Quando l’ostruzionismo è verso i cittadini…
Gli antefatti:
Negli ultimi anni i, in molti modi si è tentato di arrivare a una nuova legge per la partecipazione dei cittadini (democrazia diretta). Alla fine però ci si è arenati. I cittadini e le cittadine, con un referendum, hanno rifiutato la legge della SVP; e la maggioranza in Consiglio Provinciale dal canto suo si rifiuta di votare la proposta di legge firmata dall’Iniziativa per più democrazia nonostante le 18.000 firma raccolte.
Per smorzare la polarizzazione creatasi tra “politici” e “popolazione” e per raccogliere le idee e aspettative della cittadinanza, la 1° Commissione Legislativa ha deciso di organizzare una serie di incontri per questo autunno. Si è costituito un gruppo di lavoro sovrapartitico con Magdalena Amhof (SVP) e Brigitte Foppa (Verdi) che è riuscito ad organizzare le serate, nonostante parecchi tentativi di ostacolare l’iniziativa. I costi dei vari incontri ammontano a 18.000 euro più IVA e comprendono la preparazione, la conduzione plurilingue delle serate da parte di 4 moderatori professionisti, la documentazione degli 11 incontri (7 per la popolazione e 4 per le associazioni) in tutta la provincia.
Sin dall’inizio si sono levate critiche sui costi dell’iniziativa (per una curiosa coincidenza provenivano soprattutto dalle cerchie „economiste“!) e più di una volta abbiamo dovuto dar conto di queste spese, voce per voce.
Nel frattempo si sono svolte le prime serate. In esse assai spesso i cittadini presenti hanno fatto notare con fastidio che le serate non erano state pubblicizzate come sarebbe stato giusto e necessario e che era venuta a mancare una adeguata informazione sull’iniziativa. E per molti la mancata pubblicizzazione veniva proprio attribuita alla volontà da parte delle istituzioni di tenere lontani i cittadini. In seguito a queste critiche abbiamo chiesto all’ufficio di presidenza del Consiglio di erogare un budget di 5.000 Euro per una mini-campagna con cui dare pubblica notizia degli incontri restanti.
Questa settimana però l’Ufficio di Presidenza ha scelto di non stanziare questi fondi con la motivazione di non poterli responsabilmente sostenere.
Con ciò, i tentativi di affossare gli incontri con la cittadinanza raggiungono un nuovo culmine negativo. Il Consiglio Provinciale amministra un bilancio di oltre 7 milioni. Non aveva nessun problema, nel 2013, a stanziare 169.000 euro (che per il 2014 ammonteranno a 230.000 euro) per l’indennità del Presidente, del vice e dell’ufficio di Presidenza.
Tutta la serie di incontri sulla democrazia diretta costerebbe all’incirca come la spesa per “incentivare le conoscenze sul Consiglio Provinciale” (24.725 Euro) o come le spese di rappresentanza dell’Ufficio di Presidenza nel 2013 (23.000). I 5.000 euro per pubblicizzare le date starebbero nell’ordine di grandezza dei costi sostenuti nel 2013 per le cause in tribunale; e rappresenterebbero circa la metà dei costi di gestione delle auto blu del Consiglio (9.000) o 1/5 delle spese per la consulenza legale (25.000).
Questo è il valore e la considerazione che il Consiglio Provinciale dà (o, meglio, non dà) alla partecipazione della cittadinanza. Impedire la pubblicizzazione degli incontri può essere visto come un tentativo di ostacolare la partecipazione dei cittadini alla vita politica e questo deve almeno essere reso noto.
Dal canto nostro, ci auguriamo che le prossime serate vedano una partecipazione di cittadine e cittadini particolarmente forte, proprio per dire al Consiglio Provinciale che per tanti è importante poter dire la loro.
Chiediamo quindi ai media di rendere note le date degli incontri:
Egna / Neumarkt 4.11.2014 – 19:30 Uhr – Haus Unterland, Ballhausring 2
Bruneck / Brunico 14.11.2014 – 19:30 Uhr – Casa Michael Pacher Haus, Kapuzinerplatz 3e Piazza Cappuccini
Meran / Merano 17.11.2014 – 19:30 Uhr – FOS TB/Istituto Tecnico “Marie Kurie”, Piazza Mazzini Platz 1
Bolzano / Bozen 18.11.2014 – 20:00 Uhr – Liceo Classico “Carducci” Klassisches Gymnasium, Via Manci Str. 8


Perché rielaborare lo Statuto d’Autonomia?
Al vaglio della Convenzione va anche messa la dimensione civile dell’Autonomia. In questo modo saranno da riposizionare le relazioni dei Gruppi linguistici classici (della popolazione di lingua tedesca, italiana e ladina), profondamente cambiate dal 1972, ma dovranno trovarvi spazio anche altri gruppi, come quelli di genere diverso (specialmente le donne), di generazioni diverse (giovani e anziani) e di provenienze diverse (immigrati). E in tutto questo processo non dobbiamo dimenticare una costituente silenziosa, ma fondamentale per il nostro territorio, quella della natura, del paesaggio e dell’ambiente, alla quale la Convenzione vorrà, speriamo, dare adeguata attenzione.
iù complesso è il processo di costituzione del “Consiglio delle cittadine e dei cittadini”. Per garantire la più ampia rappresentatività è importante che non vi entrino solo quelle persone che da tempo si occupano più o meno professionalmente dei temi dell’Autonomia. Per questo, nella nostra proposta di legge, si opta per una modalità a sorteggio stratificato, con cui si possono evitare quei classici meccanismi gerarchici o di polarizzazione tipici delle procedure elettive e con cui è possibile garantire una rappresentanza equilibrata di tutta la popolazione residente in Alto Adige.





