehr exponiert und weitum sichtbar, es befände sich unmittelbar auf der Grenze des Naturparkes Schlern-Rosengarten und würde den von der UNESCO geforderten Pufferstreifen deutlich verletzen. Schlussendlich ist der geplante Standort Stein- und Felsschlag ausgesetzt.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Entsprechen die kolportierten Finanzahlen den Tatsachen? Wir ersuchen um Aushändigung der in der Tageszeitung vom 16.06.2021 erwähnten „Sinloc-Analyse“.
  2. Worin besteht das öffentliche Interesse von Seiten des Landes Südtirol, insgesamt 25 Millionen Euro in dieses PPP-Projekt zu investieren? Welche Begründung gibt es dafür?
  3. Wir ersuchen um Aushändigung des Gefahrenzonenplanes für den Standort, auf dem die neue Kölner Hütte geplant ist.

Bozen, 1.10.2021

Landtagsabgeordnete
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba