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Muoversi dopo il Lockdown: premiare chi sceglie il trasporto pubblico

MOZIONE.

Il trasporto pubblico collettivo è stato coinvolto pienamente nelle misure d’emergenza contro l’epidemia da Covid-19: i servizi sono stati bloccati o ridotti al minimo durante la fase di generale quarantena e nella successiva “riapertura” hanno ripreso in forma ridotta e con precise misure di distanziamento sociale che hanno diminuito le capacità di trasporto. Vi è stato anche un fattore psicologico, poiché le persone si sono abituate a considerare i mezzi pubblici come ambienti a rischio di epidemia. Alla ripresa delle attività infatti si è notato un aumento nell’uso del mezzo privato (a volte salutato positivamente sui mass media) e una scarsa propensione a riutilizzare treni e bus. In questo modo il Coronavirus rischia di cancellare anni e anni di politiche di promozione del trasporto pubblico collettivo e l’immagine stessa di questo modo ecologico di muoversi. I danni per l’ambiente possono essere ingenti e di lungo periodo.

Naturalmente va potenziata la possibilità di spostarsi in bicicletta o a piedi, ma ciò che preoccupa è tutta la mobilità finora gestita attraverso il trasporto pubblico. A questo tipo di mobilità va dedicato ora un intervento straordinario, che va considerato come parte integrante delle misure per ridurre al minimo i danni conseguenti alla pandemia – intendiamo parlare dei danni ecologici, che possono essere altrettanto gravi dei danni economici e che dunque meritano un forte investimento di risorse pubbliche.

La prima cosa da fare, se vogliamo aumentare di nuovo le persone che scelgono treni e bus, è certamente quella di potenziare le capacità di trasporto tenendo conto della necessità di rispettare tassativamente le misure di sicurezza anti Coronavirus, in modo da dare a chi sale su un mezzo pubblico una doppia certezza: che la sua salute è tutelata e che troverà di sicuro posto (aspetto, quest’ultimo, da comunicare chiaramente nella campagna pubblicitaria di rilancio del trasporto pubblico).

Inoltre, serve un forte incentivo economico che premi chi torna a preferire il trasporto pubblico sull’auto privata.  Tale incentivo deve essere caratterizzato dalla semplicità, dalla chiarezza, dalla capacità di essere apprezzato immediatamente dall’utenza e deve consistere in un’attraente riduzione tariffaria per chi viaggia spesso con i mezzi pubblici, o può decidere proprio grazie a questo incentivo di utilizzarli più spesso. Il modello è quello del ”Pass Abo+” e del “Pass 65+”: un attraente abbonamento annuale forfettario valido per tutti i mezzi e per tutte le tratte percorribili con l’”Alto Adige Pass”. In Tirolo ad esempio esiste lo “Jahres-Ticket”, come in moltissime altre regioni o città europee.

Si tratterebbe di una offerta a cui ogni persona può aderire oppure no, restando intatta la possibilità di optare per il sistema tariffario a chilometri del classico Alto Adige Pass. La categoria che potrebbe essere più interessata sono le lavoratrici e i lavoratori pendolari, che viaggiano molto per lavoro.

Tenendo conto delle attuali tariffe, per essere attraente il costo di tale abbonamento forfettario non dovrebbe superare i 300€ all’anno (cioè al massimo il doppio dell’Abo+), anche pagabili a rate mensili di 25€.

Infine, proprio dopo l’esperienza dell’emergenza Covid-19, per molte persone potrebbe crescere l’attrattiva per il car sharing, finora scelta da una nicchia relativamente ridotta di utenti. Qui la Provincia dovrebbe preparare un piano straordinario di rilancio e potenziamento del car sharing, che privilegi l’uso di mezzi elettrici o per lo meno ibridi,  offrendo incentivi e facilitazioni a chi si proponga – dando le opportune garanzie – per potenziare l’offerta di questo genere di mobilità.

Tutto ciò considerato,
Il consiglio della Provincia autonoma di Bolzano impegna la Giunta provinciale:

  1. A introdurre nel sistema tariffario provinciale l’offerta aggiuntiva e opzionale di un abbonamento annuale forfettario valido per tutti i mezzi e tutte le tratte percorribili con l’”Alto Adige Pass”, a un costo che non deve superare i 300€ all’anno, anche pagabili a rate mensili di 25€. Resta ferma comunque la possibilità di scegliere l’attuale sistema a tariffa chilometrica.
  2. A predisporre un piano straordinario di rilancio e potenziamento del car sharing, offrendo incentivi e facilitazioni a chi si proponga – dando le opportune garanzie e optando per l’impiego di mezzi elettrici o almeno ibridi –  per potenziare l’offerta di questo genere di mobilità.
  3. A potenziare le capacità di trasporto pubblico tenendo conto della necessità di rispettare tassativamente le misure di sicurezza anti Coronavirus, in modo da dare a chi sale su un mezzo pubblico la certezza di trovare posto insieme alla assoluta tutela della propria salute.

Bolzano, 21/05/2020

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hanspeter Staffler

 

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Author: Heidi

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“Fase zero” come
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