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intercultura(1)Emendamento al Voto nr. 24/11

Alla fine dell’introduzione è aggiunto il seguente testo, che sostituisce anche l’intera parte impegnativa:

“Il Governo Monti ha impugnato a suo tempo la legge altoatesina sul servizio civile provinciale, che prevede una cifra intorno ai 450 euro al mese per giovani o pensionati che prestino un anno di volontariato. Tale legge consente ai giovani di avere un anno di orientamento dopo la maturità ed ai meno giovani di rendersi utili anche una volta cessata l’attività lavorativa. Questa forma originale di servizio civile provinciale non ha nulla a che fare con alcuna forma di sostituzione del servizio militare, la cui competenza è esclusivamente dello Stato. Da questo punto di vista ha fatto bene la Provincia di Bolzano a resistere in giudizio di fronte alla Corte Costituzionale.

Tutto ciò considerato,

iI Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano,

Nell’attesa fiduciosa del pronunciamento della Corte Costituzionale, ribadisce la validità della normativa contenuta nella legge provinciale sul servizio civile provinciale per giovani o pensionati che prestino un anno di volontariato e conferma la propria convinzione che tale materia, che nulla ha a che vedere col servizio militare, ricada nelle competenze spettanti alla Provincia autonoma e che dunque sia pienamente legittima

E invita il Parlamento italiano

ad approvare al più presto una riforma della legge 6 marzo 2001, n. 64 per consentire l’accesso al servizio civile nazionale anche ai/alle giovani stranieri/e tra i 18 e i 28 anni di età, con residenza stabile nel nostro paese e una buona padronanza della lingua italiana (e/o tedesca per chi svolge servizio civile in provincia di Bolzano), che non abbiano procedimenti penali in corso, che abbiano i presupposti previsti per tutti i cittadini e le cittadine dal DLgs77/2002 per l’accesso al servizio civile e che ne facciano espressa richiesta”.

Consiglieri provinciali

Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss

Bolzano, 27 giugno 2013

 

UrbanisticaIl regalo di commiato dell’”Era Durnwalder”

La „Piccola riforma“ di Pichler Rolle è diventata una legge-mostro. Non contenta di averla trasformata in un Omnibus illeggibile che modifica ben 14 leggi provinciali, ora la Giunta ha presentato per l’aula 75 nuovi emendamenti, firmati da 4 diversi assessori e altri 5 consiglieri della maggioranza in gara tra loro per soddisfare le clientele elettorali.

Tra le novità più gravi degli emendamenti per l’aula:

1. LA RIPROPOSIZIONE DELL’ARTICOLO WIDMANN SULLE ZONE PRODUTTIVE D’INIZIATIVA PRIVATA. Questo articolo era stato eliminato dalla Commissione, ma l’assessore Widmann lo ripresenta ora in aula cambiato nella forma (è assai più confuso!) ma identico nella sostanza: non è più l’ente pubblico che programma il territorio, ma il privato proprietario che promuove le zone produttive e mette sotto pressione l’ente pubblico (su questo vedi la Relazione di minoranza).

2. LA LEX BENKO. Con un accordo personale con il sindaco Spagnolli, l’ex vice Sindaco Pichler Rolle ha introdotto in Commissione i nuovi articoli 55 bis e 55 ter che – in stile Widmann – introducono „zone di riqualificazione urbana di iniziativa privata“. La procedura vigente viene rovesciata: non è l’ente pubblico che – in base all’interesse collettivo – individua nel piano urbanistico le aree da riqualificare, ma è il privato che – dopo aver acquistato in anticipo le parti di città che gli interessano – mette sotto pressione il Comune affinché tali aree vengano dichiarate „da riqualificare“ e vengano sottoposte a una procedura accelerata che non prevede più la partecipazione dei cittadini e delle cittadine (neppure dei confinanti!). Il Consiglio comunale viene coinvolto alla fine, a giochi fatti.

Dopo un aspro dibattito in città, l’assessore Tommasini ha presentato ora una proposta cosiddetta „di compromesso“, che compromesso non è affatto.

Infatti, la nuova versione Tommasini introduce un doppio binario:

  • da un lato, con i nuovi articoli 55 bis, ter e quater, ripristina una normativa simile a quella oggi vigente, che parte dall’inserimento di zone di riqualificazione urbana nel Piano Urbanistico Comunale sotto la regia del Comune.
  • Accanto a questo però, col nuovo articolo 55 quinquies, mantiene anche la possibilità delle „zone di riqualificazione urbana di iniziativa privata“ che esautorano l’ente pubblico e i cittadini e trasformano la pianificazione urbana in un accordo tra un sindaco e un privato, col consiglio comunale coinvolto a cose già fatte. Ovviamente sarà proprio questo il binario che seguirà il progetto Benko, che ritiene l’Hotel Alpi da dichiarare „zona da riqualificare“ solo perché l’ha acquistato, mentre il suo piano non coinvolge affatto – ad esempio – l’edificio degradato su via Garibaldi, quello sì in condizioni di emergenza!

Ci dispiace esprimere stavolta un radicale dissenso con un sindaco da noi stimato come Gigi Spagnolli: il gruppo Verde si batterà in aula con ogni mezzo affinché l’articolo 55 quinquies venga eliminato!

La “Lex Benko” e le “zone produttive di iniziativa privata” rivelano lo spirito di questa “riforma urbanistica”, che consegna il territorio agli interessi privati, umilia il bene pubblico, cancella la pianificazione e affida i nostri centri urbani alla volontà del mercato e del puro profitto.

Infatti anche negli altri articoli  questa “riformetta”:

  1. esautora i consigli comunali, sposta alle giunte le decisioni fondamentali sui piani urbanistici e sui piani di recupero e di attuazione e in questo modo riduce le possibilità dei cittadini e delle cittadine di partecipare alla pianificazione del territorio;
  2. riduce il ruolo dei tecnici nelle diverse commissioni, soprattutto in campo urbanistico e paesaggistico, a favore dei rappresentati della politica e degli interessi;
  3. incoraggia il consumo di suolo, la cementificazione del verde agricolo e la dispersione del costruito attraverso le norme sugli ampliamenti di cubatura, le trasformazione degli hotel, il raddoppio delle sedi dei masi;
  4. pone maggiori costi a carico delle casse pubbliche, sostituendo gli acquisti agli espropri e mettendo a carico dei Comuni i costi di urbanizzazione delle nuove zone produttive;
  5. non riduce la burocrazia, ma la democrazia;
  6. e, immancabilmente, contiene norme “ad personam”.

Con i quasi 300 emendamenti presentati, sarà impossibile che i consiglieri e le consigliere discutano di questa legge con competenza e votino sapendo quello che stanno facendo.

In nome della tutela del territorio e del paesaggio, dei nostri centri urbani e del patrimonio edilizio storico, il gruppo Verde chiede alla Giunta provinciale e all’assessore Pichler Rolle di ritirare questa legge e varare entro il primo anno della prossima legislatura una riforma urbanistica davvero organica, basata sullo stop al consumo di suolo, la trasparenza, la semplicità delle norme, il pari trattamento di tutti i cittadini e le cittadine.

Consiglieri provinciali

Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss

Bolzano, 25 giugno 2013

verECOnomia - Grüne Wirtschaft_HPL’assemblea provinciale dei Verdi Grüne Verc, con sdegno prende atto di certa cronaca su deplorevoli atti di violenza nei confronti di donne e giovani.

I Verdi detestano fermamente ogni forma di violenza. Con altrettanta fermezza, però, condannano qualsiasi strumentalizzazione di notizie su episodi di violenza, effettivi o presunti che essi siano.

Prevenire, perseguitare e punire delitti deve rimanere di esclusiva competenza delle forze dell’ordine e della giustizia. Campagne mediatiche non sono d’aiuto in proposito. Anzi, attizzano un clima di sospetti, della colpevolizzazione collettiva e infine di xenofobia.

Ogni allarmismo nuoce alla civile convivenza delle persone. Ciò che può essere inteso un appello all’autodifesa, facilmente finisce ad essere colto per invito a far giustizia da sé. Per grave che sia, nessun crimine potrebbe giustificarlo. Badiamo che non si inizi.

I Verdi esortano le concittadine e i concittadini a non cedere agli allarmismi di circostanza. Libertà e legalità sono il bene più prezioso di ogni società democratica. Prendiamone le difese! Anche nei confronti di chi, pretestuosamente, rivendica a sé di tutelarlo.

Proclamazione dell’assemblea provinciale
Bolzano, 22/06/2013

BBT Aicha 17-09-2008L’ultimo provvedimento dello Stato approvato il 21 giugno 2013 dalla Camera dei deputati con un decreto d’emergenza sembra quasi l’ultima scorta che viene buttata fuori dal castello assediato e ormai allo stremo per dare prova di vita e di forza.

Da una parte lo Stato avrebbe urgente bisogno di 75 miliardi di Euro per coprire impegni urgenti e per alleviare la bancarotta, dall’altra decide di destinare 120 milioni di Euro all’anno dal 2015 al 2024 per le linee di accesso alla tratta meridionale del tunnel di base del Brennero.

Per i 190 km di linee di accesso tra Verona e Fortezza non esiste ancora alcun lotto pronto per essere edificato e per alcuni tratti non è nemmeno stato ancora deciso il tracciato. La lobby del cemento è riuscita a vincolare risorse per un grande e dispendioso progetto, mentre mancano soldi per un rinnovamento complessivo e urgente della rete ferroviaria italiana.

L’indaffarato ministro Maurizio Lupi ha inserito di nascosto questo finanziamento deciso ieri in un pacchetto d’emergenza destinato in realtà alle regioni colpite dal terremoto. Allo stesso tempo, un governo con una maggioranza così ampia pone la fiducia, così che i deputati non possano porre delle domande imbarazzanti.

La SVP, da sempre „posseduta“ da questo buco senza senso sotto il Brennero, naturalmente approva ulteriori finanziamenti. E nel frattempo i nostri smaniosi politici si dimenticano di ogni provvedimento per la riduzione di traffico non necessario e per il trasferimento del trasporto su ruota al quello su rotaia. E per concludere: 120 milioni di Euro all’anno non rappresentano nemmeno il 10% dei finanziamenti necessari per la realizzazione delle linee d’accesso.

Proclamazione dell’assemblea provinciale

Bolzano, 22/06/2013

Gruppe Verdi Gruene Verc 13 GruppoSabato, 22 giugno si è svolta a Bolzano l’assemblea provinciale di carattere organizzativo in cui sono stati definiti i dettagli del percorso verso le lezioni provinciali di ottobre. I punti più importanti sono stati presentati dal portavoce Riccardo Dello Sbarba.

Queste le decisioni centrali (v. anche la mozione integrale in allegato):

  • Dalle Primarie sono emerse le prime 6 persone della testa di lista. La lista verrà completata cercando persone rappresentative di tutte le parti geografiche della provincia per compensare una certa sovrarappresentanza di Bolzano.
  • La lista sarà formata da 4 parti: dopo la testa di lista saranno posizionati i 2 rappresentanti di SEL (finora è stato nominato Lorenzo Sola). Seguiranno i candidati e le candidate sotto 35 anni e infine gli altri in ordine alfabetico. Delle persone che si erano presentate alle primarie, oltre i 6 candidati di punta ben altre 14 hanno finora dato la loro disponibilità a candidarsi per le elezioni provinciali. Esse sono: Sybille Atz, Flavia Basili, Giorgio De Vuono, Klaus Egger, Erica Fassa, Iris Franceschini, Gaudenz Kripp, Valentino Liberto, Marialaura Lorenzini, Christoph Moar, Hanspeter Niederkofler, Richard Steinmann, Franca Toffol e Andreas Unterkircher. Restano quindi da occupare 13 posti in lista che verranno occupati entro il 7 settembre.
  • Il simbolo della lista sarà la colomba delle pace su sfondo verde. Non ci saranno altre alleanze oltre a quella con SEL.
  • Nel corso dell’estate verrà elaborato il programma elettorale sulla base die workshops 10×10.

Nelle sue parole introduttive Brigitte Foppa si è espressa per una campagna elettorale propositiva e piena di idee che dovrà vivere del team, della diversità dei candidati e delle candidate e della partecipazione dei cittadini, esattamente come già sperimentato durante le primarie.

Hans Heiss ha sottolineato la necessità di evitare uno scivolamento a destra dell’elettorato e di impedire xenofobia e divisioni nella popolazione. Questo è stato ribadito anche dal deputato alla Camera Florian Kronbichler che ha aperto l’assemblea con il racconto delle sue esperienze nel Parlamento. L’incontro è stato concluso dall’intervento di Klaus Egger, portavoce di verdECOnomia, che ha annunciato incontri con le rappresentanze di categoria durante l’estate.

Sono state votate ed accolte anche alcune mozioni, tra le quali una che propone di svolgere workshops tematici in autunno (Gruber-Fischnaller/Foppa/Liberto/Pichler) e uno per il sostegno all’iniziativa „Rifiuti Zero – Gesetz zur Null-Abfall-Strategie“ (Foppa). Altre mozioni riguardavano l’attuale campagna contro la violenza  (Kronbichler) e il Tunnel di Base del Brennero (Kusstatscher) che manderemo ai media nei prossimi giorni.

image98MOZIONE

Nell’ultimo decennio anche in provincia di Bolzano si sono diffuse molte nuove aree produttive, e le esistenti si sono ampliate, grazie anche a norme come il cosiddetto “decreto Tremonti” che ha fatto spuntare ovunque capannoni industriali secondo il motto: “intanto realizzo cubatura, poi vedrò cosa farci”.

Molte di queste cubature erano gonfiate a scopo speculativo ed ora fanno mostra di sé, vuote ed inutilizzate, nelle periferie delle nostre città. La stessa BLS ha calcolato che nella sola zona industriale di Bolzano vi sono 110 edifici produttivi vuoti, pari a oltre 150.000 m2 di capannoni e altri 98.000 m2 di aree all’aperto inutilizzate. Ciò non rappresenta solo un costo per l’ambiente, ma anche per gli stessi proprietari. Infatti, dopo che anche a questi edifici è stata applicata l’Imu, essi sono diventati per molte aziende un gravoso fattore di costo. E’ interesse di tutti, dunque, dell’ambiente e anche dell’economia, che le aree e i capannoni non utilizzati passino a aziende che effettivamente ne hanno bisogno.

Una politica che blocchi lo spreco del suolo deve quindi puntare innanzitutto al riutilizzo di questo enorme patrimonio inutilizzato, prima di autorizzare nuove aree produttive.

Tutto ciò considerato,

il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale

a seguire il seguente orientamento in applicazione delle norme che nella presente legge provinciale 167/13 sono riferite al Capo V, “Zone per insediamenti produttivi”:

“Non autorizzare la creazione di nuove zone produttive o ampliamenti di zone produttive esistenti, se nello stesso comune in cui si manifestano esigenze di nuovi spazi o edifici per attività produttive, o in comuni immediatamente adiacenti, esistano già aree produttive inutilizzate o capannoni industriali vuoti. In questi casi va data priorità all’utilizzo delle aree o dei capannoni esistenti”.

Consiglieri provinciali

Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss

Bolzano, 21 giugno 2013

 

Rittner-Seilbahn-Funivia-del-RenonDopo aver pagato per anni affitti ad uffici vuoti, finalmente la Provincia ha cominciato ad utilizzare l’edificio della Funivia del Renon trasferendoci nel maggio 2013 lo sportello mobilità fino ad allora ospitato nel Palazzo provinciale 3A (piazza Magnago).

Nell’edificio adiacente alla funivia la Provincia paga un affitto di € 13.200 + Iva al mese, cioè € 950.400 + Iva per il primo periodo contrattuale (6 anni), tacitamente rinnovabile per altri 6 anni. Se dopo il secondo periodo la Provincia deciderà di restare, com’è probabile, anche il canone dovrà essere ri-contrattato. Inoltre annualmente il canone verrà aumentato in seguito agli aggiornamenti Istat sull’inflazione.

Risulta che nella parte rimasta vuota del Palazzo provinciale 3 A di piazza Magnago si trasferiranno diversi uffici, tra cui il dipartimento all’innovazione, informatica, lavoro, cooperative, finanze e bilancio, in sostanza l’assessorato dell’assessore Bizzo, situato attualmente in piazza Università nr. 3 a Bolzano.

Tale edificio è oggi proprietà della Regione e per gli uffici dell’assessore Bizzo la Provincia paga la cifra simbolica di € 100 all’anno (vedi risposta alla nostra interrogazione 2950/12).

Poiché la Provincia ha annunciato da anni l’obbiettivo di risparmiare sui tantissimi locali che ha preso in affitto su tutto il territorio provinciale, si tratta ora di capire se l’operazione di trasferimento multiplo di uffici provinciali nell’edificio adiacente la funivia del Renon e di altri uffici ora dislocati altrove nel Palazzo Provinciale 3 A in piazza Magnago contribuisca a questo obbiettivo, diminuendo la spesa complessiva in affitti a carico della Provincia.

Considerato che gli spazi nell’edificio adiacente alla funivia del Renon costano alla Provincia la somma di € 13.200 più Iva al mese, cioè 158.400 € più Iva all’anno,

si chiede:

EDIFICIO ADIACENTE LA FUNIVIA DEL RENON:

  • Quali uffici o servizi o altro, nella sistemazione definitiva, la Provincia trasferirà nell’edificio adiacente alla Funivia del Renon negli spazi presi in affitto a 13.200 € al mese?
  • Tra gli uffici o altro, di cui al punto 1, ce ne sono o ce n’erano di ospitati in spazi presi in affitto dalla Provincia? Se sì, quanto spendeva la Provincia (al mese, o all’anno) per i relativi affitti?

PALAZZO PROVINCIALE 3 A:

  • Quali uffici o servizi o altro, nella sistemazione definitiva, verranno trasferiti dalla loro attuale sede nel Palazzo provinciale 3A di piazza Magnago?
  • Tra gli uffici o altro, di cui al punto 3, ce ne sono o ce n’erano di ospitati in spazi presi in affitto dalla Provincia? Se sì, quanto spendeva la Provincia (al mese, o all’anno) per i relativi affitti?

BILANCIO COMPLESSIVO:

  • Alla fine di tutti i trasferimenti previsti per il Palazzo provinciale 3 A di Piazza Magnago e per l’edificio adiacente la funivia del Renon, la Provincia avrà speso di meno o di più (al mese, o all’anno) in affitti? E quanto?

Consiglieri provinciali

Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss

Bolzano, 21.6.2013

Foto von  der Umweltschutzgruppe Vinschgau http://umweltvinschgau.wordpress.com/

Foto von der Umweltschutzgruppe Vinschgau http://umweltvinschgau.wordpress.com/

Vinschger Bevölkerung fordert klare Regeln. Die Grünen unterstützen diese Forderung.

Gestern fand in Prad eine Infoveranstaltung des Südtiroler Bauernbundes zum Thema Pflanzenschutz im Obstbau statt. Mehr als 500 höchst interessierte ZuhörerInnen – darunter die Grünen-VertreterInnen Riccardo Dello Sbarba, Hans Heiss, Sepp Kusstatscher, Johanna Donà und Hanno Mayr – und zahlreiche kritische Wortmeldungen sprechen eine klare Sprache:Die geltenden Regeln und Empfehlungen im Intensivobstbau reichen nicht, um AnwohnerInnen, benachbarte Bio-, Acker- oder GrünlandbäuerInnen vor der Abdrift der Pflanzenschutzmittel zu schützen. Bezüglich deren Wirkung gibt es viel zu wenige Informationen von Seiten der offiziellen Stellen. Viele Indizien weisen aber auf sehr problematische Auswirkungen, besonders auf Kinder und die Fruchtbarkeit von Männern hin.

Die Interessensvertretungen, Forschungs- und Beratungseinrichtungen sind gefordert, bestens bekannte Maßnahmen wie systematische Heckenpflanzungen, technische Optimierungen der Pflanzenschutzgeräte und Vermeidung von Behandlungen an Tagen mit starken Winden schnellstmöglich zum Standard zu machen, deren Einhaltung zu überprüfen und Regelbrüche zu sanktionieren. Außerdem sollen weitere Maßnahmen mit hoher Priorität entwickelt werden.

Die Vinschger Bevölkerung und wir als Verdi Grüne Vërc wünschen uns ein harmonisches Neben- und Miteinander von biologisch und integriert anbauenden Obst-, Acker- und GrünlandbäuerInnen, Wohnbevölkerung und Touristen. Dies ist nur möglich, wenn Spritzmittel dort bleiben, wo sie angewendet werden. Langfristig sollen Ideen wie eine Gesamt-Vinschger Bioregion mit einer entsprechenden touristischen Vermarktung konkret an- bzw. weitergedacht werden.

 

Brigitte Foppa
Hanno Mayr

Bozen, den 19.06.2013

Violence a matter of social circumstancesInvito a una discussione razionale.

Tutto è partito da un brutto episodio di violenza a Bolzano. Si è accesa una discussione sulla violenza nello spazio pubblico in Alto Adige, Questo ci avrebbe potuto portare a un più approfondito dibattito pubblico su questo tema complesso, cosa che sarebbe stata oltremodo gradita. Abbiamo invece assistito a una unilaterale radicalizzazione del dibattito – che si è svolto unilateralmente sul terreno della tematica dell’immigrazione. Ciò non rende atto alla complessità del problema, poiché quest’ultimo ‘e molto più complesso e richiede un trattamento più differenziato.

Constato che:

  • A Bolzano (ma non solo) si verificano episodi di violenza, specie di notte e spesso in concomitanza di consumo di droghe ed alcol.
  • La violenza va condannata e perseguitata in ogni sua forma utilizzando le disposizioni di legge.
  • L’unico efficace mezzo a disposizione contro la violenza a lungo termine è la prevenzione.
  • Servono professionisti competenti che sappiano rapportarsi alle persone violente. Alcune volte la violenza nasce proprio da meccanismi di esclusione e razzismo latente.
  • Quando si lanciano campagne ci si deve rendere conto di quello che possono provocare. Nel caso attuale siamo giunti un’altra volta a dover assistere a banale e generalizzato razzismo (basta dare un’occhiata ai blog e portali online). Questo non serve a nulla se non ad aumentare la paura degli uni e la disponibilità alla violenza di altri.

 Chiedo perciò che la discussione si svolga in modo razionale e senza generalizzazioni di nessun tipo. Spesso la violenza ha delle ragioni sociali, più che nazionali. Questo ci indica anche la strada da seguire.

Brigitte Foppa

Foto di Alan ContiVi presentiamo la lista delle sei persone più votate alle nostre primarie aperte 2.0. Queste bellissime persone guideranno la lista dei Verdi Grüne Vërc alle provinciali 2013:

  1. Brigitte Foppa
  2. Hans Heiss
  3. Riccardo Dello Sbarba
  4. Evelyn Gruber-Fischnaller
  5. Patrizia Trincanato
  6. Tobias “Tobe” Planer

Dati sulla partecipazione:

  • 1.854 firmatari del manifesto per un fututo equo della nostra provincia. La firma del manifesto è condizione per partecipare al voto.
  • 1.564 votanti, di cui un terzo ai seggi, due terzi online.

Qui vi elenchiamo i dettagli del voto:

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