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Al Presidente del Consiglio

della Regione Trentino Alto Adige

INTERROGAZIONE

Fondo Family: perché la delibera non è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione?

Riccardo_4Per ricostruire tutta la vicenda dello “scandalo vitalizi” è essenziale che tutti gli atti relativi siano messi sul tavolo. A questo proposito, nella conferenza stampa dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, è stato assicurato che tutte le delibere sono pubbliche.

Tra le diverse delibere, però, una risulta introvabile:

La delibera dell’Ufficio di presidenza del Consiglio Regionale del 27 maggio 2013, nr.332 „Regolamento del Fondo comune di investimento – fondo denominato Fondo Family“.

Abbiamo contattato l’ufficio del BUR che ci ha risposto che non tutte le delibere vengono pubblicate. Abbiamo contattato gli uffici del consiglio regionale che ci hanno detto che potevamo farne richiesta scritta. E’ quel che abbiamo fatto e in questo momento attendiamo che ci venga inviata.

Resta da capire perché una delibera del genere non è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale.

Tanto premesso,

si chiede:

Per quali ragioni la delibera dell’Ufficio di presidenza del Consiglio Regionale del 27 maggio 2013, nr. 332 „Regolamento del Fondo comune di investimento – fondo denominato Fondo Family“ non è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione?

A termini di regolamento si chiede risposta scritta.

F.to cons. regionali

Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hans Heiss

Bolzano, 14.03.2014

Al Presidente del Consiglio
della Regione Trentino Alto Adige

INTERROGAZIONE

Riccardo_4Il comma 1 dell’art. 10 della legge regionale nr. 6 del 2012 prevedeva il riconoscimento del “valore attuale dell’assegno vitalizio” per chi non lo avesse ancora maturato o per chi aderisse al nuovo sistema introdotto dalla legge: l’assegno vitalizio veniva ridotto, ma veniva rimborsato il “valore attuale” con un calcolo che doveva tenere conto, nella somma da fissare, del valore all’1.1.2014 della quota “tagliata” dai vitalizi. Tale calcolo si fondava sulla fissazione di un “tasso d’interesse prevedibile” nel corso del periodo previsto in base all’aspettativa di vita e la somma da pagare al gennaio 2014 doveva essere “scontata” di questo tasso d’interesse.

Il ragionamento è noto nella finanza: quando si tratta di somme anticipate su pagamenti futuri, dal totale va tolto ciò che una persona, investendo a un normale tasso d’interesse questi soldi, può ricavare negli anni. Se per esempio una persona deve ricevere 10.000 euro tra 10 anni, ma chiede di essere pagato subito, e se il tasso medio d’interesse nei 10 anni viene previsto al 2%, allora quella persona riceverà oggi 8.171 euro (con un abbattimento totale del18,29%).

Dunque, in questi casi, (e i pagamenti anticipati di una quota del vitalizio rientra tra questi) più alto era il tasso d’interesse previsto, meno alta era la somma (poiché più elevato lo “sconto”); invece, più basso il tasso d’interesse previsto, più alta la somma da liquidare subito.

La legge 6/2012 delegava all’Ufficio di Presidenza del consiglio regionale l’importante compito di stabilire – tra le altre cose – questo tasso.

Nella sua delibera nr. 324 del 9 aprile 2013 (7 mesi dopo l’approvazione della legge) l’Ufficio di Presidenza fissò nello 0,81% tale tasso. Si tratta di un tasso straordinariamente basso, che dunque ha aumentato notevolmente l’entità dei “pagamenti anticipati” a favore dei consiglieri e delle consigliere. Intervistato sul quotidiano Tageszeitung, per esempio, l’ex direttore generale del Raiffeisenverband Konrad Palla ha affermato che “nell’attuale mercato finanziario gli interessi ottenibili si aggirano tra il 2% e il 3%” e che dunque “un tasso di sconto del 2,5% sarebbe stato quello corretto”. Cioè tre volte tanto lo 0,81% fissato.

Su che base è stato fissato il tasso dello 0,81%? Su questo le versioni sono contrastanti. Intervistato dalla stessa Tageszeitung il 7 marzo 2014, il professor Gottfried Tappeiner, che era stato incaricato dall’Ufficio di presidenza di redigere lo studio sulla base del quale sono stati fissati i criteri di tutta l’operazione vitalizi, nega di aver proposto lui questo tasso di sconto.

Domanda: “Sie sollen es auch gewesen sein, der einen Abzinsungsfaktor von 0,81% vorgeschlagen hat…“

Risposta: „Nein, ich weiß auch nicht, ob dieser Abzinsungsfaktor effektiv verwendet worden ist”.

Tappeiner ammette anche che questo tasso di sconto è troppo basso: “Das kommt mnir merkwürdig vor, denn 0,81% ist tatsächlich ein sehr niedriger Diskostanz”.

Dunque il professor Tappeiner nega di aver suggerito questo 0,81% come tasso di sconto.

Ma la delibera dell’Ufficio di Presidenza nr. 324 del 9 aprile 2013 dice l’opposto.

Ecco il testo:

(L’Ufficio di Presidenza) delibera:

1. Di adottare i parametri proposti nello studio del prof. Gottfried Tappeiner, di cui alla nota dd. 05.04.2013, citata nelle premesse, quali criteri scientificamente comprovati da considerare nel calcolo del valore attuale, previsto all’art. 10 commi 1 e 2 della legge regionale 21 settembre 2012, n, 6, mediante individuazione delle singole posizioni da attualizzare agli aventi diritto, tenendo conto:

  • a) della tavola di mortalità IPS55, quale base del calcolo;
  • b) di un incremento del 13,6% dell’aspettativa di vita restante con uno scostamento massimo di più quattro anni, considerata la speranza di vita rilevabile a livello regionale nonché le caratteristiche proprie del gruppo dei soggetti in analisi;
  • c) del tasso di sconto dello 0,81% espresso in termini reali.

Dunque dalla delibera risulterebbe che proprio dallo “studio Tappeiner” sia stato suggerito questo 0,81%, di cui il prof. Tappeiner dichiara ora di non sapere nulla e di considerarlo troppo basso.

Tanto premesso,

si chiede:

  1. Il tasso di sconto dello 0,81% era suggerito dallo studio che il Prof. Tappeiner ha presentato all’Ufficio di Presidenza con nota del 5 aprile 2013? Se sì, perché adesso il prof. Tappeiner dichiara di non saperne nulla? Ha l’Ufficio di presidenza chiesto al professore spiegazione di queste sue dichiarazioni?
  2. Se il tasso di sconto dello 0,81% non era contenuto nello studio Tappeiner, perché la delibera suggerisce che invece così era? Se la delibera contiene un’affermazione falsa, la delibera non deve essere considerata illegittima e dunque nulla e di conseguenza ne devono essere annullati gli effetti, con revoca immediata di tutti i pagamenti effettuali nell’ambito del “riconoscimento del valore attuale dell’assegno vitalizio”?

A termini di regolamento si chiede risposta scritta.

F.to cons. regionali

Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hans Heiss

Bolzano, 14.03.2014

130312 Demo

Seminario aperto + Assemblea straordinaria Verde

Sei arrabbiata/o per la storia dei vitalizi e dei privilegi dei politici?
Vuoi sapere com’è stato possibile arrivare a tanto?
Quali responsabilità hanno i nostri consiglieri?
Hai delle proposte concrete per un sistema nuovo e giusto, o vuoi contribuire a elaborarle?
Ti invitiamo a discuterne con noi al seminario aperto e assemblea straordinaria del partito Verde dedicato al valore della politica!

Avrà luogo sabato, 22 marzo 2014 dalle 9.30 alle 13.30 nella Sala 2 della Casa Kolping a Bolzano, Via A.‐Kolping 3
e avrà il seguente ordine del giorno:

  1. Inizio lavori
  2. Informazioni sullo scandalo delle pensioni e prospettive
  3. Seminario aperto sul tema „Il valore della politica“
    con Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss, Brigitte Foppa, Giorgio Zanvettor e altri, Moderazione: Klaudia Resch
  4. Eventuali mozioni (*)
  5. Varie ed eventuali

Attenzione: La presentazine e la nomina ufficiale di Oktavia Brugger per le Europee 2014 avrà luogo durante un´assemblea provinciale appositamente convocata. 

(*) Mozioni elaborata in due lingue possono essere consegnate entro venerdì 21 marzo 2014 alle ore 12.
Nuove iscrizioni e il rinnovo della tessera saranno possibili dalle 9.00 alle 9.30.

Ti aspettiamo!

Brigitte & Giorgio
Co‐portavoce dei Verdi Grüne Vërc

Brigitte Foppa mit Tasche-quadrLa mozione dei Verdi sul monitoraggio nei cortili scolastici per proteggere le scolare e gli scolari dai pesticidi e le loro conseguenze sulla salute viene respinta! La giunta preferisce attendere i risultati di uno studio generico sugli effetti dei pesticidi sulla salute delle persone. I nostri scolari e le nostre scolare non possono però certo aspettare, devono crescere in modo sano!

Der Beschlussantrag der Grünen “Sicherheit am Schulhof” für den Schutz der SchülerInnen gegen die negativen Auswirkungen von Pestiziden wurde abgelehnt! Die Landesregierung möchte lieber die Resultate einer allgemeinen Studie zu den Auswirkungen der Abdrift auf die Gesundheit der Personen abwarten. Unsere SchülerInnen können aber nicht darauf warten, sondern müssen gesund aufwachsen.

Brigitte Foppa
Hans Heiss
Riccardo Dello Sbarba

Bolzano / Bozen, 13.3.2014

BrigitteParlaConManifestantiLa scorsa settimana c’è stato il secondo Landtag dell’anno. Abbiamo discusso di pesticidi e la nostra mozione che ne prevedeva il monitoraggio nei cortili scolastici purtroppo è stata respinta. In un curiosissimo dibattito tutto al maschile, con una lunga e dolente replica dell’assessore Mussner che elencava tutti i cantieri stradali da Selva Gardena a Bolzano, abbiamo affrontato l’annoso problema delle code autostradali. Si è parlato addirittura di aeroporto – con una mozione dei Freiheitlichen, respinta, che proponeva di non erogare più soldi pubblici per l’ABD (per la cronaca: al momento del voto, gli SVP della Bassa Schiefer e Renzler, con un gesto di grande coraggio, invece di votare contro sono usciti dall’aula) – e del finanziamento dei gruppi consiliari, più trasparente sì, ma che aumenta la spesa complessiva… Avanti così, come se niente fosse!

Dell’argomento del giorno, però, in aula, non si è parlato. E il divario tra la piazza e il palazzo si è allargato tremendamente, quando fuori in piazza Magnago la gente urlava “Aussi! Aussi!” e dentro il presidente Widmann con la sua retorica da ammorbidente gestiva un dibattito spettrale.

Was für ein schwieriger Moment! Durch den Rentenskandal ist das Vertrauen der Menschen in die politische Vertretung kaputt gegangen. Für jemand wie mich, die am Anfang steht, ist das eine schwere Hypothek. Wir werden nicht nur eine Lösung für die Renten finden müssen. Ich glaube, das gesamte politische System muss sich in Frage stellen und neu erfinden. Denn eine Politik, die sich nur an sich selbst misst und nicht an den Menschen und am realen Leben, die kann die Menschen auch nicht vertreten! Vielleicht gibt es hier eine kleine Chance, aus dieser erschreckenden Krise zu lernen.

Brigitte Foppa

BZ, 19.3.2014

Riccardo_1Lo scandalo pensioni sembra aver congelato tutto il mondo politico. Anche noi Verdi ci siamo in mezzo, sebbene più volte negli anni (2004, 2007, 2009…) abbiamo presentato proposte di legge che eliminavano radicalmente il privilegio dei vitalizi. Ma quelle proposte sono state respinte e a quel tempo nessuno ha protestato. Così anno per anno la giungla dei privilegi si è infittita. Poi nel 2012 sembrava arrivata la volta buona. Ci siamo affidati alla buona fede, convinti di aver contribuito a più che dimezzare le pensioni dei consiglieri regionali in una legge certo frutto di compromessi. Ma non abbiamo esercitato adeguatamente la nostra funzione di controllo sulle delibere di attuazione approvate 7 mesi dopo dall’Ufficio di presidenza (e mai più passate dal Consiglio), che contenevano quei criteri e quei calcoli che hanno portato a indennizzi milionari.

Di fronte allo scandalo, abbiamo deciso di fare quattro cose: primo, ammettere apertamente l’errore; secondo, restituire le somme che ci erano state versate; terzo, fare trasparenza su tutto ciò che è successo; quarto, contribuire a varare una riforma che elimini i privilegi e faccia tornare i politici allo stato di persone normali, con le condizioni (di stipendio, di pensione ecc…) delle persone normali. Forse serviva uno scandalo per far venire fuori un problema che esiste da 50 anni (gli esorbitanti vitalizi) e creare le condizioni per eliminare una volta per tutte i privilegi con cui la politica si è separata dalla realtà.

Sono salito per primo sul palco della protesta in piazza Magnago e ho detto queste cose. I fischi ci sono stati, ma la gente ha ascoltato. A molti altri (e altre) è andata molto peggio.

Dal giorno dopo mi sono dedicato ciò che so fare meglio (vedi scandalo Sel): mi sono rimboccato le maniche e ho cominciato a spulciare documenti e delibere. Poi a fare domande. A riprendere la strada del controllo e della trasparenza. Grazie alle prime interrogazioni presentate in Consiglio Regionale sono potute emergere alcune importanti verità: ad esempio che i criteri sul tasso di sconto e le aspettative di vita che hanno moltiplicato i rimborsi e che erano contenuti nelle delibere attuative sono stati suggeriti dagli esperti e non erano state solo “decisioni della politica”, come era stato detto dagli esperti stessi. Potrebbe essere un chiarimento che porta all’annullamento di quelle stesse delibere e alla revoca dei pagamenti. Un primo passo.

Qui potete consultare la nostra interrogazione e lo „studio Tappeiner“.

Riccardo Dello Sbarba

BZ, 19.3.2914

KuryDelloSbarbaHeissI Verdi hanno restituito al Consiglio regionale le somme ricevute

Come annunciato la scorsa settimana, i consiglieri Verdi Hans Heiss e Riccardo Dello Sbarba e la ex consigliera Cristina Kury (già in pensione) hanno versato alla tesoreria del Consiglio Regionale l’intera somma ricevuta a titolo di “anticipo dell’attualizzazione”. I rispettivi bonifici bancari sono stati inviati tra ieri e questa mattina e arriveranno sul conto del Consiglio regionale entro la settimana.

Se la rinuncia volontaria ci è sembrata il primo indispensabile passo, a questa deve seguire ora una modifica della legge che revochi per tutti e tutte le somme versate a titolo di compenso per “diritti acquisiti” che a nostro parere nel caso dei vitalizi da politica non possono essere sostenuti. Si tratta di portare fino in fondo l’obbiettivo dell’abolizione dei vitalizi che era lo scopo della legge regionale.

Su questo presenteremo proposte nelle prossime settimane, parteciperemo all’elaborazione avviata dalla Giunta regionale e sosterremo tutte le proposte giuridicamente fondate per raggiungere questo obbiettivo.

Cristina Kury
Hans Heiss
Riccardo Dello Sbarba

Bolzano, 11 marzo 2014

 

La legge elettorale Renzi-Berlusconi porterà a teste di lista senza donne
Ieri a Roma il Parlamento ha affossato le quote rosa obbligatorie nelle liste elettorali. In questo modo lor-signori Renzi e Berlusconi, con un accordo pacifico con i deputati, hanno fatto sì che le donne debbano continuare a lottare e sgomitare all’interno dei loro partiti per poter essere inserite nei posti eleggibili delle liste.
Siamo deluse e indignate e anche stanche di dover sempre assistere a questo modo di fare, in cui nonostante le tante promesse non cambia mai nulla. Il presidente del Consiglio si è di certo attorniato di donne (nominate per sua grazia) nel nuovo Consiglio dei Ministri, ma questo non cambia il fatto che anche con questa legge elettorale rimarrà nelle mani dei partiti e dei loro direttivi pieni di uomini il potere di decidere come comporre le liste e quali candidati e candidate saranno posti/e in testa di lista.
Noi, realisticamente, prevediamo che in futuro la maggior parte delle liste verranno guidate da uomini ed esprimiamo il nostro rammarico per quello che sarà una perdita di diversità e democrazia. Ad ogni modo è una chance mancata per la nostra arretrata Italia su questi temi, la quale poteva avvicinarsi almeno un pochino alle altre democrazie europee più avanzate.

Brigitte Foppa, Consigliera provinciale
Evelyn Gruber-Fischnaller, Portavoce delle donne verdi
Patrizia Trincanato e Elda Letrari Cimadom, Assessore comunali
Wally Rungger, Cristina Kury, Gabriella Job, Johanna Schmiedhofer Ganthaler, Rosmarie Wieser, Consigliere comunali
Oktavia Brugger, Candidata alle elezioni europee 2014 per i Verdi nella lista L’altra Europa con Tsipras

Auguriamo a tutte le donne un fantastico 8 marzo! L’8 marzo è una giornata di festa per tutte le donne, una giornata fitta di eventi e anche un’occasione per riflettere. In qualità di donne politiche ci chiediamo: “Che cosa abbiamo conquistato? Quali altre sfide ci aspettano?”

Il movimento delle donne ha ottenuto molto ed è tutt’ora una forza trainante per lo sviluppo sociale, per più formazione, più giustizia, più partecipazione. Le donne cambiano la società, la cultura, i media, le relazioni e il movimento che le rappresenta è come una bussola.

Quali altre sfide ci aspettano? In concreto guardiamo con grande preoccupazione alla legge elettorale Renzi/Berlusconi che potrebbe essere approvata la settimana prossima e che, così com’è, farebbe sparire le donne dal Parlamento italiano: l’alternanza 2 a 2 prevista nella bozza di legge “Italicum” avrà come conseguenza che, nella maggioranza dei casi, ci saranno due uomini come capolista e solo in una piccola parte dei casi due donne. Il risultato sarà una rappresentanza di genere in Parlamento assolutamente squilibrata. Non per niente, nelle ultime settimane, donne e uomini, schierate/i politicamente e no, si sono unite/i per cambiare questa proposta di legge che verrà molto probabilmente discussa e approvata il 10 marzo.

Un mese fa abbiamo chiesto alle deputate/ai deputati e ai senatori del Sudtirolo di farci avere la loro opinione in materia (comunicato stampa del 6 febbraio) e fortunatamente tutte/i (eccetto Michaela Biancofiore e Hans Berger che non hanno risposto) hanno sottolineato il loro impegno per garantire maggiore giustizia. Li richiamiamo nuovamente a questo impegno, affinché all’interno dei loro partiti e in Parlamento si elabori una legge elettorale che punti al meglio per tutte e tutti.

Senza donne non si va da nessuna parte!

Per le Donne Verdi,
Evelyn Gruber-Fischnaller

Lo cyberstalking è la nuova forma di violenza contro le donne, salita a livelli spropositati negli ultimi anni in tutti i 28 stati membri dell‘Unione Europea. Con questo termine si indicano le minacce e le intimidazioni che le donne subiscono in Internet. Questa perfida tipologia di stalking ha già portato donne e ragazze al suicidio.

E purtroppo anche le forme tradizionali di violenza fisica contro le donne sono aumentate, in famiglia, sul lavoro, nella vita pubblica. Una donna su tre in Europa è vittima di una aggressione sessuale, come è stato reso noto nella ricerca dell’Agenzia europea dei diritti fondamentali. Circa 62 milioni di cittadine europee tra i 17 e i 74 anni ne sono vittime. Particolarmente allarmante è il fatto che la maggior parte di loro non si ribella e non denuncia l’aggressore, nonostante il moltiplicarsi di strutture attrezzate per il supporto psicologico e legale. In Sudtirolo solo una donna su 20, vittima di violenza, si rivolge a strutture di supporto ufficali, come era stato denunciato ancora nel novembre scorso dall’Assessorato provinciale alla famiglia.

Per questo è importante rafforzare la consapevolezza delle ragazze già in giovane età, sia in famiglia che a scuola. In Sudtirolo c’è bisogno di un’ente di monitoraggio indipendente, che si batta contro lo cyberstalking. Stereotipi e pubblicità sessiste non possono essere tollerate e devono essere denunciate e combattute, prima che subentri l’abitudine e che iniziamo a considerarle come “normali”.

Oktavia Brugger, 7 marzo 2014