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INTERROGAZIONE SU TEMI DI ATTUALITÀ.

Con l’ultima sentenza del Consiglio di Stato è stato accolto il ricorso del titolare della malga di Antersasc avverso la sospensione della costruzione della strada di accesso alla malga e con essa la revoca delle autorizzazioni della Giunta provinciale e del Comune di St. Martino in Badia (del 18 aprile 2014). Gli interessi della proprietà dell’alpeggio, che, con il sostegno della comunità, delle autorità forestali e dell’ex giunta provinciale si è difesa contro varie obiezioni degli ambientalisti, per il momento hanno prevalso. Secondo la proprietà, il percorso dovrebbe ora essere completato lungo il tracciato esistente per una lunghezza di quasi 1 km e una larghezza di circa 2,5 m, in conformità con la delibera della giunta provinciale n.2022 del 27 dicembre 2013, con corrispondente contributo.

Si pone tuttavia la questione se attualmente vi sia un progetto valido, poiché la validità dell’autorizzazione rilasciata a fine 2013 ai sensi dell’art.12 della LG 25 luglio 1970, n.16, che era valida fino al 1° luglio 2020, scade dopo cinque anni dalla data di emissione.

“Trascorso tale periodo, l’esecuzione dell’opera prevista è soggetta a una nuova autorizzazione”. – così sancisce infine la delibera 2022/2013, una delle ultime dell’era Durnwalder.

Si chiede pertanto:

  1. L’autorizzazione rilasciata dalla giunta provinciale alla fine del 2013 è scaduta alla fine del 2018 o il termine è stato interrotto o prorogato, e se si, in base a quale normativa o comunque per quale ragione?
  2. Se l’autorizzazione del 2013 non è più valida, l’attuale giunta provinciale, che si è impegnata su obiettivi di “sostenibilità” in ripetute dichiarazioni del Presidente, concederà una nuova autorizzazione se ciò si rendesse necessario per la realizzazione del progetto?

Bolzano, 08.07.2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

Il Gruppo Verde ha portato oggi in Consiglio provinciale un ordine del giorno chiedendo maggiore autonomia per i Comuni nell’elaborazione dei regolamenti edilizi comunali.

In questi giorni i comuni si rompono la testa sui i regolamenti edilizi comunali. Molti comuni scelgono una sorta di “disobbedienza civile”, introducendo nei loro regolamenti edilizi comunali norme non previste dal regolamento provinciale e la Provincia sarà obbligata prima o poi a dare una copertura giuridica a questi regolamenti se non vuole un proliferare di contenziosi.

Con questo ordine del giorno, il Gruppo Verde ha posto il tema e l’assessora Kuenzer ha riconosciuto che il problema esiste. Abbiamo quindi accettato la proposta di osservare come si evolverà la situazione e di verificare in autunno come si saranno sviluppate le cose a livello comunale. La votazione è stata così sospesa.

“Ci prendiamo l’impegno di riportare in aula la mozione in autunno, sicuri che nei prossimi mesi crescerà la pressione di comuni, cittadine e cittadini sulla Provincia per ottenere una maggiore autonomia a livello comunale, perché a volte i Comuni sono già più avanti rispetto al regolamento edilizio tipo elaborato dalla Provincia” ha concluso il primo firmatario Riccardo Dello Sbarba.

Bolzano, 2/7/2021
Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

COMUNICATO STAMPA.

Dopo due mesi dall’inizio della trattazione di questa mozione ce l’abbiamo fatta! Il Consiglio provinciale ha accolto la proposta del Gruppo Verde, rielaborata in collaborazione con la SVP, con cui si dà avvio alla distribuzione di assorbenti gratuiti nell’ambito di progetti pilota di educazione sessuale nelle scuole medie. Un piccolo passo nella giusta direzione.

“Una donna spende in media più di 2.000 Euro per questi prodotti. Per molte donne, soprattutto per quelle più giovani, si tratta di una spesa considerevole e a volte non se la possono nemmeno permettere” commenta la prima firmataria Brigitte Foppa. “Continueremo a impegnarci affinché gli assorbenti vengano messi a disposizione gratuitamente in tutte le scuole e anche nei luoghi pubblici”.

 

Bolzano , 1.7.2021

Cons. prov.

Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

ORDINE DEL GIORNO al DdLp 85/21.

Con Delibera n. 301 del 30.03.2021 la Giunta provinciale ha approvato il “Regolamento edilizio tipo” previsto dall’art. 21 comma 5 della legge provinciale n. 9 del 2018, “Territorio e paesaggio”. Da tale regolamento tipo discende poi il regolamento edilizio comunale che deve essere deliberato da ciascun Consiglio comunale.
Il regolamento edilizio comunale è un documento fondamentale per il futuro sviluppo dei comuni e per la possibilità di operare di imprese, cittadine e cittadini.
La esigenza presente nella Lp 9/18 di avere regole omogenee per tutta la Provincia, al fine di evitare disparità di trattamento, è certamente giustificata. Tuttavia, questo principio deve essere contemperato con la giusta autonomia che deve essere riconosciuta ai Comuni in un sistema che considera la sussidiarietà come proprio principio fondante. Non è infatti pensabile che tutti i 116 comuni adottino il “Regolamento tipo” provinciale con una semplice operazione di copia e incolla.
Su alcune limitate scelte il “Regolamento tipo” lascia esplicitamente spazi di scelta ai comuni, come ad esempio in tema di verde o di inquinamento luminoso.
Resta tuttavia il fatto che in molti comuni i regolamenti edilizi adottati in precedenza contenevano importanti norme innovative e addirittura più virtuose di quanto previsto dal “Regolamento tipo”, che comprensibilmente si è mantenuto su un insieme di regole adottabili da tutti i comuni. Dagli spazi comuni nei condomini per favorire la mobilità ciclabile o il superamento di barriere architettoniche, alla sistemazione negli edifici di quanto occorre per la raccolta differenziata dei rifiuti (le cui regole tra l’altro variano da comune a comune), dalle norme per incentivare il co-housing a quelle per realizzare nelle aree private parchi giochi per bambini, fino alle regole per le antenne di trasmissione: sono solo alcuni esempi tratti dai regolamenti edilizi di diversi comuni che sarebbe illogico cancellare solo perché il “regolamento tipo provinciale” non le ha previste. Con l’effetto, tra l’altro, di un ineguale trattamento tra imprese o cittadine e cittadine che hanno operato per tanti anni con i precedenti regolamenti comunali, e quindi hanno dovuto rispettare queste norme, e chi opererà coi nuovi regolamenti edilizi che queste norme non contengono.
È certamente interesse della Provincia consentire ai comuni di fare meglio, se ne hanno la volontà, rispetto a quanto dettato dal “Regolamento tipo”.
Per “fare meglio” intendiamo una cosa precisa: adottare disposizioni migliorative di standard urbanistici e paesaggistici volte a perseguire con più rigore, coraggio e coerenza gli obbiettivi che la stessa legge provinciale “Territorio e paesaggio” indica al suo articolo 2: ad esempio garantire alla popolazione un’elevata qualità di vita e di lavoro, uno sviluppo sostenibile del territorio, maggiore tutela del paesaggio, spazi pubblici dove posso generarsi coesione e solidarietà sociale, migliori servizi di vicinato, qualità edilizia, mobilità non inquinante, non consumo di suolo, risparmio energetico e produzione di energia rinnovabile (implementando tra l’altro il nuovo quadro normativo europeo e statale sull’autoconsumo e le comunità energetiche).
Sono questi solo alcuni dei principi – citati a titolo di esempio – contenuti nell’articolo 2 della Legge provinciale “Territorio e paesaggio”, per il raggiungimento dei quali (e solo per questo fine) dovrebbe essere lasciata ai comuni la possibilità di adottare regole più virtuose dello standard provinciale, a partire dalla possibilità di conservare nei nuovi regolamenti edilizi comunali quelle norme più virtuose già presenti nei regolamenti precedenti.
Sarebbe incomprensibile che con una applicazione troppo rigida del “Regolamento edilizio tipo provinciale” i comuni che finora si erano dotati di norme più avanzate debbano fare passi indietro.
Del resto, da diversi comuni è venuta la richiesta di poter mantenere nei nuovi regolamenti norme sensate e virtuose già presenti nei regolamenti precedenti. A questa richiesta ci pare importante rispondere positivamente.

Tutto ciò considerato, il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale:

a predisporre gli strumenti normativi utili (se necessario anche modificando la delibera n. 301 del 30.03.2021 “Regolamento edilizio tipo”) affinché i comuni che lo desiderano possano, nel nuovo “regolamento edilizio comunale” approvato ai sensi delle Legge provinciale n. 9 del 2018, mantenere norme del precedente regolamento edilizio comunale e/o introdurvi nuove norme, a condizione che:
1. tali norme integrative non siano in contrasto con quanto previsto dal “Regolamento edilizio tipo” provinciale;
2. tali norme integrative abbiano l’obbiettivo dichiarato di perseguire in modo più efficace e virtuoso le finalità che la Legge provinciale n. 9 del 2018 “Territorio e paesaggio” indica chiaramente nel suo articolo 2.

BZ, 02.07.2021

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

INTERROGAZIONE.

Nell’area fra la stazione ferroviaria, piazza Verdi e piazza Walther a Bolzano è attivo da diversi mesi il gigantesco cantiere per la realizzazione del progetto WaltherPark. Tra scavi e demolizioni, durante le quali è stata trovata e smaltita anche una notevole quantità di amianto, le polveri e il rumore non lasciano tranquille le persone che abitano nell’area. Adiacenti al cantiere ci sono diversi esercizi commerciali, uffici e condomini abitati, tra cui uno in via Alto Adige a cui il cantiere praticamente “si appoggia” che ospita ben 52 famiglie.
Basta una piccola visita in questo condominio per accorgersi che su finestre e balconi si deposita quotidianamente una quantità notevole di polveri che vanno quotidianamente rimosse e che questa polvere continua, unita al rumore dei numerosi grandi macchinari, costringe per gran parte della giornata le persone a starsene chiuse in casa senza poter aprire le finestre o sostare sui balconi. In previsione dell’estate questa non è una situazione facile.
Su richiesta di queste famiglie la direzione del cantiere ha da tempo avviato un canale informativo che comunica periodicamente alle cittadine e ai cittadini l’evolversi dei lavori. Ma le operazioni sono talmente tante e di tali dimensioni che è facile sorgano problemi quotidiani che preoccupano chi abita nella zona. Molte persone non sanno come comportarsi e a chi rivolgersi, e non conoscono esattamente quali siano le prescrizioni che dovrebbero essere state fissate nel provvedimento di autorizzazione ottenuto dal cantiere in sede di VIA (Valutazione di impatto ambientale). Per questo va fatta chiarezza su diversi aspetti.

Si chiede alla Giunta provinciale:

  1. Quali sono le prescrizioni imposte in sede di valutazione di impatto ambientale al cantiere del WaltherPark? Si chiede una sintesi chiara di tali prescrizioni a tutela della salute e della qualità della vita delle persone che vivono e lavorano nel quartiere interessato.
  2. Oltre alle prescrizioni della VIA, ci sono per un cantiere di queste dimensioni ulteriori prescrizioni che sono imposte da altre norme, provinciali, nazionali o europee, volte alla tutela di chi abita e lavora nelle zone interessate?
  3. Oltre alle prescrizioni citate nelle risposte alle domande 1 e 2, ci sono altre prescrizioni o limitazioni che un’autorità come il Sindaco o il Presidente della Provincia può imporre a un cantiere come questo, per risolvere problematiche, anche momentanee, emerse durante i lavori? Se sì, può chi abita e lavora nei dintorni richiedere l’adozione di tali prescrizioni aggiuntive (anche momentanee)? Qual è la prassi da seguire? Ci sono già esempi di simili decisioni, o per ora non ce n’è stato bisogno?
  4. Chi è titolare del controllo sul rispetto delle prescrizioni citate nelle risposte alle due domande precedenti? Il Comune? La Provincia? O entrambi gli enti congiuntamente?
  5. A quali uffici in particolare è demandato il controllo di cui sono titolari gli enti citati nella domanda precedente? Se ci sono diversi uffici titolari del controllo per aspetti differenti, si prega di indicare la tematica e l’ufficio corrispondente.
  6. Come avviene il controllo? Esistono controlli periodici svolti d’ufficio, oppure i controlli avvengono “su chiamata”, oppure sono possibili entrambe le fattispecie? E per i controlli “su chiamata”, chi ha il diritto di richiedere il controllo?
  7. Quanti controlli d’ufficio sono stati svolti nel cantiere WaltherPark, quando sono stati effettuati e quali esiti hanno dato?
  8. Quanti controlli “a chiamata” sono stati svolti nel cantiere WaltherPark, quando sono stati effettuati, chi ha chiamato (non si chiede nomi ma categorie tipo: condomini, commercianti, esercenti bar…), qual era il problema e quali esiti hanno dato?
  9. Quale iter deve seguire un cittadino o cittadina che abbia un problema derivante dai lavori del cantiere per chiedere l’intervento delle autorità competenti, indicate nelle risposte alle domande precedenti?
    Si richiede cortesemente di allegare alla risposta a questa interrogazione il testo del (o il link al) “il provvedimento autorizzatorio unico provinciale comprensivo del provvedimento di VIA del cantiere WaltherPark”.

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

Qui potete scaricare la risposta della giunta.

ANFRAGE ZUR SCHRIFTLICHEN BEANTWORTUNG.

Immer wieder regt sich Protest seitens der Anrainer:innen, wenn Umlaufbahnen in der Nähe von Wohngegenden gebaut werden bzw. bereits errichtet sind. Derzeit betrifft es Meransen, vor einiger Zeit war es Welschnofen, wo eine Umlaufbahn mitten in eine Wohnzone gestellt wurde.
Die 10er-Kabinenbahn Welschnofen Laurin 1-Frommer Alm fährt von der Talstation in Welschnofen zur Frommer Alm hinauf. Die Bahn von Doppelmayr befördert mit einer maximalen Geschwindigkeit von 6 Metern pro Sekunde in ca. 11 Minuten eine Höchstzahl von 1.800 Personen pro Stunde. In unmittelbarer Umgebung der Talstation liegt eine Wohnsiedlung, die hauptsächlich von Einheimischen bewohnt wird.
Die Lärmbelastung für die Anrainer:innen ist beachtlich. An der Talstation gibt es verschiedene Arten von Geräuschen: ein tiefes Brummen, ein kontinuierliches Rauschen, das Klappern der Rollen, wenn die Kabinen darüber gleiten. Einige dieser Geräusche werden von den Instrumenten der Geräuschmessung gar nicht erhoben, sie stellen nichtsdestoweniger eine den ganzen Tag andauernde Belastung für die Anrainer:innen dar.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Wie viel hat die Bahn bei ihrer Errichtung gekostet? Wie hoch war der Beitrag des Landes? Wie wurde der Beitrag begründet?
  2. Wie sieht es mit der Auslastung der Bahn aus? Wie entwickelt sich die durchschnittliche Förderleistung pro Stunde im Jahresdurchschnitt der Jahre seit der Einrichtung der Bahn?
  3. Warum wurde eine Bahn mit dieser Förderleistung in Welschnofen gebaut? Welche Überlegungen standen dahinter?
  4. Gab es Auflagen für den Lärmschutz, da die Bahn in unmittelbarer Umgebung einer Wohnsiedlung gebaut wurde? Wenn nein, warum nicht?
  5. Hat die Landesregierung Kunde von Anrainer:innen, die von der Bahn in ihrer Lebensqualität beeinträchtigt werden?
  6. Gab es Messungen vor Ort, um die Belastung zu erheben? Welche Daten hat man hierzu? Wie wird der entstandene Lärm erklärt?
  7. Gibt es Bestrebung der Besitzergesellschaft, das Lärmaufkommen zu mildern? Wird es hierfür ebenfalls Landesförderung geben?
  8. Was kann getan werden, um die anwohnende Bevölkerung zu schützen?
  9. Hat man, auch jenseits der Bahn in Welschnofen, in der Landesverwaltung Erfahrungen im Bereich Psychoakustik? Werden diese Aspekte bei der Bewertung von Lärmbelastung in Südtirol mitberücksichtigt?

Bozen, 01.07.2021

Landtagsabgeordnete
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

ANFRAGE ZUR SCHRIFTLICHEN BEANTWORTUNG.

Am 15.06. beschloss die Landesregierung, ein Landeskoordinierungskomitee für den Organisationsablauf der Olympischen Spiele einzurichten. Aufgaben des Komitees sind unter anderem die „Überwachung des Mobilitäts- und Verkehrsplans“; weiters soll es darüber wachen, dass keine Sanktionen zu Lasten des Landes entstehen.
Das Interessanteste im Beschluss ist jedoch nicht der beschließende Teil selbst, sondern was so nebenbei in der Einleitung Erwähnung findet. Unter anderem ist von „Anpassungen der Infrastruktur der Arena in Antholz“ die Rede. Nun kann man sich unter „Anpassungen“ so ziemlich alles vorstellen: Von kleinen Reparaturarbeiten bis zur gewaltigen Potenzierung sind der Vorstellung hier keine Grenzen gesetzt.
Im Beschluss erwähnt wird auch der „Host-City-Contract“, in dem unter anderem festgelegt ist, dass alle an der Organisation der Spiele Beteiligten gesamtschuldnerisch für die Mitorganisatoren mithaften. Auch darunter kann man sich alles oder nichts vorstellen. Klarheit, welche Risiken Südtirol hier konkret eingeht, bringt der Beschluss allerdings nicht.

Daher richten wir folgende Fragen an die Landesregierung:

  1. Was besagt der Mobilitäts- und Verkehrsplan für Olympia 2026?
    a. Von wem wurde der Plan verfasst und welche Stakeholder daran beteiligt?
    b. Wir bitten um Aushändigung des Planes.
  2. Was sehen die „Anpassungen der Arena in Antholz“ vor?
    a. Sind diese „Anpassungen“ definitiv oder können in einem zweiten Moment noch weitere Dinge „angepasst“ und erweitert werden?
    b. Betreffen diese „Anpassungen“ auch eine Vergrößerung der Arena?
    c. Wenn ja, in welchem Ausmaß?
    d. Wenn nein, ist diese Entscheidung endgültig?
  3. Welche sind die konkreten finanziellen Risiken, die Südtirol mit der Unterzeichnung des „Host-City-Contracts“ eingeht?
  4. Was wird unternommen, um diese Risiken zu minimieren?
  5. In welchem Austausch steht Südtirol mit den anderen olympischen Partnern in Mailand/Cortina, um nicht Gefahr zu laufen, die Schulden Dritter „ausbügeln“ zu müssen?

Bozen, 01.07.2021

Landtagsabgeordnete
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba
Hanspeter Staffler

Prima (il) Klima!