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INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

A Bolzano da molti anni l’associazione GEA gestisce su incarico della ASSB una casa rifugio per donne vittime di violenza. La casa esistente dispone di 6 mini appartamenti. Dal 2017, in base a nuovi criteri per l’accredito di queste strutture, dei 6 appartamenti solo 2 possono accogliere donne con figli e figlie, mentre negli altri 4 possono essere ospitate solo donne da sole. Questo ha creato una situazione di emergenza e molti sono i casi di donne con figli e figlie che sono state ospitate in alberghi cittadini, con una forte spesa a carico dell’associazione, coperta per ora con donazioni. La Provincia ha finanziato la realizzazione di una nuova casa rifugio che dovrebbe essere pronta nel 2024 ed è importante che tali tempi vengano rispettati.

Si chiede alla Giunta provinciale:

  1. A quanto ammonta il finanziamento messo a disposizione dalla Provincia per il comune di Bolzano/Assb per la nuova casa rifugio delle donne vittime di violenza?
  2. A che punto è la procedura per la sua realizzazione? Esiste già il progetto per la nuova casa, è già stato individuato il luogo o l’edificio in cui realizzarla?
  3. Quante donne potrà ospitare la nuova casa? Ogni donna potrà avere con sé figli/figlie?
  4. Gli alloggi si troveranno in uno stesso edificio, cosa fondamentale per una gestione ottimale?
  5. Verrà rispettata la scadenza del 2024 per la consegna della nuova casa realizzata?

Bolzano, 30 marzo 2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

La Convenzione di Istanbul del 2011 sulla “Prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica”, ratificata dall’Italia nel 2013, prevede “case rifugio” e “centri di prima assistenza” adeguati, facilmente accessibili e in numero sufficiente. Tale “numero sufficiente” è indicato nelle “Raccomandazioni alla Commissione sulla lotta alla violenza contro le donne” approvate dal Parlamento europeo nel 2014, che prevedono: “la disponibilità di centri di accoglienza specializzati, concepiti sia come servizi di prima assistenza sia come spazi sicuri e di emancipazione per le donne, dotati di infrastrutture e personale adeguatamente formato, che possano accogliere almeno una donna ogni 10.000 abitanti”.

Si chiede alla Giunta provinciale:

  1. Quanti posti-alloggio antiviolenza esistono in Provincia di Bolzano e in quali città?
  2. Questi posti-alloggio sono tutti in “centri specializzati, spazi sicuri dotati di infrastrutture e personale adeguatamente formato”, o vi sono situazioni diverse e, semmai, quali?
  3. Il numero di posti-alloggio antiviolenza in Alto Adige soddisfa le indicazioni europee per la Convenzione di Istanbul: un posto ogni 10.000 abitanti, ossia da noi almeno 52 posti?
  4. In caso contrario, che cosa intende fare la Giunta provinciale per raggiungere “almeno” il numero minimo indicato dal Parlamento europeo, e entro quando?

Bolzano, 30 marzo 2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

Ci risulta che la diga di Monguelfo, gestita da Alperia, abbia una capacità di circa 6 milioni di m3, ma che circa 5 milioni di m3 siano ormai costituiti da sedimenti. Un intervento è ormai urgentissimo. La diga alimenta la centrale Alperia di Brunico, la cui concessione è scaduta nel 2014 ed è attualmente in regime di proroga in attesa della gara prevista per il 2024. Non vorremmo che in attesa della gara la società non intendesse più mettere mano all’impianto: è un pessimo esempio dato da grandi concessionari come Enel ed Edison, che dalla società provinciale Alperia non deve essere seguito!

Si chiede alla Giunta provinciale:

  1. Qual è esattamente la situazione della diga di Monguelfo per quanto riguarda i sedimenti in rapporto alla capacità totale dell’impianto, alla sua sicurezza e alla sua efficienza?
  2. Che cosa intende fare Alperia per risanare la diga di Monguelfo e ripristinare una condizione di assoluta sicurezza e di normale efficienza? E entro quale data intende intervenire?

Bolzano, 30 marzo 2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

ANFRAGE ZUR AKTUELLEN FRAGESTUNDE.

Im Herbst 2019 hielt die Landesregierung eine Klausurtagung ab, worin es um die neue Klimastrategie und um die Überarbeitung des aktuellen Klimaplans aus dem Jahr 2011 ging. Die Landesregierung verkündete im Anschluss an die Klausur, dass sie Südtirol zum Klima-Vorreiter machen wolle und dass der Klimaplan 2011 bis Mitte 2020 überarbeitet werden solle. Seitdem ist es ruhig um den neuen Klimaplan geworden.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Auf welchen Stand ist die Überarbeitung des Klimaplans?
  2. Wurden Bevölkerung und Umweltorganisationen in die Überarbeitung einbezogen?
  3. Wann wird der neue Klimaplan dem Landtag vorgestellt?
  4. Wann wird der neue Klimaplan der Öffentlichkeit vorgestellt?

Bozen, 26.03.2021

Landtagsabgeordnete
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

BESCHLUSSANTRAG.

Le torbiere appartengono a un tipo di vegetazione che dal punto di vista ambientale ha un grande potenziale, sia in positivo, sia in negativo. Da un lato hanno la caratteristica di esercitare una notevole protezione del clima, dall’altro esse sono potenzialmente in grado di danneggiarlo enormemente, e il fattore decisivo che determina l’uno o l’altro di questi effetti è l’essere umano. Le torbiere naturali costituiscono enormi riserve di carbonio. Tuttavia, il loro sfruttamento sprigiona grandi quantità di CO2 che entra nell’atmosfera come gas serra.

Si ritiene che le torbiere costituiscano circa il 3% della superficie terrestre e rappresentino il più grande deposito di carbonio al mondo. Gran parte di esse si trovano nell’emisfero settentrionale.

Le torbiere naturali intatte possono sottrarre costantemente carbonio all’atmosfera e fungono da serbatoi di carbonio. L’attuale riserva di carbonio nei poco più di 3-4 milioni di km2 di torbiere intatte a livello mondiale è di circa 0,1 gt all’anno. Il carbonio si deposita perché la costante elevata saturazione d’acqua nelle torbiere impedisce alla vegetazione morta di decomporsi e ne determina la conservazione. Possiamo quindi pensare alle torbiere come a un enorme sistema di filtraggio che assorbe la CO2 dall’atmosfera e la immagazzina in modo permanente. Questa proprietà è una delle ragioni per cui, secondo le Nazioni Unite, le torbiere sono gli ecosistemi terrestri più importanti dal punto di vista della protezione del clima.

La torba è però anche una preziosa materia prima utilizzata da secoli prevalentemente come combustibile o additivo per il terriccio dei fiori. L’estrazione della torba danneggia le torbiere, e i processi di combustione o decomposizione fanno sì che la torba estratta rilasci nell’ambiente il carbonio immagazzinato.

Le torbiere vengono però anche prosciugate. L’acqua viene rimossa con dei sistemi di drenaggio artificiale, il substrato di torba comincia a decomporsi ed emette costantemente CO2, metano e protossido di azoto (noto anche come gas esilarante). Le aree così bonificate vengono per lo più destinate all’uso agricolo.

Se l’Europa, e quindi anche l’Italia e l’Alto Adige, vogliono raggiungere entro il 2030 l’obiettivo climatico di ridurre le emissioni di CO2 del 55% rispetto ai livelli del 1990 si dovrà inevitabilmente cessare l’estrazione della torba in Europa e rinaturalizzare le torbiere già distrutte.

L’Alto Adige non è una zona nota per le sue molte torbiere, ma la torba si estrae anche qui. Attualmente, ciò avviene nelle cinque cave di torba della Bassa Atesina, autorizzate a ricavare un totale di 1,5 milioni di m3 di torba, di cui 500.000 m3 erano stati già stati estratti alla fine del 2019. Per ogni metro cubo di torba estratto vengono rilasciate quantità considerevoli di gas serra nocivi quali CO2, metano e protossido di azoto, una situazione a lungo termine incompatibile con gli obiettivi di difesa del clima.

Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica pertanto la Giunta provinciale

  1. di calcolare in uno studio quali quantitativi di CO2, metano e protossido di azoto vengono rilasciati nell’atmosfera in seguito all’estrazione di torba a livello locale;
  2. di non prorogare le concessioni delle cinque cave di torba in Alto Adige, vale a dire la cava “Pineta” a Laives e le cave “Paludel”, “Cascata”, “Salorno 2” e “Salorno 3” a Salorno, e di
    cessare l’estrazione di torba a livello provinciale ai fini della tutela del clima;
  3. di commissionare uno studio per verificare quali substrati ecosostenibili siano in grado di sostituire la torba nelle coltivazioni di ortaggi e fiori;
  4. di trovare il modo affinché a partire dal 2030 nelle coltivazioni locali di ortaggi, funghi e fiori non vengano più impiegati substrati di torba, né di produzione propria, né importati.

Bozen, 18.02.2021

Consiglieri provinciali
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

COMUNICATO STAMPA.

Oggi 25 marzo 2021 la prima commissione tratta due disegni di legge sulla democrazia diretta. Uno firmato da Josef Noggler, il secondo da Brigitte Foppa.

Un piccolo sguardo indietro:

La legge sulla Democrazia diretta, partecipazione e formazione politica è una legge giovanissima e praticamente a oggi mai usata. È stata approvata alla fine della scorsa legislatura, nel 2018, frutto di un lungo processo di partecipazione e mediazione tra società civile, maggioranza e opposizione. Firmatari della legge erano Magdalena Amhof, Brigitte Foppa e Josef Noggler. Il dibattito in aula era stato intenso, ma sempre costruttivo e il risultato finale aveva lasciato (quasi) tutti soddisfatti.

Già due anni fa, però, durante la discussione della legge in aula, il Presidente Kompatscher, che si era sempre presentato come sostenitore della partecipazione, sembrava ritenere questa legge come una specie di uovo di cuculo. E fin dall’inizio di questa legislatura ha cercato di indebolirla. Questa intenzione è stata fatta propria ora dal Presidente del Consiglio Noggler. Proprio Josef Noggler, che è stato uno dei firmatari dell’originaria legge, per motivi a noi sconosciuti si appresta ora a disossarla.

Ben tre sono i pilastri della legge che stanno per essere smantellati:

  1. Il Referendum confermativo sulle leggi provinciali. Questo strumento dà la possibilità alla società civile di fermare l’entrata in vigore di una legge approvata dal Consiglio per sottoporla al giudizio della cittadinanza. Il suo uso è però limitato a quelle leggi che vengono approvate con meno dei 2/3 dei consiglieri. La legge presentata da Noggler lo vuole eliminare. Fa davvero così tanta paura – ci chiediamo – uno strumento che stimola l’elaborazione di buone leggi e la ricerca di un ampio consenso all’interno dell’assemblea legislativa? Tanto più che nei 2 anni da cui la legge è in vigore, non se ne è mai “abusato”, neanche una sola volta?
  2. Il consiglio delle cittadine e dei cittadini. Si tratta di uno strumento di partecipazione complesso e importante, descritto in modo dettagliato e comprensibile all’interno della legge. La proposta di Noggler vuole cancellare questa descrizione e dare incarico alla Presidenza del Consiglio di riscriverla in un regolamento d’attuazione separato. Perché – ci chiediamo di nuovo – un testo discusso e approvato dal Consiglio provinciale, viene cancellato per essere riscritto da un’altra parte? 
  3. Ufficio per la formazione politica e la partecipazione. È un’istituzione pensata all’interno del Consiglio provinciale, ispirata alle “Landeszentralen für politische Bildung” tedesche, attivate in Germania fin dal dopoguerra e che godono da sempre di rispetto da parte di tutte le parti politiche. Anche nella nostra legge l’Ufficio per la formazione politica deve essere libero e super partes e per questo viene dotato di un consiglio d’amministrazione e di un comitato scientifico che ne garantiscano la totale indipendenza. Che cosa prevede invece la proposta Noggler? Che venga dato in dotazione all’Eurac, ma soprattutto viene messo sotto l’ala dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio, composta sempre da 5 membri espressione della maggioranza e 1 membro dell’opposizione. In questo momento sarebbero i signori Locher, Vallazza, Noggler, Renzler, Mattei (più la sola consigliera Rieder, per l’opposizione) a garantire l’imparzialità dell’Ufficio. Non si sa se ridere o piangere.

La proposta di legge Noggler viene discussa oggi giovedì 25 marzo in prima commissione. Brigitte Foppa porta in questa occasione una propria proposta con le necessarie migliorie tecniche alla legge sulla democrazia diretta – e basta. Di più non serve, anzi nuoce.

Proprio in un periodo come questo, in cui a causa della pandemia e del distanziamento la democrazia rappresentativa sta vivendo una grave crisi d’identità e sta cercando nuove modalità di dialogo e di azione, attaccare e indebolire una legge che promuove e rafforza la partecipazione delle cittadine e dei cittadini alla vita democratica è assurdo.

 

Bolzano, 25/3/2021

Cons. Prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

MOZIONE .

La stazione di Landeck-Zams si trova sulla linea ferroviaria ovest che collega la stazione di ViennaSchwechat con Bregenz ed è servita da convogli ÖBB Railjet con frequenza oraria in entrambe le direzioni. Per gli abitanti dell’alta Valle dell’Inn, dell’Oberes Gericht austriaco e dell’alta e media Val Venosta, la stazione di Landeck-Zams è un nodo ferroviario molto importante, che tuttavia è difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici dalla Val Venosta. Attualmente gli autobus che collegano Malles a Landeck impiegano circa due ore per 75 chilometri con un cambio intermedio, mentre in auto per lo stesso tragitto ci vuole un’ora abbondante.

Molti venostani e venostane vivono e lavorano in Tirolo, nel Vorarlberg, in Baviera, a Vienna o in Svizzera e quindi il traffico transfrontaliero tra la Val Venosta e i paesi sopra elencati è solitamente molto intenso. Molte destinazioni sono comodamente raggiungibili in treno da Landeck, mentre spostarsi tra Landeck e la Val Venosta con i mezzi pubblici è alquanto disagevole. Soprattutto le famiglie con bambini o le persone anziane con bagagli pesanti hanno difficoltà con gli attuali collegamenti su gomma, perché cambiare autobus a Nauders o Martina (CH) è scomodo, e due ore di viaggio per un tragitto di soli 75 km sono decisamente troppe.

A nostro avviso una provincia a vocazione turistica come la nostra deve fare tutto il possibile per essere facilmente raggiungibile in treno e in autobus. Si tratterebbe di un intervento importante e
urgentemente necessario per ridurre il traffico turistico che congestiona le nostre strade.

Attualmente i collegamenti ferroviari e con autobus verso le aree turistiche di passo Resia e dintorni sono poco attraenti per le ragioni già menzionate. Occorre quindi intervenire.

Nell’autunno 2020 i Verdi del Tirolo e il gruppo Tiroler Volkspartei hanno presentato una mozione di analogo tenore che è stata approvata dalla Dieta del Tirolo.

Per questi motivi, il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano incarica la Giunta provinciale

di valutare, assieme all’azienda dei trasporti austriaca Verkehrsverbund Tirol (VVT), l’attivazione di un servizio di autolinea veloce tra Malles e Landeck, senza cambi e con più corse al giorno.

Bolzano, 28.01.2021

Consiglieri provinciali
Hanspeter Staffler
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba

COMUNICATO STAMPA.

Oggi la seconda commissione ha trattato il disegno di legge presentato dal Gruppo Verde per inserire la supervisione ambientale obbligatoria. Il disegno di legge prevede che per tutti i grandi progetti, come la realizzazione di strade, livellamenti o condutture di centrali idroelettriche venga predisposta sempre un servizio di supervisione ambientale. “Una o un supervisore ambientale è un figura professionista esperta in tutela della natura e del paesaggio che, direttamente sui cantieri, fa sì che non si producano danni alla natura” spiega il primo firmatario Hanspeter Staffler.

Il disegno di legge è stato valutato positivamente dai membri della commissione. Hanspeter Staffler si è reso disponibile a elaborare degli emendamenti in collaborazione con la commissione, ma ciononostante la maggioranza con i 4 voti SVP ha affossato la proposta. “Non appena il disegno di legge arriverà in aula saremo pronti: con alcune variazioni ci impegneremo con forza per inserire la supervisione ambientale obbligatoria per i grandi progetti.” conclude Hanspeter Staffler ottimista.

Bolzano, 24/03/2021

Cons. prov.
Hanspeter Staffler
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa

COMUNICATO STAMPA.

Domani 23 marzo 2021 la seconda Commissione legislativa del Consiglio provinciale tratterà il disegno di legge presentato dal Gruppo Verde per una “Supervisione ambientale” obbligatoria nei progetti strutturali.

Molto spesso progetti edili e strutturali (come strade, livellamenti, centrali, ecc.) hanno un impatto notevole sulla natura e sul paesaggio. Per questo prima dell’approvazione vengono sottoposti alla valutazione di impatto ambientale (VIA). In fase di approvazione l’autorità competente definisce delle chiare misure di tutela per l’ambiente, la natura e il paesaggio.

Durante i lavori di realizzazione diventa però difficile rispettare tali provvedimenti. Si tratta di decisioni che devono venire prese quasi quotidianamente per non distruggere piccoli habitat o delicati elementi del paesaggio. Spesso le ditte incaricate non hanno le competenze necessarie per individuare le soluzioni migliori e a pagarne le spese è la natura e la nostra biodiversità.

“Una supervisione ambientale obbligatoria, così come prevista nel nostro disegno di legge, risolverebbe il problema – spiega Hanspeter Staffler – degli esperti potrebbero accompagnare le ditte in fase di realizzazione, dando loro consulenza per prevenire ed evitare danni alla natura e al paesaggio”. https://www.youtube.com/watch?v=uoq_KRi-Ysg&t=2s

Si tratta di un piccolo provvedimento che però potrebbe essere di grande impatto sulla tutela del nostro territorio e darebbe forza alla nostra legge sulla Tutela della natura.

Cons. prov.
Hanspeter Staffler
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa

COMUNICATO STAMPA.

Il Consigliere regionale della Lega Alessandro Savoi di recente si è espresso pubblicamente con parole intollerabili, definendo le sue colleghe Ambrosi e Rossato (che sono passate dalla Lega a Fratelli d’Italia) “troie”. Savoi è membro dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale nella sua funzione di Segretario questore siede ogni volta al fianco del Presidente Paccher. Rappresenta così ufficialmente l’intero Consiglio regionale. Dopo una tale esternazione riteniamo non sia più tollerabile.

Chiediamo quindi al Consigliere Savoi di dare le dimissioni da Segretario questore dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale.

Ci aspettiamo che questa richiesta venga fatta anche dalla Südtiroler Volkspartei, che nell’ultima seduta del Consiglio provinciale di Bolzano a marzo si è espressa chiaramente contro i commenti d’odio, violenti e sessisti in Internet. D’altra parte, Savoi è stato eletto nella sua funzione dalla maggioranza Lega-SVP.

L’odio non è un’opinione. Il Consiglio regionale ha bisogno di politiche e politici seri, non di rappresentanti che si esprimono con insulti e messaggi d’odio. Men che meno nell’Ufficio di presidenza.

Consigliere e Consiglieri regionali
Brigitte Foppa
Lucia Coppola
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler