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ANFRAGE ZUR AKTUELLEN FRAGESTUNDE.

Am 23.10.2021 haben wir Fotos von den Armentara-Wiesen in Wengen erhalten, worauf eindeutig massive Gülleausbringung zu sehen ist. Die Armentara-Wiesen sind artenreichen Bergwiesen und stehen demnach unter Naturschutz. Gülledüngung ist damit nicht erlaubt.
Unsere Recherche anhand der zugeschickten Bilder (siehe oben) hat ergeben, dass es sich wahrscheinlich um die Grundparzelle 2396 der Katastralgemeinde Wengen handelt.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Wurde diese unerlaubte Gülledüngung von der zuständigen Naturschutzbehörde bereits registriert?
  2. Falls ja, wurde der Verursacher laut Naturschutzgesetz sanktioniert?
  3. Was will die Landesregierung endlich unternehmen, um diese Art an Naturzerstörung auf den per Gesetz geschützen artenreichen Bergwiesen zu unterbinden?

Bozen, 28.10.2021

Landtagsabgeordnete
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

 

Hier könnt ihr die Antwort der Landesregierung herunterladen.

MOZIONE.

Nei prossimi cinque-otto anni, l’Alto Adige potrebbe trovarsi ad affrontare non solo uno, ma due eventi sportivi di massa. Lo svolgimento delle gare di biathlon nell’ambito dei giochi olimpici 2026 ad Anterselva è già sicuro. Inoltre, nel 2029 in Val Gardena potrebbe svolgersi il campionato mondiale di sci, anche se il processo di candidatura non è ancora stato completato. Entrambi gli eventi hanno in comune almeno una cosa: sono stati presentati alla popolazione come un fatto compiuto, senza che quest’ultima avesse voce in capitolo, senza un di-battito pubblico.

Solitamente si parte dicendo che si tratta di un evento di dimensioni contenute; che non servono nuove costruzioni, perché tutte le strutture necessarie già ci sono; che il tutto ha un impatto minimo sulla natura, il traffico, ecc. perché viene gestito “in modo sostenibile” – e che la popolazione è d’accordo.

Poco a poco le cose invece prendono un’altra piega, come osserviamo già adesso guardando all’esempio dei giochi olimpici di Anterselva: si stanno costruendo strade, Anterselva ha bisogno di un nuovo bacino di accumulo per l’innevamento, lo stadio di biathlon viene ampliato, i tracciati delle piste vengono integrati con grande impiego di mezzi, ecc.

I cambiamenti che attendono la Val Gardena per ora si possono solo intuire. Finora si è detto che non servirebbero nuove piste, ma solo una o due “varianti”. Dietro a questa parola possono nascondersi molte cose. Tuttavia, a un occhio inesperto le prime immagini di queste possibili “varianti” della Saslong si presentano piuttosto come una “nuova pista”.

Viviamo in un’epoca di cambiamenti. Il “cambia-mento climatico” non risparmia l’Alto Adige. Molti altoatesini e molte altoatesine dubitano che il nostro territorio abbia bisogno di pubblicità turistica sotto forma di simili eventi. La nostra provincia già oggi subisce le conseguenze del turismo di massa.

Crediamo quindi che proprio in tempi di riscalda-mento globale i grandi eventi vadano sottoposti a una nuova condizione sine qua non, cioè il con-senso della popolazione sull’opportunità e sulle modalità del loro svolgimento. In breve, si tratta di 1) trasparenza, e 2) partecipazione.

Pertanto, da un lato, i costi per le persone e la na-tura devono essere resi pubblici in modo chiaro. Uno dei motivi per cui la partecipazione a un eventuale campionato mondiale di sci in Val Badia è stata rifiutata è stata proprio questa mancanza di informazioni. I grandi eventi vanno esaminati attentamente e studiati da molte menti.

La popolazione locale ha diritto di sapere in modo trasparente cosa l’aspetta prima che si decida di ospitare un evento. In secondo luogo, nei processi di partecipazione strutturati in modo chiaro le decisioni devono essere preparate, sviluppate, gestite e adeguate alle aspettative e alle condizioni poste dalla popolazione locale.

Pertanto il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale

  1. di attivarsi affinché le candidature per grandi eventi vengano sottoposte obbligatoriamente ai Consigli comunali nonché ai cittadini e alle cittadine dei Comuni interessati in una forma trasparente, ossia comunicando tutti i dati, i fatti e i possibili costi per le persone e quelli ambientali e con un ragionevole anticipo rispetto alla candidatura;
  2. di coinvolgere la popolazione in un processo partecipativo prima che venga presa la decisione finale riguardo alla realizzazione di grandi eventi.

 

Bolzano, 22.10.2021

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

MOZIONE.

È noto che la violenza sulle donne ha molteplici aspetti. Solitamente si pensa soprattutto alla sua accezione fisica e la si definisce partendo da lì. Questo fatto costituisce un problema, perché molte persone, e soprattutto le donne che subiscono una violenza psicologica, non la riconoscono in quanto tale. Per questo motivo dobbiamo impegnarci come società iniziando a chiamare le cose
con il loro nome. Spesso un’ingiustizia è riconosciuta come tale solo quando si è trovato un termine per definirla. All’inizio le vittime si limitano ad avere la confusa percezione del fatto che ciò che
sta succedendo loro forse non è una cosa giusta.

L’esempio dello stalking illustra bene la dinamica. La parola è nota solo da pochi anni. In Italia il reato di stalking è stato istituito nel 2009, ma anche prima ci sono state vittime di questa forma di
violenza. Ma 20 anni fa chi si ritrovava a subire questi comportamenti persecutori, che generano angoscia, faticava a spiegare a se stessa/stesso, alle persone dell’ambiente in cui viveva e, non
meno importante, ai rappresentanti dello Stato di diritto i soprusi che stava patendo, proprio perché il concetto di stalking non esisteva ancora. Oggi è una parola corrente, e lo stalking è identificato e definito come tale. Nella nostra provincia, l’uccisione della giovane donna ad Appiano nel marzo 2020 ci ha poi mostrato direttamente che nei casi più drammatici lo stalking può culminare nell’omicidio o femminicidio.

Un’altra forma di violenza psicologica è il cosiddetto gaslighting. Il termine viene dall’opera teatrale inglese “Gas Light” del 1938, che descrive un rapporto coniugale in cui il marito tenta di portare
la moglie alla pazzia. Succede così che spariscano degli oggetti della casa in cui vivono, per poi rispuntare nei posti più impensati. La donna non riesce a spiegarsi quanto sta succedendo e l’uomo continua a farle credere che sia stata lei a spostare gli oggetti e poi aver dimenticato tutto. Inoltre, le lampade a gas che illuminano la casa funzionano in modo strano, fatto anch’esso negato dal marito, il quale insinua pure che la donna si stia inventando tutto. Alla fine si scopre che il responsabile di tutto è proprio il marito. Ha volutamente minato l’equilibrio psichico della moglie
mettendo in dubbio la sua capacità di percezione. Dall’opera teatrale, anni dopo, è stato tratto anche un film. Il grande pubblico ha però conosciuto “Gas Light”, solo quando il titolo dell’opera è entrato nei manuali di psicologia per denominare una forma ben precisa di violenza.

Il ministero bavarese per la famiglia, il lavoro e le politiche sociali definisce il gaslighting come il tentativo mirato di destabilizzare un’altra persona fino al suo collasso nervoso. La vittima finisce per non distinguere più tra la realtà e l’apparenza.

Il fine ultimo è quello di rendere la vittima totalmente dipendente attraverso la manipolazione e poi mantenerla in questo stato. Mettendo in dubbio ovvero contestando un accordo preso o un’affermazione si destabilizza l’altra parte, che finisce per non credere più alla propria percezione della realtà. Il gaslighting può manifestarsi in vari contesti: sul posto di lavoro, nei rapporti di amicizia, in famiglia o nelle relazioni di coppia.

Nella sua forma più crudele, all’interno di una coppia, il gaslighting porta alla situazione in cui vi è una persona “sana”, che più o meno ha sempre ragione, e una seconda persona che “non sta
bene” e ha sempre torto. La vittima di gaslighting finisce per dubitare dei propri sentimenti, in quanto non considerati e “bollati” come non corrispondenti alla realtà. Se la vittima si chiede sempre più spesso se può ancora credere alle affermazioni dell’altro e degli altri, e nel contempo fidarsi delle sue percezioni, allora è già alla mercé del gaslighter.

Abbiamo già citato l’esempio dell’amministrazione bavarese che ha sancito il concetto del gaslighting come facente parte della violenza psicologica, e ha così compiuto un primo passo per registrare l’esistenza del problema, e combatterlo. L’Alto Adige può seguire l’esempio e fare un primo passo per combattere in modo mirato una forma di violenza psicologica ben precisa.

Pertanto il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale

  1. di riconoscere il fenomeno del “gaslighting” come una forma di violenza psicologica che va combattuta in modo mirato;
  2. di attualizzare la pagina internet dell’amministrazione provinciale “I tanti volti della violenza!”, aggiungendo le nuove conoscenze acquisite, le sedi a cui rivolgersi ecc.

BZ, 26.10.2021

Consiglieri provinciali
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

 

 

COMUNICATO STAMPA.

Il disegno di legge contro la violenza sulle donne ha potuto essere migliorato oggi in quarta commissione legislativa.

Al mattino, i fronti erano ancora molto distanti. Il pomo della discordia era lo “sportello territoriale”, che nella bozza dell’assessora Deeg era previsto a livello dei comprensori. Poiché la rete delle case delle donne aveva richiamato l’attenzione sul problema di uno “sportello” di questo tipo, il gruppo Verde in Consiglio provinciale aveva proposto un’audizione. E l’audizione ha avuto luogo questa mattina, all’inizio della sessione della commissione legislativa. Le rappresentanti delle case delle donne hanno messo in guardia con urgenza contro questo sportello. Le persone in rappresentanze dei comprensori e anche Monika Hauser di medica mondiale, anche lei collegata, hanno condiviso le perplessità. L’opposizione (Foppa, Ploner) aveva preparato degli emendamenti. Anche all’interno della maggioranza circolava il dubbio che l’anonimato e la sicurezza non riuscissero a essere garantiti in uno sportello territoriale (Foppa: “Uno sportello va bene per avere una consulenza sulla dichiarazione dei redditi, ma dopo un’esperienza di violenza, non è certo lo strumento di supporto adatto”).

Alla fine, l’assessora Deeg ha ceduto. Lo sportello è stato tolto dalla legge.

È un risultato importante. La commissione ha quindi votato all’unanimità la legge, che in questa forma ci fa fare un passo importante contro la violenza sulle donne nella nostra provincia.

 

Bolzano, 25.10.2021

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

ANFRAGE ZUR SCHRIFTLICHEN BEANTWORTUNG.

Kürzlich wurden auf dem Gemeindegebiet von Glurns die Ausgleichsmaßnahmen für das neu errichtete Kraftwerk Rambach umgesetzt. Ausgleichsmaßnahmen haben den Sinn, den negativen ökologischen Effekt eines Bauwerkes zu kompensieren.

Im beschriebenen Fall wurde sogar ein landwirtschaftliches Grundstück, welches direkt am Rambach liegt, der Eigenverwaltung Laatsch abgekauft und für die Ausgleichsmaßnahme zur Verfügung gestellt.

Nun gibt es aber von Ökologen und Naturschützern harsche Kritik an der mit teurem Geld durchgeführten Ausgleichsmaßnahme, denn auf der großzügigen Fläche wurde nur ein Seitenarm errichtet, der zu allem Überfluss hart mit Uferschutzmauern verbaut wurde. Die restliche Fläche wurde mit ein paar Pfützen versehen und mit Handelsaatgut begrünt, was völlig gegen eine Ökologisierung der Fläche spricht

Bei dieser Ausgleichsmaßnahme wurden zwar gute Rahmenbedingungen geschaffen, die Umsetzung wird aus ökologischer Sicht als völlig ungenügend eingestuft.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Wieviel hat der Ankauf der landwirtschaftlichen Fläche gekostet?
  2. Wieviel haben die bisher durchgeführten Bauarbeiten gekostet?
  3. Wer ist verwaltungsmäßig und planerisch verantwortlich für die Umsetzung dieser Ausgleichsmaßnahme?
  4. Wurden die zuständigen Expert:innen der Umweltagentur bei der Planung und Umsetzung dieser Ausgleichsmaßnahme einbezogen?
  5. Wurden andere Fachleute der Landesverwaltung (Amt für Jagd und Fischerei, Amt für Wildbachverbauung) konsultiert und einbezogen?
  6. Falls die Fragen 4 und 5 zutreffen, haben die Expert:innen der Landesverwaltung ihr Einverständnis für diese aus ökologischer Sicht fragliche Ausgleichsmaßnahme gegeben?

Bozen, 19.08.2021

 

Landtagsabgeordnete
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

 

Hier könnt ihr die Antwort der Landesregierung herunterladen.

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITA’.

Prescrizioni del comitato VIA per il cantiere Waltherpark, recepite dalla Giunta provinciale: “Lo scavo non deve essere spinto sotto quota 247,10 m. Per lavori sotto quota 249,50 m deve essere definito un piano di scavo e costruzione che evidenzi i periodi nei quali il livello di falda si trova sotto quota 246,10 m. per garantire che la falda sia sempre protetta da uno strato di terreno di almeno 1 metro. I lavori di scavo oltre quota 249,50 m e costruzione, inclusa la posa della vasca bianca e il riempimento sino a quota di 249,50 m, possono essere eseguiti solo in questi periodi. Deve essere contemplato, visto la notoria rapida crescita della falda in fase di morbida, un margine di sicurezza di un mese”.

Si chiede quindi alla Giunta provinciale:

  1. È stato rispettato il limite dello scavo di 247,10 m? A quale quota più profonda è arrivato?
  2. Se lo scavo è andato sotto quota 249,50 m., è stato fatto il previsto piano di scavo? I lavori sotto quota 249,50 sono stati eseguiti solo nei periodi in cui la falda era sotto quota 246,10?
  3. Dalla risposta alla nostra interrogazione n. 1827/21 risulta che la falda ha superato quota 247,1 m. dal 1° gennaio 2021 al 5 febbraio e dal 7 maggio 2021 ad oggi, che “la committenza in data 10 maggio 2021 ha comunicato all’Agenzia per l’ambiente l’incombenza d’un probabile raggiungimento delle parti profonde della scavo” e che il cantiere è stato “messo in sicurezza a maggio 2021”. Come si concilia questa tempistica col prescritto “margine di sicurezza di un mese”?

 

Bolzano, 25/10/2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

Oggi, la quarta commissione legislativa del Consiglio provinciale discute il disegno di legge 94/21 (“Interventi di prevenzione e contrasto della violenza di genere e di sostegno alle donne e ai loro figli e alle loro figlie”). Su richiesta del Gruppo Verde (consigliera Foppa), prima del dibattito sulla legge si tiene un’audizione con le rappresentanti della rete delle case delle donne. Questa audizione è estremamente necessaria perché le rappresentanti delle case delle donne – è incredibile a dirsi! – da quasi un anno non sono state più coinvolte nella preparazione della legge. Ciò significa che le esperte della materia sono state interpellate solo all’inizio del processo. Non per niente hanno lanciato l’allarme negli ultimi giorni e hanno fatto notare che il progetto di legge sta andando nella direzione sbagliata.

Il Gruppo Verde in Consiglio provinciale è della stessa opinione. “Il progetto ha diversi punti problematici, che stiamo cercando di mitigare con degli emendamenti”, commenta Brigitte Foppa che siede anche in commissione. “La cosa migliore, tuttavia, sarebbe quella di sospendere il disegno di legge, in modo che possa ancora essere rinegoziato e le esperte possano essere ascoltate”.

I principali punti critici sono i seguenti:

  1. alle case delle donne viene imposto uno “Sportello territoriale”, la cui direzione non è definita. Nella peggiore delle ipotesi, una donna che ha subito violenza potrebbe incontrare qui un burocrate (non è nemmeno specificato se l’ufficio debba essere occupato da una donna). L’anonimato, una delle condizioni più importanti, non viene garantito. Lo “sportello territoriale” è del tutto superfluo, le case di accoglienza delle donne forniscono già il servizio di sportello, garantendo sicurezza e tutte le competenze necessarie. Eventualmente potrebbero renderlo ancora migliore. I soldi sarebbero investiti molto meglio qui.
  2. Grave: non è più prevista la possibilità di convenzioni con associazioni ed enti per la gestione delle case delle donne (la Legge provinciale 10/89 con questa legge viene abolita).
  3. Le “linee guida” da sviluppare non sono definite, non viene nemmeno indicato se devono avere una prospettiva femminista e centrata sulle donne.
  4. Nel complesso, l’obiettivo sembra essere quello di imporre al sistema esistente una sovrastruttura politico-amministrativa più grande che crea più controllo e limita l’indipendenza.

Tutto questo non potrà mai essere nell’interesse delle donne.

 

Bolzano, 25/10/2021

 

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

Ad Alpbach, nella quattordicesima Seduta congiunta delle assemblee legislative di Alto Adige, Trentino e Tirolo (Dreierlandtag) si è discussa oggi 22 ottobre 2021 la mozione presentata dal Gruppo Verde per ridurre l’inquinamento acustico dovuto al traffico motorizzato sulle montagne dell’Euregio.

Il rumore è un problema che riguarda tutte le regioni alpine. Tutte e tre le regioni coinvolte lo vivono quotidianamente. L’assemblea congiunta ha quindi approvato la proposta, sostenuta da 13 firmatarie e firmatari.

L’Euregio Trentino – Alto Adige – Tirolo si impegna quindi a:

  • istituire maggiori controlli concordati tra le tre regioni su emissioni acustiche e velocità,
  • definire delle regolamentazioni del traffico coordinate tra le tre regioni alpine
  • avviare una campagna di sensibilizzazione transfrontaliera sulla guida silenziosa.

Speriamo che questa decisione sia di ispirazione per realizzare davvero i progetti di limitazione del traffico sui nostri passi alpini e dolomitici.

 

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

Nella sessione odierna la terza commissione legislativa ha respinto il disegno di legge n. 62/20 presentato dal Gruppo Verde per più opere d’arte negli edifici pubblici. La bozza di legge stabilisce che in futuro sarà obbligatorio investire l’1% dei costi per la realizzazione di edifici pubblici in opere d’arte. Finora, la spesa per opere d’arte nell’edilizia è stata solo una disposizione facoltativa. L’effetto di questo regolamento si può vedere negli edifici realizzati negli ultimi 10 anni: 15 edifici su 64 sono stati eseguiti senza opere arte. Dei 417 milioni di denaro pubblico che questi edifici sono costati, solo 785.000 sono stati spesi per l’arte, un misero 0,19%.

“Il rifiuto di oggi da parte della maggioranza (Renzler, Locher, Tauber, Vettori) dimostra quale valore abbia l’arte per la Giunta. L’1% è già troppo. Un segnale triste, soprattutto di questi tempi”, riassume Brigitte Foppa. Alle lacrime di coccodrillo versate dalla Giunta sulla cattiva situazione degli artisti non crediamo più.

                                                                                                                                                                                                  Bolzano, 20/10/2021

Il disegno di legge Arte negli edifici pubblici e i nostri emendamenti.

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

Il 21 e il 22 ottobre 2021 ci sarà ad Alpbach la quattordicesima Seduta congiunta delle assemblee legislative di Alto Adige, Trentino e Tirolo (Dreierlandtag). Come sempre si tratta di un’occasione importante in cui le tre regioni alpine possono scambiare idee e prendere decisioni su temi comuni.

Il Gruppo Verde, sostenuto in questo da diversi gruppi consiliari, presenta una mozione con proposte concrete per ridurre l’inquinamento acustico dovuto al traffico motorizzato nell’Euregio Alto Adige – Trentino – Tirolo.

Il rumore è un problema che riguarda tutte le regioni alpine.

L’inquinamento acustico prodotto da automobili, motociclette e camion ha un forte impatto sulla qualità della vita delle persone, ma anche gli animali ne risentono. Il rumore del traffico rappresenta un problema anche per il turismo: chi viene a trascorrere le proprie ferie sulle Alpi e sulle Prealpi si aspetta, giustamente, relax e tranquillità. Spesso però si trova a dover sopportare il rumore di fondo del traffico di transito, code e picchi di traffico dovuti ad arrivi e rientri, per non parlare delle oscillazioni acustiche dovute alle accelerazioni improvvise o ai veicoli di grossa cilindrata che sfrecciano ad alta velocità anche in alta montagna.

Per affrontare insieme questo problema, le/i 13 firmatarie chiedono all’Assemblea congiunta di

  • istituire maggiori controlli concordati tra le tre regioni su emissioni acustiche e velocità,
  • definire delle regolamentazioni del traffico coordinate tra le tre regioni alpine
  • di avviare una campagna di sensibilizzazione transfrontaliera sulla guida silenziosa.

Il silenzio è un diritto.

 

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

 

Hanno firmato la mozione:

Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba, Hanspeter Staffler, Paolo Zanella, Lucia Coppola, Paul Köllensperger, Alex Ploner, Franz Ploner, Maria Elisabeth Rieder, Peter Faistnauer, Diego Nicolini, Alex Marini, Carlo Vettori