HomeComunicati stampaDDL contro la violenza sulle donne. Urge una pausa di riflessione

DDL contro la violenza sulle donne. Urge una pausa di riflessione

COMUNICATO STAMPA.

Oggi, la quarta commissione legislativa del Consiglio provinciale discute il disegno di legge 94/21 (“Interventi di prevenzione e contrasto della violenza di genere e di sostegno alle donne e ai loro figli e alle loro figlie”). Su richiesta del Gruppo Verde (consigliera Foppa), prima del dibattito sulla legge si tiene un’audizione con le rappresentanti della rete delle case delle donne. Questa audizione è estremamente necessaria perché le rappresentanti delle case delle donne – è incredibile a dirsi! – da quasi un anno non sono state più coinvolte nella preparazione della legge. Ciò significa che le esperte della materia sono state interpellate solo all’inizio del processo. Non per niente hanno lanciato l’allarme negli ultimi giorni e hanno fatto notare che il progetto di legge sta andando nella direzione sbagliata.

Il Gruppo Verde in Consiglio provinciale è della stessa opinione. “Il progetto ha diversi punti problematici, che stiamo cercando di mitigare con degli emendamenti”, commenta Brigitte Foppa che siede anche in commissione. “La cosa migliore, tuttavia, sarebbe quella di sospendere il disegno di legge, in modo che possa ancora essere rinegoziato e le esperte possano essere ascoltate”.

I principali punti critici sono i seguenti:

  1. alle case delle donne viene imposto uno “Sportello territoriale”, la cui direzione non è definita. Nella peggiore delle ipotesi, una donna che ha subito violenza potrebbe incontrare qui un burocrate (non è nemmeno specificato se l’ufficio debba essere occupato da una donna). L’anonimato, una delle condizioni più importanti, non viene garantito. Lo “sportello territoriale” è del tutto superfluo, le case di accoglienza delle donne forniscono già il servizio di sportello, garantendo sicurezza e tutte le competenze necessarie. Eventualmente potrebbero renderlo ancora migliore. I soldi sarebbero investiti molto meglio qui.
  2. Grave: non è più prevista la possibilità di convenzioni con associazioni ed enti per la gestione delle case delle donne (la Legge provinciale 10/89 con questa legge viene abolita).
  3. Le “linee guida” da sviluppare non sono definite, non viene nemmeno indicato se devono avere una prospettiva femminista e centrata sulle donne.
  4. Nel complesso, l’obiettivo sembra essere quello di imporre al sistema esistente una sovrastruttura politico-amministrativa più grande che crea più controllo e limita l’indipendenza.

Tutto questo non potrà mai essere nell’interesse delle donne.

 

Bolzano, 25/10/2021

 

Cons. prov.
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

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Author: Heidi

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